LUCE/GAS “LIBERO MERCATO OBBLIGATORIO”

La musica aiuta a non sentire dentro il silenzio che c’è fuori.

Certo che ci  voleva un vero genio per inventare un tale ossimoro.

Recentemente ho scritto un post su facebook, in un gruppo della mia città, segnalando quanto mi sta succedendo con la bolletta della luce di luglio Enel- Servizio elettrico nazionale.

Giusto per sapere se oltre me ci fossero altre persone vittime di questa che io chiamo “truffa tutelata”, a tutti gli effetti.
Con mia grande sorpresa scopro che siamo davvero in tanti e ogni giorno, purtroppo, il numero aumenta.
In breve ho raccontato che nell’ ultima bolletta di Enel, oltre a leggere una cifra bassissima da pagare, noto anche la scritta “chiusura contratto “.

Telefono tempestivamente all’ Enel per avere spiegazioni e con mia grande sorpresa mi sento dire che ho cambiato gestore.

Resto basita perché non ho mai fatto nessun passaggio, non ho risposto a nessun operatore al telefono, non ho aperto la porta a nessuno e tanto meno firmato nessuna carta . Dunque non ho nessun contratto in mano e non ho mai firmato una beata m….

Inoltre, come suggerito sempre dall’ operatore, mi rivolgo allo “sportello del consumatore di energia e ambiente” e scopro che il mio attuale fornitore è Eni che disconosco, ovviamente.

Telefono a Eni e un operatore, dopo avermi chiesto il codice fiscale, mi conferma che son passata con loro. Come, quando e perchè non si sa…

Ho notato anche un certo imbarazzo da parte dell’operatore nel comunicarmi il mio domicilio che infatti era errato.

Mi rimane decidere se fare il rientro in Enel oppure rivolgermi ad un gestore di fiducia. Opto per la seconda soluzione perchè non trovo corretto passarmi ad altro fornitore a mia insaputa, anche se dicono che non sono tenuti a verificare.Nel frattempo è notizia di qualche giorno fa   che c’è stato un prolungamento al 2020 e non piu’ 2019 per l’obbligo verso il mercato libero.

A mio parere questi contratti fasulli ( a quanto pare in maggioranza Eni ) dove l’unico dato certo che hanno per fare un contratto  è nome e cognome del malcapitato “consumatore” , io in primis, sono azioni aggressive per farci anticipare il passaggio al mercato libero, nonostante o per colpa dei vari prolungamenti che sono susseguiti alla scadenza. Mi sorge il sospetto che tutti questi passaggi di gestione (a nostra insaputa) siano stati fatti subito dopo le elezioni politiche di marzo, come confermano anche alcune testate online.

Perchè?… Perchè una delle battaglie di m5s era mantenere il mercato tutelato e infatti il prolungamento al 2020 lo conferma….? A pensar male si fa peccato ma alle volte ci si indovina.
Ad ogni modo le liberalizzazioni ,se ben gestite, portano benefici. Rispettando e tutelando il cittadino che non è solo un “consumatore!”

Maggiori info per contratti non richiesti cliccare qui https://www.guidafisco.it/contratti-luce-gas-falsi-recesso-reclamo-1432

Annamaria…a dopo

IO, ARRIVATA IN ITALIA CON UN BARCONE, VI DICO: SALVINI HA RAGIONE

 

Arrivo dei profughi albanesi, nel porto di Bari, nel 1997

 

Giugno 14, 2018 Lettera firmata – Fonte Corsera

Lettera di una donna albanese arrivata in Italia su un barcone. Gli scafisti, i “buonissimi di sinistra” e chi l’ha davvero accolta, vestita e sfamata

Dopo una notte insonne, quattro figli urlanti in modalità unni già alle 8 del mattino, riesco ad uscire di casa e a dare il cambio a mio marito che torna dal turno notturno. Salgo in macchina, sperando di riuscire a riposarmi al lavoro dove sto seduta per cinque ore di fila, parlo con persone adulte (che tendenzialmente capiscono quel che dico già alla terza volta) e, soprattutto, sono piantata direttamente sotto il getto dell’aria condizionata. In auto accendo una sigaretta, ascolto la radio e finalmente riesco a sentire un notiziario dopo tre giorni che non ho notizie dal mondo. Distrattamente ascolto tre o quattro parole: “Salvini”, “chiusura dei porti”, “seicento persone”, “Aquarius“, ma dovendo arrivare puntuale al lavoro spengo la radio e scendo dalla macchina. Al rientro a casa ascolto qualche altro notiziario, guardo sul web qualche titolo online e con una certa soddisfazione mi dico: «Ha fatto bene Salvini». Appunto, “mi” dico, perché a dirlo anche agli altri ci vuole un po’ di faccia tosta. Perché se sei una ex sbarcata, non puoi pensarla come Salvini, non puoi diventare così razzista. Proprio tu che sei arrivata in un porto non puoi essere per la chiusura dei porti. Perché in Italia, se sei straniero, puoi pensarla solo in un certo modo; devi pensarla “solo” in un certo modo, altrimenti “sei diventato razzista, proprio tu”. Eppure io continuo a dire, a volte con profonda convinzione, a volte con molte perplessità, che in questo momento l’Italia non ha alternative.

L’Italia non ha più risorse adeguate per gestire questa immigrazione incontrollata cui assistiamo da cinque, sei anni. Per fattori che vanno anche un po’ oltre al famigerato razzismo, è necessaria una presa di posizione netta e chiara. Basti pensare, ad esempio, al fatto che l’Italia è stata lasciata sola nella gestione dei migranti da parte dell’intera Europa, la quale poi però ha subito voluto far sapere a tutti che l’Italia deve accogliere i migranti incondizionatamente.

È sotto gli occhi di tutti cosa è diventato questo flusso migratorio: un business sulla pelle di disperati che, a lungo andare, ha innescato una guerra tra poveri che non giova a nessuno. In questo sistema, ricordiamoci che oltre ai poveri cristi disposti a rischiare di morire in mare, anelando a una vita migliore, ci sono anche gli scafisti. Gli scafisti sono quelle persone che decidono della vita e della morte di chi sale su un barcone, solo ed esclusivamente in base ai propri interessi e ai propri giri d’affari. Cosa credete, che siano state le donne incinte sull’Aquarius a rifiutare l’aiuto offerto? Sono state le donne incinte a rifiutarsi di dirottare verso la Spagna? (guarda caso, l’Italia dice di no e a quel punto si scopre che in Europa ci sono anche altri Stati).

C’è anche un altro fattore per cui questo traffico umano deve essere fermato il prima possibile: la schiavitù, spacciata per lavoro e accoglienza. Chiedetelo al ragazzo di colore che distribuisce le brochure delle offerte di catene di supermercati quanto guadagna per dieci ore di lavoro al giorno e ditemi se non vi si accappona la pelle nel sentirgli rispondere: «Fifteen/eighteen euro”. È ovvio che se lo schiavizzi, lo chiami “risorsa”: ti frutta così tanto che è quasi un bene che sia arrivato qui. E questi sono solo la punta dell’iceberg.

Ma ritorniamo ai porti chiusi e all’Italia che, per il momento storico in cui viviamo, non ha gli strumenti adeguati per affrontare ulteriori flussi di immigrati e, perché no, torniamo anche a Salvini. Costui s’è sgolato durante la campagna elettorale nel dire che l’immigrazione in questi termini andava fermata. È stato eletto, è andato al governo, che cosa vi aspettavate che facesse? Quello che aveva promesso in campagna elettorale, ovviamente. Per dirla con il vergognoso Macron, per quanto “vomitevole” sia la sua decisione, lui intanto ha agito. Io sono contenta che vengano chiusi i porti e se si continuerà con il pugno di ferro credo che il messaggio arriverà inequivocabile sia all’Europa sia ai fautori di questo traffico umano, di cui gli scafisti sono solo una minima parte.

Questa è la mia discutibile e opinabile opinione, politicamente parlando. Opinione a causa della quale vinco, spesso e volentieri, epiteti quali “razzista”, “italianizzata male” e anche il gettonatissimo “fascista”. Dicevo, politicamente parlando. Sull’aspetto umano, invece, la ingoio con una certa difficoltà questa decisione dei porti chiusi. Io sono arrivata in Italia nel 1999, nel periodo in cui c’era il “blocco navale” con la dirimpettaia Albania (li chiudevano anche i buonissimi della sinistra i porti – proprio perché la situazione era inaffrontabile – non solo questi “razzisti” della Lega). Eppure, i miei genitori erano come quei 629 poveri cristi sull’Aquarius: scappavano da qualcosa di così brutto da ritenere che valesse la pena rischiare di morire in mare, perché sulla costa di là sembrava ci fosse il paradiso.

E, in effetti, abbiamo trovato una sorta di paradiso, fatto di persone che non avevano visioni tipicamente boldriniane in materia di immigrazione, ma che mi hanno accolta, vestita, sfamata perché ero straniera; persone poco inclini al dilagante buonismo attuale, ma capaci di farsi in mille per aiutarmi. Ecco, è proprio questo che desidero io: essere come quegli amici, liberi di avere posizioni politiche più o meno discutibili, ma pronti a essere compagni di cammino, anche per te che eri l’ultima sbarcata.

Annamaria… a dopo

2 GIUGNO FESTA DELLA REPUBBLICA

 

 

Ecco alcune delle piu’ celebri, belle e significative frasi sulla nascita della Repubblica e la Costituzione. Pronunciate da padri fondatori della nostra Repubblica Italiana, da importanti statisti e costituzionalisti.

Prima, però, tanti in bocca al lupo, con fiducia e ottimismo, al nuovo governo Conte, nato ieri.

Con due giovani, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, che dalla loro hanno l’entusiasmo e la voglia di cambiare qualcosa per il bene comune.

La foto di gruppo del governo con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale, Roma
(ANSA/ALESSANDRO DI MEO)

È meglio la peggiore delle democrazie della migliore di tutte le dittature (Sandro Pertini)

L’Italia vuole la pace, perché la pace è un seme che che cresce solo se gli uomini imparano a stare insieme (Anna Sarfatti, La costituzione raccontata ai bambini)

La Costituzione, ciò che ci eravamo dati nel momento in cui eravamo sobri, a valere per i momenti in cui siamo sbronzi (G. Zagrebelsky)

La Costituzione è il fondamento della Repubblica. Se cade dal cuore del popolo, se non è rispettata dalle autorità politiche, se non è difesa dal governo e dal Parlamento, se è manomessa dai partiti verrà a mancare il terreno sodo sul quale sono fabbricate le nostre istituzioni e ancorate le nostre libertà. (Luigi Sturzo, Discorso, 1957)

Quando il 2 Giugno 1946 nacque la Repubblica, tutti avemmo la consapevolezza che conservare integri nel tempo gli ideali cui essa si ispirava, avrebbe comportato momenti di duro impegno ed anche grandi sacrifici (Giovanni Leone)

Nella vita a volte è necessario saper lottare, non solo senza paura, ma anche senza speranza (Sandro Pertini)

In questa Costituzione c’è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre glorie: son tutti sfociati qui negli articoli.
(Piero Calamandrei)

‘La nostra Costituzione è in parte una realtà, ma soltanto in parte è una realtà. In parte è ancora un programma, un ideale, una speranza, un impegno, un lavoro da compiere’ (Piero Calamandrei, Discorso sulla Costituzione, 1955)

L’Assemblea ha pensato e redatto la Costituzione come un patto di amicizia e fraternità di tutto il popolo italiano, cui essa la affida perché se ne faccia custode severo e disciplinato realizzatore. (Umberto Terracini)

Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione (Piero Calamandrei)

Dietro ogni articolo della Carta Costituzionale stanno centinaia di giovani morti nella Resistenza. Quindi la Repubblica è una conquista nostra e dobbiamo difenderla, costi quel che costi. (Sandro Pertini, Messaggio di fine anno agli Italiani, 1979)

La bandiera italiana è un vessillo di libertà conquistata da un popolo che – ha detto – si riconosce unito, che trova la sua identità nei principi di fratellanza, di eguaglianza, di giustizia. Nei valori della propria storia e della propria civiltà. (Carlo Azeglio Ciampi)

Annamaria… a dopo

BERLUSCONI, IL PADRONE SONO ME!

 

Nel film “Loro”, (la seconda parte in uscita domani 10 maggio) il regista Paolo Sorrentino racconta l’entourage che ruota attorno al protagonista, Berlusconi.

In una scena  Berlusconi spiega al nipote, scettico, una sua teoria:
” Non è importante dire la verità ma convincere gli altri delle proprie menzogne.” Il suo scopo è sedurre, condurre a sé, e poco importa chi sia una persona sconosciuta o di fama nondiale.

Tutti, credendo di conquistarlo, non fanno che finire nella sua rete. Tutti tranne la moglie Veronica Lario, l’unica a conoscerlo per quello che è. Veronica è infatti immune al suo carisma, ne è anzi infastidita, ed è la sola a lottare per la propria dignità.

L’analisi di Pierangelo Sapegno, giornalista e scrittore, del signor B che da comandante è passato a soldato semplice nelle sua lenta agonia. 

Il Berlusconi che fa il secondo di qualcuno non è mai esistito. In fondo, il voto in Molise ha finito per dimostrarlo ancora una volta, contro gli ammonimenti filiali, quasi derisori, della Meloni, che lo invitava a ritirarsi per avere rispetto della sua storia e della sua età, e contro ogni previsione, battendosi come un leone per tenere solo quel punticino in più che gli permetteva di stare temporaneamente davanti alla Lega. Ma in Friuli Salvini ha addirittura triplicato i suoi consensi. Le volte che è stato costretto a farlo, il secondo, s’è comportato sempre da padrone
[L’analisi] Da comandante a soldato semplice. La lenta agonia di Berlusconi

Ma Silvio riuscirà a stare fuori dal governo? Senza neppure un Alfano o qualcun’altro come lui che lo difenda? E con i segnali poco lusinghieri arrivati dal Friuli che fine rischierebbe di fare con le elezioni anticipate? Dicono che in Berlusconi convivano due persone: l’imprenditore e il politico. Sarà anche vero. Ma tutt’e due hanno una caratteristica irrinunciabile in comune: il comando. Berlusconi farà di tutto per salvare le sue aziende, e ha già cominciato a farlo. Quello che non potrà mai fare è il soldato che ubbidisce.

La promessa di D’Alema
Prima delle elezioni del 1996, quasi un’era geologica fa, quando i sondaggi lo davano già in svantaggio su Prodi, Massimo D’Alema si premurò di fare una visita a Mediaset apposta per garantirgli che il governo di centrosinistra non gli avrebbe toccato le aziende. I suoi uomini, da Confalonieri a tutti gli altri, si sentirono rassicurati. Lui andò in depressione. Non è la stessa cosa accontentarsi di comandare l’opposizione. Come ricordò Luciano Violante in un famoso discordo alla Camera nel 2003 quel patto fu mantenuto, e nessuno toccò le sue televisioni.

Adesso la situazione è diversa
Ma adesso la situazione è completamente diversa: non c’è più D’Alema, socio di bicamerale e di qualche accordo sottobanco, a proteggergli la schiena, e l’alleato Renzi ha preso una batosta ancora più forte. Lui al comando non riesce a rinunciare lo stesso, pure se non ce l’ha più, come ha inesorabilmente dimostrato nella meravigliosa scenetta da teatro d’avanspettacolo con Salvini e la Meloni, quando sembrava il maestro che ascolta l’allievo al quale ha appena spiegato la lezioncina per vedere se se l’è ficcata in testa ‘sto crapone, uno, due, tre, quattro e cinque, e bene!, adesso vai in là, fatti da parte che devo dire una cosina alla classe: ragazzi, fate i bravi, eh!

Berlusconi vice di qualcuno? Impossibile
Il Berlusconi che fa il secondo di qualcuno non è mai esistito. In fondo, il voto in Molise ha finito per dimostrarlo ancora una volta, contro gli ammonimenti filiali, quasi derisori, della Meloni, che lo invitava a ritirarsi per avere rispetto della sua storia e della sua età, e contro ogni previsione, battendosi come un leone per tenere solo quel punticino in più che gli permetteva di stare temporaneamente davanti alla Lega. Ma in Friuli Salvini ha addirittura triplicato i suoi consensi.

Si comporta come un padrone
Le volte che è stato costretto a farlo, il secondo, s’è comportato sempre da padrone. Con D’Alema che gli aveva servito la bicamerale sul piatto d’argento per consolarlo, ha fatto saltare il banco appena ha potuto. Con Renzi non ha nemmeno cominciato. Al primo appuntamento, per l’elezione del Presidente della Repubblica, anche se non rientrava nel patto del Nazareno, ha chiamato quello che definiva «un mio pupillo», spiegandogli che aveva già deciso lui, che s’era messo d’accordo con D’Alema e che votavano Giuliano Amato. Siccome il premier si offese e rifiutò, il cavaliere mandò all’aria tutto. Ma come si permette?

Perché non ha dato il benservito a Salvini
E’ molto evidente che in questi giorni se fosse dipeso da lui avrebbe già dato il benservito, e qualcosa di più, anche, a Matteo Salvini. E’ che non dipende più da lui. Il voto del 4 marzo l’ha relegato addirittura in quarta fascia. E i sondaggi erano pure peggio, fino all’altro ieri. Tra Friuli e Molise, sono state altre scoppole. In Molise ha tenuto grazie ai centristi e grazie al pd che ormai è un serbatoio di voti in uscita libera un po’ per tutti, pure per lui. In Friuli manco quello. E nuove elezioni, che forse sono la vera tentazione più o meno nascosta di Salvini e Di Maio, sarebbero un disastro, e lo sa. E’ costretto ad abbozzare, un mezzo passo avanti e due indietro, la solita pantomima delle dichiarazioni smentite, dire una cosa e farne un’altra, sperando alla fine di sfiancare amici e nemici e tirare fuori un governo Salvini appoggiato da fuoriusciti del Pd e dei Cinquestelle o qualche governo istituzionale, tutti dentro e la sfanghiamo anche a questo giro. Già dopo le elezioni del 2018 il suo incubo era che si mettessero d’accordo pd e Cinque Stelle. Allora come oggi è solo una paura lontana. Ma l’alleanza dei grillini con la Lega non è così impossibile. E’ quella la vera minaccia.

Il nuovo problema
Il problema non è più lui, e l’abitudine al comando. Il problema sono le sue aziende. Mediaset sotto attacco del vecchio alleato Vincent Bolloré (occhio alle storie che si ripetono: chissà perché alla fine sono sempre gli ex alleati i suoi peggiori nemici) è in una situazione di stallo. Le autorità che vigilano sul mercato e sulle telecomunicazioni si sono mosse per stendere una cortina di filo spinato attorno allo scalatore francese. Intanto gli uomini di Bolloré cercano di conquistare Telecom. Il recente accordo di Mediaset con Sky forse delinea sullo sfondo la vendita a Murdoch, ma PierSilvio non sembra molto di questa idea. La situazione è ingarbugliata. E Berlusconi non può stare fuori dai giochi. Anche perché le aziende, a parte un 2017 in controtendenza, non regalano più gli utili dei tempi d’oro.

Il reddito di Berlusconi cresce quando è vicino al potere
Ai tempi in cui era al governo crescevano come una montagna assieme al suo reddito personale, che passò dai 14 milioni, dichiarati nel 2008, quando tornò a Palazzo Chigi per la terza volta, ai 48 del 2011, quando dovette cedere la mano. Come si allontana da lì cominciano i guai. La settimana del passaggio di consegne a Mario Monti perse 160 milioni in Borsa. Nel 2016 Mediaset fece il peggior bilancio della sua storia, riparato poi solo con la vendita del Milan, «un pezzo del mio cuore», come diceva lui. L’unica soluzione, si convinsero tutti allora, era la politica. Guido Crosetto, che era stato un suo fedele in Forza Italia, quando passò a Fratelli d’Italia, ne lasciò un ritratto amaro: «Il suo tempo è finito. La differenza fra un grande leader e un leader è che il grande leader sa quando passare il testimone… Silvio ha rinunciato all’impegno politico. Vuole solo tutelare le sue aziende. Il proprietario di Mediaset deve stare con chi governa come una volta i proprietari della Fiat. Con la differenza che Agnelli non aveva un suo partito».

La linea sul M5S
Per questo, Berlusconi aveva fatto persino un bagno di umiltà, aveva recitato una bella autocritica, e lanciato messaggi di stima a Di Maio. «Ho sbagliato campagna elettorale», aveva detto. Poi s’era messo davanti alla televisione e aveva fatto i complimenti al leader dei Cinque Stella: «E’ proprio bravo». Che lo sentissero tutti e lo scrivessero. Non è servito a niente. Anzi, sì. Di Battista ha rincarato la dose: «Berlusconi è il male assoluto». Lui abbozza ancora, in privato si sfoga, ma in pubblico al massimo fa solo appunti di merito sulla democrazia. E’arrivato a persino a fingere di dire di sì a Salvini per l’appoggio esterno. E quelli ancora a ripetere che con lui non vogliono parlare. Ma poi, il padrone sono me!, boia di un mond leder!! E alla fine è sbottato: «I cinque stelle è gente che non ha mai fatto nulla nella vita. Nelle mie aziende li prenderei solo per pulire i cessi!». Perché quando ci vuole ci vuole, ha fatto il padrone tutta una vita e adesso dovrebbe mettersi lì a fare il cameriere? L’è dura. E’ che quando si perde, va così. Solo che con lui bisogna stare attenti a darlo per vinto. Da oggi si ricomincia a tessere le fila. Con un occhio di riguardo per il suo pupillo, Renzi. E’ vero che i suoi pupilli hanno fatto tutti una brutta fine. Ma lui no. E allora?

Pierangelo Sapegno

Annamaria… a dopo

FRANCESCO LENA, UN PIDDINO DELUSO.

Caro Francesco pubblico volentieri le tue riflessioni.

Io, nel frattempo, osservo le …stelle.

Intanto, in anteprima, il giornale del 30 Giungo.

Penso che attualmente l’ipotesi più facile per Mattarella è trovare una Delorean, ( macchina del tempo) tornare a quando gli hanno chiesto di fare il Presidente della Repubblica e rispondere:”STAMINCHIA”. 

Annamaria

Cari vincitori, avrei voluto e desiderato, che in campagna elettorale, ci fosse stata più onestà intellettuale, nei comizi ,nell’ informazione, l’avrei voluta più reale, più corretta, esempio sulle tante cose fatte per la società, per il paese, per i cittadini e per il bene comune, negli ultimi cinque anni governati dal centrosinistra. Dall’ eliminazione di IMU e TASI sulla prima casa. Dagli 80 euro di aumento mensile ai lavoratori dipendenti, con stipendio inferiore ai 1500 euro al mese. Assunzioni a tempo indeterminato di oltre 100 mila professori nella scuola, da anni precari. Legge sulla riforma del lavoro, favorendo le assunzioni, arrivando alla creazione di un milione di nuovi posti di lavoro, più della metà a tempo indeterminato. E’ stato fatto un forte investimento nella cultura e nella riorganizzazione dei beni artistici e culturali del paese, favorendo una forte crescita di visitatori italiani ed esteri. Da voi grillini e lega ho sentito dire solo cose molto negative nei confronti del governo di centrosinistra.

In sintesi in cinque anni di governo del centrosinistra, con tenacia ci hanno tirati fuori dalla crisi che eravamo, crisi economica e sociale del paese, dopo cinque anni, in tutti i settori c’è stato un miglioramento di sviluppo economico, dall’occupazione, all’agricoltura, al turismo. Cari vincitori delle elezioni politiche, avrei voluto, una campagna elettorale incentrata sui programmi reali dei vari schieramenti, in un confronto vivace, animato, ma fatto con sincerità, esempio sulle cento e più cose fatte del governo di centrosinistra, fossero state citate, almeno le più importanti, purtroppo neanche una ne ò sentita citare da voi grillini e lega.

Un’altra cosa avrei voluto, che ci fosse stato nella campagna elettorale, più rispetto degli avversari politici, delle persone, perché per me è un grande valore, il rispetto della dignità di ogni persona. Mi hanno fatto molto male sentire nei comizi e sui mezzi d’informazione falsità, insulti, parole dispregiative nei confronti di avversari politici, che poi non fanno bene a nessuno e neanche a chi le dice. La politica se fatta bene è bella, è la più alta forma civile, culturale, sociale e democratica, però deve essere praticata con onestà, sincerità, trasparente, rispettosa e che sia al servizio del paese, della comunità, dei cittadini e per il bene comune.

Cari vincitori delle elezioni politiche 2018, il centrosinistra nei suoi limiti, hanno dimostrato non solo di aver governato bene, con serietà responsabilità e grande impegno per il bene comune, ma di essere stati corretti  e di avere grande rispetto degli avversari politici, delle persone e di tutti.

Perciò cari vincitori un invito sincero; cercate ,in futuro, di essere, più obiettivi, più sinceri, con più onestà intellettuale, più rispettosi degli avversari politici e di tutte le persone, farebbe molto bene a tutti, al paese, alla comunità, ai cittadini e anche a voi, per far si che la politica resti il grande valore umano, bello, di alta civiltà.

Francesco Lena

Annamaria… a dopo

L’ASSICURAZIONE DEI PARLAMENTARI PER I DANNI SUBITI IN STATO DI EBBREZZA,LE PUNTURE DI INSETTO E LE SOMMOSSE POPOLARI

“Ogni piccolo fegato di mosca è sostanza”. Significato. “Ogni cosa, anche se piccola, ha la sua importanza.”


L’assicurazione dei deputati ,a carico dei contribuenti, è stata cancellata ufficialmente nel 2017, grazie al M5S. L’onorevole Fraccaro:
“Dopo anni di battaglie, nelle istituzioni e a fianco dei cittadini, abbiamo ottenuto un risultato straordinario: i cittadini non dovranno pagare più la scandalosa assicurazione dei deputati! La polizza che copre gli onorevoli per i danni subiti in stato di ebbrezza, le punture di insetto e le sommosse popolari è stata al centro delle nostre denunce e delle nostre lotte parlamentari. Più volte abbiamo proposto di eliminare questo scandaloso privilegio a spese della collettività, trovando sempre la strenua opposizione del Pd e di tutti gli altri partiti”.

Fraccaro spiega che il Movimento 5 Stelle si è battuto per molti mesi, ottenendo infine la cancellazione della prerogativa parlamentare. “Abbiamo chiesto di fare rete e aiutarci ad esercitare pressione a tutti i cittadini, che si sono mobilitati in modo straordinario contro questa vergogna. Il nostro impegno ha dato i suoi frutti: l’Ufficio di Presidenza, poco prima di iniziare la discussione preliminare del bilancio della Camera, ha deliberato la cancellazione di questa voce a carico dei cittadini. Si tratta di 350mila euro ogni anno che verranno risparmiati grazie al MoVimento 5 Stelle e ai cittadini che non si sono arresi di fronte al sistema partitocratico.

Annamaria… a dopo

PER LA PROSSIMA CAMPAGNA ELETTORALE SERVE INFORMAZIONE CORRETTA

Ai partiti, ai movimenti, ai giornalisti, ai cittadini, si avvicinano le elezioni politiche. Vi rivolgo gentilmente un invito,  fare un’informazione e una campagna elettorale corretta, sincera, trasparente e rispettosa.

Faccio alcune considerazioni e proposte per cercare di migliorare la nostra società, la nostra bella Italia, per Europa e per il bene comune.

1)      Cari partiti e persone candidate a governare l’Italia, la moralità, nel nostro paese va messa al primo posto nella campagna elettorale, per combattere le mafie, la corruzione, l’evasione fiscale, la fuga di capitali all’estero, il caporalato, il lavoro nero.

2)      Sanità, il servizio sanitario nazionale, vanno applicati a pieno i suoi principi universalistici, di uguaglianza di trattamento su tutto il territorio nazionale, e, siano applicati anche i suoi obiettivi, di prevenzione cura e riabilitazione. Vanno eliminati anche gli sprechi  clientelari, su appalti di strutture servizi e convenzioni. Potenziare e migliorare la sanità pubblica, con interventi più efficaci ed efficienti per migliorare tutti i servizi e prestazioni sanitarie, superando le scandalose liste di attesa. Poi un tempestivo miglioramento dei pronto soccorso, per il superamento dei disagi di attese insopportabili per gli ammalati, per le automobili , parcheggi gratuiti negli ospedali, un forte potenziamento dell’assistenza domiciliare, infermieristica e sanitaria.

3)      Istruzione e formazione scuole, qualcosa negli ultimi anni è stato fatto, però bisogna fare di più e meglio, portare la scuola dell’obbligo a 18 anni, più collegamento con il mondo del lavoro, la materia d’educazione civica obbligatoria, più preparazione degli insegnanti su problematiche specifiche, per gli studenti che hanno qualche difficoltà di apprendimento, dislessia e altre. Poi mettere in sicurezza tutti gli edifici scolastici e investire di più nella cultura, nella ricerca e per i nostri beni culturali.

4)      Rispetto dell’ambiente, puntare a un piano casa per mettere tutte le abitazioni in sicurezza, da terremoti, frane, alluvioni e obbligo di avere un’assicurazione sulle calamita naturali. Fare un piano di prevenzione  interventi mirati su tutto il territorio nazionale, con il coinvolgimento dei comuni, per il rispetto e la salvaguardia dell’ambiente per evitare il più possibile, incendi, frane, alluvioni, favorire con incentivi economici, l’agricoltura delle  nostre colline, montagne e zone abbandonate.

5)      Sicurezza, in casa, sui posti di lavoro, sul territorio, nelle città e sulle strade, il valore della vita sia sempre la priorità nella programmazione di governo,  dare più mezzi moderni, alle forze pubblic+he addette ai controlli, poi un centro unico di coordinamento e più preparazione, poi ci vogliono più controlli e fermezza nel far rispettare le leggi, i codici, le regole.

6)      Lavoro, per i giovani e meno giovani, progetti nazionali e locali per favorire la creazione di posti di lavoro, per avere più lavoro e meno assistenzialismo, coinvolgendo  associazioni, industrie , artigianato, commercio,  sindacati e istituzioni a ogni livello.

7)      Viabilità, vanno potenziati  e migliorati i mezzi di trasporto pubblici, treni, metropolitane, poi  il superamento dei grandi disagi dei passeggeri in particolari i pendolari, e abbonamenti agevolati.

8)      Informazione, bisogna che le forze di sicurezza e di controllo e servizi segreti, mettano in atto velocemente una strategia per smascherare le notizie false, offensive nei confronti di persone, partiti e altre organizzazioni. Le falsità possono disgregare la società e la nostra convivenza civile, o addirittura la nostra democrazia italiana ed  europea. Qui rivolgo un appello ai partiti, fate della campagna elettorale l’occasione per fare e dimostrare un’ informazione bella, limpida, veritiera, onesta , trasparente, che parli dei programmi, dei contenuti, dentro una buona e sana politica. Avrete sicuramente più credibilità e più stima, da parte dei cittadini, credetemi la gente non  ha bisogno di polemiche.

9)      Ci   sarebbe bisogno di introdurre un servizio civile obbligatorio in Italia, sia per le ragazze che ragazzi, per dare loro la possibilità, di fare esperienze di formazione  di lavoro sociale e civile.

10)   Un piano d’informazione educazionale per la prevenzione  dell’uso di alcool e droghe, per portare i nostri giovani e meno giovani  alla consapevolezza della tossicità e dei danni che provocano alla salute, alla vita, danni per la società, per le famiglie, favoriscono incidenti stradali, infortuni sul lavoro,  conflitti interpersonali,e famigliari.

11)   Un piano per avere più servizi sociali sul territorio, per le persone più deboli,  più attenzione ai diversamente abili e anziani non autosufficienti, con migliori aiuti assistenziali ed economici in particolare a chi li assiste in casa,  in famiglia, con assistenza domiciliare, infermieristica e sanitaria. Poi una preparazione professionale obbligatoria per le badanti. Questi e altri problemi che ho elencato la gente ha bisogno che vengano migliorati e risolti, per il bene dell’Italia, della società, per il bene di tutti i cittadini e per il bene comune.

Francesco Lena

ITALIANI BRAVA GENTE

“Mi hanno legata al letto ed hanno cominciato. Ci si sono messi in tre, ma non ci sono riusciti.
Dicevano che era colpa mia, che ero una stupida perchè urlavo e mi dimenavo.
Dovevo star ferma e tutto si risolveva in un attimo.
Poi hanno preso una cosa, me l’hanno infilata dentro e ci sono riusciti…Perdevo sangue, avevo un dolore terribile, ho pregato che avessero pietà, ho chiesto aiuto… mi hanno curata con una doccia di acqua e sale. Altro dolore.Ho pensato che sarei morta. Urlavo, piangevo, ma loro niente.
Era colpa mia, tutta colpa mia se ero ancora vergine. Tre giorni dopo mi hanno messo sulla strada…

Dicono che devo darmi da fare, che sono in debito con loro di 35.000 euro per avermi aiutato ad arrivare qui da voi e che se non restituisco i soldi, mi uccidono.“
Rosalyn ha appena 14 anni, niente altro che quattordici anni. Fa parte dell’esercito di ragazzine nigeriane che, sotto gli occhi di tutti, affolla i marciapiedi d’Italia offrendo sesso a basso costo ad una folla crescente di clienti. “Vogliono solo noi. Le altre, per loro, sono troppo vecchie“, mi racconta Mary, 15 anni.

Lei è per i suoi padroni era a posto. Era stata stuprata più volte in Libia prima di essere infilata su di un barcone direzione Italia. Nessuno ha asciugato le sue lacrime, nessuno ha consolato il suo cuore. Il giorno dopo il suo arrivo, l’hanno sbattuta su di un marciapiede.

Da un anno e forse più, questo nostro paese che grida all’invasione straniera, che bolla di criminali e stupratori l’onda di disperati sbarcati sulle nostre coste, vede e tace.

Da Verona a Castelvolturno, dalla riviera romagnola alle provinciali siciliane tutti hanno visto povere ragazzine in vendita ed hanno quasi sempre taciuto.

Anzi…sono stati complici di questo vero e proprio stupro di massa sui corpi e le anime disperate di queste creature. Sapevano e sanno che sono solo bambine e per questo, solo per questo, le hanno comprate e le hanno usate.

Lo faranno anche oggi. Padri di famiglia.

 

 

Torneranno a casa ed abbracceranno le loro figlie.
Poi al bar o con gli amici urleranno contro gli stranieri sporchi e criminali che insudiciano il nostro paese.

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Abbiamo un buonismo di facciata che nient’altro è che menefreghismo nei confronti di queste situazioni. Che senso ha accoglierli tutti per poi trattarli come animali? 

Annamaria

 

TASSE E SERVIZI

Pagare le tasse è un dovere per tutti i cittadini, è anche un bel modo civile per avere dei servizi.

Come dovremmo sapere tutti le tasse che i cittadini pagano, servono per avere tanti servizi e possibilmente ben funzionanti ed efficienti.

A livello locale, scuole, asili nido, manutenzione delle strade, acquedotti, fognature, centri sociali per anziani, case di riposo e molti altri servizi.

A livello nazionale, esercito militare, forze per la pubblica sicurezza, servizio sanitario nazionale, istruzione e formazione, università, trasporti, infrastrutture sul territorio nazionale, protezione civile, ambiente, salute e tantissimi altri servizi.

Se tutti pagassero il dovuto, si pagherebbe di meno tutti e si avrebbero più risorse per avere servizi migliori.

Cari giornalisti e mezzi d’informazione vi chiedo, fate più informazione, formazione, con più trasparenza e obiettività.

Vi chiedo anche perché non dite che chi evade il fisco, chi porta i soldi all’estero, quelli che fanno il lavoro nero, i corrotti, il mal affare, i mafiosi, perché non dite che tutti questi che fanno cose illegali, godono dei servizi che pagano con le tasse i tanti cittadini onesti.

Perché non dite che questi disonesti se vogliono godere dei servizi pubblici, se li dovrebbero pagare.

Cari giornali e tutti mezzi d’informazione, uscite dal generico e delle discussioni inutili, entrate in merito al dovere delle tasse, che vanno pagate, fate chiarezza trasparente, limpida, servirebbe per far crescere la coscienza e consapevolezza nei cittadini del bene comune, che è un nobile dovere civile e sociale pagare il dovuto.

E ne trarrebbero vantaggio tutti i cittadini, il paese e tutta la società.

Francesco Lena

“L’ITALIA PEGGIORE”

Le riflessioni di CIPRIANO – (articolo scritto da Cipriano Pagano nel 2011 , pubblicato su http://ilmioblog-annamaria.blogspot.it)


L’Italia, rinata nel dopoguerra, ha fondato la propria
esistenza attraverso quei principi che l’Assemblea
Costituente ha descritto come i valori sui quali si
doveva fondare lo Stato, creando una società basata
sulla democrazia, sulla partecipazione dei cittadini
alla vita politica del Paese, sul riconoscimento e sul
rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali, sul
principio di uguaglianza e sul diritto al lavoro come
mezzo per affermare la propria personalità.
Già il lavoro, mezzo indispensabile affinché ogni
essere umano possa sempre identificarsi nella propria
“Dignità” di uomo. Non avere lavoro, essere sfruttati
e ricattati, è l’ultimo gradino del degrado, il buco nero
in cui un uomo onesto può precipitare, ancor più se
ha anche la responsabilità di una famiglia da
mantenere.


Il lavoro è stato considerato quindi un valore che
consente l’affermazione della personalità umana, in
contrapposizione all’idea liberista, laddove si
valorizza solo la ricchezza individuale.
Datemi allora una sola risposta, dico una sola, per
sapere se c’è, in un qualsiasi paese d’ Europa, un
ministro del governo che, di fronte ad una civile
domanda di un lavoratore che dipende dal suo
ministero, si possa permettere di dire “siete l’Italia
peggiore”.
“L’Italia peggiore” non sono certo i precari, come il
ministro Brunetta si è permesso di dire, ma la banda
di ignobili individui che in questi anni hanno occupato
una parte delle pubbliche istituzioni e del potere
economico, all’ombra di patti scellerati ed occulti di
potere.


Gli “uomini del fare”, volgari, ladri, falsi, incapaci,
senza una reputazione da difendere, pronti a
qualsiasi bassezza e pronti solo a razzolare per se
stessi ed i compari o le comari.
Fedeltà e spudoratezza sono le sole attitudini per
le consorterie che li ha selezionati.
Mai, nemmeno in un sol giorno, molti di loro in tante
parti d’Italia, si sono comportati da esponenti
illuminati e saggi di un’ipotetica classe dirigente,
amministrativa ed economica.
Individui senza qualità, miracolati da un’epoca in
cui contano solo “le amicizie” con i potenti.
Che dalla gran voglia di cambiamento degli anni
della gioventù, potesse arrivare una società dominata
da simboli così moralmente miseri, nemmeno la
fantasia più perversa avrebbe potuto immaginarlo.
A questo punto i danni sono molto grandi, a
cominciare dalla piaga del precariato.
La maggioranza degli italiani, con colpevole ritardo,
anche sulla propria pelle, ha scoperto quanto dura
e difficile può essere una vita spesa nelle angosce
di un futuro senza prospettive, con gravi problemi
economici anche elementari, quali far sopravvivere
se stesso ed i propri cari. E’ quindi assolutamente
immorale liquidare con battute agghiaccianti, un
problema così grave.
Internet è stato preso d’assalto da risposte durissime
a questa esternazione, ed il solito politico di turno,
quello di basse vedute, invece di guardare alla luna
guarda al dito che la indica, scagliandosi contro i
dipendenti pubblici che, a suo dire, usano internet
per motivi personali durante l’orario di lavoro.
Perfettemante d’accordo con l’ineffabile onorevole,
a patto che si inizi immediatamente con tutti quei
parlamentari che in aula giocano con l’ipod durante
i propri lavori.


Voglio concludere con un contributo, una collaborazione
che voglio donare a tutti quei nullafacenti che gironzolano,
quei precari che aspirano a ricoprire stabilmente quel
posto su cui dignitosamente si impegnano da anni.
Ecco di seguito, come atto di riverenza ed ossequio
ai sostenitori del lavoro creativo, una serie di attività a
cui si potrebbero indirizzare i suddetti scansafatiche:
Contatore di piccioni in piazza.
Domatore di cavalli a dondolo.
Bagnino di salvataggio in alta montagna.
Esperto di valanghe in zone marittime.
Togli-semini di pomodori full time, quindi senza le
previste facilitazioni.
Collaudatore delle scarpe col tacco.
Reggibandierine dei gelati serviti al tavolo.
Raccoglitore schiuma della birra.
Agente matrimoniale per cozze.
Collaudatore elastico stringi-pantaloni per quando
vai in bicicletta e non vuoi sporcarli.
Tagliatore di prezzemolo (altezza massima, quella
del Ministro Brunetta).
Babysitter di Cucciolo.
Maggiordomo di Pisolo.
Reggitore di antenne televisive durante i temporali.
Assistente psichiatrico per vongole.
Amministratore di condominio riguardo gusci di
tartarughe e lumache.
Rassettatore di nidi delle aquile.Scalatore di battiscopa.
Sturatore di cannucce.
Addestratore di zanzare.
Animatore di cimitero.
“CHE S’ADDA FA’ PE CAMPA’ … “
Cipriano