IL REATO DI INGIURIA NON ESISTE PIU’

 

Il Reato di ingiuria non esiste più, ma le sanzioni civili permangono più care

Il reato di ingiuria non esiste più; hanno ancora effetto, però, le sanzioni civili a esso collegate. Questo ha stabilito la quinta sezione penale della Corte di Cassazione con la sentenza n. 25062/2016 del 16 giugno, che ha annullato la pena inflitta a un imputato per abrogazione del reato ma ha confermato le sanzioni economiche da rideterminarsi in sede civile.

Dunque, offendere qualcuno può costare fino  8 mila euro anche se l’ingiuria  è stata depenalizzata. La Cassazione, con la sentenza n° 25062, annulla la condanna inflitta al ricorrente  che aveva dato dell’infame alla sua ex moglie accusata di brigare per ottenere l’affidamento esclusivo della figlia.

La Suprema Corte ricorda che l’ingiuria per effetto della depenalizzazione (Dlgs 7/2016) è stata  trasformata in illecito civile. Un beneficio applicato anche alle controversie precedenti all’ entrata in vigore della norma purché non ci sia stata sentenza di condanna o un decreto irrevocabile.

Detto questo, riteniamo utile esporre un certo numero di “espressioni” valutate di recente.

FATE ATTENZIONE CHE SE LEGGETE SENTENZE  CON REATO PENALE, LEGGETE E CONSIDERATE  “ILLECITO CIVILE”.

 01– “ROMPISCATOLE” (non offensiva)

Non è offensiva la frase “siete venuti a rompere le scatole” rivolta da una professoressa a una collega, durante l’orario di lezione, davanti agli alunni. L’assoluzione in base al principio per cui “l’espressione , ormai di uso comune, è sprovvista di radici etimologiche e, banalizzata, è impoverita di significati lesivi della dignità morale o sociale degli individui (sentenza 39454/05).

02“VAFFA” (non offensiva)

Assolto un consigliere comunale che ha mandato a quel paese il vicesindaco:  “talune parole, pur rappresentative di concetti osceni o a carattere sessuale, sono diventate di uso comune e hanno perso il loro carattere offensive”. Nella stessa occasione la Corte ha però affermato che tali espressioni sono tollerate qualora vengano scambiate tra pari, confermando quanto detto nel 2003 quando per la stessa parola fu condannato un uomo di 62 anni (sentenza 27966/07 e1768/03)

03- “MI FAI SCHIFO” (offensiva)

Ribaltati i primi gradi di giudizio che avevano escluso il reato perché l’uomo che aveva rivolto la frase a una donna, utilizzando la particella pronominale “mi”,  avrebbe manifestato un’opinione soggettiva e non un’offesa. Secondo i giudici questa considerazione è un’”incongruenza” anche perché sarebbe sufficiente anteporre a qualsiasi espressione ingiuriosa la particella pronominale per evitare la condanna (sentenza 31451/07)

04- FASCISTA (offensiva)

Dare del  “fascista” al comune cittadino è offensivo, mentre se destinatario è un politico allora ci si trova di fronte a un semplice esercizio di critica ideologica. La Cassazione ha annullato la condanna di un consigliere comunale che aveva usato nei confronti del sindaco l’espressione  “fascista nel senso più deteriore della parola”: con tale termine non si fa altro “che richiamare un’ideologia e una prassi politica che è stata in passato propria di molti italiani”. Tuttavia nel caso di un comune cittadino sentirsi dare del  fascista nei termini di cui sopra è certamente offensivo perché “mira a dipingere lo stesso come arrogante e prevaricatore  (sentenza 29433/07

05- FOTT… (offensiva)

Pronunciata nei confronti di una professoressa, la parola “fottiti” è costata la condanna al preside di una  scuola che aveva così reagito nel corso di un consiglio dei docenti. “Se tollerabili in ambienti familiari o amicale – spiega la Corte – certe espressioni assumono chiaro significato dispregiativo ove adoperate in ambito lavorativo ufficiale” (sentenza 24345/05

06- FACCIA DI CAVALLO  (offensiva)

E’ reato dire “faccia di cavallo” alla dirimpettaia durante un litigio. La Cassazione ha spiegato che correttamente “il giudice di pace ha ritenuto sussistenti gli estremi del reato dato che la frase, rivolta per di più a una signora, con enfatizzazione caricaturale delle caratteristiche del volto, ha contenuto di offesa e di dileggio” (sentenza 38079/05)

07- RACCOMANDATO (offensiva)

E’ stato condannato per ingiuria il negoziante che aveva apostrofato con le parole “raccomandato, raccomandato, tu la legge non la conosci, te la insegno io, vai via, vai a scuola” il vigile urbano che lo stava rimproverando per essersi rifiutato di cambiare a un cliente una banconota da  20 euro  per un acquisto minimo (sentenza 37455/05)

08- SCEMO  (offensiva)

Vietato dire “sei scemo”  a un’altra persona. Il rischio, oltre la condanna penale per ingiuria, è che il giudice riconosca anche un danno morale da risarcire. Gli “Ermellini” (giudici) hanno infatti dichiarato inammissibile il reclamo confermando l’offensività della frase e hanno, invece, accolto  il ricorso della parte lesa  che aveva chiesto i danni morali (sentenza 24893/05)

09- NON CAPISCI UN C… (offensiva)

“Pur se di uso comune in ambienti di scarsa educazione sociale e quindi espressione di maleducazione diffusa, ha indubbiamente una capacità offensiva del prestigio e della dignità”. Con questa  motivazione la Suprema corte ha condannato un ufficiale dell’aeronautica che aveva insultato un sottoposto (sentenza 19686/01)

10- FATTI I C… TUOI  (non offensiva)

Assolta una donna che aveva “invitato” , per iscritto peraltro, l’ex marito, che aveva maldigerito la separazione, a lasciarla in pace. Non solo. La Cassazione, viceversa, ha condannato l’uomo per i toni ingiuriosi delle cartoline – peraltro listate a lutto – di risposta inviate dalla villeggiatura (sentenza 2695/06)

11- PSICOPATICO  (offensiva)

Condanna definitiva per l’uomo  che nel corso di una lite di condominio per un parcheggio ha apostrofato la vicina con la frase  “sei una psicopatica”. Per non aver tenuto a freno la lingua, l’uomo è stato inoltre condannato a risarcire la vicina ingiuriata con 1.500 euro (sentenza 39006/04) – Con l’attuale normativa la sanzione è molto più “pesante”.

12- BAMBINO  (offensiva)

E’ reato dare del “bambino” al priprio capo, specialmente se le parole sono rivolte da un maresciallo dei carabinieri a un sottotenente. La frase “ho 35 anni di servizio e devo essere comandato da un bambio”  è offensiva perché, riferita in un contesto polemico e di insofferenza dell’altrui posizione, lede la personalità morale del destinatario  (sentenza 25084)

13- STR…   (offensiva)

“Dì a tuo marito che quelli che vanno a piangee dalla mamma sono stronzi”. La Corte di cassazione ha escluso l’ingiuria, ma non la diffamazione, per l’ufficiale che, in presenza di più persone, si era rivolto alla moglie di un subordinato, al momento assente, con la frase riportata (sentenza (9549/00)

14- SPORCO NEGRO  (offensiva)

Indica un atteggiamento finalizzato alla discriminazione dell’odio etnico o razziale e per questo perseguibile. La Cassazione ha confermato la condanna a un uomo di 60 anni che ha detto  “via di qua, sporca negra” a una bambina di 6 anni in un luogo pubblico.  “Il riferimento gratuito al pigmento delloffeso assumr significato intrinsecamente discriminatorio”. Tale espressione, aggiunge la Cassazione, “non ha equivalenti: non risulta infatti adottata in Occidente l’espressione “porco Giallo”, né in Africa o in Cina “sporco Bianco”  (sentenza 9381/06)

Gentili lettori, vi ricordo di nuovo che l’INGIURIA  non è più penalmente perseguibile ma e’ sanzionabile civilmente in modo molto  “molto più pesanti”.

Nella speranza di aver chiarito delle note utili, vi lascio alle vostre riflessioni.

Vincenzo Liberale

Fonte:

Il sole 24 ore

Annamaria