RIFLESSIONE…

Lascia che le cose vadano come devono andare
non rincorrere chi se ne vuole andare,
non è giusto,
chi resta deve restare con convinzione.
Non avere paura di perdere quel che non riesci a trattenere
perché quello che trattieni non è mai tuo veramente
e non devi stare dietro a persone che vogliono andare avanti senza te
e non avere paura che la vita non ti darà quello che vuoi
perché ciò che vuoi non è sempre quello che ti serve
anzi, quasi mai
perché quello che vuoi non è sempre il tuo destino
ma tu non correre dietro a niente
smetti di aspettare la svolta
smetti di dannarti perché non ottieni quello che chiedi
smetti di chiedere
smetti di disperarti
smetti di aspettarti sempre quello che daresti
smetti di vedere solo quello che non va trascurando tutto il buono
smetti di avere paura:
vivi.

Annamaria… a dopo

 

UOMINI VIOLENTI, CAMBIARE SI PUO’

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E dopo una giornata di tam tam dove l’uomo (la bestia crudele) è stato costretto ,almeno per un giorno, a riflettere in occasione della giornata contro la violenza sulle donne concludo con una nota positiva in favore degli uomini.

Voglio fermamente credere che non tutti gli uomini sono delle bestie criminali che usano violenza fisica e psicologica nei confronti delle donne, mogli,compagne,sorelle.

Ci sono uomini che sanno davvero amare e rispettare le donne.
Questo bel post di Fabio Volo ,dedicato alla moglie, è un esempio che non tutti gli uomini sono uguali.

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“volofabioDicono che uno dei regali più belli che un padre possa fare ai propri figli sia quello di amare la loro madre. Questo è il regalo che ho scelto anche se in fondo non ho scelto proprio nulla. Semplicemente mi sembra impossibile non farlo. È tutto così naturale. Thank you @johannamaggy”

( Come spesso ripeto, anche se non ci si ama piu’ deve comunque rimanere il rispetto reciproco! )

 

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Questa invlettere-di-scuse-di-uomini-violentiece è la storia di un uomo pentito e rinato dopo un percorso di rieducazione: “Dovevo cambiare o avrei perso le persone che amo di più”

FIRENZE. “Ricordo ancora quella sera: avevo il coltello in mano e gridavo a mia moglie “ora ti ammazzo”. La bambina era lì che ci guardava. Eravamo in cucina, e il terrore nei suoi occhi e in quelli di suo fratello non posso dimenticarlo. Poi la loro paura, quando venivano a dormire da me, dopo la separazione, perché la mia violenza poteva esplodere in ogni momento, ed erano botte, urla, piatti rotti”.

Alessandro ha 50 anni e non si vergogna di piangere. “Erano così piccoli…”. Seduto in una stanza colorata del “Cam” di Firenze, Centro di ascolto per uomini maltrattanti, mentre stringe tra le mani una lettera della figlia come fosse un oggetto prezioso, Alessandro, alto funzionario in una multinazionale, prova a raccontare cosa c’è nella mente (e nel cuore) di un uomo che terrorizza la moglie, i figli, le persone che più dice di amare. Ma anche il suo lento percorso di rinascita, attraverso gli incontri con gli operatori del “Cam”, il più famoso centro in Italia per il recupero dei maschi violenti.

Alessandro, come ha fatto a capire che aveva bisogno di aiuto?
“Ho sempre pensato di essere nel giusto quando picchiavo e umiliavo tutti. Poi l’anno scorso, quando una sera infuriato ho sbattuto mia figlia contro il portone di casa, ho capito che se non fossi cambiato avrei perso per sempre i miei affetti più cari”.

Ma lei perché si comportava così?
“Rabbioso e iracondo sono stato fin da ragazzo. A casa mia volavano piatti e urla. Sono cresciuto sentendo mio padre gridare a mia madre: “Ora ti mollo un ceffone”. Ma non voglio giustificarmi. Io sono un violento e mio fratello no, eppure abbiamo vissuto le stesse cose. Ho sempre reagito in modo sconsiderato. A 11 anni per una punizione spinsi mia madre contro una poltrona, rompendole una costola. Ma il peggio è arrivato quando mi sono sposato”.

Cosa accadeva?
“Tutto doveva essere fatto come decidevo io. Se mia moglie prendeva un’iniziativa, diventavo brutale. Lanciavo oggetti. Sbattevo i pugni sul tavolo. L’ho presa a schiaffi. La svalutavo in continuazione. Proprio come mio padre aveva fatto con mia madre. In casa tutti avevano paura di me”.

E i suoi figli?
“Il mio rimorso più grande. Nemmeno con loro mi tenevo. Una volta, per strada, strattonai in modo così violento mia figlia di due anni che la gente mi voleva fermare. E a mio figlio, oggi adolescente, ho rotto un oggetto in testa perché non faceva bene i compiti. Per anni non mi hanno parlato. Mia moglie mi ha lasciato quando erano piccoli, ma so che era terrorizzata quando venivano a dormire da me”.

Ma lei non chiedeva perdono, non provava a cambiare?
“Avevo dei rimorsi, ma davo la colpa agli altri. Alla mia ex moglie, ai ragazzi che mi facevano arrabbiare”.

Un padre padrone insomma?
“Forse. Come tanti altri uomini “normali” che ho incontrato qui al centro di ascolto. Convinto, anche in quanto maschio, di avere ragione”.

Ha mai pensato di esser capace di compiere un femminicidio?
“Mi sono fermato in tempo… Purtroppo però ogni volta che ho avuto una nuova relazione ho messo in atto comportamenti violenti. Ho avuto una seconda compagna. Era molto gelosa. Una notte l’ho fatta cadere procurandole una contusione al collo. Naturalmente la storia è finita. Ma io dicevo che era colpa sua…”.

Cosa l’ha spinta a venire al “Cam”? E cioè a curarsi finalmente?
“È stata la mia ex moglie. Mi ha fatto capire che i ragazzi non li avrei più rivisti. Il solo pensiero mi faceva impazzire. Qui però noi non usiamo la parola “curare”. La violenza non è una malattia, è un comportamento. Una scelta. Con i gruppi e i percorsi individuali impariamo a riconoscerla dentro di noi, a controllarla, a modificare le reazioni. Ad esempio smettendo di dare la responsabilità agli altri della nostra aggressività. Ma ci vuole uno sforzo continuo”.

E lei si sente al sicuro?
“Ho sempre paura. Noi ex violenti siamo come gli alcolisti. Sempre a rischio di ricaduta. Io ero un persecutore perché volevo avere ragione a tutti i costi. Oggi ascolto gli altri”.

Lei ha in mano una lettera di sua figlia. Cosa la commuove tanto?
“Piango di gioia e di dolore. Me l’ha scritta dopo l’inizio del mio percorso al “Cam”. Racconta la sofferenza che ho causato a lei e al fratello. Ma dice, anche, che mi vuole bene”.

E suo figlio maschio?
“È chiuso, distante. L’ho picchiato e fatto sentire una nullità. Ma da qualche giorno viene a fare i compiti a casa mia. Una gioia incredibile”.

Se i maschi violenti frequentassero questi centri, si potrebbero evitare alcuni femminicidi?
“Sì, ne sono certo. Ho incontrato diversi uomini, qui dentro, che si sono fermati prima di commettere un omicidio”.

http://www.centrouominimaltrattanti.org/

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Fonte by la Repubblica.it

Annamaria… a dopo

LOVE COACH

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Riflessioni, idee e soluzioni veloci, con dritte “istantanee” sulle relazioni di coppia e sulla tua crescita sentimentale, veri e propri Consigli di Seduzione da mettere immediatamente in pratica per “trasformare” tutte le convinzioni che non funzionano in convinzioni che funzionano, per attrarre l’uomo giusto e stare in una relazione soddisfacente e duratura.

Iniziamo da come smettere di frequentare uomini che non ti meritano.
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Come smettere di frequentare uomini che non ti meritano
Ti è mai capitato di frequentare e uscire con uomini che sai benissimo non essere alla tua altezza e che non meritano la tua attenzione e il tuo tempo?
Se sei single da un po’ di sicuro ti è successo o continua a succederti di essere circondata o corteggiata da uomini che da subito o dopo un po’ si rivelano deludenti, infantili, irresponsabili.
Insomma, uomini che valgono meno di te e di quanto, oggettivamente, ti puoi meritare.

L’origine di questo fenomeno è spesso legata a una bassa opinione che si ha di se stesse, all’ incapacità di darsi il valore che si ha davvero.
Soprattutto chi è single da un po’ di tempo, o è uscita da una storia importante e ne ha sofferto, tende a svalutare se stessa, a mirare basso, a chiedere per sé meno di quanto potrebbe.

Ebbene, ti dò un’informazione in più: uno studio molto articolato condotto dal Professor Gunther J. Hitsch dell’Università di Chicago ha fatto una serie di interessanti scoperte.

Lo studio ha preso in esame il comportamento di uomini e donne che frequentano siti di incontri online (pratica molto comune negli Stati Uniti, dove fare i primi incontri tra partner online è normale come conoscersi a casa di amici) e ha dimostrato che sia uomini sia donne tendono ad approcciare e a uscire con persone che ritengono affini a se stesse per fascino/bellezza, livello culturale, carattere e interessi.

C’è una spinta naturale e spontanea ad avvicinarsi a persone che si considerano del proprio stesso livello.
Questo sia nel mondo virtuale, sia nel mondo reale. E fin qui nulla di strano.

Ma dov’ è l’inganno?

L’inganno è che c’è una bella differenza tra il valore di sé percepito e il valore di sé reale. Moltissime persone, moltissime donne in particolare, percepiscono il proprio valore come molto inferiore al loro valore reale e allora, che fanno?

Si sentono attratte da uomini che valgono molto meno di loro, credendo,
invece, che possano essere i partner giusti. E così rimangono inevitabilmente deluse.

Quali sono le conseguenze di questo atteggiamento?

– Che si perde sempre più fiducia nell’idea di trovare l’uomo giusto

– Che, accumulando delusioni, si tende a svalutare se stesse ancora di più…

Accidenti!
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Se vuoi davvero smettere di frequentare uomini che non meritano,
devi imparare a riallineare la “percezione” che hai del valore di te
con il tuo vero valore (che, anche se tu non ci credi, è più alto di quello che percepisci).

Devi imparare a guardarti con obiettività e a rimanere fedele a te stessa, senza tradirti.
Detto in modo più diretto, devi imparare a “tirartela”, in modo intelligente e con furbizia.

Se non hai la più pallida idea da dove partire, inizia da queste Regole semplici e sicure per aumentare, coltivare e controllare la tua autostima.

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La tua autostima, come tutto ciò che riguarda la tua area emotiva e personale, è nelle tue mani: tu puoi coltivarla, accrescerla, amministrarla. Puoi renderla la base solida sulla quale costruire la tua vita come la vuoi.

Che cosa diminuisce la tua autostima?

Per esempio tradire te stesso (te stessa). Vivere in base a regole non tue, ma di altri. Scendere a continui – inutili e dannosi – compromessi con te stesso (o con te stessa ) e con gli altri, in amore, in famiglia e nel lavoro. Pensare con la testa degli altri e non con la tua. Pretendere di essere quello che non sei e – soprattutto – che non ti senti e non vuoi essere. Fare quello che non vuoi fare. Rinunciare a quello che desideri. …

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Che cosa aumenta la tua autostima?

Fare quello che ti piace e realizzare quello che sei, aumenta la tua autostima… e ti fa stare bene… 😉

Come puoi smettere di tradire te stesso e incominciare , costantemente e consistentemente , a vivere come sei e come vuoi?

Decidendo di darti valore in ogni cosa che fai nella vita di tutti i giorni.

Decidi che cosa vuoi essere e realizzare per te.

Considera quello che fai, anche e soprattutto nelle piccole cose quotidiane. Chiediti lucidamente:

quello che sto facendo mi dà o mi toglie valore di fronte a me stesso (me stessa)? Sto trattando me stesso/a come qualcosa di valore e di cui intendo proteggere il valore?

Con il comportamento che ho in questo momento, verso questa persona (o queste persone), verso queste cose, mi sto dando o mi sto togliendo valore?

Le idee, i pensieri, le convinzioni che ho su di me, mi danno o mi tolgono valore?

La decisione che ho preso o che sto prendendo mi dà o mi toglie valore?

L’atteggiamento e le aspettative che ho e ho avuto finora verso le donne (o gli uomini) mi hanno dato o mi hanno tolto valore di fronte a me stesso (me stessa)?

In bocca al lupo per la tua esplorazione e al prossimo consiglio di seduzione!

ILARIA 

Annamaria… a dopo

SESSO : TRA MITI E LEGGENDE, COSA E’ VERO E COSA E’ FALSO ?



Un gruppo di ricercatori ha deciso di fare un po’ di chiarezza e di svelare quali dimostrazioni scientifiche ci sono , se ci sono , alla base di talune credenze legate al sesso.
Per esempio, le ostriche sono davvero afrodisiache?
 Il sesso fa perdere peso? Con l’età diminuiscono veramente gli spermatozoi?



Vediamo ,in base a questa ricerca ,cosa ci dicono gli esperti.

Cosa è vero e cosa no.
1 – Le misure degli organi genitali sono legate alle misure dei piedi?
VERO e FALSO
La credenza ha alcune radici scientifiche. Un gene chiamato gene Hox svolge un ruolo – non è però ben chiaro quale – nello sviluppo delle dita di mani e piedi e anche nello sviluppo di pene e clitoride. In realtà, non c’è alcuna prova che gli uomini con i piedi grandi hanno organi sessuali più grandi. I risultati sono sempre contrastanti.

2 – Il sesso aiuta a perdere peso?
FALSO
Il sesso è considerato solo un’attività fisica di lieve e moderata intensità perché l’incontro sessuale in media dura circa cinque minuti. Le calorie perse sono piuttosto trascurabili a meno di vere e proprie maratone sotto le lenzuola.

3 – Le ostriche sono afrodisiache?
FALSO
Le ostriche contengono zinco utile ad avere spermatozoi sani, ma per il resto non c’è nessun cibo che porti eccitazione. Il mito è nato semplicemente perché Afrodite, la dea dell’amore, riaffiorava dalle acque su un guscio di ostrica.

4 – È vero che gli uomini pensano sempre al sesso?
VERO e FALSO
Si crede che gli uomini pensino al sesso ogni sette secondi, ma ciò significherebbe più di 6mila volte al giorno e questo è poco credibile… Un ampio studio sull’argomento è stato pubblicato nel 1994 e ha dimostrato che più della metà degli uomini pensavano al sesso ogni giorno o più volte al giorno, contro solo il 19 per cento delle donne. Quindi certamente ci pensano più di noi, ma non sempre.

5 – Il sesso è dannoso per i malati di cuore?
FALSO
La possibilità di avere un attacco di cuore durante il sesso è molto bassa, considerando che lo sforzo fisico di una normale performance sessuale è simile a quello necessario per salire due rampe di scale…

6 – Con l’età diminuiscono gli spermatozoi?
VERO e FALSO
Si pensa che i testicoli, con l’avanzare dell’età, producano meno sperma o sperma lento, in realtà se è vero che i piccoli tubi dove si producono gli spermatozoi iniziano a degenerare e che ci potrebbe essere qualche indebolimento della pelle del sacco scrotale, è altresì provato che la muscolatura liscia che controlla il movimento continua a funzionare per tutta la vita.

By al femminile



Anche per quanto riguarda l´amplesso, le leggende metropolitane si sprecano. Informazioni distorte e vecchi pregiudizi, duri a morire. Ecco alcuni esempi da sfatare in seguito a ricerche scientifiche: 

QUANTE VOLTE LUI -Non è vero che dopo l’amplesso l’uomo è del tutto privo di energie: per “rimetterlo in sesto” basta un sonnellino. E non serve nemmeno il classico uovo sbattuto…

QUANTE VOLTE LEI -Una donna con un solo orgasmo ha qualcosa che non va? No, anzi può provare più piacere di donne con orgasmi multipli.

DIMMI COME LO FAI, TI DIRO’ SE RESTERAI INCINTA Non esistono posizioni che favoriscono la fecondazione. Basta che la penetrazione sia profonda. 

MAI IN GRAVIDANZA Non è vero che una donna incinta deve rinunciare al sesso. Se la gravidanza procede bene, la paura di danneggiare il feto è ingiustificata.

TROPPO SESSO FA MALE Al contrario: ricercatori dell’Università di Bristol (in Gran Bretagna) sostengono che fare sesso almeno tre volte la settimana allunga la vita. Se le ragazze sono poco preparate in fatto di sessualità non va certo meglio con i ragazzi. Vediamo allora i pregiudizi più comuni.

FARE L’AMORE IN PIEDI O IN ACQUA EVITA IL CONCEPIMENTO?- Fare l’amore in acqua può essere una variante al rapporto sessuale classico ma non è certo un metodo valido per evitare gravidanze indesiderate! Va ricordato che gli spermatozoi non si diluiscono né tanto meno muoiono nell´acqua. Così come fare l´amore in piedi non evita un concepimento …

SE SI FA L’AMORE DI GIORNO NON RIMANI INCINTA PERCHE’  GLI SPERMATOZOI ESCONO SOLO DI NOTTE-  A questo punto occorre fare una distinzione. I ragazzi sperimentano le prime eiaculazioni durante le ore notturne e in modo del tutto spontaneo. Si tratta delle naturali polluzioni notturne,  ma tra queste e l´eiaculazione durante il rapporto c´è una grande differenza.


EVITI LE GRAVIDANZE CON UN UOMO CHE SI E’ MASTURBATO MOLTO DA RAGAZZO-  L´idea che un uomo che si è masturbato tanto abbia esaurito la produzione di spermatozoi è una vera bufala. La masturbazione in età adolescenziale non ha alcuna conseguenza sulla capacità sessuale e la fertilità maschile e sulla capacità di procreare.


Annamaria… a dopo

MERITO DI ESSERE AMATA

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La maggior parte dei reati vengono commessi , nei confronti delle donne, perchè l’autore di tali atti dice “tanto non mi fanno nulla, oppure vado dentro qualche mese e poi mi scarcerano. Oppure, ancora, come sono convinta per alcuni casi ancora irrisolti, è facile far passare dalla parte del torto o per pazza la moglie, la compagna ,l ex ragazza , perchè tanto pochi si impicciano negli affari degli altri.
Se invece ognuno sapesse di avere una pronta reazione da parte delle autorità e una punizione che non si fa attendere e una netta perdita anche sul piano sociale, certe cose smetterebbero di accadere o si ridimensionerebbero di molto.

In piu’ da parte di noi donne deve scattare quella molla che ti fa dire, ai primi segnali di violenza fisica e/o verbale: MERITO DI ESSERE AMATA.

Nessuno ha il diritto di maltrattarmi, di farmi del male. Non è banale. . Per molte donne, troppe, l’amor proprio è uno sconosciuto e la violenza è una sorella, cattiva. Finché, ecco, non scatta quella molla, che fa dire: “Bo(h). Non si deve sempre morire per essere ascoltate”.

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Bo(h)è il titolo del libro di Bo Guerreschi pubblicato nel 2005( Armando Editore) . L’autrice è una delle premiate nella quinta edizione del Premio Eudonna – Movimento federativo per l’Europa che ogni anno, attribuisce alle donne della società civile che sono state protagoniste di storie di eroismo, sacrificio, privazione, violenza subita.
Oggi il suo nome è Bo ed ha vissuto tutto questo. Spesso, infatti, eroismo e vittimismo si intrecciano in modo misterioso. Spesso le donne sono vittime eroiche, dall’essere vittime diventano eroine.

Ad un certo punto, tra le coraggiose del quotidiano, troppo spesso al buio dell’anonimato, è stata chiamata lei, ad essere premiata, Bo. Il suo nome di nascita non può usarlo. Il marito le ha rubato l’identità, insieme all’anima. Ha venduto i suoi dati ad una organizzazione internazionale. Soltanto l’anno scorso, ben 1500 persone hanno subito un furto d’identità, in Italia. Sono i numeri forniti dalla Banca d’Italia. Perlopiù professionisti, cittadini di ceto medio-alto. I ladri informatici sono agguerriti ed efficienti. Bo ha cambiato nome. Ha scelto quello con cui è sempre stata chiamata da piccola. E ha conservato il cognome, il nome della famiglia. Non è la sola violenza che ha subito dal marito. L’anima, però, non si può uccidere e torna sempre “a casa”. Così, la sua esperienza di soprusi è diventata una storia di servizio sociale. Ha creato un’associazione, “Bon’t worry” (www.bontworry.org), che offre aiuto, rifugio e assistenza psicologica, medica, legale, alle donne maltrattate, picchiate, violentate, abusate in vario modo. In poco più di un anno, ha già aperto varie sedi: a Roma, Milano, Firenze, Bologna, Napoli. Presto anche all’estero, a Londra e negli Stati Uniti, a Okala, in Florida.

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“Don’t worry” significa “non aver paura”. La paura è il nemico più grande delle donne che subiscono violenza. “Non ti lascia mai, anche a distanza di anni”, dice Bo. “A lungo ho camminato un passo indietro a mia figlia, quando uscivo, per timore che il pericolo arrivasse all’ improvviso, sbattendomi in faccia. Ancora oggi non sono tranquilla se esco da sola”. Paura di cosa, di chi? Lo racconta, in un fiume di parole che temono anch’ esse di stare sole e si abbracciano strette, senza lasciare spazio.

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Si è sposata all’età di 24 anni con un dentista milanese, nel 1989. Presto, dopo quattro anni, sono cominciate le violenze psicologiche e morali, economiche: la prendeva in giro, la umiliava, la insultava. Eppure, Bo era brillante, una donna in carriera. Laureata in Alta Finanza, studiava anche giurisprudenza e frequentava uno studio di avvocati. O forse, proprio per questo, per gelosia, per invidia, per competizione, il marito aggrediva la sua autostima.

“Mi trattava come una mentecatta, anche se in casa ero io che risolvevo tutti i problemi”, commenta. Non solo. La tradiva – con donne e con uomini, scoprirà in seguito –, la calunniava. Perché? “È la domanda che mi sono fatta per anni in modo ossessivo e che molti mi fanno, delle forze dell’ordine, della gente comune. Non c’è un perché. Non si conosce il perché. Si possono fare ipotesi. Per gelosia, per invidia, per frustrazione, o soltanto per cattiveria”, risponde. E aggiunge: “Se reagivo, diventava ancora più violento”. Pensava di meritare quegli insulti, quelle cattiverie, perciò continuava a subirle. Come tante altre donne. Finché non ha capito che nessuno merita la violenza, la cattiveria, e non ha resistito più.

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http://www.bontworry.org/

Nel ’97, Bo ha una lesione cerebrale. Per troppo stress, scrivono i medici nella cartella clinica che lei chiederà soltanto dieci anni dopo. Nel ’99, il marito porta in casa un uomo come ospite fisso, l’anno dopo la caccia insieme alla figlia, dopo averle venduto i dati personali. E cominciano le violenze fisiche, le percosse, anche attraverso terzi. La butta giù dalle scale, si trova due bellimbusti che l’aspettano sotto casa e la picchiano, rompendole quattro denti. In circa 15 anni, ha sporto 335 denunce, l’ultima, a luglio 2014, di circa 30 pagine e oltre 300 documenti allegati. Eppure, nessun giudice finora l’ha ascoltata e in Procura non si trovano i suoi esposti.

La sua salvezza è stato il libro-autobiografico che ha scritto nel 2005 e l’avvocato Livia D’Amico, piccola di statura ma fortissima in diritto e determinazione. Il 5 gennaio 2015 nasce la sua associazione, “Bon’t worry”, prima come no-Profit, poi come Onlus. “Se non aiuto io le donne vittime di abusi e soprusi, chi può farlo?, mi sono detta”, spiega Bo. L’associazione ha premiato la Polizia di Stato e i Carabinieri e la Guardia di Finanza.

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Le forze dell’ordine sono gli angeli del bene, in aiuto delle donne sottoposte a soprusi. Il problema, però, sono le procedure. “Il Codice Rocco era più efficiente per assicurare la giustizia, soprattutto preventiva. Oggi, con il Codice Pisapia, occorre l’autorizzazione del magistrato per intervenire, e spesso arriva tardi o non arriva affatto”, afferma Bo. Il suo giudizio sulla legge sul “femminicidio” o sullo stalking è negativo. Uno schiaffo a chi se ne sia fatto un vanto. “Non servivano nuove leggi, andavano benissimo quelle vecchie, sulla persecuzione, la violenza privata, l’omicidio, di uomini e donne. Sono le nuove procedure che non funzionano”.

L’amore non lascia lividi. Molte donne lo comprendono tardi, alcune in età avanzata, “quando non ce la fanno più”, come ha detto la sociologa Francesca De Masi a In Terris. Secondo i dati Istat, una donna su tre, in Italia, subisce violenza. Le situazioni più a rischio, dice Bo, sono quelle in cui si vivono difficoltà economiche o differenze culturali e di status sociale. “La crisi economica ha portato ad un aumento delle violenze domestiche”. Molte donne hanno paura di essere emarginate, se denunciano, non soltanto delle botte. “Nei ceti più alti, si trovano le maggiori resistenze, per timore di perdere la propria condizione privilegiata e per non rovinare l’immagine pubblica”. Andarsene, denunciare, non significa scappare, ma è coraggio di vivere, di rinascere.

Fonte -Interris.it-

Annamaria… a dopo

LA TUA STORIA E’ AGLI SGOCCIOLI? 6 SEGNALI INCONFUTABILI.

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Eccovi 10 campanelli d’allarme che tra voi e il vostro compagno non va e se succedono almeno 6 di queste 10 “sintomi” è il segnale che siete al capolinea. 

Huffington Post ne ha individuato 10 per capire se la vostra love story è in realtà completamente sbagliata. Io ne ho riscontrate almeno 8… particolarmente il 10 ,praticamente tutti! 🙂

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01-Andate avanti per inerzia .State assieme da una vita e continuate solo per comodità e abitudine. La scelta della persona con cui si vuole condividere il futuro non dovrebbe essere dettata dalla paura di rimanere da soli o dalla voglia di sposarsi a tutti i costi.

02-Il partner invece di sostenerti ti critica. Il vostro lui/lei dovrebbe essere come un migliore amico, un “partner in crime”, colui che fa sempre il tifo per voi. Se invece critica qualsiasi cosa fate anche in pubblico, è un chiaro segnale che la sopportazione sta arrivando al limite.

03-Non avete lo stesso senso dell’umorismo. Il fatto di non ridere mai insieme è un problema. Così come avere a fianco una persona che non sa stare allo scherzo e che prende tutto seriamente. Già la vita è dura così..

04-Siete innamorati dell’idea del vostro partner Non è lui/lei che amate per davvero, ma l’idea di questa persona o, peggio ancora, quello che voi proiettate in lui, così come vi piacerebbe che fosse. All’inizio potrebbe non pesarvi il fatto che avete due idee di vita e principi completamente diversi, ma poi con il tempo i nodi vengono al pettine.

05-Non ti trovi bene con la sua famiglia. I suoi genitori non ti vanno a genio e viceversa. Lui difende sempre la sua famiglia, che viene sempre prma di voi. Consideratelo un campanello d’allarme.

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06-Parole ma non fatti. Quando voi non ci siete, dov’è e cosa fa è sempre un mistero. Le sue descrizioni a volte sono discrepanti ed è più il tempo che passate nell’ansia e nella paura che vi possa tradire che quello in cui siete felici. Meditate…

07-Avete obiettivi diversi. La coppia è un lavoro di squadra, si può provare a convivere con ideali di vita e progetti diversi, ma poi la situazione può con molta probabilità diventare inconciliabile.

08-Da quando stai con lui ti senti più insicura. Ti senti sempre giudicata e messa alla prova, e questo invece di rafforzare la tua autostima la sta distruggendo, facendoti diventare fragile e insicura. Al punto che non sai più chi sei. Il partner dovrebbe, invece, tirare fuori la miglior parte di noi stessi

-09 Pensi ad un altro. Se inizi a rimpiangere il fatto di non essere single, a fantasticare come sarebbe la vita con un altro e a guardarti in giro non solo per gioco quando sei con le amiche, la soluzione è riflettere su cosa vi manca all’interno della relazione oppure chiudere.

-10 Ti devi snaturare per essere come lui ti vuole .La persona perfetta non esiste e su questo siamo tutti d’accordo. Ma è sbagliato cambiare la propria essenza e non essere spontanee pur di piacergli.

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Annamaria… a dopo

LEZIONE DI VITA

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Vi invito a leggere questa (triste) storia magari puo’ salvare da una separazione o renderla civile. Una storia dove c’e’ solo da imparare. Nel rispetto degli anni vissuti insieme in un matrimonio, in una convivenza .

In una relazione i dettagli che contano non sono solo la casa, la macchina, i soldi …

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Mentre mia moglie mi serviva la cena ,
le presi la mano e le dissi:”Devo parlarti”.
Lei annui e mangio’ con calma.
La osservai e vidi il dolore nei suoi occhi,
quel dolore che all’improvviso mi bloccava la bocca,
Mi feci coraggio e le dissi:” Voglio il divorzio”.
Lei non sembro’ disgustata dalla mia domanda
e mi chiese soavemente: ” Perché?”.
Quella sera non parlammo più e lei pianse tutta la notte.
Io sapevo che lei voleva capire cosa stesse accadendo al nostro matrimonio,
ma io non potevo risponderle,
aveva perso il mio cuore a causa di un’altra donna, Giovanna.
Io ormai non amavo più mia moglie,
mi faceva solo tanta pena,
mi sentivo in colpa,
ragion per cui sotto-scrissi nell’atto di separazione
che a lei restasse la casa, l’auto e il 30% del nostro negozio.
Lei quando vide l’atto lo strappo a mille pezzi ! ”Come ?! avevamo passato dieci anni della nostra vita insieme ed eravamo ridotti a due perfetti estranei?!”.
A me dispiaceva tanto per tutto questo tempo che aveva sprecato insieme a me, per tutte le sue energie, pero’ non potevo farci nulla, io amavo Giovanna.
All’improvviso mia moglie comincio’ a urlare e a piangere ininterrottamente per sfogare la sua rabbia e la sua delusione, l’idea del divorzio cominciava ad essere realta’.
Il giorno dopo tornai a casa e la incontrai seduta alla scrivania in camera da letto che scriveva, non cenai e mi misi a letto, ero molto stanco dopo una giornata passata con Giovanna.
Durante la notte mi svegliai e vidi mia moglie sempre li’ seduta a scrivere, mi girai e continuai a dormire.
La mattina dopo mia moglie mi presento’ le condizioni affinché accettasse la separazione.
Non voleva la casa, non voleva l’auto tanto meno il negozio, soltanto un mese di preavviso,
quel mese che stava per cominciare l’indomani.
Inoltre voleva che in quel mese vivessimo come se nulla fosse accaduto!
Il suo ragionamento era semplice : ”Nostro figlio in questo mese ha gli esami a scuola e non e’ giusto distrarlo con i nostri problemi”.
Io fui d’accordo pero’ lei mi fece un ulteriore richiesta.” Devi ricordarti del giorno in cui ci sposammo, quando mi prendesti in braccio e mi accompagnasti nella nostra camera da letto per la prima volta, in questo mese pero’ ogni mattina devi prendermi in braccio e devi lasciarmi fuori dalla porta di casa ”.
Pensai che avesse perso il cervello , ma acconsentii per non rovinare le vacanze estive a mio figlio per superare il momento in pace.
Raccontai la cosa a Giovanna che scoppio’ in una fragorosa risata dicendo: ”Non importa che trucchi si sta inventando tua moglie, dille che oramai tu sei mio, se ne faccia una ragione!”.
Io e mia moglie era da tanto che non avevamo più intimità, cosi’ quando la presi in braccio il primo giorno eravamo ambedue imbarazzati, nostro figlio invece camminava dietro di noi applaudendo e dicendo:” Grande papa’, ha preso la mamma in braccio!”.
Le sue parole furono come un coltello nel mio cuore, camminai dieci metri con mia moglie in braccio, lei chiuse gli occhi e mi disse a bassa voce:”Non dirgli nulla del divorzio,per favore…
Acconsentii con un cenno , un po’ irritato, e la lasciai sull’uscio.
Lei usci’ e andò a prendere il bus per andare al lavoro.
Il secondo giorno eravamo tutti e due più rilassati, lei si appoggiò al mio petto e potetti sentire il suo profumo sul mio maglione.
Mi resi conto che era da tanto tempo che non la guardavo .
Mi resi conto che non era più cosi’ giovane,
qualche ruga, qualche capello bianco.
Si notava il danno che le avevo fatto!
Ma cosa avevo potuto fare da ridurla cosi’?
Il quarto giorno , prendendola in braccio come ogni mattina avvertii che l’intimità stava ritornando tra noi,
questa era la donna che mi aveva donato dieci anni della sua vita, la sua giovinezza, un figlio e nei giorni a seguire ci avvicinammo sempre più’ .
Non dissi nulla a Giovanna per rispetto!.Ogni giorni era più facile prenderla in braccio e il mese passava velocemente.
Pensai che mi stavo abituando ad alzarla, e per questo ogni giorno che passava la sentivo più leggera.
Una mattina lei stava scegliendo come vestirsi, si era provata di tutto, ma nessun indumento le andava bene e lamentandosi disse:”I miei vestiti mi vanno grandi, ”.
Li’ mi resi conto che era dimagrita tanto…ecco perché mi sembrava cosi’ leggera!
Di colpo mi resi conto che era entrata in depressione…
troppo dolore e troppa sofferenza pensai.
Senza accorgermene le toccai i capelli, nostro figlio entro’ all’improvviso nella nostra stanza e disse :” Papa’ e’ arrivato il momento di portare la mamma in braccio( per lui era diventato un momento basilare della sua vita).
Mia moglie lo abbraccio’ forte ed io girai la testa, ma dentro sentivo un brivido che cambio’ il mio modo di vedere il divorzio.
Ormai prenderla in braccio e portarla fuori cominciava ad essere per me come la prima volta che la portai in casa quando ci sposammo,
la abbracciai senza muovermi e sentii quanto era leggera e delicata, mi venne da piangere!
L’ultimo giorno feci la stessa cosa e le dissi:” Non mi ero reso conto di aver perduto l’intimità con te…
Mio figlio doveva andare a scuola e io lo accompagnai con la macchina, mia moglie resto’ a casa.
Mi diressi verso il posto di lavoro, ma a un certo punto passando davanti casa di Giovanna mi fermai, scesi e corsi sulle scale, lei mi apri’ la porta
e io le dissi:”Perdonami..ma non voglio più divorziare da mia moglie…”
Lei mi guardo’ e disse: Ma sei impazzito?
Io le risposi :” No…e’ solo che amo mia moglie…era stato un momento di noia e di routine che ci aveva allontanato ..ma ora ho capito i veri valori della vita , dal giorno in cui l’ho poortata in braccio mi sono reso conto osservandola e guardandola che dovevo farlo per il resto della mia vita!Giovanna pianse mi tiro’ uno schiaffo e entro’ in casa sbattendomi in faccia la porta.
Io scesi le scale velocemente , andai in macchina e mi fermai in un negozio di fiori.
Le comprai un mazzo di rose e la ragazza del negozio mi disse: Cosa scriviamo sul biglietto?
Le dissi:”Ti prenderò in braccio ogni giorno della mia vita finché orte non ci separi”
Arrivai di corsa a casa, feci le scale entrai e di corsa mi precipitai in camera felicissimo e col sorriso sulla bocca.,
ma mia moglie era a terra …morta!
Stava lottando contro il cancro, ed io che invece ero occupato a passare il tempo con Giovanna senza nemmeno accorgermene.
Lei per non farmi pena non me lo aveva detto, sapeva che stava per morire e per questo mi chiese un mese di tempo, si un mese…
affinchè a nostro figlio non rimanesse un cattivo ricordo del nostro matrimonio, affinché nostro figlio non subisse traumi, affinché a nostro figlio rimanesse impresso il ricordo di un padre meraviglioso e innamorato della madre.”
Questi sono i dettagli che contano in una relazione.
Non la casa….non la macchina….non i soldi…queste sono cose effimere che sembrano creare unione e invece dividono. Cerchiamo sempre di mantenere il matrimonio felice, ricordando sempre il primo giorno di questa bella storia d’amore.
A volte non diamo il giusto valore a ciò che abbiamo fino a quando non lo perdiamo.

Annamaria

ABBRACCI VERI E AMICIZIE OSTENTATE

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Entrambi devono essere spontanei e veri

di Enzo

Ducky       Enzo,  fa sempre piacere abbracciare qualcuno.

Enzo         Ah si, vuoi abbracciare me?

Ducky       Sii serio” , Se comincio io , faremo cabaret.

Enzo         Avanti, cosa hai in mente?

Ducky       …di parlare di abbracci: Sembra una sciocchezza, ma credo che non lo è.

Enzo         Ho afferrato il concetto e  vuoi un cosa seria.

Ducky       Quando capisci subito, mi fai risparmiare l’ossigeno.  Dai comincia.

Enzo         E tu, mi raccomando, non esagerare. In alcune città italiane sarà capitato anche a voi , a te e …o marò… OB si è addormentata, Ma come, in soli due minuti  uno si addormenta?

O.B           Uno? …E che sono diventata masculo???

Ducky       Ma come lo vuole trovare un principe azzurro., se appena si siede sul letto e si accascia… non lo troverà nemmeno vestito di grigio.

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Enzo         Falle un caffè forte, Duc.

Cinque minuti dopo il caffè viene “gustato.

OB           Mi avete  fatto un scherzo col  caffè, vero?

Enzo         No, non lo pensare neppure!

Ducky       Tu soffri di “sonnite acuta” e…Enzo, che dici, glielo diciamo?

Enzo         E diglielo!

Ducky       Parli nel sonno e dici “lo voglio lo voglio”. Ma insomma, che cosa vuoi? Di giorno non vuoi nessuno, di notte “lo vuoi”: io non capisco niente.  Gemé, toglimi un curiosità, cos’è  il  subconscio? Forse è una crema  che si usa  per la depilazione delle gambe, perciò si dice sub-conscio cioè sotto-cosce. Ho indovinato?

Enzo         Per niente e non mi va di ridere, meno male che come te ci sei solo tu sul pianeta Terra.  Aprite bene le orecchie e procediamo. Sarà capitato anche a voi di

O.B           ….di avere una musica in testa?

Enzo        OBBI’ ! … di imbattervi, anche in alcune città italiane, a voi che avete viaggiato per lavoro o per diletto, in ragazzi e ragazze che mostrano cartelli con cui invitano i passanti a ricevere “abbracci gratis”: chiunque può andare da loro e “ritirare un gesto d’affetto. Qualcuno si mostra sempre reticente, ma molti accettano questo scambio di intimità con completi sconosciuti e tutti si sentono felici e sorridono. Lo ha detto Juan Mann l’allora, ll’allora ventiduenne che nel 2004 a Sidney, diede il via alla campagna Abbracci gratis,  un’iniziativa che ancora oggi ha molti seguaci in giro per il mondo.

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                AMICIZIA OSTENTATA

                Recentemente però la giornalista del Washington Post Veronica Toney  ha scritto un articolo in cui riflette sulla facilità con cui  oggi tendiamo a entrare in confidenza con le persone, almeno con i gesti.

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OB          E’ vero!

Ducky     E’ cosi!

Enzo       Con troppa facilità abbracciamo le persone ostentando l ‘ amicizia anche quando questa non c’è. Un pochino in più di distanza quando ci salutiamo non farebbe male a nessuno, scrive Toney: “Contrariamente a quello che ci potrebbero far credere le numerose campagne di “abbracci gratis”. Negli Stati Uniti  in particolare l’abbraccio è diventato un saluto per tutte le stagioni. Ma, ora che l’abbraccio sta diventando un modo comune di salutarsi, sta perdendo tutto il suo significato.  Secondo una ricerca di Amy Best, sociologa  della George Mason University (Usa), nell’ultimo decennio le norme sociali sono cambiate e sono scomparsi molti confini:

Ducky     In che senso?

Enzo       La gerarchia sociale è diventata meno importante: al lavoro, il capo non sta più chiuso nel suo ufficio più grande e luminoso, ma ha una sua scrivania in mezzo agli altri dipendenti. Questo spiegherebbe il desiderio di entrare in relazione. Tuttavia, gli psicologi oggi affermano che la socializzazione è sempre più difficile e la vicinanza fisica è  quindi rassicurante perché è un segno di apertura. Il punto è che stavolta questa vicinanza può apparire forzata, poco spontanea. Penso che spesso le persone si sentano obbligate ad abbracciarti anche quando preferirebbero non farlo.

OB        Che dici, Enzo, di abbracci veri?

Enzo         Un abbraccio vero, sentito, fa bene. Secondo diversi studi è benefico per la mente e per il corpo; insomma, fa psicofisicamente bene.  Pensate che l’anno scorso una ricerca condotta da  Sheldon Cohen del del Dietrich  College of Humanities ad Social  Sciences di Pittsburg (Usa) ha dimostrato che chi abbraccia spesso va incontro a minori infezioni e minori stress.

Il motivo?

Il contatto fisico rinvigorisce il sistema immunitario, a patto che si tratti d vere espressioni di affetto; inoltre, gli abbracci stimolano la produzione di ossitocina,l’ormone che rende fiduciosi ed empatici.

Ducky     Una specie di Viagra… la vendono in farmacia?

Enzo         OB, lo senti,  non c’è niente che possa farlo guarire. Non merita nessuna risposta. Anzi, facciamo un’altra cosa: dagli una padellata sul “davanti”.

OB           Eh no,  punito sì, ma non in modo esagerato,

Ducky      Ma siete pazzi, non state mica parlando di “gioielli da polso”, ma di ben altri gioielli e per giunta… miei.

O.B         E vabbè Duchino si sfasciano i gioielli ma ne beneficia il cuore…

 

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 O.B. Torno a dormire ….ronf ronf …prima un abbraccio !

Annamaria & Enzo

ROUGH SEX

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Per la serie “famolo strano” Lady Gaga e il compagno si sono fotografati tutti nudi e ricoperti di pittura, sopra a una tela adagiata sul letto. La cantante ha dichiarato: “Io e Taylor facciamo l’amore su una tela per la pace.”…

50 sfumarure di grigio insegna e per quelle donne che sessualmente non sono aggiornate devono sapere che c’è uno spettro che si aggira tra le coppie ed è lo spettro del rough sex, del sesso duro, forte, rude, brutale, violento. C’è lo spanking, (sculacciata) lo slapping, il choking (in genere, le mani intorno alla gola), il gagging (questo lo cercate su google), i graffi, i morsi, le parole pesanti, le manette, gli strattonamenti e…chi più ne vuole più ne provi Insomma, qualsiasi cosa rientri nello stato d’animo: “lui fa quello forte e lei fa quella debole”. Da non confondere con il bdsm (denominazione sadomaso) vero e proprio, perché qui sono un uomo e una donna che fanno sesso, non un master e una slave (schiava)
Molti lo fanno, ma nessuno ne parla. Ma soprattutto, moltissime donne superati i 30 anni lo vogliono, e lui non sempre lo capisce. Magari i ciucciottini leggendo quest’ articolo potranno saperne di più grazie a Cosmopolitan che ha intervistato tre famose e produttive registe hard : Erika Lust, Dana Vespoli e Joanna Angel.

ERIKA LUST

ERIKA LUST

ERIKA LUST- Svedese, 38 anni, Erika è senza dubbio una delle pioniere del porno femminista: come regista è stata una delle prime a scrivere, dirigere e produrre film hard con un ottica femminile. È una tipa combattiva, sempre molto impegnata a denunciare la misoginia presente nel porno mainstream, ma è anche una che si sa divertire un sacco, e i suoi film parlano da soli. Fondatrice della Lust Films, ha due bambine e vive da anni a Barcellona con il suo compagno Pablo, con il quale lavora.

DANA VESPOLI

DANA VESPOLI

DANA VESPOLI- Americana, 43 anni, separata con tre figli (il suo ex marito è l’attore porno Manuel Ferrara), Dana nel mondo dell’hard è entrata relativamente tardi, a 31 anni. Una fulgida carriera come attrice, soprattutto di gonzo, qualche anno di break e poi è tornata sulle scene come regista, e lavora soprattutto nella scuderia della Evil Angel di John Stagliano. È molto apprezzata. Si dichiara una femminista che, per caso, è anche regista pornografica.

JOANNA ANGEL

JOANNA ANGEL

JOANNA ANGEL-Newyorkese di Brooklyn, Joanna ha 34 anni ed è semplicemente la regina dell’Alt Porn, quel genere della porn industry che ha inglobato le sottoculture musicali ed estetiche legate al punk e al goths. Per dire: prima che lei fondasse la sua fortunatissima casa di produzione BurningAngel, nel porno non c’era spazio per le donne non aderenti al modello della bellona americana bionda. Così come per le ragazze tatuate. Joanna ha creato un nuovo genere. È imprenditrice, sceneggiatrice, attrice e soprattutto regista. Per 6 anni è stata legata all’attore hard James Deen, recentemente accusato di stupro dalla sua ex fidanzata Stoya e da circa una decina di altre attrici porno. Joanna stessa, in un’intervista recente, l’ha definito come un violento.

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IL ROUGH SEX È ANCORA COSÌ POPOLARE NELL’INDUSTRIA DEL PORNO?
Erika Lust
«Sì certo. E sta diventando sempre più forte e violento. Molte delle cose che si vedono nei siti di porno mainstream sono estremamente pericolose e fisicamente molto dolorose per le donne. E non ci vuole un genio a capire che tutto ciò ha a che fare con una misoginia imperante piuttosto che con il desiderio».

Dana Vespoli
«Nel nostro mercato il rough sex ha raggiunto il suo picco qualche anno fa, e poi ancora nel 2011. Non è mai passato di moda nel porno, ma non è più la cosa più importante ora. Come regista, non ho particolari pregiudizi, io voglio solo girare scene in cui gli attori sono coinvolti. Se questo significa che l’attrice desidera essere schiaffeggiata o in qualche modo sopraffatta dalla forza del suo partner, per me va bene. Come donna e come attrice, il rough sex mi piace a seconda dei casi e dei momenti».

Joanna Angel
«Il sesso brutale è sicuramente ancora molto popolare nell’industria del porno, e sta assumendo una piega ancora più psicologica. Come regista io guardo tantissime persone fare sesso, e cerco sempre di seguire le inclinazioni degli attori: se le persone sul set fanno un’esplicita richiesta di un gioco un po’ duro, ed entrambi sono d’accordo, per me va benissimo. Certo, lo riconosco: ultimamente sono sempre più numerose le attrici che me lo chiedono».
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IL SESSO DURO PIACE ALLE DONNE?

Erika Lust
«Sicuramente le donne sono sempre più interessate a esplorarlo, e un film come Cinquanta sfumature di grigio, per quanto totalmente irrealistico e contorto, ha contribuito a rendere più popolari queste dinamiche. Comunque il rough sex può essere grandioso se ti piace e se è fatto tra due persone consenzienti (e ti diverti!). Ma è sbagliato pensare che piaccia a tutte. Ci sono donne che a letto vogliono dominare, oppure invece semplicemente condividere».

Dana Vespoli
«Quando si tratta di donne che guardano il porno, non si può mai utilizzare la categoria “una taglia va bene per tutte”. Ultimamente penso che le donne vogliano sentirsi sicure e ascoltate. Se il loro compagno è in grado di aprire un canale di comunicazione, allora può essere che la donna si senta più incline a esplorare nuovi territori, come il rough sex. Del resto anche sui set dei film porno succede così: prima di girare una scena, tra il regista e gli attori ci sono un sacco di “comunicazioni di servizio”, ognuno stabilisce le sue barriere e le sue preferenze, da “Per favore non tirarmi i capelli” a “Non toccarmi le orecchie”. E in genere poi le scene vanno bene, perché se l’attrice si sente ascoltata e compresa, allora si lascia andare più facilmente».

Joanna Angel
«Sicuramente oggi se ne parla di più, e siamo tutti più pronti a sperimentarlo. Alle donne piace molto, ma spiegare perché è difficile. Come si fa a generalizzare? Ciascuna ha le sue ragioni. Da un punto di vista personale, negli anni scorsi ho sperimentato il rough sex a vari livelli di intensità. Oggi preferisco che ci sia più passione che dolore nella mia vita sessuale».

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CHE BARRIERE BISOGNA SUPERARE PER ESPLORARE IL SESSO BRUTALE?

Dana Vespoli
«Prima di tutto bisogna chiedersi che cosa si vuole esplorare, e se lo si vuole fare davvero. Alcune persone sono “vanilla” sempre e va benissimo così. Altre lo sono per 300 giorni all’anno, salvo poi avere all’improvviso desiderio di provare qualcosa di più hard tipo il sesso anale. Penso che le più grandi barriere siano quelle che ci costruiamo da soli, quindi se una donna ha voglia di provarlo, basta che sia esplicita: “Dammi una sberla, più forte, ok non farlo più, mi hai fatto malissimo”. Lo stesso vale per gli uomini, devono imparare a chiedere: “Posso prenderti con forza? Posso sculacciarti? Ti piace così?”. Potrà sembrare imbarazzante e asettico, ma la chiave del successo del rough sex sta proprio qui, nella comunicazione. Se si riesce a essere chiari fin dall’inizio, ci si mette al riparo da tante ferite, sia emotive che fisiche».

Joanna Angel
«Io sono convinta che gli uomini siano confusi dall’idea di rough sex. Da sempre si sentono dire che alzare le mani su una donna è una cosa brutta, e quando si trovano davanti una che invece lo richiede, sono disorientati. Anche perché se stanno troppo leggeri con la mano, magari lei è insoddisfatta. Se invece ci vanno giù troppo duro, capita che magari la donna si arrabbi. Insomma, quando fai rough sex devi parlare, comunicare, devi proprio cercare di capire chi hai di fronte. E mica tutti sono disponibili a farlo. Può essere estenuante per alcuni uomini. Che alla fine preferiscono farlo normale, senza troppo impegno, e morta lì».

Fonte Cosmopolitan.it

Annamaria… a dopo

 

UN MONDO DI BACI -1 PARTE

MARIA

MARIA

U N – M ♥ N D ♥ – D I- B A C I

BACI……bacini

Si è da poco conclusa a Perugia la manifestazione regina dedicata al cioccolato. Ho avuto il “piacere” di parteciparvi negli scorsi anni, deliziandomi i sensi con le sublimi prelibatezze.

Con il cioccolato ho scoperto che si può fare di tutto, ma la forma che da sempre preferisco è . . . il Bacio ! Scartarlo, affondare delicatamente i denti nel suo impasto, morbido e croccantino . . . mhmhmhmhm che magia !!

E’ impossibile non rievocare quello che ha ispirato questa creazione della pasticceria, uno dei gesti più affettuosi, teneri, delicati, ma anche passionali, erotici, sconvolgenti !! Rubato, sospirato, appassionato. Questo gesto, che si perde nella notte dei tempi, ha un potere magico, perché quando le labbra si incontrano, quando si bacia “il desiderato sorriso” può succedere di tutto.

A qualunque longitudine e latitudine, il bacio è un modo per esprimere affetto e amore. Ed è un gesto molto umano: gli animali che si baciano sono pochi e solo i bonobo (un tipo di scimmie) lo fanno con la lingua.

Ma per capire ancora meglio la funzione del bacio, bisognerebbe fare un passo indietro e chiedersi: perché abbiamo le labbra? Secondo l’etologo Desmond Morris, queste parti del corpo sono un segnale erotico esplicito, perché ricordano molto da vicino la forma dell’organo sessuale femminile. E questo spiega come mai, nel corso del tempo, le donne abbiano avuto cura di mostrarle, sottolineandole con il rossetto, soprattutto durante la fase del corteggiamento.
Il bacio, però, è nato come gesto d’affetto più che come pratica erotica. «Secondo la tesi più diffusa tra gli antropologi, alla sua origine c’è un’abitudine degli uomini preistorici: quella di nutrire i piccoli con la bocca» spiega il giornalista scientifico Piero Angela. «La madre sminuzzava il cibo e lo passava al piccolo. E in effetti, nei primi baci tra due innamorati c’è un inconscio ricordo dell’infanzia. Con questo gesto si trasmette, simbolicamente, la promessa di proteggersi e nutrirsi a vicenda»(Piero Angela)
Per alcuni biologi, invece, l’origine del bacio è meno romantica e più pratica. «Si tratterebbe di un meccanismo che la natura ha messo a punto per garantire un maggior successo nella procreazione» spiega lo psicoterapeuta Marco Pacori. «In sostanza, le femmine sceglierebbero il partner migliore “assaggiando” la sua mappa genetica, rivelata dall’odore e da alcune proteine trasmesse dal contatto con la bocca».

Non è mia intenzione prolungarmi sulla “teoria” del bacio . . . . . . forse a voi, care amiche, piacerebbe darlo e riceverlo in modo diverso per sentire battere forte il cuore !!

Passionale, casto o mordi-e-fuggi : tanti modi di baciare.

Romanticissimo e sospirato, come quello che dà la protagonista del film “Il favoloso mondo di Amélie” a Nino, dopo averlo inseguito e spiato per giorni e giorni.

Oppure imprevedibile e furtivo, come quello che si scambiano a una festa Stefano Accorsi e Martina Stella, nel film “L’ultimo bacio”.

Quanti tipi di baci esistono? I tentativi di elencarli devono arrendersi alla fantasia. Con l’aiuto di Piero Stettini, direttore dell’Istituto di sessuologia e psicoterapia di Savona, Roberta Rossi, sessuologa, e Angelo Musso, psicoterapeuta, possiamo individuare almeno sei modi diversi per creare un contatto “scintillante” tra voi ed il vostro partner, da considerare se siete ai primi approcci, ma utile anche a chi vive in coppia da tempo.- Come un’altalena – A dare le sensazioni più forti in un bacio sono le mucose interne delle labbra. Per sfruttare questa sensibilità, provate a giocare con la bocca del partner, senza essere “invadenti”: alternate con le vostre labbra il contatto fra i bordi interni ed esterni delle sue, come se la vostra bocca fosse un’altalena che va avanti e indietro.- A ventosa – Se potete contare su delle labbra grandi e carnose come l’attrice Angelina Jolie, “catturate” con la parte interna quelle del partner, che tiene la bocca chiusa o leggermente socchiusa. La sensazione sarà proprio quella di un bacio “aspiratutto”, bizzarro ma eccitante. Se è lui ad avere una bocca importante, proponetegli di provare l’effetto ventosa su di voi. – In punta di lingua -Il bacio alla francese, cioè con la lingua, meriterebbe da solo un saggio, perché le varianti sono infinite. Il consiglio è : concentratevi sulla punta, che è la parte più sensibile della lingua. A detta degli esperti, è più eccitante che spingersi nelle zone più interne della bocca.- A farfalla – Si tratta di un bacio leggero e impalpabile. Le vostre labbra devono sfiorarsi appena con le sue, come se volessero volare via da un momento all’altro. L’effetto è molto sensuale, perché alimenta il desiderio di un contatto più deciso e sicuro.- Mordicchiato -Dedicato ai più smaliziati, è un bacio ad alto contenuto erotico, perché rivela una forte attrazione tra i due partner e il desiderio di andare “oltre”. Sovrapponete le vostre labbra alle sue e iniziate a mordicchiarvi a vicenda il labbro inferiore o superiore.

 – Con il soffio – Si chiama blow kiss (bacio soffiato) quello in cui i due partner si guardano negli occhi, mentre ognuno soffia delicatamente sulla labbra dell’altro. La delicatezza di questo gesto può essere molto eccitante, al pari di quando un uomo vi sfiora le orecchie con le labbra e soffia, procurandovi i brividi.

Ma questo è solo un assaggio, un approccio al meraviglioso m♥nd♥ dei baci . . . Che dire del bacio sul collo: una specie di lasciapassare . . . è come se si chiedesse: posso andare più avanti?

Io, per adesso non vado oltre, ma vi do appuntamento ad un prossimo incontro su questodolce argomento ♥

Nel frattempo vi mostro il bacio preferito dalle donne della bilancia . . . indovinate perché proprio quello!?!!?

BACIO BILANCIA