1 SETTEMBRE . INIZIA L’AUTUNNO METEOROLOGICO

1 Settembre, inizia l’autunno meteorologico ed è stato puntualissimo! ( a Milano e in tante altre città)

Se c’è una stagione che amo particolarmente è l’autunno .Specialmente dopo un’estate infuocata, come non mai ,finalmente do il benvenuto al mese di settembre. Anche se porterà pioggia, freddo o un tiepido e timido sole che si confonde col mio stato d’animo mai stabile ma in continuo mutamento. Una perfetta sintonia con la mia anima. Annamaria

Ieri, 1 Settembre 2017, è iniziato l’autunno meteorologico: è convenzione ormai consolidata che il primo Settembre inizi il periodo autunnale, caratterizzato da un generale aumento dell’instabilità atmosferica e da un lento ma inesorabile calo delle temperature.

Rosso, porpora, giallo, mischiati al verde e marrone, anelo ai caldi colori dell’autunno, come una coperta a scaldare i mie sogni, le mie speranze per custodirli per tutto l’inverno. La primavera ne farà buon uno, perchè sboccino d’estate. A l’autunno, sapori che non so scordare, dolci e caldi preludi del prossimo inverno.’ (Stephen Littleword)

L’autunno meteorologico durerà fino all’ultimo giorno del mese di Novembre, quando prenderà il via l’inverno, a partire dal primo Dicembre.

DIFFERENZE TRA AUTUNNO METEOROLOGICO E ASTRONOMICO – Le stagioni meteorologiche vengono fatte coincidere con i mesi interi, a differenza di quanto accade con i mesi astronomici.

L’autunno meteorologico va a mettere fine (almeno a livello di convenzione) ai tre mesi più caldi dell’anno, anche se potranno essere possibili nuove incursioni calde, come accaduto in altri anni.
L’autunno astronomico inizia con l’equinozio d’Autunno  e cade il 22 Settembre.

Fonte Il Meteo.it

Annamaria… a dopo

 

 

IL GUSTO DI NUTRIRSI…IN SARDEGNA

I mesi estivi per antonomasia dedicati alle vacanze sono scivolati via con un vero e proprio “fiume” di sudore, viste le giornate incandescenti. Bisogna rientrare con convinzione nella routine giornaliera, ricaricati dalla pausa dal consueto lavoro. Molti
come me hanno approfittato per dedicare il tempo a se stessi , alle proprie attività preferite, ai viaggi . . . al mare ! Quest’anno ho completato il puzzle dell’Italia . . . mi mancava la Sardegna e ho preso al volo la proposta fatta da amici già organizzati per la “spedizione” nelle incomparabili (ora posso esserne certa) acque sarde.

BAIA SARDINIA RENA BIANCA

Un soggiorno da favola, luoghi splendidi, spiagge e fondali dai colori inimmaginabili anche dai più eccelsi pittori; il costante maestrale ha reso gradevole anche la temperatura certamente non mite.
Ma non voglio raccontarvi di una regione alla quale le mie parole non renderebbero giustizia . . . mi manca il respiro se chiudo gli occhi e mi proietto in certi angoli di quel paradiso naturale.

 

BAIA SARDINIA

Trascuro di soffermarmi oltre, ma devo dire che anche i posti tanto amati dai vip esercitano un certo fascino, trasudando lusso e classe.
Voglio invece spendere più di una parola per presentarvi alcune golosità della gastronomia tipica che chiaramente (avevate qualche dubbio?) ho avuto modo di apprezzare.

 

Il prodotto di cui abbiamo davvero fatto vere e proprie scorpacciate ad ogni pasto è stato il pane: il carasau, carasatu, carasadu o anche pane ‘e fresa, il tipico pane sardo, originario della Barbagia e diffuso in tutta la Sardegna, conosciuto con il nome italiano di carta musica per la sua caratteristica croccantezza, che ne rende rumorosa la masticazione.

 

Il nome deriva dal verbo cariare o hariare, che indica la modalità caratteristica di lavorazione dell’impasto ; secondo una diversa interpretazione etimologica, essendo in dialetto “sa cara”, la faccia, carasau significherebbe “affacciato” dal momento che la sfoglia viene “affacciata” nel forno per pochi istanti fino al momento in cui, dopo che la stessa si è gonfiata,viene rapidamente tolta dal forno per essere divisa col coltello in due parti. Per la sua facile conservazione era molto pratico per i pastori che restavano a lungo distanti da casa impegnati nella cura delle greggi : opportunamente bagnato al momento del pasto, il pane riacquistava la freschezza del pane di giornata.
Anche ai nostri giorni in Palestina viene preparato un pane perfettamente uguale al pane carasau ; dal momento che la barbagia è stata in passato terra soggetta alle scorribande dei saraceni, tanto che il paese di Dorgali o “Turcali” (ovvero paese dei Turchi) è stata popolato da popolazioni berbere che hanno importato la lavorazione della filigrana con disegni ancora oggi del tutto simili se non uguali a quelli che si trovano nelle coste nord-africane : a Dorgali si producono gioielli in filigrana per tutti i costumi di tutti i paesi dell’isola.

 

La preparazione tradizionale domestica di questo pane assume un valore di socializzazione : sino a qualche decade fa era un vero e proprio rito familiare e di vicinato che coinvolgeva almeno tre donne, amiche o parenti che ricevevano in cambio olio e ricotta o che semplicemente si ricambiavano l’aiuto.
Gli ingredienti base sono lievito, sale, acqua e farina di grano duro; le famiglie meno abbienti utilizzavano farina d’orzo o cruschello, di colore scuro.
Le varie fasi della panificazione viene chiamata sa hotta o sa cotta, il nome in lingua sarda con il quale viene indicato l’intero ciclo di preparazione e cottura del pane. Ecco le varie fasi:
S’inthurta : è la prima e avviene prima del sorgere del sole. Il lievito già precedentemente sciolto in acqua tiepida viene mescolato alla farina passata al setaccio (sedattu) e impastata dentro una madia di legno (iscivu, lacu, lachedda) oppure dentro una conca di terracotta (tianu, impastera). La preparazione dell’impasto, la sua lavorazione e la cottura del pane, presentano delle varianti che determinano sfumature di sapore, di leggerezza e dimensione della sfoglia, che seguono antiche tradizioni familiari o paesane.
Cariare o hariare : durante questa seconda fase l’impasto viene lavorato energicamente sul tavolo (sa mesa pro su pane, sa mesitta), anche in ginocchio sulla madia stessa. La pasta fresca viene schiacciata, allargata con la pressione dei pugni e riavvolta su stessa, con l’aggiunta di acqua viene manipolata con forza (ammoddihare) fino ad ottenere un impasto liscio. Da questa fase dipende molto la riuscita del pane e la sua durata : più la pasta è ben lavorata, più il risultato sarà apprezzabile. Questa fase è molto faticosa e spesso le donne sono aiutate dagli uomini.
Pesare : (alzare) è la fase della lievitazione. La pasta ben lavorata viene lasciata riposare in speciali contenitori come conche di terracotta o, come in Barbagia, dentro il malune di sughero, ben ricoperta con teli di lana.
Orire, sestare : una volta avviata la lievitazione, si divide l’impasto in tocchi regolari (sestare, orire) che vengono arrotondati, infarinati e riposti in particolari canestri (sas horves, canistreddas) avvolti tra le pieghe di teli di lana o di lino per farli riposare (pasare) ancora in modo da continuare la lievitazione.

 

– lievitazione nei teli Illadare-

la pasta lievitata si lavora con dei piccoli mattarelli in legno (canneddos, cannones) e mediante i polpastrelli delle mani, appiattendola e allargandola a formare dei dischi (sas tundas) dal diametro variabile. Ottenuto il diametro e lo spessore desiderato, si depositano sulle pieghe di speciali panni di lana chiamati pannos de ispica otiazas, lunghi anche dieci metri e larghi 50 cm. Conservati arrotolati, nel momento del loro utilizzo si srotolano progressivamente prima verso destra per un tratto di 50 cm e, una volta depositata la sfoglia sferica (sa tunda), verso sinistra, a coprirla completamente, permettendo in questo modo di depositarne un’altra sulla parte superiore della piega, e così via in un susseguirsi di piegature fino al completo srotolamento. Vengono poi messi da parte e coperti con delle coperte.
Kokere : eccoci alla cottura. Per il forno si utilizza legno di quercia o di olivastro, sistemato nel centro del forno, che raggiunge una temperatura stabile di 450-500°. La cottura dei pani avviene dopo che le braci sono state spinte da una parte tramite una particolare paletta in ferro (palitta ‘e furru) e la pavimentazione del forno spazzata con una scopa speciale (iscovulos, ishopiles). Durante la prima cottura il forte calore rigonfia la sfoglia in poco tempo formando una palla, l’aria al suo interno inizia ad espandersi, determinando la separazione dei due strati. A seconda delle tradizioni locali la si rivolta o meno, e vi si appoggia delicatamente la pala in legno per uniformare più possibile il rigonfiamento spingendo il vapore verso quelle parti non ancora staccate.

 

– Preparazione tradizionale-

Fresare o calpire : una volta sfornato il disco di pasta, le due facce ormai distaccate vengono separate (carpire, calpire o fresare) con il coltello, velocemente, possibilmente prima che l’aria defluisca da qualche fessura o che si riduca troppo di volume e la sfoglia si afflosci per il raffreddamento. Questa operazione richiede maestria : i dischi (sos duos pizos) hanno una faccia liscia ed una ruvida e viene chiamato pane lentu, pane modde o pane cruhu ; è abbastanza elastico tanto da poter essere piegato o arrotolato a piacimento e può essere consumato anche subito ma non si presta ad una lunga conservazione.
Carasare : sos pizos , uno per uno vengono rimessi dentro il forno per la cottura finale (sa carasadura) che ha una durata diversa in base ai gusti familiari. Man mano che le sfoglie escono dal forno, vengono impilate (piras de pane) in grossi cesti di asfodelo (isportas), spesso alte fino ad un metro, avvolte in speciali panni con un peso sulla sommità, in modo da pressare un po’ le sfoglie.
Il pane carasau è consumato in molti modi : noi lo abbiamo gustato secco, cioè al naturale (a trocheddu) accompagnando una gran varietà di cibi.

 

Uno dei modi più diffusi di consumo prevede una rapida immersione in acqua (pane infustu), per cui la sottile sfoglia riacquista l’umidità e la morbidezza necessaria per essere avvolta intorno a salumi affettati e formaggi o altro companatico.

 

Il pane carasau

assorbe i liquidi con cui entra in contatto, per cui viene usato sotto le pietanze succose, ad esempio carni rosse cotte al sangue, o comunque quei cibi che rilasciano oli o grassi (dalla carne di maiale, alla verdura). Per bagnarlo si deve far scorrere dell’acqua dalla parte interna e ruvida della sfoglia , facendola sgocciolare rapidamente : se il pane risulta troppo bagnato viene considerato da un vero barbaricino come la pasta scotta per un napoletano !
Nulla va perso : le grosse briciole che residuano invariabilmente alla spezzatura delle sfoglie vengono consumate nel caffelatte . . .
Una variante del pane carasau è il pane guttiàu : una sfoglia viene bagnata con poche gocce d’olio e salate, abbrustolite lievemente in forno o sulla griglia.

Una più complessa preparazione tipica è quella Su pane vrattau o frattau , che ha l’aspetto simile ad una lasagna al forno.

La carta musica viene immersa per un tempo brevissimo in acqua salata bollente, poi viene disposta nel piatto alternandola a strati di sugo di pomodoro e pecorino grattugiato , con l’eventuale aggiunta di un uovo in camicia cotto nella stessa acqua.

Rimando ad un prossimo incontro la

presentazione

di altre leccornie sarde; per ora . . .

Buon Gusto a tutti … da Maria !

I  “GIOIELLI DI FAMIGLIA”

 

Che c’è di più prezioso?

 

 

Enzo e Ducky

Enzo:             Ducky , ti piacerebbe essere ricco?

Ducky:           Che domanda! Certo!

Enzo:             Ma tu non immagini perché ti faccio una domanda simile.

Ducky            No, non voglio immaginare. Anzi, vieni al sodo.

Enzo:            Negli scavi di Pompei esiste un famoso quadro che rappresenta una bilancia con due piatti.  In un piatto vi è un groviglio di oggetti preziosi d’oro; nell’altro piatto e’ raffigurato…l’organo virile…

Ducky:           …il pene?!

Enzo:             Esattamente,  con una particolarità!

 

Ducky:           Sarebbe?

Enzo:             …che il piatto che regge l’organo virile “va più giù”…cioè VALE DI PIU’ del valore degli oggetti preziosi. Capito mi hai?

Ducky:           Capito ti ho, caro fratello docente.  E siccome amo la cultura, gradirei saperne di più.

Enzo:             Sai bene che anche io sono appassionato di cultura, ne disquisiremo in modo serio  come abbiamo fatto sempre.

Ducky:           L’esame merita tutto il rispetto.  Comincia pure!

Enzo:             Comincio con una domanda. C’è qualcosa di più prezioso dei propri testicoli per un uomo?  Probabilmente no:  non a caso sono spesso definiti “gioielli di famiglia”.

Ducky.           Definizione onorevole e pregevole.  Enzo, sii preciso, e anche esaustivo, mi raccomando, il pezzo richiede il meglio delle tue possibilità.

Enzo:             Nessun problema, sai bene che do’ sempre il meglio. Orbene, le due ghiandole citate misurano  circa 4-5 centimetri per 2,5 e sono collocate nella borsa scrotale sotto il pene. Duc, devo proprio dire tutto?

Ducky:           Be’, hai dichiarato che vuoi essere esaustivo…quindi!

Enzo:             Nella vita fetale, si formano nell’addome e scendono solo negli ultimi mesi di gravidanza. In alcuni neonati, uno o entrambi possono non scendere alla nascita, ma settimane o mesi dopo. Quando ciò non avviene occorre intervenire chirurgicamente.

I testicoli producono spermatozoi e testosterone, il più importante ormone maschile, responsabile dei caratteri sessuali secondari (peli, barba, forza muscolare, voce profonda, aggressività. La produzione di spermatozoi inizia invece con la pubertà e continua sostanzialmente invariata tutta la vita. Duc, sii serio e non fare battute: ora devi sapere dell’ossessione delle dimensioni.

Ducky:           Orco can,  dimmi dimmi.

Enzo:             Dopo la dimensione del pene, la seconda ossessione  dei maschietti è la grandezza dei testicoli. Giammusso rassicura :Non c’è da temere circa la loro diversa dimensione da uomo a uomo; non c’è nessuna relazione tra la grandezza dei testicoli e la virilità.

Ducky:           Com’è che …uno su e l’altro giù?

Enzo:             Te lo spiego. Niente da preoccuparsi nemmeno se tra i due testicoli c’è una leggera differenza di dimensioni o di posizione;  nei due terzi dei maschietti il sinistro è più grande, e se ci fai caso anche nelle statue il sinistro è scolpito più grande.

Ducky:           E’ vero…ma ora in politica è diverso:  il partito di sinistra è sceso eccome…

Enzo:             Duc, non farmi ridere!  Un’ipotesi è che i Greci lo ritenessero destinato a partorire figlie femmine. Ovviamente non è così…l’altezza diversa e’ dovuta al fatto che i funicoli che tengono in sospensione i testicoli non sono mai identici tra loro.:  secondo Giammusso. In ogni caso questa differenza è relativa perché per esempio col freddo, in momenti di ansia o dopo uno sforzo fisico, i testicoli risalgono verso l’addome:  è il cosiddetto riflesso cremasterico.

Ducky:           Cioè funzionano come uno yo-yo…salgono e scendono….un po’ come le campane…din don

Enzo:             Vabbè…ridiamo insieme!  Torna serio. Lo sai, Duc, che la fertilità è diminuita  a causa di vari fattori: ad esempio l’inquinamento da ftalati contenuti nelle plastiche, come quelle delle bottiglie di acqua mal conservate,, l’obesità, stress e patologie particolari, la temperatura…

Ducky:           …la temperatura? Che c’entra?

Enzo:             C’entra eccome. Qualsiasi abitudine che provochi un surriscaldamento dei  venerandi testicoli, come l’uso prolungato di pantaloni stretti o del motorino con la sella bollente, va evitata perché la formazione degli spermatozoi ne risente.

Ducky:           Prediligono il fresco, però direi che sono troppo delicati. Non trovi, prof?

Enzo:             E’ vero. Come se non bastasse, possono “guastarsi” anche per cause patologiche. Malattie insomma che possono produrre atrofie e sterilità, cisti.  Queste cisti: formazioni che si evidenziano fuori dal testicolo tanto da essere soprannominati  “terzo testicolo”.  Si sa ad esempio che Bartolomeo Colleoni, condottiero del XV secolo, ne aveva una e perciò tre testicoli erano rappresentati sul suo stemma. Secondo alcuni questa ciste si sarebbe formata a cause delle lunghe cavalcate; problema questo che affligge anche i ciclisti.

Ducky:           Prof, da oggi in poi preferisco camminare.

Enzo:             Discorso diverso per il tumore del testicolo e quindi è importante che i maschi imparino a fare l’autoesame in cerca di eventuali anomali. Le cause, comunque, più frequenti sono di tipo neurologico e posturale, dovute cioè a compressioni nervose alla colonna vertebrale che producono un dolore irradiato verso l’inguine. Duc, un caso di dolore molto noto agli uomini è invece legato all’eccitazione sessuale:  quando questa è prolungata e non è seguita da eiaculazione, si verifica una congestione dolorosa dei canali spermatici. 

 

Ducky:           E per farla passare, che si fa?

Enzo:             Dare sfogo…ai propri istinti e accontentare LUI che sta sopra ai testicoli.

Ducky:           Parole sante, prof. Anche LUI ha i suoi meriti e le sue reazioni specialmente se viene toccato. Giusto?

Enzo:             A proposito di toccamenti sai che non c’è ora della giornata in cui ogni uomo, non visto, non allunga le mani per  toccarsi. Secondo i sessuologi nelle civiltà antiche i testicoli erano considerati  sacri: perché assicuravano la discendenza.

 

Ducky:           Niente di meno? Scherzo, lo so.

Enzo:             Ma non sai sui giuramenti. Non a caso i giuramenti solenni si facevano ponendo le mani su di loro.

 

Ducky:           Mai fatto un giuramento così, g i u r o!

 

Enzo:             Questa usanza si trova anche nella Bibbia: nella Genesi Abramo chiede al suo servo di giurare  “ponendo una mano sotto la sua coscia”. Così come nei nomignoli popolari: oltre a gioielli di famiglia si dice “zebedei”, che deriva dall’ebraico e significa “dono di Dio”. Duc, muto, non fare battute.

Ducky:           Non faccio battute ma non mi puoi proibire di…sorridere.

Enzo:             E veniamo ai “comandamenti”  specifici e utili. Il tumore al testicolo, che colpisce soprattutto i giovani tra i 20 e i 40 anni, ha oggi u’ottima percentuale di sopravvivenza. Premesso questo passiamo ai 3 “comandamenti”:

1- Effettuare la palpazione dopo una doccia o un bagno caldo;

2- Far scorrere delicatamente ciascun testicolo tra pollice e indice dall’alto verso il basso: notare qualsiasi anomalia o stranezza;

3- Eseguire l’autopalpazione una volta al mese, dai 15 anni in poi.

5 REGOLE D’ORO PER UNA BUONA MANUTENZIONE.

Ducky:           Io li chiamerei “tagliandi”.

Enzo:             Chiamali come cavolo ti pare. Eccoli:

1-        Manteniamo un buon peso forma. Il sovrappeso nuoce ai testicoli;

2-        Eliminare fumo e droghe:

3-        No a sostanze anabolizzanti e iperproteiche usate ad esemio in palestra;

4-        Massima protezione negli ambienti di lavoro;

5-        Evitiamo eccessi di calore: no a bici e motorini lasciati al sole; il sellino caldo è pericolosissimo perché l’aumento della temperatura danneggia il funzionamento dei “gioielli di famiglia”.

Ducky:           Non avedi detto che sono molto sensibili al dolore?

Enzo:             Certo!  e vanno “trattati” con molta delicatezza, accortezza e modi che si consiglia soprattutto  al “gentil sesso”.

Ducky:           Quanto a questo aspetto, io non ho mai avuto problemi.

Enzo:             Io nemmeno…anzi!

Ducky:           Vuoi concludere, Enzo?

Enzo:             Ultima riflessione:  non dimenticate che il LUI che sta sopra dipende dalla salute di QUEI DUE che stanno sotto.

Vincenzo Liberale

Fonte: Airone

 

INTERVISTA A 360 GRADI…


50 domande ,con facoltà di rispondere o meno, proposte da Enzo. Inizio io O.B. ( Occhi Belli, come mi chiama l’amico Enzo) alias Annamaria. In seguito le altre amiche del blog Annamaria2 e Maria.

01- Il primo amore, te lo ricordi?

Si, avevo 12 anni… ricordo che quando passava davanti alla mia casa se mi trovavo in giardino , scappavo dentro e me lo guardavo attraverso le persiane socchiuse. (Anche se frequentavo la sua casa, essendo  molto amica delle sue sorelle.)  Era bello come il sole e il mio cuore batteva a manetta. Questo “rito” è durato un bel po’. Fino a quando crescendo ,qualche annetto dopo, lui “accorgendosi” di me, mi chiede di uscire insieme per un gelato…ci siamo baciati e …subito dopo ho smesso di “amarlo”.


02- Il primo bacio: rivelazione o delusione?

Delusione… 


03- In amore vale la pena di insistere?

Se mi sento amata, si, vale la pena.


04- L’innamoramento è una droga leggera o una grossa ubriacatura?

Una droga leggera.


05- Strategie di conquista: qual è la tua?

Enzo, mai usato strategie, è una cosa che non mi riesce e non mi attira… ho letto tutti i tuoi articoli… ma niente da fare. Poi, per me,  non e’ questione di strategie è che all’inizio in amore “ci si annusa”…


06- Ci sono categorie di donne che non ti piacciono?

L’apatica che non ha un minimo di personalità e l’egocentrica.


07- Cosa è importante per sedurre: la ricchezza, la bellezza, il cervello o che?

Dipende cosa cerca l’uomo o la donna…


08- Il senso più importante in amore

L’amore…


09- Credi l’amore a prima vista?

Attrazione ci puo’ stare sia fisica che cerebrale, definirlo amore è azzardato, forse.


10- Un serial lover lo eviti o ne sei affascinato?

Sarebbe?… lo sciupafemmine?


11- Sei innamorata o vorresti esserlo di qualcuno?

No comment


12- Da che cosa capisci che è amore doc?

Se sento la sua mancanza.


13- Un tuo grande amore condensato in:  luogo, un cibo, una musica un profumo?

——

14- Ragazzine che si vendono: vittime degli adulti? della famiglia o di chi?

Della società e della famiglia. I figli adolescenti crescono soli e la loro energia corporea è come bloccata, perché nessuno ha insegnato loro a lasciarsi andare ai sentimenti e alle emozioni. I genitori devono avere il coraggio e l’impegno di aprire la porta della camera dei figli, sedersi accanto a loro e ristabilire un dialogo e un contatto.  


15- Voi donne, tostissime, avete bisogno di tenerezza, ma sbagliate in amore. E’ così?

Non sempre, ma capita.


16- La tua voglia di amare da 1  a  10.

10+++++++++



17- Ti capita di sentirti “piccola”?

Di statura? Si, mi è capitato una volta…


18- La tua principale virtù.

Non vado mai fuori dalle regole…quasi mai. E non mi piango addosso.


19- Il tuo principale difetto.

Odio l’ipocrisia. E pare che di questi tempi sia un difetto.


20- In quale ruolo ti senti più a tuo agio?

Un po’ tutti i ruoli , nessuno in particolare…forse la blogghista? Bwuahahahah…alla prossima Mister!….facciamo pausa con granita al caffè

Riprendiamo?

 

21- Qual è il pregio che apprezzi di più in un uomo?


La sincerità, senza quella non si va da nessuna parte. 


22- E il difetto maggiore?


La musoneria.


23- E’ più importante l’amabilità, la femminilità l’amorevolezza?

L’amabilità


24- Se Babbo Natale bussa alla tua porta e ti chiede: “Quale regalo vorresti  per  l’anno prossimo? Tu cosa gli chiederesti?


-…Un Babbo Natale …bissss (dove lo trovi un uomo cosi buono e generoso come Babbo Natale?)


25- Faresti una follia per il tuo  (presunto) uomo?

-Ohhh yesss


26- Un film “love story” ti dà tenerezza e/o lacrime?


-Lacrime


27- Perché tante unioni naufragano?


-Perchè manca il dialogo e la voglia di capirsi. Questo è uno dei tanti motivi, ma il principale.


28- Si può vivere da solì?


-Si puo’, ma e’ sempre meglio vivere in coppia…


29- L’arte della manutenzione del matrimonio è tutta da imparare:  concordi con questa affermazione?


-Si e no, quando al partner domandi cosa c’è in me che non ti va bene?  E ti senti rispondere : vorrei che tu la pensassi come me… A questo punto, da parte mia,  non c’è nulla che stimoli  “l’arte della manutenzione”. 


30- Hai mai sedotto o ti sei fatta sedurre?


-Chi è capace a farsi sedurre riuscirà a sedurre…sembra un gioco di parole, come è un gioco (piacevole) la seduzione.


31- Amare veramente vuol dire “Mi sacrifico per il tuo bene!” Sei d’accordo?


-No. Se lo fai per amore non è sacrificio.Anche se a volte ,per amore, si fanno delle rinunce.


32- La regola aurea per un matrimonio felice non esiste. Qual è il tuo pensiero?


Non esiste una regola ! L’amore va coltivato, da parte di tutti e due i partner .


33- C’è chi sta bene a movimentarsi la vita, chi invece preferisce la routine. Il segreto è dirsi le cose, parlarsi, conoscere le diversità dell’altro e trovare un punto di incontro. La buona riuscita di un matrimonio può sintetizzarsi in queste parole: comunicare, negoziare…senza  impedire la libertà di pensiero al partner. Dire sempre il proprio pensiero e comprendere l’altro per trovare un punto di contatto.  Concordi con queste affermazioni in tutto o in parte?


Certo, son d’accordo. Sono tutte belle intenzioni e promesse che devono mantenersi sempre nel tempo.Una cosa molto importante e’ anche sapere  ridere insieme. 


34- Credi in un Aldilà?


-Domanda difficile … non lo so, ma è consolante pensare che ci sia qualcos’altro…oltre.


35- Qual è il senso della vita?


-Nasci, cresci, fai amicizia, ami, ti riproduci e muori…ma pochi ci pensano, altrimenti ci sarebbero meno conflitti.


36- Credi di dover imparare ancora tanto dalla vita?


-Quando penso di avere imparato ,mi spunta qualcosa di nuovo…dunque credo che ci sia sempre da imparare. Si dice che ci vorrebbero due vite, una per imparare …e l’altra per “viverla”! 


37- Ci sono dei momenti in cui “ti piaci molto”?


-Molto no. Tanticchia si, mi è capitato.


38- Un viaggio ideale con il tuo (presunto) uomo?


-Non ho una meta precisa. Con il mio uomo (presunto) starei bene ovunque. Non esiste un viaggio ideale per me. L’importante è scegliere insieme. Pero’ ,a pensarci bene, in questo periodo mi piacerebbe andare in Lapponia.


39- Ti piace sedurre o essere sedotta?


—————


40- A chi dai la colpa  “politica” della attuale crisi: Sinistra, Destra oppure…?


-…Oppure potrebbe essere  anche colpa nostra…viviamo in una società dedita ai consumi piegata all’ultima moda e tendenza, soprattutto tecnologica…e poi…esiste ancora destra e sinistra?…mahhh 



41- Lo so che mi ama, ma non riesco a fare a meno di lui.  Diresti una frase del genere?.


——————–manca il “non”?


42- Dimmi come la pensi sulla seguente affermazione.  “Traditori, caratteriali, bastardi, dipendenti. Dovrebbe essere la lista degli uomini da evitare accuratamente, ma molte donne, invece, incappano sempre in personaggi di questo genere.”  Dì la tua a riguardo.


-Riconoscerli non è facile, specialmente se scatta il sentimento chiamato amore. 


43- Ho accudito un compagno da anni. Ed ora?


-Non ho mai “accudito”.


44- L’innamoramento non ha età. E’ vero o impossibile?


-E’ vero.


45- Il tuo (presunto) uomo è perfetto, ma non riesce a far l’amore. Tu  come ti comporteresti?


-Non assumerei nessun comportamento specifico. Le cause potrebbero essere molteplici e andrebbero valutate, senza forzature.


46- Da 1 a 10 che punteggio daresti alla sessualità  nella coppia.?


-Ohhhh Enzo che domande….!!! 10 ! Ma non basta per tenere vivo un rapporto nel tempo.


47- Incontrando all’improvviso l’uomo ideale, cosa faresti come prima mossa?


-Sarei impacciata. E, come prima mossa ,cercherei di non dimostrarlo.



48- E’ il tuo compleanno:.  Cosa preferiresti come regalo?

– un raffinato completo intimo in seta e pizzo

– un buono per  un abbonamento in palestra

– una banconota da 500 euro


Bhè , sicuramente 500 euro , mi comprerei l’intimo, non necessariamente in pizzo,  magari alla bridget Jones. Un abbonamento per la palestra e nel caso mi rimanga qualcosa…due gocce di chanel n. 5….


49- Il difetto che meno sopporti in un uomo.


La falsità…già fatta sta domanda, mi pare.


50- Per concludere:. Alla domanda: “Quando ci incontreremo?” che ti venisse rivolta da una persona con cui da molto tempo chatti e che ti intriga parecchio, che cosa risponderesti?”

Prima aspetto che ci sia una richiesta del genere  e … poi ti dico. Intanto comincio a studiare i posti piu’ romantici di Milano. E ,come cantava M. Remigi …sapessi com’è strano darsi appuntamento a Milano…  al Duomo ,sotto la madonnina, o in Galleria…

 

ENZO

Enzo- Annamaria



CONSIGLI UTILI

COME ELIMINARE GLI ODORI DALLA TUA CUCINA

Odore di fritto, di bruciato o di pesce: mai più un problema

Chi ama cucinare lo sa: l’ambiente della cucina finisce sempre per essere impregnato di odore di fritto, di pesce, di arrosto o di altre pietanze. Durante i pasti è piacevole ma dopo bisogna porre rimedio e, oltre a spalancare le finestre, si può usare qualche altro trucco.

Lavanda – La lavanda ha un profumo fresco e gradevole. Per diffondere il suo aroma in casa è sufficiente versare qualche goccia del suo olio essenziale in acqua e poi far bollire il tutto in un pentolino. La lavanda ha anche utili proprietà antibatteriche.

Limone e arancia – Anche l’odore più persistente può scomparire grazie al limone e all’arancia. Il procedimento è semplice: butta in acqua qualche scorza di questi agrumi e porta a bollore. Quindi abbassa il fuoco e lascia andare l’acqua a cottura lenta fino a quando il profumo non si sarà sparso per tutto l’ambiente.

Aceto di mele – Se si devono bollire broccoli e cavolfiori e non si ama il loro forte odore, si può aggiungere un cucchiaio di aceto di mele direttamente alla verdura in cottura. Questo aceto non lascerà sapore e non disturberà la ricetta; ma soprattutto limiterà il diffondersi dell’aroma sprigionato dalle crocifere.

Chiodi di garofano e mandarino – Molte sono le erbe che, bollendo in acqua, sprigionano profumi persistenti, delicati e non fastidiosi. Per un aroma nuovo si può provare ad accoppiare qualche buccia di mandarino e qualche chiodo di garofano e a usare lo stesso procedimento descritto sopra.provare ad accoppiare qualche buccia di mandarino e qualche chiodo di garofano e a usare lo stesso procedimento descritto sopra.

By Detto fra noi – Annamaria… a dopo

ITALIANI BRAVA GENTE

“Mi hanno legata al letto ed hanno cominciato. Ci si sono messi in tre, ma non ci sono riusciti.
Dicevano che era colpa mia, che ero una stupida perchè urlavo e mi dimenavo.
Dovevo star ferma e tutto si risolveva in un attimo.
Poi hanno preso una cosa, me l’hanno infilata dentro e ci sono riusciti…Perdevo sangue, avevo un dolore terribile, ho pregato che avessero pietà, ho chiesto aiuto… mi hanno curata con una doccia di acqua e sale. Altro dolore.Ho pensato che sarei morta. Urlavo, piangevo, ma loro niente.
Era colpa mia, tutta colpa mia se ero ancora vergine. Tre giorni dopo mi hanno messo sulla strada…

Dicono che devo darmi da fare, che sono in debito con loro di 35.000 euro per avermi aiutato ad arrivare qui da voi e che se non restituisco i soldi, mi uccidono.“
Rosalyn ha appena 14 anni, niente altro che quattordici anni. Fa parte dell’esercito di ragazzine nigeriane che, sotto gli occhi di tutti, affolla i marciapiedi d’Italia offrendo sesso a basso costo ad una folla crescente di clienti. “Vogliono solo noi. Le altre, per loro, sono troppo vecchie“, mi racconta Mary, 15 anni.

Lei è per i suoi padroni era a posto. Era stata stuprata più volte in Libia prima di essere infilata su di un barcone direzione Italia. Nessuno ha asciugato le sue lacrime, nessuno ha consolato il suo cuore. Il giorno dopo il suo arrivo, l’hanno sbattuta su di un marciapiede.

Da un anno e forse più, questo nostro paese che grida all’invasione straniera, che bolla di criminali e stupratori l’onda di disperati sbarcati sulle nostre coste, vede e tace.

Da Verona a Castelvolturno, dalla riviera romagnola alle provinciali siciliane tutti hanno visto povere ragazzine in vendita ed hanno quasi sempre taciuto.

Anzi…sono stati complici di questo vero e proprio stupro di massa sui corpi e le anime disperate di queste creature. Sapevano e sanno che sono solo bambine e per questo, solo per questo, le hanno comprate e le hanno usate.

Lo faranno anche oggi. Padri di famiglia.

 

 

Torneranno a casa ed abbracceranno le loro figlie.
Poi al bar o con gli amici urleranno contro gli stranieri sporchi e criminali che insudiciano il nostro paese.

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Abbiamo un buonismo di facciata che nient’altro è che menefreghismo nei confronti di queste situazioni. Che senso ha accoglierli tutti per poi trattarli come animali? 

Annamaria

 

DISABILE

 


Ti ho visto per strada,
eri in difficoltà,
ti ho teso la mano,
tu mi hai dato la tua,
insieme ci siamo avviati
per quella salita irta e pericolosa,
tu non parlavi,
leggevo nei tuoi occhi riconoscenza.
Sai amico non pensare male della gente,
a volte ha paura di impegnarsi ad aiutare
o dire una parola di conforto,
con i tuoi occhi mi fai capire l’indifferenza
che la gente dimostra.
Sorridi, e felice cammini con me,
sai solo io posso capirti,
perchè anche io sono come te.

MIMMA

 

TASSE E SERVIZI

Pagare le tasse è un dovere per tutti i cittadini, è anche un bel modo civile per avere dei servizi.

Come dovremmo sapere tutti le tasse che i cittadini pagano, servono per avere tanti servizi e possibilmente ben funzionanti ed efficienti.

A livello locale, scuole, asili nido, manutenzione delle strade, acquedotti, fognature, centri sociali per anziani, case di riposo e molti altri servizi.

A livello nazionale, esercito militare, forze per la pubblica sicurezza, servizio sanitario nazionale, istruzione e formazione, università, trasporti, infrastrutture sul territorio nazionale, protezione civile, ambiente, salute e tantissimi altri servizi.

Se tutti pagassero il dovuto, si pagherebbe di meno tutti e si avrebbero più risorse per avere servizi migliori.

Cari giornalisti e mezzi d’informazione vi chiedo, fate più informazione, formazione, con più trasparenza e obiettività.

Vi chiedo anche perché non dite che chi evade il fisco, chi porta i soldi all’estero, quelli che fanno il lavoro nero, i corrotti, il mal affare, i mafiosi, perché non dite che tutti questi che fanno cose illegali, godono dei servizi che pagano con le tasse i tanti cittadini onesti.

Perché non dite che questi disonesti se vogliono godere dei servizi pubblici, se li dovrebbero pagare.

Cari giornali e tutti mezzi d’informazione, uscite dal generico e delle discussioni inutili, entrate in merito al dovere delle tasse, che vanno pagate, fate chiarezza trasparente, limpida, servirebbe per far crescere la coscienza e consapevolezza nei cittadini del bene comune, che è un nobile dovere civile e sociale pagare il dovuto.

E ne trarrebbero vantaggio tutti i cittadini, il paese e tutta la società.

Francesco Lena

QUANDO BERE ACQUA?

In questi giorni le temperature sono altissime ovunque. “Lucifero”, preceduto da “caronte” mi stanno davvero facendo odiare l’estate 2017.

Ed è a causa di questo caldo eccessivo che in questo periodo beviamo molto e mangiamo meno, perchè la sensazione di sete aumenta rispetto alla fame.

Pero’ non è cosi per tutti : anziani e bambini la sete la sentono meno e sono molte le persone che durante l’anno non bevono a sufficienza e che quindi, anche in estate, non si preoccupano di bere acqua per idratarsi.

Un errore, perché basta che la colonnina di mercurio salga di pochi gradi (da 24 a 31°C) per far raddoppiare la quantità d’acqua che perdiamo con il sudore e la traspirazione.

Ogni giorno dovremmo bere acqua in abbondanza e in estate ancora di più perché l’acqua è un elemento essenziale per il nostro organismo. Idratarsi è fondamentale per la salute e per il benessere. Ecco qualche consiglio quando bere acqua.

Quando bere acqua?
per esempio ci sono persone che non vogliono bere prima di andare a letto per non essere costretti ad alzarsi la notte per andare in bagno.

Non lo sapevo. Interessante…..

Ho chiesto al cardiologo perche ‘la gente deve fare pipi’ di notte.
La sua risposta è:
Quando siete in piedi o seduti, la forza di gravità trattiene l’acqua nella parte inferiore del vostro corpo.
Ecco perche ‘ le gambe possono gonfiare.
Quando sei a letto, la parte inferiore del tuo corpo sta cercando un equilibrio con i reni.
Quindi i reni eliminano l’acqua insieme con i rifiuti, perche ‘ in quel momento e ‘ piu ‘ facile.
L’ acqua è essenziale per eliminare i rifiuti dal vostro corpo.

Ho chiesto al cardiologo quale momento migliore per bere acqua.
Mi ha risposto: bere acqua in momenti ben definiti aumenta l’efficienza del nostro organismo.
2 bicchieri d’acqua subito dopo la sveglia attiva gli organi interni.
1 bicchiere d’acqua 30 minuti prima di ogni pasto migliora la digestione.
1 bicchiere d’acqua prima di fare il bagno (o doccia) diminuisce la pressione sanguigna.
1 bicchiere d’acqua prima di andare a letto, evita un ictus o un infarto.
Bere acqua prima di andare a letto, evita di avere i crampi alle gambe durante la notte.
I vostri muscoli delle gambe, quando ci sono i crampi, sono soprattutto in cerca di acqua e umidità .

Annamaria &Maria… a dopo

PENSIERO POSITIVO

 

Attraverso queste affermazioni positive io sono in grado di innescare fiducia, forza, passione, determinazione e tantissima energia positiva!

 

Si ride, si piange

I racconti di GIUFA’

Giufà e la berretta rossa.

Giufà non aveva nessuna voglia di lavorare, e preferiva l’arte di Michelaccio: mangiare, bere e andare a spasso. Sua madre si infuriava e continuava a ripetergli:

– Giufà, non è questo il modo! Sei uno sfaccendato! Mangi, bevi e poi quel che succede, succede!… Io non ne posso più: o ti vai a guadagnare il pane, o ti butto fuori di casa!

Allora Giufà se ne andò a comprare dei vestiti nelle botteghe del corso. Prese un capo di abbigliamento da un mercante, uno da un altro, e si rivestì di tutto punto. Acquistò anche una bella berretta rossa.

Giufà, che era senza il becco d’un quattrino, non potendo pagare diceva:

– Fammi credito, uno di questi giorni salderò il conto.

Ripeté questa frase a ogni mercante.

Quando si vide ben vestito disse:

– Ah, finalmente ci siamo. Mia madre non dirà più che sono un poco di buono. Ma ora come farò a pagare i negozianti? Mi fingerò morto e starò a vedere cosa succede!

Si gettò su un letto gridando:

– Muoio! Muoio! Sono morto!

Incrociò le mani e irrigidì i piedi.

– Figli! Figli! Che guaio! si mise a urlare sua madre. – Com’è potuta capitare una disgrazia simile! Figlio mio!

La gente, sentendo gridare, accorse a compatire la povera madre. Non appena si sparse la notizia della morte di Giufà, i mercanti andarono a casa sua e nel vederlo morto dicevano:

– Poverino, mi doveva dare sei tarì per un paio di pantaloni che gli avevo venduto… Glieli regalo!

Tutti andarono a omaggiarlo, e così Giufà saldò i propri debiti. Ma quello che gli aveva venduto la berretta rossa, non riuscendo a capacitarsene, continuò a ripetere:

– Di certo io la berretta non gliela lascio!

Andò a rendere omaggio alle spoglie di Giufà, e vide la berretta nuova fiammante che troneggiava sulla testa. Sapete che fece? La sera, quando i becchini andarono a prendere Giufà per seppellirlo, entrò con loro in chiesa senza che nessuno se ne accorgesse.

Dopo un po’ (era all’incirca mezzanotte) entrarono nella cattedrale dei ladri per spartirsi un sacchetto di denari che avevano rubato.

Giufà rimase immobile sul suo catafalco e il mercante si rintanò, senza fiatare, dietro una porta. I ladri sparpagliarono i denari sul tavolo: erano tutte monete d’oro e d’argento (si sa che l’argento scorreva come l’acqua, a quei tempi). Fecero tanti mucchietti quanti erano loro. Restava però un soldo da dodici tarì, e non si sapeva a chi dovesse andare.

– Ora per porre fine alle discussioni disse uno dei ladri – faremo così: tireremo le monete addosso a questo morto, e colui che centrerà la bocca si prenderà il dodici tarì1

– Bene! Bene!

Erano tutti d’accordo. Erano sul punto di iniziare la contesa quando Giufà vedendoli, si alzò dal cataletto, gridando a gran voce:

– Morti, resuscitate tutti!

I ladri fuggirono a gambe levate, abbandonando i quattrini. Appena restò solo, Giufà si precipitò verso i mucchietti di monete. Il mercante, che fino a quel momento era rimasto rintanato nel suo nascondiglio, corse anche lui ad afferrare i denari sul tavolo. Alla fine i due decisero che se li sarebbero divisi a metà: ma restavano cinque soldi. Al che Giufà disse:

– Questi li prendo io!

Replicò subito l’altro:

– No, spettano a me1

– Sono miei i cinque soldi1

– Vattene, non ti spettano. Questi cinque soldi sono miei!

Giufà afferrò una stanga e mentre stava per darla sulla testa del mercante disse:

– Dammi i cinque soldi! Voglio i cinque soldi!

I ladri, intanto, non volendo rinunciare a tutti quei denari, si aggirarono nei dintorni per vedere cosa facessero i morti. Si accostarono alla porta della chiesa: udendo il diverbio e tutto quel gran baccano per cinque soldi esclamarono:

– Accidenti! Chissà quanti morti sono usciti dai sepolcri! Hanno avuto solo cinque soldi ciascuno, e ancora non bastano!

Detto questo, fuggirono a gambe in spalla! Allora Giufà prese i cinque soldi e il sacchetto di denaro, e se ne tornò a casa.

Annamaria…a dopo