NON ABBANDONIAMO LA SUORA ALLA TENTAZIONE

 

 

La Cei comunica che la preghiera del Padre Nostro cambia in una parte del testo della nuova edizione del Messale Romano.
Sottoposto alla Santa Sede per i provvedimenti di competenza, andrà in vigore anche la nuova versione del ‘Padre Nostro. <Non indurci in tentazioni> con (‘non abbandonarci alla tentazione’) e l’inizio del ‘Gloria’ <Pace in terra agli uomini di buona volontà> con (‘pace in terra agli uomini amati dal Signore’)”. Ma già da domani si potrà recitare la preghiera nella nuova versione. E in tema di cambiamenti ho preso in prestito una preghiera, anticlericale, di Stefano Benni del 1981, da “Prima o poi l’amore arriva”

AL PADRE NOSTRO
che sei dei nostri
liberaci dal peccato
pagaci l’avvocato

Padre nostro
che sei dei nostri
libera i compagni
tutti i comunisti
non c’indurre in tentazione
paga la cauzione

Amen

Dunque avevo delle certezze come: di a da in con su per tra fra / La nebbia agli irti colli/ e NON CI INDURRE IN TENTAZIONE
Da oggi una viene cancellata. E se stiamo al passo con i tempi, come dice Genio, cambieranno ancora così:

-Salve Regina —> CIAONE REGINA
-Atto di Dolore —>COLPA MIA SCS
-Ave o Maria —> BBELLA MARIA
-Eterno riposo —> ABBIOCCO TOTALE
-Amen —> CHISSENE

La suora senza il biglietto.

Che a utilizzare i tornelli d’uscita sia stata una persona appartenente a una congregazione religiosa fa un pò scalpore…Prima: <non indurla in tentazione>
Ora: “non abbandonarla alla tentazione”

– 10 “Padre Nostro” – per questa sorella furbettina che pochi giorni fa, a Roma, è stata ripresa mentre entrava in metropolitana; senza pagare il biglietto e utilizzando i tornelli d’uscita.

Annamaria… a dopo

BORGOMANERO- PRIMARI IN PENSIONE CURANO POVERI E ANZIANI A COSTO ZERO

Le buone (azioni)  notizie 

I dottori che non si fanno pagare – Il medico  Sergio Cavallare durante una visita all’interno del Poliambulatorio di Borgamanero

Sono ventitrè e si alternano nella sede dell’Auser di Borgamanero, in provincia di Novara, per prendersi cura di chi ha problemi di salute e non ha i mezzi per permettersi visite specialistiche. Sono tutti primari in pensione – cardiologi, dermatologi, radiologi, urologi, nefrologi – che soltanto nel 2017 hanno visitato oltre 1.500 persone senza chiedere in cambio nulla. L’idea è di Maria Bonomi, ottantenne con un passato da sindacalista, ora presidente dell’Auser, l’associazione di volontari che si occupa di servizi per la terza età. Alla Stampa Bonomi ha spiegato che lei viene da una famiglia povera e così, nel 2010, ha pensato di chiedere ad alcuni amici medici se volessero collaborare con lei per aprire un piccolo ambulatorio gratuito dove aiutare chi avesse bisogno di cure specialistiche e non se le potesse permettere: rifugiati, pensionati, disoccupati, persone in difficoltà economiche.

I primi a prestare gratuitamente la loro opera sono stati Piero Sacchi, primario cardiologo, Sergio Cavallaro, urologo, e Felice Fortina, nefrologo. Sacchi andava in ambulatorio per visitare i nuovi pazienti anche dopo essere stato colpito da una malattia che lo aveva costretto sulla sedia a rotelle.

Oggi a seguire il loro esempio ci sono 23 medici specialisti, tutti in pensione, che garantiscono un servizio invidiabile: non ci sono mai code e non si paga nemmeno il ticket. Le specializzazionI sono 17 e grazie alle donazioni di alcuni pazienti dei medici che partecipano all’iniziativa è stato possibile acquistare alcune indispensabili apparecchiature diagnostiche.

By Repubblica

Annamaria…a dopo

TELEMARKETING, DOVE VENGONO PRESI I NOSTRI NUMERI?


Ecco come si comprano 500.000 numeri di telefono al mercato nero
Il “Tirreno”, grazie alla giornalista Ilaria Bonuccelli , ha fatto un’ inchiesta svelando l’acquisto di nominativi dall’ Albania. Numeri di cellulari, codici pod e pdr, indirizzi.

LIVORNO. Li abbiamo cercati, trovati e (quasi) acquistati. I numeri di telefono. I vostri numeri di telefono. E anche gli indirizzi, i codici fiscali. Perfino i codici delle bollette del gas e della luce. Pacchetto completo. Tutti i dati che vengono usati dai call center per le chiamate commerciali moleste. Valgono 0,8 centesimi l’uno al mercato nero. Perché possono essere venduti e rivenduti all’i nfinito.Varrebbero: Il Tirreno si è fermato un attimo prima di pagarli per non alimentare (nemmeno con un centesimo) il traffico indecente dei nostri dati. Però ci siamo fatti mandare i campioni – cellulari e numeri fissi – per testare la merce. E sono numeri buoni.

La compravendita
Dove prendi il mio numero?

In un anno e mezzo di campagna condotta contro il telemarketing aggressivo, per arrivare alla legge che mette un freno alle chiamate commerciali moleste, la domanda più frequente degli abbonati è stata: “Dove vengono presi i nostri numeri?”. Il Tirreno è in grado di dare una risposta. Non l’unica, di sicuro. Ma traccia una rotta sicura del commercio illecito dei dati. E porta dritta in Albania. Lo conferma la trattativa condotta nei primi giorni di marzo 2018..

Numeri in Italia, soldi all’Albania
«Allora il primo pagamento avverrà oggi oppure a iniziare da domani? Comunque mi devi informare 30 minuti prima così mi organizzo per farmi trovare all’ufficio». Il messaggio arriva via whatsapp. L’accordo è per pagare l’elenco dei numeri a blocchi. Il primo vale 600 euro. Il pacchetto completo 2.400. I dati arrivano dall’Albania. Segui i soldi. E via Western Union – il sistema di trasferimento del denaro a distanza – là sono diretti. Il destinatario è Rrael. Il cognome meglio lasciarlo perdere.

Seicentomila utenti
La merce, invece, è importante: 600mila numeri di telefono, fissi e cellulari. Di tre regioni: Toscana, Marche, Umbria. Completi di indirizzo degli utenti, codice fiscale e soprattutto codice cliente. Servono – è questo il succo della trattativa che abbiamo portato avanti – per una campagna di energia. Ci siamo finti una società in cerca di nuovi clienti. E quindi di nuovi numeri da contattare.

Articolo completo QUI

Ad oggi 100 milioni di utenze non si possono difendere dai call center e continuano le chiamate commerciali. Il ministero dello Sviluppo economico ancora non approva il regolamento che attua la legge.
Nel caso dei truffati di Paderno Dugnano, con tutti i nostri dati a disposizione, nemmeno hanno perso tempo a telefonarci…ARTICOLO QUI
… Annamo bene!

Pero’ si possono bloccare firmando una petizione
La legge contro le telefonate moleste esiste. L’ha fatta approvare quasi un anno fa Il Tirreno con il sostegno di 122mila lettori e abbonati. Eppure le chiamate commerciali indesiderate sui cellulari e anche a casa continuano. Perché la legge non viene applicata. Il ministero dello Sviluppo economico non ha mai emanato il regolamento che consente a tutte le numerazioni di iscriversi al Registro delle Opposizioni e di bloccare il telemarketing aggressivo. Per questo IL TIRRENO, come racconta la giornalista Ilaria Bonuccelli, rilancia una nuova campagna. E una nuova petizione. Dopo sei mesi di attesa inutile, invita a firmare per far sbloccare il regolamento che può bloccare le chiamate moleste. Bisogna fare in fretta, prima che passi il tentativo di modificare la legge contro il telemarketing aggressivo. Per firmare basta andare sulla piattaforma www.change.org

CLICCA QUI

Annamaria… a dopo

LUCE/GAS “LIBERO MERCATO OBBLIGATORIO”- Paderno Dugnano, falsi contratti e volture sospette

LA TRUFFA INFINITA O…? Aggiornamento ad oggi 18/10/2018 dal gruppo facebook “TRUFFA CONTRATTI ENERGIA ELETTRICA”

https://www.facebook.com/groups/715261632151818/

Dopo qualche giorno di silenzio, rieccomi nuovamente a scrivere. Sembrava che tutto stesse rientrando nel migliore dei modi e invece,no. Non è così! E’ stato scritto che c’è anche un gruppo aperto su whatsapp per le persone che vogliono aderire legalmente (la cosi detta class action).

Nessun conflitto con questo gruppo, come qualcuno ha insinuato. Siamo tutti coesi a difendere i nostri diritti di consumatori bistrattati.
Dicevo che sembrava quasi risolta la situazione, (fornitura non pagata e rientro con il precedente gestore) dopo l’incontro con i 3 responsabili Eni ,nel nostro comune di Paderno Dugnano. Invece è sorto un altro problema e questa volta con Enel-sen.
In questi giorni c’è un rimbalzo di informazioni da fare invidia ai vari tg nazionali.
Gi operatori Eni riferiscono che la pratica di rientro con il vecchio fornitore è quasi conclusa con le condizioni economiche e contrattuali previste nel contratto precedente alla data di attivazione contestata e senza alcun onere aggiuntivo relativo alla esecuzione del contratto. 
Gli operatori Enel-sen, riferiscono, anche loro, che la pratica di rientro è quasi perfezionata ma…la prima bolletta verrà fatturata come SECONDA ABITAZIONE . Cioè alla stessa maniera dei FALSI CONTRATTI Eni.
E qui sorge spontanea la domanda: che abbiamo fatto di male per meritare ancora questo?
…No scusate, la domanda è : dal momento che si tratta di un RIPRISTINO ,rimessa in uso di un contratto alle vecchie condizioni, perchè Enel-sen chiede, attraverso un modulo che verrà spedito insieme alla prima bolletta (che intanto devi pagare maggiorata) di autocertificare che si tratta di prima abitazione e in seguito ottenere il rimborso? Ahhhh saperlo!!! Ma dovranno dare una spiegazione, soprattutto alla sciura Carlina di anni 79!

Anna Maria

In seguito a quanto vi ho già esposto in questo articolo, ci sono stati degli sviluppi. Grazie al quotidiano “Il Giorno” ho avuto modo di  raccontare la mia esperienza e di tanti altri miei concittadini, tutti truffati da Eni.

Riporto qui l’articolo ma anche il link del gruppo “dei truffati”

https://www.facebook.com/groups/715261632151818/

Paderno Dugnano, falsi contratti e volture sospette

La truffa dell’energia elettrica: almeno 50 cittadini hanno cambiato gestore senza però saperlo

di MARGHERITA ABIS

Pubblicato il 

Annamaria Merluzzi, vittima della truffa

Annamaria Merluzzi, vittima della truffa

Paderno Dugnano (Milano), 19 agosto 2018 – Sarebbero oltre cinquanta i padernesi che hanno subìto una truffa sulla fornitura di energia elettrica. Nelle ultime settimane, tantissimi cittadini hanno denunciato il fatto. Decine di persone, senza averne fatto richiesta, avrebbero ricevuto la disdetta da parte del loro precedente gestore e la voltura con un nuovo fornitore, Eni. La prima ad aver lanciato l’allarme è stata Annamaria Merluzzi. «Avevo un contratto con Enel Servizio Elettrico Nazionale – racconta –ma ho ricevuto da parte loro un’ultima fattura con la dicitura “chiusura contratto”. Mi sono allarmata e ho contattato Enel per chiedere spiegazioni. Mi hanno risposto che risultava fossi passata ad altro gestore».

La donna ha iniziato a documentarsi e ha scoperto di non essere la sola in quella situazione. «Ho scritto su un gruppo Facebook di Paderno e ho ricevuto oltre 300 commenti al mio post, tantissimi raccontavano esperienze praticamente identiche alla mia. Saranno tra i 50 e i 70 i padernesi truffati». Così come le altre persone coinvolte, Annamaria ha scoperto di essere finita sotto la gestione di Eni. «Ho chiamato Eni e il mio nominativo risultava tra quelli dei loro clienti. Mi hanno anche inviato il contratto che avrei sottoscritto. C’è il mio nome, ma i dati sono tutti sbagliati, ed è apposta una firma falsa. Io sono sicurissima di non aver mai richiesto nessuna voltura».

La signora ha deciso quindi di prendere in mano la situazione e di creare il gruppo Facebook «Truffa contratti energia elettrica», che in pochi giorni ha raggiunto più di 100 membri. Tutti sono residenti a Paderno, tutti raccontano la stessa storia, dandosi supporto reciproco, e tutti stanno pensando di procedere per vie legali. I contratti fasulli risultano stipulati tra marzo e aprile. «Ho sporto denuncia ai Carabinieri – spiega Annamaria – e loro ci hanno suggerito di intraprendere una class action». Uno dei sospetti, che aleggia tra le persone truffate, è che un agente esterno ai fornitori energetici possa aver passato i nominativi per ottenere provvigioni.

Da Eni si dichiarano totalmente estranei ai fatti. «Abbiamo avviato tutte le verifiche necessarie e riporteremo al vecchio fornitore i clienti che non hanno deliberatamente sottoscritto un contratto con Eni Gas e Luce, come nel caso della signora Merluzzi. Abbiamo intensificato le attività di controllo sui contratti e attivato il nostro servizio clienti per gestire questi disconoscimenti nel modo più rapido possibile e le azioni sugli agenti. Ricordiamo inoltre che è attivo il nostro call center per ottenere tutte le informazioni a supporto dei clienti e invitiamo tutte le persone coinvolte a contattare il nostro contact center via Facebook, chat o telefono per controllare lo stato del contratto e avviare le pratiche per il ritorno al fornitore di provenienza», riferisce un portavoce Eni Gas e Luce. «Non sappiamo cosa sia successo, ma ciò che è certo è che vogliamo andare in fondo a questa storia», conclude la padernese.

di MARGHERITA ABIS

LUCE/GAS “LIBERO MERCATO OBBLIGATORIO” articolo pubblicato il 12-08-2018

Certo che ci  voleva un vero genio per inventare un tale ossimoro.

Recentemente ho scritto un post su facebook, in un gruppo della mia città, segnalando quanto mi sta succedendo con la bolletta della luce di luglio Enel- Servizio elettrico nazionale.

Giusto per sapere se oltre me ci fossero altre persone vittime di questa che io chiamo “truffa tutelata”, a tutti gli effetti.
Con mia grande sorpresa scopro che siamo davvero in tanti e ogni giorno, purtroppo, il numero aumenta.
In breve ho raccontato che nell’ ultima bolletta di Enel, oltre a leggere una cifra bassissima da pagare, noto anche la scritta “chiusura contratto “.

Telefono tempestivamente all’ Enel per avere spiegazioni e con mia grande sorpresa mi sento dire che ho cambiato gestore.

Resto basita perché non ho mai fatto nessun passaggio, non ho risposto a nessun operatore al telefono, non ho aperto la porta a nessuno e tanto meno firmato nessuna carta . Dunque non ho nessun contratto in mano e non ho mai firmato una beata m….

Inoltre, come suggerito sempre dall’ operatore, mi rivolgo allo “sportello del consumatore di energia e ambiente” e scopro che il mio attuale fornitore è Eni che disconosco, ovviamente.

Telefono a Eni e un operatore, dopo avermi chiesto il codice fiscale, mi conferma che son passata con loro. Come, quando e perchè non si sa…

Ho notato anche un certo imbarazzo da parte dell’operatore nel comunicarmi il mio domicilio che infatti era errato.

Mi rimane decidere se fare il rientro in Enel oppure rivolgermi ad un gestore di fiducia. Opto per la seconda soluzione perchè non trovo corretto passarmi ad altro fornitore a mia insaputa, anche se dicono che non sono tenuti a verificare.Nel frattempo è notizia di qualche giorno fa   che c’è stato un prolungamento al 2020 e non piu’ 2019 per l’obbligo verso il mercato libero.

A mio parere questi contratti fasulli ( a quanto pare in maggioranza Eni ) dove l’unico dato certo che hanno per fare un contratto  è nome e cognome del malcapitato “consumatore” , io in primis, sono azioni aggressive per farci anticipare il passaggio al mercato libero, nonostante o per colpa dei vari prolungamenti che sono susseguiti alla scadenza. Mi sorge il sospetto che tutti questi passaggi di gestione (a nostra insaputa) siano stati fatti subito dopo le elezioni politiche di marzo, come confermano anche alcune testate online.

Perchè?… Perchè una delle battaglie di m5s era mantenere il mercato tutelato e infatti il prolungamento al 2020 lo conferma….? A pensar male si fa peccato ma alle volte ci si indovina.
Ad ogni modo le liberalizzazioni ,se ben gestite, portano benefici. Rispettando e tutelando il cittadino che non è solo un “consumatore!”

Maggiori info per contratti non richiesti cliccare qui https://www.guidafisco.it/contratti-luce-gas-falsi-recesso-reclamo-1432

Annamaria…a dopo

LUCE/GAS “LIBERO MERCATO OBBLIGATORIO”

La musica aiuta a non sentire dentro il silenzio che c’è fuori.

Certo che ci  voleva un vero genio per inventare un tale ossimoro.

Recentemente ho scritto un post su facebook, in un gruppo della mia città, segnalando quanto mi sta succedendo con la bolletta della luce di luglio Enel- Servizio elettrico nazionale.

Giusto per sapere se oltre me ci fossero altre persone vittime di questa che io chiamo “truffa tutelata”, a tutti gli effetti.
Con mia grande sorpresa scopro che siamo davvero in tanti e ogni giorno, purtroppo, il numero aumenta.
In breve ho raccontato che nell’ ultima bolletta di Enel, oltre a leggere una cifra bassissima da pagare, noto anche la scritta “chiusura contratto “.

Telefono tempestivamente all’ Enel per avere spiegazioni e con mia grande sorpresa mi sento dire che ho cambiato gestore.

Resto basita perché non ho mai fatto nessun passaggio, non ho risposto a nessun operatore al telefono, non ho aperto la porta a nessuno e tanto meno firmato nessuna carta . Dunque non ho nessun contratto in mano e non ho mai firmato una beata m….

Inoltre, come suggerito sempre dall’ operatore, mi rivolgo allo “sportello del consumatore di energia e ambiente” e scopro che il mio attuale fornitore è Eni che disconosco, ovviamente.

Telefono a Eni e un operatore, dopo avermi chiesto il codice fiscale, mi conferma che son passata con loro. Come, quando e perchè non si sa…

Ho notato anche un certo imbarazzo da parte dell’operatore nel comunicarmi il mio domicilio che infatti era errato.

Mi rimane decidere se fare il rientro in Enel oppure rivolgermi ad un gestore di fiducia. Opto per la seconda soluzione perchè non trovo corretto passarmi ad altro fornitore a mia insaputa, anche se dicono che non sono tenuti a verificare.Nel frattempo è notizia di qualche giorno fa   che c’è stato un prolungamento al 2020 e non piu’ 2019 per l’obbligo verso il mercato libero.

A mio parere questi contratti fasulli ( a quanto pare in maggioranza Eni ) dove l’unico dato certo che hanno per fare un contratto  è nome e cognome del malcapitato “consumatore” , io in primis, sono azioni aggressive per farci anticipare il passaggio al mercato libero, nonostante o per colpa dei vari prolungamenti che sono susseguiti alla scadenza. Mi sorge il sospetto che tutti questi passaggi di gestione (a nostra insaputa) siano stati fatti subito dopo le elezioni politiche di marzo, come confermano anche alcune testate online.

Perchè?… Perchè una delle battaglie di m5s era mantenere il mercato tutelato e infatti il prolungamento al 2020 lo conferma….? A pensar male si fa peccato ma alle volte ci si indovina.
Ad ogni modo le liberalizzazioni ,se ben gestite, portano benefici. Rispettando e tutelando il cittadino che non è solo un “consumatore!”

Maggiori info per contratti non richiesti cliccare qui https://www.guidafisco.it/contratti-luce-gas-falsi-recesso-reclamo-1432

Annamaria…a dopo

IO, ARRIVATA IN ITALIA CON UN BARCONE, VI DICO: SALVINI HA RAGIONE

 

Arrivo dei profughi albanesi, nel porto di Bari, nel 1997

 

Giugno 14, 2018 Lettera firmata – Fonte Corsera

Lettera di una donna albanese arrivata in Italia su un barcone. Gli scafisti, i “buonissimi di sinistra” e chi l’ha davvero accolta, vestita e sfamata

Dopo una notte insonne, quattro figli urlanti in modalità unni già alle 8 del mattino, riesco ad uscire di casa e a dare il cambio a mio marito che torna dal turno notturno. Salgo in macchina, sperando di riuscire a riposarmi al lavoro dove sto seduta per cinque ore di fila, parlo con persone adulte (che tendenzialmente capiscono quel che dico già alla terza volta) e, soprattutto, sono piantata direttamente sotto il getto dell’aria condizionata. In auto accendo una sigaretta, ascolto la radio e finalmente riesco a sentire un notiziario dopo tre giorni che non ho notizie dal mondo. Distrattamente ascolto tre o quattro parole: “Salvini”, “chiusura dei porti”, “seicento persone”, “Aquarius“, ma dovendo arrivare puntuale al lavoro spengo la radio e scendo dalla macchina. Al rientro a casa ascolto qualche altro notiziario, guardo sul web qualche titolo online e con una certa soddisfazione mi dico: «Ha fatto bene Salvini». Appunto, “mi” dico, perché a dirlo anche agli altri ci vuole un po’ di faccia tosta. Perché se sei una ex sbarcata, non puoi pensarla come Salvini, non puoi diventare così razzista. Proprio tu che sei arrivata in un porto non puoi essere per la chiusura dei porti. Perché in Italia, se sei straniero, puoi pensarla solo in un certo modo; devi pensarla “solo” in un certo modo, altrimenti “sei diventato razzista, proprio tu”. Eppure io continuo a dire, a volte con profonda convinzione, a volte con molte perplessità, che in questo momento l’Italia non ha alternative.

L’Italia non ha più risorse adeguate per gestire questa immigrazione incontrollata cui assistiamo da cinque, sei anni. Per fattori che vanno anche un po’ oltre al famigerato razzismo, è necessaria una presa di posizione netta e chiara. Basti pensare, ad esempio, al fatto che l’Italia è stata lasciata sola nella gestione dei migranti da parte dell’intera Europa, la quale poi però ha subito voluto far sapere a tutti che l’Italia deve accogliere i migranti incondizionatamente.

È sotto gli occhi di tutti cosa è diventato questo flusso migratorio: un business sulla pelle di disperati che, a lungo andare, ha innescato una guerra tra poveri che non giova a nessuno. In questo sistema, ricordiamoci che oltre ai poveri cristi disposti a rischiare di morire in mare, anelando a una vita migliore, ci sono anche gli scafisti. Gli scafisti sono quelle persone che decidono della vita e della morte di chi sale su un barcone, solo ed esclusivamente in base ai propri interessi e ai propri giri d’affari. Cosa credete, che siano state le donne incinte sull’Aquarius a rifiutare l’aiuto offerto? Sono state le donne incinte a rifiutarsi di dirottare verso la Spagna? (guarda caso, l’Italia dice di no e a quel punto si scopre che in Europa ci sono anche altri Stati).

C’è anche un altro fattore per cui questo traffico umano deve essere fermato il prima possibile: la schiavitù, spacciata per lavoro e accoglienza. Chiedetelo al ragazzo di colore che distribuisce le brochure delle offerte di catene di supermercati quanto guadagna per dieci ore di lavoro al giorno e ditemi se non vi si accappona la pelle nel sentirgli rispondere: «Fifteen/eighteen euro”. È ovvio che se lo schiavizzi, lo chiami “risorsa”: ti frutta così tanto che è quasi un bene che sia arrivato qui. E questi sono solo la punta dell’iceberg.

Ma ritorniamo ai porti chiusi e all’Italia che, per il momento storico in cui viviamo, non ha gli strumenti adeguati per affrontare ulteriori flussi di immigrati e, perché no, torniamo anche a Salvini. Costui s’è sgolato durante la campagna elettorale nel dire che l’immigrazione in questi termini andava fermata. È stato eletto, è andato al governo, che cosa vi aspettavate che facesse? Quello che aveva promesso in campagna elettorale, ovviamente. Per dirla con il vergognoso Macron, per quanto “vomitevole” sia la sua decisione, lui intanto ha agito. Io sono contenta che vengano chiusi i porti e se si continuerà con il pugno di ferro credo che il messaggio arriverà inequivocabile sia all’Europa sia ai fautori di questo traffico umano, di cui gli scafisti sono solo una minima parte.

Questa è la mia discutibile e opinabile opinione, politicamente parlando. Opinione a causa della quale vinco, spesso e volentieri, epiteti quali “razzista”, “italianizzata male” e anche il gettonatissimo “fascista”. Dicevo, politicamente parlando. Sull’aspetto umano, invece, la ingoio con una certa difficoltà questa decisione dei porti chiusi. Io sono arrivata in Italia nel 1999, nel periodo in cui c’era il “blocco navale” con la dirimpettaia Albania (li chiudevano anche i buonissimi della sinistra i porti – proprio perché la situazione era inaffrontabile – non solo questi “razzisti” della Lega). Eppure, i miei genitori erano come quei 629 poveri cristi sull’Aquarius: scappavano da qualcosa di così brutto da ritenere che valesse la pena rischiare di morire in mare, perché sulla costa di là sembrava ci fosse il paradiso.

E, in effetti, abbiamo trovato una sorta di paradiso, fatto di persone che non avevano visioni tipicamente boldriniane in materia di immigrazione, ma che mi hanno accolta, vestita, sfamata perché ero straniera; persone poco inclini al dilagante buonismo attuale, ma capaci di farsi in mille per aiutarmi. Ecco, è proprio questo che desidero io: essere come quegli amici, liberi di avere posizioni politiche più o meno discutibili, ma pronti a essere compagni di cammino, anche per te che eri l’ultima sbarcata.

Annamaria… a dopo

2 GIUGNO FESTA DELLA REPUBBLICA

 

 

Ecco alcune delle piu’ celebri, belle e significative frasi sulla nascita della Repubblica e la Costituzione. Pronunciate da padri fondatori della nostra Repubblica Italiana, da importanti statisti e costituzionalisti.

Prima, però, tanti in bocca al lupo, con fiducia e ottimismo, al nuovo governo Conte, nato ieri.

Con due giovani, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, che dalla loro hanno l’entusiasmo e la voglia di cambiare qualcosa per il bene comune.

La foto di gruppo del governo con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale, Roma
(ANSA/ALESSANDRO DI MEO)

È meglio la peggiore delle democrazie della migliore di tutte le dittature (Sandro Pertini)

L’Italia vuole la pace, perché la pace è un seme che che cresce solo se gli uomini imparano a stare insieme (Anna Sarfatti, La costituzione raccontata ai bambini)

La Costituzione, ciò che ci eravamo dati nel momento in cui eravamo sobri, a valere per i momenti in cui siamo sbronzi (G. Zagrebelsky)

La Costituzione è il fondamento della Repubblica. Se cade dal cuore del popolo, se non è rispettata dalle autorità politiche, se non è difesa dal governo e dal Parlamento, se è manomessa dai partiti verrà a mancare il terreno sodo sul quale sono fabbricate le nostre istituzioni e ancorate le nostre libertà. (Luigi Sturzo, Discorso, 1957)

Quando il 2 Giugno 1946 nacque la Repubblica, tutti avemmo la consapevolezza che conservare integri nel tempo gli ideali cui essa si ispirava, avrebbe comportato momenti di duro impegno ed anche grandi sacrifici (Giovanni Leone)

Nella vita a volte è necessario saper lottare, non solo senza paura, ma anche senza speranza (Sandro Pertini)

In questa Costituzione c’è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre glorie: son tutti sfociati qui negli articoli.
(Piero Calamandrei)

‘La nostra Costituzione è in parte una realtà, ma soltanto in parte è una realtà. In parte è ancora un programma, un ideale, una speranza, un impegno, un lavoro da compiere’ (Piero Calamandrei, Discorso sulla Costituzione, 1955)

L’Assemblea ha pensato e redatto la Costituzione come un patto di amicizia e fraternità di tutto il popolo italiano, cui essa la affida perché se ne faccia custode severo e disciplinato realizzatore. (Umberto Terracini)

Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione (Piero Calamandrei)

Dietro ogni articolo della Carta Costituzionale stanno centinaia di giovani morti nella Resistenza. Quindi la Repubblica è una conquista nostra e dobbiamo difenderla, costi quel che costi. (Sandro Pertini, Messaggio di fine anno agli Italiani, 1979)

La bandiera italiana è un vessillo di libertà conquistata da un popolo che – ha detto – si riconosce unito, che trova la sua identità nei principi di fratellanza, di eguaglianza, di giustizia. Nei valori della propria storia e della propria civiltà. (Carlo Azeglio Ciampi)

Annamaria… a dopo

BERLUSCONI, IL PADRONE SONO ME!

 

Nel film “Loro”, (la seconda parte in uscita domani 10 maggio) il regista Paolo Sorrentino racconta l’entourage che ruota attorno al protagonista, Berlusconi.

In una scena  Berlusconi spiega al nipote, scettico, una sua teoria:
” Non è importante dire la verità ma convincere gli altri delle proprie menzogne.” Il suo scopo è sedurre, condurre a sé, e poco importa chi sia una persona sconosciuta o di fama nondiale.

Tutti, credendo di conquistarlo, non fanno che finire nella sua rete. Tutti tranne la moglie Veronica Lario, l’unica a conoscerlo per quello che è. Veronica è infatti immune al suo carisma, ne è anzi infastidita, ed è la sola a lottare per la propria dignità.

L’analisi di Pierangelo Sapegno, giornalista e scrittore, del signor B che da comandante è passato a soldato semplice nelle sua lenta agonia. 

Il Berlusconi che fa il secondo di qualcuno non è mai esistito. In fondo, il voto in Molise ha finito per dimostrarlo ancora una volta, contro gli ammonimenti filiali, quasi derisori, della Meloni, che lo invitava a ritirarsi per avere rispetto della sua storia e della sua età, e contro ogni previsione, battendosi come un leone per tenere solo quel punticino in più che gli permetteva di stare temporaneamente davanti alla Lega. Ma in Friuli Salvini ha addirittura triplicato i suoi consensi. Le volte che è stato costretto a farlo, il secondo, s’è comportato sempre da padrone
[L’analisi] Da comandante a soldato semplice. La lenta agonia di Berlusconi

Ma Silvio riuscirà a stare fuori dal governo? Senza neppure un Alfano o qualcun’altro come lui che lo difenda? E con i segnali poco lusinghieri arrivati dal Friuli che fine rischierebbe di fare con le elezioni anticipate? Dicono che in Berlusconi convivano due persone: l’imprenditore e il politico. Sarà anche vero. Ma tutt’e due hanno una caratteristica irrinunciabile in comune: il comando. Berlusconi farà di tutto per salvare le sue aziende, e ha già cominciato a farlo. Quello che non potrà mai fare è il soldato che ubbidisce.

La promessa di D’Alema
Prima delle elezioni del 1996, quasi un’era geologica fa, quando i sondaggi lo davano già in svantaggio su Prodi, Massimo D’Alema si premurò di fare una visita a Mediaset apposta per garantirgli che il governo di centrosinistra non gli avrebbe toccato le aziende. I suoi uomini, da Confalonieri a tutti gli altri, si sentirono rassicurati. Lui andò in depressione. Non è la stessa cosa accontentarsi di comandare l’opposizione. Come ricordò Luciano Violante in un famoso discordo alla Camera nel 2003 quel patto fu mantenuto, e nessuno toccò le sue televisioni.

Adesso la situazione è diversa
Ma adesso la situazione è completamente diversa: non c’è più D’Alema, socio di bicamerale e di qualche accordo sottobanco, a proteggergli la schiena, e l’alleato Renzi ha preso una batosta ancora più forte. Lui al comando non riesce a rinunciare lo stesso, pure se non ce l’ha più, come ha inesorabilmente dimostrato nella meravigliosa scenetta da teatro d’avanspettacolo con Salvini e la Meloni, quando sembrava il maestro che ascolta l’allievo al quale ha appena spiegato la lezioncina per vedere se se l’è ficcata in testa ‘sto crapone, uno, due, tre, quattro e cinque, e bene!, adesso vai in là, fatti da parte che devo dire una cosina alla classe: ragazzi, fate i bravi, eh!

Berlusconi vice di qualcuno? Impossibile
Il Berlusconi che fa il secondo di qualcuno non è mai esistito. In fondo, il voto in Molise ha finito per dimostrarlo ancora una volta, contro gli ammonimenti filiali, quasi derisori, della Meloni, che lo invitava a ritirarsi per avere rispetto della sua storia e della sua età, e contro ogni previsione, battendosi come un leone per tenere solo quel punticino in più che gli permetteva di stare temporaneamente davanti alla Lega. Ma in Friuli Salvini ha addirittura triplicato i suoi consensi.

Si comporta come un padrone
Le volte che è stato costretto a farlo, il secondo, s’è comportato sempre da padrone. Con D’Alema che gli aveva servito la bicamerale sul piatto d’argento per consolarlo, ha fatto saltare il banco appena ha potuto. Con Renzi non ha nemmeno cominciato. Al primo appuntamento, per l’elezione del Presidente della Repubblica, anche se non rientrava nel patto del Nazareno, ha chiamato quello che definiva «un mio pupillo», spiegandogli che aveva già deciso lui, che s’era messo d’accordo con D’Alema e che votavano Giuliano Amato. Siccome il premier si offese e rifiutò, il cavaliere mandò all’aria tutto. Ma come si permette?

Perché non ha dato il benservito a Salvini
E’ molto evidente che in questi giorni se fosse dipeso da lui avrebbe già dato il benservito, e qualcosa di più, anche, a Matteo Salvini. E’ che non dipende più da lui. Il voto del 4 marzo l’ha relegato addirittura in quarta fascia. E i sondaggi erano pure peggio, fino all’altro ieri. Tra Friuli e Molise, sono state altre scoppole. In Molise ha tenuto grazie ai centristi e grazie al pd che ormai è un serbatoio di voti in uscita libera un po’ per tutti, pure per lui. In Friuli manco quello. E nuove elezioni, che forse sono la vera tentazione più o meno nascosta di Salvini e Di Maio, sarebbero un disastro, e lo sa. E’ costretto ad abbozzare, un mezzo passo avanti e due indietro, la solita pantomima delle dichiarazioni smentite, dire una cosa e farne un’altra, sperando alla fine di sfiancare amici e nemici e tirare fuori un governo Salvini appoggiato da fuoriusciti del Pd e dei Cinquestelle o qualche governo istituzionale, tutti dentro e la sfanghiamo anche a questo giro. Già dopo le elezioni del 2018 il suo incubo era che si mettessero d’accordo pd e Cinque Stelle. Allora come oggi è solo una paura lontana. Ma l’alleanza dei grillini con la Lega non è così impossibile. E’ quella la vera minaccia.

Il nuovo problema
Il problema non è più lui, e l’abitudine al comando. Il problema sono le sue aziende. Mediaset sotto attacco del vecchio alleato Vincent Bolloré (occhio alle storie che si ripetono: chissà perché alla fine sono sempre gli ex alleati i suoi peggiori nemici) è in una situazione di stallo. Le autorità che vigilano sul mercato e sulle telecomunicazioni si sono mosse per stendere una cortina di filo spinato attorno allo scalatore francese. Intanto gli uomini di Bolloré cercano di conquistare Telecom. Il recente accordo di Mediaset con Sky forse delinea sullo sfondo la vendita a Murdoch, ma PierSilvio non sembra molto di questa idea. La situazione è ingarbugliata. E Berlusconi non può stare fuori dai giochi. Anche perché le aziende, a parte un 2017 in controtendenza, non regalano più gli utili dei tempi d’oro.

Il reddito di Berlusconi cresce quando è vicino al potere
Ai tempi in cui era al governo crescevano come una montagna assieme al suo reddito personale, che passò dai 14 milioni, dichiarati nel 2008, quando tornò a Palazzo Chigi per la terza volta, ai 48 del 2011, quando dovette cedere la mano. Come si allontana da lì cominciano i guai. La settimana del passaggio di consegne a Mario Monti perse 160 milioni in Borsa. Nel 2016 Mediaset fece il peggior bilancio della sua storia, riparato poi solo con la vendita del Milan, «un pezzo del mio cuore», come diceva lui. L’unica soluzione, si convinsero tutti allora, era la politica. Guido Crosetto, che era stato un suo fedele in Forza Italia, quando passò a Fratelli d’Italia, ne lasciò un ritratto amaro: «Il suo tempo è finito. La differenza fra un grande leader e un leader è che il grande leader sa quando passare il testimone… Silvio ha rinunciato all’impegno politico. Vuole solo tutelare le sue aziende. Il proprietario di Mediaset deve stare con chi governa come una volta i proprietari della Fiat. Con la differenza che Agnelli non aveva un suo partito».

La linea sul M5S
Per questo, Berlusconi aveva fatto persino un bagno di umiltà, aveva recitato una bella autocritica, e lanciato messaggi di stima a Di Maio. «Ho sbagliato campagna elettorale», aveva detto. Poi s’era messo davanti alla televisione e aveva fatto i complimenti al leader dei Cinque Stella: «E’ proprio bravo». Che lo sentissero tutti e lo scrivessero. Non è servito a niente. Anzi, sì. Di Battista ha rincarato la dose: «Berlusconi è il male assoluto». Lui abbozza ancora, in privato si sfoga, ma in pubblico al massimo fa solo appunti di merito sulla democrazia. E’arrivato a persino a fingere di dire di sì a Salvini per l’appoggio esterno. E quelli ancora a ripetere che con lui non vogliono parlare. Ma poi, il padrone sono me!, boia di un mond leder!! E alla fine è sbottato: «I cinque stelle è gente che non ha mai fatto nulla nella vita. Nelle mie aziende li prenderei solo per pulire i cessi!». Perché quando ci vuole ci vuole, ha fatto il padrone tutta una vita e adesso dovrebbe mettersi lì a fare il cameriere? L’è dura. E’ che quando si perde, va così. Solo che con lui bisogna stare attenti a darlo per vinto. Da oggi si ricomincia a tessere le fila. Con un occhio di riguardo per il suo pupillo, Renzi. E’ vero che i suoi pupilli hanno fatto tutti una brutta fine. Ma lui no. E allora?

Pierangelo Sapegno

Annamaria… a dopo

FRANCESCO LENA, UN PIDDINO DELUSO.

Caro Francesco pubblico volentieri le tue riflessioni.

Io, nel frattempo, osservo le …stelle.

Intanto, in anteprima, il giornale del 30 Giungo.

Penso che attualmente l’ipotesi più facile per Mattarella è trovare una Delorean, ( macchina del tempo) tornare a quando gli hanno chiesto di fare il Presidente della Repubblica e rispondere:”STAMINCHIA”. 

Annamaria

Cari vincitori, avrei voluto e desiderato, che in campagna elettorale, ci fosse stata più onestà intellettuale, nei comizi ,nell’ informazione, l’avrei voluta più reale, più corretta, esempio sulle tante cose fatte per la società, per il paese, per i cittadini e per il bene comune, negli ultimi cinque anni governati dal centrosinistra. Dall’ eliminazione di IMU e TASI sulla prima casa. Dagli 80 euro di aumento mensile ai lavoratori dipendenti, con stipendio inferiore ai 1500 euro al mese. Assunzioni a tempo indeterminato di oltre 100 mila professori nella scuola, da anni precari. Legge sulla riforma del lavoro, favorendo le assunzioni, arrivando alla creazione di un milione di nuovi posti di lavoro, più della metà a tempo indeterminato. E’ stato fatto un forte investimento nella cultura e nella riorganizzazione dei beni artistici e culturali del paese, favorendo una forte crescita di visitatori italiani ed esteri. Da voi grillini e lega ho sentito dire solo cose molto negative nei confronti del governo di centrosinistra.

In sintesi in cinque anni di governo del centrosinistra, con tenacia ci hanno tirati fuori dalla crisi che eravamo, crisi economica e sociale del paese, dopo cinque anni, in tutti i settori c’è stato un miglioramento di sviluppo economico, dall’occupazione, all’agricoltura, al turismo. Cari vincitori delle elezioni politiche, avrei voluto, una campagna elettorale incentrata sui programmi reali dei vari schieramenti, in un confronto vivace, animato, ma fatto con sincerità, esempio sulle cento e più cose fatte del governo di centrosinistra, fossero state citate, almeno le più importanti, purtroppo neanche una ne ò sentita citare da voi grillini e lega.

Un’altra cosa avrei voluto, che ci fosse stato nella campagna elettorale, più rispetto degli avversari politici, delle persone, perché per me è un grande valore, il rispetto della dignità di ogni persona. Mi hanno fatto molto male sentire nei comizi e sui mezzi d’informazione falsità, insulti, parole dispregiative nei confronti di avversari politici, che poi non fanno bene a nessuno e neanche a chi le dice. La politica se fatta bene è bella, è la più alta forma civile, culturale, sociale e democratica, però deve essere praticata con onestà, sincerità, trasparente, rispettosa e che sia al servizio del paese, della comunità, dei cittadini e per il bene comune.

Cari vincitori delle elezioni politiche 2018, il centrosinistra nei suoi limiti, hanno dimostrato non solo di aver governato bene, con serietà responsabilità e grande impegno per il bene comune, ma di essere stati corretti  e di avere grande rispetto degli avversari politici, delle persone e di tutti.

Perciò cari vincitori un invito sincero; cercate ,in futuro, di essere, più obiettivi, più sinceri, con più onestà intellettuale, più rispettosi degli avversari politici e di tutte le persone, farebbe molto bene a tutti, al paese, alla comunità, ai cittadini e anche a voi, per far si che la politica resti il grande valore umano, bello, di alta civiltà.

Francesco Lena

Annamaria… a dopo

L’ASSICURAZIONE DEI PARLAMENTARI PER I DANNI SUBITI IN STATO DI EBBREZZA,LE PUNTURE DI INSETTO E LE SOMMOSSE POPOLARI

“Ogni piccolo fegato di mosca è sostanza”. Significato. “Ogni cosa, anche se piccola, ha la sua importanza.”


L’assicurazione dei deputati ,a carico dei contribuenti, è stata cancellata ufficialmente nel 2017, grazie al M5S. L’onorevole Fraccaro:
“Dopo anni di battaglie, nelle istituzioni e a fianco dei cittadini, abbiamo ottenuto un risultato straordinario: i cittadini non dovranno pagare più la scandalosa assicurazione dei deputati! La polizza che copre gli onorevoli per i danni subiti in stato di ebbrezza, le punture di insetto e le sommosse popolari è stata al centro delle nostre denunce e delle nostre lotte parlamentari. Più volte abbiamo proposto di eliminare questo scandaloso privilegio a spese della collettività, trovando sempre la strenua opposizione del Pd e di tutti gli altri partiti”.

Fraccaro spiega che il Movimento 5 Stelle si è battuto per molti mesi, ottenendo infine la cancellazione della prerogativa parlamentare. “Abbiamo chiesto di fare rete e aiutarci ad esercitare pressione a tutti i cittadini, che si sono mobilitati in modo straordinario contro questa vergogna. Il nostro impegno ha dato i suoi frutti: l’Ufficio di Presidenza, poco prima di iniziare la discussione preliminare del bilancio della Camera, ha deliberato la cancellazione di questa voce a carico dei cittadini. Si tratta di 350mila euro ogni anno che verranno risparmiati grazie al MoVimento 5 Stelle e ai cittadini che non si sono arresi di fronte al sistema partitocratico.

Annamaria… a dopo