UN ANNO PER UN GIORNO

La gente cambia idea così rapidamente che nemmeno vale la pena provare a dare troppe spiegazioni.

Un giorno ti ama, un giorno ti odia, senza che tu abbia fatto nulla né cambiato atteggiamento. Spesso ha un interesse morboso per la vita degli altri, mette bocca su tutto, vorrebbe decidere per te. Perciò, per quel che riguarda il tuo spazio personale, riempilo con ciò che ti va, non badare a nient’altro.
Oggi si morde e si fugge con la fretta del nostro secolo, si vuole tutto con facilità, si cercano i compromessi e invece solo ciò che cresce lentamente scava in profondità e mette davvero delle radici. Il segreto è scovare la rarità fra la volgarità, quel profumo che ha il sudore, quando ti guadagni la vita.
Questa mania di sprecarci con chi non sa apprezzarci dovrebbe finire. Perché alla fine, quando finalmente stai bene, non confondi più l’amore con la dignità. La dignità è qualcosa di diametralmente opposto all’orgoglio. Non permettere mai a nessuno di abituarsi alla tua presenza.

La sicurezza personale non è oscillare e sparire per destare attenzione o tornare quando non si hanno più bei posti da visitare. Non siamo un parcheggio per cuori in panne. Ma il coraggio consiste nel continuare la propria strada. Per molti dare è indizio di stupidità, per me è l’essenza della vita. Io do tutto di me ma so anche riprendermi tutto all’occorrenza. Questo ogni volta che chi ho vicino smette di darmi valore.
Così la guardai, lei mi chiese: “Cosa posso fare per te?” Io le risposi : “Amami, se puoi. Se non puoi, lasciami andare.

Da leggere

Massimo Bisotti, Un anno per un giorno (work in progress)

Annamaria… a dopo

IO, ARRIVATA IN ITALIA CON UN BARCONE, VI DICO: SALVINI HA RAGIONE

 

Arrivo dei profughi albanesi, nel porto di Bari, nel 1997

 

Giugno 14, 2018 Lettera firmata – Fonte Corsera

Lettera di una donna albanese arrivata in Italia su un barcone. Gli scafisti, i “buonissimi di sinistra” e chi l’ha davvero accolta, vestita e sfamata

Dopo una notte insonne, quattro figli urlanti in modalità unni già alle 8 del mattino, riesco ad uscire di casa e a dare il cambio a mio marito che torna dal turno notturno. Salgo in macchina, sperando di riuscire a riposarmi al lavoro dove sto seduta per cinque ore di fila, parlo con persone adulte (che tendenzialmente capiscono quel che dico già alla terza volta) e, soprattutto, sono piantata direttamente sotto il getto dell’aria condizionata. In auto accendo una sigaretta, ascolto la radio e finalmente riesco a sentire un notiziario dopo tre giorni che non ho notizie dal mondo. Distrattamente ascolto tre o quattro parole: “Salvini”, “chiusura dei porti”, “seicento persone”, “Aquarius“, ma dovendo arrivare puntuale al lavoro spengo la radio e scendo dalla macchina. Al rientro a casa ascolto qualche altro notiziario, guardo sul web qualche titolo online e con una certa soddisfazione mi dico: «Ha fatto bene Salvini». Appunto, “mi” dico, perché a dirlo anche agli altri ci vuole un po’ di faccia tosta. Perché se sei una ex sbarcata, non puoi pensarla come Salvini, non puoi diventare così razzista. Proprio tu che sei arrivata in un porto non puoi essere per la chiusura dei porti. Perché in Italia, se sei straniero, puoi pensarla solo in un certo modo; devi pensarla “solo” in un certo modo, altrimenti “sei diventato razzista, proprio tu”. Eppure io continuo a dire, a volte con profonda convinzione, a volte con molte perplessità, che in questo momento l’Italia non ha alternative.

L’Italia non ha più risorse adeguate per gestire questa immigrazione incontrollata cui assistiamo da cinque, sei anni. Per fattori che vanno anche un po’ oltre al famigerato razzismo, è necessaria una presa di posizione netta e chiara. Basti pensare, ad esempio, al fatto che l’Italia è stata lasciata sola nella gestione dei migranti da parte dell’intera Europa, la quale poi però ha subito voluto far sapere a tutti che l’Italia deve accogliere i migranti incondizionatamente.

È sotto gli occhi di tutti cosa è diventato questo flusso migratorio: un business sulla pelle di disperati che, a lungo andare, ha innescato una guerra tra poveri che non giova a nessuno. In questo sistema, ricordiamoci che oltre ai poveri cristi disposti a rischiare di morire in mare, anelando a una vita migliore, ci sono anche gli scafisti. Gli scafisti sono quelle persone che decidono della vita e della morte di chi sale su un barcone, solo ed esclusivamente in base ai propri interessi e ai propri giri d’affari. Cosa credete, che siano state le donne incinte sull’Aquarius a rifiutare l’aiuto offerto? Sono state le donne incinte a rifiutarsi di dirottare verso la Spagna? (guarda caso, l’Italia dice di no e a quel punto si scopre che in Europa ci sono anche altri Stati).

C’è anche un altro fattore per cui questo traffico umano deve essere fermato il prima possibile: la schiavitù, spacciata per lavoro e accoglienza. Chiedetelo al ragazzo di colore che distribuisce le brochure delle offerte di catene di supermercati quanto guadagna per dieci ore di lavoro al giorno e ditemi se non vi si accappona la pelle nel sentirgli rispondere: «Fifteen/eighteen euro”. È ovvio che se lo schiavizzi, lo chiami “risorsa”: ti frutta così tanto che è quasi un bene che sia arrivato qui. E questi sono solo la punta dell’iceberg.

Ma ritorniamo ai porti chiusi e all’Italia che, per il momento storico in cui viviamo, non ha gli strumenti adeguati per affrontare ulteriori flussi di immigrati e, perché no, torniamo anche a Salvini. Costui s’è sgolato durante la campagna elettorale nel dire che l’immigrazione in questi termini andava fermata. È stato eletto, è andato al governo, che cosa vi aspettavate che facesse? Quello che aveva promesso in campagna elettorale, ovviamente. Per dirla con il vergognoso Macron, per quanto “vomitevole” sia la sua decisione, lui intanto ha agito. Io sono contenta che vengano chiusi i porti e se si continuerà con il pugno di ferro credo che il messaggio arriverà inequivocabile sia all’Europa sia ai fautori di questo traffico umano, di cui gli scafisti sono solo una minima parte.

Questa è la mia discutibile e opinabile opinione, politicamente parlando. Opinione a causa della quale vinco, spesso e volentieri, epiteti quali “razzista”, “italianizzata male” e anche il gettonatissimo “fascista”. Dicevo, politicamente parlando. Sull’aspetto umano, invece, la ingoio con una certa difficoltà questa decisione dei porti chiusi. Io sono arrivata in Italia nel 1999, nel periodo in cui c’era il “blocco navale” con la dirimpettaia Albania (li chiudevano anche i buonissimi della sinistra i porti – proprio perché la situazione era inaffrontabile – non solo questi “razzisti” della Lega). Eppure, i miei genitori erano come quei 629 poveri cristi sull’Aquarius: scappavano da qualcosa di così brutto da ritenere che valesse la pena rischiare di morire in mare, perché sulla costa di là sembrava ci fosse il paradiso.

E, in effetti, abbiamo trovato una sorta di paradiso, fatto di persone che non avevano visioni tipicamente boldriniane in materia di immigrazione, ma che mi hanno accolta, vestita, sfamata perché ero straniera; persone poco inclini al dilagante buonismo attuale, ma capaci di farsi in mille per aiutarmi. Ecco, è proprio questo che desidero io: essere come quegli amici, liberi di avere posizioni politiche più o meno discutibili, ma pronti a essere compagni di cammino, anche per te che eri l’ultima sbarcata.

Annamaria… a dopo

CARTONI ANIMATI E TEORIA GENDER

A cavallo tra gli anni 80/90, Mediaset e altre emittenti private hanno trasmesso  diversi cartoni animati che hanno genderizzato figli e mamme.. Cartoni nella maggior parte giapponesi. Sembravano violenti , invece, al massimo  facevano diventare gay friendly. Magari senza rendersi conto.

Ricordiamone alcuni di questi cartoni con una premessa : tutte queste presenze ambigue nei cartoni del Sol Levante si spiegano per la cultura giapponese abitata da sempre da divinità genderfluid con mode e abbigliamenti androgine e una morale (sessuale) molto diversa dalla nostra.

Lady Oscar
Non poteva che iniziare con lei questa lista: già dalla sigla veniva esplicitato tutto: “Tuo padre voleva un maschietto/ ma ahimè sei nata tu/ nella tua culla ti ha messo un fioretto/ lady dal fiocco blu“.

Oscar François de Jarjayes viene allevata dal padre come un vero soldato, destinata a servire la corona di Francia diventa infine capitano delle guardie reali; non senza prima essere schernita dai suoi stessi commilitoni, dei quali guadagna la fiducia dimostrando di valere quanto loro nonostante sia una donna. Insomma la storia più vecchia del mondo.

Sailor Moon
Menzione d’onore per il capolavoro di Naoko Takeuchi che negli anni è diventato un vero simbolo per le lesbiche di tutto il mondo. Sailor Moon è infatti un cartone intriso di tensioni ed amori saffici, a partire dal più censurato della storia: quello tra Heles (Salior Urano) e Milena (Sailor Nettuno) che nel manga sono esplicitamente fidanzate e conviventi mentre nella versione targata Mediaset sono “molto amiche”. C’è anche una forte, e ovviamente censuratissima, componente transgender nella 5°stagione del cartone: si tratta delle Sailor Starlight la cui trasformazione comporta anche un cambiamento di sesso, infatti la loro identità segreta è quella di tre uomini che compongono un noto gruppo musicale. Nella versione italiana l’escamotage sarà che i tre ragazzi hanno delle “gemelle stellari” che chiamano nei momenti di difficoltà.

Ranma 1/2
Il titolo dice già tutto: Ranma, il protagonista della storia, è un ragazzo colpito da un maleficio: ogni volta che viene a contatto con l’acqua fredda si trasforma in una ragazza. Ne derivano ovviamente gustosissime gag ed equivoci dando vita ad una serie divertentissima e mai volgare, purtroppo sottovalutata e poco conosciuta nel nostro Paese. Oggi sarebbe impossibile vederlo in tv anche per i continui doppi sensi a sfondo sessuale.

L’arma letale del Cavaliere dei Pesci era una rosa… vabbè

I Cavalieri dello Zodiaco
Ebbene sì, anche il cartone per maschietti intriso di combattimenti, armature e arti marziali è stato colpito dal gender, seppure di striscio. Due personaggi in particolare erano molto ambigui: il Cavaliere dei Pesci, convinto che solo gli uomini avvenenti meritino la vittoria in battaglia, e Andromeda, cavaliere dall’armatura rosa che si infatua palesemente di lui. Non è un caso che i maschietti facessero a botte pur di non dover interpretare la parte di Andromeda nei loro giochi in cortile.


Card Captor Sakura
Zuccheroso cartone animato che vede protagonista Sakura, una ragazzina dai poteri magici che deve raccogliere tutte le carte dei tarocchi per salvare il mondo. Anche qui la censura è intervenuta pesantemente: nella versione originale la migliore amica di Sakura, Tomoyo, è follemente innamorata di lei tanto da cucirle a mano i vestiti per combattere e riprenderla con una videocamera documentando tutte le sue imprese.


I Pokèmon
Menzione cazzara per questo cartone che racconta fino alla noia le avventure di Ash Ketchum alla ricerca di tutti i Pokèmon del mondo. La componente gender è data dai suoi rivali, il Team Rocket composto da Jessie e James, che cercano di sabotare l’eroe in tutti i modi ricorrendo anche a travestimenti assurdi dove i due amano invertire i ruoli di genere: memorabile la puntata (censurata ovviamente) in cui James si fa addirittura crescere un paio di tette enormi.

Fonte gay.it

Annamaria… a dopo

I BENEFICI DEL CIOCCOLATO FONDENTE

 

A patto che sia fondente al 70% il cioccolato fa bene, poiché solo questo tipo di cioccolato contiene la giusta percentuale di cacao, e quindi di flavonoidi, per essere benefico. Succede anche che assumendo una coppetta di gelato al cioccolato fondente verso le h14,aumentata di volume, di notte , l’uscita di urina e diminuisce circal’80% di gonfiore della caviglia del piede.

 

Quello al latte, invece, a causa dell’aggiunta di prodotti lattiero-caseari, perde la maggiore parte delle sue proprietà benefiche.

«Il cioccolato non solo ha un effetto positivo sull’ apparato cardiovascolare, ma induce una sensazione di benessere e migliora la resistenza alla fatica e la concentrazione perché contiene modeste dosi di sostanze eccitanti come caffeina e teobromina. Inoltre migliora il tono dell’umore perché stimola la sintesi della serotonina, l’ormone a cui si attribuisce la sensazione di benessere e serenità.

Questo non deve fare pensare che mangiandone tanto il beneficio aumenti. Infatti, le cioccolate e gli alimenti a base di cacao sono spesso altamente calorici, e il beneficio del cacao lo si ottiene già con consumi ridotti, soprattutto nei soggetti che soffrono di gastrite e reflusso gastro-esofageo e in individui in sovrappeso», spiega la dottoressa Michela Barichella, presidente di Brain&Malnutrition Association e membro del comitato scientifico Osservatorio Grana Padano.Di seguito 10 motivi per non farsene mancare un quadratino ogni giorno.

1. Fa bene al cuore.Secondo un recente studio della Brown University diminuisce il rischio di malattie cardiovascolari e, come si legge su Atherosclerosis, di ictus nelle donne.

2. Allontana la tristezza. Grazie al suo contenuto di magnesio e cacao stimola la produzione di serotonina, l’ormone della felicità.

3. Contrasta diabete e colesterolo. La presenza di acido stearico regola la coagulazione del sangue, mentre i flavonoidi favoriscono la reattività delle cellule all’insulina.

4. Dà energia fisica e cerebrale. Il contenuto di potassio stimola l’attività del cervello e dei muscoli. Lo zucchero e gli acidi grassi contenuti energizzano il corpo.

 

5. Stimola l’eros. Molti studi hanno dimostrato che le feniletilammine presenti nel cacao agiscono come anfetamine, note per attivare il desiderio sessuale.

6. Aiuta a sentirsi sazi. Il cioccolato contiene molte fibre, quindi è un alimento che dà una forte sensazione di sazietà, utile quando si desidera peso.

7. Fa bene alla pelle. Essendo ricco di flavonoidi, esercita una forte azione antiossidante sulla pelle proteggendola dai raggi solari (ma non sostituisce la crema solare).

8. Aiuta a ridurre la tosse. Tra i componenti del cioccolato c’è la teobromina, che agisce sul nervo vago, il nervo cranico che provoca gli attacchi di tosse.

9. Fa bene alla vista. Migliorando la circolazione del sangue che va verso il cervello, si ritiene che possa essere efficace anche sul flusso sanguigno diretto verso la retina.

10. Rende più intelligenti. Il sopracitato aumento del flusso sanguigno al cervello rende più lucidi e attivi, favorendo in questo modo l’apprendimento.

Annamaria… a dopo

2 GIUGNO FESTA DELLA REPUBBLICA

 

 

Ecco alcune delle piu’ celebri, belle e significative frasi sulla nascita della Repubblica e la Costituzione. Pronunciate da padri fondatori della nostra Repubblica Italiana, da importanti statisti e costituzionalisti.

Prima, però, tanti in bocca al lupo, con fiducia e ottimismo, al nuovo governo Conte, nato ieri.

Con due giovani, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, che dalla loro hanno l’entusiasmo e la voglia di cambiare qualcosa per il bene comune.

La foto di gruppo del governo con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale, Roma
(ANSA/ALESSANDRO DI MEO)

È meglio la peggiore delle democrazie della migliore di tutte le dittature (Sandro Pertini)

L’Italia vuole la pace, perché la pace è un seme che che cresce solo se gli uomini imparano a stare insieme (Anna Sarfatti, La costituzione raccontata ai bambini)

La Costituzione, ciò che ci eravamo dati nel momento in cui eravamo sobri, a valere per i momenti in cui siamo sbronzi (G. Zagrebelsky)

La Costituzione è il fondamento della Repubblica. Se cade dal cuore del popolo, se non è rispettata dalle autorità politiche, se non è difesa dal governo e dal Parlamento, se è manomessa dai partiti verrà a mancare il terreno sodo sul quale sono fabbricate le nostre istituzioni e ancorate le nostre libertà. (Luigi Sturzo, Discorso, 1957)

Quando il 2 Giugno 1946 nacque la Repubblica, tutti avemmo la consapevolezza che conservare integri nel tempo gli ideali cui essa si ispirava, avrebbe comportato momenti di duro impegno ed anche grandi sacrifici (Giovanni Leone)

Nella vita a volte è necessario saper lottare, non solo senza paura, ma anche senza speranza (Sandro Pertini)

In questa Costituzione c’è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre glorie: son tutti sfociati qui negli articoli.
(Piero Calamandrei)

‘La nostra Costituzione è in parte una realtà, ma soltanto in parte è una realtà. In parte è ancora un programma, un ideale, una speranza, un impegno, un lavoro da compiere’ (Piero Calamandrei, Discorso sulla Costituzione, 1955)

L’Assemblea ha pensato e redatto la Costituzione come un patto di amicizia e fraternità di tutto il popolo italiano, cui essa la affida perché se ne faccia custode severo e disciplinato realizzatore. (Umberto Terracini)

Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione (Piero Calamandrei)

Dietro ogni articolo della Carta Costituzionale stanno centinaia di giovani morti nella Resistenza. Quindi la Repubblica è una conquista nostra e dobbiamo difenderla, costi quel che costi. (Sandro Pertini, Messaggio di fine anno agli Italiani, 1979)

La bandiera italiana è un vessillo di libertà conquistata da un popolo che – ha detto – si riconosce unito, che trova la sua identità nei principi di fratellanza, di eguaglianza, di giustizia. Nei valori della propria storia e della propria civiltà. (Carlo Azeglio Ciampi)

Annamaria… a dopo

UNA RICETTA AL VOLO – TORTA ALLO YOGURT

 

E’ arrivato il caldo, finalmente! E vi propongo un gustoso dessert: una torta allo yogurt dal gusto fresco, leggero e delicato, arricchito con succosi frutti di bosco. Semplice da preparare, non si deve essere esperti in cucina. Questa delizia si realizza in un lampo e non necessita di forno e fornelli. Perfetta, quindi, per la stagione estiva. La torta fredda allo yogurt si presta ai più golosi abbinamenti di sapore variando il gusto dello yogurt nella crema e guarnendo la torta con frutta fresca a piacere .

Torta di yogurt al cioccolato
Ingredienti per la base ( per uno stampo da 20 cm)
Biscotti Digestive 280 g Zucchero di canna 30 g Burro 170 g

PER LA CREMA DI YOGURT
Yogurt bianco naturale cremoso 700 g Gelatina in fogli 12 g Latte intero 60 g Panna fresca liquida 300 ml Zucchero a velo 50 g

PER GUARNIRE
Frutti di bosco q.b.

Preparazione:
per realizzare la torta fredda allo yogurt per prima cosa imburrate uno stampo a cerniera del diametro di 20 cm, foderate con carta forno la base e il bordo dello stampo  Sciogliete il burro al microonde oppure in un pentolino e fatelo intiepidire, tenendolo da parte. Intanto versate nel mixer i biscotti secchi frullateli per ridurli in polvere.Trasferite i biscotti sminuzzati in una ciotola, aggiungete lo zucchero di canna  e il burro fuso intiepidito.

Mescolate con una spatola per ottenere un composto pastoso e trasferitelo in una teglia; pressatelo bene sul fondo con il dorso di un cucchiaio per realizzare la base . Ponete la base in frigorifero e lasciatela rassodare almeno 30 minuti.

Ora ponete i fogli di gelatina in una ciotola ampia colma di acqua fredda e lasciateli ammorbidire per circa 10 minuti . Intanto scaldate il latte in un pentolino (dovrà solo sfiorare il bollore) e una volta che la gelatina sarà ammorbidita, strizzatela e versatela nel latte caldo a fuoco spento. Mescolate con una frusta per sciogliere accuratamente la gelatina. Tenete da parte per un momento e lasciate che il composto si intiepidisca.


Ora versate la panna fresca liquida nella ciotola della planetaria dotata di fruste, unite lo zucchero a velo e montatela fino a quando sarà spumosa. Se non disponete di una planetaria potete usare anche le fruste elettriche per montare la panna. Versate lo yogurt in una ciotola, aggiungete il latte nel quale avete sciolto la gelatina e che nel frattempo si sarà raffreddato.

Mescolate con una spatola per amalgamare il composto  e per finire aggiungete anche la panna che avete precedentemente montato, iniziate con un cucchiaio di panna per stemperare il composto mescolando con vigore, poi unite la restante panna mescolando delicatamente dal basso verso l’alto per non smontarla.


Versate la crema ottenuta nello stampo con la base che nel frattempo si sarà rassodata, livellate la superficie con una spatola e riponete nuovamente in frigorifero a rassodare per almeno 5 ore. Una volta che la torta fredda allo yogurt sarà pronta, guarnitela a piacere con i frutti di bosco e servitela .

Conservazione
Conservate la torta fredda allo yogurt per un paio di giorni in frigorifero oppure potete congelarla, dividendola in porzioni per poi scongelarla all’occorrenza in frigo.

Consiglio
In alternativa allo yogurt bianco naturale potete utilizzare altro yogurt alla frutta o di altro gusto: in questo caso eliminate la dose di zucchero nella panna in quanto lo yogurt risulterà già dolce.
Per guarnire la torta fredda potete usare frutta fresca di stagione a piacere oppure potete realizzare una coulis da stendere sulla superficie.

By- giallo zafferano-

Annamaria a dopo

HO CONTATO I MIEI ANNI

IL TEMPO PREZIOSO PER IL POETA MARIO DE ANDRADE


Una famosa poesia, una lode all’uomo autentico che sa pesare il valore delle cose.
De Andrade non solo poeta ma anche critico letterario, narratore brasiliano, musicologo, ritenuto uno dei fondatori del modernismo brasiliano.
Fu un grande amico di Ungaretti e con lui ha condiviso l’amore per l’essenziale. la poesia che vi propongo lo rende davvero amico ad ognuno di noi. Leggetela, rileggetela e fatela vostra come io l’ho fatta mia.

– HO CONTATO I MIEI ANNI – 

“Ho contato i miei anni ed ho scoperto che ho meno tempo da vivere da ora in avanti, rispetto a quanto ho vissuto finora…

Mi sento come quel bimbo cui regalano un sacchetto di caramelle: le prime le mangia felice e in fretta, ma, quando si accorge che gliene rimangono poche, comincia a gustarle profondamente.

Non ho tempo per riunioni interminabili, in cui si discutono statuti, leggi, procedimenti e regolamenti interni, sapendo che alla fine non si concluderà nulla.

Non ho tempo per sopportare persone assurde che, oltre che per l’età anagrafica, non sono cresciute per nessun altro aspetto.

Non ho tempo, da perdere per sciocchezze.

Non voglio partecipare a riunioni in cui sfilano solo “Ego” gonfiati.

Ora non sopporto i manipolatori, gli arrivisti, né gli approfittatori.


Mi disturbano gli invidiosi, che cercano di discreditare i più capaci, per appropriarsi del loro talento e dei loro risultati.

Detesto, se ne sono testimone, gli effetti che genera la lotta per un incarico importante.

Le persone non discutono sui contenuti, ma solo sui títoli…

Ho poco tempo per discutere di beni materiali o posizioni sociali.

Amo l’essenziale, perché la mia anima ora ha fretta…

E con così poche caramelle nel sacchetto…

Adesso, così solo, voglio vivere tra gli esseri umani, molto sensibili.

Gente che sappia amare e burlarsi dell’ingenuo e dei suoi errori.

Gente molto sicura di se stessa , che non si vanti dei suoi lussi e delle sue ricchezze.

Gente che non si consideri eletta anzitempo.

Gente che non sfugga alle sue responsabilità.


Gente molto sincera che difenda la dignità umana. Con gente che desideri solo vivere con onestà e rettitudine.
Perché solo l’essenziale é ciò che fa sì che la vita valga la pena viverla.

Voglio circondarmi di gente che sappia arrivare al cuore delle altre persone …

Gente cui i duri colpi della vita, abbiano insegnato a crescere con dolci carezze nell’anima.

Sí… ho fretta… per vivere con l’intensità che niente più che la maturità ci può dare.

Non intendo sprecare neanche una sola caramella di quelle che ora mi restano nel sacchetto.

Sono sicuro che queste caramelle saranno più squisite di quelle che ho mangiato finora.


Il mio obiettivo, alla fine, é andar via soddisfatto e in pace con i miei cari e con la mia coscienza.

Ti auguro che anche il tuo obiettivo sia lo stesso, perché, in qualche modo, anche tu te ne andrai…

MARIO DE ANDRADE

Annamaria… a dopo

POESIA CATARTICA

Oggi mentre ero al bar ,uscendo dalla palestra, in compagnia del mio caro “piccioncino, Romeo” ho scritto 4 righe pensando alle mie amiche ( solo in parte nella foto) che ringrazio per essermi state molto vicine ,nell’ultimo anno, per problemi personali.

Dicono che il colore degli occhi è unico per ogni individuo, che nessuno ha lo stesso colore di un’altra persona ma in questa foto fatta oggi con Rita, entrambe, ci siamo stupite notando che messe a confronto abbiamo lo stesso colore.
Enzo, sicuramente stai leggendo…ho una rivale , un’altra O.B!

 

Il mio piccioncino, Romeo, se ne va sconsolato. Oggi niente brioscia.

POESIA CATARTICA

Titolo : UN GIORNO NUOVO 

Stamane al mio risveglio vedevo le cose in modo diverso.

Intorno a me colori e contorni indefiniti.

E tutto sembrava evanescente, limpido, pulito.

Un nuovo giorno ,questo, dopo essere stata rapita da un matrimonio Reale inglese, da favola.

Il pane sembra un legno , le arance palle da bowling , il mio cane di peluche un morbido gomitolo di lana ….

…se non trovo quei maledetti occhiali oggi sono rovinata!

Trovati. ..corro in palestra!

Annamaria… a dopo

LE OSTILITA’ NASCOSTE

Se anche voi fate fatica a relazionarvi con persone che un giorno sono amichevoli ma il giorno dopo diventano musoni e ostili troverete interessante leggere questo articolo tradotto da “psicologo-milano”.  Non da la soluzione di come mantenere un buon rapporto ma avvertirne i segnali.

https://www.psychologytoday.com/intl/blog/passive-aggressive-diaries/201011/10-things-passive-aggressive-people-say

Alle volte ci rivolgono complimenti che percepiamo come ambigui e poi ci riservano battute pungenti e sarcastiche facendosi scudo con la tipica frase “sto scherzando” che diventa davvero poco credibile.

Se un nostro amico o familiare ,anche se dice di volerci bene, oppure noi stessi, ci ritroviamo nelle modalita’ sotto descritte vuol dire che  mettono o mettiamo in atto, un comportamento passivo-aggressivo.

Nel libro “Il sorriso rabbioso” che si trova solo in lingua originale (inglese) ed è costosissimo, viene descritta  la psicologia dei comportamenti passivo-aggressivi nelle famiglie, nella scuola e nei luoghi di lavoro”. L’aggressività passiva è definita come una modalità deliberata e mascherata di esprimere sentimenti sommersi di rabbia . Essa coinvolge un ampio range di comportamenti designati a farla pagare ad una persona senza che questa si accorga della rabbia sottostante.

Ed ecco 10 frasi che le persone passivo-aggressive pronunciano frequentemente. Conoscerle potrà aiutarvi a individuare l’ostilità nascosta.

 

1. “Non sono arrabbiato”

Negare sentimenti di rabbia è il più classico comportamento passivo-aggressivo. Piuttosto che essere trasparente e diretto quando interrogato rispetto alle proprie emozioni, il soggetto con tratti passivo-aggressivi insiste dicendo “non sono arrabbiato!”, anche quando dentro ribolle.

2. “Bene. Ok.”

Mettere il muso e ritirarsi da argomenti scottanti sono strategie primarie delle persone passivo-aggressive. Dato che l’aggressività passiva è motivata dalla credenza che esprimere la propria rabbia direttamente porti soltanto a peggiorare il proprio benessere (Long, Long & Whitson, 2008), la persona passivo-aggressiva utilizza frasi come “Bene”, “Ok” per tagliare velocemente la comunicazione emotiva esprimendo la rabbia indirettamente.

3. “Tra poco.…”

Le persone passivo-aggressive verbalmente sono sempre pronte ad attenersi alle richieste che gli vengono poste, salvo poi, con il comportamento, ritardare il compimento dell’azione. Prendiamo ad esempio un figlio che, davanti alla richiesta dei genitori di pulire la sua stanza, sorridendo risponde immediatamente “Ok mamma, tra poco”, ma dopo un bel po’ di tempo la camera e’ ancora in completo disordine. Probabilmente sta praticando una tecnica passivo-aggressiva di apparente complicità temporanea.

4. “Non avevo capito che intendevi ora…”

Una caratteristica peculiare delle persone passivo-aggressive è la procrastinazione, ossia l’attitudine a rimandare. Mentre la maggior parte di noi preferisce portare a termine compiti spiacevoli o noiosi, le persone con tratti di personalità passivo-aggressivi sfruttano la procrastinazione come modalità per frustrare gli altri o per uscire da certe faccende scomode senza doversi rifiutare apertamente.

 

5. “Vuoi sempre che tutto sia perfetto!”

Quando la procrastinazione non è possibile, un’altra strategia passivo-aggressiva sofisticata è quella di terminare il compito richiesto nei tempi, ma in modo superficiale e inaccurato. E’ il caso di un impiegato che consegna un lavoro inaccurato o di un marito che prepara alla moglie una bistecca al sangue, nonostante sia perfettamente consapevole che lei preferisce la carne ben cotta. In queste situazioni, la persona passivo-aggressiva porta a termine la richiesta, ma in un modo intenzionalmente inefficace. Quando confrontata rispetto al modo in cui l’ha fatto, difende il suo lavoro accusando gli altri di avere standard troppo rigidi e di perfezionismo.

6. “Pensavo lo sapessi…”

Qualche volta il perfetto crimine passivo-aggressivo ha a che fare con l’omissione. Le persone passivo-aggressive possono infatti esprimere la loro rabbia in maniera nascosta scegliendo di non condividere informazioni conosciute quando queste potrebbero prevenire determinati problemi. Facendosi scudo con l’ignoranza del “pensavo lo sapessi…”, la persona difende la sua “non azione” traendo piacere dalla difficoltà e dalle sofferenze del suo “nemico”.

7. “Certamente! Sarò felicissimo di esserti di aiuto!”

Qualche volta una certa dose di ostilità può nascondersi anche dietro un atteggiamento eccessivamente gentile e disponibile….. Vi è mai capitato di chiamare un servizio clienti e di trovare, dall’altra parte della cornetta, un centralino super gentile ed eccessivamente interessato che vi rassicura che il vostro problema sarà risolto immediatamente? In apparenza l’impiegato è cooperativo, ma sotto quel sorriso nasconde la sua rabbia. Dietro a tutte queste carinerie, in realtà sta gettando la vostra richiesta di aiuto nel cestino e sta stampando il modulo con il vostro nome con la scritta NEGATO.

8. “Hai risposto molto bene… per il tuo livello socio-culturale!”

Il complimento ambiguo è quel tipo di complimento che cela una punta velenosa. Essendo una modalità socialmente accettata, è spesso utilizzato dalle persone passivo-aggressive per insultarvi. Se qualcuno vi ha mai detto “Non ti preoccupare, puoi ancora diventare un pezzo grosso della società… nonostante la tua età” oppure “Ci sono molti uomini a cui piacciono le donne rotonde e in carne”, forse avete ben presente quanta gioia possa trasmettere un complimento passivo-aggressivo…

9. “Stavo solo scherzando..”

Come i complimenti ambigui, il sarcasmo è uno strumento molto usato dalle persone passivo-aggressive. Tale modalità permette loro di esprimere aggressività ad alta voce, ma in maniera socialmente accettabile e in forma indiretta. Se vi mostrate offesi per qualche sottolineatura pungente e rancorosa di qualche vostra caratteristica, l’ostile “burlone” assume il ruolo della vittima affermando: “Ma con te non si può proprio scherzare!”.

10. “Perchè sei sempre così nervoso?”

La persona passivo-aggressiva è molto abile a mantenere la calma e a fingere stupore quando gli altri esplodono di rabbia perchè aizzati dalla sua continua ostilità indiretta. I soggetti con questi tratti di personalità sperimentano infatti gratificazione quando riescono a farvi perdere il controllo, per poi assumere un’espressione del volto di perplessità e chiedervi spiegazioni per questa reazione di collera così esagerata…

Cosa si intende per “comportamento passivo-aggressivo”?

L’aggressività passiva fa riferimento ad una modalità di esprimere rabbia e ostilità indirettamente, cioè ferendo gli altri senza apparentemente fare nulla.

Essa può esprimersi in vari modi: complimenti ambigui, sarcasmo, eccessive dimostrazioni di interesse e gentilezza non autentici, procrastinazioni, finti fraintendimenti, omissioni, agire inefficacemente in modo intenzionale e, ovviamente, negazione dei propri sentimenti di rabbia quando qualcuno li coglie.

Per essere classificate come manifestazioni passivo-aggressive, tali comportamenti devono essere accomunati un’intenzione ostile celata dietro un atteggiamento apparentemente disponibile e cordiale.

 

Annamaria… a dopo