STANLIO & OLLIO, L’ARTE DI FAR RIDERE



La formidabile coppia di comici, in assoluto, del cinema. Questa è l’ultima fotografia, scattata insieme nel 1957, di Stanlio ed Ollio. Entrambi erano malati ed erano stati colpiti da un ictus che aveva paralizzato loro un braccio. Paradossalmente uno il destro e uno il sinistro. Come se continuassero ad essere una sola cosa. Oliver Hardy, Ollio, per problemi di cuore era stato messo a dieta stretta e aveva perso 70 chili, ne pesava oltre 160. Morì poco dopo. Al suo funerale Stan Laurel, Stanlio, non si presentò, alimentando le voci che i due non si sopportassero nè frequentassero. Non era vero. Era solo malato e provatissimo dalla perdita dell’amico. Pur sopravvivendogli diversi anni, non volle mai recitare solo, per rispetto verso il compagno di lavoro di una vita.

Annamaria… a dopo

SCULTURE DI ZUCCA

La zucca è la regina di una delle feste ormai divenuta popolare in Italia, la notte del 31ottobre: Halloween.

Ma noi italiani l’apprezziamo, soprattutto, per il suo uso gastronomico con piatti salati e dolci.

Questa volta, pero’, non diamo ricette e non parliamo delle proprietà benefiche, ma invitiamo alla visione di una bellissima carrellata di “sculture di zucca”

 

 

Fonte”The Guardian”

Annamaria… a dopo

LORY DEL SANTO, IL LUTTO E IL GF-VIP3

Sembra che domani sera Lory Del Santo entri al GF VIP , fresca di lutto per la perdita del secondo figlio 19enne, suicidatosi in seguito a problemi di salute. Io capisco che ognuno di noi elabora il lutto come meglio riesce e con i tempi necessari che variano da persona a persona.
Anche io pochi mesi fa ho perso una figura importante della mia vita: mia madre.
Ho scritto qualche post pubblicamente per esprimere il mio dolore, sporadicamente. Ma stare h24 davanti alle telecamere è semplicemente spettacolarizzare la morte, specialmente di un figlio. Il lutto dobbiamo elaborarlo da soli o magari circondati da amicizie disposte a starci vicino, soprattutto nei momenti di crisi e di maggior tristezza.
Un lutto va vissuto anche con riservatezza.
La tv, per qualche mese o settimana, ci impone, se vogliamo guardare il gf , (perchè non obbliga) di seguire questa donna, per suo volere. E a questo punto anche dell azienda. Ma Lory del Santo e Mediaset sono sicuri che noi vogliamo assistere al suo dolore quotidianamente?
All’azienda la sua entrata rende in sponsor e ascolti piu’ alti (credo) ma ci pensano alla grande grande mancanza di rispetto nei confronti dei telespettatori ,soprattutto anziani e giovani? Sbattere il dolore in tv ormai ci siamo abituati o quasi ma non in maniera così spettacolare all’ interno di una trasmissione che dovrebbe essere leggera e giocosa.

A mio parere supera il trash dell’edizione della D’Urso.
Ma cosa non si fa per qualche percentuale in più di share e mi domando: quando tornerà di moda il senso del pudore e del valore delle emozioni e dei sentimenti?

Annamaria… a dopo

FIABE MODERNE E FAVOLE ANTICHE


Spesso quando pensiamo alle fiabe è scontato il motto ” e vissero per sempre  felici e contenti”. Ma è proprio cosi? Un motto troppo carico di aspettative.

Credo che molte donne inseguano “l’ happy ending”  (e il principe) a tutti i costi, perdendo pero’ di vista la loro felicità e rimanendo puntualmente deluse. Ecco una fiaba “divertente” segnalata da Maria

 

 

LA FAVOLA DELLA PRINCIPESSA ( EMANCIPATA) E DEL RANOCCHIO

 

C’era una volta in un paese lontano una principessa bellissima, indipendente e sicura di sé. 

Un giorno, durante una passeggiata non lontano dal suo castello stava osservando un rospo in un laghetto quando a un tratto il rospo le saltò addosso e le disse: “Elegantissima Signora, un tempo io ero un bel principe, ma un giorno una strega cattiva mi ha fatto un incantesimo e mi ha trasformato in un rospo. Basterebbe un tuo bacio a farmi ritornare il bel principino che ero una volta. Poi potremo sposarci e andare a vivere nel castello di mia madre, dove tu preparerai i miei pasti, laverai e stirerai i miei panni, darai alla luce i miei figli e li crescerai. È così sarai felice fino alla fine dei tuoi giorni.” 

La sera stessa la principessa sorrideva sorseggiando uno chardonnay davanti a un piatto di cosce di rana fritte, in una leggera salsa di cipolle al vino bianco.

 

Poi ci sono le fiabe che spaventano. Molto piu’ “crude” rispetto a quelle che con il tempo sono state edulcorate, grazie ai classici film d’animazione della Disney . Molti di questi film, in genere, si ispirano alle più celebri fiabe di derivazione popolare ma se diamo un’occhiata alle versioni originali scopriamo che il lieto fine non era così doveroso e scontato. Leggete un po’…

Biancaneve


La fiaba scritta dai Fratelli Grimm nel 1812 era leggermente diversa da quella che conosciamo: la regina era la madre di Biancaneve, voleva mangiare i suoi polmoni e il suo fegato per provare la sua morte. Alla fine deve danzare in un paio di scarpe di ferro caldo fino alla morte.

La bella addormentata


Esistono molte versioni della fiaba, tra cui “Sole, Luna e Talia” di Giambattista Basile risalente al 1634 in cui si affrontano argomenti non proprio per bambini.

Nella versione di Basile infatti la protagonista viene stuprata dal principe e rimane incinta di due gemelli, che nasceranno mentre ancora lei è addormentata. Senza parole? È la giusta reazione.

La principessa e il ranocchio


Chi ha letto la versione dei Fratelli Grimm, sa che ne “Il principe ranocchio” il rospo inganna la principessa per raggiungere un accordo con lei. Le sue richieste iniziano a diventare sempre di più e sempre più grandi, fino a quando il ranocchio non chiede alla principessa di poter dormire nel suo letto e lei, indispettita, decide di scaraventarlo con uno schiaffo contro il muro. A quel punto lui si trasforma in principe.

La bella e la bestia


Nella versione tedesca della fiaba di Ludwig Bechstein, la bestia diventa il compagno di letto della protagonista, la coccola e la bacia.  Ma lei farà una brutta fine, annegata dalle sorellastre nella vasca da bagno ma anche loro avranno una punizione e saranno trasformate in colonne di pietra.

Cenerentola


Anche in questo caso rimane la firma dei Grimm, le sorellastre di Cenerentola si tagliano parte del piede per riuscire a far calzare la scarpa, alla fine gli uccelli cavano via i loro occhi.

Rapunzel


La storia di “Raperonzolo” raccontata dai Fratelli Grimm nel 1812 il principe andava a trovare Raperonzolo così spesso che alla fine lei rimase incinta e i suoi vestiti diventarono troppo stretti, per questo motivo decise di cederli alla strega. Anche lei, come la Bella Addormentata, ebbe due gemelli.

La Sirenetta


La storia originale è di Hans Christian Andersen, la protagonista soffre moltissimo quando cammina, i suoi passi vengono paragonati al camminare su lame taglienti ma per amore decide comunque di danzare per il principe. Quando lui si innamora di un’altra donna, la Sirenetta decide di non ucciderlo per salvarsi ma muore e si dissolve in schiuma.

Annamaria… a dopo

ITALIA

Ciao!
Mi chiamo Italia, sono un piccolo Paese nel Mediterraneo, considerato da tutti uno dei Paesi più belli del pianeta.

Per molto tempo sono stato il punto di riferimento della storia, della civiltà, della moda, del design, del lusso, del cibo, della bella vita e chissà quante altre cose di cui, lentamente, mi sono dimenticato.

Posso farvi una domanda? Da Paese a cittadini, in totale confidenza, siate sinceri però almeno con voi stessi: ma non siete stanchi? Non siete stufi?

Quante parole buttate al vento, quante promesse mai mantenute, quanto fiato sprecato e quanta frustrazione.
Io sono vecchio, quello che dovevo dimostrare l’ho dimostrato.

Vi ho fornito i mari più belli, le montagne, le Alpi più invidiate, vi ho dato un terreno fertile, da cui sono nati grandi vini, fonti di acque vendute in tutto il pianeta, verdure e frutta che avete esportato in ogni dove, senza calcolare i paesaggi e gli scorci che pochi altri Paesi nel mondo possono vantare.

Ma non siete stanchi? Non siete stufi?
E come se non bastasse, ho ospitato per svariati millenni, monumenti, artisti, poeti e filosofi che, ancora oggi, vengono citati nei libri di storia in tutte le lingue del pianeta.
Insomma, credo che come Paese vi ho dato tanto, forse anche troppo.

Già… mi sa che vi ho viziato, perché ultimamente non mi sento molto amato.
Come avete fatto a portarmi fino a questo punto?

Siamo passati dall’impero romano a Renzi, da Michelangelo a Favij, da Pirandello a Vendola. Ma fosse solo questo il problema; vi siete fatti intortare così bene da un gruppo di vecchietti millantatori che ormai non avete neanche più il potere di decidere chi vi rappresenta.

Fanno tutto loro, senza chiedervi nemmeno il permesso, siete diventati schiavi dei vostri stessi dipendenti.

Loro rubano e va tutto bene, tu sopravvivi e loro ti puniscono, perché ormai se osi cercare una vita dignitosa, se solo credi di meritarti un lavoro, una casa o addirittura una macchina nuova, loro ti chiedono di giustificare tutto, altrimenti te la portano via e tu non puoi farci una beata fava.

Scusami se uso parole forti, ma è il Tuo Paese che ti parla ed esigo più rispetto per me, ma soprattutto, per Te.
Si, perché, sei Tu il mio vero padrone, non questi cialtroni da quattro lire.

Non dirmi che ti fanno paura! Quattro vecchi, gran parte ignoranti, ti fanno paura?
Ricordati che Io mi chiamo Italia e Tu sei Italiano.

Questa terra l’ha creata Tuo nonno, magari perdendo la vita.
Io sono di Tua proprietà e hai tutto il diritto di riprenderne il possesso.

Te lo chiedo con la mano sul cuore.
Aiutami a splendere di nuovo, non lasciare che questa gentaglia mi riduca ad un piccolo Paese svenduto agli stranieri, maltrattato da chiunque lo venga a visitare, denigrato e schifato da tutti, per colpa di pagliacci che non ci rappresentano.

Riprendi il controllo, riprendi a vivere, riprenditi il Tuo Paese… il TUO Paese.

Firmato: l’Italia.

Cara Italia hai ragione! Purtroppo viviamo in un mondo di pecore che tra un selfie e un F24 non ha piu’ tempo per pensare.Si corre per un concerto di Vasco Rossi ma non per scendere in piazza e far valere i nostri diritti.
Recita una storiella siciliana :quando Dio creò la Terra distribuì bellezze naturali ovunque. Gli Angeli guardarono il risultato e misero subito in guardia Il Creatore: No, così non va bene, hai dato troppe bellezze all’Italia, le altre Nazioni meno fortunate protesteranno e si ribelleranno! Dio trovò subito rimedio per pareggiare i conti creando gli italiani… un vero bestiario: sì, è vero, le pecore sono un problema ma anche le capre non sono da meno, per non parlare degli asini, delle oche, dei serpenti… scarseggiano solo le aquile e prosperano invece ,indisturbati, falchi corvi e allocchi ………….qualcuno dopo aver letto si domanderà : ma Donnarumma rimane al Milan?

Firmato: Annamaria

NEL CUORE DELLA MATEMATICA

Nel cuore ♥ della matematica . . . la matematica del cuore ♥

 

LEGGENDO SOTTO L'OMBRELLONE

E’ tempo di vacanza e finalmente abbiamo del tempo in più per leggere quel libro costretti ad interrompere continuamente o quello trovato sotto l’albero di Natale o magari quelli acquistati sotto lo slancio della curiosità sulle sempre affascinanti bancarelle del libro! Non potevo sottrarmi a questo piacere e tra le pagine finora lette ne ho trovato alcune particolarmente interessanti.

Un autore che mi stuzzica e diverte è Luciano De Crescenzo, che mi fa scoprire, anzi riscoprire dei personaggi della storia e della cultura in una veste inedita e particolare.

LUCIANO DE CRESCENZO

LUCIANO DE CRESCENZO

Una delle figure che ha colpito anche nel passato il mio immaginario di studentessa è Renato Caccioppoli, uno dei matematici più interessanti e affascinanti del 20° secolo.

Professore di Analisi Matematica presso l’Università di Napoli fino alla sua tragica scomparsa nel 1959, condusse una vita intensa e travagliata anche per le sue note convinzioni politiche.

La sua avversione al regime fascista gli procurarono non pochi problemi, fino all’ isolamento in un istituto per malati di mente, per sfuggire al tribunale speciale politico istituito contro gli avversari del regime.

Gli ultimi anni della sua vita furono tristi : viste deluse le sue speranze politiche, probabilmente sentiva che anche la sua ispirazione matematica si andava esaurendo, e sua moglie alla fine lo aveva lasciato; prese a bere , sprofondando in un isolamento che lo portò a spararsi l’8 maggio 1959.

Nel 1992, nel film  Morte di un Matematico napoletano , il regista Mario Martone ha descritto gli eventi che portarono al suicidio di Caccioppoli. Ma chi era Renato Caccioppoli?

RENATO CACCIOPPOLI

RENATO CACCIOPPOLI

Era un Byron, un Oscar Wilde, un dandy, un personaggio uscito dai’Demoni’ di Dostoevskij, un D’Annunzio con in più il dono dell’humour, o forse semplicemente un seduttore. Certo è che riusciva a conquistare al primo sguardo. Chi ha avuto la fortuna di assistere ad una sua lezione rimaneva folgorato. Lui, il matematico ammaliatore, inculcava il bisogno irrefrenabile, irreprimibile, di vederlo ogni giorno, e molti, ancor oggi, laureati in Ingegneria se vogliono vantarsi di qualcosa, dicono: ‘Ho fatto Analisi e Calcolo con Caccioppoli “.

Poteva non aver dormito, essersi sporcato durante i suoi giri notturni per la Napoli dei Quartieri, aver bevuto come un soldato americano, era sempre elegante.

Mentre faceva lezione, le sue mani disegnavano l’aria e,contemporaneamente, i concetti matematici volavano per l’aula illuminando il buio dell’ignoranza degli studenti . Un curioso e poetico parallelismo non lo abbandonava mai : quello tra entità numeriche e note musicali.

Un episodio emblematico : un giorno alcuni giornalisti gli chiesero quale fosse la frase più importante che era mai stata detta al mondo. All’inizio lui si schernì, disse che così su due piedi non se la sentiva di stabilire quale fosse davvero quella più importante. Poi,dopo l’insistenza di tutti, si mise a pensare : chiuse gli occhi e restò in silenzio per 3-4 minuti. Nessuno dei presenti respirava . . . Alla fine, se Dio volle, alzò la testa e disse con tono grave e sussiego : ‘Al cuore ♥ non si comanda’. 

MARIA

MARIA

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FIRENZE: CHIUSO IL CORRIDOIO VASARIANO

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Sono state sospese le visite al Corridoio Vasariano di Firenze, dunque anche alla più importante collezione di autoritratti, al cosiddetto “Percorso del Principe”, voluto da Cosimo I e realizzato nel 1565 da Vasari in pochi mesi. Il direttore della Galleria degli Uffizi Eike Schmidt ha comunicato la decisione di chiudere l’accesso ai gruppi che avevano prenotato una passeggiata nel celebre corridoio sospeso sull’Arno, un tratto che collega gli Uffizi ai giardini di Palazzo Pitti. I tempi per una riapertura si preannunciano lunghi perché la questione riguarda le norme di sicurezza antincendio e la mancanza delle uscite.

Tutto è partito da un esposto presentato lo scorso 7 aprile dal sindacalista Learco Nencetti di Conf.Sal-Unsa Beni culturali, alla Prefettura, al ministero dei Beni culturali e al conseguente sopralluogo degli stessi Vigili del fuoco. La risposta di questi ultimi è arrivata ieri e al direttore non è rimasto che adeguarsi. “La decisione è stata disposta – si legge in una nota diffusa dagli Uffizi – dal Comando provinciale dei Vigili del fuoco a seguito di un esposto sulle condizioni di sicurezza attuali dell’ambiente”.

Il Corridoio Vasariano è un percorso di circa 1 km che collega la Galleria degli Uffizi con Palazzo Pitti. Ad oggi il Corridoio ha perso la sua funzione originaria di passaggio interno trai due edifici ed è un piccolo museo a parte rispetto alla celebre Galleria.

L’ ingresso al passaggio si trova al primo piano della Galleria degli Uffizi, dietro ad un portone quasi anonimo. Probabilmente la maggior parte dei visitatori che affollano ogni giorno le sale degli Uffizi ignora del tutto che dietro ad un accesso così anonimo si nasconda invece un grande tesoro.

 

E’ permesso visitare il Corridoio Vasariano solo attraverso visite guidate organizzate da associazioni, agenzie oppure, in alcuni periodi dell’ anno, dagli stessi assistenti alla Sopraintendenza del museo. L’ idea di entrare in un luogo non accessibile a tutti e quindi in qualche modo privilegiato e quasi misterioso, rende senza dubbio la visita al Corridoio ancora più emozionante ed affascinante.

Una volta superato il portone di ingresso al Corridoio Vasariano sembra quasi di entrare in un’ altra dimensione, tanto l’ ambiente, silenzioso e quasi surreale, appare differente rispetto a quello della Galleria.

L’ allestimento espositivo di oggi è grossomodo quello studiato nel 1973 dall’ allora direttore della Galleria degli Uffizi. Alle pareti del Corridoio sono appesi numerosi dipinti di autori delle scuole e “tendenze” italiane tra XVI e XVII. Conserva inoltre la più completa collezione europea di autoritratti di artisti, da Andrea del Sarto a Chagall a Guttuso, iniziata dal Cardinal Leopoldo de’ Medici nel XVII secolo. Tante altre opere ed autoritratti sono oggi ancora in attesa di trovare una collocazione, per mancanza di spazio.

Poco dopo l’ingresso, l’ atmosfera quasi magica del Corridoio si interrompe per alcuni metri, quando ci si trova ad attraversare un tratto che fu gravemente danneggiato da un attentato di stampo mafioso nel 1993. Nella notte tra il 26 ed il 27 Maggio 1993 un’ auto carica di esplosivo fu fatta esplodere nei pressi della Torre dei Pulci, tra via Lambertesca e via de’ Georgofili e 5 persone persero la vita. Vi furono molti feriti e gravi danni alle abitazioni, così come alla Galleria degli Uffizi ed al Corridoio Vasariano. Nel Corridoio la deflagrazione fece “saltare” alcune tele, causando danni irreparabili alle opere. I quadri sono stati in seguito ricomposti, per quanto possibile, e intenzionalmente ricollocati al loro posto in memoria di quella terribile strage.

Oltrepassato questo tratto del Corridoio, che ricorda una pagina triste, ma senz’altro importante nella memoria di Firenze, la visita prosegue alla scoperta della storia meno recente del passaggio.

Una delle cose che colpiscono di più del Corridoio Vasariano, oltre alla piacevolezza delle opere che vi sono esposte, è la sua posizione sopraelevata ed assolutamente privilegiata, che consente di attraversare alcuni dei punti più belli del centro storico di Firenze camminando in pratica sulle teste dei fiorentini e dei turisti in strada. In alcuni tratti del Corridoio la sensazione quasi di spiare le persone in strada è ancora maggiore grazie ai piccoli affacci e finestre, che guardano sia sul lato del centro storico sia sul fiume Arno. Doveva in effetti essere questo uno dei fini del Corrodoio agli occhi dei Medici: potersi spostare liberamente dalla loro residenza a Palazzo Vecchio in assoluta discrezione e sicurezza, potendo guardare all’ esterno senza esser notati.

Nel punto centrale in cui il Corridoio attraversa il Ponte Vecchio si apre uno dei punti panoramici più belli di tutto il percorso. In questa parte infatti nel 1939 Benito Mussolini fece realizzare delle grandi finestre panoramiche che consentono una splendida vista sull’ Arno verso il Ponte di Santa Trinita. Le aperture furono create in occasione di una visita ufficiale di Adolf Hitler, che sembra rimase così colpito da questa vista sul Ponte Vecchio, da ordinare di risparmiarne la distruzione nel corso della Seconda Guerra Mondiale.

Oltrepassato l’ Arno si osserva un’ ennesima curiosità del Corridoio ovvero l’ affaccio sulla Chiesa di Santa Felicita. Ad un tratto sulla destra si apre infatti una grande finestra con grate di ferro ed un balcone affacciati direttamente sull’ interno della Chiesa. Da qui i Medici assistevano alla Messa, potendo contare ancora una volta su di una postazione privata e priviligiata, che consentiva loro di non mischiarsi col popolo.

Il percorso museale moderno del Corridoio Vasariano termina a lato della famosa Grotta del Buontalenti, nel giardino di Boboli.

Le visite sono generalmente riservate a gruppi con un numero limitato di persone, per le dimensioni piuttosto ridotte del passaggio.

Un po’ di storia

Il Corridoio Vasariano fu realizzato dal Vasari nel 1565 su richiesta di Cosimo I de’ Medici, in occasione del matrimonio del figlio Francesco I con Giovanna d’ Austria. Il passaggio, iniziato nel Marzo del 1565 fu terminato in soli 5 mesi, in tempo per le nozze che furono celebrate il 16 Dicembre dello stesso anno.

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Grazie a questo percorso sopraelevato i Medici si garantirono la possibilità di spostarsi liberamente ed in tutta sicurezza tra la loro residenza in Palazzo Pitti e la sede del Governo in Palazzo Vecchio.

Già il progetto originale del Vasari, il Corridoio prevedeva delle piccole finestre ed affacci sulle strade sottostanti il passaggio e sull’ Arno. A questo proposito furono tempestivamente spostate dal Ponte Vecchio le botteghe dei macellai, che non offrivano uno spettacolo ed odori certamente piacevoli per i Granduchi e dei loro ospiti. Al loro posto furono collocate le botteghe degli orafi, che ancora oggi caratterizzano il ponte più famoso di Firenze.

Per realizzare il Corridoio, furono letteralmente attraversate alcune delle case torri che si trovavano lungo il percorso. Tutti i proprietari degli edifici dettero il loro consenso all’ attraversamento delle loro case, eccetto la famiglia Mannelli, che si oppose fermamente. Il Vasari dovette quindi “aggirare” l’ostacolo deviando il percorso del Corridoio, che passa infatti attorno alla Torre.

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Per lo meno per i primi 200 anni il Corridoio Vasariano fu utilizzato esclusivamente come passaggio tra le residenze. Il percorso, per quanto fosse lungo solo circa un km, veniva attraversato probabilmente con una piccola carrozzella, adibita al trasporto di 2 persone. Lungo il passaggio inoltre è immaginabile che vi fossero panchine e sedute per riposare.

Con l’ arrivo dei Lorena ed il testamento dell’ Elettrice Palatina Anna Maria Luisa de’ Medici gli Uffizi divennero un luogo pubblico da privato. Anche il Corridoio pertanto perse la sua funzione di passaggio privato.

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Nel corso dei secoli purtroppo sono andati perduti anche alcuni ambienti del Corridoio. In particolare durante la Seconda Guerra Mondiale, a causa dei bombardamenti, il Corridoio ha subito diversi danni. E’ andato perduto ad esempio un bel bagno decorato con affreschi ed elementi in marmo. E’ stato anche distrutto, ma poi in questo caso ricostruito, il collegamento finale del passaggio con la sponda sinistra dell’ Arno.

Notizia segnalata da Vicky ( Fonte: Visitflorence)

Annamaria… a dopo

EXPO RIAPRE IL 27 MAGGIO

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La nuova stagione di Expo ha un nome e un logo. Aprirà il 27 maggio e offrirà eventi tutti i week-end fino a fine settembre. Si chiamerà Experience rESTATEaMilano. Copyright degli studenti di un master del Politecnico che hanno anche ideato il logo che riprende i giochi dell’albero della vita all’interno di una sorta di cittadella. Una spiaggia ‘urbana’ con ombrelloni ma anche nebulizzatori contro il caldo, un ‘paradiso degli animali’ per i cani con area per l’addestramento e per la socializzazione, un’area dedicata allo sport con attrezzature per calcetto, basket, volley ma anche arrampicata, e poi un cluster per la musica e gli eventi (dove in occasione del concerto di Bocelli del 25 maggio sarà allestita una cena per mille ospiti), Palazzo Italia con un allestimento aggiornato che ripercorre l’avventura di Expo, l’Albero della vita che tornerà ad accendersi dal 24 giugno, una via dedicata allo street food sono gli ingredienti di questo primo palinsesto estivo ideato da Arexpo.

Annamaria… a dopo

UNITIPERNOSTROFIGLIO

 


EndemolshineItaly S.p.A ha gentilmente chiesto di pubblicare l’annuncio per la ricerca e selezione di coppie separate /divorziate per un programma televisivo che li vedrà riuniti ma solo per qualche giorno e per amore dei figli .
Considerato il premio in palio e la finalità del programma, ben volentieri pubblico il comunicato.

La EndemolshineItaly S.p.A. sta cercando per un nuovo programma televisivo, coppie di divorziati/separati che hanno in comune l’amore più grande della loro vita: uno o più figli!

Per essere più precisi ricerchiamo “EX”, disposti a mettersi in gioco con prove di abilità, sia fisiche che mentali. Loro intento  sarà quello di riuscire a vincere un montepremi di 100 mila euro, che andrà interamente investito per il futuro del o dei propri  figli una volta maggiorenni.

Le squadre di genitori saranno in tutto otto, e vivranno tutti insieme per circa 18 giorni nel periodo che andrà da fine giugno prossimo a metà luglio, in una delle isole più belle delle Canarie.

Solo una coppia vincerà il premio.

Se siete interessati non esitate a contattarci inviandoci un vostro contatto telefonico o una mail con allegate vostre foto, sarete richiamati quanto prima!!!

[email protected]


A presto!!!!!

 

 

 

“Alì e Nino: una storia d’amore”.

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Queste due sculture, un uomo e una donna, che si attraversano a vicenda si trovano nella città di Batumi, in Georgia, per raccontare una storia d’amore tragica ed hanno un’altezza di 8 metri . Sono state realizzate dall’artista locale Tamara Kvesitadze e i due personaggi rappresentano un ragazzo islamico di nome Alì e una principessa georgiana di nome Nino.

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Si tratta dei protagonisti di un romanzo del 1937 scritto da Kurban Said, autore originario dell’Azerbaigian che porta il titolo di “Alì and Nino: a Love Story”. La loro storia d’amore tormentata si conclude in tragedia con la separazione dei due protagonismi a causa della guerra.

Ogni giorno alla 7 di sera le due sculture vengono messe in movimento per fare in modo che questi personaggi si stringano in un abbraccio prima di lasciare l’altro alle proprie spalle. Se siete curiosi di approfondire questa storia d’amore, il romanzo che racconta le vicende di Alì e Nino è stato tradotto in italiano con il titolo “Alì e Nino: una storia d’amore”.

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E’ una storia di guerra e pace, onore e vergogna, dove si cercano di far convivere la religione e la cultura islamica e cristiana, tra Asia e Europa. Le due sculture ci ricordano la rappresentazione dell’amore del nostro bambino interiore realizzata da Aleksandr Milov.

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Il tema dell’amore non svanisce mai. In questo video possiamo ammirare i movimenti delle sculture in lento avvicinamento.

 

Annamaria… a dopo