CHIUDERE “PORTA A PORTA” DOPO AVER INVITATO IL FIGLIO DEL BOSS RIINA

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Con tentativi estremi Vespa tenta di contrastare il viale del tramonto. E noi siamo costretti a subire ( anche se cambiamo canale dobbiamo pagare il canone) interviste con esponenti mafiosi nell’ambito di una tv che si autodefinisce “servizio pubblico”  ma non lo è affatto. Non è servizio pubblico l’intervista a parenti di mafiosi, lo sarebbe con magistrati e poliziotti.

 

È inaccettabile che la Rai mandi in onda la puntata di “Porta a Porta” sulla presentazione del libro del figlio del Boss mafioso Totò Riina, Salvo.

Rosy Bindi, commissione Antimafia, ha detto: “si presta ad essere il salotto del negazionismo della mafia”.

Mentre il presidente del Senato Pietro Grasso twitta: “Non mi interessa se le mani di Riina accarezzavano i figli, sono le stesse macchiate di sangue innocente”.

Pier Luigi Bersani invece ha deciso di rinunciare ad essere ospite di ‘Porta a Porta’.

La Rai è pubblica, pagata con i nostri soldi! Non possiamo più sopportare questo tipo di trasmissioni, questa finta informazione giornalistica. Non è la prima volta (Vedi Casamonica).

Speriamo che qualcosa cambi, ma sul serio!

Salvatore Lo Presti- Grotte- Sicilia

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 Annamaria… a dopo