SALUTE E BENESSERE -LEGGI E MEDITA

Anche se datata… ti scappa sempre un sorriso!

Dicono che tutti i giorni dobbiamo mangiare una mela per il ferro e una banana per il potassio.
Anche un’arancia per la vitamina C e una tazza di the verde senza zucchero per prevenire il diabete.
Tutti i giorni dobbiamo bere due litri d’acqua, anche se poi per espellerli richiede il doppio del tempo che hai perso per berli.
Tutti i giorni bisogna bere un Actimel o mangiare uno yogurt per avere gli indispensabili bacilli
L. Casei Defensis, che nessuno sa bene che cosa cavolo siano, però sembra che, se non ne ingoi per lo meno un milione e mezzo tutti i giorni, finisci per vedere sfocato.

Ogni giorno un’aspirina per prevenire l’ictus, e un bicchiere di vino rosso contro l’infarto, più un bicchiere di bianco per il sistema nervoso, ed uno di birra che già non mi ricordo per che cosa era.
Se li bevi tutti insieme, ti può provocare un’emorragia cerebrale, ma non ti preoccupare, perché non te ne renderai neppure conto.

Tutti i giorni bisogna mangiare fibra.
Molta, moltissima fibra, finchè riesci a cagare un maglione.
Si devono fare tra i 4 e i 6 pasti quotidiani, leggeri, senza dimenticare di masticare 100 volte ogni boccone.
Facendo i calcoli, solo per mangiare se ne vanno 5 ore.

Ah, dimenticavo, dopo ogni pasto bisogna lavarsi i denti.
Ossia, dopo l’Actimel e la fibra lavati i denti, dopo la mela i denti, dopo la banana i denti, e così via, finchè ti rimangono 3 denti in bocca.
Senza dimenticarti di usare il filo interdentale, di massaggiare le gengive e di fare il risciacquo con Listerine.

Bisogna dormire otto ore e lavorare altre otto, più le 5 per mangiare fa 21.
Te ne rimangono 3, sempre che non ci sia traffico.
Secondo le statistiche, vediamo la tele per tre ore al giorno.
Già, non si può, perché tutti i giorni bisogna camminare almeno mezz’ora, facendo attenzione a tornare indietro dopo 15 minuti, se no la mezz’ora diventa una.

Bisogna mantenere le amicizie, perché sono come le piante, da annaffiarsi tutti i giorni.
E bisogna pure tenersi informati, leggendo almeno due giornali e un paio di articoli di rivista, per una lettura critica.
Ah, importante, si deve fare l’amore tutti i giorni, però senza cadere nella routine.
Bisogna essere moderni, creativi e rinnovare la seduzione.

Bisogna anche avere il tempo per spazzare per terra, lavare i piatti, i panni, e non parliamo se hai un cane o magari dei figli.
Insomma, per farla breve, i conti danno 29 ore al giorno.

L’unica possibilità che mi viene in testa è fare varie cose contemporaneamente.
Per esempio ti fai la doccia con acqua fredda e con la bocca aperta, così almeno ti bevi i due litri d’acqua.
Mentre esci dal bagno con lo spazzolino in bocca fai l’amore (tantrico) col compagno/compagna che nel frattempo guarda la tele e ti racconta, mentre tu lavi per terra.

Ti è rimasta una mano libera? Chiama qualche amico! O i genitori!
Bevi il vino, perché, dopo aver chiamato i tuoi, ne avrai bisogno.
Il Bio Puritas con la mela te lo può dare il tuo partner o la tua partner, mentre si mangia la banana con l’Actimel, e domani fate cambio.
Mi è venuta la confusione mentale

Adesso ti lascio, perché tra lo yogurt, la mela, la birra, il primo litro d’acqua e il terzo pasto con fibra della giornata, già non so più cosa sto facendo. So che devo andare urgentemente in bagno.
E ne approfitto per lavarmi i denti…

(By Anonimo- umorista e geniale)

Annamaria… a dopo

PESARE SENZA BILANCIA

Gli ultimi ‘Consigli Utili’ di Annamaria2, mi hanno spinto a cercare qualche approfondimento su ‘Come pesare senza bilancia’ .

       

Spero saranno graditi questi semplici  ‘sistemi di misura’ , a portata di mano in cucina.

Cucchiaio/ino:                                                                                                                    

Farina: 1 cucchiaio raso = 10 g
1 cucchiaino raso = 4 g
1 cucchiaio colmo = 25 g
1 cucchiaino colmo = 10 g


 Fecola: 1 cucchiaio colmo = 20 g
1 cucchiaino colmo = 7 g 
 Cacao: 1 cucchiaio colmo = 15 g
1 cucchiaino colmo = 7 g
1 cucchiaino raso = 4 g 
 Zucchero: 1 cucchiaio raso = 15 g
1 cucchiaino raso = 5 g
1 cucchiaio colmo = 25 g
1 cucchiaino colmo = 8 g
 Zucchero a velo: 1 cucchiaio colmo = 15 g
1 cucchiaino colmo = 7 g
 Marmellata: 1 cucchiaio colmo = 30 g
1 cucchiaino raso = 5 g


 Miele: 1 cucchiaino = 7 g

 Burro: 1 cucchiaio colmo = 15 g
1 cucchiaino raso = 5 g 
 Margarina: 1 cucchiaio colmo = 14 g
Olio: 1 cucchiaio = 8 g
1 cucchiaino = 5 g 
 Latte: 1 cucchiaio = 12 g
1 cucchiaino = 5 g
Panna: 1 cucchiaio = 12 g
1 cucchiaino = 5 g 
Riso: 1 cucchiaio colmo = 18 g 
Pastina: 1 cucchiaio colmo = 14 g
Formaggio grattugiato: 1 cucchiaio colmo = 15 g
Bicchiere: 
 Fecola: 1 bicchiere pieno = 110 g 
 Olio: 1 bicchiere pieno = 200 g 
 Riso: 1 bicchiere pieno = 200 g
 Farina: 1 bicchiere pieno =140 g
Capienza contenitori: 1 Tazzina da caffe’ = 30 g
1 Tazza da tea = 160 g
1 Tazza da caffelatte = 250 g
1 Bicchiere di acqua o vino = 130 g
1 Tazza da the generalmente corrisponde a 3 tazzine da caffè pari a circa 1/4 di litro
1 Scodella da minestra è circa 1/3 di litro
1 Bicchiere di acqua o vino = 130 g
1 cucchiaino = 5 ml
1 cucchiaio da minestra equivale a 3 cucchiaini

Altro: Burro e uova:

 30 gr. di Burro si ottengono con un cubetto di 2 dita per lato
1 noce di Burro sono indicativamente circa 20 g
1 uovo intero pesa circa 50-60 g
1 tuorlo pesa circa 18 gr 


 Pane e biscotti: 

 1 Fetta biscottata 8-10 g
1 Fetta di pancarrè 20 g
1 Biscotto 6-8 g
1 Grissino 5 g
1 Panino tipo tartina 30 g
1 Panino tipo rosetta 50 g
1 Cracker 5 g


Frutta e verdura: 


 1 Frutto medio (mela) 140 g
1 Frutto grande (mela) 240 g
25 Olive sgocciolate corrispondono a 100 g


1 Pomodoro medio 100 g
1 Cipolla media 50 g


1 Patata media 100 g
1 Patata grossa 140-150 g


1 Kg.di Piselli, sono circa 400 g sgusciati
1 Kg.di Spinaci, sono circa 400 g lessati

. . . e come spesso in Campania certi 

negozianti dicono 

Buon Peso . . . da Maria !

LA SCIENZA DELL’ ALDILA’

Parte 2 – Rassegna

Riprendiamo, stavo per  digitare la parola “argomento”; ma questo non è affatto un argomento ma il risultato di ricerche e studi eseguiti da molteplici scienziati  di varie parti del mondo con le loro interpretazioni. Le esperienze lasciano sconcerto e perplessità; voi gentili lettori,  siete liberi di interpretare i casi e di fare le vostre “considerazioni.

Enzo/Ducky

Ducky:           Veniamo ai casi!

Enzo:             La letteratura cita 3 casi di malati che hanno raccontato interventi subìti quando erano incoscienti.

Ducky,           Sono tutto orecchi.

Enzo;             Il primo caso riguarda una dentiera…

Ducky;           Eh, cosa?

Enzo:             Hai capito bene, una dentiera.

Ducky:           Davvero? Lasciamo sorridere.

Enzo:             Sorridi pure…ma ascolta prima quello che è accaduto…e ti assicuro che smetterai di sorridere.

Ducky:           Ti ascolto!

Enzo:             Il caso – della dentiera appunto – è stato raccontato da Van Lommel  sulla prestigiosa rivista  The Lancet nel 2001.

Un uomo di 44 anni, dopo essere uscito dal coma, ha incontrato una delle infermiere che l’aveva rianimato, dicendole “Ecco chissà dov’è la mia dentiera!”. L’infermiera, che lo vedeva sveglio per la prima volta, è rimasta scioccata. L’uomo le ha raccontato di averla vista, prima di intubarlo,  togliergli il ponte dentale e metterlo in uno dei cassetti su un carrello pieno di bottiglie. Ma in quei momenti lui era in arresto cardiaco e privo di conoscenza.”

Ducky:           Eh la miseria!

Enzo.             Senti il secondo caso di Pam Reynolds, una cantante di 35 anni operata in un ospedale di Phoenix. Al risveglio da un’operazione in cui il suo corpo era stato portato a 16 C e in arresto cardiaco, ha descritto la sega pneumatica che il chirurgo aveva usato per la craniotomia (somiglia a uno spazzolino da denti).  E l’ha sentito lamentarsi che i vasi sanguigni del suo inguine fossero troppo piccoli per collegarli alla macchina cuore-polmone. L’episodio è stato raccontato dal cardiologo Michael Sabom nel libro  Ligt and Dead (1998)

L’episodio più recente è stato descritto nel 2014 da Sam Parnia, anestesista dello Stony Brook Medical Center di New York sulla rivista Resuscitatio.

Un paziente di 52 anni che ha riferito le manovre di rianimazione che gli erano state praticate dopo 3 minuti dal suo arresto cardiaco.

Domanda: SONO SOLO COINCIDENZE?

“Questi episodi non sono  irreali”, risponde Facco. “Vanno oltre la corrente interpretazione, secondo cui la coscienza è solo il prodotto dell’attività del cervello. Questi casi mostrano la possibilità di mantenere la coscienza anche durante l’arresto cardiaco, sfidando quanto fino a oggi sappiamo di fisiologia cerebrale: perciò dobbiamo ancora comprenderla fino in fondo. In 40 anni di ricerche, nessuno è riuscito a dimostrare che le esperienze di premorte siano la manifestazione di qualche disfunzione.

Ducky:           E’come se anche in coso di arresto cardiaco in noi vivesse sempre un quid che gli scienziati chiamano COSCIENZA.

Enzo.             Potrebbe essere …l’Anima…vediamo cosa affermano gli scienziati. Come dobbiamo intenderla?  La scienza non è riuscita a darne una definizione convincente, negli ultimi 4 secoli. La medicina si è concentrata sul corpo-macchina, osservabile e quantificabile, lasciando la psiche alla religione, alla psicologia e alla filosofia. Ma, ora cacciata dalla porta, l’Anima potrebbe rientrare dalla finestra, seppure visitata dalla fisica: potrebbe essere un quanto (o quant)  di energia e informazione.  Duc, stai concentrato. Qui si parla difficile.

Ducky:           Me ne sono accorto. Tu vai avanti.

Enzo:             “Se si ha coscienza anche in un cervello spento, è possibile che la Coscienza non si limiti al cervello: può essere un campo di informazioni che il cervello e’ in grado di captare,   ipotizza Van Lommel.  “Il cervello potrebbe essere un trasduttore…

Ducky:           Alt…spiega cos’è un…la parola che hai detto…

Enzo:             …un trasduttore – non un traduttore –  è un dispositivo capace di tradurre l’energia :  da una forma all’altra: come una TV, che grazie a una antenna capta onde elettromagnetiche e le trasforma in segnale elettrico, traducendolo in suoni e immagini. Quando la TV si rompe, infatti, i canali non cessano di esistere.”

Un’ipotesi azzardata?

“La scienza è piena di ipotesi che sfidano il senso comune”, dice il dottor Facco. “Un secolo fa, Albert Einstein immagino’ le onde gravitazionali. L’ipotesi fu accettata, ma queste onde sono state rilevate  solo l’anno scorso.  Se la coscienza fosse un pacchetto di energia e informazioni, sarebbe possibile la sua separazione dal corpo con la morte, senza pensare a cose ultraterrene. Insomma le ipotesi sono tante e le interpretazioni  pure. 

TABLET.  Insomma, si può verificare questa ipotesi con un esperimento inoppugnabile?

Un modo c’è: piazzare in cima ad armadi (o scaffali) , invisibili dal basso, alcuni oggetti. Se una persona in coma galleggiasse davvero sul proprio corpo, li descriverebbe al suo risveglio. E’ il “test di identificazione di un bersaglio”,  un esperimento tentato per decenni.: medici di tutto il mondo hanno installato sugli scaffali ospedalieri foto, disegni, titoli di giornali, perfino un display scorrevole con la scritta “I ghiaccioli sono in fiore”. Ma nessuno ha visto la pistola fumante: : nello studio “Aware” (2014), 15 ospedali fra Usa, Regno Unito e Austria hanno sistemato migliaia di  disegni sulle mensole delle terapie intensive. Ma solo il 20% dei pazienti ha avuto un arresto cardiaco nelle aree coi disegni-bersaglio. E nessuno di loro li ha visti. Insomma: se c’è, l’anima gioca a nascondino.

“Questo non dimostra la falsità delle esperienze extracorporee”, replica lo scienziato. “Chi si trova a fluttuare sul proprio corpo è troppo sorpreso da questo per badare a cosa ci sia su uno scafate”.

Ducky:           Mi sembra logico!

Enzo.             Gli scienziati, comunque, non si arrendono. A maggio è iniziato nel Regno Unito  un esperimento,  “Aware2”; in caso di arresto cardiaco, un operatore metterà sopra il paziente, rivolto verso il soffitto, un tablet con una foto.  Se al risveglio lui la descriverà, dovremo rivedere le teorie sulla Coscienza. Ma se non succederà, un fatto è certo: la coscienza è ricca di territori ancora tutti da scoprire.

Ducky:           Credo che la realtà abbia tante facce, Enzo.

Enzo:             Lo credo anch’io; credo anche che è meglio uscire, andare nella solita pizzeria gustarci una “Mediterranea” , con coca, limoncello e due caffè  forti.

Ducky:           …che meritano una sola interpretazione. Pero’., Enzo caro, facciamo attenzione al limoncello se no rischiamo noi di…levitare nel vuoto.

Annamaria     (O.B) Io ricordo un simpatico mistificatore cinematografico , il mago di Segrate, interpretato da D. Abbatantuono che liiiievitava in aria dal balcone… provateci gemè…cuncentramendoooo , pebbacco, svulazzate!

Fonte – Focus

 

“L’ITALIA PEGGIORE”

Le riflessioni di CIPRIANO – (articolo scritto da Cipriano Pagano nel 2011 , pubblicato su http://ilmioblog-annamaria.blogspot.it)


L’Italia, rinata nel dopoguerra, ha fondato la propria
esistenza attraverso quei principi che l’Assemblea
Costituente ha descritto come i valori sui quali si
doveva fondare lo Stato, creando una società basata
sulla democrazia, sulla partecipazione dei cittadini
alla vita politica del Paese, sul riconoscimento e sul
rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali, sul
principio di uguaglianza e sul diritto al lavoro come
mezzo per affermare la propria personalità.
Già il lavoro, mezzo indispensabile affinché ogni
essere umano possa sempre identificarsi nella propria
“Dignità” di uomo. Non avere lavoro, essere sfruttati
e ricattati, è l’ultimo gradino del degrado, il buco nero
in cui un uomo onesto può precipitare, ancor più se
ha anche la responsabilità di una famiglia da
mantenere.


Il lavoro è stato considerato quindi un valore che
consente l’affermazione della personalità umana, in
contrapposizione all’idea liberista, laddove si
valorizza solo la ricchezza individuale.
Datemi allora una sola risposta, dico una sola, per
sapere se c’è, in un qualsiasi paese d’ Europa, un
ministro del governo che, di fronte ad una civile
domanda di un lavoratore che dipende dal suo
ministero, si possa permettere di dire “siete l’Italia
peggiore”.
“L’Italia peggiore” non sono certo i precari, come il
ministro Brunetta si è permesso di dire, ma la banda
di ignobili individui che in questi anni hanno occupato
una parte delle pubbliche istituzioni e del potere
economico, all’ombra di patti scellerati ed occulti di
potere.


Gli “uomini del fare”, volgari, ladri, falsi, incapaci,
senza una reputazione da difendere, pronti a
qualsiasi bassezza e pronti solo a razzolare per se
stessi ed i compari o le comari.
Fedeltà e spudoratezza sono le sole attitudini per
le consorterie che li ha selezionati.
Mai, nemmeno in un sol giorno, molti di loro in tante
parti d’Italia, si sono comportati da esponenti
illuminati e saggi di un’ipotetica classe dirigente,
amministrativa ed economica.
Individui senza qualità, miracolati da un’epoca in
cui contano solo “le amicizie” con i potenti.
Che dalla gran voglia di cambiamento degli anni
della gioventù, potesse arrivare una società dominata
da simboli così moralmente miseri, nemmeno la
fantasia più perversa avrebbe potuto immaginarlo.
A questo punto i danni sono molto grandi, a
cominciare dalla piaga del precariato.
La maggioranza degli italiani, con colpevole ritardo,
anche sulla propria pelle, ha scoperto quanto dura
e difficile può essere una vita spesa nelle angosce
di un futuro senza prospettive, con gravi problemi
economici anche elementari, quali far sopravvivere
se stesso ed i propri cari. E’ quindi assolutamente
immorale liquidare con battute agghiaccianti, un
problema così grave.
Internet è stato preso d’assalto da risposte durissime
a questa esternazione, ed il solito politico di turno,
quello di basse vedute, invece di guardare alla luna
guarda al dito che la indica, scagliandosi contro i
dipendenti pubblici che, a suo dire, usano internet
per motivi personali durante l’orario di lavoro.
Perfettemante d’accordo con l’ineffabile onorevole,
a patto che si inizi immediatamente con tutti quei
parlamentari che in aula giocano con l’ipod durante
i propri lavori.


Voglio concludere con un contributo, una collaborazione
che voglio donare a tutti quei nullafacenti che gironzolano,
quei precari che aspirano a ricoprire stabilmente quel
posto su cui dignitosamente si impegnano da anni.
Ecco di seguito, come atto di riverenza ed ossequio
ai sostenitori del lavoro creativo, una serie di attività a
cui si potrebbero indirizzare i suddetti scansafatiche:
Contatore di piccioni in piazza.
Domatore di cavalli a dondolo.
Bagnino di salvataggio in alta montagna.
Esperto di valanghe in zone marittime.
Togli-semini di pomodori full time, quindi senza le
previste facilitazioni.
Collaudatore delle scarpe col tacco.
Reggibandierine dei gelati serviti al tavolo.
Raccoglitore schiuma della birra.
Agente matrimoniale per cozze.
Collaudatore elastico stringi-pantaloni per quando
vai in bicicletta e non vuoi sporcarli.
Tagliatore di prezzemolo (altezza massima, quella
del Ministro Brunetta).
Babysitter di Cucciolo.
Maggiordomo di Pisolo.
Reggitore di antenne televisive durante i temporali.
Assistente psichiatrico per vongole.
Amministratore di condominio riguardo gusci di
tartarughe e lumache.
Rassettatore di nidi delle aquile.Scalatore di battiscopa.
Sturatore di cannucce.
Addestratore di zanzare.
Animatore di cimitero.
“CHE S’ADDA FA’ PE CAMPA’ … “
Cipriano

2 GIUGNO – FESTA DELLA REPUBBLICA

Il 2 giugno 1946 gli italiani furono chiamati a scegliere tra monarchia e repubblica votando il referendum popolare; a seguito della vittoria della repubblica venne eletta anche un’assemblea costituente con il compito di eleggere il capo provvisorio dello stato e scrivere la nuova carta costituzionale.
Il 1 gennaio 1948 entrò in vigore la costituzione ed il 2 giugno di quello stesso anno fu celebrata per la prima volta la festa della Repubblica.

 

 


Annamaria… a dopo

 

LA BALENA FELICE


Gio Evan , scrittore e poeta di 28 anni, dopo aver sentito la storia di Blue Whale, il gioco della morte che porta al suicidio, decide di rispondere a modo suo alla presunta catena circolata su internet. Creando un gioco alternativo, La Balena Felice, con l’obiettivo di «smuovere le energie in maniera positiva». Il gioco ha delle regole simili a quelle del suo terribile omologo: dura 21 giorni, durante i quali si devono compiere 21 azioni particolari .Dopo averlo messo a punto, scrive un post «in due minuti, di getto»e lo pubblica sulla sua pagina Facebook.
In un giorno le sue parole vengono condivise da oltre 14 mila persone, ricevendo più di 21 mila like. 

GIO EVAN


Iniziamo…

il gioco dura 21 giorni

Regolamento

1) sorridi allo specchio, dì a te stesso che ti vuoi bene, che oggi sarà un giorno speciale, perché sei vivo.

2) lascia un caffè sospeso al bar dicendo che lo offre la balena felice.

3) guarda un tramonto con la persona che ami o con un tuo amico/a. Resta in silenzio almeno 5 minuti.

4) chiama tua madre, dille grazie per tutto quello che fa ogni giorno.

5) sorridi ad almeno 7 sconosciuti.

6) scrivi una poesia d’amore di almeno 30 parole e lasciala dentro la cassetta della posta di uno sconosciuto.

7) ascolta “la cura” di Battiato e “redemption song” di Bob Marley e leggi la traduzione.

8) fai una passeggiata senza telefono, pensa a te. Prenditi un appuntamento con te stesso di almeno un’ora.

9) chiama tuo padre, fagli uno scherzo simpatico, che lo faccia ridere, poi digli che gli vuoi bene.

10) stampa una foto dove sei con la tua famiglia e regalagliela.
11) ridi senza motivo almeno 7 minuti.

12) trova un albero che ti piaccia e abbraccialo. da oggi questo albero è tuo amico, torna a trovarlo ogni tanto.

13) scrivi su un foglio 10 cose per cui sei profondamente grato e usalo come segnalibro.

14) compra un fiore e regalalo a chi vuoi.

15) inizia a parlare con un bambino. Ascoltalo.

16) balla per almeno 10 minuti-

17) invita a cena i tuoi amici. non bevete alcolici e non usate il cellulare (ma prima scattatevi una foto)

18) dì grazie almeno 100 volte ad alta voce come un mantra.

19) canta la tua canzone preferita vicino a un fiume o al mare.

20) chiedi scusa a chi hai fatto un torto.

21) sii felice oggi, sii felice sempre. la vita è bellissima.

#labalenafelice #gioevan

Annamaria

LA MORTE CI “TERMINA” O SI PROSEGUE PER L’ALDILA’?

La scienza fa il punto della situazione con le ultime ricerche

Enzo-Ducky

Enzo:              Ducky, quanto pensi di campare ancora?

Ducky:            Dici sul serio?

Enzo:              Scherzo, stupido…ma se io ti facessi la domanda sul serio?

Ducky:            Dai su, tutti ci pensiamo all’ultima ora. Ho capito, sei di una curiosità estrema;  dobbiamo rassegnarci. Sputa fuori il rospo. Non credo che vuoi conversare gustando la pizza, il limoncello e il resto…insomma della dipartita”.

Enzo:              No, figurati! Non ti viene in mente di qualcosa di cui  se ne parla tanto? Qualcosa di strabiliante….di luce…?

Ducky:            …delle strade buie…pericolose senza luce…

Enzo:              La parola “tunnel” non ti dice nulla?

Ducky:            Mi ricorda il tunnel sotto la Manica. Ho sbagliato?

Enzo:              Scombinato, smettila…mi riferisco alle persone che hanno vissuto certe esperienze di premorte…o dichiarate tali e che poi si sveglia e non ha più paura di morire.

Ducky:            Ah, ho capito; me lo potevi dire. Si, certo. Ho letto tre libri in proposito, di scrittori-medici sia italiani che stranieri. Uno butta il sangue cioè “scapizza”,  precipita per le scale,  fa uno sconto frontale; lo portano all’ospedale…morto o mezzo morto …” e lì succede ‘o 48…il miracolo che tu chiami esperienza di premorte. Esce nuovo con un’altra “capa”:  Tutti o quasi tutti dicono che non hanno più paura della morte.

Enzo:              Frena, Duc, Più o meno è così. La letteratura di questi fenomeni  mi ha lasciato sempre un groviglio di emozioni che non saprei definire… credimi: emozioni…che sanno di speranza.

Ducky:            Ci sono nuove “considerazioni” tra gli scienziati? Cosa dicono?

Enzo:              Siamo nel 2017 e gli scienziati hanno fatto il punto.

Ducky:            Sentiamo!

Enzo:              Senti questa testimonianza di una donna.

“Lavoravo in un negozio di articoli per animali. Un sabato – era il 14 dicembre del 2013 – sono uscita a fumare con la moglie del titolare. Le ho sentito dire due volte il mio nome, poi ho perso conoscenza. Ricordo perfettamente di essere entrata in un tunnel scuro, volavo gioiosa, ridevo come non mai. Intorno sembrava che navigasse, l’aria era fresca e sentivo delle risate felici…Mi sono risvegliata dopo un’ora e mezza in Pronto Soccorso. Avevo avuto una crisi epilettica con convulsioni per 14 minuti: le mie labbra erano diventate  nere, non avevo più battito cardiaco.  Se il marito della vicina di negozio non mi avesse fatto il massaggio cardiaco, sarei morta.  Da allora penso spesso a questa esperienza. E’ stata stupenda. E non ho più paura della morte.”

Ducky:            Non dico nulla, ma ascolto molto attentamente.

Enzo:              Serena è una donna italiana. Ha scritto questa testimonianza sul sito della Fondazione per la ricerca delle esperienze di premorte (nderf.org)  fondata dall’oncologo statunitense Jeffrey Long. Il suo non è un caso isolato: Long ne ha raccolte oltre 4 mila , da tutto il mondo, raccontandoli nel best seller “Esiste un posto bellissimo (Mondadori).

Ducky:            Dovremmo credere a questi racconti? Sono allucinazioni o svelano qualcosa sul misterioso territorio fra la vita e la morte?

Enzo:              Difficile rispondere. Ma se sono deliri, come si spiega che tante persone riferiscono le stesse visioni?  Il primo a scoprirlo fu uno psichiatra statunitense, Raymond  Moody, nel 1975; dopo aver studiato 150 casi simili, li denominò “esperienze di premorte” . Ma non è un fenomeno moderno. Già nel quarto secolo a.C.  il filosofo Platone raccontò le visioni di Er, un soldato rimasto in coma per 12 giorni. Vide “una luce dritta come una colonna, simile all’arcobaleno, ma più intensa e più pura.”  Questi casi, in realtà,  non sono rari : accadono al 12% di quanti sopravvivono a un arresto cardiaco. E molti pazienti non li raccontano temendo di passare per pazzi.

Ducky:            Immagino le enormi difficoltà negli studi.

Enzo:              In merito gli studi scientifici che se ne occupano sono solo 150. Le ricerche in questo campo sono iniziate 50 anni fa.  La scienza ha appurato che la morte non è un evento istantaneo-rapido, MA UN PROCESSO GRADUALE, come il passaggio dal giorno alla notte. E’ una zona grigia, da cui, in certi casi, SI PUO’ TORNARE INDIETRO,  dice Francesco De Ceglia, autore di  Storia della definizione di morte (Ed. Angeli).  La morte definitiva coincide…

Ducky:            Ecco, stavo per chiedertelo!

Enzo:              Stai calmo e te lo spiego.  La morte coincide con lo spegnimento  del cervello (tronchi encefalici e midollo spinale): se non funziona, si interrompono 2  (due) cose, la respirazione e la circolazione sanguigna. Dunque, il cervello è la centrale operativa della vita. Il cervello si spegne se subisce un trauma, se il cuore non batte più (arresto cardiaco) o i polmoni smettono di respirare. Quando il cuore smette di battere, entro circa 20 secondi, l’elettoencefalogramma diventa piatto.Se non si fa la rianimazione cardio-polmonare, nel giro di 5-10 minuti le cellule cerebrali subiscono danni irreversibili.

Ducky:            Ma come si spiegano allora queste visioni in un cervello che non può avere pensieri complessi o non può pensare,  perché funziona al minimo, solo per tenere in vita il corpo? E perché le persone vivono esperienze simili?

Enzo:              Nelle Nde – Esperienze di Premorte alcuni cristiani raccontano di incontrare i santi, e gli indiani Visnu: gli occidentali si ritrovano in un giardino e gli hawaiani fra i vulcani. Ma, tolte queste differenze gli elementi principali sono uguali per tutti:

  • il tunnel

  • la sensazione di pace

un paesaggio di luce

  • l’incontro con i parenti o amici defunti

  • e il riassunto della propria vita, vista sfilare come un film accelerato.

Tanto che Bruce Greyson, psichiatra all’Università della Virginia, nel 1983 creò una scala per valutare l’intensità delle esperienze che accadevono e che ancora accadono.

Ducky:            Ma queste esperienze non succedono a tutti. Che dice la Scienza?

Enzo:              Il cardiologo olandese Pim Van Lommel, che ha esaminato centinaia di casi, non ne è venuto a capo e dichiara:

“Tutti i pazienti che abbiamo studiato erano clinicamente morti. Non abbiamo trovato alcuna spiegazione scientifica sul perché solo alcuni abbiano vissuto queste esperienze. La durata dell’arresto cardiaco o dello stato di incoscienza, e la gravità della mancanza di ossigeno nel cervello sono irrilevanti. E non contano le credenze religiose: queste esperienze le vivono anche gli atei.”

Per molti scienziati, comunque, non c’è nulla di soprannaturale: “Sono allucinazioni realistiche, un misto di ricordi e fantasie che si attivano quando il cervello è sotto stress…”scrive Keith Augustne nel saggio “Il mito dell’aldilà”.

“Queste ipotesi chiariscono alcuni possibili elementi scatenanti, ma non le esperienze, il loro contenuto e il loro significato” obietts Enrico Facco, anestesista del dipartimento di neuroscienze all’Università di Padova e autore di Esperienze di premorte (Ed. Altravista).  “La possibilità di avere esperienze coscienti  e strutturate a Eeg –elettrocardiogramma piatto non è spiegabile con le attuali conoscenze sul cervello. Il delirio in terapia intensiva ha manifestazioni del tutto diverse, mentre le esperienze di premorte hanno un significato profondo e trasformano la vita delle persone che non hanno più paura della morte.”

Si susseguono altre obiezioni di altro scienziato che fornisce dichiarazione contraria.

Domanda da milioni di euro: “Come si spiegano, allora,  le esperienze extracorporee, ovvero la sensazione di uscire dal proprio corpo e percepirlo dall’alto?  Anche queste sono classificate come allucinazioni?  La letteratura scientifica, però, ha documentato alcuni casi di pazienti che, a elettrocardiogramma piatto e occhi chiusi, hanno percepito quanto avveniva intorno a loro: al risveglio l’hanno raccontato e le loro descrizioni sono state confermate dallo staff medico.

ENZO (Vincenzo Liberale)

RASSEGNA – Prima parte

Fonte FOCUS

Annamaria… a dopo

UN RIMEDIO CONTRO LE ZANZARE: LE GALLINE!

Leggendo questo articolo dovremmo correre a prenderci subito una gallina …


Secondo una ricerca scientifica, condotta da un’università svedese, uno dei metodi più efficaci per tenere le zanzare a debita distanza sarebbe l’odore di gallina. E se oggi i fastidiosi insetti dimostrano di aver sviluppato capacità di resistenza a medicinali e repellenti di ogni genere, pare che l’odore di gallina sia ancora piuttosto efficace contro di loro.

Secondo i ricercatori che hanno condotto lo studio, il motivo per cui le zanzare detesterebbero l’odore di gallina e fuggirebbero al suo cospetto sarebbe legato alle sostanze contenute nell’odore stesso, vere e propri repellenti per questo tipo di insetti. Nessun altro odore sarebbe stato in grado di far ottenere un risultato simile a quello delle galline, almeno in base ai test effettuati fino a questo momento.

Sempre secondo gli esperimenti condotti dai ricercatori, pare che i soggetti che aveva addosso abiti saturi degli odori delle galline o che si trovavano in ambienti ricchi di quegli odori non siano stati punti dalle zanzare. Risultati simili si sarebbero ottenuti anche mettendo una gallina all’interno di un’abitazione: l’odore sarebbe stato in grado di tenere le zanzare a debita distanza. Grazie a questo metodo sarebbe dunque possibile limitare del tutto – se non addirittura eliminare – il fastidioso problema delle punture che possono scatenare gonfiori e prurito.

Se l’ipotesi dovesse essere ulteriormente confermata, una ricerca del genere potrebbe aiutare a scongiurare il rischio di malaria nei Paesi in cui tale malattia ha ancora un’incidenza molto alta, qualora possa avere applicazioni pratiche. Il che non sarebbe male visto che in altri Paesi è ancora presente l’allarme per il virus Zika, altra patologia veicolata dalle zanzare.

Annamaria… a dopo

COME SOPRAVVIVERE ALL’INNAMORAMENTO E…FORSE, IMPARARE AD AMARE!

 

 

Enzo:             LEI lo ha scritto e  NOI lo divulghiamo

 

Ducky:           Lei chi?

Enzo:             Emma Rosenberg Colorni

Enzo:             Senti, Duc!  Ti andrebbe di parlare ancora…

Ducky:           …d’amore?! Ne abbiamo dette tante, I lettori si stufano; pensa per un attimo alla faccia stralunata di OB: una smorfia; lei non ne vuole più sapere.

Enzo:             Fratello caro, se sapessi la moltitudine di donne e anche di maschietti, che non ne vogliono più sapere…ma, poi ne parlano, sentenziano, si lamentano,, litigano, odiano, ridono…

Ducky:           Insomma cosa vuoi dire?

Enzo:             …che dell’innamoramento e dell’amore se ne può scrivere in tanti modi…e noi due ne diremo tante, divulgando i chiarimenti dell’Autrice ed esprimendo le nostre convinzioni…

Ducky:           cioè come la “pensiamo” noi in modo giulivo, malizioso e serio.

Enzo:             Ricordiamo ai gentili lettori che tutto quando diremo sarà rivolto sia alle Donne che agli Uomini  e a qualsiasi tipo di coppia perché chiunque quando è innamorato è malato.

Si parte, Duck,  ti voglio pimpante e baldanzoso.

Tanto per cominciare,  “ti hanno mai detto che innamorarsi è bello e tu ci hai creduto?”

 

Ducky:           Il 99 per cento da giovane ci  crede e anche da adulto: fu per me una emozionante tempesta, uragano…tsunami, chiamalo come vuoi. E tu?

Enzo:             La nostra autrice  Colorni dichiara: C’è chi parla di batticuore, chi di fiato sospeso, chi di stretta allo stomaco, chi di testa che gira. C’è anche chi parla di agitazione, di fissazione del pensiero, di sovraeccitazione, di testa fra le nuvole e di irresponsabile disponibilità ad assumersi dei rischi. E c’è chi riconosce la crisi di astinenza.

Ducky:           Non sempre è così, poi tutto si placa, almeno in parte?

Enzo:             Certo, ogni tanto queste sensazioni  sembrano placarsi, il che sarebbe ottimo se non fosse che tu, uomo,  come un tossico vai a cercarti quello che in fondo detesti, senza accorgetene.

Gli amanti che si fanno promesse Ti capisco: con qualche secolo di romanticismo alle spalle ormai non è facile sfuggire alle credenze e ai presupposti con cui siamo stati addestrati. Coltivi il terrore di stare solo. E scambiamo il dolore per amore. In un matrimonio fra innamorati gli sposi nutrono illusioni uno  nell’altro. Si fanno film mentali su come andranno le cose fra loro, fiduciosi che andranno come si immaginano.

Sanno che la maggior parte dei matrimoni finisce con un divorzio doloroso, la rovina economica e una crisi di identità. Ma loro no, credono che il loro matrimonio sia quello felice. Rpeto, gli amanti che si fanno promesse d’amore sono sinceri ma si autoingannano. Non mentono, in questo senso sono sinceri, ma “ti amero’ per sembre” è molto provvisoriamente vero.

Ci sono due regole per vivere bene insieme. La prima è mantenere una promessa anche se ti costa tantissimo, la secondo è non fare promesse.

Ducky:           Confucio ha detto:”L’amore eterno dura tre mesi.”

Enzo:             Cominci bene,  Duc.  Sembra una battuta di un film di Gianni e Pinotto.

Ducky:           L’ha detta proprio lui. La frase…ti amerò a tempo indeterminato…che ti suggerice?

Enzo:             Sembra una frase di linguaggio aziendale o sindacale. Mi  piace invece quello che disse Roberto Gervaso…non si è mai felicemente sposati, o si è felice o si è sposati. Poi ci sono le “credenze” tanto utili.

Ducky:           …per la cucina…ma scusa…cosa c’entrano le credenze con l’innamoramento?

Enzo:   Fai solo confusione….le credenze sono tipi o modi di comportamento;  e non mobili da cucina. Agiscono in noi anche quando le impieghiamo senza accorgercene.; sono molte le credenze che coltiviamo  per poter sopportare i sintomi dell’innamoramento e le difficoltà della vita di coppia.

 

Ducky:           Fammi un po’ di esempi.

Enzo: Eccone alcune in ordine sparso:

– posso stare bene solo con lui, ho bisogno di lui

– bisogna avere un rapporto di coppia

– devo fare l’amore solo con lui altrimenti significa che non lo amo

– stare insieme per sempre è un obbiettivo , separarsi è un fallimento (come se stare insieme fosse un merito)

– se non sto con lui non so chi sono

– non sentirsi innamorati è un problema

– se provo attrazione per lui, allora sono innamorata, o devo innamorarmi.

Ma  una delle credenze più pericolose è la presunzione di conoscere il partner.

Ducky:           Tu dici?

Enzo:             Sì, io dico. Se intendi “conoscere” come  “so chi è, so come è, posso definirlo,  descriverlo, giudicarlo” ti rapporti con lui come con un oggetto, di fatto lo neghi come soggetto. L ’altro è giudicato bene perché con lui a fianco possiamo giudicarci bene, oppure è giudicato male perché ci possiamo giudicare  male nel confronto in oggetto.

Vedendo lui, non smettiamo di vedere noi stessi, ogni sguardo è un autoritratto, discendente dalla nostra storia e dalla cultura che partecipiamo e pervaso di considerazioni morali.

Se invece intendi “conoscere” come  processo, come qualcosa che non giunge e non vuole giungere al conosciuto, bè allora conoscere è fare l’amore. Conoscere allora non porta al controllo ma all’intesa. Se la persona non la conosciamo, allora possiamo evitare di innamorarci, di trasformare lui e noi stessi in oggetti, e magari possiamo finalmente disporci a rendere davvero gradevole il tempo da passare insieme vera. Insomma, non puoi capire per intero ma puoi fare esperienze per intero per sperimentare l’unità.

Ducky:           L’amore è la vita che ci ipnotizza, e noi ci lasciamo ipnotizzare ogni giorno.

Enzo:        Filosofo e scrittore, Silvano Agosti, così si esprime in merito al rapporto fra tenerezza, sessualità e amore:

 

La  TENEREZZA  senza sessualità e amore crea ipocrisia

La SESSUALITA’  senza tenerezza e amore crea pornografia

L’AMORE senza sessualità e tenerezza misticismo

 

Prova a rifletterci, Duck!, e anche voi Lettori, sono i tre assiomi del sentimento massimo. L’Amore emerge da una danza in cui tenerezza, sessualità si riconoscono a vicenda. Fare l’Amore può precipitarti nella tua tenerezza perché è un gesto totale, in questo senso significa conoscere. Quando  facciamo l’amore con la “persona amata”,, facciamo l’amore con l’esistenza stessa, l’intera esistenza diviene l’altro. Nel fare l’amore si è in due davvero. Si fa l’amore solo con chi rimane assolutamente altro rispetto a noi, non dato per scontato e conosciuto. Fare l’amore esalta  l’alterità, non la riduce, non la fa scomparire. Altrimenti è masturbazione. (che è un’altra cosa bella, ma tanto diversa.

Il gesto tenero dice: “Chiedimi qualunque cosa che possa sopire il tuo corpo, ti desidero un po’, senza volerti possere”.

Gli atteggiamenti che hai verso il sesso sono un riflesso degli atteggiamenti che hai verso la vita.

Ducky:           Mamma mia, ma tu non ti stanchi mai. Sono le 7. e mezzo. Quando parli d’amore, ti autoipnotizzi.  Siccome mi sei piaciuto…tanto, la cena la preparo io…considerala un omaggio alla fratellanza.

Enzo:             Hai ragione, è tardi. Allora spicciati, le disquisizioni d’amore mi ha fatto venire fame.

(Vincenzo Liberale)

Fonte: “Come sopravvivere all’innamoramento…e, forse,imparare ad amare.”

di  Emma Rosenberg Colorni

Ed. del Baldo

 

 

RIUSCITE A FARVI CAPIRE?


Per vive felici occorre che gli altri ci amino. Saper comunicare con quelli intorno a noi in modo chiaro, concreto e senza artifici, può aprire molte porte, fino ad annullare ogni incomprensione in famiglia, con colleghi, con amici, e…con la persona amata. In poche parole, se non riuscite a dire esattamente quello che vorreste al vostro Lui o alla vostra Lei,, il rischio di rimanere isolati è molto forte.

Enzo-Ducky

Enzo:               Duc, so che te la cavi bene con gli altri, parli in un certo modo. Insomma ti fai capire molto bene.

Ducky: Avevi qualche dubbio? E’ noto che sei brillante nella parlantina…hai la lingua molto sciolta. A proposito di eloquenza…sai che cosa mi ha detto la nostra Annamaria?

Enzo:               …che le piacerebbe allacciarsi in un tango con te?

Annamaria        Il tango rilassa, riduce il livello di stress e aumentano le capacità cognitive…lo sapevate? Dunque, perchè no? Famose sto tango Enzo!

Ducky: Spiritosi…te lo voglio dire…ha detto che sono un faro…

Enzo:               Un faro!?  Come quello che fanno luce per le navi?

Ducky: Esattamente!

Enzo:               Tu subito t’illudi. Duc, tu  puoi illuminare una pila….al massimo un lampione di un vicolo.

Ducky: Oh, prof  mi fai finire?  Lei ha detto queste precise parole…”qui sei un faro per tutti noi”, voleva dire nell’ambiente Eldy-Chat. Chiaro?!

Annamaria:       Confermo! Alle volte spento pero’….

 

Enzo:               Ma come, è mai possibile che non mi conosci. Scherzo.

Ducky: Però, un tango lo farei…

Annamaria: stiamo già ballando…vedi sopra

Enzo:               …per sentire i suoi “fari” sul mio petto.

Annamaria       Ocio che arriva la famosa padellata in testa!

Ducky: Oh, ma tu di chi stai parlando?

Enzo:               Di Annamaria scombinato!

Annamaria:      Lascialo perdere , mi sta pestando i piedi !

Ducky: Io mi riferivo a OB (Annamaria), anch’io scherzo, sai.  E questa me la chiami “comunicazione”. Chissà cosa pensa, lei.

Annamaria:        Sono troppo impegnata con il tango per pensare.

Enzo:                Caro prof, a Napoli  c’è il detto!  “Quanno ‘o ciuccio nun vo vevere, hai voglia di sgridarlo”, che significa…Quando l’asino non vuole bere è inutile sgridarlo. Fratello, passiamo alle regole della comunicazione con il prossimo.

Ducky: Sono parecchie le regole?

Enzo:               Sono 9. Ognuno di noi ha UN MODO particolare di  comunicare: il tono, le parole, i gesti, le frasi ricorrenti…Un modo che però può anche esprimere disagi e conflitti.

LA FORMA TRADIZIONALE: siete vincolati alle regole della vita sociale: tutto deve soddisfare gli standard del buon gusto. Sapete come gestire una serie di argomenti che sembrano  “neutri” in una discussione che sta diventando scomoda. Non vi sfogate o inceppate.

LA ROUTINE:  vi muovete sul sentiero delle buone maniere, cioè del “politicamente corretto”. Ma con una scintilla che salta fuori di tanto in tanto che vi fa dire anche parole ineleganti, come a voler dimostrare e sottolineare qualcosa.

LA FORMA RAZIONALE: comunicare vi sembra il modo ideale per esercitare l’arte della persuasione. I vostri discorsi sono spesso lunghi, monologhi complessi: volete essere sicuri di aver spiegato bene. Ciò riflette il dominio della ragione: è tutto nella mente. Quello che conta davvero è di andare sempre a fondo nelle questioni.

LA FORMA ANSIOSA:  il vostro stile di comunicare è caratterizzato dal timore di non farvi sufficientemente capire, apprezzare, approvare. E’ un susseguirsi di domande, scuse, correzioni. Un modo di esprimervi che rivela tutta la vostra insicurezza. Spesso dire: Per favore, scusatemi se vi ho disturbato. Quando iniziate a mangiarvi le parole, fermatevi immediatamente.

LA FORMA DEPRESSA:  parlate poco, con voce bassa mista a paura. Non trovate mai un buon argomento di conversazione che vi interessi per più di cinque minuti…a volte vi contenete per non esplodere o scatenate un’aggressività repressa e colpevole.

LA FORMA REPRESSA: ciò che conta per voi è il controllo. Mai  una parola di troppo, mai un gesto sbagliato. Bloccate l’espressività per fermare la carica emotiva che sta in voi. Spesso dite: Mi dispiace se mi sono intromesso troppo.

LA FORMA SOSPETTOSA: parlate spesso servendovi di metafore e proverbi che appartenevano alla vostra famiglia d’origine e fate attenzione a ogni gesto, a qualsiasi sguardo ed espressione, per portare avanti le vostre ragioni, le vostre conclusioni. In questo modo la comunicazione con gli atri viene compromessa dai vostri pregiudizi.

LA FORMA EGOCENTRICA:  tendete a mettervi al centro di ogni tipo di comuniczione. Spesso parlate in prima persona e vi piace raccontare aneddoti e cose che vi sno successe. In questo modo correte il rischio di togliere spazio agli altri: in pratica non avviene un vero dialogo.. Dite molto spesso : Io ritengo che…evitate di dire sempre…io faccio, io dico, io penso, io sono…

 

LA FORMA SPONTANEA MIGLIORE: è un modo di comunicare liberamente, in modo naturale. I vostri pensieri arrivano direttamente al vostro interlocutore, senza filtri di nessun genere. Lo sguardo, i gesti, sono risorse, sono risorse che vi danno fiducia. E’ la strada migliore per una comunicazione efficace.

La vostra frase preferita: “Ti ascolto, mi interessa molto quello che dici.”

Suggerimento: “Continuate così, esprimendovi in piena libertà, ma con sufficiente sensibilità.

LE PAROLE? Forse non avete idea del loro potere!

La parola può essere un’arma letale, come può essere una dolce carezza per  un uomo o per  una donna innamorata. Grazie alla parola date forma ai vostri pensieri, ai vostri progetti, alle vostre credenze. Con essa imparate a nominare le cose che avete attorno e le fate vostre. La parola non solo vi tocca emotivamente, ma arriva anche al vostro fisico.

Un riferimento che  vale ai LUI e alle LEI. Pensate al potere di certe parole che avete pronunciato quando eravate piccoli/e. Vi avranno accusato di essere dei “ribelli”, dei “maschiacci”, perché si aspettavano da voi un diverso comportamento.

 

Ducky: Prof,  questa lezione mi è piaciuta assai, specialmente la forma spontanea, la migliore, come hai asserito tu.

Enzo:               Meno male, ogni tanto rinsavisci.  E mi sorprendi.

Ducky: Fratè, non cominciamo, e’ meglio che la concludiamo in armonia.

ENZO E DUCKY………TANGO!

Annamaria       Tangando!? …Aspettavo di ballare il tango con voi. Pero’ ho capito tutto Prof!!!

 

ENZO (Vincenzo Liberale) & Annamaria

Fonte: Psicologia

“Tu, ti fai capire?