LE TASSE PIU’ ASSURDE E PAZZE DELLA STORIA

 

Non c’è nulla di certo al mondo, tranne la morte e le tasse”, diceva Benjamin Franklin. Il detto è sempre attuale.
Ci lamentiamo, ancora oggi,  per le tasse che dobbiamo pagare. Possiamo, pero’, consolarci pensando che nel corso dei secoli è stato tassato davvero di tutto dalla  barba alle le finestre e poi ancora  il celibato e ,addirittura, la vedovanza.

 Ieri come oggi le tasse sono indispensabili per mandare avanti la macchina dello Stato e garantire servizi ai cittadini.

Il punto è che a volte i governanti si sono fatti prendere la mano. Tanto che nel corso dei secoli non sono mancati esempi di tributi davvero bizzarri ed eccentrici.


Un vespasiano romano: le toilette prendono il nome dall’imperatore Vespasiano, che per primo ebbe l’idea di tassare la raccolta delle urine per uso “industriale”. L’imposizione fiscale romana in realtà era abbastanza equa. Peggiorò invece con la pesante riforma di Diocleziano (III secolo d.C.).

ALLA ROMANA. A ogni territorio conquistato, per esempio, Roma chiedeva il pagamento di un esoso tributo, a meno che i suoi abitanti non si arrendessero pacificamente. Ma non era tutto. Durante la sua opera moralizzatrice, Augusto (27 a. C.-14 d. C.) introdusse un’imposta sui senatori che non avevano ancora preso moglie, allo scopo di salvaguardare l’istituzione della famiglia.

L’imperatore Vespasiano, più di mezzo secolo dopo, pensò di rimpolpare invece le casse dello Stato con la tassa sull’ urina, raccolta e utilizzata dai conciatori nei bagni pubblici.

Le donne nel Medioevo non avevano diritti. Quelle che se la passavano peggio erano le donne di condizione umile, più soggette a soprusi e nate con la vocazione al matrimonio (o al voto). Nell’immagine, Giovanna d’Arco, celebrata come santa dalla Chiesa cattolica e come paladina dei diritti femminili dalla tradizione.

Con lo sviluppo del sistema feudale, in Europa si finì per pagare tasse su tutto, a discrezione e piacere di signorotti e feudatari. I contadini versavano dazi per tagliare l’erba (erbatico) e la legna, per abbeverare gli animali o attingere acqua dalle fonti, per raccogliere ghiande e frutti e per attraversare ponti (pontatico).

Si pagava persino la pesca di rane negli stagni e di pesci in acqua dolce o salata, nonché la sosta sulle rive di fiumi e laghi. Le entrate più consistenti arrivavano però attraverso il cosiddetto focatico, la tassa sul focolare domestico che ogni famiglia possedeva per cucinare e forgiare gli attrezzi, e l’imbottato, l’imposta che tutta la comunità pagava in base ai prodotti agricoli che si possedevano.

TASSA SULLA VEDOVANZA Una delle tasse più curiose fu introdotta dalla Spagna del XIV secolo, nel pieno delle guerre tra spagnoli e musulmani per la conquista della penisola iberica. Allora le vedove erano tenute al pagamento di un’imposta di due maravedis (circa 35 euro) nel caso in cui avessero deciso di risposarsi entro i primi 12 mesi trascorsi dalla morte del marito.

Una volta risposate, infine, rischiavano di essere vendute come serve insieme al nuovo coniuge, se per caso si fosse scoperto che il primo marito era ancora vivo (le notizie che arrivavano dalla Terrasanta non erano mai certe). Dalla tassa sul secondo matrimonio erano esenti gli uomini.


PARRUCCA MIA, QUANTO MI COSTI… Tra il XVII e il XVIII secolo la parrucca era la regina del look in Italia, Francia e Inghilterra. Fino a quando il primo ministro William Pitt, nel 1795, decise di imporre una tassa sulla polvere per parrucche, sia per la scarsità di farina con la quale veniva prodotta, sia per la necessità di fare cassa.

A guidare la protesta contro questo tributo fu il duca di Bedford, che abbandonò le parrucche per un’acconciatura al naturale, con riga di lato fissata da cera per capelli, e invitò i suoi amici nobili a fare lo stesso. Ben presto le parrucche sparirono così dall’ uso comune per restare relegate solo ad alcuni ambienti di corte o ai tribunali.

AL FREDDO E AL BUIO. Nella Polonia del ’700 l’imposta più odiata fu quella sui camini di casa, essenziali per sopravvivere al freddo dell’Est. Gli abitanti di città e campagne pagavano infatti una certa somma di denaro per ogni canna fumaria che possedevano.

Moltissimi chiusero letteralmente i camini, finendo così per riempire di fumo le case. E facendo moltiplicare i casi di intossicazione da monossido di carbonio e i danni all’interno degli edifici.

Negli stessi anni in Europa comparve l’imposta su porte e finestre: maggiori erano le quantità di luce e aria che entravano in casa, più alta era la cifra da versare. Immediata la reazione dei contribuenti, che in ogni parte d’Europa cominciarono a murare le finestre meno utili.


La battaglia più importante di Pietro il Grande, incoronato zar di Russia nel 1682, fu quella di occidentalizzare e modernizzare il Paese, al termine di un lungo viaggio in Europa che lo convinse a cambiare la tradizione. Una delle norme che impose fu il taglio della barba, considerata una moda tradizionale e superata. |  Lo zar  invitò i suoi ufficiali e i dipendenti di corte a tagliarsi la barba, emblema della cultura ortodossa (secondo il credo chi non la portava faceva un affronto a Dio). Impose invece una tassa per chi avesse continuato a essere barbuto. Come ricevuta del pagamento veniva consegnato un gettone di rame da portare sempre con sé. Chi ne fosse stato trovato sprovvisto, avrebbe subìto il taglio immediato della barba.

I celibi, sotto la dittatura fascista, non se la passavano meglio dei barbuti russi: in Italia a partire dal 1927, fu istituita infatti la famosa tassa sul celibato (che ricordava l’omonima tassa di Augusto, non a caso molto ammirato da Mussolini): l’ideologia di regime, infatti, esaltava il matrimonio e una prole numerosa quali requisiti per la grandezza di una nazione.

By Focus

Annamaria… a dopo

LA TUA VOCE

 

Dedicata ad una giovane donna 
divenuta una mia figlia 
che ha voluto con tutte 
le sue forze riprendersi 
la sua vita che gli fu 
distrutta per la malvagità 
ed atrocità dell’uomo.

Giornata da ricordare
dalla tua voce,
Aironeeeeeeeeeeee
sentirmi chiamare

una telefonata
che sentivo vicina
da una giovane voce
tremante, disorientata

Attimi di silenzio profondo
il cuore in gioioso fermento
nell’ascoltar la tua voce
venir da lontano
fermarsi mi pareva tutto il mondo

lacrime di felicità
bagnavano il mio viso
mentre ascoltavo
il tuo singhiozzare

nella mia mente
in quel Addivederci
il tuo ultimo sorriso
nel vederti
nella tua vita ritornare

immensa commozione
nelle nostre parole
episodi commentati
dal primo incontro casuale
al tuo spiccare il volo

premiata la tua volontà
divenuta nel tempo
con perseveranza
una meravigliosa realtà

vola Farfalla Meravigliosa
vola figlia mia
nella tua vita
che sia per te
per sempre gioiosa.

Enzo “Airone”

Le dedicada a una joven mujer 
se convertida en uno mi hija 
ella que ha querido con todo 
sus fuerzas restablecerse 
su vida que le fue 
destruida por la maldad 
y atrocidad del hombre.

“Tu Voz” 

Día de recordar 
de tu voz, 
Aironeeeeeeeeeeee 
sentirme llamar 

una llamada 
qué sentí a vecina 
de una joven voz 
tembloroso, desorientada 

Instantes de silencio profundo 
el corazón en alegre fermento 
en el ascoltar tu voz 
venir de lejos 
pararse pareció todo el mundo 

lágrimas de felicidad 
mojaron mi cara 
mientras escuché 
el tuyo sollozar 

en mi mente 
en aquellos Addivederci 
tu última sonrisa 
en verte 
en tu vida volver 

inmensa conmoción 
en nuestras palabras 
episodios comentados 
del primer encuentro casual 
al tuyo desprender el vuelo 

premiada tu voluntad 
se vuelta en el tiempo 
con perseverancia 
una maravillosa realidad 

vuela Mariposa Maravillosa 
vuela mi hija 
en tu vida 
que sea por ti 
para siempre alegre. 

“Airone”

LA VIOLENZA ECONOMICA SULLE DONNE

Questo è un articolo che dovrebbe essere di aiuto a quelle donne che ancora non sanno che nel rapporto sentimentale, di coppia, esiste anche la “violenza economica”. E’ immaginabile che la maggior parte delle vittime sono proprio le donne, ma non dimentichiamo che molte donne sono violente e approfittatrici, pronte a tutto pur di avere un uomo che risolva i loro problemi.

Siamo abituati, ormai, a sentir parlare di violenza fisica o psicologica ma pochi conoscono che esiste anche il fenomeno della violenza economica che impedisce alle donne di uscire da un rapporto ormai malato.

Ebbene si, la violenza economica è molto più diffusa di quanto si pensi. Claudia Segre, Presidente Global Thinking Foundation (Fondazione no profit per l’educazione finanziaria) in un recente lavoro pubblicato su inGenere, ha raccolto diverse testimonianze dibattute alla Casa delle donne maltrattate di Milano. Cercando di dare dei consigli pratici per individuare per tempo il fenomeno e cercare di non lasciarsene travolgere. Oppure trovare la forza di denunciarlo.

Come riporta “La Repubblica.it”, la violenza economica accompagna ed aggrava le altre forme di violenza che purtroppo possono caratterizzare alcuni rapporti di coppia. E’ subdola, dicono le autrici, perché mira dritto all’indipendenza della donna, che spesso già subisce o sta per subire altre violenze. Limitandone fortemente la capacità di reazione, creando quel legame di dipendenza che impedisce la fuga da una situazione di vessazione. Come sopravvivi senza risorse economiche, e magari i propri figli ?

Secondo uno studio nell’ambito del progetto europeo WE GO – Women Economic Indipendence & Growth Opportuniy, proprio l’assenza di risorse economiche personali impedisce alle donne vittime di situazioni di violenza interna al nucleo familiare di provare a uscirne. Il fenomeno, visto i dati, è allarmante : il 53% delle donne sentite, oltre una su due, dichiara di aver subito qualche tipo di violenza economica. In un quarto dei casi nella forma di mancato accesso al reddito familiare, nel 19% nell’impossibilità di disporre dei propri soldi liberamente per seguire con i casi di “controllo” delle spese da parte del partner e arrivare a quel 10% in cui si vede negato il permesso di lavorare.

Nella Guida si danno consigli pratici e basi di educazione finanziaria, per avere i minimi strumenti per essere protagoniste della propria dimensione economica. Attenzione a questi indizi elencati secondo diversi gradi di gravità e…drizzate le antenne:

PRIMO LIVELLO
Avere un conto corrente insieme, con firme disgiunte, ma occuparsi in esclusiva della sua gestione
Consentire alla compagna di frequentare la banca per le pratiche ordinarie, ma occuparsi degli investimenti e delle operazioni straordinarie senza coinvolgerla nelle decisioni
Fingere l’esercizio della delega, “accompagnando” la compagna nello svolgimento delle attività

SECONDO LIVELLO
-Riconoscere un compenso periodico alla compagna ed esercitare un controllo nella sua gestione
-Pretendere rendiconti dettagliati delle spese
-Non consentire alla compagna l’accesso ai c/c e alla gestione del budget familiare
-Tenere la donna all’oscuro delle entrate della famiglia

TERZO LIVELLO
-Dare alla compagna esclusivamente i soldi per la spesa della famiglia, a cadenze settimanali o mensili e spesso in misura insufficiente.
-Non consentire alla donna di fare la spesa e non darle nemmeno il minimo necessario.
-Negare soldi per medicine o cure.
-Fare acquisti necessari alla compagna o ai figli, decidendoli direttamente lui.
-Impedire l’uso di bancomat o carta di credito, o sottrarli a proprio piacimento

QUARTO LIVELLO
-Dilapidare il capitale di famiglia all’insaputa della compagna
-Dilapidare il capitale della moglie
-Obbligare o convincere la donna a firmare documenti senza spiegarne l’utilizzo (possono essere trappole su mutui, ipoteche …)
-Far accedere la compagna a prestiti anche di piccoli importi, ma vincolanti dal punto di vista della credibilità creditizia
-Far indebitare la donna per beni intestati al compagno
-Far firmare alla donna assegni scoperti
-Convincere o obbligare la donna a fare da prestanome
-Far sottoscrivere alla donna fidejussioni a proprio favore
-Svuotare il c/c in previsione della separazione

 Info QUI

(“Svuotare il c/c in previsione della separazione”? Accidenti che allocca, sono stata! Ma il peggio doveva ancora arrivare…)

Annamaria… a dopo

VI SPIEGO PERCHE’ NON TROVATE LAVORATORI STAGIONALI

<<Le località di mare faticano a trovare addetti per fare la stagione, spiega oggi il sindaco di Gabicce. Perché? Perché molti preferiscono il reddito di cittadinanza al lavoro in riviera. Con il reddito di cittadinanza, insomma, prima sono spariti i navigator e adesso anche i bagnini. Ci hanno imposto una misura sbagliata economicamente ma soprattutto diseducativa. I grillini pagano la gente per stare a casa anziché per lavorare: che autogol!>>

Ieri, Matteo Renzi, scriveva cosi sulla sua pagina FB a proposito delle lamentele ,ad ogni inizio stagione estiva, dei vari ristoratori. E…tanto per cambiare attacca i grillini.

Qualcuno ha detto: che tempi signora mia..non ci sono più gli schiavi di una volta. Ancora oggi mi domando come abbia fatto il “caro” Renzi, uno che dichiarava di avere 15.000 euro sul suo conto in banca e vari altri mutui, ad acquistare un intero palazzo per oltre 1.300.000 euro! Ah saperlo!

Invece vi propongo una perfetta analisi di un problema che si ripete annualmente ad inizio stagione estiva.

La stagione estiva è iniziata mentre ristoratori e albergatori non riescono a trovare personale per le loro attività. Che cosa sta succedendo?

A sentire i titolari, i problemi comuni solitamente sono i seguenti:
– arrivano che non sanno fare nulla
– dicono di saper cucinare e poi non sanno tenere in mano una padella
– la prima cosa che ti chiedono è lo stipendio
– il sabato e la domenica vogliono restare a casa
– si sentono troppo bravi per fare i lavori più umili

Ora. Partiamo dal presupposto che in Italia di personale di sala e cucina ce ne sta anche troppo! Quindi eviterei di gridare all’ emergenza, perché ci manca solo che qualcun’altro si inventa cameriere o cuoco pensando che ci siano tutte queste porte aperte.

Secondo, come asserisce qualcuno di questi ristoratori in cerca, a volte arrivano quelli che non sanno fare niente e a volte quelli che sanno fare troppo. Non sarà forse il caso di specificare esattamente quello che state cercando?

Andiamo diretti al punto, se non trovate personale nella stragrande maggior parte dei casi è perché:
– non promettete un’adeguata paga
– non garantite una qualità della vita decente sul posto del lavoro.
Lavorare 80 ore a settimana rientra nel non avere una qualità della vita decente. Lavorare con attrezzature inadeguate, insufficienti o addirittura pericolose lede altrettanto la qualità della vita sul posto di lavoro.
– non garantite una continuità.
Essere assunti per 4 mesi, di cui i primi solo il fine settimana rientra nel vivere una vita precaria che ti fa preferire altre opzioni.
– spesso non sapete nemmeno voi cosa cercate e quindi è normale che ad una domanda poco chiara, ne deriveranno risposte altrettanto fumose.

A tutti quelli che dicono di non trovare personale valido, chiediamo se hanno mai provato a mettere per tempo (e non a giugno, se si parla della stagione Estiva) un annuncio di questo tipo:
– Cercasi cameriere per la Stagione estiva in località Xxxx presso il ristorante Xxxxxx
– Inquadramento secondo CCNL come chef de rang 4° livello
– Orario di lavoro dalle 18 alle 1.00, per 6 turni serali a settimana (il giorno di riposo settimanale si sceglierà assieme)
– Sono previste ore di straordinario (REMUNERATE) per un massimo di 6 a settimana nei periodi di maggior lavoro.
– Il contratto avrà durata da metà Maggio fino a metà settembre con possibilità di proroga in base all’andamento del lavoro.

Ammesso e considerato che qualcuno metta un annuncio così, dovete poi chiedervi per quale motivo un cameriere di mestiere dovrebbe lavorare solo 4 mesi da voi allo stesso stipendio o poco più, che potrebbe ottenere tutto l’anno presso un locale di una normale città medio grande (anche in Italia).

Un tempo, camerieri, cuochi, pizzaioli e tutto ciò che componeva una brigata, viveva di lavoro stagionale estivo, più lavoro stagionale invernale, più disoccupazione.
Erano tempi in cui gli alberghi e spesso anche i ristoranti davano vitto ma soprattutto alloggio, cosa ormai sempre più rara in Italia.

Voi penserete: “Questi non sono problemi miei!”
E invece lo sono, visto che poi andate in tv a dire che dovete lavarvi i piatti da soli.

Se il vostro locale è in un posto turistico dove durante il resto dell’anno ci vivono 10mila persone e d’estate il numero di abitanti triplica, vien da se che TUTTE LE ATTIVITÀ presenti non potranno usufruire della manodopera locale.
Dovrete attingere, soprattutto se cercate professionisti, fuori dalla vostra zona. Un fuori spesso fatto di centinaia di chilometri. E uno se si fa centinaia di chilometri per venire a lavorare per voi deve avere o un buon motivo o deve essere disperato e, da quello che dite, pare che solo i secondi bussano alla vostra porta. Vi siete chiesti il perché?

La situazione molto spesso (non sempre certamente, ma di sicuro la maggior parte delle volte) è la seguente:
– stipendi che oscillano tra i 1100 e i 1600 al mese
– contratti che coprono solo una parte del compenso, il resto pagato in nero (a volte anche tutto il compenso)
– straordinari non retribuiti o più semplicemente lo stipendio non viene considerato su una base di ore. Tu sei pagato un tot al mese per un tot di mesi e in quel periodo diventi di proprietà della struttura per cui lavori.
Se un giorno c’è da lavorare di più, si lavora di più.
Se ad Agosto non è possibile dare giorni di riposo, non ci saranno. Sempre se prima i giorni di riposo c’erano!
Si lavora e basta insomma.
– possibilità di crescita scarse. Ovviamente parliamo di crescita professionale, perché dal punto di vista umano spesso può valere come stage per un corso di psicologia.
– stress fisico e psichico elevato, a volte dato esclusivamente dalla mancanza di organizzazione e disciplina.

Volete trovare personale per la prossima stagione?
(Perché questa ormai è andata signori miei!)
Vi diamo qualche consiglio allora:
– innanzitutto chiedetevi esattamente cosa vi serve.
Quanti camerieri in sala e di che livello. Se è un ristorante in cui può servire un direttore, un sommelier, oppure se la sala può essere fatta gestire direttamente a dei chef de rang capaci con un paio di runner che li affiancano.
La cucina! Lo chef è fondamentale che conosca il mestiere, che sappia gestire il personale e che sappia mantenere i ruoli, onde evitare inutili faide interne, affiancato ovviamente da qualcuno in sala.
I suoi aiutanti non possono essere tutti dei tuttofare.
Il lavapiatti ad agosto non può diventare il secondo ai primi.
Se questa è la vostra concezione di ristorante vi sbagliate.
Se è una vostra necessità allora siete un bar, non un ristorante e non vi serve tutto quel personale e non dovreste avere una proposta così ampia.
Se non lo capite voi, dovrebbe probabilmente farvelo capire un controllo.
– se avete un’idea chiara di cosa vi serve, non dategli un prezzo.
Non spetta a voi. Ci sono i CCNL.
Se non vi piacciono quei contratti andate a bussare alle porte dei vari ENTI a cui siete iscritti, che sia CONFCOMMERCIO, CNA, federazioni e quant’altro. Le regole ci sono e finché ci sono, sono quelle che vanno rispettate. Avete presente quella cosa di cui molti di voi si disinteressano perché tanto non cambia nulla? Si quella cosa lì…la POLITICA. Ecco, sappiate che lei non pensa a voi come voi non pensate a lei. Di fatto i contratti sono quelli, con i loro relativi (e ahimè assurdi) costi.
– quello a cui dovete dare un valore e un prezzo sono i benefit.
Traduzione: vitto e alloggio.
Partiamo dal vitto:
Passare da un conviviale “Prendete e bevetene tutti” ad un despotico: “QUI SI BEVE ACQUA DEL RUBINETTO! L’ANNO SCORSO LA BRIGATA MI È COSTATA PIÙ DI BIRRA E VINO CHE DI STIPENDI” è da idioti due volte.
Un caffè e dell’acqua possono essere certamente regalati al dipendente con cui si passerà fianco a fianco 4 mesi di un’estate, ma onde evitare malintesi e situazioni poco piacevoli è meglio mettere un limite e un tetto al consumo in loco. Una soluzione valida per grandi brigate è avere una dispensa a parte per il personale.
Detto questo quando è previsto uno o più pasti non si può pensare di mantenere alto il morale della ciurma con pasta in bianco e pasta al pomodoro.
Brutto da dire e suggerire, ma ricordatevi che quelli della sala poi sono gli stessi che dopo la cena del personale delle 19.00 andranno a vendere il menù preparato dalla stessa cucina che gli ha fatto da mangiare. Se un cameriere non apprezza quello che prepara la cucina pensate che sarà poi invogliato a vendere quando sarà il suo momento tra i tavoli?
Per non parlare del fatto che anche i cuochi sarebbero più contenti di avere a disposizione un minimo di budget per far da mangiare ai propri colleghi (e per se stessi).
Ps: ricordatevi che i benefit sono parte dello stipendio. Non vi si sta chiedendo di regalare nulla!
E ora parliamo dell’alloggio:
Ormai questo è diventato un beneficio rimasto solo agli alberghi, e nemmeno tutti. Eppure ci sono molti ristoranti che d’estate assumono almeno 4 persone in più. Se è previsto che quelle persone possano venire da fuori, di certo dovranno provvedere a trovare e pagare un posto dove dormire. Quel posto e relativo affitto inciderà anche sul compenso che quel lavoratore vorrà come base di partenza.
Se nei 1500 fossero presenti anche 300 euro di affitto mensile (cifra che probabilmente non sarebbe così facile da pagare per il singolo lavoratore) potrebbe essere una proposta interessante.
Per voi allora che vivete nella località turistica (o avete comunque maggior contatti), non sarebbe forse il caso di cercare durante il periodo di bassa stagione degli appartamenti con più stanze in modo tale da ottimizzare la spesa e suddiverne i costi in benefit per i vostri dipendenti stagionali?
Non è un’idea nostra, c’è chi lo fa e oltre a dimostrare una maggiore organizzazione ci guadagna anche.
E ci guadagna anche il lavoratore ovviamente.

A cicli di 5 anni la stagione presenta sempre due tipologie di discorsi:
“L’anno scorso ho detto basta con gente improvvisata e extracomunitari. Pago un po’ di più ma quest’anno prendo solo gente che sa fare questo lavoro, tanto sennò è una rimessa…”
Dopo aver tentato di investire (solitamente male o per finta) su personale di qualità si ritorna a dire:
“Basta! Dal prossimo anno faccio anche io come gli altri. Mi metto in cucina 3 “bangla”, in sala ho già trovato due ragazzetti svegli e basta con tutti sti fenomeni che fanno fanno, e poi sono bravi solo a pretendere!”

Ecco signori, a questo punto crediamo che bisogni guardare le cose anche da una prospettiva più ampia.
In questi decenni tanti di voi sono andati avanti assumendo saltuariamente e per brevi periodi giovani studenti inesperti e immigrati che a malapena parlavano italiano.
Forse è il caso di informarvi che nel 2016 sono partiti dall’Italia 120mila giovani all’estero e che le attuali politiche del Ministero degli Interni limiteranno l’accesso futuro degli immigrati in casa nostra.
Non vorremmo essere catastrofici ma come ha detto recentemente qualcuno:
<< La pacchia è finita >>.
O magari è arrivato il momento di fare le cose come si deve.

By Occca  – 

QUA  le ultime novità per i dipendenti stagionali

Annamaria… a dopo

VENIAMO ALLE “COCCOLE”

Bentornato Enzo!

Gli psicologi affermano che sono indispensabili e che servono per rafforzare i legami tra le persone.

Enzo e Ducky

Enzo: …giorno, Ducky!

Ducky: Mi sembri su di giri stamattina.

Enzo: Sono solo di buon umore. Perché?

Ducky: Quando ti vedo un po’…così. qualcosa bolle in pentola
.
Enzo: Occhio clinico eh. Hai ragione, è quasi un anno che non scrivo.

Ducky: Ecco, la pentola bolle, ti conosco bene caro gemello.
Se non scrivi, ti senti male. Uno è l’amore, due, lo scrivere. Tiriiamo a sorte?

Enzo: Potrebbero essere entrambi.

Ducky: Il primo? Dai, dimmelo, confidati; lo scrivere? E’ una …forse la prima delle tue passioni. Posso dirlo? Io credo che sia… ”donna-amabile e amorevole”.

Enzo: Smettila, basta Duc!. Devo scrivere, devo scrivere perché sono al massimo delle argomentazioni. Le ho tutte qui che mi frullano in testa.

Ducky: Prof di che si tratta?

Enzo: “Coccole!”

Ducky: Eh!

Enzo: Hai capito bene. Ho detto proprio “coccole”
.
Ducky: Ora che ci rifletto…sembra proprio un argomento che stuzzica e piuttosto interessante.

Enzo: Allora stattene quieto, ascolta e seguimi nelle disquisizioni, nelle dissertazioni.

Ducky: Non sfottere, e tieni presente che nell’altra stanza c’è una persona tanto cara a te. Quindi non te ne venire con le parole difficili: “scombinato!”

Enzo: Però qualche parola la potresti pure imparare. Comunque, chiudiamo e cerchiamo di fare punto della situazione.

Ducky: Dobbiamo sentire cosa dicono gli studiosi.

Enzo: E io mi sono documentato. Tu ascolta e non interrompermi Fai solo domande serie.

Ducky: Insomma, se ho capito bene l’argomento e’ sulle coccole…quelle lì!

Enzo; Sì, quelle lì ….ma…mi fai un favore?

Ducky: Certo, anzi, faccio di più: ti applaudo…oppure ti fischio.

Enzo: Io invece ti fischierei sempre dato il tuo misero livello culturale.Ora basta.

Ducky: Ehi, quante arie. Comincia a spiegare piuttosto.

Enzo Cominciamo a chiarire che cos’è una carezza. Concetto semplice. Lo sanno pure i profani, eseguito con le mani la carenza è un segno di affetto eseguito con le mani e le labbra. Chiaro?

Ducky Anche con le labbra? Credevo solo con le mani. Mi piace quest’altro modo. Tutto qui? Dimmi dimmi!

Enzo: La carezza è la prima in assoluto di tutte le dimostrazioni d’amore che ciascun individuo possiede nel suo bagaglio a partire dalla nascita. Capita spesso di osservare delle persone che si accarezzano distrattamente. La carezza che ci prodighiamo – è più spesso le donne – di stimolare nella persona che abbiamo di fronte e che stiamo sottilmente tentando di sedurre.

Ducky: Lasciami dire: la cultura si fa anche con le coccole. Giusto, Duc?

Enzo: Più o meno, d’altra parte uno studioso, Joseph Messinger, afferma che carezza e creatività sono vicine di pianerottolo nell’inconscio.

Ducky: Un esempio?

Enzo: Una donna si accarezza distrattamente le cosce con un movimento avanti e indietro.

Ducky: Che vuol significare?

Enzo: Il gesto parla da solo. La mimica della penetrazione è evidente.

Ducky: Ma che centrano le carezze con la cultura?

Enzo: Calma! C’è una sostanza in ogni essere umano – c.d. Dna – di un’importanza fondamentale per la crescita: senza coccole i bambini non crescono bene. Un recente studio condotto dall’Università della British Columbia (Canada) ha dimostrato che quelli che vengono coccolati poco possono sviluppare forme di disagio psichico e disadattamento. In alcuni casi si possono verificare addirittura ripercussioni negative anche sul Dna.

Ducky: Eh, ne vediamo di mamme che non coccolano a dovere i loro figli.

Enzo: Gli studiosi affermano che durante l’infanzia, ma anche da adulti, le coccole hanno un impatto sull’umore influendo anche sullo stress e sullo sviluppo nel corso del quale esso influenza i nostri stili di attaccamento e di relazionarci con gli altri
.
Ducky: Mi piace molto “farle” e…anche “riceverle”, Continua, scombinato. Beato te, che le puoi fare.

Enzo: Non interrompermi, Ducky. Ascolta. David Linden, professore di neuroscienze all’Università Johns Hopkins (Usa) e autore di Touch: the science of the hand, heat, and mind che tradotto vuol significare “Il tocco, la scienza della mano, del cuore e della mente” assolve alle stesse funzioni delle coccole e di altre forme di contatto fisico.

Ducky: E cioè?

Enzo: Entrambi servono a dire all’altro “sono dalla tua parte, puoi fidarti di me.”

Ducky: Quindi, fare le coccole ai piccoli è un modo per rafforzare il legame e infondere l’affetto e la sicurezza necessari per crescere.

Enzo: Che bravo gemello che sei. Ma dimmi…Duc, sono parole tue o le hai copiate da qualche parte?

Ducky: Lo so che tu sei tanto colto, ma qualche momento di cultura posso vantarlo anch’io. Senti, posso farti una domanda?

Enzo: Certo, dimmi!

Ducky: I piccoli vanno sempre coccolati?

Enzo: Ottima domanda. Come tutte le forme di accudimento, non bisogna esagerare: in altre parole il difficile lavoro di madre sta nel dosare la giusta quantità di vicinanza fisica: l’eccesso può risultare dannoso tanto quanto la carenza.

Ducky: Finora ti sei riferito sempre ai bambini…e gli adulti?

Enzo: Hai ragione, Duc. Quanto agli adulti il valore delle coccole si presenta in modo diverso ma sempre importante soprattutto quando cambia il contatto fisico.

Ducky: In che senso?

Enzo: Nel senso che a mantenere vivo, forte e indistruttibile il rapporto di coppia sono proprio le coccole.

Ducky: Dai, non ci credo! Forse può influire in qualche misura, ma non a mantenerlo. Qual è la tua opinione?

Enzo: Non ha importanza: sentiamo cosa dicono gli studiosi.

Ducky: E’ meglio, con tutto il rispetto per comela pensi tu.

Enzo: Secondo uno studio condotto nel 2011 dall’Università dell’Indiana (Usa) sarebbero proprio le coccole ad assicurare la tenuta delle relazioni sentimentali sul lungo periodo. Sulla base di dati provenienti da un migliaio di coppie che vivono in Usa, Brasile, Germania, Spagna e Giappone, gli studioso hanno dimostrato inoltre che la tenerezza è più importante per i maschi. Infine, una ricerca di tre anni fa della Pennsylvania State e della Brigham Young University (Usa) ha rilevato, sulla base di interviste a 400 coppie eterosessuali conviventi, che l’intimità fisica rende più soddisfacenti il rapporto garantendo stabilità alla relazione, una migliore comunicazione e meno conflitti.

Ducky: Se penso a tutte le carezze che abbiamo “goduto” da nostra madre – latte compreso, mi commuovo. Suonano, alla porta….e’ arrivata Rosy.

Enzo: Duc, che aspetti, vai ad aprire!

Rosy: Ciao, ragazzi e anche buona sera. Coma va?

Ducky; Stavamo parlando di coccole, carezze …e latte.

Rosy: Oh, argomento particolarmente interessante!

Enzo: A dire la verità, ne stavo discutendo io e anche del latte. E noi ne abbiamo preso tanto.

Ducky: Tu eri un vorace succhiatore di latte, non negare.

Enzo: E tu perché ti prendevi sempre la tetta destra?

Rosy: Ehi, ragazzi, smettetela. Qui se c’è qualcuno che coccola non siete voi, semmai io. Noi donne, già dalla nascita, coccoliamo i piccoli e non solo i piccoli. Quindi, sappiamo bene qual è l’effetto di coccole e carezze.

Ducky: Hai capito, Enzo? Questa “serenata” è per te. Mamma mia, che tipo!

Enzo: Veramente è diretta a tutti e due.

Ducky: Hai un bel temperamento, Rosy. Forse tua madre assieme al latte ci metteva del pepe macinato
.
Enzo: Lo credo pure io..non è che sei venuta da noi con un randello nascosto?

Rosy: Avete finito di fare gli spiritosi?

Enzo e Ducky: Siii!

Rosy: Allora pensiamo alle pizze …e al resto. Chi offre?

Ducky: Offri tu, Enzo?

Enzo: In omaggio alla nostra nuova amica e al suo fascino, offro io.

Per approfondire.
– Giulio Cesare Giacobbe.
“Alla ricerca delle coccole perdute”

Annamaria… a dopo

CRIOTERAPIA, OVVERO LA CURA CON IL FREDDO.

Congelarsi per dimagrire: ecco l’ultima moda dei vip e non solo!

Basta sudare! Adesso per dimagrire e per rendere la pelle giovane, bruciando 800 calorie senza muovere un muscolo, dunque senza fatica e alla svelta, basta immergersi in una macchina tubolare (criosauna) a – 130 gradi. Dopo il gelo, ci si sente tonici ed energici come dopo aver bevuto quattro o piu’ “Red Bull”.

Il tutto sovvertendo la teoria che esalta l’attività fisica quale rimedio per una sana forma fisica per un corpo e una pelle perfetti.

Ecco di cosa si tratta: si chiama ‘crioterapia’ la pratica esplosa prima negli Stati Uniti con la fantastica promessa di operare uno stravolgimento estetico dopo soli tre minuti di permanenza in una stanza a meno 160 gradi, un lasso di tempo esiguo sì, ma sufficiente a far bruciare parecchie calorie, rinvigorire il metabolismo, sciogliere i muscoli, calmare eventuali infiammazioni, rinnovare le cellule e, ovviamente, sconfiggere la cellulte.

Da Lindsay Lohan a Demi Moore, da Jessica Alba a Jennifer Aniston, la mania dell’auto-congelamento sta prendendo piede tra le dive dei giorni nostri alla stregua di un segreto di Pulcinella praticato da tutte ma ammesso dalle poche che senza falsi pudori postano le foto dell’avventura negli esigui confini di un cilindro metallico con tanto di mascherine igieniche, costumino d’ordinanza e sorrisi a profusione che sconfessano l’entusiasmo di azzardare l’estremo rimedio. In Italia Ilary Blasy , Barbara D’Urso, Emma, Vacchi, etc…

ILARY BLASI

Quanto agli effetti veritieri dell’innovativo strumento, gli esperti sono divisi, dato che, se fino a poco tempo fa la crioterapia veniva usata dai calciatori come Cristiano Ronaldo (che si dice abbia addirittura acquistato l’apparecchio) sotto controllo medico per motivi muscolari, ora che è l’estetica ad essersi impadronita del mezzo, le domande sulla modalità di funzionamento sono chiaramente più insistenti.
In pratica, il freddo estremo dovrebbe ‘imbrogliare’ il corpo facendogli credere di essere in pericolo e quindi consentirgli di attivare una modalità di preservazione mentre il cervello segnala di portare il sangue al cuore accelerando il metabolismo.

Volete sapere nello specifico come funziona la crioterapia sistemica?

Ecco la testimonianza di una non vip.

Si entra in un cilindro metallico che assomiglia a una doccia solare, si tengono fuori il viso e le mani, mentre nei piedi si indossano delle scarpe di pelo. La temperatura arriva fino a – 160 gradi e il tutto dura tre minuti.

Cosa succede mentre fate la crioterapia:

La bassa temperatura sollecita il corpo ad attivare un riflesso difensivo e vengono stimolate la circolazione sanguigna, il sistema endocrino, immunitario e il sistema nervoso centrale.

A cosa serve:

Per le lesioni muscolari e le sindromi da affaticamento, per tendinopatie e per le articolazioni.

I benefici:

Il processo di invecchiamento cellulare è rallentato, i dolori fisici sono attenuati grazie alle proprietà antinfiammatorie del freddo, il metabolismo è accelerato e di conseguenza il tessuto adiposo di riserva viene trasformato in grasso da bruciare.

Cosa ho scoperto:

– Le mani e i piedi non possono essere trattate con la crioterapia.

– Il freddo (per pochi minuti) è sopportabile e la temperatura che il corpo effettivamente percepisce è di circa – 15 gradi. Questo perché non c’è umidità, che è la componente maggiormente fastidiosa.

– Non si può, per ovvie ragioni di digestione, fare la crioterapia con lo stomaco pieno.

– Mentre si è nella cabina non si viene lasciati soli, ma si è in continuo contatto con il medico, che vi vede e vi parla. Così se volete uscire prima, siete libere di farlo.

– Appena finito il trattamento bisogna immediatamente fare almeno 10 minuti di cyclette o camminata per riattivare la circolazione.

– Si bruciano circa 500 calorie in tre minuti.

– Gli sportivi, come calciatori o ballerini, si sottopongono alla crioterapia anche due volta al giorno.

– Una seduta di crioterapia costa circa 50 euro.

Come mi sono sentita?

Questa è la domanda che ha maggiormente incuriosito amiche e colleghe, che mi hanno subito chiesto: «Cosa hai provato?». Beh, freddo ovviamente! Ma a parte quello, che tra l’altro si inizia a percepire davvero dopo almeno 30 secondi, mi sentivo le gambe più dure e la pelle più compatta anche al tatto, con una sorta di effetto tensore. Crioterapia assolutamente promossa, la rifarei in qualunque momento. E ve lo dice una che ha sempre freddo!

Annamaria… a dopo

UN GIORNO SENZA TE

Non si poteva far scorrere e abbandonare questa tenera, intensa poesia

“Morir d’amore”
Non ho amato
Mai nessuna donna
Come amo te
Non ho mai sentito battere cosi forte
Il mio cuore
Tu sai controllare
Il Battito, il suo canto.
Ancora un giorno, senza la tua voce
E smette di cantare
Chiuso nel suo guscio
Ancora un giorno,
Senza la luce dei tuoi occhi
Per morire, nel ricordo del tuo sorriso.
Principessa del mio cuore.
Ancora un solo giorno senza di te
Per morir d’amore.

(Luigi-bs- Eldy)

Annamaria… a dopo

RADIO ITALIA LIVE – IL CONCERTO 2019 DIVENTA TRIPLO

Si terrà in Piazza Duomo a Milano lunedì 27 Maggio, al Foro Italico di Palermo sabato 29 Giugno e a Malta il 4 ottobre.

 

Domani, a Milano, l’ottava edizione di RADIO ITALIA LIVE – IL CONCERTO ad ingresso gratuito, sia a Milano che a Palermo.

Anche quest ‘anno a fare gli onori di casa a Milano, in piazza Duomo, ci saranno  Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu. Nel backstage, lo speaker Marco Maccarini incontrerà i protagonisti della kermesse e alla speaker Manola Moslehiil il compito di raccogliere le emozioni del pubblico. Le esibizioni saranno accompagnate dalla Mediterranean Orchestra diretta dal Maestro Bruno Santori.

Per chi non potrà raggiungere la città o non se la sente potrà seguire l’evento da casa.  in TV e in streaming!
In diretta su Radio Italia, Radio Italia Tv (canale 70 DTT, canale 725 SKY, canale 35 TivùSat, solo in Svizzera Video Italia HD) REAL TIME (canale 31) e in streaming audio/video su radioitalia.it. Sulle App gratuite “iRadioItalia” per iPhone, iPad, Android, Windows Phone, Windows 10 e su tutti i dispositivi Echo, lo smart speaker di Amazon.

Ecco gli artisti che si alterneranno sul palco allestito in Piazza Duomo a Milano:

Alessandra Amoroso
Loredana Bertè
Francesco Gabbani
Guè Pequeno
Marco Mengoni
Ermal Meta
Sfera Ebbasta
Tiromancino
Ultimo
Sting 
Ligabue

Ecco gli artisti che si alterneranno sul palco allestito al Foro Italico a Palermo:

Achille Lauro
Benji & Fede
Ghali
Il Volo
Irama
Fiorella Mannoia
Mahmood
Fabrizio Moro
Nek
Takagi & Ketra con Giusy Ferreri,
TheGiornalisti
Paola Turci
Mika 

Radio Italia Live Il Concerto 2019
Milano – lunedì 27 Maggio @ Piazza Duomo ore 19:30
Palermo – sabato 29 Giugno @ Foro Italico
Il sito ufficiale dell’evento è http://www.radioitalia.it.

Annamaria… a dopo

LE GROTTE DI SALE



Curarsi nelle grotte di sale con la haloterapia

Le grotte di sale si sono diffuse a macchia d’olio per i loro benefici naturali sulla salute in assenza di controindicazioni. Ma una non vale l’altra! Per avere reali effetti terapeutici devono possedere determinati requisiti certificati.

“Sono due le modalità in cui può essere svolta la vera haloterapia, quella con effetti terapeutici” spiega Alina Chervinskaya dell’Istituto di Igiene della respirazione e haloterapia di Budapest, tra i massimi esperti del settore (ha elaborato le prime linee guida di applicazione). Ecco le due tipologie:
In grotte naturali di sale


Di solito sono ex miniere, diffuse in Austria, Germania, Polonia, Slovacchia e Ungheria, autorizzate dai rispettivi Ministeri della Salute, che hanno un alto contenuto di frazione respirabile di sale sotto forma di aerosol.


Con sale “generato”
Cosa significa? “Le ricerche scientifiche – precisa la dottoressa Chervinskaya – sono riuscite a ricreare un ambiente analogo alle grotte naturali anche all’interno di speciali locali, che diventano grotte artificiali, dotati di attrezzature che emettono per il 90 per cento una frazione respirabile di sale tra 1 e 5 micron, controllati e mantenuti, un’umidità del 40/60 per cento e una temperatura tra i 18 e 24 gradi centigradi. In questo modo viene a crearsi una sorta di aerosol secco (il sale assorbe l’umidità) che si diffonde in tutto l’ambiente. Per mantenere questo microclima, privo di batteri e allergeni, è presente un sensore che misura la concentrazione di massa dell’aerosol. Nulla a che vedere, quindi, con le ‘stanze di sale’ che ultimamente proliferano nei vari centri benessere polacchi, cechi, italiani, ecc., che spessissimo mancano di queste attrezzature. Le semplici pareti o altri apparecchi che disperdono il sale in modo non controllato non producono un aerosol e un microclima valido. Sono luoghi di relax, ma non riabilitano da problemi respiratori con reale efficacia terapeutica”.



Il sodio inalato agisce in profondità
L’haloterapia e in particolare il respirare il sale sotto forma di aerosol in grotte/stanze “doc”, è un vero toccasana per le vie respiratorie. L’effetto indiretto, ma non meno importante, è anche un minor ricorso all’utilizzo di farmaci.
I generatori emettono minuscole particelle di sale che riempiono l’aria del locale e riescono a raggiungere naso, faringe, laringe, trachea e bronchi in profondità, stimolandone la naturale funzione di depurazione. In pratica, si riproduce lo stesso effetto di tre giorni di vacanza al mare quando, senza accorgercene, inaliamo la salsedine marina e spurghiamo il muco. “Il sodio inalato è in grado di far funzionare meglio le piccole ciglia delle nostre vie respiratorie che, con i loro movimenti, frenano l’ingresso di germi e inquinanti atmosferici e trasportano il muco dal naso verso il cavo orale, detergendo l’intero albero respiratorio” spiega Umberto Solimene, professore associato di Terapia medica e Medicina termale all’Università degli Studi di Milano. 


“Il sale inalato ha anche un effetto battericida, in particolare contro pneumococchi e stafilococchi.
Dopo il trattamento le persone sono meno soggette ad ammalarsi di patologie virali e infettive e sono meno sensibili all’azione di allergeni, tossine e inquinanti”. “Nello specifico, il sale cura, quindi, sinusiti, asma e riniti allergiche e non allergiche, patologie broncopolmonari, otiti, tosse, raffreddore, faringiti, tonsilliti, poliposi nasali e adenoidi” precisa Alessia Felisati, esperta di haloterapia e responsabile del Centro medico Halo-Adigrat di Milano. 


Quante sedute e come si svolgono
Le sedute di haloterapia si svolgono in totale relax per favorire al meglio l’attività di respirazione profonda. “È, infatti, sconsigliato parlare. Ecco perché in genere le grotte di sale hanno un design particolare cromoterapico e poltrone ergonomiche per stare (e respirare) comodi per l’intera durata del trattamento che, in media (dipende dall’età e dal disturbo), dura dai 30 ai 45 minuti per un totale di 10 sedute da svolgere due volte a settimana e da ripetere almeno due volte l’anno. Prima di iniziare il trattamento dovrebbe essere eseguita una visita medica per valutare lo stato di salute e la frequenza dell’haloterapia” consiglia la dottoressa Felisati. 

È adatta a tutti?
I bambini e le donne in gravidanza sono i principali beneficiari di questa metodica per il loro effetto naturale in assenza di controindicazioni. Ma attenzione: l’haloterapia non sostituisce le cure tradizionali, piuttosto è un trattamento complementare che allevia i sintomi dei vari disturbi, soprattutto se cronici. È completamente naturale, ma controindicata per alcune persone. Non deve eseguirla chi soffre di grave ipertensione, perché le microparticelle di cloruro di sodio potrebbero peggiorare la situazione, di ipertensione arteriosa, insufficienza coronarica cronica, tubercolosi polmonare attiva, insufficienza renale o nel caso si abbia un tumore.



L’azione sulla pelle
Anche le malattie cutanee traggono vantaggi dall’haloterapia perché il sale svolge un’azione antibatterica e agisce sulla pelle come potente disinfettante. Cura, quindi, dermatite atopica, eczema, orticaria recidivante, psoriasi, ipersecrezione delle ghiandole sebacee, infezioni micotiche della pelle e delle unghie, eruzioni termiche della pelle, acne.

… E diventi più bella!
Un effetto secondario delle sedute di haloterapia è sulla bellezza. Le prime ad accorgersi dell’effetto cosmetologico sono state le mamme che frequentavano le sedute insieme ai loro bambini. Dopo alcuni trattamenti hanno notato che la pelle era più luminosa e i capelli erano diventati più forti. L’haloterapia ha, infatti, un forte potere antiossidante che rafforza il sistema immunitario e combatte i radicali liberi. 



Effetto anti-smog
Grazie alla sua funzione di “spazzino” delle vie respiratorie, il sale può essere anche una minicura contro lo smog. “L’haloterapia è, infatti, consigliata ai fumatori, a chi subisce il fumo passivo e a chi vive in ambienti inquinati. L’apparato respiratorio reagisce più efficacemente e mitiga l’azione delle tossine dello smog e fumo liberando i polmoni con effetto detox” spiega il professor Solimene.

Indirizzi e costi
Il costo per una seduta di haloterapia si aggira, in media, sui 30 euro. La più famosa miniera di salgemma, ancora utilizzata a scopo terapeutico, è quella di Wieliczka, vicino a Cracovia, in Polonia (www.kopalnia.pl).


In Italia l’haloterapia viene gestita da Halomed, il metodo messo a punto dalla professoressa Alina Chervinskaya in collaborazione con le istituzioni sanitarie russe. Sono già oltre tremila le grotte di sale installate nel mondo (www.saltroom. it), tra cui il Centro Halo-Adigrat di Milano o l’Hotel Petrarca Terme – Centro Medico di Montegrotto Terme (PD).

 



By -Piu’ sani più belli-

Annamaria… a dopo

SONO UNA MAMMA NON SONO UNA MARTIRE

Lo sfogo di una mamma (blogger) esausta, Danielle Campoamor, ha scritto un post pubblicato su Today che ha ricevuto migliaia di condivisioni e commenti:

“SONO LE 3 E 30 DEL MATTINO E NON HO DORMITO. UN’ALTRA TAZZA DI CAFFÈ È AL MIO FIANCO, FREDDANDOSI MENTRE FINISCO UN ALTRO ARTICOLO E SODDISFO UN’ALTRA SCADENZA. I PIATTI SONO STATI FINALMENTE SISTEMATI, I PANNI LAVATI PIEGATI A CASACCIO, LA SALA DA PRANZO RELATIVAMENTE PULITO E LA MIA FAMIGLIA STA DORMENDO PROFONDAMENTE NELL’ALTRA STANZA; IL DEBOLE RUSSARE DI MIO FIGLIO E DI SUO PADRE POSSONO ESSERE SENTITI IN UN ADORABILE UNISONO.

NON MI SONO DOCCIATA. NON HO MANGIATO. NON HO AVUTO UN MOMENTO DI SILENZIO SENZA PENSIERI. NON SONO STATA DA SOLA E NON HO AVUTO UN BRICIOLO DI SPAZIO PERSONALE E NON MI SONO SENTITA ME STESSA.

E QUANDO CONDIVIDO QUESTO SENSO DI STANCHEZZA E STRESS E DI INADEGUATEZZA SCHIACCIANTE CON GLI ALTRI, SPECIALMENTE CON LE MADRI, MI VIENE DETTO CHE QUESTA È UNA PARTE DELLA MATERNITÀ. INFATTI, IL PIÙ DELLE VOLTE , LE STESSE STORIE DI ESAURIMENTO E FOLLIA BORDERLINE SONO CONDIVISE CON UNO STRANO SENSO DI ORGOGLIO E DI REALIZZAZIONE.

DOPO TUTTO, QUESTA SENSAZIONE – QUESTO SENSO DI MANCANZA DI EGOISMO – È TUTTO CIÒ CHE RIGUARDA LA MATERNITÀ.

MI È STATO DETTO CHE STIAMO FACENDO BENE .

IO, NELLA MIA STANCHEZZA E FAME E NELLA MIA DEVASTATA AUTOSTIMA, STO FACENDO BENE COME MADRE.

E MI HANNO DETTO CHE SE DAVVERO HO A CUORE LA MIA FAMIGLIA E IL LORO BENESSERE , QUESTO SENTIMENTO È DESTINATO AD ESSERE UN NORMALE, PARTE DI TUTTI I GIORNI DELLA MIA VITA PER IL PROSSIMO FUTURO.

CONTINUERÒ A SACRIFICARMI FINO AL PUNTO DI FOLLIA . TUTTO QUELLO CHE FACCIO – DALLA MIA CARRIERA AL MIO LAVORO IN CASA ALLE LE MIE SCELTE PERSONALI, AI MIEI ACQUISTI IMMINENTI, AI PICCOLI DETTAGLI IN MEZZO – DOVREBBE ESSERE , E SARÀ, PER IL MIGLIORAMENTO DELLA MIA FAMIGLIA.

RICORDERÒ COSTANTEMENTE A ME STESSA CHE SEMPLICEMENTE NON SI TRATTA PIÙ DI ME, E SE – PER QUALCHE ORRIBILE RAGIONE EGOISTICA – FINISCO PER FARLO PER ME, STO FACENDO DEL MALE A MIO FIGLIO E AL IL MIO COMPAGNO E ALLA FAMIGLIA CHE ABBIAMO CREATO.

MA IN QUESTO MOMENTO, ALLE 3:30 DEL MATTINO CON UN’ALTRA TAZZA DI CAFFÈ E UN’ALTRA SCADENZA INCOMBENTE E UN’ALTRA LISTA INFINITA DI NECESSITÀ, DEVO SOLO FINIRE PER SENTIRE CHE CE L’HO FATTA, E MI CHIEDO PERCHÉ?

PERCHÉ CONSIDERIAMO LA MATERNITÀ COME UN MARTIRIO?

PERCHÉ ABBIAMO CONVINTO LE DONNE CHE ESSERE UNA MADRE DECENTE SIGNIFICA IMPEGNARSI IN CIÒ CHE PUÒ SOLO ESSERE DESCRITTO COME AUTODISTRUZIONE ATTENTAMENTE CALCOLATA?

PERCHÉ IL DETERIORAMENTO DELLA SALUTE MENTALE E FISICA SONO CONSIDERATI COME UN PUNTO DI RIFERIMENTO DI SUCCESSO DELL’ESSERE GENITORI, ANCHE SE PRESENTATI COME UNO SCHERZO O UNA PARTE ESILARANTE DELLA GENITORIALITÀ?

PERCHÉ I MIEI AMICI – CAVOLO, ANCHE ME STESSA – PORTANO IN GIRO LA FATICA COME DISTINTIVI DI ONORE , AVVISATI DA VETERANI DI UNA GUERRA CHE SIAMO DESTINATI A CONTINUARE, GIORNO DOPO GIORNO ?

QUINDI, IN QUESTO MOMENTO ALLE 3:30 DEL MATTINO, HO DECISO CHE ABBASTANZA È ABBASTANZA.

LE MADRI NON HANNO BISOGNO DI CONSIGLI SU COME CONTINUARE A SPINGERE SE STESSE AD UN LIMITE CHE EVITEREBBERO ATTIVAMENTE SE DI FATTO LO RAGGIUNGESSERO.

LE MADRI NON HANNO BISOGNO DI “SALVA TEMPO ” O ” STRUMENTI ORGANIZZATIVI ” PER SPREMERE OGNI SECONDO DELLA LORO GIORNATA, QUANDO NON UN SOLO DI QUEI SECONDI STANCHI SARANNO SPESI PER SE STESSE.

LE MADRI NON HANNO BISOGNO DI SENTIRSI DIRE CHE DIMENTICANDO CHI SONO O IGNORANDO CIÒ DI CUI HANNO BISOGNO O DECIDENDO CHE ESSE NON HANNO IMPORTANZA, CIÒ IN QUALCHE MODO LE RENDE MADRI MIGLIORI .

LE MADRI NON HANNO BISOGNO DI ESSERE CONVINTE CHE PERDERE IL LORO SENSO DI SÉ È INDICATIVO DELLA LORO DEVOZIONE ETERNA O DI AMORE INSONDABILE .

LE MADRI DI NON HANNO BISOGNO DI CREDERE CHE “VIVERE LA LORO VITA PER LA LORO FAMIGLIA” LE RENDE GENITORI PIÙ RESPONSABILI, PIÙ AMOREVOLI, O PIÙ ATTENTI.

INVECE , LE MADRI HANNO BISOGNO CHE VENGA LORO RICORDATO CHE NON POSSONO PRENDERSI CURA DI QUALCUNO, SE PRIMA NON SI PRENDONO CURA DI SE STESSE.

LE MADRI HANNO BISOGNO DI SENTIRSI DIRE CHE VA BENE ESSERE EGOISTI . IN REALTÀ, UN ATTO DI EGOISMO POTREBBE NON SOLO GIOVARE A LORO , MA A TUTTA LA FAMIGLIA.

LE MADRI HANNO BISOGNO CHE VENGA LORO RICORDATO CHE LA LORO FELICITÀ PERSONALE SARÀ SOLO DI AIUTO ALLA LORO FAMIGLIA , PERCHÉ SONO LE LORO RISATE, LA LORO PROSPERITÀ E EUFORIA CHE POSSONO CREARE UN AMBIENTE IN CUI LA LORO FAMIGLIA È SICURO DI PROSPERARE.

LE MADRI HANNO BISOGNO DI ESSERE RASSICURATE CHE AVERE QUALCOSA AL DI FUORI DELLE LORO FAMIGLIE – UN HOBBY, UNA CARRIERA, AMICI SENZA FIGLI, UN MOMENTO DI SILENZIO – NON È SOLO QUALCOSA CHE È DI VITALE IMPORTANZA PER IL LORO BENESSERE FISICO E MENTALE, MA QUALCOSA CHE LORO MERITANO PIENAMENTE.

LE MADRI HANNO BISOGNO DI ESSERE A POSTO CON L’AVERE UNA VITA VISSUTA PER LORO, E CHE PUR SE L’AVERE CURA, IL NUTRIRE, L’OCCUPARSI DELLA LORO FAMIGLIA PUÒ RAPPRESENTARE UNA GRANDE PARTE DI QUELLA VITA, QUELLA VITA È ANCORA LA LORO.

SONO LE 3:30 DEL MATTINO E MI SENTO RINNOVATA. NON È A CAUSA DELLA QUARTA TAZZA DI CAFFÈ CHE APPENA PRESO, O PER IL SENSO DI REALIZZAZIONE CHE PROVO DOPO AVER SODDISFATTO LA MIA ULTIMA SCADENZA, MA PERCHÉ HO DECISO CHE LA MIA FELICITÀ È IMPORTANTE QUANTO QUELLA DI MIO COMPAGNO E DEL MIO COMPAGNO.

E’ PERCHÉ HO FINALMENTE REALIZZATO CHE SONO UNA MAMMA. NON UNA MARTIRE.”

 

Essere mamme non significa sacrificarsi sempre e comunque, non vuol dire trascurarsi, non vuol dire mettersi sempre all’ ultimo posto perché così la famiglia sta meglio. Non sta affatto meglio, anzi in seguito quando i figli saranno cresciuti ti renderai conto che puo’ anche essere stato un errore. Una mamma deve darsi valore come persona e non soltanto come appendice di qualcuno.Se una mamma trova dello spazio per sé,  indipendentemente dal tempo, bastano dieci minuti e ne gioveranno tutti. E un giorno i figli una mamma così la ringrazieranno perché si renderanno conto che hanno una mamma indipendente, non menefreghista intendiamoci, ma ancora libera di darsi un valore come persona e non solo come accessorio di qualcuno.

Annamaria… a dopo