PERDONARE?…E’ UNA PAROLA!

 di Vincenzo Liberale

Si può davvero perdonare? Si dice che sia l’unico modo di superare i torti subiti  per trovare la pace. Ma neppure Dio, secondo la religione cristiana, condona qualsiasi peccato, se manca un vero pentimento. Da che parte sta la ragione?

Enzo e Ducky

Ducky  :           Enzo, se una persona ti fa del male, tu come reagisci? Ti vendichi o lo perdoni?

Enzo:               Secondo me, tu ed io facciamo parte del 99 per cento di individui che non perdonano.

Ducky: Perché non il 100 per cento?

Enzo:               Perchè credo che qualche “anima eletta”  riesce a perdonare     ; avrà qualche sentimento o virtù speciale in corpo.

Ducky: Vogliamo parlarne più a fondo?

Enzo:               Lo avevo già capito! Bene! Sentiamo sorprendentemente domandare ai familiari delle vittime di gravi fatti di cronaca o a innocenti reduci da anni di galera. Lei perdona?  Oggi più che mai  il perdono è sulla bocca di tutti sull’onda della New Age (la Nuova Era) , una corrente di pensiero affermatasi nel Terzo millenio sulle ceneri dei valori religiosi crollati un po’ in tutto l’Occidente. La New Age si identifica con la nuova Era di pace dell’Acquario e collocandosi fra esoterismo e psicologia, propone nuove pratiche per giungere all’armonia interiore.

Ducky: Ho sentito parlare anche io di  corsi  in Scuole  di perdono…o Cercles du pardon!

Enzo:               A me sembrano delle assurdità;  si arriva perfino al paradosso;  Circoli del perdono, fondati dallo scrittore  e conferenziere elvetico Olivier Clerc , attivo in Svizzera, Francia e Belgio, dove  a chiedere perdono sono le vittime di soprusi e violenze gravi che si rendono conto di non riuscire a perdonare.

Ducky: Sai che ti dico? A me pare tutto …na strun…

Enzo:               Frena,  gemello. Sembra pure a me…ma non bisogna esprimersi con toni poco urbani. Comunque, queste scuole di pensiero pretenderebbero un colpo di spugna su qualsiasi sopruso, violenza o ingiustizia senza neppure vagliarne la gravità, quasi forzando le vittime al perdono. Ma il solo fatto che queste spesso e volentieri si sottopongano a psicoterapia lascia immaginare la gravità dei traumi che hanno subito (lutti, aggressioni, violenze, lesioni, traumi emozionali).

Ducky: Posso solo immaginare.

Enzo:               Una delle conseguenze più negative è che gli “offesi” non riescono più a vivere nel presente e restano ancorati al passato con i ricordi traumatici. E pensano che un evento drammatico o tragico possa verificarsi di nuovo innescando una “paura nella paura”. Quanto basta per affermare che il perdono non basta certo a risolvere. Quindi no al colpo di spugna. Altri studiosi rigettono  le scuole del perdono affermando che il perdono non placa il rancore latente né verso gli altri né verso se stessi. La parola magica per ritrovare la serenità non è “perdonare”, bensì elaborare e integrare nella nostra mente i traumi subiti.

Ducky: La Chiesa cosa dice?

Enzo:               Per il cristiano, perdonare significa aprire il cuore a chi ci ha fatto del male, lasciando andare i sentimenti di rancore.  Il perdono di Dio per i peccati commessi si ottiene accostandosi con cuore pentito al sacramento della confessione.

Ducky: E che fine fanno i peccati non confessati; insomma se uno non li confessa i peccati, che succede?

Enzo:               Se non confessati, infatti, i peccati più gravi portano l’anima alla dannazione eterna, il che fa capire quanto sia assurdo pretendere che l’uomo perdoni ciò che neppure Dio, nella sua misericordia, è disposto a perdonare senza un pentimento sincero. Duc, pensa un po’,  nel Vangelo,  anche Cristo perde più volte la pazienza. Per esempio, quando trova i mercanti nel tempio. Inoltre, Gesù è severissimo con chi viola l’innocenza dei bambini. Gesù ha detto anche: “Chi scandalizza uno di questi piccoli che credono, sarebbe meglio per lui che gli passassero al collo una mola da asino e lo buttassero in mare.

Ducky: Forse la domanda che ti voglio fare è ovvia.

Enzo:               Dimmi!

Ducky: In ogni caso, bisogna denunciare sempre o solo in certi casi?

Enzo:               A livello sociale, il perdono non può prescindere dal denunciare alla Giustizia chi commette un reato. Perdonando ci estraniamo dalla realtà e si crea “dentro” una valenza morale, psicologica. Ma se abbiamo subito un grave torto, abbiamo la responsabilità civile e sociale di tenerne conto e di dare a questo torto una corretta valutazione, confidando che i colpevoli di reati gravi siano assicurati alla Giustizia.  Eviteremo che possano nuocere ancora a noi e ad altre persone. Ho risposto alla domanda, Duc?

Ducky:  In modo molto esauriente. E se uno subisce violenze e perdona sempre?

Enzo:               Domanda straordinaria e pertinente. Qui devo essere molto chiaro ed esaustivo. Nel caso di un coniuge – marito o moglie – infedele o di un violento incallito perdonare sempre è rischioso, e il rischio è che si diventi vittime predestinate perdendo il controllo su se stessi e sugli altri.

James Mc Niuly, psicologo dell’Università della F, che si occupa della vita di coppia, sostiene che davanti a un marito infedele è più sano mostrare apertamente la propria collera che non perdonare sempre. Il continuo perdono incoraggia il traditore a perseverare.  Per concludere:  solo un effettivo e costante cambiamento di comportamento è alla base di un perdono che può integrarsi in un sano processo evolutivo delle relazione- afferma la dottoressa.

Valutando correttamente i fatti accaduti saremo utili sia a chi ha perpetrato l’ingiustizia nei nostri confronti sia a noi stessi, non avremo sensi di colpa e non saremo più vittime in futuro.

Ducky: Enzo, mi permetti di fare un proclama a tutte le “ciucciottine”?

Enzo:               Sentiamo!

Ducky  :           Donne, non cadete nella trappola del…   LUI E’ VIOLENTO, MA MI                                  VUOLE BENE!

Enzo:               Bravo lo scombinato, meriti una lavata di piatti.

Ducky: Che significa?

Enzo:               Significa che i piatti – stoviglie comprese – sono tutti da lavare.

Ducky: Se mi dai una foto di OB,  lavo tutto subito…eh?

Enzo:               Affare fatto!

O.B              Cari gemelli, io difficilmente perdono chi non si è pentito (sinceramente) del male fatto. Duc, fatti comprare la lavastoviglie!

Fonte Airone

Annamaria… a dopo

NOSTALGIA

NOSTALGIA, desiderio struggente e intenso di una persona o di una cosa.

Enzo Ducky

Ducky:            Enzo, hai ricordi del passato  buoni, piacevoli, ricordi di persone o di una persona in particolare: familiari,  qualche amico in particolare…o un rapporto con una giovincella…di cui hai un tenero e dolce ricordo?

Enzo:              Duc, come la fai lunga: attacchi di nostalgia, parli di ricordi  splendidi!

 

Ducky:            Esattamente!

Enzo:              Me ne ricordo alcuni, specialmente quando ero studente: furono innamoramenti sublimi, intensi  e struggenti. Cominciati bene e…terminati male.

Ducky:            In me se ricordo certi incontri o episodi la tenerezza mi invade ma poi mi prende un senso di amarezza  per l’esito finale.

Enzo:              Quasi come te, ora che ci penso.  Però l’argomento non mi dispiace.

Ducky:            Andiamo nel profondo come piace anche a te?

Enzo:              Niente malinconie.

Ducky:            Ho preparato il fazzoletto… se mi dovesse scendere qualche lacrima.

Enzo:              Ssst, alziamo il sipario e…serietà assoluta.

Ducky:            Eh, non esagerare,  e che dobbiamo recitare Shakespeare.

Enzo:              Duc, basta.  E’ capitato a tutti…

Ducky:            Sicuramente anche a me…!

Enzo:              Duc,  cominci a rompere… sembra strano ma mi vengono in mente le immagini di padelle. Riprendo!  E’ capitato a tutti almeno una volta nella vita: state ascoltando una canzone che era nelle hit l’estate dei nostri 15  anni e che non avete più ascoltato da allora, sentite le note del ritornello e vi prende un tuffo al cuore.  In un attimo tornano alla mente le corse sulla spiaggia e i primi amori. Più ascoltate quella musica, più vi prende un’emozione dolce e amara insieme e al ricordo piacevole di quegli anni passati si mischia una incredibile nostalgia.

Ducky:            Come dici bene le cose…mi  è venuto un nodo alla go…

Enzo:              Insomma, Duc,  la vuoi smettere?

Ducky:            La smetto, scusa!

Enzo:              Il fenomeno è quello della memoria episodica e sono speso alcuni stimoli sensoriali, come quelli uditivi, a evocarla:  “Un brano musicale riporta alla mente ricordi specifici e connessi con determinate emozioni            “.  scrive Laura Casetta, psicologa e psicoterapeuta.

“I ricordi evocati dalla musica sono legati soprattutto alle relazioni sociali e coinvolgono più comunemente eventi della giovinezza.  Di conseguenza la nostalgia è il tipo di risposta emotiva più comune”.

Del resto la stessa parola “nostalgia” deriva dal greco nostos, che indica il ritorno a casa, e  algos  “dolore”:  in pratica indica  “il dolore del ritorno”, cioè della rievocazione della memoria.

Quindi se da una parte viene fuori una sensazione piacevole, contemporaneamente riaffiora il retrogusto  dell’amaro che quel tempo é ormai concluso.   La nostalgia è, quindi,  un’emozione complessa che unisce gioia e dolore…

Ducky:           Come e’ accaduto a te.

Enzo:             Come è capitato anche a te, cioè a noi nel passato e nel presente. Così la nostalgia che proviamo di fronte a un ricordo del passato ci aiuta ad annodare i fili della nostra vita mostrandoci che, anche se siamo persone adulte, possiamo sempre riconoscerci nel bambino che siamo stati e che in qualche misura saremo per sempre.

Ducky:           Ma il presente non deve  condizionarci  e diventare un rimpianto, dico bene?

Enzo:             Bravo! Il punto è fare in modo che la nostalgia non sia un rimpianto malinconico ma si trasformi in opportunità per migliorare il presente e guardare al futuro con fiducia. Un concetto sottolineato anche da Costantine Sedikides dell’Università di Southampton (Regno Unito):  “Le persone nostalgiche sono più forti, perché capaci di rimettere insieme i pezzi del passato  e fare della vita un percorso compatto. Ricordare, e magari anche rimpiangere,  attiverebbe un meccanismo di liberazione che permette di superare traumi e ricordi spiacevoli.  Altro studio condotto da Tim  Wildscht e da colleghi della stessa Università mostrano la medesima conclusione e cioè che la nostalgia ci spinge a vedere il futuro in modo più positivo e ottimista, riportandoci in un momento in cui ci è capitato qualcosa di buono.

 

Ducky:          Il che significa, dimmi se dico bene,  che siamo stati capaci di creare cose positive e di esserne meritevoli.  Eh, che  belle parole, dimmi la verità…non arrivo al tuo stile però ci vado vicino.

 

Enzo:            Lasciamo giudicare ai posteri.

Ducky:           Chi sono questi “posteri” ?

Enzo:             Quelli che verranno dopo…!

Ducky:           E chi sarebbero questi che verranno dopo?

Enzo:             Non sono impiegati delle Poste, vabbè.!?

 

Ducky:           Giuro che  m’informerò.  E prima o poi lo verrò a sapere.

Enzo:             Alterego, smettila, devo continuare. Crogiolarsi nel ricordo  di un passato idealizzato non fa bene: è il lato oscuro e dannoso della nostalgia. Il confine tra nostalgia buona e nostalgia cattiva è nell’intensità, frequenza e durata dell’esperienza nostalgica, afferma Aquilar. Esiste un dosaggio adeguato anche di questo sentimento: un poco di nostalgia ci aiuta, tanta rischia di bloccarci.  Evitiamo quindi  di fissarci su ciò che di bello è finito, traendo  da ciò solo anticipazioni negative sul futuro:  E’ quello che accade alle persone depresse, convinte che quanto di bello è capitato nel passato non possa più ripetersi, aggiunge Manfredi.  Così  dalla nostalgia alla rassegnazione il passo è breve. Stiamo attenti a non idealizzare troppo i ricordi, ma traiamone gli aspetti piacevoli. E’ un processo simile all’esperienza del lutto: quando la persona non c’è più tendiamo a ricordarne solo i lati belli allontanando dalla coscienza gli aspetti che ci hanno fatto soffrire. Così ci autocondanniamo a una vita di tristezza e di rassegnazione.

Ducky:           Averti come Alterego, per me e’ una rassegnazione.

Enzo:             In tutta la Campania specialmente a Napoli, si dice  “Aggie passato ‘ nu guaie…

 

Ducky:           Con chi?

Enzo:             “Cu té”

Airone

           

 

 

LO STUPRO DELL’ANIMA

“Cara donna, a volte ti capiterà di essere troppo donna, troppo intelligente, troppo bella, troppo forte, sempre troppo qualcosa. 
Questo fa sentire un uomo meno uomo e tu comincerai ad avvertire il bisogno di essere meno donna. L’errore più grande che puoi fare è togliere i gioielli dalla tua corona perché un uomo la possa reggere con più facilità. 
Quando ciò accade, bisogna che tu capisca che quello che ti serve non è una corona più piccola, ma un uomo dalle mani più grandi.” 

Dear Woman di Michael Reid



Una riflessione che non vale per tutte le donne ma per molte. L’umiliazione, la denigrazione, il disprezzo, l’offesa, la noncuranza, la trascuratezza fisica e affettiva, i silenzi, l’esclusione dalle decisioni importanti per la coppia, sono tutte forme di abuso psicologico.

Se il tuo compagno o ex tiene nei tuoi confronti anche uno solo di questi comportamenti , prendi coscienza di subire una violenza psicologica e di avere il coraggio di dire basta e ribellarti senza paura.

Non merita perdono chi usa violenza, offende o minaccia perché lo farà sempre. La strada giusta è denunciare.  Chi è colpevole prima o poi paga per ciò che ha fatto.

Annamaria… a dopo

UNA LEI: RIPETITIVA? RIPETITRICE? O RIPETENTE?

 

Enzo, per il suo ritorno al blog, ha scelto questa “poesia” di Ronald Laing , psichiatra scozzese anticonvenzionale. Piu’ che una poesia, direi uno spezzone di questioni relazionali ,sempre attuali, con una sua personale “analisi” finale.

 

LEI:     Mi ami?

LUI:     Sì, ti amo

LEI:     Più di tutto?

LUI:     Sì, più di tutto

LEI:     Più di tutto al mondo?

LUI:     Sì, più di tutto al mondo

LEI:     Ti piaccio?

LUI:     Si, mi piaci

LEI:     Ti piace stare vicino a me?

LUI:     Sì, mi piace stare vicino  a te

LEI:     Ti piace guardarmi?

LUI:     Sì, mi piace guardarti

LEI:     Pensi che io sia stupida?

LUI:     No, non penso che tu si stupida

LEI:     Pensi che io sia carina?

LUI:     Sì, penso che tu sia carina

LEI:     Ti annoio?

LUI:     No, non mi annoi

LEI:     Ti piacciono le mie sopracciglia?

LUI:     Sì, mi piacciono le tue sopracciglia

LEI:     Molto?

LUI:     Molto

LEI:     Quale ti piace di più?

LUI:     Se dico quale, l’altra sarà gelosa

LEI:     Lo devi dire

LUI:     Sono tutt’e due squisite

LEI:     Davvero?

LUI:     Davvero

LEI:     Ho delle belle ciglia?

LUI:     Sì, delle ciglia bellissime

LEI:     Ti piace annusarmi?

LUI:     Sì, mi piace annusarti

LEI:     Ti piace il mio profumo?

LUI:     Sì, mi piace il tuo profumo

LEI:     Pensi che io abbia buon gusto?

LUI:     Sì, penso che tu abbia buon gusto

LEI:     Pensi che io abbia del talento?

LUI:     Sì, penso che tu abbia del talento

LEI:     Non pensi che io sia pigra?

LUI:     No, non penso che tu sia pigra

LEI:     Ti piace toccarmi?

LUI:     Sì, mi piace toccarti

LEI:     Pensi che io sia buffa?

LUI:     Solo  in un modo simpatico

LEI:     Stai ridendo di me?

LUI:     No, non sto ridendo di te

LEI:     Mi ami davvero?

LUI:     Sì, ti amo davvero

LEI:     Dì, “TI AMO”

LUI:     “TI AMO”

LEI:     Hai voglia di abbracciarmi?

LUI:     Sì, ho voglia di abbracciarti,

            e stringerti, e coccolarti  e

            amoreggiare con te

LEI:     Va tutto bene?

LUI:     Sì,va tutto bene

LEI:     Giura che non mi lascerai mai?

LUI:     Giuro che non ti lascerò mai, mi faccio una croce sul cuore

            e che possa morire se non dico la verità

(pausa)

continua ? finisce?…continua!

 

 

LEI:     Mi ami davvero?

LUI:     Fermati!  Ora le domande le faccio io.

            Ti ritieni donna?

LEI:     Sì, mi ritengo donna

LUI:     Ti ritieni amabile?

LEI:     Sì, mi ritengo amabile

LUI:     Ti ritieni amorevole?

LEI:     Sì, mi ritengo amorevole

LUI:     Allora, bastava che io  scrivessi solo le prime tre parole

            e tu otterresti i tre titoli “ripetitiva – ripetitrice  e ripetente”.

LEI:     Ho bisogno di un “pensiero stupendo”

LUI:     L’innamoramento è una droga, dà assuefazione e dipendenza. Se vuoi disintossicarti, ama decentemente.

Enzo

 

 

CONSIGLI UTILI

 

Torna la mia grande amica ,Annamaria di Napoli ,con alcuni interessantissimi consigli per la casa. 

È sempre meglio utilizzare i guanti durante i lavori domestici, anche se l’odore della gomma che lasciano sulle mani può essere fastidioso.

Per eliminarlo facilmente, prendete l’abitudine di strofinarli con alcune fette di pomodoro e poi sciacquatele sotto l’acqua corrente.

Viste le proprietà disinfettanti, analgesiche ed antinfiammatorie dei chiodi di garofano, utilizzateli per preparare un buon collutorio. Portate a bollore un bicchiere d’acqua con 10 chiodi di garofano e spegnete la fiamma soltanto quando il liquido avrà assunto una colorazione di giallo scuro.

Lasciate raffreddare, filtrate servendovi di un colino a maglie fini ed utilizzate il collutorio così ottenuto ogni sera per fare gli abituali sciacqui. L’aggiunta di qualche fogliolina di menta o di salvia vi regaleranno un alito fresco e gradevole.

Profumate la casa usando un deodorante preparato con le spezie grattugiate o sminuzzate con il pestello in un mortaio e poi messe in una ciotolina. Fra queste preferite pepe nero, pepe verde, cannella, chiodi di garofano, noce moscata e zenzero.    

Per preparare un buon dentifricio disinfettante mettete 100 g di foglie di timo (ben lavate) a macerare per qualche giorno in ½ litro di acquavite. Lavate ogni giorno i denti intingendo in questo preparato.

Ricordatevi di non usare mai il ferro “a secco” su un tessuto asciutto. L’umidità aiuta infatti la stiratura e protegge dalle bruciature, impedendo la formazione di aloni e l’usura delle fibre sintetiche. Se non avete un ferro a vapore basterà inumidire una pezza di cotone pulita da appoggiare sul capo da stirare.

 

Per togliere il fango dai jeans, sciacquateli bene e lasciateli in ammollo per una notte in 4 litri di acqua a cui avrete aggiunto un bicchiere di detersivo ed una tazzina di ammoniaca. Poi lavateli come fate di solito.

Per levare più facilmente la buccia della zucca, mettete nel forno a 180° per una decina di minuti al massimo, facendo attenzione che non bruci. Fatela raffreddare e poi sbucciatela.

Antibatterico e ricco di vitamina C il peperoncino è un buon rimedio naturale per prevenire il raffreddore. Fate bollire ½ cucchiaino di peperoncino in polvere in una tazza di acqua per 10 minuti e poi filtrate il liquido. Assumetene un cucchiaio al giorno diluito in ½ bicchiere di acqua calda.

Se il lucido per le scarpe si è seccato, non gettatelo via subito: qualche goccia di acqua ragia o anche di latte ridaranno al prodotto la sua cremosità originale.

Acquistate un portaposate in legno naturale e poi verniciatelo utilizzando colori acrilici e brillanti. Quando sarà ben asciugato sistemate nei vari scomparti i vostri pennelli per il trucco, ma anche ombretti, smalti, rossetti, pinzette……

 

Annamaria2

L’ AMORE CERCATO

Volevo andare là
Dove i sogni si confondono con la realtà,
Dove le nuvole bianche
Si confondono con le anime stanche.

Dove l’universo infinito
Si confonde con un campo fiorito.

Ho viaggiato fra le nuvole bianche,
Ti ho cercata fra le anime stanche,
E nei miei sogni mi sono perduto
Per quell’amore mai trovato e mai avuto.

Ho gridato il tuo nome nel vento
Fra le stelle, la luna e il mio pianto.

La mia mente disperata e confusa
Si è perduta nella luce, dalle stelle soffusa,
Nella pazzia disperatamente ti ha cercata
E nella pazzia tristemente è ritornata.

E ora leggera fra le nuvole bianche
Accompagna nel pianto, quelle anime stanche.

Toto’ Migliore

POPOLO MOSO, UN PEZZO DI MONDO DOVE NON CI SONO MARITI E MOGLI

 

 

Una realtà circoscritta ma significativa del popolo Moso. Di fatto andrebbe preso come esempio per evitare i femminicidi , le violenze e comunque sentimenti negativi. Gli uomini Moso le armi le conoscono solo per cacciare e pescare.

Non fingono d’amare, non tradiscono , non conoscono la violenza , la gelosia, il possesso. Insomma un popolo felice . Finito un amore ne arriva un altro, invocandolo con danze e canti.

……avere tempo e soldi ci andrei per luglio prossimo quando appunto si radunano per le danze ma solo per vedere l’effetto che fa.

Esiste un villaggio sull’Himalaya in cui comandano le donne e non esistono i mariti.  Conosciuti anche come popolo Mosuo , sono una minoranza etnica che vive nello Yunnan, una zona sud-occidentale della Cina, ai confini con il Tibet e ai piedi della grande montagna.
In questo villaggio le donne non si sposano mai, ma questo non vuol dire che rinunciano ai figli e alla presenza di un compagno o di un padre. Durante le feste popolari sono le donne a scegliere il proprio partner. Se una ragazza si avvicina ad un uomo e gli solletica il palmo della mano vuol dire che vorrebbe stare con lui. Dopo il breve corteggiamento il prescelto può vivere una notte d’amore con la donna, arrampicandosi sino alla sua finestra.


Lei però potrà cambiare idea sino all’ultimo secondo e l’uomo potrà raggiungerla solo se vedrà una cintura appesa alla finestra, in caso contrario dovrà parlare apertamente con la ragazza per poter prendere accordi. Dopo il parto, i figli rimangono a vivere nella casa della madre, insieme alle nonne e alle zie. Le donne vivono e dormono in stanze private, mentre gli uomini riposano in camerate comuni. Quando una coppia Moso si separa lo fa in modo naturale, senza bisogno di litigi o conflitti a causa della gestione dei figli o della spartizione dei beni.

Il ruolo del capofamiglia è ricoperto dalla donna più anziana, la Dabu, che ha il compito di proteggere e guidare la famiglia. Nonostante sia una società matriarcale, quella dei Moso non opprime gli uomini che, al contrario, sembrano molto felici. Si prendono cura dei figli, ma anche delle sorelle e delle madri, costruiscono le case e le rendono sicure. Tuttavia come tratto da wikipedia è il fratello che viene scelto per essere il rappresentante del clan negli affari esterni, la comunicazione con i vicini, le assemblee e la pianificazione del lavoro degli uomini che sono anche deputati a lasciare i villaggi per recarsi altrove a commerciare, o a macellare il bestiame attività severamente vietata alle donne. In sostanza i Mosuo hanno rigidi ruolo di gender: Le relazioni esterne e il potere sociopolitico rimangono nelle mani degli uomini. Queste ultime caratteristiche impediscono di considerare la cultura Mosuo un matriarcato.Di fatto nei villaggi di questa popolazione c’è una perfetta distribuzione dei ruoli e un bilanciamento delle responsabilità tale da azzerare qualsiasi conflitto possibile.

Per chi volesse approfondire l’argomento consiglio il libro di Francesca Rosati Freeman che ci porta in una dimensione molto particolare, avendo visitato piu’ volte il paese dei Moso, con una ricerca sul campo inerente alla cultura e ai costumi di questa società (quasi) matriarcale

 

Annamaria… a dopo

RESPONSABILITA’ DI AMARE DECENTEMENTE

 

Serve un esame, un corso, uno stage per amare ed esere amati “decentemente”? Siamo in crisi noi o l’amore?

 

da Emma Rosenberg Colorni

autrice del libretto “Come sopravvivere all’Innamoramento e…forse, imparare ad amare.

Enzo e Ducky

Enzo:              Duc!

Ducky:            Sì!?

Enzo:              Mi è venuta un’idea.  OB potrà sempre intervenire. Ci facciamo tre soavi pizze  che bagneremo con…

Ducky:            …incigneremo la bottiglietta di cognac…quella che ti regalai quando vincesti il premio  speciale  di poesia “Poeta dell’Anno” – Regione Veneto.  Insomma, che ti passa per il cervelletto?

Enzo:              Una seratina un po’…allegrotta…un drink party…senza esagerare.

Ducky:            ….ho capito: un drink per non prendere troppo seriamente  il pezzo? Ci sto.  Speriamo che OB vorrà onorarci  apprezzando  la tavola con il binomio  pizza-cognac in chiusura.

O.B                   Stavolta le pizze le ho  preparate io per omaggiare Enzo. In chiusura darò anche la ricetta delle gustose pizze fritte napoletane. Prego, maestro dell’ammmore, continua pure.

Enzo:              Mhhhh buonissime. Grazie O.B .  Comincio dicendo che faremo il commento al libretto che abbiamo letto e che ci è soprattutto piaciuto…quello di Emma Rosenberg Colorni.  Ognuno di noi tre ha piena libertà di …parola  nel senso serio ma anche di dire, come diceva Totò. pinzellacchere per prenderci un po’ in giro e sorridere.

O.B.                 Sorry, non posso intervenire. Sono presa con l’impasto!

La cena si evolve a base di pizzette e cognacchini.

 

Enzo:              Fatemi dire…tocca a me.  Tu Duck, sei innamorato e sogni una saggezza che ti farebbe accettare  l’altro così com’è. Esente da ogni aggettivo? Sogni di amare l’altro non per le sue qualità contabilizzate, ma per la sua esistenza perché in questo modo ti sembra di poterlo desiderare di meno e di goderne di più?

Ducky:            Parli come Paul,  non si capisce nulla.

O.B                  Eh no, eh?! Qui prendo parola…non toccatemi l’amico Paul.

Enzo:              Non fatemi ridere, Duc,  ascolta:  amare non è un’emozione  ma un modo di agire, un modo di rispettare la presenza dell’altro  fuori da presunzioni di potere e di possesso.

Ducky:            Ci riconosciamo quando ci incontriamo su un piano umano  basilare per entrambi, per esempio in caso di terremoto aiuteresti anche un fascista…sigh oh scusate il singhiozzo…

 

Enzo:              Il cognac comincia a fare effetto. Ci vuole rispetto…senza rispetto non può esserci coincidenza di desideri né convivenza e né libertà. Il piano di incontro degli amanti ha a che vedere con il contatto dei corpi e l’attenzione a stare bene insieme per il tempo che si condivide…bella questa frase, me la devo scrivere. OB, l’amore si riconosce solo guardandosi indietro. Non puoi controllare l’amore senza negarlo: mi ama?

Cosa fare per farmi amar? Mi amerà sempre?

OB:                 Ma puoi stare attento a stare bene nel tempo passato insieme. Poi guardandoti indietro, se sarai stato bene attento a stare bene insieme, probabilmente potrai descrivere il passato come amorevole.

Ducky:            Come si fa a stare attenti a stare bene insieme? Si riconoscono i propri bisogni  e si esplorano quelli altrui.  A quest’ora, vi prego non parliamo di bisogni,  ….scusate… comincio a sentire troppo caldo. Parliamo d’amore?

Enzo:              OB,  OB tu che sei corposa…bona va…ubertosa….abbottonati….sei troppo scoperta…tu che non sei brilla come noi…dì qualcosa di  sciccoso o serio. Io e Duc ti guarderemo e ti ascolteremo adoranti. Ma prima gradisci  l’omaggio di una nostra poesia per l’onore che ci mostri della tua amicizia:

 

Il cuore sogna i momenti di grazia

 

Sogna di essere tenuta per mano

da me

sogna un viale alberato

fiorito da una tardiva primavera

sogna che io ti deponga

ai piedi di un albero di pesco

contornato da tulipani “Queen of Night”

e cominci a dormire e sognare

e così assopita ti prenda fra le braccia

raggiunga una grossa nuvola in cielo…ti svegli

e aprendo gli occhi

ti ritrovi su una assolata, calda e silenziosa isola

accanto a me…

il tuo viso sul mio petto

la tua carezza mi sveglia

le tue pupille mi soggiogono

il tuo sorriso si unisce al mio

nei nostri cuori

avidi di sogni

irrompono momenti di grazia

potrei così morire anche per te

e tu vivere in eterno

 

 O.B                Grazie Enzo! Sei un po’ “rompino” ma resterai sempre un grande amico!!

Ducky:            Siccome,  caro Gemello, hai citato la primavera,  non voglio essere da meno e offro un pensiero stupendo di Neruda “Vorrei fare con te / quello che la primavera / fa con i ciliegi.”  E tu, OB, che sei la più lucida  dicci le tue cnvinzioni.

O.B                  Duc, tu come me sei negato per la poesia. Ma apprezzo molto la tua dedica. I propri sentimenti si possono esprimere anche cosi. Le mie convinzioni, oggi, sono le pizzelle napoletane…

Enzo:   OB, non dire che dell’innamoramento e dell’amore sai già tutto. Sarebbe una bugia. Per me è Amore  se mi dico “Non vedo l’ora che mi manchi”.

OB:                 Io ragiono al contrario. Se una donna dice a un uomo “Sei colpevole di non essere come pensavo che tu fossi. Sei colpevole di non essere come mi hai fatto credere di essere,  non si tratta di un amore per una persona.  Se,  invece è la donna  la vittima del colpo di fulmine, troverà mille  argomenti razionali a sostegno della sua sensatezza.

Annamaria        Se lo dice O.B…

Enzo:              Allora il deluso dirà “Mi hai deluso tu o mi sono deluso io?

Ducky:            La Vanoni cantava “L’appuntamento”. Amore fai presto, io non resisto… se tu non arrivi non esisto, non esisto, noon esistooo…Tutti noi, dico tutti:  esiste un freddo speciale dell’innamorato o della innamorata…

Enzo:              …ehi  Duc,  ti sei acculturato, sembri un illustre sconosciuto….continua!

Ducky:            Dicevo che esiste un “freddo speciale”  dell’innamorato, la freddolosità del cucciolo che ha bisogno del calore materno.

Enzo:              E la gelosia…dove la mettiamo?

Ducky:            La misuriamo col “gelosimetro”?

Enzo.              Non scherzare,  la gelosia è un sentimento serio o quasi. Parla, Gemè, ti sento in forma.

Ducky:            C’è chi crede, ma dico solo poche parole, che se non soffri di gelosia, non ami. Secondo loro se soffri tanto, vuol dire che ami tanto. Se soffri tantissimo, vuol dire che ami tantissimo. Se soffri tantissimissimo, vuol dire che ami tantissimissimo. Sciocchezze!  Secono il “gelosimetro” i livelli di questa nevrosi sono quattro:

1- Ami tantissimissimo

2- Ami tantissimo

3- Ami tanto

4- Non ami o Ami male

Io la vedo così. Enzo, ma la vedi, OB, s’addormmenta sempre.  Si vede che non le interessano né l’innamoramento e né l’amore.

 

Enzo:              Forse ama dormendo, che ne pensi?

Ducky:            …o il contrario?

Enzo:              In che senso?

Ducky:            …che mentre ama o amoreggia…le calano le palpebre e si addormenta.

Enzo:              Che figura farebbe…che figura!

Ducky:            Non esageriamo…scombinato. Secondo me non ha retto il cognac!

O.B                  Vero! Mi cala la palpebra…pizzelle,cognac, innamoramento, amore             ,bah..

Fonte Ed. del Baldo-Testo Emma Rosenberg Codorni-Come sopravvivere all’’innamoramento e…forse, imparare ad amare

 

 

 

O.B.                 Vi ho ascoltato attentamente. Un consiglio per sopravvivere              all’innamoramento e all’amore? Amare in primis noi stessi, senza dipendenze.                               Ora na’ tazzuliella di caffè e via con  la ricetta 

PIZZETTE, PIZZELLE, AMMORE E FANTASIA…

Per le pizzelle o pizzette
1kg farina
500ml acqua
2 cubetti di lievito
1cucchiaino zucchero
olio d’oliva per frittura q.b
40gr sale

Per il sugo di pomodoro
2spicchi aglio
1 cipolladi medie dimensioni (o due piccole)
q.b. olio d’olivaextra vergine
2cucchiai origano o foglioline di basilico
750gr polpa di pomodoro(o passata di pomodoro)
q.b. sale

 

Sciolgo 250 ml di acqua insieme allo zucchero aspettando che in superficie si formi la classica schiumetta.
Metto la farina in una ciotola capiente e ci unisco l’acqua con il lievito sciolto.
Nei restanti 250 ml d’acqua, faccio sciogliere il sale incorporando anche questa soluzione alla farina.
Impasto e quando la pasta sarà liscia e omogea metto il tutto in un sacchetto di plastica (per accelerare la lievitazione)
Quando avrà raddoppiato il suo volume tolgo l’impasto dal sacchetto ricavandone un tot di palline del peso circa di 50 grammi ciascuna.
Schiaccio con le dita e comincio a friggerle in abbondante olio caldo in una padella larga e antiaderente con bordi alti.Li faccio dorare per 3 minuti rigirandoli
Una volta cotte le scolo facendole sgocciolare su un foglio di carta da cucina.
Poi condisco con il sugo preparato in precedenza (aromatizzato a piacere, non dimenticando pero’ di aggiungere l’origano) una spolverata di formaggio grattugiato o con pezzetti di mozzarella e……….voilà le pizzette son servite

                             

Buone con pomodoro

Buone anche senza pomodoro

 Buon Amore a tutti!

Enzo & Annamaria ( O.B.)

 

 

A MAMMA LUNA (E A TUTTE LE MAMME DEL MONDO)

Mamme di ieri e future mamme.

Questa notte mi svegliai con un groppo alla gola
E piangendo mi affacciai al balcone a guardare la Luna
Questa ancora singhiozzante mi salutò :
“ciao Poeta “ e piangeva pure Lei perché era triste.
Auguri Mamma Luna oggi è la festa di tutte le Mamme,
non essere triste non piangere.
E Lei invece Piangeva:
Per tutti quelli che credono di stare in pace
E per tutti quelli che invece fanno la guerra.
Per tutti quelli che credono di vivere bene
E per tutti quelli che invece vivono nella sofferenza.
Per tutti quelli che credono nell’amore
E Per tutti quelli che invece odiano la vita.
Per tutti quelli che credono in Dio
E per tutti quelli che invece ancora lo cercano.
E da lontano sentivo delle Mamme che piangevano
Per un figlio che soffriva, per un figlio partiva, per un figlio che moriva.


Auguri a Mamma Luna
e auguri a tutte le Mamme del mondo
che piangono sempre
da quando un figlio nasce a quando muore.
E auguro a tutte di non piangere più…
E a Voi tutti vi chiedo
di dare un bacio
alla vostra Mamma vicina
mandare un saluto alla vostra Mamma lontana
e di portare un fiore alla vostra Mamma che vi ha lasciato.

TOTO’ MIGLIORE

Annamaria… a dopo

CREDETE ALLE COINCIDENZE?

Eppure esistono!

Enzo-Ducky-O.B

Enzo:             Ciao, Duc!

Ducky:           Buongiorno!

Enzo:             C’hai fatto caso? Ci siamo svegliati  contemporaneamente.

Ducky:           E’ vero. E’ stato un caso…non farci caso.

Enzo:             Ecco….lo spirito di patata.  Se ci capita TRE volte?

Ducky:           Sarebbero  TRE casi: semplice!

Enzo:             Alle coincidenze non ci credi? Non potrebbero avere uno strano significato?

Ducky:           Esiste il caso. Comunque, non ci trovo nulla di strano…nessun segno o messaggio particolare. Io la vedo così.

Enzo:             Io non sarei così  dicotomico.

 

Ducky:           Eeeh…dicoche…ricominci? Vuoi un applauso per la parola.

Enzo:             Dicotomico vuol dire  che è un concetto rigido che non ammette giudizi intermedi. Come dire: una cosa o è bianca o è nera, avaro o spendaccione,  taciturno o logorroico, colto o ignorante…

O.B                 A proposito di Bianco e Nero,una parentesi … sarà stato un caso, una coincidenza che dopo avermi inibita (vietato in maniera autorevole e con maleducazione di frequentare eldy e anche eldyani)  Bianco-Nero, da li a poco hanno perso eldy e anche eldyani?…Boh. Coincidenza ! Sorry continua pure , Duchino.

Ducky:           Sassolino nella scarpa, OB. Eh? Enzo torniamo a noi .Se io fossi  dicotomico, tu saresti  dicocomico.

 

Enzo:           Bene, finiamola e vediamo come stanno le cose….cioé le coincidenze  o i casi  Veniamo ai fatti.

Il 2 giugno del 1981, a Roma,  Rino Gaetano, il celebre cantante di  “Gianna”, uscì di strada con la sua auto attorno alle 4 del mattino scontrandosi con un camion.  L’impatto fu violento e il musicista fu soccorso da un’ambulanza che lo portò in un Pronto Soccorso della città dove venne rifiutato perché non attrezzato a prestargli soccorso.  Furono quindi contattati, senza successo altri ospedali dove però Gaetano venne nuovamente rifiutato per mancanza di posti.  Morì dopo alcune ore di agonia verso le sei del mattino.

Ducky:           Pace all’anima sua…ma non ci trovo nulla di strano al fatto seppure tragico.

Enzo:             Aspetta…dieci anni prima del tragico evento, Gaetano aveva scritto una canzone. La ballata di Renzo, in cui descriveva la morte di un

giovane in seguito a un incidente stradale, dopo essere stato rifiutato da tre ospedali romani. Quali?  Gli stessi tre che avevano rifiutato lui.

Questa casualità così incredibile e inquietante ha fatto sorgere molte ipotesi, anche complottistiche:  alcuni hanno chiamato in causa addiritura la massoneria.

Ducky:           Addirittura, mi sembra un po’ fantastica la cosa.

Enzo:             Sogni premonitori? Di coincidenze ce ne capìtano spesso, quante volte pensiamo a una persona che non vediamo da tempo e la incontriamo per caso proprio il giorno stesso?  Tuttvia è la scienza a mostrarci che non si tratta di un fenomento strano – come dici tu – o soprannaturale.

Nel 1980 Persi Diaconis  e Frederick Mosteller dell’Università di Harvard (Usa) lo idagarono in uno studio pubblicato dal  Journal of the American statistical Association nel quale definivano coincidenza “una sorprendente concorrenza di eventi, percepiti come collegati in modo significativo, senza apparente connessione causale”.

La loro spiegazione era che, considerando quanto è grande il mondo e quante cose accadono ogni giorno, anche le coincidenze apparentemente più improbabili hanno buone possibilità di verificarsi. L’esempio classico è quello dei sogni premonitori,  spiega Lorezo Montale,  profesore associato di psicologia sociale all’Università di Milano Bicocca e vicepresidente del Cicap, Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sulle pseudoscienze.  “Sognare qualcosa che si verifica il giorno dopo non è così improbabile; se consideriamo il numero di sogni fatti da tutti gli esseri del genere umano la possibilità che avvenga realmente un evento sognato non è per nulla così ridotta.

Ducky:           Questi fatti  però mi incuriosiscono. Io pensavo che volessi argomentare delle coincidenze ferroviarie…i treni insomma.

Enzo:             OB, che dici? Lo prendiamo a padellate in contemporanea o lo vuoi perdonare?

O.B:               Duchino si fa sempre perdonare, Enzo!

Ducky: Fratè, rassegnati al destino:  O.B ha un debole per me.

Riprendiamo la rassegna.  Su questo tema Michael Shermer, storico della scienza americano, fa un esempio nel suo  Homo credens. Perché il cervello ci fa coltivare e difondere idee improbabili.  Poi ci sono delle emozioni.

Ducky:           Non capisco più niente: figurati se  cominci la tiritera delle emozioni. O.B grazie! Sai farmi sempre emozionare. Enzo… tiè!

Enzo:             Ora calmatevi e seguitemi bene, voi due: pensate ai compleanni. Ci stupiamo quando in un piccolo gruppo di persone due compiono gli anni lo stesso giorno. Eppure, non è strano: gli stessi Diaconis e Mosteller hnno dimostrato infatti che bastano 23 persone per avere  il 50 per cento di probabilità che ci sia un compleanno in comune. Tipicamente una coincidenza, dichiara Montali, ha una rilevanza per il soggetto.  In altre parole , l’incontro casuale con l’amico a cui abbiamo recentemente pensato non ha nulla di improbabile, se spiegato con la statistica.  Tuttavia ci appare come un evento incredibile se per noi quell’ incontro è un evento emotivamente importante o simbolico e dunque ci colpisce maggiormente rispetto a qualsiasi altro evento fortuito. Gli studiosi dicono che  “Gli esseri umani hanno la tendenza a ricercare significati e correlazioni. Montali spiega: “In particolare cerchiamo sempre rapporti di causa-effetti quando capitano due eventi correlati; ma tendiamo a dimenticare le occasioni in cui non si sono verificate.

Ducky:  Prendo atto delle convinzioni degli esperti. Ma il mio pensiero te lo dirò  quando avremo concluso.  Vai avanti.

Enzo:             Le coincidenze  possono essere occasioni per conoscersi meglio. Ti voglio raccontare due eventi:

Jim Caviezel, interprete di Gesù nel film  La Passione di Cristo di Mel Gibson (2004), è stato colpito da un fulmine durante le riprese.  Il fatto è stato considerato un segno divino dallo stesso attore. In effetti nel Vangelo si fa riferimento all’oscuramento del cielo avvenuto dopo la morte di Cristo.

Secondo evento.  Bernard D. Beiman, psichiatra e docente all’Università della Virginia (Usa)  racconta un aneddoto:  una madre scrive una lettera a sua figlia e a un tratto la mano destra comincia a bruciare intensamente. Meno di un’ora dopo riceve una telefonata in cui le comunicano che la mano destra di sua figlia è stata ustionata gravemente in un incidente di laboratorio. “La madre avrebbe potuto utilizzare la coincidenza per rafforzare il legame con la figlia””, scrive lo studioso. “Forse potrebbero avere avuto dei problemi nel loro rapporto ora risolvibili grazie a questo nuovo senso di connessione. In altre parole interpretare le coincidenze può o potrebbe essere utile per riflettere su noi stessi e su cosa quei fatti fortuiti rappresentano: occorre essere disposti a metterle in discussione e a interpretarle.

Ducky:           Eppure le coincidenze accadono.

Enzo:             A notare le coincidenze sono specifiche tipologie di persone. Secondo alcune ricerche,  le persone che notano coincidenze sono:

– religiosi

-spirituali

– intuitivi

– e anche persone che hanno la tendenza a ricercare il senso della vita e i nessi  significativi straordinari tra i fatti della vita.

  Altri studi mostrano come sia più probabile  notare coincidenze quando siamo arrabbiati, ansiosi o tristi.

Ducky:           Il mio pensiero? Eccolo: viviamo  “fatti”  di cui siamo certi , ne conosciamo  la realtà,  la materialità, le cause e gli effetti e altri  come  le “coincidenze” ,  come i fenomeni metapsichci,  che si manifestano in modi strani e inspiegabili,  e che spesso ci sforziamo di comprendere e interpretare. E che non sempre  ci riusciamo.

O.B Il mio pensiero? Eccolo: Di storie come queste da te raccontate, Enzo, ce ne sono a migliaia. Per me capire se si tratta di destino o pura coincidenza resta davvero un mistero.Non mi pongo troppe domande. Di certo faccio in modo di non farmi condizionare troppo la vita dalle coincidenze . Di mio ci metto sempre un pizzico di positività , che non guasta.

Enzo:            Brava O.B! Duc, mi hai letteralmente letto  nella mente. Ma come hai fatto?

E pensare che hai subito uno sviluppo tardivo.

Ducky:           E tu che fino a 2  anni non riuscivi a balbettare…e ti divertivi a spogliare e a rivestire le bamboline!?

O.B Duc… e tu? le pettinavi?

Enzo:             Ssst..non ci facciamo conoscere!

Ducky:           Un momento, Enzo. Secondo te, OB ci ha conosciuti  veramente? Io ho i miei dubbi. E tu?

Enzo:             E io tengo i miei!

O.B Vi conosco mascherine!…gradite “per caso” una pizzz…sono scappati! Avranno una coincidenza creativa e non vogliono perderla…

Fonte: Airone

ENZO& ANNAMARIA…  a dopo