ABBRACCI VERI E AMICIZIE OSTENTATE

abbraccio

Entrambi devono essere spontanei e veri

di Enzo

Ducky       Enzo,  fa sempre piacere abbracciare qualcuno.

Enzo         Ah si, vuoi abbracciare me?

Ducky       Sii serio” , Se comincio io , faremo cabaret.

Enzo         Avanti, cosa hai in mente?

Ducky       …di parlare di abbracci: Sembra una sciocchezza, ma credo che non lo è.

Enzo         Ho afferrato il concetto e  vuoi un cosa seria.

Ducky       Quando capisci subito, mi fai risparmiare l’ossigeno.  Dai comincia.

Enzo         E tu, mi raccomando, non esagerare. In alcune città italiane sarà capitato anche a voi , a te e …o marò… OB si è addormentata, Ma come, in soli due minuti  uno si addormenta?

O.B           Uno? …E che sono diventata masculo???

Ducky       Ma come lo vuole trovare un principe azzurro., se appena si siede sul letto e si accascia… non lo troverà nemmeno vestito di grigio.

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Enzo         Falle un caffè forte, Duc.

Cinque minuti dopo il caffè viene “gustato.

OB           Mi avete  fatto un scherzo col  caffè, vero?

Enzo         No, non lo pensare neppure!

Ducky       Tu soffri di “sonnite acuta” e…Enzo, che dici, glielo diciamo?

Enzo         E diglielo!

Ducky       Parli nel sonno e dici “lo voglio lo voglio”. Ma insomma, che cosa vuoi? Di giorno non vuoi nessuno, di notte “lo vuoi”: io non capisco niente.  Gemé, toglimi un curiosità, cos’è  il  subconscio? Forse è una crema  che si usa  per la depilazione delle gambe, perciò si dice sub-conscio cioè sotto-cosce. Ho indovinato?

Enzo         Per niente e non mi va di ridere, meno male che come te ci sei solo tu sul pianeta Terra.  Aprite bene le orecchie e procediamo. Sarà capitato anche a voi di

O.B           ….di avere una musica in testa?

Enzo        OBBI’ ! … di imbattervi, anche in alcune città italiane, a voi che avete viaggiato per lavoro o per diletto, in ragazzi e ragazze che mostrano cartelli con cui invitano i passanti a ricevere “abbracci gratis”: chiunque può andare da loro e “ritirare un gesto d’affetto. Qualcuno si mostra sempre reticente, ma molti accettano questo scambio di intimità con completi sconosciuti e tutti si sentono felici e sorridono. Lo ha detto Juan Mann l’allora, ll’allora ventiduenne che nel 2004 a Sidney, diede il via alla campagna Abbracci gratis,  un’iniziativa che ancora oggi ha molti seguaci in giro per il mondo.

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                AMICIZIA OSTENTATA

                Recentemente però la giornalista del Washington Post Veronica Toney  ha scritto un articolo in cui riflette sulla facilità con cui  oggi tendiamo a entrare in confidenza con le persone, almeno con i gesti.

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OB          E’ vero!

Ducky     E’ cosi!

Enzo       Con troppa facilità abbracciamo le persone ostentando l ‘ amicizia anche quando questa non c’è. Un pochino in più di distanza quando ci salutiamo non farebbe male a nessuno, scrive Toney: “Contrariamente a quello che ci potrebbero far credere le numerose campagne di “abbracci gratis”. Negli Stati Uniti  in particolare l’abbraccio è diventato un saluto per tutte le stagioni. Ma, ora che l’abbraccio sta diventando un modo comune di salutarsi, sta perdendo tutto il suo significato.  Secondo una ricerca di Amy Best, sociologa  della George Mason University (Usa), nell’ultimo decennio le norme sociali sono cambiate e sono scomparsi molti confini:

Ducky     In che senso?

Enzo       La gerarchia sociale è diventata meno importante: al lavoro, il capo non sta più chiuso nel suo ufficio più grande e luminoso, ma ha una sua scrivania in mezzo agli altri dipendenti. Questo spiegherebbe il desiderio di entrare in relazione. Tuttavia, gli psicologi oggi affermano che la socializzazione è sempre più difficile e la vicinanza fisica è  quindi rassicurante perché è un segno di apertura. Il punto è che stavolta questa vicinanza può apparire forzata, poco spontanea. Penso che spesso le persone si sentano obbligate ad abbracciarti anche quando preferirebbero non farlo.

OB        Che dici, Enzo, di abbracci veri?

Enzo         Un abbraccio vero, sentito, fa bene. Secondo diversi studi è benefico per la mente e per il corpo; insomma, fa psicofisicamente bene.  Pensate che l’anno scorso una ricerca condotta da  Sheldon Cohen del del Dietrich  College of Humanities ad Social  Sciences di Pittsburg (Usa) ha dimostrato che chi abbraccia spesso va incontro a minori infezioni e minori stress.

Il motivo?

Il contatto fisico rinvigorisce il sistema immunitario, a patto che si tratti d vere espressioni di affetto; inoltre, gli abbracci stimolano la produzione di ossitocina,l’ormone che rende fiduciosi ed empatici.

Ducky     Una specie di Viagra… la vendono in farmacia?

Enzo         OB, lo senti,  non c’è niente che possa farlo guarire. Non merita nessuna risposta. Anzi, facciamo un’altra cosa: dagli una padellata sul “davanti”.

OB           Eh no,  punito sì, ma non in modo esagerato,

Ducky      Ma siete pazzi, non state mica parlando di “gioielli da polso”, ma di ben altri gioielli e per giunta… miei.

O.B         E vabbè Duchino si sfasciano i gioielli ma ne beneficia il cuore…

 

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 O.B. Torno a dormire ….ronf ronf …prima un abbraccio !

Annamaria & Enzo

ROUGH SEX

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Per la serie “famolo strano” Lady Gaga e il compagno si sono fotografati tutti nudi e ricoperti di pittura, sopra a una tela adagiata sul letto. La cantante ha dichiarato: “Io e Taylor facciamo l’amore su una tela per la pace.”…

50 sfumarure di grigio insegna e per quelle donne che sessualmente non sono aggiornate devono sapere che c’è uno spettro che si aggira tra le coppie ed è lo spettro del rough sex, del sesso duro, forte, rude, brutale, violento. C’è lo spanking, (sculacciata) lo slapping, il choking (in genere, le mani intorno alla gola), il gagging (questo lo cercate su google), i graffi, i morsi, le parole pesanti, le manette, gli strattonamenti e…chi più ne vuole più ne provi Insomma, qualsiasi cosa rientri nello stato d’animo: “lui fa quello forte e lei fa quella debole”. Da non confondere con il bdsm (denominazione sadomaso) vero e proprio, perché qui sono un uomo e una donna che fanno sesso, non un master e una slave (schiava)
Molti lo fanno, ma nessuno ne parla. Ma soprattutto, moltissime donne superati i 30 anni lo vogliono, e lui non sempre lo capisce. Magari i ciucciottini leggendo quest’ articolo potranno saperne di più grazie a Cosmopolitan che ha intervistato tre famose e produttive registe hard : Erika Lust, Dana Vespoli e Joanna Angel.

ERIKA LUST

ERIKA LUST

ERIKA LUST- Svedese, 38 anni, Erika è senza dubbio una delle pioniere del porno femminista: come regista è stata una delle prime a scrivere, dirigere e produrre film hard con un ottica femminile. È una tipa combattiva, sempre molto impegnata a denunciare la misoginia presente nel porno mainstream, ma è anche una che si sa divertire un sacco, e i suoi film parlano da soli. Fondatrice della Lust Films, ha due bambine e vive da anni a Barcellona con il suo compagno Pablo, con il quale lavora.

DANA VESPOLI

DANA VESPOLI

DANA VESPOLI- Americana, 43 anni, separata con tre figli (il suo ex marito è l’attore porno Manuel Ferrara), Dana nel mondo dell’hard è entrata relativamente tardi, a 31 anni. Una fulgida carriera come attrice, soprattutto di gonzo, qualche anno di break e poi è tornata sulle scene come regista, e lavora soprattutto nella scuderia della Evil Angel di John Stagliano. È molto apprezzata. Si dichiara una femminista che, per caso, è anche regista pornografica.

JOANNA ANGEL

JOANNA ANGEL

JOANNA ANGEL-Newyorkese di Brooklyn, Joanna ha 34 anni ed è semplicemente la regina dell’Alt Porn, quel genere della porn industry che ha inglobato le sottoculture musicali ed estetiche legate al punk e al goths. Per dire: prima che lei fondasse la sua fortunatissima casa di produzione BurningAngel, nel porno non c’era spazio per le donne non aderenti al modello della bellona americana bionda. Così come per le ragazze tatuate. Joanna ha creato un nuovo genere. È imprenditrice, sceneggiatrice, attrice e soprattutto regista. Per 6 anni è stata legata all’attore hard James Deen, recentemente accusato di stupro dalla sua ex fidanzata Stoya e da circa una decina di altre attrici porno. Joanna stessa, in un’intervista recente, l’ha definito come un violento.

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IL ROUGH SEX È ANCORA COSÌ POPOLARE NELL’INDUSTRIA DEL PORNO?
Erika Lust
«Sì certo. E sta diventando sempre più forte e violento. Molte delle cose che si vedono nei siti di porno mainstream sono estremamente pericolose e fisicamente molto dolorose per le donne. E non ci vuole un genio a capire che tutto ciò ha a che fare con una misoginia imperante piuttosto che con il desiderio».

Dana Vespoli
«Nel nostro mercato il rough sex ha raggiunto il suo picco qualche anno fa, e poi ancora nel 2011. Non è mai passato di moda nel porno, ma non è più la cosa più importante ora. Come regista, non ho particolari pregiudizi, io voglio solo girare scene in cui gli attori sono coinvolti. Se questo significa che l’attrice desidera essere schiaffeggiata o in qualche modo sopraffatta dalla forza del suo partner, per me va bene. Come donna e come attrice, il rough sex mi piace a seconda dei casi e dei momenti».

Joanna Angel
«Il sesso brutale è sicuramente ancora molto popolare nell’industria del porno, e sta assumendo una piega ancora più psicologica. Come regista io guardo tantissime persone fare sesso, e cerco sempre di seguire le inclinazioni degli attori: se le persone sul set fanno un’esplicita richiesta di un gioco un po’ duro, ed entrambi sono d’accordo, per me va benissimo. Certo, lo riconosco: ultimamente sono sempre più numerose le attrici che me lo chiedono».
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IL SESSO DURO PIACE ALLE DONNE?

Erika Lust
«Sicuramente le donne sono sempre più interessate a esplorarlo, e un film come Cinquanta sfumature di grigio, per quanto totalmente irrealistico e contorto, ha contribuito a rendere più popolari queste dinamiche. Comunque il rough sex può essere grandioso se ti piace e se è fatto tra due persone consenzienti (e ti diverti!). Ma è sbagliato pensare che piaccia a tutte. Ci sono donne che a letto vogliono dominare, oppure invece semplicemente condividere».

Dana Vespoli
«Quando si tratta di donne che guardano il porno, non si può mai utilizzare la categoria “una taglia va bene per tutte”. Ultimamente penso che le donne vogliano sentirsi sicure e ascoltate. Se il loro compagno è in grado di aprire un canale di comunicazione, allora può essere che la donna si senta più incline a esplorare nuovi territori, come il rough sex. Del resto anche sui set dei film porno succede così: prima di girare una scena, tra il regista e gli attori ci sono un sacco di “comunicazioni di servizio”, ognuno stabilisce le sue barriere e le sue preferenze, da “Per favore non tirarmi i capelli” a “Non toccarmi le orecchie”. E in genere poi le scene vanno bene, perché se l’attrice si sente ascoltata e compresa, allora si lascia andare più facilmente».

Joanna Angel
«Sicuramente oggi se ne parla di più, e siamo tutti più pronti a sperimentarlo. Alle donne piace molto, ma spiegare perché è difficile. Come si fa a generalizzare? Ciascuna ha le sue ragioni. Da un punto di vista personale, negli anni scorsi ho sperimentato il rough sex a vari livelli di intensità. Oggi preferisco che ci sia più passione che dolore nella mia vita sessuale».

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CHE BARRIERE BISOGNA SUPERARE PER ESPLORARE IL SESSO BRUTALE?

Dana Vespoli
«Prima di tutto bisogna chiedersi che cosa si vuole esplorare, e se lo si vuole fare davvero. Alcune persone sono “vanilla” sempre e va benissimo così. Altre lo sono per 300 giorni all’anno, salvo poi avere all’improvviso desiderio di provare qualcosa di più hard tipo il sesso anale. Penso che le più grandi barriere siano quelle che ci costruiamo da soli, quindi se una donna ha voglia di provarlo, basta che sia esplicita: “Dammi una sberla, più forte, ok non farlo più, mi hai fatto malissimo”. Lo stesso vale per gli uomini, devono imparare a chiedere: “Posso prenderti con forza? Posso sculacciarti? Ti piace così?”. Potrà sembrare imbarazzante e asettico, ma la chiave del successo del rough sex sta proprio qui, nella comunicazione. Se si riesce a essere chiari fin dall’inizio, ci si mette al riparo da tante ferite, sia emotive che fisiche».

Joanna Angel
«Io sono convinta che gli uomini siano confusi dall’idea di rough sex. Da sempre si sentono dire che alzare le mani su una donna è una cosa brutta, e quando si trovano davanti una che invece lo richiede, sono disorientati. Anche perché se stanno troppo leggeri con la mano, magari lei è insoddisfatta. Se invece ci vanno giù troppo duro, capita che magari la donna si arrabbi. Insomma, quando fai rough sex devi parlare, comunicare, devi proprio cercare di capire chi hai di fronte. E mica tutti sono disponibili a farlo. Può essere estenuante per alcuni uomini. Che alla fine preferiscono farlo normale, senza troppo impegno, e morta lì».

Fonte Cosmopolitan.it

Annamaria… a dopo

 

UN MONDO DI BACI -1 PARTE

MARIA

MARIA

U N – M ♥ N D ♥ – D I- B A C I

BACI……bacini

Si è da poco conclusa a Perugia la manifestazione regina dedicata al cioccolato. Ho avuto il “piacere” di parteciparvi negli scorsi anni, deliziandomi i sensi con le sublimi prelibatezze.

Con il cioccolato ho scoperto che si può fare di tutto, ma la forma che da sempre preferisco è . . . il Bacio ! Scartarlo, affondare delicatamente i denti nel suo impasto, morbido e croccantino . . . mhmhmhmhm che magia !!

E’ impossibile non rievocare quello che ha ispirato questa creazione della pasticceria, uno dei gesti più affettuosi, teneri, delicati, ma anche passionali, erotici, sconvolgenti !! Rubato, sospirato, appassionato. Questo gesto, che si perde nella notte dei tempi, ha un potere magico, perché quando le labbra si incontrano, quando si bacia “il desiderato sorriso” può succedere di tutto.

A qualunque longitudine e latitudine, il bacio è un modo per esprimere affetto e amore. Ed è un gesto molto umano: gli animali che si baciano sono pochi e solo i bonobo (un tipo di scimmie) lo fanno con la lingua.

Ma per capire ancora meglio la funzione del bacio, bisognerebbe fare un passo indietro e chiedersi: perché abbiamo le labbra? Secondo l’etologo Desmond Morris, queste parti del corpo sono un segnale erotico esplicito, perché ricordano molto da vicino la forma dell’organo sessuale femminile. E questo spiega come mai, nel corso del tempo, le donne abbiano avuto cura di mostrarle, sottolineandole con il rossetto, soprattutto durante la fase del corteggiamento.
Il bacio, però, è nato come gesto d’affetto più che come pratica erotica. «Secondo la tesi più diffusa tra gli antropologi, alla sua origine c’è un’abitudine degli uomini preistorici: quella di nutrire i piccoli con la bocca» spiega il giornalista scientifico Piero Angela. «La madre sminuzzava il cibo e lo passava al piccolo. E in effetti, nei primi baci tra due innamorati c’è un inconscio ricordo dell’infanzia. Con questo gesto si trasmette, simbolicamente, la promessa di proteggersi e nutrirsi a vicenda»(Piero Angela)
Per alcuni biologi, invece, l’origine del bacio è meno romantica e più pratica. «Si tratterebbe di un meccanismo che la natura ha messo a punto per garantire un maggior successo nella procreazione» spiega lo psicoterapeuta Marco Pacori. «In sostanza, le femmine sceglierebbero il partner migliore “assaggiando” la sua mappa genetica, rivelata dall’odore e da alcune proteine trasmesse dal contatto con la bocca».

Non è mia intenzione prolungarmi sulla “teoria” del bacio . . . . . . forse a voi, care amiche, piacerebbe darlo e riceverlo in modo diverso per sentire battere forte il cuore !!

Passionale, casto o mordi-e-fuggi : tanti modi di baciare.

Romanticissimo e sospirato, come quello che dà la protagonista del film “Il favoloso mondo di Amélie” a Nino, dopo averlo inseguito e spiato per giorni e giorni.

Oppure imprevedibile e furtivo, come quello che si scambiano a una festa Stefano Accorsi e Martina Stella, nel film “L’ultimo bacio”.

Quanti tipi di baci esistono? I tentativi di elencarli devono arrendersi alla fantasia. Con l’aiuto di Piero Stettini, direttore dell’Istituto di sessuologia e psicoterapia di Savona, Roberta Rossi, sessuologa, e Angelo Musso, psicoterapeuta, possiamo individuare almeno sei modi diversi per creare un contatto “scintillante” tra voi ed il vostro partner, da considerare se siete ai primi approcci, ma utile anche a chi vive in coppia da tempo.- Come un’altalena – A dare le sensazioni più forti in un bacio sono le mucose interne delle labbra. Per sfruttare questa sensibilità, provate a giocare con la bocca del partner, senza essere “invadenti”: alternate con le vostre labbra il contatto fra i bordi interni ed esterni delle sue, come se la vostra bocca fosse un’altalena che va avanti e indietro.- A ventosa – Se potete contare su delle labbra grandi e carnose come l’attrice Angelina Jolie, “catturate” con la parte interna quelle del partner, che tiene la bocca chiusa o leggermente socchiusa. La sensazione sarà proprio quella di un bacio “aspiratutto”, bizzarro ma eccitante. Se è lui ad avere una bocca importante, proponetegli di provare l’effetto ventosa su di voi. – In punta di lingua -Il bacio alla francese, cioè con la lingua, meriterebbe da solo un saggio, perché le varianti sono infinite. Il consiglio è : concentratevi sulla punta, che è la parte più sensibile della lingua. A detta degli esperti, è più eccitante che spingersi nelle zone più interne della bocca.- A farfalla – Si tratta di un bacio leggero e impalpabile. Le vostre labbra devono sfiorarsi appena con le sue, come se volessero volare via da un momento all’altro. L’effetto è molto sensuale, perché alimenta il desiderio di un contatto più deciso e sicuro.- Mordicchiato -Dedicato ai più smaliziati, è un bacio ad alto contenuto erotico, perché rivela una forte attrazione tra i due partner e il desiderio di andare “oltre”. Sovrapponete le vostre labbra alle sue e iniziate a mordicchiarvi a vicenda il labbro inferiore o superiore.

 – Con il soffio – Si chiama blow kiss (bacio soffiato) quello in cui i due partner si guardano negli occhi, mentre ognuno soffia delicatamente sulla labbra dell’altro. La delicatezza di questo gesto può essere molto eccitante, al pari di quando un uomo vi sfiora le orecchie con le labbra e soffia, procurandovi i brividi.

Ma questo è solo un assaggio, un approccio al meraviglioso m♥nd♥ dei baci . . . Che dire del bacio sul collo: una specie di lasciapassare . . . è come se si chiedesse: posso andare più avanti?

Io, per adesso non vado oltre, ma vi do appuntamento ad un prossimo incontro su questodolce argomento ♥

Nel frattempo vi mostro il bacio preferito dalle donne della bilancia . . . indovinate perché proprio quello!?!!?

BACIO BILANCIA

I MIEI FIGLI DIMENTICHERANNO…

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Complimenti a chi ha scritto questo testo . Mi sono commossa e allo stesso tempo coinvolta tra i ricordi teneri dei miei figli, ormai adulti.  Il mio cuore piange di nostalgia ma si sa….. crescono ed imparano un linguaggio diverso dal nostro. E’la vita che corre su binari paralleli. Commovente pero’ mi raccomando…niente lacrime

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Il tempo, piano piano, mi solleverà dalla fatica estenuante di avere dei figli piccoli. Dalle notti senza sonno e dai giorni senza requie. Dalle mani grassocce che ininterrottamente si aggrappano, mi scalano, mi tirano, mi frugano senza ritegno e senza remore. Dal peso che riempie le mie braccia e piega la mia schiena. Dalle voci che mi chiamano e non ammettono ritardi, attese, esitazioni. Mi restituirà l’ozio vacuo della domenica mattina, le telefonate senza interruzioni, il privilegio e la paura della solitudine. Alleggerirà, forse, il fardello della responsabilità che certe volte mi opprime il diaframma.

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Ma il tempo, inesorabilmente, raffredderà di nuovo il mio letto, adesso caldo di corpi piccoli e respiri veloci. Svuoterà gli occhi dei miei figli, che ora traboccano di un amore poderoso e incontenibile. Toglierà dalle loro labbra il mio nome urlato, cantato, sillabato e pianto cento, mille volte al giorno. Cancellerà – un po’ alla volta oppure all’improvviso – la familiarità della loro pelle con la mia, la confidenza assoluta che ci rende praticamente un corpo solo. Con lo stesso odore, abituati a mescolare i nostri umori, lo spazio, l’aria da respirare. Subentreranno, a separarci per sempre, il pudore, il giudizio, la vergogna. La consapevolezza adulta delle nostre differenze.

Come un fiume che scava l’arenaria, il tempo minerà la fiducia che mi rende ai loro occhi onnipotente. Capace di fermare il vento e calmare il mare. Riparare l’irreparabile, guarire l’insanabile, resuscitare dalla morte.

Smetteranno di chiedermi aiuto, perché avranno smesso di credere che io possa in ogni caso salvarli. Smetteranno di imitarmi, perché non vorranno diventare troppo simili a me. Smetteranno di preferire la mia compagnia a quella di chiunque altro, e guai se questo non dovesse accadere.

Sbiadiranno le passioni – la rabbia e la gelosia, l’amore e la paura. Si spegneranno gli echi delle risate e delle canzoni, le ninne nanne e i C’era una volta termineranno di risuonare nel buio.

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Con il tempo, i miei figli scopriranno che ho molti difetti, e, se sarò fortunata, ne perdoneranno qualcuno.

Saggio e cinico, il tempo porterà con sé l’oblio. Dimenticheranno, anche se io non dimenticherò.
Il solletico e gli inseguimenti (“Mamma, ti prendo io!”), i baci sulle palpebre e il pianto che immediato ammutolisce con un abbraccio. I viaggi e i giochi, le passeggiate e le febbri alte. I balli, le torte, le carezze mentre si addormentano piano.

I miei figli dimenticheranno. Dimenticheranno che li ho allattati e cullati per ore, portati in fascia e tenuti per mano. Che li ho imboccati e consolati e sollevati dopo cento cadute. Dimenticheranno di aver dormito sul mio petto di giorno e di notte, che c’è stato un tempo in cui hanno avuto bisogno di me quanto dell’aria che respirano.

Dimenticheranno, perché è questo che fanno i figli, perché è questo che il tempo pretende.

E io, io, dovrò imparare a ricordare tutto anche per loro, con tenerezza e senza rimpianto. Gratuitamente. Purché il tempo, sornione e indifferente, sia gentile abbastanza con questa madre che non vuole dimenticare.

Annamaria… a dopo

PENSAVO FOSSE AMORE INVECE ERA UN DISTURBO DI PERSONALITA’

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…E ancora una volta si parla d’ammmore  con un post semiserio  …

Chi vuole cambiarti non ama te, ma l’idea che ha di te.

Questo è un post semiserio sulle relazioni amorose, è anche un post che dà ampia libertà di scelta in merito a cosa considerare serio e cosa no. Estremizzare è un lusso che voglio qui concedermi. E’ un post senza pretese, non prendetevela troppo con l’autore, anche dove c’è stato un po’ di tormento la leggerezza potrebbe essere la benvenuta.
L’amore, per intenderci, è quella cosa che tutti conoscono, ma che nessuno saprebbe definire, piccola eccezione forse per i poeti. No, non ci provate, non siamo tutti poeti dentro, anche se la poesia è dentro ognuno di noi.

Astenersi lettori impegnati in relazioni stabili e durature, siete una specie in via di estinzione a sentire i teorici dell’era del precariato e delle relazioni fluide. Non sappiamo al momento che fine farete, ma immagino vi terranno informati, siete esseri umani anche voi. D’altronde per continuare la specie c’è bisogno di fare figli e, per questo, c’è bisogno di sicurezza e stabilità, se non per farli, almeno per mantenerli.

Quante volte abbiamo creduto, cominciando a frequentare una nuova persona, che fosse la volta giusta, che avessimo trovato la nostra metà, la nostra anima gemella? Ecco, cominciamo a prendere atto che nasciamo interi e non dimezzati e i gemelli, di solito, ce li ritroviamo affianco nella culla senza doverli stare a cercare una vita. Purtroppo le speranze non sono necessariamente indicative dei risultati poi ottenuti e alcune relazioni infrangono i sogni migliori.

A volte lo diciamo con franchezza che sapevamo già come sarebbe andata a finire, una parte di noi aveva capito tutto, abbiamo sempre una parte di noi che aveva capito tutto, mai però che la ascoltassimo! Cassandra era una dilettante.
Quindi soffriamo, ma volutamente, perché eravamo in fila quando distribuivano il dono della premonizione e abbiamo aspettato diligentemente il nostro turno. La logica, a dire il vero, ogni tanto si affaccia per vedere se le facciamo un po’ di posto, ma di solito capisce che aria tira, non se la prenda poi tanto a male, fatti i suoi doverosi tentativi di intromissione, ha tenerezza e secondo me si diverte anche, siamo buffi.

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Troncata una relazione, soprattutto se subiamo la scelta dell’altro/a, comincia l’estenuante gara di attribuzione di responsabilità, arbitri non ce ne sono, nessuno vuole rischiare la vita. Al via quindi una sfida all’ultima colpa ingaggiata a furia di soliloqui interni e monologhi con gli amici. In quest’ultimo caso bisogna stare molto attenti a non lasciare spazio tra una parola e l’altra, si respirerà in seguito se necessario, se l’amico trova spazio comincerà a parlare di “quando anche lui è stato lasciato o ha interrotto una storia” dando vita, oltre che ad una conferenza last minute, ad un chiaro esempio di conflitto di interessi, questo almeno però possiamo ammettere che non sia di facile regolamentazione, non ne chiederemo conto alla Sinistra. Poi mi domandano cosa differenzi un amico da uno psicologo, con lo psicologo puoi fare delle pause tra una parola e l’altra.

Parliamoci chiaro non è che attribuire delle responsabilità all’altro sia sbagliato, anche perché l’altro può realisticamente averne fatte di cose che avrebbe potuto scegliere di fare diversamente, ma vorremmo un cambiamento in lui/lei che, se possibile, in fondo probabilmente non ci avrebbe portato al termine della storia, ma ho già chiarito il ruolo della logica in tutto questo ed è inutile scomodarla nuovamente. Ci sono poi quei tira e molla, prima del definitivo distacco, che costituiscono un toccasana per la tranquillità dell’animo umano e che ci danno modo di ripetere i nostri errori in modo da perfezionarli. Paolo Conte cantava in Boogie “Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti”.

Per chi viene lasciato è chiaro e da diffondere con comunicato stampa: l’altro/a è un caso clinico altrimenti continuerebbe la relazione. Questa convinzione, nei casi più fortunati, è confermata dal fatto che lui/lei abbia realmente iniziato ad andare in terapia, i più onesti intellettualmente (pochi) possono forse chiedersi se, per caso, non hanno avuto un ruolo fondamentale in questa scelta.
Non è facile essere uno, figurarsi essere in due, anche se continuo a pensare che non ci sia niente di meglio delle relazioni umane. “La gente è il più grande spettacolo del mondo e non si paga il biglietto” diceva Charles Bukowski.

Le relazioni amorose ci caratterizzano come esseri umani, senza avvertiremmo la nostra solitudine in modo insostenibile, non bastano gli altri, ma abbiamo bisogno di un altro/a in particolare, quello/a che fa del verbo condividere la differenza che non troveremmo altrove. Può andar bene al primo colpo o quasi oppure sembra non basti una vita. Pensavamo fosse amore invece era un disturbo di personalità, di chi dei due è tutto da vedere.

Mario De Maglie
Psicologo psicoterapeuta

 

Annamaria… a dopo

I BENEFICI DI LASCIARE ANDARE

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Dedico questo articolo, sviluppato da “la mente meravigliosa”, a quelle persone che per svariati motivi ci hanno allontanato o abbiamo allontanato dalla nostra vita . Seguendo l’esempio della saggia natura, dove persino gli alberi lasciano che le loro foglie cadano in autunno, perché possano crescere più vigorose in primavera. Allo stesso modo questa situazione anche noi possiamo vederla in modo positivo o negativo. La caduta delle foglie in autunno può essere considerata negativa perché sporcano le strade e i rami rimangono spogli, oppure positiva perché le strade si adornano di un tappeto colorato e i rami si preparano per ricevere nuove foglie…

Per vivere in una condizione di benessere e di costante crescita, dovremmo imparare a lasciare andare situazioni o persone che non migliorano la qualità della nostra vita. Di solito è difficile non afferrarsi alle cose, perché l’essere umano si sente più sicuro di fronte a ciò che conosce, e quando perde qualcosa a cui era abituato, compaiono il timore e l’incertezza.

Coppie che non sono felici e continuano a stare insieme, lavori che ci rovinano la giornata, amicizie tossiche, famiglie che soffocano la libertà, ecc. Ci sono moltissime situazioni e persone che ci circondano e peggiorano la nostra vita, eppure continuiamo a mantenerci afferrati a loro, con testardaggine.

Perché è così importante imparare a lasciare andare?
Perché la vita è in costante cambiamento e offre tante cose nuove, quindi afferrarsi a qualcosa che non funziona significa accontentarsi di una qualità di vita che potremmo migliorare se lasciassimo che le cose scorressero in modo naturale.

Quante volte abbiamo assistito a situazioni in cui le persone rimanevano ancorate a qualcosa che non le rendeva felici? Quell’amica che ci racconta del marito che non risponde ai suoi messaggi, eppure continua a insistere nonostante la sua frustrazione, cercando di convincerlo, di piacergli, ecc. Comportarsi in questo modo significa rimanere ingabbiati, perché mentre ci intestardiamo nella lotta per qualcosa che non dà frutti, perdiamo l’opportunità di lasciar entrare nella nostra vita cose nuove e migliori, che ci rendano felici.

Lasciare andare significa accettare ogni situazione per quella che è. Significa non forzare le cose e lasciare che scorrano in modo naturale. Se, per esempio, scriviamo a qualcuno che ci interessa e non riceviamo una risposta, è meglio accettarlo e voltare pagina, aprirci a nuove esperienze e conoscere altra gente.

Questo non significa che non dobbiamo lottare per ciò a cui teniamo, ma il mondo delle relazioni funziona come un gioco da tavola in cui entrambi i giocatori devono tirare i dadi e muovere la propria pedina. Se tiriamo una volta i dadi e l’altro non lo fa, non ha senso continuare a giocare da soli, perché dall’altra parte non c’è interesse. La cosa razionale è abbandonare il gioco e cercare qualcun altro che voglia giocare con noi.

Nella vita reale accade lo stesso: giocare significa mostrare interesse, se scriviamo a qualcuno e non ci risponde, quindi, è meglio accettarlo e cambiare persona. Se analizziamo il comportamento delle persone intorno a noi, probabilmente troveremo molte persone che stanno giocando da sole, bloccate in relazioni che non le rendono felici.

Il tranello delle domande
Spesso lasciare andare non è un compito facile. La maggior parte delle persone, quando si rende conto che qualcosa che le interessa sta sfuggendo dalle sue mani, non lo accetta e cerca delle risposte. Perché non parliamo più come prima? Perché non mi ami più? Perché sei così sfuggente con me? E così via. Abbiamo bisogno di spiegazioni, argomentazioni, siamo soliti fare pressioni sugli altri per ottenere ciò che desideriamo, e tutto ciò per mancanza di accettazione.

La verità è che le persone che ci valorizzano e che ci amano continueranno a stare al nostro fianco senza che ci sia bisogno di questo sforzo, perché ci metteranno del loro. Credere che, per ottenere qualcosa, dobbiamo sacrificarci è sbagliato, perché il sacrificio non corrisposto porta frustrazione e ci immobilizza. Noterete che qualcosa vale la pena quando tutto scorrerà in modo naturale, e sarà un dare e ricevere reciproco.

Lasciare andare anche le idee
Il lasciare andare non vale solo per le situazioni e le persone: spesso dobbiamo anche lasciare che alcune idee sfumino, se vogliamo raggiungere la felicità. Molto spesso, al contrario, non ci riusciamo, perché vogliamo per forza che le cose vadano come diciamo noi.

Progetti per il weekend che non vanno a buon fine, credere che senza un partner non si possa essere felici, rimuginare sul passato per lamentarci, credere di non valere nulla, evitare di fare le cose per paura, ecc. Tutte idee che provocano sentimenti negativi, e che dovremmo lasciar sparire dalla nostra mente.

Se non avessimo pensieri, probabilmente ci godremmo di più la vita, perché ci dedicheremmo a vivere il presente così com’è, senza cercare di cambiarlo, accettandolo. Saremmo concentrati soltanto sul godimento di quel momento, ci adatteremmo a ciò che abbiamo e non cercheremmo di adattare la realtà a noi.

Dobbiamo allenare la nostra mente a vedere il bello in ogni momento e, quando sentiamo che è necessario, a rinnovare la nostra vita. Lasciamo andare ciò che ci rende infelici, lasciamo indietro i legami per poter continuare a fluire.

Il fiume della vita scorre tra le sponde del dolore e del piacere. Il problema sorge solo quando la mente rifiuta di fluire con la vita e si arena sulle sponde. Per fluire con la vita intendo l’accettazione: accogliere ciò che viene e lasciar andare ciò che va. (Sri Nisargadatta Majarj)

Annamaria… a dopo

15 LUOGHI COMUNI SULLA SESSUALITÀ, DA SFATARE…

15 luoghi comuni sulla sessualità, che non corrispondono al vero

 

In ambito di sessualità le false idee sono molto numerose ed è quasi impossibile non lasciarsi influenzare. Eccovi  una rassegna di alcuni luoghi comuni da sfatare…per un miglior appagamento sessuale! Questa analisi è tratta dal settimanale “Al Femminile”.

1 – Quando viene stimolato il punto G, una donna ha automaticamente un orgasmo.
La stimolazione del punto G può provocare delle sensazioni piacevoli, e portare all’orgasmo il 10% delle donne, non di più ! Il 90% delle donne non raggiungerà mai questo orgasmo particolare.
Il punto G è una zona di alcuni centimetri di diametro situata sulla parete anteriore della vagina, dalla parte del ventre, a soli 3-5 cm dall’ingresso della vagina. Il punto G non ha assolutamente la stessa sensibilità del clitoride, che è estremamente erogeno.
Per il punto G le carezze leggere non sono efficaci. Solo delle pressioni più energiche possono determinare in certe donne un effetto di piacere sessuale che porta all’orgasmo.

2 – La lunghezza del pene è molto importante per le sensazioni femminili.
Un organo sessuale maschile imponente non è più efficace per dare piacere ad una donna. Perché? Il fatto è che l’organo principale del piacere in una donna è il clitoride. Per stimolare il clitoride un uomo si serve delle mani, della bocca e anche del pene, ma un pene più grande non offre alcun vantaggio speciale!
D’altronde, quella che si considera la parte più sensibile della vagina è il punto G, situato in media a soli 4 cm dall’ingresso all’ingresso della vagina. La lunghezza del pene in erezione è sempre largamente sufficiente per raggiungere il punto G!
E poi la profondità della vagina è di 8 centimetri in riposo e di 12 cm in stato di eccitazione. E’ raro che un pene maschile in erezione non raggiunga tali dimensioni.
Quando una donna si lamenta del fatto che il pene del partner è troppo piccolo, in generale è invece la vagina che non è abbastanza muscolosa. Infatti di solito le pareti della vagina sono toniche e si contraggono intorno al pene. Se ciò non avviene, occorre un po’ di ginnastica sessuale per tonificare i muscoli!

3 – Dopo il parto, la vagina è più larga.
La vagina si estende enormemente durante il parto. E’ normale, è per quello che all’interno è fatta di pieghe, proprio per potersi allargare durante il parto. In seguito la vagina ritorna alla forma normale. E’ un organo elastico, fatto per espandersi e restringersi.
Il medico può invece ordinare della ginnastica per il perineo, cioè per i muscoli intorno alla vagina, per aiutarli a ritrovare la loro tonicità naturale.
In alcune donne durante il parto i muscoli del perineo si sono distesi e se non vengono più allenati si corre il rischio di soffrire di incontinenza urinaria ! Per questo è utilissimo fare subito della ginnastica dopo il parto, sia per ritrovare una vita sessuale piacevole che per evitare i rischi di incontinenza!

4 – Una donna fontana, è una donna che ha una forte lubrificazione.
Certe donne hanno una lubrificazione molto abbondante, ma ciò non ha niente a che fare con la “donna fontana”.
Si parla di “donna fontana” quando, al momento dell’orgasmo, una certa quantità di liquido fuoriesce, a spruzzo, dall’uretra. E’ per quello che a volte si parla di eiaculazione femminile. Infatti le contrazioni muscolari dell’orgasmo provocano l’espulsione del liquido. Molte donne hanno l’impressione di urinare, ma non è affatto così.
Solo il 10% delle donne ha già avuto un orgasmo con “eiaculazione”. Non si sa ancora se tale fenomeno è specifico per alcune donne o se tutte le donne potrebbero provarlo. L’ eiaculazione femminile è sempre accompagnata da un piacere molto intenso, una specie di super orgasmo.

5 – Il Viagra stimola il desiderio.
Il Viagra, prescritto in caso di disturbi dell’erezione, non ha niente a che fare con il desiderio. E’ solo uno starter, uno stimolatore dell’erezione. Se un uomo prova desiderio e prende il Viagra, le sue erezioni saranno migliori. Ma se non prova desiderio, il Viagra non avrà nessun effetto.
Il Viagra non crea il desiderio!
Detto questo spesso gli uomini che non hanno delle buone erezioni, dopo aver preso il Viagra ammettono anche di provare più desiderio.
Ma è la paura di non essere all’altezza, di non farcela che è scomparsa, lasciando il posto al desiderio che esisteva ma non osava più esprimersi!

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6 – Un buon amante può fare l’amore diverse volte di seguito.
Il fatto di essere o non essere un buon amante non ha niente a che fare con il numero di volte in cui un uomo può eiaculare in una serata! Infatti la maggior parte degli uomini che può far l’amore parecchie volte di seguito tende ad eiaculare assai rapidamente (ma non tutti!). Gli uomini che eiaculano una sola volta riescono più facilmente a durare più a lungo. Alla fin fine l’importante nella relazione non si può misurare: gli uomini, per rassicurarsi tendono a calcolare un po’ tutto, la lunghezza del pene, per quanto tempo riescono a fare l’amore senza eiuaculare, il numero di volte in cui possono ricominciare.
I numeri sono facili da paragonare! Ma il piacere non si misura in quel modo. Un uomo può essere un eccellente amante anche se ha un pene non molto grande, e se non può ricominciare diverse volte di seguito l’atto sessuale. Come fa? Sta semplicemente attento ai bisogni della partner!

7 – Se dico di no ad una pratica sessuale, non mi vorrà più.
Quando si ama qualcuno bisogna ascoltare i suoi desideri e cercare di capirli. Ma ascoltare e capire non significa dire di sì a tutto. E’ normale che due persone diverse non abbiano le stesse voglie. Ed è importante rispettare le differenze.
Allora, se non ci si sente di realizzare un desiderio dell’altro, l’importante è saper dire di no. L’ideale è chiedere spiegami perché per te è importante. E poi dire: “capisco, ma non desiderio la stessa cosa”.
Accettando una pratica sessuale che non desideri rinneghi te stessa, ti aggredisci. E ci stai male. Il tuo partner non ti rispetterà semplicemente perché tu stessa non ti rispetti. E non si può amare una persona che non si rispetta.
E’ dicendo sempre di sì e non di no che rischi di rovinare la relazione!

8 – Per provare piacere bisogna essere innamorati.
Fare l’amore con la persona che si ama è il massimo. Ma ciò non significa che una relazione sessuale senza amore non dia piacere.
Infatti la mancanza d’amore non implica la mancanza di attrazione fisica, nè il non poter condividere il momento. Anche senza amore possono esistere delle sensazioni positive che sono coinvolte nel piacere sessuale.
In generale si può dire che una ragazza per fare sesso avrà maggiormente bisogno di amore di un ragazzo. Con gli anni le cose evolvono e un uomo avrà più bisogno di amore per una sessualità appagante, mentre una donna saprà apprezzare sempre di più il piacere sessuale, anche senza amore.
Ancora una cosa: l’amore può complicare il piacere. Quando si ama si ha paura di non piacere, di essere respinti, di non essere all’altezza… Quando la posta in gioco è minore, talvolta il piacere è più semplice!
Detto questo i più grandi piaceri sono sicuramente quelli in cui vi è sia l’amore che l’attrazione sessuale!

9 – Tutte le donne sono pluriorgasmiche?
Una donna pluriorgasmica è una donna che può provare diversi orgasmi di seguito durante uno stesso rapporto sessuale e senza pausa ! Certi specialisti sostengono che l’uomo è mono orgasmico, cioè può avere un solo orgasmo, mentre la donna è pluriorgasmica di natura.
In realtà solo il 10% delle donne dice di poter avere diversi più orgasmi di fila. Non si sa se tutte le donne hanno tale potenziale, pur non avendolo sfruttato, o se solo certe donne hanno quella capacità.
Ma non bisogna assolutamente pensare che per essere una vera donna sia necessario essere multiorgasmica! Infatti il 90% delle donne non lo è!

10 – Gli uomini non simulano mai l’orgasmo.
Si dice spesso che le donne simulano l’orgasmo, ma questo vale anche per gli uomini! Solo il 47% degli uomini dice di aver raggiunto l’orgasmo ad ogni rapporto sessuale. Ogni tanto anche per loro le cose non vanno per il verso giusto! Perché fanno finta? Per far piacere alla partner, o perché si annoiano, o per stimolarsi un po’…
Quando un uomo simula mima alcuni gemiti, alcuni sussulti. L’unica cosa che non può inventare è l’eiaculazione! E, strano ma vero, anche senza eiaculazione diverse donne non si accorgono che il partner finge! Comunque bisogna dire che, anche se molti uomini hanno già simulato una volta nella vita, non è un comportamento maschile molto frequente!

11 – Gli uomini sono sempre pronti a fare l’amore.
L’idea, molto diffusa nella nostra società, è che gli uomini pensano sempre al sesso e sono sempre pronti a fare l’amore quando se ne presenta l’occasione. Ma è falso! D’altronde gli uomini sono infastiditi dall’idea di dover sentirsi sempre disponibili sessualmente. Se dicono di no stanno male e la donna anche!
Certo, per un uomo normale la sessualità è importante, ma a certe condizioni. Non è sempre pronto a fare l’amore, in qualsiasi posto, con qualsiasi donna ! E più gli anni passano, più gli uomini riconoscono di aver bisogno si amore, di condivisione affinché la sessualità risulti ricca ed interessante.
E’ vero anche che un uomo può avere dei periodi in cui non prova molto desiderio, o in cui si sente poco disponibile sessualmente. E’ più frequente di quanto si pensi!

12 – Il piacere sessuale si attenua quando una coppia dura.
Quando nella coppia la comunicazione è buona, con il tempo il piacere sessuale tenderà ad aumentare nella coppia. Molte persone ammettono che con il passare degli anni la loro sessualità è diventata più appagante.
Detto questo quello che cambia è la natura del desiderio. Per continuare ad approfittare di una vita sessuale ricca bisogna imparare ad andare verso l’altro e non solo a lasciarsi trasportare da un desiderio ormonale a fior di pelle. Occorre una vera volontà di incontro e di scambio. Ciò permette di conoscere meglio i desideri dell’altro, di realizzarli, di evitare le incomprensioni…
Quindi il piacere nella coppia non viene da sè, una volta passato l’ardore iniziale. Bisogna coltivarlo, meritarlo!

13 – Le donne hanno meno desiderio sessuale degli uomini.
Le donne hanno un desiderio sessuale diverso da quello degli uomini, ma non minore! Il desiderio sessuale femminile passa meno per gli occhi che quello maschile. Un uomo che vede la sua partner, che la trova bella, la desidera. Il desiderio nella donna invece è stimolato più dalle parole che sente. E’ proprio questo il problema: in generale gli uomini parlano poco, e parlano ancora meno d’amore e di desiderio. Di conseguenza il desiderio femminile può risentirne.
Quando un uomo sa parlare ad una donna ne accenderà il desiderio nel corso degli anni!

14 – Il sesso è la cosa più importante nella coppia.
La sessualità è utile, benefica, piacevole, positiva per la coppia. Ma non rappresenta l’essenziale. Il sesso è un modo per comunicare, come la parola, i gesti, la scrittura… La sessualità è un modo privilegiato e intimo per esprimere i propri sentimenti, il bisogno di sentirsi vicini. E’ uno strumento di scambio, di condivisione.
Spesso la sessualità è lo specchio della salute della coppia. Quando la coppia va male di solito la sessualità è insoddisfacente. E al contrario se la coppia va bene anche la sessualità è appagante.
Tuttavia la sessualità può costituire un problema senza per questo intaccare l’essenza della coppia. Ci si può sentire molto vicini anche se la sessualità è difficile.
E talvolta la sessualità funziona anche se la relazione si degrada.

 


15 – Il ritmo normale dei rapporti sessuali è 3 volte alla settimana.
Non esiste nessuna regola in materia. Si può parlare di media, ma non è assolutamente la stessa cosa. La media, secondo le diverse dichiarazioni (vere o false) è di 3 rapporti sessuali alla settimana. Ma certe coppie fanno l’amore tutti i giorni ed altre una sola volta alla settimana o al mese.
Nessuna coppia è normale o anormale. Quello che conviene ad una coppia non va bene ad un’altra.
L’essenziale è che ogni membro della coppia si senta appagato.
E’ frequente che una coppia abbia dei periodi di sessualità intensa seguiti da altri molto più calmi.
E’ normale allorché una relazione dura diversi anni!
E poi la frequenza dei rapporti sessuali è solo un numero. E non indica la qualità di tali rapporti.
Per una coppia può essere meglio fare l’amore una volta ogni 15 giorni che ogni giorno per alcuni minuti… Dipende dai gusti!

Annamaria… a dopo

TEST PER SCOPRIRE SE MI AMA

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Chi non si è mai chiesto se il partner ci amasse veramente oppure stesse insieme a noi per interesse o perchè non riesce a trovare di meglio. Ama, non m’ama, ama, non m’ama, ecc… Ma esiste un test per scoprire se il mio amore mi ama ancora, se è ancora innamorato di me oppure se, pian piano, il suo sentimento si sta appassendo ? Ecco un test composto da domande che ci daranno un’idea della situazione. Il linguaggio del corpo e il comportamento assunto in alcune circostanze possono aiutarci a comprendere meglio una situazione amorosa.



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E’ un semplice test. Rispondete solo ad una delle 3 opzioni per domanda e poi leggete il sunto, alla fine.
Potreste fare questo test anche per capire se si è ancora innamorati di una persona.

DOMANDA 1 :

Quale è il suo comportamento a scuola o lavoro verso di te ?

A. Maschera il vostro rapporto, facendo finta che no nci sia nulla.

B. Vi ammicca qualche sguardo ogni tanto.

C. Cerca la vostra compagnia, parola, sguardo, spesso.

DOMANDA 2 :

Se uscite a fare shopping con lui ?

A. Non ama venire a fare shopping con me.

B. Se ne sta in disparte aspettando i vostri comodi .

C. Se gli dite “questo mi piace” lui ve lo compra.

DOMANDA 3 :

Se, invece di uscire con lui, uscite con un’amica ?

A. Si offende molto e prende il muso.

B. Ti dice che lui uscirà con gli amici.

C. Ti chiede di uscire insieme a voi.

DOMANDA 4 :

Dopo una serata passata insieme e romantica vi manda un sms con scritto ?

A. La prossima volta la organizzo io la serata.

B. Ti ho lasciata da poco ma mi manchi.

C. E’ stata una serata fantastica ed indimenticabile .

DOMANDA 5 :

Ad un incontro casuale con il tuo ex uomo ?

A. Si ammutolisce.

B. Ti fissa per farti capire di muoverti.

C. Parla senza problemi con lui.

DOMANDA 6 :

Quale è il suo comportamento di fronte una bella donna ?

A. Le butta l’occhio in maniera vistosa.

B. Fa un apprezzamento positivo sul suo corpo.

C. Non la guarda.

DOMANDA 7 :

Al tuo compleanno ti regala ?

A. Un intimo donna color rosso.

B. Un videogioco che piace molto anche a lui.

C. Un bellissimo anello non di bigiotteria.

DOMANDA 8 :

In chat come si comporta ?

A. Vi risponde non subito.

B. Vi dice che sta per disconnettersi perchè ha da fare.

C. Sta li a parlare tranquillamente per molto tempo.

DOMANDA 9 :

Quando vi fotografano insieme ?

A. Siete vicini ed abbracciati ad altri.

B. Siete distanti uno dall’altro.

C. Siete abbracciati e sorridete entrambi magari guardandovi negli occhi.

DOMANDA 10 :

Al momento di pagare in un ristorante ?

A. Si divide alla romana, cioè si paga a metà.

B. Fa pagare te trovando mille scuse.

C. Paga lui senza farsi problemi.

Conteggio risposte

Contate quante risposte A, B e C avete dato e leggete il risultato sotto :

Valutazione test per scoprire se mi ama

Maggioranza di risposte A : indecisione nel vostro rapporto. Nutre dubbi sul suo amore per te. E’ titubante perchè magari pensa se valga la pena portare avanti il rapporto. Cercate di parlargli e se lui non riesce a darvi una buona spiegazione allora pensate anche ad una eventuale rottura. In amore bisogna capirsi e comprendersi perchè la confusione non fa bene.

Maggioranza di risposte B : il tuo amore non è ricambiato nella giusta maniera. Tu meriti di più di quello che dai e se lui non riesce a ricambiare, ricorda che fuori potrai trovare un’altra persona giusta per te.

Maggioranza di risposte C : sembra che sia cotto di voi e che vi ami ogni giorno sempre di più. Ricambiate e tenetevelo stretto, lasciando fuori eventuali commenti e discorsi delle vostre amiche che potrebbero invidiare il vostro rapporto con lui. E’ vero amore !!!

E’ ovvio che questo test per capire se il partner mi ama ancora, se prova ancora validi sentimenti d’amore nei nostri confronti, è da prendere con le pinze poichè ognuno si comporta a suo modo ed anche la persona, all’apparenza più burbera, potrebbe amarvi all’infinito. Il linguaggio del corpo ci può però far capire molte cose, perchè molte persone non riescono a nascondere verità.

Non confondiamo però l’amore con la passione. La passione è quella che nasce quando incontriamo e ci mettiamo insieme con una persona, che si affievolisce col passare del tempo, dando spazio al vero sentimento d’amore.

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Questi due teneri innamorati hanno fatto il giro del web…ma non in barca, qualche anno fa.

 

ROTT…AMATE IL PRINCIPE AZZURRO

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Ho analizzato un elenco di ragioni, stilato da Vanity Fair , per cui le donne snobbano il principe azzurro…che poi come possiamo fidarci di uno che va in giro con i leggings celesti?

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1/10
BEL CARATTERE, NON BEI VESTITI
In un locale glam difficilmente si rimorchia una ragazza vestiti da panettiere, ma un ottimo guardaroba vi permetterà pure di avvicinarvi alla vostra conquista, ma non farla scappare è tutt’altra cosa. Servono dialettica e contenuti. Personalità.

Bhè, in effetti anche se l’abito non fa il monaco un tipo tutto infarinato, in un locale glam poi, sarebbe davvero stonato. Un paio di jeans (senza risvoltino) e una camicia andrebbero bene, per i miei gusti.

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2/10
NON IMPORTA L’AUTO, L’IMPORTANTE È SAPER GUIDARE
Le ragazze non sono oche. Se una donna sceglie di uscire con voi non le importa che vi presentiate con un macchinone o un’utilitaria scassata. L’importante è che al momento giusto dimostriate di saper guidare… E non stiamo più parlando di auto.

E se si tratta di un’utilitaria scassata mi auguro solo che non debba scendere a metà percorso per spingerla e… non sto parlando piu’ di auto

3/10
NIENTE REGALI, SIATE PRESENTI
Ricevere un regalo piace a tutti, ma un regalo fatto per compensare la vostra assenza non ha alcun valore per chi lo riceve, a prescindere dal prezzo. Ricordare il primo Carlos Solis di Desperate Housewives?! Nonostante i gioielli costosi Gabi finì per farsi il giardiniere John. Quindi meno regali, più presenti.

Non sarebbe male ,regali e presenza allo stesso modo…scherzo! Ma non tutte abbiamo a portata di…giardino, un giardiniere.

4/10
UNA TELEFONATA ALLUNGA LA VITA
Se siete spesso via per lavoro una telefonata qua e là nell’arco della giornata alla vostra principessa fa sempre piacere. Giusto per farle capire che la pensate. Come si dice “Una telefonata allunga la vita”… Insieme.

E niente sms o e-mail o whatzapp o social,  ma solo telefonate!

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5/10
NIENTE COPIONE
Ammiccamenti, ritrarsi, farsi desiderare, frasi fatte. Non siamo più alle prime armi quando seguire una linea guida aiuta a trovare la strada giusta. Siete uomini fatti e finiti, ormai avreste dovuto aver imparato che i copioni con le donne non servono perché generalmente sono più intelligenti di voi!

Generalmente si. E capiamo quando recitano.

6/10
CONTROLLO… DEI DETTAGLI
Le donne non cercano un maniaco del controllo che organizzi loro la vacanza perfetta quanto un uomo attento ai dettagli. Non regalatele fiori senza sapere quali preferisce. Notate il suo nuovo taglio di capelli e soprattutto non scordate gli anniversari… In fondo quanto può essere difficile?!

Uhhhhhhhhh avoglia voi uomini vi ricordate i gol segnati dei vari mondiali (al minuto) ma chissà perchè anniversari e compleanni scivolano nello “scordatoio”

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7/10
NON USATE IL PORTAFOGLI, USATE LA LINGUA
Offrirle un aperitivo o la cena è una cosa carina, ma se credete che vi farà guadagnare punti, vi sbagliate di grosso. Seguire i proverbi in queste situazioni è sempre la cosa migliore: se vuoi conquistare una donna non offrirle da bere, usa la lingua.

Vabbè se usa la lingua offrendo anche la cena non è disdicevole, no? In questo caso una non esclude l’altra e magari poi anche ricambiare con aperitivo e…lingua

8/10
COMBATTERE
Le donne sono una razza bellicosa. Scappano tanto dallo zerbino che le assecondi per assenza di spina dorsale quanto dal “Marco Ranzani” di turno che lo faccia giusto per metterle a tacere. Le donne amano il confronto, chi dimostra di ascoltarle ed esprime un’opinione propria… Soprattutto perché così possono averla opposta!

Chi dimostra? Eh no caro, non deve dimostrare, ma ascoltare! E poi non sono d’accordo con “la razza bellicosa”…

9/10
NOIA
A una donna potete fare qualsiasi cosa. Tradirla, farla disperare, snobbarla, ma mai annoiarla. Il giorno che la annoierete per voi sarà finita. Quindi sviluppate contenuti più che i pettorali.

Ti odio, ti lascio, ti ti ti….

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10/10
GENTILUOMO
Infine ricordate che la figura del principe azzurro si sta estinguendo per un semplice motivo: le donne non ne hanno più bisogno. Quindi smettetela di cercare di apparire quel che non siete, perfetti. Le donne non cercano l’uomo perfetto, ma un gentiluomo quello sì, farebbe comodo.

La gentilezza sembra poca cosa ma denota grandezza d’animo e sensibilità.

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Annamaria… a dopo

 

SI PUO’ CAMBIARE IL PROPRIO CARATTERE?

Cambiare si può. Parola di coach professionista e formatore Mario Alberto Catarozzo

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Dice un detto popolare siciliano: Chi nasce tunnu nun po’ murì quadro.
Si sa che i detti popolari sono fonte di saggezza e difficilmente sbagliano.
Ma, in questo caso, qualche dubbio ci può stare.

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Siamo proprio sicuri che siamo destinati ad essere come siamo… dalla nascita?
Sicuramente ciascuno di noi ha una sua indole e un suo carattere, ma è altrettanto vero che, se siamo determinati, possiamo introdurre nella nostra vita qualunque tipo di cambiamento.
Come sempre, si tratta di volontà, costanza e strategia.

Indole, carattere, cultura
Ciascuno di noi, come abbiamo detto, nasce con alcuni tratti somatici, anche caratteriali, questo è indubbio. Ma non siamo predestinati.
Immaginiamo di vivere parallelamente due vite dalla nascita: la nostra attuale e un’altra ipotetica in cui, per esempio, siamo cresciuti in India e poi sIamo stati adottati.
Pensateci: ci sarebbero due persone molto diverse, anche se geneticamente uguali.

Sarebbe bello fare un esperimento, come nel famoso film Sliding doors con Gwyneth Paltrow (un po’ vecchio, lo ammetto, ma non ti stanchi mai di rivederlo), per vedere dove gli eventi ci potrebbero condurre.

Che cosa, allora potrebbe fare la differenza? La cultura, questa è la chiave di chi diventiamo. Per cultura intendiamo quella familiare, sociale, ambientale, del periodo storico in cui viviamo.
Allora chi siamo?
Siamo la somma (e un po’ di più) di tutti i modelli, l’educazione, le abitudini che abbiamo acquisito nel tempo.

Una bella notizia c’è tuttavia all’orizzonte per ciascuno di noi: così come abbiamo imparato ad essere quello che siamo, possiamo decidere di diventare quello che desideriamo essere. Noi siamo come ci hanno insegnato ad essere. Sin da piccoli abbiamo avuto qualcuno che ci ha definito: tu sei sensibile, tu sei irruento, tu sei irragionevole, tu non sei portato per la matematica, tu non sei bravo negli sport etc. Queste cose sono pian piano entrate a far parte dei nostri «file di sistema», spesso perché provenivano da persone che aveva su di noi molto ascendente: genitori e insegnanti in primis.

Dopo un po’ abbiamo cominciato a crederci, siamo diventati quello che ci hanno definito. Passato il periodo dell’adolescenza poi, le convinzioni di chi siamo, di come siamo fatti sono diventate granitiche. E non toccheremmo queste convinzioni, a meno che non intervenga una sana crisi esistenziale che ci costringe a rimettere mano ai file di sistema.

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Su cosa lavoriamo?
Partendo da queste convinzioni la maggior parte di noi non si pone neppure più la domanda di chi sia e di chi potrebbe essere; così, invece di cercare di lavorare su di sé per migliorarsi, per divenire chi vorrebbe essere e come vorrebbe essere, lavora solo sull’esterno. Quindi sceglie amicizie, lavori, stili di vita che si adattano al chi pensa di essere. L’importante è cercare di «far tornare i conti» con se stessi, sopravvivere al meglio.

Da dove partire per cambiare?
Vediamo invece cosa possiamo fare in concreto per introdurre cambiamenti salutari nella nostra vita. Innanzitutto partiamo da un’altra convinzione potenziante, questa volta: il cambiamento è pienamente nella nostra portata, basta volerlo, volerlo davvero. Molte persone in realtà non vogliono davvero cambiare, vogliono lamentarsi e trovare alibi e scuse per non cambiare, perché cambiare spesso è fatica, è paura, è incertezza del nuovo.
Per introdurre un cambiamento, bisogna partire dall’avere chiarezza sul cosa ci piace, come vogliamo diventare. Avere un obiettivo, dunque, è il punto di partenza e di arrivo del nostro percorso di cambiamento.

Comportiamoci come se domani fosse oggi
Cominciamo dunque a comportarci sin da subito come se fossimo già come vogliamo essere. Un errore è procrastinare pensando che “quando sarò…”, “quando avrò…”, “quando saprò…”. Ad esempio, se il nostro obiettivo è diventare più calmo e riflessivo nell’affrontare le situazioni, cosa dovremmo fare? Innanzitutto, devo cercare di specificare nel modo più dettagliato e vivido possibile questa visione: come sarò, come sarà la mia espressione del viso, come sarà il mio respiro, cosa penserò, come mi relazionerò. Dedicato il giusto tempo a creare questa visione, a dettagliarla e a viverla emotivamente ora, come se fosse presente, ecco che posso cominciare a comportarmi come se il futuro fosse già presente.
Fallo e basta, senza scuse e tentennamenti!

Come mi comporto dipende da come penso
Teniamo sempre presente che come mi comporto dipende da come penso, quindi va allenato prima di tutto il pensiero, perché nuovi schemi neuronali si formino e si rinforzino. Ricordiamoci che la ripetizione è la mamma di tutte le abilità. Non basta fare una volta, bisogna continuare a fare fatica? Un po’, ma ne vale la pena, c’è di mezzo la nostra vita.

Con calma e con costanza
Costanza e pazienza sono due doti necessarie nel cambiamento. Il cambiamento è sempre in discesa quanto a difficoltà; il momento più difficile è cominciare, rompere schemi consolidati; una volta fatto si tratta di continuare finché quella diventa la nuova abitudine di pensiero e di comportamento che sostituirà a precedente. È così che un’abitudine funzionale sostituisce cattive abitudini disfunzionali.

Un passo alla volta
Molti di noi peccano del «tutto e subito». Vorrebbero cambiare tante cose e tutte insieme. Mettono un sacco di carne al fuoco e così facendo si disperdono in mille rivoli. Alla fine si demotivano e lasciano tutto com’è. La frustrazione è dietro l’angolo. La ragione non è che cambiare sia così difficile (in alcuni casi lo sarà pure), ma è difficile (o addirittura impossibile) senza una strategia, un metodo e una meta. I cinesi dicono che “ciascuno parte da dov’è”. Ecco, questa è una buona perla di saggezza: prendiamo atto del nostro punto di partenza e con calma, decisione, costanza e come stella polare il nostro obiettivo, procediamo.

Annamaria… a dopo