I MIEI FIGLI DIMENTICHERANNO…

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Complimenti a chi ha scritto questo testo . Mi sono commossa e allo stesso tempo coinvolta tra i ricordi teneri dei miei figli, ormai adulti.  Il mio cuore piange di nostalgia ma si sa….. crescono ed imparano un linguaggio diverso dal nostro. E’la vita che corre su binari paralleli. Commovente pero’ mi raccomando…niente lacrime

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Il tempo, piano piano, mi solleverà dalla fatica estenuante di avere dei figli piccoli. Dalle notti senza sonno e dai giorni senza requie. Dalle mani grassocce che ininterrottamente si aggrappano, mi scalano, mi tirano, mi frugano senza ritegno e senza remore. Dal peso che riempie le mie braccia e piega la mia schiena. Dalle voci che mi chiamano e non ammettono ritardi, attese, esitazioni. Mi restituirà l’ozio vacuo della domenica mattina, le telefonate senza interruzioni, il privilegio e la paura della solitudine. Alleggerirà, forse, il fardello della responsabilità che certe volte mi opprime il diaframma.

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Ma il tempo, inesorabilmente, raffredderà di nuovo il mio letto, adesso caldo di corpi piccoli e respiri veloci. Svuoterà gli occhi dei miei figli, che ora traboccano di un amore poderoso e incontenibile. Toglierà dalle loro labbra il mio nome urlato, cantato, sillabato e pianto cento, mille volte al giorno. Cancellerà – un po’ alla volta oppure all’improvviso – la familiarità della loro pelle con la mia, la confidenza assoluta che ci rende praticamente un corpo solo. Con lo stesso odore, abituati a mescolare i nostri umori, lo spazio, l’aria da respirare. Subentreranno, a separarci per sempre, il pudore, il giudizio, la vergogna. La consapevolezza adulta delle nostre differenze.

Come un fiume che scava l’arenaria, il tempo minerà la fiducia che mi rende ai loro occhi onnipotente. Capace di fermare il vento e calmare il mare. Riparare l’irreparabile, guarire l’insanabile, resuscitare dalla morte.

Smetteranno di chiedermi aiuto, perché avranno smesso di credere che io possa in ogni caso salvarli. Smetteranno di imitarmi, perché non vorranno diventare troppo simili a me. Smetteranno di preferire la mia compagnia a quella di chiunque altro, e guai se questo non dovesse accadere.

Sbiadiranno le passioni – la rabbia e la gelosia, l’amore e la paura. Si spegneranno gli echi delle risate e delle canzoni, le ninne nanne e i C’era una volta termineranno di risuonare nel buio.

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Con il tempo, i miei figli scopriranno che ho molti difetti, e, se sarò fortunata, ne perdoneranno qualcuno.

Saggio e cinico, il tempo porterà con sé l’oblio. Dimenticheranno, anche se io non dimenticherò.
Il solletico e gli inseguimenti (“Mamma, ti prendo io!”), i baci sulle palpebre e il pianto che immediato ammutolisce con un abbraccio. I viaggi e i giochi, le passeggiate e le febbri alte. I balli, le torte, le carezze mentre si addormentano piano.

I miei figli dimenticheranno. Dimenticheranno che li ho allattati e cullati per ore, portati in fascia e tenuti per mano. Che li ho imboccati e consolati e sollevati dopo cento cadute. Dimenticheranno di aver dormito sul mio petto di giorno e di notte, che c’è stato un tempo in cui hanno avuto bisogno di me quanto dell’aria che respirano.

Dimenticheranno, perché è questo che fanno i figli, perché è questo che il tempo pretende.

E io, io, dovrò imparare a ricordare tutto anche per loro, con tenerezza e senza rimpianto. Gratuitamente. Purché il tempo, sornione e indifferente, sia gentile abbastanza con questa madre che non vuole dimenticare.

Annamaria… a dopo

PENSAVO FOSSE AMORE INVECE ERA UN DISTURBO DI PERSONALITA’

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…E ancora una volta si parla d’ammmore  con un post semiserio  …

Chi vuole cambiarti non ama te, ma l’idea che ha di te.

Questo è un post semiserio sulle relazioni amorose, è anche un post che dà ampia libertà di scelta in merito a cosa considerare serio e cosa no. Estremizzare è un lusso che voglio qui concedermi. E’ un post senza pretese, non prendetevela troppo con l’autore, anche dove c’è stato un po’ di tormento la leggerezza potrebbe essere la benvenuta.
L’amore, per intenderci, è quella cosa che tutti conoscono, ma che nessuno saprebbe definire, piccola eccezione forse per i poeti. No, non ci provate, non siamo tutti poeti dentro, anche se la poesia è dentro ognuno di noi.

Astenersi lettori impegnati in relazioni stabili e durature, siete una specie in via di estinzione a sentire i teorici dell’era del precariato e delle relazioni fluide. Non sappiamo al momento che fine farete, ma immagino vi terranno informati, siete esseri umani anche voi. D’altronde per continuare la specie c’è bisogno di fare figli e, per questo, c’è bisogno di sicurezza e stabilità, se non per farli, almeno per mantenerli.

Quante volte abbiamo creduto, cominciando a frequentare una nuova persona, che fosse la volta giusta, che avessimo trovato la nostra metà, la nostra anima gemella? Ecco, cominciamo a prendere atto che nasciamo interi e non dimezzati e i gemelli, di solito, ce li ritroviamo affianco nella culla senza doverli stare a cercare una vita. Purtroppo le speranze non sono necessariamente indicative dei risultati poi ottenuti e alcune relazioni infrangono i sogni migliori.

A volte lo diciamo con franchezza che sapevamo già come sarebbe andata a finire, una parte di noi aveva capito tutto, abbiamo sempre una parte di noi che aveva capito tutto, mai però che la ascoltassimo! Cassandra era una dilettante.
Quindi soffriamo, ma volutamente, perché eravamo in fila quando distribuivano il dono della premonizione e abbiamo aspettato diligentemente il nostro turno. La logica, a dire il vero, ogni tanto si affaccia per vedere se le facciamo un po’ di posto, ma di solito capisce che aria tira, non se la prenda poi tanto a male, fatti i suoi doverosi tentativi di intromissione, ha tenerezza e secondo me si diverte anche, siamo buffi.

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Troncata una relazione, soprattutto se subiamo la scelta dell’altro/a, comincia l’estenuante gara di attribuzione di responsabilità, arbitri non ce ne sono, nessuno vuole rischiare la vita. Al via quindi una sfida all’ultima colpa ingaggiata a furia di soliloqui interni e monologhi con gli amici. In quest’ultimo caso bisogna stare molto attenti a non lasciare spazio tra una parola e l’altra, si respirerà in seguito se necessario, se l’amico trova spazio comincerà a parlare di “quando anche lui è stato lasciato o ha interrotto una storia” dando vita, oltre che ad una conferenza last minute, ad un chiaro esempio di conflitto di interessi, questo almeno però possiamo ammettere che non sia di facile regolamentazione, non ne chiederemo conto alla Sinistra. Poi mi domandano cosa differenzi un amico da uno psicologo, con lo psicologo puoi fare delle pause tra una parola e l’altra.

Parliamoci chiaro non è che attribuire delle responsabilità all’altro sia sbagliato, anche perché l’altro può realisticamente averne fatte di cose che avrebbe potuto scegliere di fare diversamente, ma vorremmo un cambiamento in lui/lei che, se possibile, in fondo probabilmente non ci avrebbe portato al termine della storia, ma ho già chiarito il ruolo della logica in tutto questo ed è inutile scomodarla nuovamente. Ci sono poi quei tira e molla, prima del definitivo distacco, che costituiscono un toccasana per la tranquillità dell’animo umano e che ci danno modo di ripetere i nostri errori in modo da perfezionarli. Paolo Conte cantava in Boogie “Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti”.

Per chi viene lasciato è chiaro e da diffondere con comunicato stampa: l’altro/a è un caso clinico altrimenti continuerebbe la relazione. Questa convinzione, nei casi più fortunati, è confermata dal fatto che lui/lei abbia realmente iniziato ad andare in terapia, i più onesti intellettualmente (pochi) possono forse chiedersi se, per caso, non hanno avuto un ruolo fondamentale in questa scelta.
Non è facile essere uno, figurarsi essere in due, anche se continuo a pensare che non ci sia niente di meglio delle relazioni umane. “La gente è il più grande spettacolo del mondo e non si paga il biglietto” diceva Charles Bukowski.

Le relazioni amorose ci caratterizzano come esseri umani, senza avvertiremmo la nostra solitudine in modo insostenibile, non bastano gli altri, ma abbiamo bisogno di un altro/a in particolare, quello/a che fa del verbo condividere la differenza che non troveremmo altrove. Può andar bene al primo colpo o quasi oppure sembra non basti una vita. Pensavamo fosse amore invece era un disturbo di personalità, di chi dei due è tutto da vedere.

Mario De Maglie
Psicologo psicoterapeuta

 

Annamaria… a dopo

I BENEFICI DI LASCIARE ANDARE

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Dedico questo articolo, sviluppato da “la mente meravigliosa”, a quelle persone che per svariati motivi ci hanno allontanato o abbiamo allontanato dalla nostra vita . Seguendo l’esempio della saggia natura, dove persino gli alberi lasciano che le loro foglie cadano in autunno, perché possano crescere più vigorose in primavera. Allo stesso modo questa situazione anche noi possiamo vederla in modo positivo o negativo. La caduta delle foglie in autunno può essere considerata negativa perché sporcano le strade e i rami rimangono spogli, oppure positiva perché le strade si adornano di un tappeto colorato e i rami si preparano per ricevere nuove foglie…

Per vivere in una condizione di benessere e di costante crescita, dovremmo imparare a lasciare andare situazioni o persone che non migliorano la qualità della nostra vita. Di solito è difficile non afferrarsi alle cose, perché l’essere umano si sente più sicuro di fronte a ciò che conosce, e quando perde qualcosa a cui era abituato, compaiono il timore e l’incertezza.

Coppie che non sono felici e continuano a stare insieme, lavori che ci rovinano la giornata, amicizie tossiche, famiglie che soffocano la libertà, ecc. Ci sono moltissime situazioni e persone che ci circondano e peggiorano la nostra vita, eppure continuiamo a mantenerci afferrati a loro, con testardaggine.

Perché è così importante imparare a lasciare andare?
Perché la vita è in costante cambiamento e offre tante cose nuove, quindi afferrarsi a qualcosa che non funziona significa accontentarsi di una qualità di vita che potremmo migliorare se lasciassimo che le cose scorressero in modo naturale.

Quante volte abbiamo assistito a situazioni in cui le persone rimanevano ancorate a qualcosa che non le rendeva felici? Quell’amica che ci racconta del marito che non risponde ai suoi messaggi, eppure continua a insistere nonostante la sua frustrazione, cercando di convincerlo, di piacergli, ecc. Comportarsi in questo modo significa rimanere ingabbiati, perché mentre ci intestardiamo nella lotta per qualcosa che non dà frutti, perdiamo l’opportunità di lasciar entrare nella nostra vita cose nuove e migliori, che ci rendano felici.

Lasciare andare significa accettare ogni situazione per quella che è. Significa non forzare le cose e lasciare che scorrano in modo naturale. Se, per esempio, scriviamo a qualcuno che ci interessa e non riceviamo una risposta, è meglio accettarlo e voltare pagina, aprirci a nuove esperienze e conoscere altra gente.

Questo non significa che non dobbiamo lottare per ciò a cui teniamo, ma il mondo delle relazioni funziona come un gioco da tavola in cui entrambi i giocatori devono tirare i dadi e muovere la propria pedina. Se tiriamo una volta i dadi e l’altro non lo fa, non ha senso continuare a giocare da soli, perché dall’altra parte non c’è interesse. La cosa razionale è abbandonare il gioco e cercare qualcun altro che voglia giocare con noi.

Nella vita reale accade lo stesso: giocare significa mostrare interesse, se scriviamo a qualcuno e non ci risponde, quindi, è meglio accettarlo e cambiare persona. Se analizziamo il comportamento delle persone intorno a noi, probabilmente troveremo molte persone che stanno giocando da sole, bloccate in relazioni che non le rendono felici.

Il tranello delle domande
Spesso lasciare andare non è un compito facile. La maggior parte delle persone, quando si rende conto che qualcosa che le interessa sta sfuggendo dalle sue mani, non lo accetta e cerca delle risposte. Perché non parliamo più come prima? Perché non mi ami più? Perché sei così sfuggente con me? E così via. Abbiamo bisogno di spiegazioni, argomentazioni, siamo soliti fare pressioni sugli altri per ottenere ciò che desideriamo, e tutto ciò per mancanza di accettazione.

La verità è che le persone che ci valorizzano e che ci amano continueranno a stare al nostro fianco senza che ci sia bisogno di questo sforzo, perché ci metteranno del loro. Credere che, per ottenere qualcosa, dobbiamo sacrificarci è sbagliato, perché il sacrificio non corrisposto porta frustrazione e ci immobilizza. Noterete che qualcosa vale la pena quando tutto scorrerà in modo naturale, e sarà un dare e ricevere reciproco.

Lasciare andare anche le idee
Il lasciare andare non vale solo per le situazioni e le persone: spesso dobbiamo anche lasciare che alcune idee sfumino, se vogliamo raggiungere la felicità. Molto spesso, al contrario, non ci riusciamo, perché vogliamo per forza che le cose vadano come diciamo noi.

Progetti per il weekend che non vanno a buon fine, credere che senza un partner non si possa essere felici, rimuginare sul passato per lamentarci, credere di non valere nulla, evitare di fare le cose per paura, ecc. Tutte idee che provocano sentimenti negativi, e che dovremmo lasciar sparire dalla nostra mente.

Se non avessimo pensieri, probabilmente ci godremmo di più la vita, perché ci dedicheremmo a vivere il presente così com’è, senza cercare di cambiarlo, accettandolo. Saremmo concentrati soltanto sul godimento di quel momento, ci adatteremmo a ciò che abbiamo e non cercheremmo di adattare la realtà a noi.

Dobbiamo allenare la nostra mente a vedere il bello in ogni momento e, quando sentiamo che è necessario, a rinnovare la nostra vita. Lasciamo andare ciò che ci rende infelici, lasciamo indietro i legami per poter continuare a fluire.

Il fiume della vita scorre tra le sponde del dolore e del piacere. Il problema sorge solo quando la mente rifiuta di fluire con la vita e si arena sulle sponde. Per fluire con la vita intendo l’accettazione: accogliere ciò che viene e lasciar andare ciò che va. (Sri Nisargadatta Majarj)

Annamaria… a dopo

15 LUOGHI COMUNI SULLA SESSUALITÀ, DA SFATARE…

15 luoghi comuni sulla sessualità, che non corrispondono al vero

 

In ambito di sessualità le false idee sono molto numerose ed è quasi impossibile non lasciarsi influenzare. Eccovi  una rassegna di alcuni luoghi comuni da sfatare…per un miglior appagamento sessuale! Questa analisi è tratta dal settimanale “Al Femminile”.

1 – Quando viene stimolato il punto G, una donna ha automaticamente un orgasmo.
La stimolazione del punto G può provocare delle sensazioni piacevoli, e portare all’orgasmo il 10% delle donne, non di più ! Il 90% delle donne non raggiungerà mai questo orgasmo particolare.
Il punto G è una zona di alcuni centimetri di diametro situata sulla parete anteriore della vagina, dalla parte del ventre, a soli 3-5 cm dall’ingresso della vagina. Il punto G non ha assolutamente la stessa sensibilità del clitoride, che è estremamente erogeno.
Per il punto G le carezze leggere non sono efficaci. Solo delle pressioni più energiche possono determinare in certe donne un effetto di piacere sessuale che porta all’orgasmo.

2 – La lunghezza del pene è molto importante per le sensazioni femminili.
Un organo sessuale maschile imponente non è più efficace per dare piacere ad una donna. Perché? Il fatto è che l’organo principale del piacere in una donna è il clitoride. Per stimolare il clitoride un uomo si serve delle mani, della bocca e anche del pene, ma un pene più grande non offre alcun vantaggio speciale!
D’altronde, quella che si considera la parte più sensibile della vagina è il punto G, situato in media a soli 4 cm dall’ingresso all’ingresso della vagina. La lunghezza del pene in erezione è sempre largamente sufficiente per raggiungere il punto G!
E poi la profondità della vagina è di 8 centimetri in riposo e di 12 cm in stato di eccitazione. E’ raro che un pene maschile in erezione non raggiunga tali dimensioni.
Quando una donna si lamenta del fatto che il pene del partner è troppo piccolo, in generale è invece la vagina che non è abbastanza muscolosa. Infatti di solito le pareti della vagina sono toniche e si contraggono intorno al pene. Se ciò non avviene, occorre un po’ di ginnastica sessuale per tonificare i muscoli!

3 – Dopo il parto, la vagina è più larga.
La vagina si estende enormemente durante il parto. E’ normale, è per quello che all’interno è fatta di pieghe, proprio per potersi allargare durante il parto. In seguito la vagina ritorna alla forma normale. E’ un organo elastico, fatto per espandersi e restringersi.
Il medico può invece ordinare della ginnastica per il perineo, cioè per i muscoli intorno alla vagina, per aiutarli a ritrovare la loro tonicità naturale.
In alcune donne durante il parto i muscoli del perineo si sono distesi e se non vengono più allenati si corre il rischio di soffrire di incontinenza urinaria ! Per questo è utilissimo fare subito della ginnastica dopo il parto, sia per ritrovare una vita sessuale piacevole che per evitare i rischi di incontinenza!

4 – Una donna fontana, è una donna che ha una forte lubrificazione.
Certe donne hanno una lubrificazione molto abbondante, ma ciò non ha niente a che fare con la “donna fontana”.
Si parla di “donna fontana” quando, al momento dell’orgasmo, una certa quantità di liquido fuoriesce, a spruzzo, dall’uretra. E’ per quello che a volte si parla di eiaculazione femminile. Infatti le contrazioni muscolari dell’orgasmo provocano l’espulsione del liquido. Molte donne hanno l’impressione di urinare, ma non è affatto così.
Solo il 10% delle donne ha già avuto un orgasmo con “eiaculazione”. Non si sa ancora se tale fenomeno è specifico per alcune donne o se tutte le donne potrebbero provarlo. L’ eiaculazione femminile è sempre accompagnata da un piacere molto intenso, una specie di super orgasmo.

5 – Il Viagra stimola il desiderio.
Il Viagra, prescritto in caso di disturbi dell’erezione, non ha niente a che fare con il desiderio. E’ solo uno starter, uno stimolatore dell’erezione. Se un uomo prova desiderio e prende il Viagra, le sue erezioni saranno migliori. Ma se non prova desiderio, il Viagra non avrà nessun effetto.
Il Viagra non crea il desiderio!
Detto questo spesso gli uomini che non hanno delle buone erezioni, dopo aver preso il Viagra ammettono anche di provare più desiderio.
Ma è la paura di non essere all’altezza, di non farcela che è scomparsa, lasciando il posto al desiderio che esisteva ma non osava più esprimersi!

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6 – Un buon amante può fare l’amore diverse volte di seguito.
Il fatto di essere o non essere un buon amante non ha niente a che fare con il numero di volte in cui un uomo può eiaculare in una serata! Infatti la maggior parte degli uomini che può far l’amore parecchie volte di seguito tende ad eiaculare assai rapidamente (ma non tutti!). Gli uomini che eiaculano una sola volta riescono più facilmente a durare più a lungo. Alla fin fine l’importante nella relazione non si può misurare: gli uomini, per rassicurarsi tendono a calcolare un po’ tutto, la lunghezza del pene, per quanto tempo riescono a fare l’amore senza eiuaculare, il numero di volte in cui possono ricominciare.
I numeri sono facili da paragonare! Ma il piacere non si misura in quel modo. Un uomo può essere un eccellente amante anche se ha un pene non molto grande, e se non può ricominciare diverse volte di seguito l’atto sessuale. Come fa? Sta semplicemente attento ai bisogni della partner!

7 – Se dico di no ad una pratica sessuale, non mi vorrà più.
Quando si ama qualcuno bisogna ascoltare i suoi desideri e cercare di capirli. Ma ascoltare e capire non significa dire di sì a tutto. E’ normale che due persone diverse non abbiano le stesse voglie. Ed è importante rispettare le differenze.
Allora, se non ci si sente di realizzare un desiderio dell’altro, l’importante è saper dire di no. L’ideale è chiedere spiegami perché per te è importante. E poi dire: “capisco, ma non desiderio la stessa cosa”.
Accettando una pratica sessuale che non desideri rinneghi te stessa, ti aggredisci. E ci stai male. Il tuo partner non ti rispetterà semplicemente perché tu stessa non ti rispetti. E non si può amare una persona che non si rispetta.
E’ dicendo sempre di sì e non di no che rischi di rovinare la relazione!

8 – Per provare piacere bisogna essere innamorati.
Fare l’amore con la persona che si ama è il massimo. Ma ciò non significa che una relazione sessuale senza amore non dia piacere.
Infatti la mancanza d’amore non implica la mancanza di attrazione fisica, nè il non poter condividere il momento. Anche senza amore possono esistere delle sensazioni positive che sono coinvolte nel piacere sessuale.
In generale si può dire che una ragazza per fare sesso avrà maggiormente bisogno di amore di un ragazzo. Con gli anni le cose evolvono e un uomo avrà più bisogno di amore per una sessualità appagante, mentre una donna saprà apprezzare sempre di più il piacere sessuale, anche senza amore.
Ancora una cosa: l’amore può complicare il piacere. Quando si ama si ha paura di non piacere, di essere respinti, di non essere all’altezza… Quando la posta in gioco è minore, talvolta il piacere è più semplice!
Detto questo i più grandi piaceri sono sicuramente quelli in cui vi è sia l’amore che l’attrazione sessuale!

9 – Tutte le donne sono pluriorgasmiche?
Una donna pluriorgasmica è una donna che può provare diversi orgasmi di seguito durante uno stesso rapporto sessuale e senza pausa ! Certi specialisti sostengono che l’uomo è mono orgasmico, cioè può avere un solo orgasmo, mentre la donna è pluriorgasmica di natura.
In realtà solo il 10% delle donne dice di poter avere diversi più orgasmi di fila. Non si sa se tutte le donne hanno tale potenziale, pur non avendolo sfruttato, o se solo certe donne hanno quella capacità.
Ma non bisogna assolutamente pensare che per essere una vera donna sia necessario essere multiorgasmica! Infatti il 90% delle donne non lo è!

10 – Gli uomini non simulano mai l’orgasmo.
Si dice spesso che le donne simulano l’orgasmo, ma questo vale anche per gli uomini! Solo il 47% degli uomini dice di aver raggiunto l’orgasmo ad ogni rapporto sessuale. Ogni tanto anche per loro le cose non vanno per il verso giusto! Perché fanno finta? Per far piacere alla partner, o perché si annoiano, o per stimolarsi un po’…
Quando un uomo simula mima alcuni gemiti, alcuni sussulti. L’unica cosa che non può inventare è l’eiaculazione! E, strano ma vero, anche senza eiaculazione diverse donne non si accorgono che il partner finge! Comunque bisogna dire che, anche se molti uomini hanno già simulato una volta nella vita, non è un comportamento maschile molto frequente!

11 – Gli uomini sono sempre pronti a fare l’amore.
L’idea, molto diffusa nella nostra società, è che gli uomini pensano sempre al sesso e sono sempre pronti a fare l’amore quando se ne presenta l’occasione. Ma è falso! D’altronde gli uomini sono infastiditi dall’idea di dover sentirsi sempre disponibili sessualmente. Se dicono di no stanno male e la donna anche!
Certo, per un uomo normale la sessualità è importante, ma a certe condizioni. Non è sempre pronto a fare l’amore, in qualsiasi posto, con qualsiasi donna ! E più gli anni passano, più gli uomini riconoscono di aver bisogno si amore, di condivisione affinché la sessualità risulti ricca ed interessante.
E’ vero anche che un uomo può avere dei periodi in cui non prova molto desiderio, o in cui si sente poco disponibile sessualmente. E’ più frequente di quanto si pensi!

12 – Il piacere sessuale si attenua quando una coppia dura.
Quando nella coppia la comunicazione è buona, con il tempo il piacere sessuale tenderà ad aumentare nella coppia. Molte persone ammettono che con il passare degli anni la loro sessualità è diventata più appagante.
Detto questo quello che cambia è la natura del desiderio. Per continuare ad approfittare di una vita sessuale ricca bisogna imparare ad andare verso l’altro e non solo a lasciarsi trasportare da un desiderio ormonale a fior di pelle. Occorre una vera volontà di incontro e di scambio. Ciò permette di conoscere meglio i desideri dell’altro, di realizzarli, di evitare le incomprensioni…
Quindi il piacere nella coppia non viene da sè, una volta passato l’ardore iniziale. Bisogna coltivarlo, meritarlo!

13 – Le donne hanno meno desiderio sessuale degli uomini.
Le donne hanno un desiderio sessuale diverso da quello degli uomini, ma non minore! Il desiderio sessuale femminile passa meno per gli occhi che quello maschile. Un uomo che vede la sua partner, che la trova bella, la desidera. Il desiderio nella donna invece è stimolato più dalle parole che sente. E’ proprio questo il problema: in generale gli uomini parlano poco, e parlano ancora meno d’amore e di desiderio. Di conseguenza il desiderio femminile può risentirne.
Quando un uomo sa parlare ad una donna ne accenderà il desiderio nel corso degli anni!

14 – Il sesso è la cosa più importante nella coppia.
La sessualità è utile, benefica, piacevole, positiva per la coppia. Ma non rappresenta l’essenziale. Il sesso è un modo per comunicare, come la parola, i gesti, la scrittura… La sessualità è un modo privilegiato e intimo per esprimere i propri sentimenti, il bisogno di sentirsi vicini. E’ uno strumento di scambio, di condivisione.
Spesso la sessualità è lo specchio della salute della coppia. Quando la coppia va male di solito la sessualità è insoddisfacente. E al contrario se la coppia va bene anche la sessualità è appagante.
Tuttavia la sessualità può costituire un problema senza per questo intaccare l’essenza della coppia. Ci si può sentire molto vicini anche se la sessualità è difficile.
E talvolta la sessualità funziona anche se la relazione si degrada.

 


15 – Il ritmo normale dei rapporti sessuali è 3 volte alla settimana.
Non esiste nessuna regola in materia. Si può parlare di media, ma non è assolutamente la stessa cosa. La media, secondo le diverse dichiarazioni (vere o false) è di 3 rapporti sessuali alla settimana. Ma certe coppie fanno l’amore tutti i giorni ed altre una sola volta alla settimana o al mese.
Nessuna coppia è normale o anormale. Quello che conviene ad una coppia non va bene ad un’altra.
L’essenziale è che ogni membro della coppia si senta appagato.
E’ frequente che una coppia abbia dei periodi di sessualità intensa seguiti da altri molto più calmi.
E’ normale allorché una relazione dura diversi anni!
E poi la frequenza dei rapporti sessuali è solo un numero. E non indica la qualità di tali rapporti.
Per una coppia può essere meglio fare l’amore una volta ogni 15 giorni che ogni giorno per alcuni minuti… Dipende dai gusti!

Annamaria… a dopo

TEST PER SCOPRIRE SE MI AMA

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Chi non si è mai chiesto se il partner ci amasse veramente oppure stesse insieme a noi per interesse o perchè non riesce a trovare di meglio. Ama, non m’ama, ama, non m’ama, ecc… Ma esiste un test per scoprire se il mio amore mi ama ancora, se è ancora innamorato di me oppure se, pian piano, il suo sentimento si sta appassendo ? Ecco un test composto da domande che ci daranno un’idea della situazione. Il linguaggio del corpo e il comportamento assunto in alcune circostanze possono aiutarci a comprendere meglio una situazione amorosa.



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E’ un semplice test. Rispondete solo ad una delle 3 opzioni per domanda e poi leggete il sunto, alla fine.
Potreste fare questo test anche per capire se si è ancora innamorati di una persona.

DOMANDA 1 :

Quale è il suo comportamento a scuola o lavoro verso di te ?

A. Maschera il vostro rapporto, facendo finta che no nci sia nulla.

B. Vi ammicca qualche sguardo ogni tanto.

C. Cerca la vostra compagnia, parola, sguardo, spesso.

DOMANDA 2 :

Se uscite a fare shopping con lui ?

A. Non ama venire a fare shopping con me.

B. Se ne sta in disparte aspettando i vostri comodi .

C. Se gli dite “questo mi piace” lui ve lo compra.

DOMANDA 3 :

Se, invece di uscire con lui, uscite con un’amica ?

A. Si offende molto e prende il muso.

B. Ti dice che lui uscirà con gli amici.

C. Ti chiede di uscire insieme a voi.

DOMANDA 4 :

Dopo una serata passata insieme e romantica vi manda un sms con scritto ?

A. La prossima volta la organizzo io la serata.

B. Ti ho lasciata da poco ma mi manchi.

C. E’ stata una serata fantastica ed indimenticabile .

DOMANDA 5 :

Ad un incontro casuale con il tuo ex uomo ?

A. Si ammutolisce.

B. Ti fissa per farti capire di muoverti.

C. Parla senza problemi con lui.

DOMANDA 6 :

Quale è il suo comportamento di fronte una bella donna ?

A. Le butta l’occhio in maniera vistosa.

B. Fa un apprezzamento positivo sul suo corpo.

C. Non la guarda.

DOMANDA 7 :

Al tuo compleanno ti regala ?

A. Un intimo donna color rosso.

B. Un videogioco che piace molto anche a lui.

C. Un bellissimo anello non di bigiotteria.

DOMANDA 8 :

In chat come si comporta ?

A. Vi risponde non subito.

B. Vi dice che sta per disconnettersi perchè ha da fare.

C. Sta li a parlare tranquillamente per molto tempo.

DOMANDA 9 :

Quando vi fotografano insieme ?

A. Siete vicini ed abbracciati ad altri.

B. Siete distanti uno dall’altro.

C. Siete abbracciati e sorridete entrambi magari guardandovi negli occhi.

DOMANDA 10 :

Al momento di pagare in un ristorante ?

A. Si divide alla romana, cioè si paga a metà.

B. Fa pagare te trovando mille scuse.

C. Paga lui senza farsi problemi.

Conteggio risposte

Contate quante risposte A, B e C avete dato e leggete il risultato sotto :

Valutazione test per scoprire se mi ama

Maggioranza di risposte A : indecisione nel vostro rapporto. Nutre dubbi sul suo amore per te. E’ titubante perchè magari pensa se valga la pena portare avanti il rapporto. Cercate di parlargli e se lui non riesce a darvi una buona spiegazione allora pensate anche ad una eventuale rottura. In amore bisogna capirsi e comprendersi perchè la confusione non fa bene.

Maggioranza di risposte B : il tuo amore non è ricambiato nella giusta maniera. Tu meriti di più di quello che dai e se lui non riesce a ricambiare, ricorda che fuori potrai trovare un’altra persona giusta per te.

Maggioranza di risposte C : sembra che sia cotto di voi e che vi ami ogni giorno sempre di più. Ricambiate e tenetevelo stretto, lasciando fuori eventuali commenti e discorsi delle vostre amiche che potrebbero invidiare il vostro rapporto con lui. E’ vero amore !!!

E’ ovvio che questo test per capire se il partner mi ama ancora, se prova ancora validi sentimenti d’amore nei nostri confronti, è da prendere con le pinze poichè ognuno si comporta a suo modo ed anche la persona, all’apparenza più burbera, potrebbe amarvi all’infinito. Il linguaggio del corpo ci può però far capire molte cose, perchè molte persone non riescono a nascondere verità.

Non confondiamo però l’amore con la passione. La passione è quella che nasce quando incontriamo e ci mettiamo insieme con una persona, che si affievolisce col passare del tempo, dando spazio al vero sentimento d’amore.

Annamaria- by Ilmiglioreweb

Questi due teneri innamorati hanno fatto il giro del web…ma non in barca, qualche anno fa.

 

ROTT…AMATE IL PRINCIPE AZZURRO

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Ho analizzato un elenco di ragioni, stilato da Vanity Fair , per cui le donne snobbano il principe azzurro…che poi come possiamo fidarci di uno che va in giro con i leggings celesti?

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BEL CARATTERE, NON BEI VESTITI
In un locale glam difficilmente si rimorchia una ragazza vestiti da panettiere, ma un ottimo guardaroba vi permetterà pure di avvicinarvi alla vostra conquista, ma non farla scappare è tutt’altra cosa. Servono dialettica e contenuti. Personalità.

Bhè, in effetti anche se l’abito non fa il monaco un tipo tutto infarinato, in un locale glam poi, sarebbe davvero stonato. Un paio di jeans (senza risvoltino) e una camicia andrebbero bene, per i miei gusti.

2014 risvolto gif Jicky 2.0 no grazie, ACQUA ALTA!!

2/10
NON IMPORTA L’AUTO, L’IMPORTANTE È SAPER GUIDARE
Le ragazze non sono oche. Se una donna sceglie di uscire con voi non le importa che vi presentiate con un macchinone o un’utilitaria scassata. L’importante è che al momento giusto dimostriate di saper guidare… E non stiamo più parlando di auto.

E se si tratta di un’utilitaria scassata mi auguro solo che non debba scendere a metà percorso per spingerla e… non sto parlando piu’ di auto

3/10
NIENTE REGALI, SIATE PRESENTI
Ricevere un regalo piace a tutti, ma un regalo fatto per compensare la vostra assenza non ha alcun valore per chi lo riceve, a prescindere dal prezzo. Ricordare il primo Carlos Solis di Desperate Housewives?! Nonostante i gioielli costosi Gabi finì per farsi il giardiniere John. Quindi meno regali, più presenti.

Non sarebbe male ,regali e presenza allo stesso modo…scherzo! Ma non tutte abbiamo a portata di…giardino, un giardiniere.

4/10
UNA TELEFONATA ALLUNGA LA VITA
Se siete spesso via per lavoro una telefonata qua e là nell’arco della giornata alla vostra principessa fa sempre piacere. Giusto per farle capire che la pensate. Come si dice “Una telefonata allunga la vita”… Insieme.

E niente sms o e-mail o whatzapp o social,  ma solo telefonate!

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5/10
NIENTE COPIONE
Ammiccamenti, ritrarsi, farsi desiderare, frasi fatte. Non siamo più alle prime armi quando seguire una linea guida aiuta a trovare la strada giusta. Siete uomini fatti e finiti, ormai avreste dovuto aver imparato che i copioni con le donne non servono perché generalmente sono più intelligenti di voi!

Generalmente si. E capiamo quando recitano.

6/10
CONTROLLO… DEI DETTAGLI
Le donne non cercano un maniaco del controllo che organizzi loro la vacanza perfetta quanto un uomo attento ai dettagli. Non regalatele fiori senza sapere quali preferisce. Notate il suo nuovo taglio di capelli e soprattutto non scordate gli anniversari… In fondo quanto può essere difficile?!

Uhhhhhhhhh avoglia voi uomini vi ricordate i gol segnati dei vari mondiali (al minuto) ma chissà perchè anniversari e compleanni scivolano nello “scordatoio”

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7/10
NON USATE IL PORTAFOGLI, USATE LA LINGUA
Offrirle un aperitivo o la cena è una cosa carina, ma se credete che vi farà guadagnare punti, vi sbagliate di grosso. Seguire i proverbi in queste situazioni è sempre la cosa migliore: se vuoi conquistare una donna non offrirle da bere, usa la lingua.

Vabbè se usa la lingua offrendo anche la cena non è disdicevole, no? In questo caso una non esclude l’altra e magari poi anche ricambiare con aperitivo e…lingua

8/10
COMBATTERE
Le donne sono una razza bellicosa. Scappano tanto dallo zerbino che le assecondi per assenza di spina dorsale quanto dal “Marco Ranzani” di turno che lo faccia giusto per metterle a tacere. Le donne amano il confronto, chi dimostra di ascoltarle ed esprime un’opinione propria… Soprattutto perché così possono averla opposta!

Chi dimostra? Eh no caro, non deve dimostrare, ma ascoltare! E poi non sono d’accordo con “la razza bellicosa”…

9/10
NOIA
A una donna potete fare qualsiasi cosa. Tradirla, farla disperare, snobbarla, ma mai annoiarla. Il giorno che la annoierete per voi sarà finita. Quindi sviluppate contenuti più che i pettorali.

Ti odio, ti lascio, ti ti ti….

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10/10
GENTILUOMO
Infine ricordate che la figura del principe azzurro si sta estinguendo per un semplice motivo: le donne non ne hanno più bisogno. Quindi smettetela di cercare di apparire quel che non siete, perfetti. Le donne non cercano l’uomo perfetto, ma un gentiluomo quello sì, farebbe comodo.

La gentilezza sembra poca cosa ma denota grandezza d’animo e sensibilità.

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Annamaria… a dopo

 

SI PUO’ CAMBIARE IL PROPRIO CARATTERE?

Cambiare si può. Parola di coach professionista e formatore Mario Alberto Catarozzo

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Dice un detto popolare siciliano: Chi nasce tunnu nun po’ murì quadro.
Si sa che i detti popolari sono fonte di saggezza e difficilmente sbagliano.
Ma, in questo caso, qualche dubbio ci può stare.

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Siamo proprio sicuri che siamo destinati ad essere come siamo… dalla nascita?
Sicuramente ciascuno di noi ha una sua indole e un suo carattere, ma è altrettanto vero che, se siamo determinati, possiamo introdurre nella nostra vita qualunque tipo di cambiamento.
Come sempre, si tratta di volontà, costanza e strategia.

Indole, carattere, cultura
Ciascuno di noi, come abbiamo detto, nasce con alcuni tratti somatici, anche caratteriali, questo è indubbio. Ma non siamo predestinati.
Immaginiamo di vivere parallelamente due vite dalla nascita: la nostra attuale e un’altra ipotetica in cui, per esempio, siamo cresciuti in India e poi sIamo stati adottati.
Pensateci: ci sarebbero due persone molto diverse, anche se geneticamente uguali.

Sarebbe bello fare un esperimento, come nel famoso film Sliding doors con Gwyneth Paltrow (un po’ vecchio, lo ammetto, ma non ti stanchi mai di rivederlo), per vedere dove gli eventi ci potrebbero condurre.

Che cosa, allora potrebbe fare la differenza? La cultura, questa è la chiave di chi diventiamo. Per cultura intendiamo quella familiare, sociale, ambientale, del periodo storico in cui viviamo.
Allora chi siamo?
Siamo la somma (e un po’ di più) di tutti i modelli, l’educazione, le abitudini che abbiamo acquisito nel tempo.

Una bella notizia c’è tuttavia all’orizzonte per ciascuno di noi: così come abbiamo imparato ad essere quello che siamo, possiamo decidere di diventare quello che desideriamo essere. Noi siamo come ci hanno insegnato ad essere. Sin da piccoli abbiamo avuto qualcuno che ci ha definito: tu sei sensibile, tu sei irruento, tu sei irragionevole, tu non sei portato per la matematica, tu non sei bravo negli sport etc. Queste cose sono pian piano entrate a far parte dei nostri «file di sistema», spesso perché provenivano da persone che aveva su di noi molto ascendente: genitori e insegnanti in primis.

Dopo un po’ abbiamo cominciato a crederci, siamo diventati quello che ci hanno definito. Passato il periodo dell’adolescenza poi, le convinzioni di chi siamo, di come siamo fatti sono diventate granitiche. E non toccheremmo queste convinzioni, a meno che non intervenga una sana crisi esistenziale che ci costringe a rimettere mano ai file di sistema.

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Su cosa lavoriamo?
Partendo da queste convinzioni la maggior parte di noi non si pone neppure più la domanda di chi sia e di chi potrebbe essere; così, invece di cercare di lavorare su di sé per migliorarsi, per divenire chi vorrebbe essere e come vorrebbe essere, lavora solo sull’esterno. Quindi sceglie amicizie, lavori, stili di vita che si adattano al chi pensa di essere. L’importante è cercare di «far tornare i conti» con se stessi, sopravvivere al meglio.

Da dove partire per cambiare?
Vediamo invece cosa possiamo fare in concreto per introdurre cambiamenti salutari nella nostra vita. Innanzitutto partiamo da un’altra convinzione potenziante, questa volta: il cambiamento è pienamente nella nostra portata, basta volerlo, volerlo davvero. Molte persone in realtà non vogliono davvero cambiare, vogliono lamentarsi e trovare alibi e scuse per non cambiare, perché cambiare spesso è fatica, è paura, è incertezza del nuovo.
Per introdurre un cambiamento, bisogna partire dall’avere chiarezza sul cosa ci piace, come vogliamo diventare. Avere un obiettivo, dunque, è il punto di partenza e di arrivo del nostro percorso di cambiamento.

Comportiamoci come se domani fosse oggi
Cominciamo dunque a comportarci sin da subito come se fossimo già come vogliamo essere. Un errore è procrastinare pensando che “quando sarò…”, “quando avrò…”, “quando saprò…”. Ad esempio, se il nostro obiettivo è diventare più calmo e riflessivo nell’affrontare le situazioni, cosa dovremmo fare? Innanzitutto, devo cercare di specificare nel modo più dettagliato e vivido possibile questa visione: come sarò, come sarà la mia espressione del viso, come sarà il mio respiro, cosa penserò, come mi relazionerò. Dedicato il giusto tempo a creare questa visione, a dettagliarla e a viverla emotivamente ora, come se fosse presente, ecco che posso cominciare a comportarmi come se il futuro fosse già presente.
Fallo e basta, senza scuse e tentennamenti!

Come mi comporto dipende da come penso
Teniamo sempre presente che come mi comporto dipende da come penso, quindi va allenato prima di tutto il pensiero, perché nuovi schemi neuronali si formino e si rinforzino. Ricordiamoci che la ripetizione è la mamma di tutte le abilità. Non basta fare una volta, bisogna continuare a fare fatica? Un po’, ma ne vale la pena, c’è di mezzo la nostra vita.

Con calma e con costanza
Costanza e pazienza sono due doti necessarie nel cambiamento. Il cambiamento è sempre in discesa quanto a difficoltà; il momento più difficile è cominciare, rompere schemi consolidati; una volta fatto si tratta di continuare finché quella diventa la nuova abitudine di pensiero e di comportamento che sostituirà a precedente. È così che un’abitudine funzionale sostituisce cattive abitudini disfunzionali.

Un passo alla volta
Molti di noi peccano del «tutto e subito». Vorrebbero cambiare tante cose e tutte insieme. Mettono un sacco di carne al fuoco e così facendo si disperdono in mille rivoli. Alla fine si demotivano e lasciano tutto com’è. La frustrazione è dietro l’angolo. La ragione non è che cambiare sia così difficile (in alcuni casi lo sarà pure), ma è difficile (o addirittura impossibile) senza una strategia, un metodo e una meta. I cinesi dicono che “ciascuno parte da dov’è”. Ecco, questa è una buona perla di saggezza: prendiamo atto del nostro punto di partenza e con calma, decisione, costanza e come stella polare il nostro obiettivo, procediamo.

Annamaria… a dopo

LETTERA DI UNA MADRE CHE SCRIVE ALLA FIGLIA

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Una madre che scrive alla figlia di amore e di vecchiaia 

(dedicata ai miei figli)

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Il rapporto tra madre e figli è un rapporto unico e  indissolubile. A volte, durante la vita, capita che madri e figli non si incontrino; altre volte capita, invece, che si scontrino, ma una madre è quella che si sveglia ad ogni tuo respiro quando sei piccolo, e che non si addormenta se non ti sente rientrare quando sei adolescente. Una madre è in prima fila a piangere quando ti sposi  e sempre lei batte davanti al vetro della nursey quando, insieme a madre, diventa nonna. Ed è sempre lei che, anche se il figlio ha 40 anni, gli chiede di mettere la sciarpa perché c’è freddo e ti prepara un piatto di pasta se arrivi stanco e preoccupato per il lavoro in quella che non è più casa tua, ma che lei vede ancora come casa tua.

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Questa lettera anonima, con bellissime parole emozionanti  è di una madre che parla di amore e vecchiaia e la condivido con voi mamme e figlie.

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E sono frasi che dovremmo ricordare tutte, quelle figlie che magari sono adesso adulte, perché la ruota gira, e quello che adesso sembra lontano, un giorno sarà così anche per loro, e per noi, che siamo state figlie e ora siamo mamme e nonne.

E soprattutto, cerchiamo di far sì, che quando le nostre mamme ci faranno capire che ci amano, noi non le ignoreremo.

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Se un giorno mi vedrai vecchia, se mi sporco quando mangio e non riesco a vestirmi, abbi pazienza…

Ricorda il tempo che ho trascorso io ad insegnartelo quando eri piccola.

Se quando parlo ripeto sempre le stesse cose non m’interrompere, ascoltami…

Quando eri piccola io dovevo sempre raccontarti la stessa storia finchè non ti addormentavi.

Se a volte non ho voglia di lavarmi non biasimarmi e non farmi vergognare…

Ricordati quando dovevo correrti dietro inventando delle scuse perché non volevi farti il bagno.

Se vedi la mia ignoranza sulle nuove tecnologie, dammi il tempo necessario e non guardarmi con quel sorrisetto ironico…

Ho avuta tanta pazienza io quando t’insegnavo l’alfabeto e t’aiutavo nei compiti.

Se non riesco a ricordare e perdo il filo del discorso, dammi il tempo di ricordare, e se non ci riesco non t’innervosire, la cosa più importante non è quello che dico, ma il bisogno d’essere li con te ed averti li che mi ascolti…

Se le mie gambe stanche non mi consentono di tenere il tuo passo, non mi trattare come fossi un peso…Vieni verso di me con le tue mani nello stesso modo con cui io l’ho fatto con te quando muovevi i tuoi primi passi…

Se dico che vorrei essere morta non arrabbiarti…

Un giorno comprenderai cosa mi spinge a dirlo e cerca di capire che alla mia età non si vive, ma si sopravvive.

Un giorno capirai che nonostante i miei errori ho sempre voluto il meglio per te, che ho tentato di spianarti la strada.

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Dammi un po’ del tuo tempo, dammi un po’ della tua pazienza, dammi una tua spalla su cui appoggiare la testa allo stesso modo in cui io l’ho fatto per te.

Ti amo figlia mia e prego per te anche se mi ignorerai.

 

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Annamaria… a dopo

 

VITA DI COPPIA: 11 CONSIGLI UTILI DI UN PAPA’ , AL FIGLIO MASCHIO

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L’8 marzo è vicinissimo per la celebrazione della donna . E l’usanza  di comunicare messaggi e sentimenti ,con i fiori di una sola specie o variamente è una tradizione piu’ che consolidata, In queste occasioni fiori e piante rappresentano un omaggio sempre gradito . Oggi, per conto mio, senza nessuna ricorrenza calendarizzata, voglio farvi leggere dei PREZIOSI CONSIGLI che ha stilato il papà blogger americano, Clint Edwards, per far funzionare la coppia e per essere un buon marito, dal punto di vista di un papà e nel RISPETTO delle donne. Il destinatario di questo elenco di consigli è il figlio , futuro marito e compagno. Ma invito tutti a leggere con attenzione, anche se son cose che già sappiamo, è sempre bene ricordarle e metterle in atto.

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Nota dell’autore: “La mia lista è basata sull’esperienza del mio matrimonio perché è l’unica cosa su cui mi posso basare, penso però che alcune regole possano essere considerate universali”.

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“Mio figlio Tristan ha sette anni. Anche se è soltanto un bambino, spesso mi ritrovo a pensare a quale tipo di marito/compagno sarà. Penso al suo futuro e se io gli sto stando il buon esempio”. Soprattutto quando in famiglia arriveranno i bambini.

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1) Nessuno ti metterà in discussione tanto quanto la tua partner
Vivilo in modo positivo. Tua moglie metterà alla prova le tue motivazioni e la tua sincerità in un modo che alla fine ti renderà più consapevole delle tue decisioni.
2) Non sei l’unico ad avere un’opinione
A volte la cosa migliore da fare è tacere e ascoltare. Potresti imparare qualcosa.
3) A volte lei deve essere lasciata sola
Durante una discussione, tua moglie potrebbe chiudersi in bagno o in camera da letto, oppure salire in macchina e farsi un giro. Rispettala e lasciala da sola. Ha bisogno di tempo per pensare.
4) Continuerai a trovare attraenti altre donne. Ma …
Il matrimonio e in generale la vita di coppia non ti fanno diventare ‘morto’. Continuerai a essere un uomo e a guardare altre donne. La questione vera è un’altra e cioè come gestirai questa situazione.
Non dimenticarti l’impegno che hai preso nei confronti di tua moglie nel giorno del matrimonio (ma anche della tua compagna quando avete deciso di metter su famiglia insieme, ndr).
5) A volte la casa sarà in disordine e la colpa è anche tua
Quando dico ogni tanto, intendo che il più delle volte la casa sarà in disordine, soprattutto da quando ci sono i bambini. Ricordati che hai lo stesso obbligo a tenere pulita la casa che ha lei, quindi smettila di ‘lamentarti’ e carica la lavatrice. Ecco anche 10 trucchi per tenere in ordine la cameretta
6) Portala fuori e regalale dei fiori
Certo, lo so, sono cliché, ma funzionano. Come il sesso fa sentire noi uomini considerati davvero, così i fiori e le serate fuori fanno sentire bene lei. Magari ci sono donne che non amano fiori o uscire fuori a cena ma cioccolatini o fare sport insieme. Quello che sarà: basta scoprire quello che le fa piacere e poi farlo.
7) Dille ogni giorno che è bella
Ovunque tua moglie sarà bombardata da messaggi che le faranno pensare di non essere attraente. Per esempio, le riviste con donne magre e perfette in copertina oppure le star della Tv ‘dicono’ alle donne normali, con bambini, che devono dimagrire e apparire sempre giovani. Sarà tuo dovere aiutarla ad andare oltre questa definizione di ‘bellezza’ imposta dal marketing e dallo showbiz.
8) Alzati di notte se i bambini si svegliano
Quando diventerai papà, le notti per i primi anni di vita dei bambini potrebbero diventare molto lunghe. Se, come probabilmente sarà, dovrai lavorare il mattino dopo e anche se penserai che il giorno dopo sarà più dura lavorare, non esimerti dal fare la tua parte. Leggi 8 consigli per combattere la stanchezza se il bambino non dorme
Anche tua moglie lavora: sia che abbia un lavoro fuori casa sia che faccia la casalinga. Non importa, aiutala. Dalle il cambio e la possibilità di riprendersi. La vostra è una partnership tra due persone che si aiutano. Non dimenticarlo mai.
9) E’ ok se parli dei tuoi problemi con tua moglie
A volte sentirai il bisogno di tenere i tuoi problemi per te e basta. Lo capisco. Sei un uomo e forse pensi che discutere delle tue frustrazioni sia un segnale di debolezza.
Ma lascia che ti dica una cosa: discutere i tuoi problemi, ti rende più umano. E dà a tua moglie l’opportunità di aiutarti e avvicinarsi a te dal punto di vista emozionale. In tutta onestà, poi prova a pensarci: chi meglio di tua moglie potrebbe aiutarti a superare le tue difficoltà?
10) Dai a tua moglie il beneficio del dubbio
In altre parole, non pensare sempre male. Se tu e tua moglie non fate sesso da tempo, non pensare subito che lei ti odi oppure che non ti trovi più attraente o che ti stia tradendo. Pensa che magari è semplicemente esausta perché sta crescendo due figli e allo stesso tempo lavorando. Come riaccendere la passione
11) Dì spesso a tua moglie che la ami
Dirle che cosa provi per lei, più volte al giorno, la rassicura. La vita di coppia e la crescita dei bambini può essere a volte stressante per entrambi. Senza rassicurazioni regolari, tua moglie potrebbe iniziare a chiedersi perché si è messa con te.
Se invece inizierai a dirle Ti amo’, vedrai che succederà una cosa bellissima: anche lei lo dirà sempre più spesso a te.

Huffington Post Clint Edwards, papà blogger di No Idea What I’m Doing: A Daddy Blog.

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Annamaria…a dopo

PAPA’ DI FIGLIE FEMMINE, 15 COSE CHE DOVRESTE PROPRIO SAPERE.

L’americano Justin Ricklefs non solo è blogger ma anche padre di 4 figlie (e un maschio). Con convinzione dichiara che essere padre di figlie femmine è bellissimo e si imparano parecchie cose. Quindici di queste cose  le ha elencate , per tutti i papà , nel giornale  Huffington Post.  E se volete che vostra figlia abbia una vita felice e un buon rapporto con gli uomini,  leggete e mettete in pratica i suggerimenti del padre e blogger  americano che vedete , insieme ai figli , nella foto  qui sotto.

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1 Quello che per lei conta di più è sentirsi amata
La cosa che desidera di più una bambina è l’amore e l’affetto dei propri genitori. Molto più delle cose che voi padri le potrete comprare o insegnare. Vostra figlia vi deluderà e commetterà degli errori, magari vi volterà le spalle. Ma non lasciate che dubiti mai del vostro amore. Guardatela spesso negli occhi e ditele che le volete bene.

2 Da grande si innamorerà di un uomo come voi
“Influenzerete la sua futura scelta di un partner” sostiene Ricklefs che racconta come per anni e anni la sua terza figlia lo abbia pregato di sposarla una volta diventata adulta.
E’ quindi probabile che se fate bene il vostro ruolo di padre un giorno vorrà sposare qualcuno come voi.

3 Ascoltate la musica che ascolta lei
“Quando le mie ragazze sono in auto con me, chi ci incontra ci può vedere cantare a squarciagola la musica di Taylor Swift, One Direction, Cody Simpson, Kidz Bop Radio, Katy Perry…” racconta Justin. Lasciatevi entusiasmare dalle loro passioni.

4 Vostra figlia osserva come trattate la madre
“Se dovete salvare un solo punto di tutta questa lista, fate che sia questo. Una delle cose migliori che potete fare per vostra figlia è amare e rispettare sua madre”. Il rispetto verso la madre deve essere una priorità. “Le stagioni della vita in cui perdo di vista il mio rapporto con Brooke (mia moglie) sono le stesse in cui i nostri figli hanno più problemi. Non penso che sia una coincidenza”. Amate vostra moglie, prendetevi il tempo per uscire con lei, portatela in viaggio, e dimostrate alle vostre figlie che è prioritaria rispetto a loro.

5 Non scomparite quando vostra figlia diventa adolescente
Alcuni papà si fanno da parte quando la figlia da bambina diventa una ragazza. Ma poi molti rimpiangono di aver perso un momento così importante come quello dell’adolescenza.
“Mestruazioni, fidanzati, ascelle da depilare, Snapchat, qualunque cosa sia. Le mie ragazze non noteranno alcuna differenza nel mio impegno quando avranno quindici anni rispetto a quando ne avevano cinque”. Non scomparite quando i loro sentimenti e i loro corpi iniziano a cambiare, forse è il momento che avranno più bisogno di voi.

6 Insegnatele a essere forti
Essere una ragazza non deve più significare essere il sesso debole. Educatela a essere forte, sia fisicamente, impegnandosi a fare sport, sia mentalmente, crescendo autonoma e capace di fare da sola. “In un mondo in cui la femminilità si associa fin troppo spesso ad abiti da principessina e fiabe, le mie ragazze sono belle toste”.
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7 Raccogliete i ricordi
Create momenti memorabili con le vostre figlie. Fate un viaggio importante per festeggiare vostra figlia che compie 10 anni. Celebrate dei piccoli riti: il venerdì sera al cinema, le colazioni della domenica mattina, le gite in bicicletta il sabato…
“Non necessariamente qualcosa di costoso o impegnativo, ma con un senso. Riempite il diario emotivo di vostra figlia di bei ricordi in compagnia del padre”.

8 Insegnatele a non essere al centro del mondo
Qualcosa di stupefacente accade quando finalmente capiamo che l’universo non gira intorno a noi. Insegnate alle vostre figlie che la vita migliore è quella in cui ci doniamo agli altri con umiltà.

9 Cercate di essere presente nei suoi momenti importanti
Anche se siete impegnati con il lavoro e con la carriera, cercate di esserci il più possibile. E quando potete essere presente siateci davvero: non guardate la partita sullo smartphone durante il suo saggio di danza.

10 Per essere presenti non basta la vicinanza: quando siete con lei spegnete lo smartphone
In un’epoca come la nostra è fin troppo facile esserci fisicamente, ma non con la testa. Ormai è diventato normale vedere genitori con lo smartphone in mano che controllano i messaggi e guardano gli ultimi aggiornamenti di facebook mentre spingono l’altalena.
Evitatelo il più possibile. Quando passate il tempo con vostra figlia spegnete il cellulare. Quello che conta davvero è giocare e stare il più possibile con lei.

11 Fatele vedere che siete capaci di fare anche cose da donne
Perché deve essere sempre la mamma a fare la coda o la treccia? Stupitele: pettinatele e mettetele voi lo smalto. Mostrale che anche gli uomini sono gentili e che non ignorano il mondo delle donne.

12 Uscite con lei e mostratele come un uomo deve comportarsi con una donna

“Uscire con vostra figlia è d’importanza critica per mostrarle come un uomo dovrebbe trattare una donna. Quando esco con le mie ragazze apro loro le porte, pago il conto, le guardo negli occhi e le faccio sentire preziose”. Non c’è bisogno di fare niente di lussuoso, basta una pizza, un gelato o una serata al cinema, l’importante è farle sentire preziose e creare una serata indimenticabile.

13 Insegnatele che quello che ha dentro è più importante dell’aspetto
Crescere delle ragazze in questo mondo incentrato sulla sensualità e sull’apparenza non è facile. Per questo dovete impegnarvi a insegnare loro che essere carine non vuol dire essere alte e magre, ma avere forza d’animo, autostima, disponibilità verso gli altri. È quello che hanno dentro che farà fare strada alle vostre figlie, non l’aspetto.

14 Imparate a chiederle scusa
A volte anche un papà dalle buone intenzioni può sbagliare. Ma un padre modello è quello che sa che non sempre può avere tutto sotto controllo. Se avete commesso un errore con vostra figlia, chiedetele sinceramente perdono. E lei vi perdonerà.

15 Non dimenticate mai che il vostro ruolo è prezioso
“Papà, il vostro ruolo è prezioso. Amate le vostre figlie al meglio.”

 

Annamaria... a dopo

Annamaria… a dopo