I MATRIMONI DI PAMELA PRATI

Pamela Prati si..risposa ma non si sa ancora con chi. Conosciamo solo il nome.
Alla faccia della riservatezza, la protagonista del Bagaglino, in questi mesi, ha girato tutti i salotti televisivi per pubblicizzare il suo matrimonio. Pero’ di veramente riservato, riservatissimo c’e’ solo il futuro marito, tale Marco Caltagirone. Non si sa che faccia abbia. Nessuno l’ha mai visto.


Chi segue questa vicenda “rosa” che sa di bufala e chi conosce gli amorazzi precedenti di Pamela si ricordera’ che anni fa è stata fidanzata per un breve periodo con Max Bertolani, il palestrato che non e’ riuscito a fare carriera nel mondo dello spettacolo , dopo un esordio “brillante”, (isola dei famosi e U&D etc…) a causa del suo fidanzamento con Pamela. Come aveva dichiarato in un intervista

QUI

“Chi l’ha aiutata, se lo può dire?”
«Nessuno mi ha mai aiutato. Ho sempre sputato sangue per riuscire ad avere
ciò che ho. Sono un lottatore e non mi sono mai arreso. Ho iniziato bussando
all’ufficio Figuranti di Mediaset, dove mi facevano fare la comparsa. Poi
sono passato all’Ufficio Casting e sono iniziate le televendite,
l’affiancamento dei conduttori eccetera. A un cero punto avrei dovuto
persino lavorare accanto a Manuela Foliero a “Ok il prezzo è giusto”, ma mi
sono fidanzato con Pamela Prati e mi hanno “tagliato le gambe”»

In questi giorni si è molto parlato del precedente matrimonio (2009-2011) con DANIEL SEBASTIAN JABIR, facoltoso imprenditore argentino e dell’imminente con MARCO CALTAGIRONE. Riguardo al primo digitando su google, riporta la notizia del matrimonio con la foto di MAX BERTOLANI.
Ma la regina delle “panzane” lo sa, che ne pensa??

Annamaria…a dopo

LIVE! ASCOLTI RECORD AL PRIMO COLPO


Reality show = La spettacolarizzazione estrema al servizio del profitto e degli ascolti a tutti i costi. Ecchisenefrega se tutto cio’ conduce alla distruzione dei giudizi e dei valori. 

Se Fogli fosse una vera vittima, è venuto il momento di chiudere i battenti dei reality e darsi alle estrazioni del Lotto; se ha dato il via libera alla storiaccia, allora ci manca da vedere l’uomo morto. Come nel film “Live! Ascolti record al primo colpo.

 

 

Tutti contro Corona, ma Riccardo Fogli è davvero una vittima?

È bastato un videomessaggio di Fabrizio Corona sulle presunte corna di Karin Trentini al marito Riccardo Fogli, che si è messo a nudo all’Isola dei Famosi, a scatenare una tempesta di reazioni. Eva Henger e Belen Rodriguez contro Corona, il paparazzo contro Belen, l’ex moglie del paparazzo, Nina Moric, contro la medesima Belen (nella notte ha fatto una serie di storie su Instagram in cui ricordava all’argentina cosa avesse fatto quando suo figlio Carlos aveva 5 anni), Karin Trentini contro i “criminali” (così li ha definiti) che hanno messo in giro la voce dell’infedeltà, il presunto amante Giampaolo Celli contro le foto che lo ritraggono con Karin, Alda D’Eusanio e Alba Parietti stomacate dal filmato, l’inviato honduregno Alvin solidale con Riccardo Fogli (“grande classe, grande spirito”), Viola Valentino contro l’ex marito Riccardo in nome di “chi la fa l’aspetti” e poi contro Corona, i Pooh contro i pettegoli, Barbara d’Urso contro l’innominabile Corona per quello che ha fatto a suo figlio e contro la Marcuzzi: “Io da conduttrice di reality non avrei agito in quel modo”, ma a favore del genere visto che ad aprile sarà alla guida del GF16: “I concorrenti dei reality nel momento in cui decidono di partecipare a programmi simili devono accettare che la loro vita sia scandagliata in profondità. Può venire fuori di tutto ed è lecito parlarne. Fa parte del gioco”.

In questo turbinio di voci e accuse reciproche, solo Alessia Marcuzzi è rimasta in silenzio: ha visionato il videomessaggio di Corona prima di mandarlo in onda e non può certo cadere dal pero davanti all’indignazione del pubblico. Tuttavia si è dissociata dalle parole di Alda D’Eusanio perché Corona non era presente a replicare. Garantista con Corona e Monte, ma non con la figlia di 8 anni di Riccardo Fogli. E tace pure Mediaset, che da un anno e mezzo, per vendere il mocio e gli assorbenti con le ali, ha abdicato alla qualità (salvo poche eccezioni) accettando qualunque cosa. Qualunque: le canne, la violenza verbale e quasi fisica su una donna (Aida Nizar), Corona e il suo piglio da precettore di vita in tutti i programmi del Biscione, i tradimenti ai danni di un uomo di 72 anni provato dalla fame e dal disagio. Nudo metaforicamente e fisicamente. Lunedì sera si è temuto che gli venisse un infarto tant’è vero che la d’Urso ieri pomeriggio ha sottolineato un paio di volte di essere stata rassicurata da un’autrice dell’Isola sulle buone condizioni di salute del cantante. In effetti ci manca il morto in diretta. Anche perché, a quanto pare, un vero e proprio limite non c’è.

Fuori da ogni ipocrisia però va notato che è stata Mediaset a chiedere l’intervento a Fabrizio Corona perché Riccardo Fogli voleva “sfidare a duello il basta**o che ha messo in giro queste voci”. Vista la fedina di precedenti, una persona di media intelligenza può aspettarsi toni concilianti da Corona? Può aspettarsi una mano tesa o una porcata mediatica? L’ex re dei paparazzi ha fatto esattamente quello che fa da anni: avvertire il vip di turno che in una cartellina, in un ipad, in un cassetto o dentro un muro ci sono foto compromettenti, che ha le prove perché ha spiato in camera da letto. In questo senso ha ragione Alda D’Eusanio: la galera non gli è servita a niente. Rovinava famiglie prima di San Vittore, in ossequio ai principi del giornalismo “anche se moralmente discutibili” (ipse dixit), e ha ricominciato a farlo adesso. Il circo è sempre lo stesso. Semmai è cambiato il tono e la prosopopea e il narcisismo hanno assunto dimensioni elefantiache.

A colpire l’immaginario collettivo è stata un’altra cosa: la disparità fisica. Lo split del televisore offriva da un lato Corona in maglietta rosso-arancione perfettamente stirata con i bicipiti guizzanti, turgidi, esplosivi come le tette della Cipriani, il volto lucido, la pelle tesa, la barbetta curata, le labbra pompate, i capelli ben rasati. Non un ciglio fuoriposto. Dall’altra parte un uomo di 72 anni con le ossa pronte per la TAC, la pelle vizza e solcata dalle storie di tutti i giorni, il torso su cui hanno banchettato i mosquitos, la barba bianca incolta e i capelli arruffati come il pelo di un gatto. Coperto solo da un paio di pantaloncini. Strizzava gli occhi mentre qualcuno gli strizzava il cuore allo stesso modo di un cencio. Non vedeva il suo “nemico”, che sia Corona o che sia Celli non importa ora. E chi è miopie sa quanto sia difficile mettere a fuoco le parole se non vedi chi parla. Perché non gli hanno dato i suoi occhiali rendendolo ancora più esposto? Da una parte c’era un vetro infrangibile, dall’altra un cristallo fragile. Ecco, questo è stato un pugno nello stomaco.

Eppure non ci si può non chiedere che parte ha Riccardo Fogli in tutto questo. E’ nel mondo dello spettacolo da prima che Fabrizio Corona fosse concepito, sa quanto possa essere spietato e ingannevole. E’ stato colpito a tradimento o è corresponsabile? Perché la moglie Karin ha sentito la necessità di pubblicare due foto capziose (di cui una con il presunto amante Giampaolo Celli) su Instagram proprio mentre l’adorato marito era all’Isola? Se Corona dice la verità (“li ho frequentati mentre erano insieme”), sapeva che avrebbe scoperchiato il vaso di Pandora. In molti si chiedono se sia una strategia per portare alla vittoria Riccardo Fogli. In fondo si tratta di televisione dove tutto è finzione e tutto si dimentica. Ma uno show e 50.000 euro valgono la propria dignità? Se Fogli fosse una vera vittima, è venuto il momento di chiudere i battenti dei reality e darsi alle estrazioni del Lotto; se ha dato il via libera alla storiaccia, allora ci manca da vedere l’uomo morto.

By “Il Tempo”

Annamaria… a dopo

LEONARD COHEN, IL RICORDO DI UN GRANDE ARTISTA.

Leonard Cohen è un cantante, musicista e poeta, morto qualche anno fa all’età di 82 anni. Nato a Montreal nel 1934 esordì negli anni 60 con la sua, da molti definita, voce dorata. Solo un mese prima della sua morte era uscito il suo ultimo disco You want it darker, il numero quattordici di una lunghissima carriera.

Il primo album nel ’67, Songs of Leonard Cohen, contiene canzoni di tenerezza infinita. In seguito arrivano quelle più drammatiche, contenute in Songs From A Room (1969) e Songs Of Love And Hate (1971). Nemico del business discografico i suoi dischi uscivano ogni tre anni, più o meno, e si esibiva raramente in pubblico. 

La sua ispirazione era soprattutto francese Jacques Brel.  Il  romanticismo è spesso disperato, sempre intenso, sempre personale. C’è la bellissima canzone Chelsea hotel #2, dedicata a Janis Joplin (sua fiamma) e Who by fire (1974) e il brano struggente Hallelujah, contenuto nell’album Various position del 1984.

 

Il suo album più venduto di sempre è The Future del 1992, con canzoni come  Democracy che pare una marcia, con il ritmo di Closing Time, l’orchestrale Waiting for the miracle, la luttuosa Anthem.

Conoscevo superficialmente Leonard Cohen, ma recentemente attraverso molti suoi brani ho scoperto (meglio tardi che mai) un grande artista in grado di trasmettere emozioni attraverso la sua musica e l’ amabile calda voce.

Annamaria… a dopo

STANLIO & OLLIO, L’ARTE DI FAR RIDERE



La formidabile coppia di comici, in assoluto, del cinema. Questa è l’ultima fotografia, scattata insieme nel 1957, di Stanlio ed Ollio. Entrambi erano malati ed erano stati colpiti da un ictus che aveva paralizzato loro un braccio. Paradossalmente uno il destro e uno il sinistro. Come se continuassero ad essere una sola cosa. Oliver Hardy, Ollio, per problemi di cuore era stato messo a dieta stretta e aveva perso 70 chili, ne pesava oltre 160. Morì poco dopo. Al suo funerale Stan Laurel, Stanlio, non si presentò, alimentando le voci che i due non si sopportassero nè frequentassero. Non era vero. Era solo malato e provatissimo dalla perdita dell’amico. Pur sopravvivendogli diversi anni, non volle mai recitare solo, per rispetto verso il compagno di lavoro di una vita.

Annamaria… a dopo

SCULTURE DI ZUCCA

La zucca è la regina di una delle feste ormai divenuta popolare in Italia, la notte del 31ottobre: Halloween.

Ma noi italiani l’apprezziamo, soprattutto, per il suo uso gastronomico con piatti salati e dolci.

Questa volta, pero’, non diamo ricette e non parliamo delle proprietà benefiche, ma invitiamo alla visione di una bellissima carrellata di “sculture di zucca”

 

 

Fonte”The Guardian”

Annamaria… a dopo

LORY DEL SANTO, IL LUTTO E IL GF-VIP3

Sembra che domani sera Lory Del Santo entri al GF VIP , fresca di lutto per la perdita del secondo figlio 19enne, suicidatosi in seguito a problemi di salute. Io capisco che ognuno di noi elabora il lutto come meglio riesce e con i tempi necessari che variano da persona a persona.
Anche io pochi mesi fa ho perso una figura importante della mia vita: mia madre.
Ho scritto qualche post pubblicamente per esprimere il mio dolore, sporadicamente. Ma stare h24 davanti alle telecamere è semplicemente spettacolarizzare la morte, specialmente di un figlio. Il lutto dobbiamo elaborarlo da soli o magari circondati da amicizie disposte a starci vicino, soprattutto nei momenti di crisi e di maggior tristezza.
Un lutto va vissuto anche con riservatezza.
La tv, per qualche mese o settimana, ci impone, se vogliamo guardare il gf , (perchè non obbliga) di seguire questa donna, per suo volere. E a questo punto anche dell azienda. Ma Lory del Santo e Mediaset sono sicuri che noi vogliamo assistere al suo dolore quotidianamente?
All’azienda la sua entrata rende in sponsor e ascolti piu’ alti (credo) ma ci pensano alla grande grande mancanza di rispetto nei confronti dei telespettatori ,soprattutto anziani e giovani? Sbattere il dolore in tv ormai ci siamo abituati o quasi ma non in maniera così spettacolare all’ interno di una trasmissione che dovrebbe essere leggera e giocosa.

A mio parere supera il trash dell’edizione della D’Urso.
Ma cosa non si fa per qualche percentuale in più di share e mi domando: quando tornerà di moda il senso del pudore e del valore delle emozioni e dei sentimenti?

Annamaria… a dopo

FIABE MODERNE E FAVOLE ANTICHE


Spesso quando pensiamo alle fiabe è scontato il motto ” e vissero per sempre  felici e contenti”. Ma è proprio cosi? Un motto troppo carico di aspettative.

Credo che molte donne inseguano “l’ happy ending”  (e il principe) a tutti i costi, perdendo pero’ di vista la loro felicità e rimanendo puntualmente deluse. Ecco una fiaba “divertente” segnalata da Maria

 

 

LA FAVOLA DELLA PRINCIPESSA ( EMANCIPATA) E DEL RANOCCHIO

 

C’era una volta in un paese lontano una principessa bellissima, indipendente e sicura di sé. 

Un giorno, durante una passeggiata non lontano dal suo castello stava osservando un rospo in un laghetto quando a un tratto il rospo le saltò addosso e le disse: “Elegantissima Signora, un tempo io ero un bel principe, ma un giorno una strega cattiva mi ha fatto un incantesimo e mi ha trasformato in un rospo. Basterebbe un tuo bacio a farmi ritornare il bel principino che ero una volta. Poi potremo sposarci e andare a vivere nel castello di mia madre, dove tu preparerai i miei pasti, laverai e stirerai i miei panni, darai alla luce i miei figli e li crescerai. È così sarai felice fino alla fine dei tuoi giorni.” 

La sera stessa la principessa sorrideva sorseggiando uno chardonnay davanti a un piatto di cosce di rana fritte, in una leggera salsa di cipolle al vino bianco.

 

Poi ci sono le fiabe che spaventano. Molto piu’ “crude” rispetto a quelle che con il tempo sono state edulcorate, grazie ai classici film d’animazione della Disney . Molti di questi film, in genere, si ispirano alle più celebri fiabe di derivazione popolare ma se diamo un’occhiata alle versioni originali scopriamo che il lieto fine non era così doveroso e scontato. Leggete un po’…

Biancaneve


La fiaba scritta dai Fratelli Grimm nel 1812 era leggermente diversa da quella che conosciamo: la regina era la madre di Biancaneve, voleva mangiare i suoi polmoni e il suo fegato per provare la sua morte. Alla fine deve danzare in un paio di scarpe di ferro caldo fino alla morte.

La bella addormentata


Esistono molte versioni della fiaba, tra cui “Sole, Luna e Talia” di Giambattista Basile risalente al 1634 in cui si affrontano argomenti non proprio per bambini.

Nella versione di Basile infatti la protagonista viene stuprata dal principe e rimane incinta di due gemelli, che nasceranno mentre ancora lei è addormentata. Senza parole? È la giusta reazione.

La principessa e il ranocchio


Chi ha letto la versione dei Fratelli Grimm, sa che ne “Il principe ranocchio” il rospo inganna la principessa per raggiungere un accordo con lei. Le sue richieste iniziano a diventare sempre di più e sempre più grandi, fino a quando il ranocchio non chiede alla principessa di poter dormire nel suo letto e lei, indispettita, decide di scaraventarlo con uno schiaffo contro il muro. A quel punto lui si trasforma in principe.

La bella e la bestia


Nella versione tedesca della fiaba di Ludwig Bechstein, la bestia diventa il compagno di letto della protagonista, la coccola e la bacia.  Ma lei farà una brutta fine, annegata dalle sorellastre nella vasca da bagno ma anche loro avranno una punizione e saranno trasformate in colonne di pietra.

Cenerentola


Anche in questo caso rimane la firma dei Grimm, le sorellastre di Cenerentola si tagliano parte del piede per riuscire a far calzare la scarpa, alla fine gli uccelli cavano via i loro occhi.

Rapunzel


La storia di “Raperonzolo” raccontata dai Fratelli Grimm nel 1812 il principe andava a trovare Raperonzolo così spesso che alla fine lei rimase incinta e i suoi vestiti diventarono troppo stretti, per questo motivo decise di cederli alla strega. Anche lei, come la Bella Addormentata, ebbe due gemelli.

La Sirenetta


La storia originale è di Hans Christian Andersen, la protagonista soffre moltissimo quando cammina, i suoi passi vengono paragonati al camminare su lame taglienti ma per amore decide comunque di danzare per il principe. Quando lui si innamora di un’altra donna, la Sirenetta decide di non ucciderlo per salvarsi ma muore e si dissolve in schiuma.

Annamaria… a dopo

ITALIA

Ciao!
Mi chiamo Italia, sono un piccolo Paese nel Mediterraneo, considerato da tutti uno dei Paesi più belli del pianeta.

Per molto tempo sono stato il punto di riferimento della storia, della civiltà, della moda, del design, del lusso, del cibo, della bella vita e chissà quante altre cose di cui, lentamente, mi sono dimenticato.

Posso farvi una domanda? Da Paese a cittadini, in totale confidenza, siate sinceri però almeno con voi stessi: ma non siete stanchi? Non siete stufi?

Quante parole buttate al vento, quante promesse mai mantenute, quanto fiato sprecato e quanta frustrazione.
Io sono vecchio, quello che dovevo dimostrare l’ho dimostrato.

Vi ho fornito i mari più belli, le montagne, le Alpi più invidiate, vi ho dato un terreno fertile, da cui sono nati grandi vini, fonti di acque vendute in tutto il pianeta, verdure e frutta che avete esportato in ogni dove, senza calcolare i paesaggi e gli scorci che pochi altri Paesi nel mondo possono vantare.

Ma non siete stanchi? Non siete stufi?
E come se non bastasse, ho ospitato per svariati millenni, monumenti, artisti, poeti e filosofi che, ancora oggi, vengono citati nei libri di storia in tutte le lingue del pianeta.
Insomma, credo che come Paese vi ho dato tanto, forse anche troppo.

Già… mi sa che vi ho viziato, perché ultimamente non mi sento molto amato.
Come avete fatto a portarmi fino a questo punto?

Siamo passati dall’impero romano a Renzi, da Michelangelo a Favij, da Pirandello a Vendola. Ma fosse solo questo il problema; vi siete fatti intortare così bene da un gruppo di vecchietti millantatori che ormai non avete neanche più il potere di decidere chi vi rappresenta.

Fanno tutto loro, senza chiedervi nemmeno il permesso, siete diventati schiavi dei vostri stessi dipendenti.

Loro rubano e va tutto bene, tu sopravvivi e loro ti puniscono, perché ormai se osi cercare una vita dignitosa, se solo credi di meritarti un lavoro, una casa o addirittura una macchina nuova, loro ti chiedono di giustificare tutto, altrimenti te la portano via e tu non puoi farci una beata fava.

Scusami se uso parole forti, ma è il Tuo Paese che ti parla ed esigo più rispetto per me, ma soprattutto, per Te.
Si, perché, sei Tu il mio vero padrone, non questi cialtroni da quattro lire.

Non dirmi che ti fanno paura! Quattro vecchi, gran parte ignoranti, ti fanno paura?
Ricordati che Io mi chiamo Italia e Tu sei Italiano.

Questa terra l’ha creata Tuo nonno, magari perdendo la vita.
Io sono di Tua proprietà e hai tutto il diritto di riprenderne il possesso.

Te lo chiedo con la mano sul cuore.
Aiutami a splendere di nuovo, non lasciare che questa gentaglia mi riduca ad un piccolo Paese svenduto agli stranieri, maltrattato da chiunque lo venga a visitare, denigrato e schifato da tutti, per colpa di pagliacci che non ci rappresentano.

Riprendi il controllo, riprendi a vivere, riprenditi il Tuo Paese… il TUO Paese.

Firmato: l’Italia.

Cara Italia hai ragione! Purtroppo viviamo in un mondo di pecore che tra un selfie e un F24 non ha piu’ tempo per pensare.Si corre per un concerto di Vasco Rossi ma non per scendere in piazza e far valere i nostri diritti.
Recita una storiella siciliana :quando Dio creò la Terra distribuì bellezze naturali ovunque. Gli Angeli guardarono il risultato e misero subito in guardia Il Creatore: No, così non va bene, hai dato troppe bellezze all’Italia, le altre Nazioni meno fortunate protesteranno e si ribelleranno! Dio trovò subito rimedio per pareggiare i conti creando gli italiani… un vero bestiario: sì, è vero, le pecore sono un problema ma anche le capre non sono da meno, per non parlare degli asini, delle oche, dei serpenti… scarseggiano solo le aquile e prosperano invece ,indisturbati, falchi corvi e allocchi ………….qualcuno dopo aver letto si domanderà : ma Donnarumma rimane al Milan?

Firmato: Annamaria

NEL CUORE DELLA MATEMATICA

Nel cuore ♥ della matematica . . . la matematica del cuore ♥

 

LEGGENDO SOTTO L'OMBRELLONE

E’ tempo di vacanza e finalmente abbiamo del tempo in più per leggere quel libro costretti ad interrompere continuamente o quello trovato sotto l’albero di Natale o magari quelli acquistati sotto lo slancio della curiosità sulle sempre affascinanti bancarelle del libro! Non potevo sottrarmi a questo piacere e tra le pagine finora lette ne ho trovato alcune particolarmente interessanti.

Un autore che mi stuzzica e diverte è Luciano De Crescenzo, che mi fa scoprire, anzi riscoprire dei personaggi della storia e della cultura in una veste inedita e particolare.

LUCIANO DE CRESCENZO

LUCIANO DE CRESCENZO

Una delle figure che ha colpito anche nel passato il mio immaginario di studentessa è Renato Caccioppoli, uno dei matematici più interessanti e affascinanti del 20° secolo.

Professore di Analisi Matematica presso l’Università di Napoli fino alla sua tragica scomparsa nel 1959, condusse una vita intensa e travagliata anche per le sue note convinzioni politiche.

La sua avversione al regime fascista gli procurarono non pochi problemi, fino all’ isolamento in un istituto per malati di mente, per sfuggire al tribunale speciale politico istituito contro gli avversari del regime.

Gli ultimi anni della sua vita furono tristi : viste deluse le sue speranze politiche, probabilmente sentiva che anche la sua ispirazione matematica si andava esaurendo, e sua moglie alla fine lo aveva lasciato; prese a bere , sprofondando in un isolamento che lo portò a spararsi l’8 maggio 1959.

Nel 1992, nel film  Morte di un Matematico napoletano , il regista Mario Martone ha descritto gli eventi che portarono al suicidio di Caccioppoli. Ma chi era Renato Caccioppoli?

RENATO CACCIOPPOLI

RENATO CACCIOPPOLI

Era un Byron, un Oscar Wilde, un dandy, un personaggio uscito dai’Demoni’ di Dostoevskij, un D’Annunzio con in più il dono dell’humour, o forse semplicemente un seduttore. Certo è che riusciva a conquistare al primo sguardo. Chi ha avuto la fortuna di assistere ad una sua lezione rimaneva folgorato. Lui, il matematico ammaliatore, inculcava il bisogno irrefrenabile, irreprimibile, di vederlo ogni giorno, e molti, ancor oggi, laureati in Ingegneria se vogliono vantarsi di qualcosa, dicono: ‘Ho fatto Analisi e Calcolo con Caccioppoli “.

Poteva non aver dormito, essersi sporcato durante i suoi giri notturni per la Napoli dei Quartieri, aver bevuto come un soldato americano, era sempre elegante.

Mentre faceva lezione, le sue mani disegnavano l’aria e,contemporaneamente, i concetti matematici volavano per l’aula illuminando il buio dell’ignoranza degli studenti . Un curioso e poetico parallelismo non lo abbandonava mai : quello tra entità numeriche e note musicali.

Un episodio emblematico : un giorno alcuni giornalisti gli chiesero quale fosse la frase più importante che era mai stata detta al mondo. All’inizio lui si schernì, disse che così su due piedi non se la sentiva di stabilire quale fosse davvero quella più importante. Poi,dopo l’insistenza di tutti, si mise a pensare : chiuse gli occhi e restò in silenzio per 3-4 minuti. Nessuno dei presenti respirava . . . Alla fine, se Dio volle, alzò la testa e disse con tono grave e sussiego : ‘Al cuore ♥ non si comanda’. 

MARIA

MARIA

Maria… a dopo

FIRENZE: CHIUSO IL CORRIDOIO VASARIANO

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Sono state sospese le visite al Corridoio Vasariano di Firenze, dunque anche alla più importante collezione di autoritratti, al cosiddetto “Percorso del Principe”, voluto da Cosimo I e realizzato nel 1565 da Vasari in pochi mesi. Il direttore della Galleria degli Uffizi Eike Schmidt ha comunicato la decisione di chiudere l’accesso ai gruppi che avevano prenotato una passeggiata nel celebre corridoio sospeso sull’Arno, un tratto che collega gli Uffizi ai giardini di Palazzo Pitti. I tempi per una riapertura si preannunciano lunghi perché la questione riguarda le norme di sicurezza antincendio e la mancanza delle uscite.

Tutto è partito da un esposto presentato lo scorso 7 aprile dal sindacalista Learco Nencetti di Conf.Sal-Unsa Beni culturali, alla Prefettura, al ministero dei Beni culturali e al conseguente sopralluogo degli stessi Vigili del fuoco. La risposta di questi ultimi è arrivata ieri e al direttore non è rimasto che adeguarsi. “La decisione è stata disposta – si legge in una nota diffusa dagli Uffizi – dal Comando provinciale dei Vigili del fuoco a seguito di un esposto sulle condizioni di sicurezza attuali dell’ambiente”.

Il Corridoio Vasariano è un percorso di circa 1 km che collega la Galleria degli Uffizi con Palazzo Pitti. Ad oggi il Corridoio ha perso la sua funzione originaria di passaggio interno trai due edifici ed è un piccolo museo a parte rispetto alla celebre Galleria.

L’ ingresso al passaggio si trova al primo piano della Galleria degli Uffizi, dietro ad un portone quasi anonimo. Probabilmente la maggior parte dei visitatori che affollano ogni giorno le sale degli Uffizi ignora del tutto che dietro ad un accesso così anonimo si nasconda invece un grande tesoro.

 

E’ permesso visitare il Corridoio Vasariano solo attraverso visite guidate organizzate da associazioni, agenzie oppure, in alcuni periodi dell’ anno, dagli stessi assistenti alla Sopraintendenza del museo. L’ idea di entrare in un luogo non accessibile a tutti e quindi in qualche modo privilegiato e quasi misterioso, rende senza dubbio la visita al Corridoio ancora più emozionante ed affascinante.

Una volta superato il portone di ingresso al Corridoio Vasariano sembra quasi di entrare in un’ altra dimensione, tanto l’ ambiente, silenzioso e quasi surreale, appare differente rispetto a quello della Galleria.

L’ allestimento espositivo di oggi è grossomodo quello studiato nel 1973 dall’ allora direttore della Galleria degli Uffizi. Alle pareti del Corridoio sono appesi numerosi dipinti di autori delle scuole e “tendenze” italiane tra XVI e XVII. Conserva inoltre la più completa collezione europea di autoritratti di artisti, da Andrea del Sarto a Chagall a Guttuso, iniziata dal Cardinal Leopoldo de’ Medici nel XVII secolo. Tante altre opere ed autoritratti sono oggi ancora in attesa di trovare una collocazione, per mancanza di spazio.

Poco dopo l’ingresso, l’ atmosfera quasi magica del Corridoio si interrompe per alcuni metri, quando ci si trova ad attraversare un tratto che fu gravemente danneggiato da un attentato di stampo mafioso nel 1993. Nella notte tra il 26 ed il 27 Maggio 1993 un’ auto carica di esplosivo fu fatta esplodere nei pressi della Torre dei Pulci, tra via Lambertesca e via de’ Georgofili e 5 persone persero la vita. Vi furono molti feriti e gravi danni alle abitazioni, così come alla Galleria degli Uffizi ed al Corridoio Vasariano. Nel Corridoio la deflagrazione fece “saltare” alcune tele, causando danni irreparabili alle opere. I quadri sono stati in seguito ricomposti, per quanto possibile, e intenzionalmente ricollocati al loro posto in memoria di quella terribile strage.

Oltrepassato questo tratto del Corridoio, che ricorda una pagina triste, ma senz’altro importante nella memoria di Firenze, la visita prosegue alla scoperta della storia meno recente del passaggio.

Una delle cose che colpiscono di più del Corridoio Vasariano, oltre alla piacevolezza delle opere che vi sono esposte, è la sua posizione sopraelevata ed assolutamente privilegiata, che consente di attraversare alcuni dei punti più belli del centro storico di Firenze camminando in pratica sulle teste dei fiorentini e dei turisti in strada. In alcuni tratti del Corridoio la sensazione quasi di spiare le persone in strada è ancora maggiore grazie ai piccoli affacci e finestre, che guardano sia sul lato del centro storico sia sul fiume Arno. Doveva in effetti essere questo uno dei fini del Corrodoio agli occhi dei Medici: potersi spostare liberamente dalla loro residenza a Palazzo Vecchio in assoluta discrezione e sicurezza, potendo guardare all’ esterno senza esser notati.

Nel punto centrale in cui il Corridoio attraversa il Ponte Vecchio si apre uno dei punti panoramici più belli di tutto il percorso. In questa parte infatti nel 1939 Benito Mussolini fece realizzare delle grandi finestre panoramiche che consentono una splendida vista sull’ Arno verso il Ponte di Santa Trinita. Le aperture furono create in occasione di una visita ufficiale di Adolf Hitler, che sembra rimase così colpito da questa vista sul Ponte Vecchio, da ordinare di risparmiarne la distruzione nel corso della Seconda Guerra Mondiale.

Oltrepassato l’ Arno si osserva un’ ennesima curiosità del Corridoio ovvero l’ affaccio sulla Chiesa di Santa Felicita. Ad un tratto sulla destra si apre infatti una grande finestra con grate di ferro ed un balcone affacciati direttamente sull’ interno della Chiesa. Da qui i Medici assistevano alla Messa, potendo contare ancora una volta su di una postazione privata e priviligiata, che consentiva loro di non mischiarsi col popolo.

Il percorso museale moderno del Corridoio Vasariano termina a lato della famosa Grotta del Buontalenti, nel giardino di Boboli.

Le visite sono generalmente riservate a gruppi con un numero limitato di persone, per le dimensioni piuttosto ridotte del passaggio.

Un po’ di storia

Il Corridoio Vasariano fu realizzato dal Vasari nel 1565 su richiesta di Cosimo I de’ Medici, in occasione del matrimonio del figlio Francesco I con Giovanna d’ Austria. Il passaggio, iniziato nel Marzo del 1565 fu terminato in soli 5 mesi, in tempo per le nozze che furono celebrate il 16 Dicembre dello stesso anno.

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Grazie a questo percorso sopraelevato i Medici si garantirono la possibilità di spostarsi liberamente ed in tutta sicurezza tra la loro residenza in Palazzo Pitti e la sede del Governo in Palazzo Vecchio.

Già il progetto originale del Vasari, il Corridoio prevedeva delle piccole finestre ed affacci sulle strade sottostanti il passaggio e sull’ Arno. A questo proposito furono tempestivamente spostate dal Ponte Vecchio le botteghe dei macellai, che non offrivano uno spettacolo ed odori certamente piacevoli per i Granduchi e dei loro ospiti. Al loro posto furono collocate le botteghe degli orafi, che ancora oggi caratterizzano il ponte più famoso di Firenze.

Per realizzare il Corridoio, furono letteralmente attraversate alcune delle case torri che si trovavano lungo il percorso. Tutti i proprietari degli edifici dettero il loro consenso all’ attraversamento delle loro case, eccetto la famiglia Mannelli, che si oppose fermamente. Il Vasari dovette quindi “aggirare” l’ostacolo deviando il percorso del Corridoio, che passa infatti attorno alla Torre.

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Per lo meno per i primi 200 anni il Corridoio Vasariano fu utilizzato esclusivamente come passaggio tra le residenze. Il percorso, per quanto fosse lungo solo circa un km, veniva attraversato probabilmente con una piccola carrozzella, adibita al trasporto di 2 persone. Lungo il passaggio inoltre è immaginabile che vi fossero panchine e sedute per riposare.

Con l’ arrivo dei Lorena ed il testamento dell’ Elettrice Palatina Anna Maria Luisa de’ Medici gli Uffizi divennero un luogo pubblico da privato. Anche il Corridoio pertanto perse la sua funzione di passaggio privato.

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Nel corso dei secoli purtroppo sono andati perduti anche alcuni ambienti del Corridoio. In particolare durante la Seconda Guerra Mondiale, a causa dei bombardamenti, il Corridoio ha subito diversi danni. E’ andato perduto ad esempio un bel bagno decorato con affreschi ed elementi in marmo. E’ stato anche distrutto, ma poi in questo caso ricostruito, il collegamento finale del passaggio con la sponda sinistra dell’ Arno.

Notizia segnalata da Vicky ( Fonte: Visitflorence)

Annamaria… a dopo