POESIA DI PASQUA 2019

C’è bisogno di una Pasqua di gioia, che ci unisce nei valori umani, della vita e solidale.
Dove la gente sia più disposta, ad ascoltare, stare bene insieme, con generosità aiutarsi e aiutare.

C’è bisogno di una Pasqua disposti ad ascoltare di più gli ammalati, con dolcezza, donare loro un sorriso, l’ascolto li farà sentire meno soli allieverà, sofferenze, sarà un bel gesto di umanità e illuminerà il loro viso.

C’è bisogno di una Pasqua che ci aiuti a stare vicini, con un affetto caloroso agli anziani, fonte di sapere e saggezza, l’ascolto sarà come la luce delle stelle, trasmetterà sicurezza per il loro domani.

C’è bisogno di ascoltare con più attenzione e bella simpatia, le persone più deboli e i diversamente abili, l’ascolto sarà per loro, come un raggio di sole, porterà energia, li farà sentire più forti e meno fragili.

C’è bisogno di ascoltare di più i bambini, offrire la possibilità di giocare e donare loro infinito amore, l’ascolto porterà gioia, felicità, creatività, serenità e gli si aprirà la mente e il cuore.

C’è bisogno di ascoltare e costruire ponti di dialogo, aiutare le persone che soffrono la fame e hanno meno, l’ascolto aprirà le nostre coscienze, sarà per loro positivo, come l’arcobaleno che annuncia il sereno.

C’è bisogno di ascoltare osservare e rispettare di più l’ambiente la natura,
rispettare ogni forma di vita, i suoi colori che ci dona, l’armonia, un’atmosfera meravigliosa e aria pura.

Se tutti insieme per qualche minuto ci fermassimo in silenzio a riflettere, sarebbe un clamore, se quei minuti li adoperassimo per ascoltare, scopriremmo come fare per costruire un mondo più giusto e migliore.

L’ascolto se sarà praticato con sincerità e umiltà e se nella nostra vita trionferà,
sarà per tutti una Pasqua di resurrezione, di gioia, di umanità, di pace, fraternità e nella solidarietà.

Francesco Lena

IMMIGRAZIONE, LA CITTA’ E’ UNA POLVERIERA.

Mi domando dove sta la differenza tra questo folle criminale, Ouesseynou Sy, i potenti (criminali) Occidentali e i potenti corrotti Africani.

Notizia QUI

Entrambi, in maniera predeterminata colpiscono innocenti.
I potenti si proteggono: non circolano mai senza scorta. Si sentono sempre al sicuro. Non li vedrete mai prendere un autobus . Ne loro e nemmeno i loro figli. La figlia della Boldrini ha la scorta pagata dallo Stato!

Il semplice cittadino, i bambini rischiano la vita ogni giorno.
È stato davvero un vero atto eroico, un miracolo, quello che è avvenuto in questi giorni nella provincia milanese. Veri Eroi, i Carabinieri (pagati una miseria, contro i 15.000 euro al mese della Boldrini che in questa vicenda ancora tace!) ma soprattutto i ragazzini.
Non esistono bambini di serie A e bambini di serie b . I bambini di ogni Nazione non si toccano. Gli innocenti non si toccano!
Abbiamo assistito alla strage di Nizza e tante altre stragi a matrice terroristica o di lupi solitari. Ci siamo addolorati per la perdita di vite umane innocenti e tra loro tanti bambini.
Purtroppo,  giornalmente cresce il timore di incrociare per strada, in autobus un pazzo che preso da una “tempesta emotiva criminale” vendica le ingiustizie con ulteriore morti.
I Senegalesi, i Nigeriani e tutti gli africani si renderanno conto che sono stati illusi e presi in giro dagli occidentali e dai politici o presunti tale, corrotti, del loro Paese. Siamo solo agli inizi, purtroppo.
L’ Africa è un paese ricco hanno molte risorse. Non hanno bisogno di venire in Italia a raccogliere pomodori per pochi euro.


L’ Europa ha messo in atto, da tempo, una deportazione.

A rischio per queste lotta di potere globale, sono sempre e comunque gli innocenti, sia occidentali che africani. I veri nemici non sono i migranti ma coloro che li deportano. I padroni del capitale, la classe dominante turbocapitalistica.

D’altronde  basta dare uno sguardo alla storia: nulla o poco è cambiato. In ogni epoca storica, trasvelsarmente, abbiamo avuto dei folli al potere.

Ci siamo evoluti …in peggio e con altri mezzi .
E noi semplici cittadini siamo sopra una polveriera …

Annamaria… a dopo

LIRAN SILENZIA L’AVVOCATA DEI DIRITTI CON 33 ANNI DI CARCERE E 148 FRUSTATE


Nasrin Sotoudeh, la nota avvocata iraniana per i diritti umani ora in carcere, è stata condannata a 33 anni di carcere e a 148 frustate, dopo due processi gravemente iniqui.

Le accuse contro di lei sono la conseguenza del suo pacifico lavoro in favore dei diritti umani, inclusa la sua difesa delle donne che protestano contro l’obbligo di indossare il velo in Iran e la sua pubblica opposizione alla pena di morte.

Nell’agosto 2018 ha scritto una lettera dal carcere per annunciare l’inizio del suo primo sciopero della fame per protestare contro la sua detenzione arbitraria e contro le pressioni giudiziarie a cui sono soggetti i suoi amici e la sua famiglia. Lo sciopero era indirizzato in particolare all’arresto del suo amico e difensore dei diritti umani Farhad Meysami.

Nel novembre 2018, Nasrin Sotoudeth inizia un nuovo sciopero della fame per protestare contro la continuativa detenzione di Farhad Meysami e per l’arresto di suo marito, Reza Khandan, avvenuto il 4 settembre 2018. Entrambi gli uomini sono stati condannati per “propaganda contro il sistema” e “raccolta e collusione per commettere crimini contro la sicurezza nazionale” e condannati ad un totale di sei anni di carcere in relazione al loro sostegno della campagna contro l’obbligo di indossare il velo (hijab).

È una prigioniera di coscienza e deve essere rilasciata immediatamente!

FIRMA QUI LA PETIZIONE!!

Annamaria… a dopo

I BENEFICI DELLA PENNICHELLA

La pennichella

***Inevitabbirmente dop’er pranzo,e ancor de più si ho tracannato un goccio,comincio a scapoccià e si scapoccioè segno che ciò sonno in disavanzo.

***E ce lo so, so’ io che so’ de coccio, ché, si ho da lavorà, mejo che scanzo l’idea de beve er vino e che m’appanzo, sinnò me pija sonno stile incoccio.

***Potessi famme mó ‘na pennichella, come quela intonata da Manfredi,m’addormirebbe e a la chetichella …

***… dovressi da vedé si nun me credi, come me casca l’occhio e me sbarella, nun posso lavorà, ché dormo in piedi.

Stefano Agostino

La pennichella pomeridiana riduce la pressione del sangue con effetti comparabili a quelli che si ottengono dalla riduzione del consumo di sale nella dieta o anche all’azione di un farmaco antipertensivo a bassa dose. Lo rivela uno studio di Manolis Kallistratos, dell’Asklepieion General Hospital a Voula, in Gracia che sarà presentato al meeting dell’American College of Cardiology a New Orleans. Gli esperti hanno coinvolto 212 ultrasessantenni in cura per ipertensione, monitorati con uno strumento portatile h24. I clinici hanno confrontato la pressione media giornaliera di coloro che facevano un riposino pomeridiano con quella di coloro che non dormivano al pomeriggio. I primi avevano la pressione massima di 5 millimetri di mercurio più bassa degli altri mediamente nelle 24 ore. Per ogni ora di pennichella la pressione si riduceva di circa 3 unità. Il dato è comparabile a quello di altri interventi per ridurre la pressione come appunto la riduzione del consumo di sale o alcolici.

By -Ansa

Annamaria… a dopo

LIVE! ASCOLTI RECORD AL PRIMO COLPO


Reality show = La spettacolarizzazione estrema al servizio del profitto e degli ascolti a tutti i costi. Ecchisenefrega se tutto cio’ conduce alla distruzione dei giudizi e dei valori. 

Se Fogli fosse una vera vittima, è venuto il momento di chiudere i battenti dei reality e darsi alle estrazioni del Lotto; se ha dato il via libera alla storiaccia, allora ci manca da vedere l’uomo morto. Come nel film “Live! Ascolti record al primo colpo.

 

 

Tutti contro Corona, ma Riccardo Fogli è davvero una vittima?

È bastato un videomessaggio di Fabrizio Corona sulle presunte corna di Karin Trentini al marito Riccardo Fogli, che si è messo a nudo all’Isola dei Famosi, a scatenare una tempesta di reazioni. Eva Henger e Belen Rodriguez contro Corona, il paparazzo contro Belen, l’ex moglie del paparazzo, Nina Moric, contro la medesima Belen (nella notte ha fatto una serie di storie su Instagram in cui ricordava all’argentina cosa avesse fatto quando suo figlio Carlos aveva 5 anni), Karin Trentini contro i “criminali” (così li ha definiti) che hanno messo in giro la voce dell’infedeltà, il presunto amante Giampaolo Celli contro le foto che lo ritraggono con Karin, Alda D’Eusanio e Alba Parietti stomacate dal filmato, l’inviato honduregno Alvin solidale con Riccardo Fogli (“grande classe, grande spirito”), Viola Valentino contro l’ex marito Riccardo in nome di “chi la fa l’aspetti” e poi contro Corona, i Pooh contro i pettegoli, Barbara d’Urso contro l’innominabile Corona per quello che ha fatto a suo figlio e contro la Marcuzzi: “Io da conduttrice di reality non avrei agito in quel modo”, ma a favore del genere visto che ad aprile sarà alla guida del GF16: “I concorrenti dei reality nel momento in cui decidono di partecipare a programmi simili devono accettare che la loro vita sia scandagliata in profondità. Può venire fuori di tutto ed è lecito parlarne. Fa parte del gioco”.

In questo turbinio di voci e accuse reciproche, solo Alessia Marcuzzi è rimasta in silenzio: ha visionato il videomessaggio di Corona prima di mandarlo in onda e non può certo cadere dal pero davanti all’indignazione del pubblico. Tuttavia si è dissociata dalle parole di Alda D’Eusanio perché Corona non era presente a replicare. Garantista con Corona e Monte, ma non con la figlia di 8 anni di Riccardo Fogli. E tace pure Mediaset, che da un anno e mezzo, per vendere il mocio e gli assorbenti con le ali, ha abdicato alla qualità (salvo poche eccezioni) accettando qualunque cosa. Qualunque: le canne, la violenza verbale e quasi fisica su una donna (Aida Nizar), Corona e il suo piglio da precettore di vita in tutti i programmi del Biscione, i tradimenti ai danni di un uomo di 72 anni provato dalla fame e dal disagio. Nudo metaforicamente e fisicamente. Lunedì sera si è temuto che gli venisse un infarto tant’è vero che la d’Urso ieri pomeriggio ha sottolineato un paio di volte di essere stata rassicurata da un’autrice dell’Isola sulle buone condizioni di salute del cantante. In effetti ci manca il morto in diretta. Anche perché, a quanto pare, un vero e proprio limite non c’è.

Fuori da ogni ipocrisia però va notato che è stata Mediaset a chiedere l’intervento a Fabrizio Corona perché Riccardo Fogli voleva “sfidare a duello il basta**o che ha messo in giro queste voci”. Vista la fedina di precedenti, una persona di media intelligenza può aspettarsi toni concilianti da Corona? Può aspettarsi una mano tesa o una porcata mediatica? L’ex re dei paparazzi ha fatto esattamente quello che fa da anni: avvertire il vip di turno che in una cartellina, in un ipad, in un cassetto o dentro un muro ci sono foto compromettenti, che ha le prove perché ha spiato in camera da letto. In questo senso ha ragione Alda D’Eusanio: la galera non gli è servita a niente. Rovinava famiglie prima di San Vittore, in ossequio ai principi del giornalismo “anche se moralmente discutibili” (ipse dixit), e ha ricominciato a farlo adesso. Il circo è sempre lo stesso. Semmai è cambiato il tono e la prosopopea e il narcisismo hanno assunto dimensioni elefantiache.

A colpire l’immaginario collettivo è stata un’altra cosa: la disparità fisica. Lo split del televisore offriva da un lato Corona in maglietta rosso-arancione perfettamente stirata con i bicipiti guizzanti, turgidi, esplosivi come le tette della Cipriani, il volto lucido, la pelle tesa, la barbetta curata, le labbra pompate, i capelli ben rasati. Non un ciglio fuoriposto. Dall’altra parte un uomo di 72 anni con le ossa pronte per la TAC, la pelle vizza e solcata dalle storie di tutti i giorni, il torso su cui hanno banchettato i mosquitos, la barba bianca incolta e i capelli arruffati come il pelo di un gatto. Coperto solo da un paio di pantaloncini. Strizzava gli occhi mentre qualcuno gli strizzava il cuore allo stesso modo di un cencio. Non vedeva il suo “nemico”, che sia Corona o che sia Celli non importa ora. E chi è miopie sa quanto sia difficile mettere a fuoco le parole se non vedi chi parla. Perché non gli hanno dato i suoi occhiali rendendolo ancora più esposto? Da una parte c’era un vetro infrangibile, dall’altra un cristallo fragile. Ecco, questo è stato un pugno nello stomaco.

Eppure non ci si può non chiedere che parte ha Riccardo Fogli in tutto questo. E’ nel mondo dello spettacolo da prima che Fabrizio Corona fosse concepito, sa quanto possa essere spietato e ingannevole. E’ stato colpito a tradimento o è corresponsabile? Perché la moglie Karin ha sentito la necessità di pubblicare due foto capziose (di cui una con il presunto amante Giampaolo Celli) su Instagram proprio mentre l’adorato marito era all’Isola? Se Corona dice la verità (“li ho frequentati mentre erano insieme”), sapeva che avrebbe scoperchiato il vaso di Pandora. In molti si chiedono se sia una strategia per portare alla vittoria Riccardo Fogli. In fondo si tratta di televisione dove tutto è finzione e tutto si dimentica. Ma uno show e 50.000 euro valgono la propria dignità? Se Fogli fosse una vera vittima, è venuto il momento di chiudere i battenti dei reality e darsi alle estrazioni del Lotto; se ha dato il via libera alla storiaccia, allora ci manca da vedere l’uomo morto.

By “Il Tempo”

Annamaria… a dopo

LA STORIA DI VALENTINA E DI “OBIETTORI CHE NON SONO MEDICI”

Scrive Elisabetta Canitano, ginecologa e presidente dell’associazione Vita di Donna, tratto dall’articolo “I nemici della libertà di scelta” e pubblicato su Left

 Valentina Milluzzo è morta di aborto rifiutato. Si è ricoverata a Catania, nell’ospedale Cannizzaro, un ospedale laico, con l’utero dilatato alla 17esima settimana di gravidanza. È rimasta 15 giorni a letto con i piedi in alto (a 17 settimane? Sì a 17 settimane) senza che che nessuno le spiegasse -in un ospedale nel quale gli obiettori in ostetricia sono il 100% – che l’aborto terapeutico poteva essere un’opzione che avrebbe protetto la sua salute. La sua vita.
Il fondatore del Popolo della famiglia, Mario Adinolfi, dice con orgoglio che gli ospedali sono pieni di militanti cattolici nei reparti di ostetricia. Certo, militanti che “finché c’è il battito fetale” si rifiutano di prestare cure alle donne. Ci viene replicato che se una donna sta male, certamente sarà curata. Ma quanto deve star male? Se ha una gravidanza extrauterina deve iniziare l’emorragia…se ha un sacco rotto deve manifestare segni di infezione…se ha la pressione alta deve avere le convulsioni…e così, qualche volta, quando stai tanto male da riuscire ad ottenere le cure anche se c’è il battito poi non ce la fai lo stesso e muori.
Valentina è morta così. Dopo 15 giorni ha avuto una setticemia, a causa di quell’ utero aperto, e un medico, in preda al panico, le ha negato anche quelle cure tardive che forse non l’avrebbero salvata comunque.
Negli Stati Uniti dove le cose hanno spesso un nome e un cognome più chiaro che da noi, già nel 2008 l’American Journal of public health ha pubblicato una ricerca sui ritardi nelle cure alle donne negli ospedali cattolici, per via dellla presenza del battito cardiaco.
E così questa è la mia “celebrazione” dei quarant’anni della #legge194. Non siamo mai stati in pericolo come adesso, di arretrare sui diritti delle donne. Non abbiamo mai avuto bisogno come ora che la difesa delle scelte delle donne e della loro salute sia presa in carico dalle donne e dagli uomini, da tutti i cittadini che pensano che lo Stato debba essere laico»

Valentina è stata abbandonata dai medici

“La sacca e’ nella vagina, per i due feti non c’e’ speranza. Sentendo battere i cuoricini non possiamo intervenire”. Disse cosi’ il medico ginecologo al padre di Valentina Milluzzo, la sera del 5 ottobre 2016, all’ospedale Cannizzaro di Catania, quando sua figlia inizio’ a star male con nausea, febbre, dolori. Intervistato dalla Dire per il notiziario DireDonne, Salvatore Milluzzo, si domanda “perche’ non sia stato proposto l’aborto terapeutico per salvare la vita della figlia. Perche’ non sia stata diagnosticata in tempo la sepsi in corso che ha portato, dopo ore di sofferenza, allo shock fatale, perche’ utilizzare l’ossitocina per l’espulsione del secondo feto su una donna con i valori che aveva Valentina in quelle ore”.

Tutto questo oggi e’ affidato alla giustizia e ai tribunali e “il 2 luglio- sottolinea il signor Salvatore- dovrebbe cominciare la causa. Le indagini sono concluse e la giudice ha rinviato a giudizio per omicidio colposo plurimo 7 medici del reparto di ginecologia e ostetricia dell’ospedale Cannizzaro, compreso il professor Scollo, il primario”.

La vicenda inizia il 29 settembre 2016 con il ricovero di Valentina per una dilatazione dell’utero, riscontrata dal suo ginecologo curante durante la visita di controllo. Il 5 ottobre Valentina inizia a star male, come riportato in cartella clinica, e riceve un antipiretico. “Gia’ quel giorno- precisa Salvatore Milluzzo- i due feti, alla 17ma settimana, non hanno piu’ speranze. E’ quello il momento in cui il primo medico obiettore lo dice”. E ricorda: “Valentina ha febbre, grida di continuo, chiede di essere sedata, liberata.

Chiede aiuto continuamente a tutti. Quando entra in ospedale- chiarisce il papa’- sta bene ed entra per tenere i suoi bambini, vista la dilatazione dell’utero da controllare. Rimane ricoverata 17 giorni. Contrae in ospedale la sepsi che non viene riconosciuta in tempo, ne’combattuta con i giusti antibiotici”. La Procura infatti ha rinviato i medici a giudizio per non aver dato antibiotici giusti, per non aver prelevato campioni da esaminare, per non aver rimosso la fonte dell’infezione (placenta e liquido amniotico)e per non aver dato sangue nella sala parto.

“Ma il cuoricino batte e io sono un obiettore, non posso intervenire”. Ricorda quella frase- il papa’ di Valentina- “ripetuta ancora una volta da un altro dottore, tale Di Stefano, davanti ad altre persone, tra cui mia moglie e mio genero” e ricorda anche il seguito: “Speriamo che possa espellerli spontaneamente, perche’ io sono obiettore e non posso intervenire”. “Valentina viene ignorata per ore e ore” e i familiari chiedono l’intervento di un medico. “Viene visitata da tale dottor Filippello e continua a soffrire, a collassare e ad un certo punto mi chiese- ricorda Salvatore:’Ma in ospedale si puo’ soffrire cosi’?’. “Il Filippello sparisce- racconta il papa’ di Valentina- e l’abbandona in quello stato di gravita’”. “Alle 19 del 15 ottobre- continua il racconto di Salvatore- la madre trova Valentina collassata, temperatura a 34, pressione a 50/70. Viene schiaffeggiata e un infermiere le mette l’ossigeno.

La situazione in quel reparto, nei giorni in cui Valentina moriva e’ di 13 obiettori su 13 medici. Parassiti alle spalle della medicina- li definisce Salvatore alla Dire- gentaglia che deve sparire dagli ospedali pubblici”. E aggiunge- “con la sepsi in corso era in pericolo la vita di Valentina. Perche’ non e’ stato proposto l’aborto terapeutico se per i due feti non c’erano piu’ speranze? E’ notizia di questi giorni che un medico obiettore che si e’ rifiutato di praticare un aborto terapeutico a Giuliano, in Campania, e’ stato licenziato in tronco. Sono prima medici, o no? Persino il papa dice di salvare la vita della madre”.

Le ultime ore di Valentina, dalle 23 del 15 ottobre alle prime ore dell’alba del 16, sono quelle in cui i familiari non riescono piu’ a capire cosa stia accadendo alla loro figlia in sala parto.“Abbiamo chiesto di vedere il primo feto, quello della bambina, espulso spontaneamente da Valentina alle 23 del 15 ottobre. E lo abbiamo visto. Ed e’ in questa sede che davanti a tutti il medico obiettore, Di Stefano, ha detto di non poter fare nulla e di non poter intervenire per la sua obiezione. Il feto della bambina era molto scuro. Poi, dopo altre ore di strazio, abbiamo sentito un grido assurdo, terribile: era il secondo feto espulso sempre da Valentina: il maschietto. Poi il nulla e il silenzio e ci e’ stato proibito di vedere il secondo feto”. Valentina dalla sala parto viene trasportata in rianimazione. “Sulla barella- ricorda il papa’- l’ho toccata ed era fredda.
Aveva i cerotti sulle palpebre degli occhi. Io credo fosse gia’ morta. Voglio ricordare- aggiunge Salvatore- che e’ sparito un tampone, arrivato in lettera anonima al nostro avvocato. Chiameremo tutti a testimoniare”.

Valentina era sposata da 2 anni e desiderava molto diventare mamma. “Era rimasta subito incinta con la FIVET- ricorda Salvatore- e senza troppe cure particolari”. Un maschio e una femminuccia: il sesso scoperto proprio il giorno in cui iniziava il calvario. “Forte, determinata, preparatissima” cosi la ricorda suo padre che si indigna per quanti parlano sempre della fecondazione all’origine di questa storia, come a voler insinuare che ci fossero problemi altri. Il problema e’ nato nei giorni del ricovero al Cannizzaro, quando “Valentina e’ stata abbandonata da tutti, anche dal suo ginecologo curante che non l’ha piu’ seguita. In 17 giorni ha fatto solo 2 ecografie”. La famiglia di Valentina e suo marito, Francesco Castro, sono stretti in un’alleanza per la verita’. “Non ci fermeremo. Non vogliamo soldi, come ha ribadito mia moglie, ma assicurarci che questi medici non facciano piu’ i medici e non ammazzino altre Valentine. Arriva Natale e in casa nostra non c’e’ niente, nessun albero. Arriva Natale e noi andremo al cimitero a portare fiori alla nostra Valentina. Noi siamo credenti e per questo ci siamo rivolti alla giustizia terrena e dobbiamo avere fiducia. Quegli obiettori li’, non sono medici”.

Annamaria…a dopo