TASSE E SERVIZI

Pagare le tasse è un dovere per tutti i cittadini, è anche un bel modo civile per avere dei servizi.

Come dovremmo sapere tutti le tasse che i cittadini pagano, servono per avere tanti servizi e possibilmente ben funzionanti ed efficienti.

A livello locale, scuole, asili nido, manutenzione delle strade, acquedotti, fognature, centri sociali per anziani, case di riposo e molti altri servizi.

A livello nazionale, esercito militare, forze per la pubblica sicurezza, servizio sanitario nazionale, istruzione e formazione, università, trasporti, infrastrutture sul territorio nazionale, protezione civile, ambiente, salute e tantissimi altri servizi.

Se tutti pagassero il dovuto, si pagherebbe di meno tutti e si avrebbero più risorse per avere servizi migliori.

Cari giornalisti e mezzi d’informazione vi chiedo, fate più informazione, formazione, con più trasparenza e obiettività.

Vi chiedo anche perché non dite che chi evade il fisco, chi porta i soldi all’estero, quelli che fanno il lavoro nero, i corrotti, il mal affare, i mafiosi, perché non dite che tutti questi che fanno cose illegali, godono dei servizi che pagano con le tasse i tanti cittadini onesti.

Perché non dite che questi disonesti se vogliono godere dei servizi pubblici, se li dovrebbero pagare.

Cari giornali e tutti mezzi d’informazione, uscite dal generico e delle discussioni inutili, entrate in merito al dovere delle tasse, che vanno pagate, fate chiarezza trasparente, limpida, servirebbe per far crescere la coscienza e consapevolezza nei cittadini del bene comune, che è un nobile dovere civile e sociale pagare il dovuto.

E ne trarrebbero vantaggio tutti i cittadini, il paese e tutta la società.

Francesco Lena

“L’ITALIA PEGGIORE”

Le riflessioni di CIPRIANO – (articolo scritto da Cipriano Pagano nel 2011 , pubblicato su http://ilmioblog-annamaria.blogspot.it)


L’Italia, rinata nel dopoguerra, ha fondato la propria
esistenza attraverso quei principi che l’Assemblea
Costituente ha descritto come i valori sui quali si
doveva fondare lo Stato, creando una società basata
sulla democrazia, sulla partecipazione dei cittadini
alla vita politica del Paese, sul riconoscimento e sul
rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali, sul
principio di uguaglianza e sul diritto al lavoro come
mezzo per affermare la propria personalità.
Già il lavoro, mezzo indispensabile affinché ogni
essere umano possa sempre identificarsi nella propria
“Dignità” di uomo. Non avere lavoro, essere sfruttati
e ricattati, è l’ultimo gradino del degrado, il buco nero
in cui un uomo onesto può precipitare, ancor più se
ha anche la responsabilità di una famiglia da
mantenere.


Il lavoro è stato considerato quindi un valore che
consente l’affermazione della personalità umana, in
contrapposizione all’idea liberista, laddove si
valorizza solo la ricchezza individuale.
Datemi allora una sola risposta, dico una sola, per
sapere se c’è, in un qualsiasi paese d’ Europa, un
ministro del governo che, di fronte ad una civile
domanda di un lavoratore che dipende dal suo
ministero, si possa permettere di dire “siete l’Italia
peggiore”.
“L’Italia peggiore” non sono certo i precari, come il
ministro Brunetta si è permesso di dire, ma la banda
di ignobili individui che in questi anni hanno occupato
una parte delle pubbliche istituzioni e del potere
economico, all’ombra di patti scellerati ed occulti di
potere.


Gli “uomini del fare”, volgari, ladri, falsi, incapaci,
senza una reputazione da difendere, pronti a
qualsiasi bassezza e pronti solo a razzolare per se
stessi ed i compari o le comari.
Fedeltà e spudoratezza sono le sole attitudini per
le consorterie che li ha selezionati.
Mai, nemmeno in un sol giorno, molti di loro in tante
parti d’Italia, si sono comportati da esponenti
illuminati e saggi di un’ipotetica classe dirigente,
amministrativa ed economica.
Individui senza qualità, miracolati da un’epoca in
cui contano solo “le amicizie” con i potenti.
Che dalla gran voglia di cambiamento degli anni
della gioventù, potesse arrivare una società dominata
da simboli così moralmente miseri, nemmeno la
fantasia più perversa avrebbe potuto immaginarlo.
A questo punto i danni sono molto grandi, a
cominciare dalla piaga del precariato.
La maggioranza degli italiani, con colpevole ritardo,
anche sulla propria pelle, ha scoperto quanto dura
e difficile può essere una vita spesa nelle angosce
di un futuro senza prospettive, con gravi problemi
economici anche elementari, quali far sopravvivere
se stesso ed i propri cari. E’ quindi assolutamente
immorale liquidare con battute agghiaccianti, un
problema così grave.
Internet è stato preso d’assalto da risposte durissime
a questa esternazione, ed il solito politico di turno,
quello di basse vedute, invece di guardare alla luna
guarda al dito che la indica, scagliandosi contro i
dipendenti pubblici che, a suo dire, usano internet
per motivi personali durante l’orario di lavoro.
Perfettemante d’accordo con l’ineffabile onorevole,
a patto che si inizi immediatamente con tutti quei
parlamentari che in aula giocano con l’ipod durante
i propri lavori.


Voglio concludere con un contributo, una collaborazione
che voglio donare a tutti quei nullafacenti che gironzolano,
quei precari che aspirano a ricoprire stabilmente quel
posto su cui dignitosamente si impegnano da anni.
Ecco di seguito, come atto di riverenza ed ossequio
ai sostenitori del lavoro creativo, una serie di attività a
cui si potrebbero indirizzare i suddetti scansafatiche:
Contatore di piccioni in piazza.
Domatore di cavalli a dondolo.
Bagnino di salvataggio in alta montagna.
Esperto di valanghe in zone marittime.
Togli-semini di pomodori full time, quindi senza le
previste facilitazioni.
Collaudatore delle scarpe col tacco.
Reggibandierine dei gelati serviti al tavolo.
Raccoglitore schiuma della birra.
Agente matrimoniale per cozze.
Collaudatore elastico stringi-pantaloni per quando
vai in bicicletta e non vuoi sporcarli.
Tagliatore di prezzemolo (altezza massima, quella
del Ministro Brunetta).
Babysitter di Cucciolo.
Maggiordomo di Pisolo.
Reggitore di antenne televisive durante i temporali.
Assistente psichiatrico per vongole.
Amministratore di condominio riguardo gusci di
tartarughe e lumache.
Rassettatore di nidi delle aquile.Scalatore di battiscopa.
Sturatore di cannucce.
Addestratore di zanzare.
Animatore di cimitero.
“CHE S’ADDA FA’ PE CAMPA’ … “
Cipriano

ONU: Vogliamo che le carceri siriane siano poste sotto la tutela delle Nazioni Unite.

Firmo con la speranza che noi ‘umani’ possiamo impegnarci e stoppare questi orrori!
Purtroppo quanto avviene In Siria è sotto l’indifferenza Europea.


Vuoi vedere l’Italia starsene ferma al Consiglio di Sicurezza ONU mentre degli inermi sono torturati ed uccisi impunemente ogni giorno nelle prigioni siriane ?
Il Rapporto Amnesty attesta l’esecuzione in carcere di oltre 13 mila detenuti in Siria, a pochi chilometri da Damasco ed in territorio governativo. Le esecuzioni sono praticate dopo tortura e dopo processi-farsa della durata di pochi istanti, fatti al solo scopo di evitare future responsabilità in caso di sempre più eventuali indagini internazionali.
Rivolgiamo un appello al Governo Italiano, quale nuovo membro temporaneo del Consiglio di Sicurezza ONU, per indire con urgenza una riunione del Consiglio di Sicurezza e farsi carico di una mozione d’intervento umanitario in Siria.
Chiediamo un controllo internazionale sulle carceri Siriane, in primis quella di Saydnaya oggetto dei barbari massacri. Chiediamo che le carceri siriane siano immediatamente poste sotto la tutela dei CASCHI BLU delle Nazioni Unite.
L’ONU ha diritto d’esistere soltanto se mantiene fede alla propria Carta dei valori, primo tra tutti salvaguardare i diritti universali degli individui, ovunque essi siano.
Non rendere l’Italia partecipe di questa ignominia.
Se sei d’accordo con noi, FIRMA IL NOSTRO APPELLO PERCHÉ L’ITALIA SI FACCIA PROMOTRICE DI UN IMMEDIATA TUTELA UMANITARIA DEI CASCHI BLU ONU NELLE CARCERI SIRIANE!
Questa petizione sarà consegnata a:
Presidente del Consiglio dei Ministri
Paolo Gentiloni
ONU
Governo Italiano

Fabrizio Cugia  Italy

firma la petizione

 

 

Annamaria… a dopo

PENSIONI, SCANDALO DIRITTI INESPRESSI. FINO A 300 EURO IN PIU’ SUGLI ASSEGNI

Si chiamano “Diritti inespressi” e sono nell’ occhio del ciclone per la possibilità che scaturirebbe, per i pensionati italiani, di ottenere un aumento della pensione mensile.

La vicenda è stata sollevata da un articolo del 18 marzo apparso sul quotidiano “La Verità” che ha riacceso i riflettori sulla questione previsenziale che potrebbe cambiare l’importo degli assegni degli italiani.

“Una pensione su tre andrebbe alzata, ma chi ha diritto a più soldi non lo sa”, è il titolo, decisamente eloquente dell’inchiesta firmata da Alfredo Arduino sul giornale diretto da Belpietro.

“Sotto i 750 euro – si legge nell’articolo – sono previsti diritti inespressi: agevolazioni che per essere applicate devono essere richieste esplicitamente. In alcuni casi però – viene spiegato nell’articolo – l’assegno sale anche di 300 euro”.

Secondo quanto riporta il quotidiano, sarebbero 6 milioni – su 18,1 milioni di pensionati – gli italiani potenziali beneficiari del ricalcolo delle pensioni; 750 euro la soglia mensile per richiedere i diritti inespressi; 5 anni il periodo di retroattività su eventuali arretrati.

COSA SONO – I “diritti inespressi” sono la serie di agevolazioni e sgravi applicabili alle pensioni sotto i 750 euro e che, come detto, possono valere fino a 300 euro sugli assegni mensili.

Vengono definiti “inespressi” poiché, nonostante siano diritti, per essere riconosciuti vanno richiesti esplicitamente dai cittadini. In caso contrario l’assegno previdenziale rimane quello che è, nessun aumento automatico dunque.

E’ possibile però fare richiesta all’Inps e chiedere anche gli arretrati fino a 5 anni. E’ di 20 milioni di euro la cifra recuperata dal 2013 ad oggi grazie ai ricalcoli delle pensioni, su questo oggi punta i riflettori il quotidiano La Verità diretto da Maurizio Belpietro. Tutte le informazioni sui “diritti inespressi” sul sito istituzionale www.inps.it, per avviare l’iter per la richiesta collegarsi alla pagina personale “cedolino pensione e servizi collegati”.

Fonte: La Verità (ed. cartacea – 18 marzo 2017)

Annamaria

HILLARY, RESTITUISCICI I SOLDI…




Leggo qualche giorno fa questa notizia “

Il Ministero dell’Ambiente ha finanziato la campagna elettorale di Hillary Clinton”

Siccome le notizie bufale sono sempre in agguato, mi informo in maniera approfondita ,in fonti autorevoli e cliccando qua e la vengo a conoscenza di alcune notizie del “clan” Clinton..
E’ almeno dal 2008, ai tempi del centrosinistra di Romano Prodi a Palazzo Chigi, che il ministero dell’Ambiente, allora guidato dal verde Alfonso Pecoraro Scanio, contribuisce a progetti della Bill, Hillary & Chelsea Clinton Foundation, nata nel 2001 e impegnata in programmi di sviluppo e di scolarizzazione in Africa e Sud America. 
 
 
Considerata pero’, da molti, serbatoio occulto di finanziamenti per la campagna elettorale di Hillary.

Secondo il sito d’informazione WeMeantWell.com, “quello che è chiaro è che la candidatura di Hillary Clinton è costruita su una rete globale di organizzazioni che agiscono come tramiti, come ponti per immense somme di denaro tra multinazionali, grandi corporazioni e governi stranieri donatori che traggono benefici dall’essere carino con uno dei due Clinton. A parte ogni giudizio sulle politiche caritatevoli dei Clinton, queste sono sicuramente in secondo piano rispetto agli obiettivi originari”, scrive il blog americano parlando senza mezzi termini di “criminalità”. 


Nel 2008 Barack Obama impose la trasparenza sui nomi dei contribuenti, proprio per eliminare sospetti di conflitti di interessi sul suo ex segretario di Stato Hilary Clinton.

Si ipotizza che la collaborazione tra governo italiano e fondazione sia iniziata nel 2006, quando l’Unione vinse le elezioni e Prodi formò il suo governo. Poi è proseguita nel tempo e sul sito ufficiale figura nel 2015 un contributo governativo italiano destinato alle attività della Clinton Global Initiative, tra i 101mila e il 250mila dollari.

Ad agosto il caso è stato sollevato con un’interrogazione parlamentare dal senatore di Fi Lucio Malan. «Trovo estremamente anomalo – sosteneva il parlamentare azzurro, chiamando in causa il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti – che un ministero della Repubblica italiana finanzi una fondazione finalizzata a sostenere un personaggio che, come ben sappiamo, è protagonista di un confronto politico negli Stati Uniti».

Elenco donatori qui

La Clinton Foundation è stata tirata in ballo nella campagna elettorale ,appena conclusasi , da Donal dTrump. (Anche lui nella lista dei benefattori.) che ha attaccato la sua avversaria democratica definendola poco credibile nella lotta al terrorismo internazionale, proprio per le «relazioni pericolose» della fondazione. 
Alludeva, soprattutto, ai 24 milioni di dollari elargiti dall’Arabia Saudita.


Nella lista dei donatori, oltre l’Arabia Saudita, anche l’Italia, la Norvegia, il Commonwealth dell’Australia.
Tra i 5 e i 10 milioni di dollari, compaiono Mohammed Hussein Ali Al-’Amoudi, secondo Wikipedia l’uomo più ricco dell’Etiopia, il secondo più ricco dell’Arabia Saudita e la seconda persona di colore più ricca al mondo (dati Forbes del 2015). Ma anche Michael Schumacher, il Kuwait e la Coca-cola.
Tra i benefattori che hanno dato tra 1 milione e 5 milioni di dollari ci sono anche i Friends Of Saudi Arabia, un’organizzazione statunitense che non appare più sul web, Steven Spielberg, il Qatar, il sultanato dell’Oman, gli Emirati Arabi Riuniti. L’Ambasciata dell’Algeria e la Deutsche Bank si fermano a una quota tra 250 mila e 500 mila dollari, mentre sui livelli del nostro Ministero dell’Ambiente si trova anche Giovanni Perissinotto, ex ad di Generali.
Figurano altri Stati contribuenti, dalla Germania al Canada e all’Australia, insieme a gruppi privati come Fca e Monte dei Paschi, in passato anche Enel, Autogrill e Pirelli.
Ora, saranno ancora cosi generosi dopo che hanno perso la speranza di avere dei favori in cambio?
Si dice che anche per il matrimonio , sfarzoso, della figlia Chelsea siano stati utilizzati i soldi della fondazione.


Se la maggioranza dei cittadini, in democrazia,non vede migliorare le proprie condizioni di vita ,per molti anni di seguito, finisce per votare contro chi governa, (stesso discorso per l’Italia) anche a costo di prendersi dei rischi.
E tutto questo si chiama : il coraggio della disperazione!

Annamaria… a dopo

IN CENTOMILA CHIUSI NELLE LORO STANZE. GIOVANI CHE SI RITIRANO DALLA SOCIETA’

Un articolo coinvolgente, scritto dal giornalista Dario di Vico per corriere.it, ha suscitato la mia attenzione . Il pezzo ci pone una realtà abbastanza inquietante e secondo me questo fenomeno è legato parecchio alla tecnologia.
I social permettono, in un certo senso, di sfuggire dalla realtà ma il dramma accadrà tra qualche anno quando questo progresso porterà nelle case la “realtà virtuale”.

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Ritiro sociale è un’espressione ancora poco nota. La utilizzano psicologi e operatori delle Onlus per definire i comportamenti del segmento più fragile dei Neet, i giovani che non studiano e non lavorano. Per avere un’immagine immediata di cosa significhi il ritiro sociale si può pensare a un ragazzo barricato nella sua cameretta con le tapparelle abbassate, il computer sempre acceso, musica e libri, il cibo consumato lì in una segregazione auto-imposta. Il fenomeno è molto conosciuto in Giappone — li chiamano hikikomori — ed è iniziato negli anni 80. Riguarda per lo più maschi primogeniti e il primo sintomo è la rinuncia a frequentare la scuola. Motivo: la pressione della società che chiede una competizione alla quale il giovane risponde negandosi. Le stime nipponiche variano da 400 mila a 2 milioni di coinvolti, il trend però è in crescita. Anche da noi la prima manifestazione del ritiro sociale è l’auto-esclusione dalla scuola, annunciata ai genitori una mattina a sorpresa senza segnali premonitori. Le stime italiane sono di 100 mila ragazzi — un altro primato europeo di cui non essere fieri — ma ovviamente non è facile elaborare dati così delicati. A monitorare il fenomeno sono realtà come la cooperativa Minotauro, che ha pubblicato di recente un testo dedicato ai ritirati e dal titolo eloquente: «Il corpo in una stanza». Anche in Italia a essere colpiti sono molto più i maschi perché a loro è stata trasmessa un’identità fortemente condizionata dal ruolo sociale e dal successo lavorativo.

L’annuncio a sorpresa
I corpi in una stanza non hanno «voce» e l’unica strada per capirne di più è riannodare il filo partendo dai racconti dei genitori. Così abbiamo fatto, organizzando un focus group nella sede del Corriere a Milano. Rompe il ghiaccio Carmen: «Una sera che non dimenticherò mai, Sandro si è seduto sul mobile della cucina e mi ha detto: da domani a scuola non ci vado più, e così è stato. Era in quarta liceo. Per tre anni è vissuto nella sua camera, ha piantato il calcio, è diventato vegano e ha smesso anche di mangiare a tavola con la famiglia». Racconta Giulia, un’altra mamma: «Marco ha finito il liceo regolarmente, i guai sono arrivati dopo. Ha lavorato come venditore per un’azienda, ma dopo diversi mesi non gli hanno voluto riconoscere un contratto e non l’hanno pagato. E da lì ha spento la luce, si è rifiutato di continuare gli studi e ha introiettato un senso di vergogna e inadeguatezza. Voleva fare il deejay e adesso l’unica compagnia che ha scelto è la musica». Si inserisce Nicoletta: «Francesco un giorno mi ha confessato che andare a scuola era diventato un incubo quotidiano. Si è ritirato in camera e si è costruito una rete di amici virtuali in diverse città, ha perfezionato l’inglese ubriacandosi di serie tv e non ne ha voluto più sapere dell’istituto turistico. L’ultima delusione è stata l’impossibilità di essere assunto in un hotel, che pure lo avrebbe preso, perché ancora minorenne». Le storie raccolte si assomigliano molto e evidenziano il fallimento del rapporto con la scuola, l’assenza dei padri, la vergogna nei confronti dei compagni di classe, la creazione di circuiti di socializzazione a distanza.

Genitori e insegnanti
«La scuola non raccoglie il dolore» sostiene Carmen. I giovani che per qualche motivo incontrano la sofferenza negli anni della crescita — un incidente, una malattia, la separazione conflittuale dei genitori — rimangono segnati e il sistema scuola non riesce a reincluderli, aumentando le loro probabilità di diventare Neet. Nel focus group il giudizio sulla scuola è stato materia incandescente: i genitori raccontano episodi di insensibilità degli insegnanti, di demotivazione professionale, di trasmissione di un senso di inadeguatezza e la conseguenza è l’aumento del tasso di dispersione. L’abbandono scolastico è la prima fabbrica di Neet e infatti cresce (è al 15%) in corrispondenza con l’aumento del tasso di disoccupazione. Secondo la ricerca della onlus WeWorld denominata «Ghost», proprio perché dedicata ai ragazzi-fantasma, un quarto di loro ha alle spalle iter scolastici accidentati. Se i conflitti con la scuola potevamo prevederli il focus group ha evidenziato un’altra costante: la totale assenza dei padri. Il genitore maschio di fronte al ritiro sociale del figlio si scopre impotente e cede spesso alla tentazione di squalificarlo. Lo considera un fannullone, un incapace, un «disfunzionale». In uno dei casi il padre ha addirittura diseredato il figlio e persino sul sostegno economico i papà si eclissano. La gestione del ritiro pesa tutta sulle madri, che delle volte trovano maggiore aiuto nei nuovi compagni di vita, più disponibili dei veri padri. Ci sono anche casi in cui le donne maturano un senso di auto-colpevolizzazione, come Nicoletta che si chiede «se non ho sbagliato, è come se l’avessi tenuto nella pancia anche dopo la nascita impedendogli così di crescere». «Economicamente è stato un disastro — riepiloga Giulia — ho dovuto vendere una casa che avevamo ereditato e tentare di costruire un percorso formativo. Un curriculum di speranza che lo aiutasse un giorno a reinserirsi». Se è vero che i padri latitano, una funzione di supplenza la ricoprono le Onlus del terzo settore, che partono dal sostegno psicologico e poi si incaricano di stimolare il ragazzo per fargli recuperare interesse per il mondo reale fuori dalle quattro mura. In questo modo sperano di farlo transitare negli altri segmenti di Neet, i ragazzi che fanno volontariato oppure che si aggrappano alla pratica sportiva per socializzare . «Attacchiamoli alla vita» è il leitmotiv degli operatori.

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L’aiuto della Rete
È poi singolare come di fronte alle sconfitte dei soggetti «caldi» — la famiglia e la scuola — il «freddo» Internet, l’elettronica impersonale e mangia-privacy, diventi una ciambella di salvataggio, un assistente sociale h24. La virtualità attenua la vergogna sociale, ne riduce l’impatto fisico, il filtro del computer rassicura e lascia sempre aperta la via di fuga. Smaterializza le amicizie e riduce il rischio delle delusioni. Sono nate così pagine Facebook e chat di Skype per gli hikikomori italiani con più di mille iscritti. «Francesco ha sempre subito le dinamiche di gruppo perché maturo di testa e piccolo nel fisico, sulla Rete invece ha trovato amici a Firenze, Bari e Roma. Più grandi di lui con i quali gestisce ore e ore di chiacchiere al computer» racconta Nicoletta. La spiegazione degli psicologi è che nella dimensione virtuale i giovani ottengono le gratificazioni che la vita reale ha negato loro. Come l’offesa di non ricevere nemmeno una risposta formale agli Sos che inviano a pioggia sotto forma di curriculum e lettere di presentazione ad aziende, centri per l’impiego e possibili datori di lavoro. Gli stessi studiosi motivano il carattere prevalentemente maschile del ritiro sociale — le ragazze in Giappone sono solo il 10% — con la trasmissione al femminile di un’idea di realizzazione del sé più larga e sfaccettata e non riconducibile agli stereotipi del successo/identità lavorativa. È un lascito di genere — e non un’esperienza maturata sul campo — che però funziona da anticorpo, evita di aggiungere esclusione a esclusione.

Ragazze e maternità
Non vuol dire che l’intero universo Neet — oltre i ritirati — non sia colorato di rosa, ma le traiettorie sono differenti: incide molto la maternità attorno ai 20 anni, la scelta di restare a casa con i figli e non presentarsi sul mercato del lavoro. Se i genitori dei ritirati sociali di fronte al compito che si para loro davanti lottano per non disperarsi, anche gli altri padri e madri dell’universo Neet finiscono per essere spaesati. Come sintetizza Lucia Tagliabue di Jointly, una rete di orientamento professionale: «Non sanno che consigli dare ai loro ragazzi perché il mondo del lavoro viaggia a una velocità diversa e temono di risultare iperprotettivi o eccessivamente rigidi nelle imposizioni ai ragazzi».
P.S. Dal ritiro sociale fortunatamente si può uscire. Oggi Sandro ha 29 anni e fa l’insegnante di Tai chi.

Annamaria…a dopo

REFERENDUM COSTITUZIONALE

 

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Siamo alla svolta. Siamo al ridicolo. Renzi annuncia la data (26 settembre)… in cui verrà data la data! La democrazia a rate…

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Intanto di seguito le magnificenze che si otterranno attraverso il SI alla “gloriosa” riforma costituzionale:

1) Si troverà Caino e lo imprigioneremo;
2) L’erba crescerà ancora dove Attila è passato;
3) Dimenticate l’impotenza, sostegni elettrificati per tutti;
4) Al-Baghdadi si costituirà alla questura di Pizzo Calabro rifacendosi la vita come eccentrico pizzaiolo;
5) Finirà la guerra il Siria grazie alla mediazione internazionale della Picierno;
6) Materasso, due cuscini e set di pentole per ogni votante sonnolente ed affamato;
7) Lettera di ringraziamento al posto delle multe;
8) Appariranno i due leocorni e dei 44 gatti in fila per 6 non vi sarà alcun resto;
9) Salami senza la parte bianca e maiali che si sdraieranno pronti a concedere pancetta;
10) Razzi vincerà il Nobel per la pace grazie alla mediazione tra le due Coree;
11) E quello per la letteratura;
12) De Gasperi risorgerà smanioso di assumere le redini del PD e del Paese;
13) DAESH sarà solo il nome di un detersivo e Soros di una marca di biscotti spagnoli;

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14) Io imparerò l’inglese. Da Razzi.

15) Papa Francesco abdicherà in mio favore per abbracciare la nobile arte del windsurf transteverino.
16) Orfeo non si girerà e sposerà Euridice; Li sposerò io.
17) Sarete voi a girarvi.

Infine 18) Anche i preti potranno sposarsi, ma soltanto a una certa età (cit.)

Manuel

 

Cliccate il link sotto e troverete (seriamente) le ragioni del SI e del NO

http://www.newtuscia.it/2016/09/15/referendum-costituzionale-la-legge-elettorale-italicum-le-ragioni-del-si-del-no/

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Annamaria… a dopo

BASTA FOTO DI BAMBINI MORTI IN GUERRA!

Se non riusciamo a proteggerli da vivi, troppo interessati a delle stupide guerre per soddisfare la sete di potere dei pazzi che governano, rispettiamoli almeno da morti!
La foto del bambino siriano sulle spiagge turche che ha fatto il giro del mondo è stata solo una strategia per commuovere noi occidentali. Ce l’hanno mostrata, sbattuta in faccia per giorni e giorni. Assunta come “foto simbolo” ! La Merkel dopo quella foto ha aperto le porte della Germania ai clandestini. La foto, invece, della piccola e innocente bimba schiacciata sotto un camion guidato da un clandestino francesizzato a Nizza è stata nascosta immediatamente. In un caso o nell’altro trovo VERGOGNOSO strumentalizzare questi poveri bambini che non sono al sicuro da nessuna parte, ormai.

Annamaria

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Ma non sarebbe ora di smetterla di pubblicare foto di bambini morti e feriti in guerra.?

Succede così. In questi tempi in cui i flussi informativi sono ultra ramificati e orizzontali.
Mentre scorri timeline su facebook succede di imbatterti in una foto con bambini ricoperti di sangue con occhi sbarrati e magari un arto maciullato o mancante, con sangue, tanto sangue. Mischiata con selfie della tua cara amica che mentre ti mostra la grigliata o la località di vacanza dove si trova ti commenta-wowwww che bellooooo!

Si vuole sensibilizzare?… Chi, cosa, quando? Ottenete di far sapere che dei bambini sono morti o stanno morendo, ma come stanno morendo questi bambini?? E’ solo una curiosità morbosa , il you-porn della guerra.Le parole bambino e morto non suscitano piu’ attenzione? Ci vogliono le immagini…con il risultato di grande banalizzazione e analfabetismo dei sentimenti.

Allora mi domando per essere sensibilizzati nei confronti della pedofilia cosa serve, la foto di un  vescovo mentre sodomizza un bambino? Oppure per capire che picchiare un bimbo è sbagliato prima va guardata la foto di un padre che frattura il naso del figlio?
Interessano davvero i motivi della guerra ?

.. Stanno morendo dei bambini! Guardate come mi indigno e come sono sensibile. Perché voi merdacce non vi indignate e continuate a vedere e commentare le olimpiadi del Brasile. Perché voi continuate a pubblicare le foto delle vostre grigliate, colazioni e cene. Svegliatevi stanno morendo dei bambini!

Nel senso più spregevole del termine questa enfasi sui bambini è veramente borghese . Fa il paio con il disumano amore per gli animali, in particolare i cuccioli di animali.
Vorrei capire se postandola foto di un uomo di mezza età morto in maniera accidentale a causa di un bombardamento , lascerebbe indifferenti? Per forza bambini devono essere?
La vita umana è sacra, sempre, anche a 90 anni.

Però le foto che vale la pena di condividere e che diventano virali per qualche giorno sono quelle dei bambini morti. E così facendo ecco che ci sentiamo apposto con la nostra coscienza, alimentando la nostra “super sensibilità” facendo vedere al mondo (virtuale)che noi siamo per la causa giusta e voi cazzari siete insensibili, pieni di contraddizioni.
Che poi tutto questo avviene belli seduti e comodi sul divano con il WiFi, magari una tazzina di caffè caldo e fumando una bella sigaretta.
Utilizzando il nostro social preferito tipo facebook di proprietà di un ragazzo americano miliardario che fa lobbing e che è molto vicino al governo americano.
Governo americano che appoggia e finanzia la politica militare di Israele. Magari abbiamo postato il tutto grazie ai nostri stupendi Smartphone realizzati da multinazionali che sfruttano lavoro sottopagato, anche minorile (i bambini!!!), utilizzando minerali grezzi contenenti tantalio, tungsteno, stagno e oro acquistati dai signori della guerra in Congo.

Basta con queste foto di bambini morti. Rispettiamoli
Possiamo, anzi, dobbiamo sensibilizzare l’opinione pubblica con la forze delle nostre idee. Informiamoci, informiamo. Le idee valgono più di cento foto cruente. Vittorio Arrigoni un fotreporter attivista che in Palestina ci ha lasciato la vita scriveva nel suo libro “Gaza. Restiamo umani”

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Ieri ho scattato alcune fotografie in bianco e nero alle carovane di carretti trascinati dai muli, carichi all’inverosimile di bambini sventolanti un drappo bianco rivolto verso il cielo, i volti pallidi, terrorizzati. Riguardando oggi quegli scatti di profughi in fuga, mi sono corsi i brividi lungo la schiena. […] Ho una videocamera con me ma ho scoperto oggi di essere un pessimo cameraman, non riesco a riprendere i corpi maciullati e i volti in lacrime. Non ce la faccio. Non riesco perché piango anche io.

Pinellus

GERRA – PENSIERO

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Voglio portarvi a conoscenza di questa analisi  di Antonio Gerra (noto Tonino) perchè non fa una piega. E penso che piacerà anche a voi.

Antonio Leinardi (noto Anto’)
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MA VI RENDETE CONTO DA CHI E’ GOVERNATO IL MONDO OCCIDENTALE ?
– TREDICI FAMIGLIE , PADRONE DELLE MAGGIORI BANCHE CENTRALI, CHE LE SBANDIERANO PER PUBBLICHE E SONO DI PROPRIETA’ PRIVATA.

– NEGLI STATI DOVE QUESTO NON ERA POSSIBILE HANNO DECRETATO CHE I LORO ESERCITI DOVESSERO INTERVENIRE E IMPORRE CON LA GUERRA IL CAMBIO DI REGIME(AFGANISTAN, LIBIA,SIRIA, JUGOSLAVIA)

– DOVE PASSANO I LORO ESERCITI ( NATO, AL QAIDA, ISIS, BOKO ARAM, AL SHEBAB, AL NUSRA ECC ) NON RIMANE CHE DESOLAZIONE, ROVINE, CAOS.

– HANNO PROGETTATO L’EUROPA UNITA , FACENDO CREDERE CHE DOVESSE ESSERE UNO STATO FEDERALE , INVECE CONSTATIAMO CHE CI HANNO TRUFFATO : E’ STATA L’INVASIONE E ASSERVIMENTO DI BEN 28 STATI , EX SOVRANI , SENZA SPARGIMENTO DI SANGUE.

STANNO PER COMPLETARE L’OPERA , DOPO I FALSI TRATTATI EUROPEI , CON TRATTATI-CAPESTRO COME IL TTIP.

– HANNO PORTATO LA GUERRA IN SENO ALL’EUROPA CON UN COLPO DI STATO AI CONFINI DELLA RUSSIA.

– HANNO FATTO UN ALTRO COLPO DI STATO IN ITALIA PER INSTAURARE TRE GOVERNI NON ELETTI E DISTRUGGERE LA EX QUINTA POTENZA INDUSTRIALE DEL MONDO.

– HANNO DISTRUTTO LA GRECIA E SE LA STANNO COMPRANDO A PREZZI STRACCIATI.

– I LORO GARZONI SONO RAPPRESENTATI DAI POLITICI INFILATI NELLA MAGGIOR PARTE DEI GOVERNI OCCIDENTALI AMERICANI ED EUROPEI.

 

Annamaria… a dopo

PAOLO BORSELLINO E GIOVANNI FALCONE: PER NON DIMENTICARE

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A distanza di 24 anni è ancora affannosa la ricerca della verità per dare i nomi a mandanti ed esecutori della strage. Punti oscuri che ancora segnano la storia del nostro Paese.  Il video  ritrae le immagini delle due stragi, quella di Capaci e quella di via D’Amelio, con l’intento di diffondere le storie di questi due uomini, che hanno combattuto per la giustizia con coraggio e determinazione. Nel documentario vengono riportate, inoltre, alcune delle frasi pronunciate dai due magistrati, come: “Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini”. 

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Annamaria… a dopo