COACH DELLE ABITUDINI

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Per noi è molto più difficile abbandonare, lasciare andare, eliminare, arrenderci – senti come già queste parole hanno assunto un significato negativo nel nostro mondo? Siamo aggiunta-dipendenti – più obiettivi, più cose, più rumore.
Una routine invece fondamentale per stare bene ed essere sempre estremamente efficaci, quando serve, è continuare ad eliminare obiettivi che non ci interessano, cose che non ci servono, attività che non ci danno nulla, pesi, rimpianti, errori che ormai sono nel passato.
Eliminare, spesso, è molto più importante che aggiungere.
Tu cosa eliminerai oggi?

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Annamaria a dopo

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Si può cambiare il passato? No, ovviamente. Però si può cambiare la sua interpretazione ed imparare da esso. A tutti sono successe cose difficili e brutte – il migliore modo per andare avanti con uno spirito libero è ringraziarlo – è lui che ci ha reso i guerrieri che siamo oggi. Io ringrazio il mio passato per avermi fatto scoprire che sono piu’ forte di quello che credevo.
Tu per cosa ringrazi il tuo passato?

Annamaria… a dopo

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E’ faticoso prendere una decisione quando possiamo tornare indietro, perché se la decisione è difficile, continuiamo a fare un passo avanti e uno a ritroso…senza agire mai. Un buon esercizio è quello di superare il punto di non ritorno: un punto in cui sei costretto a fare. Un esempio: non sai se fare o no quella presentazione che ti chiedono da tempo e hai già perso diverse occasioni per mostrare le tue capacità? Accetta la presentazione e fissa un giorno – ecco adesso sei al punto di non ritorno, non ti resta che prepararti.
Nella vita a volte il punto di non ritorno ti permette, finalmente, di scoprire quanta potenzialità in realtà hai.

Qual è il punto di non ritorno che vorrai fissare per te?

Annamaria …a dopo

 

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Quando guardiamo una grande sfida nella nostra vita, possiamo anche constatare che, al momento, non possiamo subito raggiungerla. E’ normale, dobbiamo raccogliere le risorse lungo il cammino e crescere con la sfida stessa.
Molti di noi hanno però la brutta tentazione di decidere di non essere abbastanza – “essere”, non “avere” – e che quindi non lo saranno mai. Per questo non partono neanche.

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Una cosa è non avere ancora abbastanza risorse – si possono raccogliere o imparare (se sono interne). Un’altra è dichiarare di non essere abbastanza. Non ci possiamo fare niente in quel caso.
Peccato però che non sia vero.

Accetta il fatto che le sfide più importanti della vita non siano subito raggiungibili.
Per il resto, sei più che abbastanza. Parti.

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Annamaria… a dopo

 

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Tutti vogliamo cambiare qualcosa nella nostra vita ma poi farlo è molto difficile. Spesso però è solo questione di atteggiamento verso il cambiamento. Lo interpretiamo come una grande spaccatura, quando dobbiamo partire prima di tutto da dentro di noi.
Ecco tre passi che ti possono aiutare:
1) Riconosci quello che non sta andando. Devi essere assolutamente preciso. Non dire semplicemente: “la relazione non funziona,” oppure “non stiamo vendendo abbastanza”. Quelli sono sintomi di una causa più profonda. Qua è il nodo fondamentale?
2) Sciogli il nodo. Prendi la responsabilità del cambiamento completamente. devi essere tu a sciogliere il nodo. Chiediti: Cosa devo fare perché questo nodo non esista più?
3) Accetta la nuova strada. Quel nodo ti dava un vantaggio: poteva essere il non chiamare i clienti, perché ti dava fastidio, oppure non rimanere da solo. Il cambiamento a volte ci fa così paura che alla fine proviamo ma poi torniamo indietro. Accetta un po’ di sconforto all’inizio del tuo nuovo viaggio.

Annamaria…a dopo

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“Non me ne va bene una”, se analizzi bene la frase, mostra un atteggiamento passivo rispetto agli eventi della vita “che devono andare bene perché io possa andare avanti.”
Adesso la domanda da un milione di dollari: E SE NON VA BENE? Il mondo non va dove vogliamo noi. A volte, certo, siamo facilitati.
Le opportunità del mondo si nascondono tra le pieghe delle tempeste della vita.
Quindi quella frase mostra già un atteggiamento sbagliato verso la vita. Dovresti semmai dire: “NON RIESCO a farmene andare bene una”: sicuramente non è vero ma in ogni caso, ti sei appena ripreso il controllo della vita. Certo, ti dai la responsabilità di un temporaneo fallimento, che molti di noi evitano con cura, ma hai anche la possibilità di prendere in mano il tuo destino NONOSTANTE il mondo, non solo grazie ad esso.
Allora, cosa farai assolutamente andare bene domani?

Annamaria… a dopo

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Il compianto Giovanni Falcone disse che quando è il momento di cambiare le cose e bisogna rimboccarsi le maniche, la stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piuttosto che pagare il prezzo del suo agire.
Purtroppo è un’abitudine mentale che parte dal confondere la situazione esterna con il CONTROLLO della nostra vita.
Noi non possiamo controllare gli eventi esterni: la pioggia, le decisioni aziendali, le decisioni del governo, la crisi, ecc.
Questo però non vuol dire che dobbiamo ASPETTARE che le condizioni cambiano, lamentandoci se non lo fanno. Gli eventi non sono al nostro servizio. A volte siamo fortunati, a volte il vento soffia contro di noi.
Le nostre azioni devono avere una direzione precisa. Se gli eventi ci fanno contro, vuol dire che, molto semplicemente, dobbiamo SPINGERE DI PIU’, da una parte, ed ESSERE FLESSIBILI, dall’altra.
No, non puoi controllare gli eventi. Ma puoi controllare la tua risposta a tali eventi. Ed è quella risposta a fare la differenza.

 

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Alcuni di noi hanno una mentalità fissa, concentrata sul non fare errori, prendersi pochissimi rischi e aspettarsi le adulazioni degli altri.
Poi ci sono quelli con mentalità di crescita, che interpretano le “cadute”, gli errori, come lezioni da cui imparare.
Le danno per scontate, ma non solo: ne traggono preziose informazioni.

E’ come se si facesse un conto alla rovescia: ogni caduta, lungi dall’essere un frustrante ostacolo, è interpretato come un passo più vicino al nostro inevitabile risultato.

La prossima volta che cadi:

1) Conta -1. è un passo in meno per te verso il risultato. Rallegrati.
2) Guarda la caduta e cambia leggermente la strategia. Se sei caduto, significa che la tua risposta al mondo esterno non è stata abbastanza efficace.
3) Riprova e vai avanti.
4) Arriva un’altra caduta? bene, ancora un -1. Un passo avanti. Si ricomincia.

 

Annamaria… a dopo

 

COACH DELLE ABITUDINI

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Quando arriva una crisi nella nostra vita – troppo stress, crisi sul lavoro o nella nostra attività, in una relazione ecc. la prima reazione è ovviamente quella più istintiva: le emozioni ci avvolgono i sensi e a volte non ragioniamo più con chiarezza. Cerchiamo di fuggire, o ci blocchiamo, aspettando che se ne vada. Alcuni di noi, bloccandosi, rimangono nella crisi per moltissimo tempo.

La crisi invece è semplicemente un segnale: guardalo come tale. Ti sta dicendo che qualcosa che per te non va bene si è acculato da tempo e adesso è il momento di risolverlo.

Solitamente la crisi deriva da ABITUDINI INEFFICACI che, nel tempo, hanno portato al crac.

Per cui:

1) Fermati e chiediti: qual è il vero problema che non sto risolvendo da tempo?
2) quali sono le abitudini che mi hanno portato a questo problema?
3) Quale decisione devo prendere che non ho preso fino adesso?
4) Cosa farò per risolvere la crisi?

Ci vorrà tempo, energie emozionali e forza. Però ne uscirai con abitudini nuove, e molta zavorra in meno. Buona crisi.

(Lorenzo Paoli) 

 

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