LUCE/GAS “LIBERO MERCATO OBBLIGATORIO”- Paderno Dugnano, falsi contratti e volture sospette

In seguito a quanto vi ho già esposto in questo articolo, ci sono stati degli sviluppi. Grazie al quotidiano “Il Giorno” ho avuto modo di  raccontare la mia esperienza e di tanti altri miei concittadini, tutti truffati da Eni.

Riporto qui l’articolo ma anche il link del gruppo “dei truffati”

https://www.facebook.com/groups/715261632151818/

Paderno Dugnano, falsi contratti e volture sospette

La truffa dell’energia elettrica: almeno 50 cittadini hanno cambiato gestore senza però saperlo

di MARGHERITA ABIS

Pubblicato il 

Annamaria Merluzzi, vittima della truffa

Annamaria Merluzzi, vittima della truffa

Paderno Dugnano (Milano), 19 agosto 2018 – Sarebbero oltre cinquanta i padernesi che hanno subìto una truffa sulla fornitura di energia elettrica. Nelle ultime settimane, tantissimi cittadini hanno denunciato il fatto. Decine di persone, senza averne fatto richiesta, avrebbero ricevuto la disdetta da parte del loro precedente gestore e la voltura con un nuovo fornitore, Eni. La prima ad aver lanciato l’allarme è stata Annamaria Merluzzi. «Avevo un contratto con Enel Servizio Elettrico Nazionale – racconta –ma ho ricevuto da parte loro un’ultima fattura con la dicitura “chiusura contratto”. Mi sono allarmata e ho contattato Enel per chiedere spiegazioni. Mi hanno risposto che risultava fossi passata ad altro gestore».

La donna ha iniziato a documentarsi e ha scoperto di non essere la sola in quella situazione. «Ho scritto su un gruppo Facebook di Paderno e ho ricevuto oltre 300 commenti al mio post, tantissimi raccontavano esperienze praticamente identiche alla mia. Saranno tra i 50 e i 70 i padernesi truffati». Così come le altre persone coinvolte, Annamaria ha scoperto di essere finita sotto la gestione di Eni. «Ho chiamato Eni e il mio nominativo risultava tra quelli dei loro clienti. Mi hanno anche inviato il contratto che avrei sottoscritto. C’è il mio nome, ma i dati sono tutti sbagliati, ed è apposta una firma falsa. Io sono sicurissima di non aver mai richiesto nessuna voltura».

La signora ha deciso quindi di prendere in mano la situazione e di creare il gruppo Facebook «Truffa contratti energia elettrica», che in pochi giorni ha raggiunto più di 100 membri. Tutti sono residenti a Paderno, tutti raccontano la stessa storia, dandosi supporto reciproco, e tutti stanno pensando di procedere per vie legali. I contratti fasulli risultano stipulati tra marzo e aprile. «Ho sporto denuncia ai Carabinieri – spiega Annamaria – e loro ci hanno suggerito di intraprendere una class action». Uno dei sospetti, che aleggia tra le persone truffate, è che un agente esterno ai fornitori energetici possa aver passato i nominativi per ottenere provvigioni.

Da Eni si dichiarano totalmente estranei ai fatti. «Abbiamo avviato tutte le verifiche necessarie e riporteremo al vecchio fornitore i clienti che non hanno deliberatamente sottoscritto un contratto con Eni Gas e Luce, come nel caso della signora Merluzzi. Abbiamo intensificato le attività di controllo sui contratti e attivato il nostro servizio clienti per gestire questi disconoscimenti nel modo più rapido possibile e le azioni sugli agenti. Ricordiamo inoltre che è attivo il nostro call center per ottenere tutte le informazioni a supporto dei clienti e invitiamo tutte le persone coinvolte a contattare il nostro contact center via Facebook, chat o telefono per controllare lo stato del contratto e avviare le pratiche per il ritorno al fornitore di provenienza», riferisce un portavoce Eni Gas e Luce. «Non sappiamo cosa sia successo, ma ciò che è certo è che vogliamo andare in fondo a questa storia», conclude la padernese.

di MARGHERITA ABIS

LUCE/GAS “LIBERO MERCATO OBBLIGATORIO” articolo pubblicato il 12-08-2018

Certo che ci  voleva un vero genio per inventare un tale ossimoro.

Recentemente ho scritto un post su facebook, in un gruppo della mia città, segnalando quanto mi sta succedendo con la bolletta della luce di luglio Enel- Servizio elettrico nazionale.

Giusto per sapere se oltre me ci fossero altre persone vittime di questa che io chiamo “truffa tutelata”, a tutti gli effetti.
Con mia grande sorpresa scopro che siamo davvero in tanti e ogni giorno, purtroppo, il numero aumenta.
In breve ho raccontato che nell’ ultima bolletta di Enel, oltre a leggere una cifra bassissima da pagare, noto anche la scritta “chiusura contratto “.

Telefono tempestivamente all’ Enel per avere spiegazioni e con mia grande sorpresa mi sento dire che ho cambiato gestore.

Resto basita perché non ho mai fatto nessun passaggio, non ho risposto a nessun operatore al telefono, non ho aperto la porta a nessuno e tanto meno firmato nessuna carta . Dunque non ho nessun contratto in mano e non ho mai firmato una beata m….

Inoltre, come suggerito sempre dall’ operatore, mi rivolgo allo “sportello del consumatore di energia e ambiente” e scopro che il mio attuale fornitore è Eni che disconosco, ovviamente.

Telefono a Eni e un operatore, dopo avermi chiesto il codice fiscale, mi conferma che son passata con loro. Come, quando e perchè non si sa…

Ho notato anche un certo imbarazzo da parte dell’operatore nel comunicarmi il mio domicilio che infatti era errato.

Mi rimane decidere se fare il rientro in Enel oppure rivolgermi ad un gestore di fiducia. Opto per la seconda soluzione perchè non trovo corretto passarmi ad altro fornitore a mia insaputa, anche se dicono che non sono tenuti a verificare.Nel frattempo è notizia di qualche giorno fa   che c’è stato un prolungamento al 2020 e non piu’ 2019 per l’obbligo verso il mercato libero.

A mio parere questi contratti fasulli ( a quanto pare in maggioranza Eni ) dove l’unico dato certo che hanno per fare un contratto  è nome e cognome del malcapitato “consumatore” , io in primis, sono azioni aggressive per farci anticipare il passaggio al mercato libero, nonostante o per colpa dei vari prolungamenti che sono susseguiti alla scadenza. Mi sorge il sospetto che tutti questi passaggi di gestione (a nostra insaputa) siano stati fatti subito dopo le elezioni politiche di marzo, come confermano anche alcune testate online.

Perchè?… Perchè una delle battaglie di m5s era mantenere il mercato tutelato e infatti il prolungamento al 2020 lo conferma….? A pensar male si fa peccato ma alle volte ci si indovina.
Ad ogni modo le liberalizzazioni ,se ben gestite, portano benefici. Rispettando e tutelando il cittadino che non è solo un “consumatore!”

Maggiori info per contratti non richiesti cliccare qui https://www.guidafisco.it/contratti-luce-gas-falsi-recesso-reclamo-1432

Annamaria…a dopo

LA RIVOLUZIONE ROBOTICA: L’ AMICO PEPPER E L’AVVOCATO ROSS

L’amico ideale ? PEPPER!

Ebbene sì, dopo aver conosciuto i robot creati per varie funzioni pratiche è arrivato anche Pepper, il robot a forma umana adottato da tante famgilie giapponesi in grado di interagire in maniera gentile, accattivante e sorprendente. Capace di percepire lo stato d’animo delle persone e di adeguarsi alle necessità degli inter

locutori.

A differenza degli altri robot presenti sul mercato, Pepper, è stato creato per essere un compagno di vita, la sua utilità è più psicologica che pratica.
Pepper non pulisce, non accudisce le persone, non fa lavori manuali, ma è un compagno di vita, può essere di aiuto a livello logistico così come può essere considerato un semplice amico!
Grazie ai suoi numerosi sensori ed alla telecamera 3D che gli permette di muoversi a 360°, questo robot è capace di interagire con l’ambiente circostante e con gli esseri umani presenti nei tre metri di distanza.
Riesce a riconoscere gli stati d’animo degli interlocutori (rabbia, tristezza, gioia, etc.) e si comporta di conseguenza, cosa mai realizzata prima in questo campo.
Ma questo non è tutto! Come si è evoluto Pepper?
Nel 2015, appena uscito sul mercato in Giappone questo social robot ha avuto un successo non indifferente!
L’azienda è arrivata a vendere fino a 1000 robot al minuto e questo successo ha fatto sì che venisse incentivato lo studio di un metodo che facesse diventare Pepper ancora più intelligente e completo.
In seguito è nata la versione per le aziende. Progetto nato grazie all’accordo tra Softbanks Robotics e IBM che ha donato al robot l’intelligenza artificiale del suo supercomputer “Watson“.
La versione di Pepper per aiutare le imprese si chiama “Pepper for Biz”.
Questa versione possiede una serie di software preinstallati che consentono di interagire con i clienti assolvendo a compiti quali accoglienza, intrattenimento, presentazione prodotti, e raccolta dati ai fini del marketing aziendale.


Questo robot pesa 28 kg per un metro e venti di altezza deve la sua popolarità anche grazie al suo kit di software Choregraphe che lo rende facilmente programmabile anche dai principianti. Inoltre, ha integrato Webots, un software di simulazione 3D. Questo permette di testare in tempo reale, in un ambiente virtuale, le programmazioni che gli si impostano prima che Pepper possa eseguirle nella realtà.

 

Un amico vale uun tesoro… quanto costa Pepper?
Per acquistare la versione base di Pepper ci vogliono circa 1500 Euro, mentre per le aziende i prezzi cambiano ed anche le proposte.
Infatti, è possibile acquistare Pepper per 36 mesi a 400 Euro al mese oppure lo si può affittare per 11 Euro/ora.
Grazie ai suoi sensori, il suo sistema anticollisione, la sua velocità che arriva a 3 km/h ed i suoi microfoni direzionali è riuscito ad entrare in ogni ambiente.

Nestlé ha in programma di dotare più di 1.000 punti vendita Nescafé in Giappone per informare i propri clienti sui loro diversi prodotti in modo divertente grazie a Pepper.

La Softbanks Robotics promette di sviluppare ancor di più le capacità di Pepper, accrescendo il suo “cervello”.

Ma c’è anche un’altra novità:  l’avvocato Ross, questo il nome del robot-avvocato che aiuta “i colleghi” praticanti alle prime armi.
Non si tratta di un robot vero e proprio ma di una intelligenza artificiale che si basa su Watson, il software di IBM capace di comprendere il linguaggio umano (lo stesso che viene utilizzato per il robot Pepper),
Ross oltre a fare le ricerche per i singoli casi è capace di fare collegamenti logici e proporre soluzioni ad hoc che aiutano l’avvocato a interpretare il caso e ad agire di conseguenza.
Ross non è l’unico avvocato robot. Per gli studi legali che si occupano di contrattualistica c’è Kira, una forma di intelligenza artificiale capace di abbreviare i tempi legati alle analisi di centinaia di pagine di contratti.
Kira analizza i contratti, ne estrapola le parti più importanti per lo studio legale, ne individua le clausole più rilevanti. Questo avvocato robot è capace di analizzare i documenti in base alla presenza o all’assenza di clausole specifiche e può estendere ricerche e analisi anche a contratti scritti in diverse lingue.

Poi c’è DoNotPay un’ altro avvocato robot che è riuscito a contestare 160 mila multe per parcheggio irregolare su 250 mila casi presi in esame a New York e Londra in 21 mesi. Il dato è stato reso noto dal suo ideatore, il 19enne Joshua Browder.

L’avvocato robot è solo una delle professioni interessate dalla rivoluzione che l’intelligenza artificiale sta portando nelle nostre vite. Per il momento gli algoritmi non sostituiranno i legali in carne e ossa, anzi li aiuteranno a fare meglio il lavoro e a concentrarsi sui passaggi più importanti. Non sappiamo però cosa accadrà nei prossimi vent’anni e quali saranno le conseguenze reali della rivoluzione robotica. Ad oggi il loro supporto permette di risparmiare tempo e denaro.

Fonte- softbankrobotics/hurolife

Annamaria…a dopo

MILF IN CERCA DI PROFUGHI AFRICANI

Dopo Camaiore e Padova anche a Bergamo, come racconta “Libero quotidiano”  donne di mezza età vanno a caccia di aitanti profughi, pagando loro cene e altro . I più  richiesti sono i Gambiani e i Nigeriani e…c’è un perchè.

La serata al centro di accoglienza è interrotta dal rombo del motore della macchina in partenza. I giovani migranti spiano dalle tende, si picchiettano coi gomiti i fianchi e i loro sorrisoni complici si spengono solo quando si sente in lontananza il tonfo della portiera dell’ automobile, una classe A grigio perla.

Sul sedile anteriore di quella vettura è appena salito un loro amico, un nigeriano dalla pelle scura come cenere, le spalle grosse e i muscoli scolpiti nelle braccia. Sparisce nella notte con una donna di mezza età, i capelli in ordine, un rossetto delicato sulle labbra e i tacchi che premono sull’ acceleratore della Mercedes per allontanarsi il prima possibile col suo giovane accompagnatore nero.

«Una sera sì e una no, arriva sempre la stessa signora alla guida della sua auto», racconta una donna che abita di fronte alla struttura di accoglienza in una frazione di Bergamo, «parcheggia nello spiazzo davanti al centro e aspetta che il ragazzo salga a bordo».

Vallo a chiedere agli amici stranieri del giovane cosa combinino insieme quella donna adulta e quel ragazzo che avrà su per giù venticinque anni.

Fanno spallucce, ridacchiano.

«Vanno in letto», ci fa capire un migrante ventisettenne della Costa d’ Avorio, confessando a denti stretti il misfatto.

Non è un caso isolato. Di signore più o meno attempate che vanno a ricercare la compagnia dei giovani africani nel comune di Bergamo ce ne sono. Si capisce: la richiesta delle donne non più ventenni è quella di trascorrere qualche ora di passione coi ragazzi immigrati, che per noia, per denaro o per piacere, possiamo solo tirare a indovinare, cedono senza troppe moine e finiscono a letto con le cinquantenni italiane.

Sono gli educatori della cooperativa Ruah, che a Bergamo e provincia si occupa di una cinquantina di strutture di accoglienza in cui vivono più di mille stranieri, a confermare il via vai delle signore adescatrici dei migranti. «Capita di vedere i ragazzi salire in auto con queste signore di mezza età», spiegano, quando domandiamo loro chi siano quelle donne con cui vanno in giro, sono vaghi. «È una mia amica, l’ ho conosciuta al bar», di solito rispondono così.

GLI APPOSTAMENTI A Casazza, per esempio, i residenti non fanno mistero di aver assistito a veri e propri appostamenti di automobili con donne a bordo che ammiccanti tirano giù il finestrino. Un paesino di tremila anime, le voci corrono da un orecchio all’ altro e gli sguardi dei curiosi non sbagliano mai il bersaglio quando fanno capolino dalle finestre delle casette dai tetti bassi.

Non capita raramente, raccontano, che i ventenni migranti si lascino convincere in quattro e quattr’ otto e scivolino velocemente sul sedile del passeggero. Mentre ciondolano per le stradine delle periferie bergamasche, i giovani neri diventano prede per le donne sole.

«Qui», racconta il titolare di un locale dall’ insegna scolorita nella periferia sud di Bergamo che dista pochi metri dalla struttura dove abitano decine di giovani profughi, «è più volte venuta a cenare una signora, sui quarantanni, con un ragazzo africano». Agli occhi del proprietario non sono sfuggite le carezze nascoste tra i due amanti e il braccio forzuto dello straniero attorno al vitino della donna. Lui un giovanotto in t-shirt, zainetto, sneakers ai piedi. Lei elegante, bionda, con qualche capello bianco che la tinta non è riuscita a celare.

«Paga sempre lei il conto», spiega, «e poi se ne vanno via insieme». Qualcun altro, invece, giura di aver visto una donnona, alta, robusta coi fianchi larghi, appartarsi negli angoli bui con un paio, addirittura, di giovanotti aitanti. Tutti in ogni caso constatano che le donne attratte dei migranti sono quasi sempre forestiere. Signore che non abitano in paese, ma che si dirigono proprio in quel di Bergamo per incontrare gli stranieri e combinare incontri piccanti.

PURE VIA FACEBOOK «Di occasioni per fare nuove conoscenze i ragazzi dei nostri centri ne hanno», spiegano dalla cooperativa Ruah, «finite le lezioni, camminano per la città, entrano nei bar, frequentano i locali. In queste circostanze capita che conoscano donne con cui poi intrattengono rapporti». Ma anche Facebook è diventato un mezzo sempre più impiegato dalle signore per provare un primo approccio con gli stranieri. Digitano un nome africano, impostano la località (Bergamo in questo caso), e fanno partire la richiesta di amicizia.

Un primo messaggio per sciogliere il ghiaccio e a seguire gli appuntamenti, presumiamo di fuoco, con gli amanti neri. Di recente, un ventenne gambiano residente in un centro d’ accoglienza bergamasco si è allontanato senza dire nulla. È arrivato fino all’ ambasciata a Roma per preparare i documenti per sposarsi con una donna tedesca del ’67 conosciuta qualche mese prima su Facebook. Non ci ha pensato su molto lo straniero, quando la signora si è fatta avanti con la proposta nuziale: la possibilità di ottenere la cittadinanza tedesca deve avergli fatto gola. O chissà, forse siamo solo malpensanti, e lo scambio di battute in chat ha fatto scattare l’ amore.

Un dato è quasi certo: le signore ammaliate dai migranti, tra tutte le nazionalità, vanno pazze per gambiani e nigeriani. «Sono quelli che hanno più successo. Sarà per il loro carattere: sono più spavaldi degli altri», raccontano gli educatori della cooperativa Ruah. Ma se lo vai a chiedere ai diretti interessati, e noi l’ abbiamo fatto, non ci girano tanto attorno: «Noi tanto grosso!», è la risposta di un giovane nigeriano.

Annamaria…a dopo

FINALMENTE DIVORZIATA!

Questa notizia a pochi giorni dal mio divorzio. Io ho subito dal mio ex un divorzio giudiziale, per “punizione”, dopo una separazione consensuale, durante i mesi cruciali del peggioramento di salute di mia madre.. Si! Una vergognosa punizione per non aver rotto i rapporti ,qualche anno fa, con sua sorella ,colpevole a suo dire, di aver mandato via una badante che aveva preso possesso della casa di sua madre, prima e dopo essere deceduta, di lui e di qualche parente ruffiano. Mi domando se provano vergogna per i motivi che loro ben sanno. Non è diffamazione bensì testimonianza perchè chi conosce sa. Ma anche per loro arriverà il momento della sofferenza e forse capiranno cosa significa davvero amare e rispettare. Se non festeggio questo divorzio, liberatorio, è perchè ho ancora troppo dolore per la perdita di mia madre.

E dopo i matrimoni con se stessi ora è la volta di una celebrazione all’addio dall’ex marito.Celebra il divorzio con striscione, maglietta e palloncini
Dopo 7 anni di matrimonio si è liberata dal vincolo: e non ha resistito condividendo la gioia con tutti!Eravamo abituati ai cartelli “Oggi sposi”, ma un “Finalmente divorziata”, almeno io, lo leggo per la prima volta.

Magari lo avranno anche pensato in molte, dopo essersi “liberate” del marito (e viceversa), ma da qui a farci un cartellone stradale è la prima volta che lo vediamo.

Come racconta L’Arena, ad esternare la propria emozione con uno striscione sulla ringhiera di casa è stata una donna di Bovolone, nella bassa veronese. Che per non farsi mancare nulla già nel parcheggio del tribunale ha pure indossato una maglietta fatta stampare ad hoc. E ha messo pure in rete i selfie, che hanno fatto il pieno di click.Suellen, origini brasiliane ma da anni residente in Veneto, fino a giovedì era sposata. Poi è arrivata la decisione del tribunale, e non è riuscita a resistere alla gioia: prima la maglietta celebrativa; poi lo striscione con tanto di palloncini sulla ringhiera di casa.”E adesso si volta pagina”, si è limitata a commentare.

Mi unisco alla gioia di questa donna

.Annamaria… a dopo

ARRIVA IL MESE DI LUGLIO… CURIOSITÀ E NON SOLO

TUTTO PRONTO PER UN MESE DI LUGLIO . . . DA LEONI E . . . LEONESSE 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

lI giorno23 il sole lascia il segno del Cancro ed entra in quello del Leone.

Il nome Luglio deriva dal nome del mese romano Julium, così chiamato in onore di Giulio Cesare che riformò il calendario ( Calendario Giuliano). E’ il mese in cui la natura raggiunge il massimo rigoglio, per questo i romani lo consacrarono a Giove, padre degli dei e sovrano dell’ Olimpo.

 

 

 

Nel Medioevo Luglio veniva rappresentato da gruppi di contadini intenti ad affilare le falci.

Le giornate si accorciano, la temperatura dell’aria si fa sempre più calda.

E’ il mese più caldo dell’anno e anche quello in cui si raccolgono frutti e messi in maggiore quantità; nelle regioni più calde comincia la raccolta dell’uva precoce.

Per una buona riuscita del raccolto il mese di luglio deve essere caldo, le piogge di questo mese sono notoriamente passeggere, anche se a volte molto violente.

In questa stagione sarebbe bene prestare molta attenzione agli sbalzi di temperatura provocati dal passaggio da ambienti a temperatura condizionata ad ambienti a temperatura normale. L’aria condizionata dovrebbe mantenere una differenza tra temperatura interna ed esterna non superiore ai 10 gradi. Inoltre stare molte ore in clima condizionato non permette al fisico di adattarsi alla temperatura naturale, questo rende più difficile sopportare le notti calde fino a condurre ad una vera e propria sindrome.

I Santi più popolari:

3 -S. Tommaso, uno degli Apostoli,  patrono degli agrimensori, geometri, architetti, artisti, carpentieri, falegnami, muratori, periti, tecnici.

6 -S. Maria Goretti
Nata nel 1890 e morta nel 1902 è una delle sante più giovani e popolari del calendario. Viene invocata a protezione delle giovani ragazze.

 

11 -S. Benedetto da Norcia  patrono d’Europa Patrono di lavoratori, speleologi, architetti, ingegneri, chimici. Viene invocato da chi desidera una buona morte e inoltre contro infiammazioni, malattie infettive. La sua effige protegge dai demoni.
Prima della riforma del calendario veniva ricordato il 21 Marzo: celebre il detto “per san Benedetto la rondine è sotto il tetto”. 

15 -S. Bonaventura (protettore dei corrieri). Dottore della Chiesa.
Patrono di fattorini, portabagagli, teologi, poni express, corrieri.

 

22 -S. Maria Maddalena, che non è la peccatrice redenta dalle predicazioni di Gesù, né della sorella di Marta e Lazzaro.
E’ colei che accompagna la Madonna sul Monte Calvario, ai piedi della croce, è colei che, recatasi al Sepolcro, per prima vede il Signore risorto.
Patrona di giardinieri, profumieri, parrucchieri, farmacisti, guantai.

 

24 -S. Cristina di Bolsena martire. Patrona di Bolsena e Patrona dei mugnai

 

25 -S. Giacomo
Patrono della Spagna. Protettore di fabbricanti di cappelli, profumieri, viaggiatori; aiuta in caso di reumatismi e protegge i raccolti.

 

26 -S. Anna e S. Gioacchino, rispettivamente madre e padre della Madonna. In lingua ebraica il nome Hannah significa “grazia”. S. Anna è la protettrice di commercianti, venditori, bottegai, fabbricanti di calze, guantai, lavandai, lavandaie, orefici, ricamatrici, sarte, scultori, straccivendoli, tornitori, falegnami, fabbricanti di merletti, ricamatrici.  Viene invocata in caso di parti difficili e contro la sterilità coniugale.

Luglio è probabilmente il mese meno ricco di celebrazioni, ma si può certamente celebrare il sole che è al suo massimo splendore.

Celebrazioni di Luglio:

MATERA

Il giorno 2 nella città di Matera si svolge la festa della Madonna della Bruna. Alla fine della processione in onore della Madonna il carro che ha trasportato la statua viene demolito nella pubblica piazza dai fedeli.

Il giorno 5, a Patti (ME), festa solenne in onore di Santa Febronia. La stessa santa viene festeggiata il giorno 13 a Minori (SA).

L’11 si celebra la Giornata Mondiale dei Popoli Istituita dall’ONU.

Nei giorni 12 e 13 a Governolo (MN), si tiene la Sagra di San Leone, durante la quale vengono distribuiti risotto, salamelle, polenta e pesce.

Nei giorni 23 e 24 a Bolsena (VT) si festeggia Santa Cristina, patrona della città. Durante la processione su improvvisati palcoscenici vengono improvvisati i Misteri cioè la rievocazione di momenti del martirio della santa. 

Il giorno 26 a Valverde (CT), si tiene una festa in cui si chiede a Sant’Anna di vegliare sulla vendemmia: a lei vengono offerti i primi grappoli di una varietà d’uva precoce chiamata proprio Sant’Anna.

 

I Proverbi Di Luglio.

Se piove tra luglio e agosto, piove miele, olio e mosto.

A San Bonaventura s’è finito di mietere in pianura.

Per Santa Maddalena la noce e la nocciola è piena.

Per Santa Cristina la sementa della saggina.

San Giacomo con i tetti bagnati, del vin siamo privati.

La pioggia di Sant’ Anna è una manna.

Per San Giacomo e Sant’Anna entra l’anima nella castagna.

Quando luglio è molto caldo, bevi molto e tienti saldo.

In Luglio è ricca la terra, ma povero il mare.

Luglio poltrone porta la zucca col melone. 

Per Santa Maria Maddalena si taglia l’avena.

Se piove con solleone le castagne son tutte guscioni.

Per Santa Maddalena se il grappolo è serrato, il vino è 

assicurato. A Luglio gran calura, a Gennaio gran

 freddura. L’acqua di Sant’Anna è una vera manna.

Chi vuole un buon rapuglio, lo semini in luglio..

Fino a Santa Margherita il gran cresce nella bica.


A Natale gelo e freddo, se a San Giacomo chiaro e caldo.


D’aprile non ti scoprire, di maggio vai adagio, di giugno

 cavati il codigugno, e se non pare tòrnatelo a infilare; di 

luglio vattene ignudo.

 

I GIORNI DI LUGLIO CHE HANNO CAMBIATO LA STORIA

12 – 07 – 100 a.C. : nasce Giulio Cesare

4 – 07 – 1776 : dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti d’America

14 – 07 – 1789 : presa della Bastiglia, comincia la Rivoluzione francese

15 – 07 – 1815 : viene catturato Napoleone Bonaparte

6 – 07 – 1885 : Louis Pasteur sperimenta per la prima volta su un essere umano il vaccino contro la rabbia

13 – 07 – 1898 : Guglielmo Marconi brevetta la radio

6 – 07 – 1923 : in Italia vengono sciolti tutti i partiti al di fuori di quello fascista

25 – 07 – 1943 : Benito Mussolini si dimette dalla carica di primo Ministro

1 – 07– 1968 : Stati Uniti, Gran Bretagna, USSR e altri 58 paesi firmano il trattato di Non Proliferazione Nucleare

16 – 07– 1969 : viene lanciata la capsula Apollo 11

20 – 07– 1969 : alle ore 20, 17 minuti e 42 secondi, ora di Greenwich, la capsula Apollo 11 si posa sul suolo lunare

21 – 07– 1969 : alle ore 2, 56 minuti e 20 secondi, ora di Greenwich, Neil A. Armstrong è il primo uomo a posare piede sul suolo lunare

19 – 07– 1992 : strage di via D’Amelio a Palermo : in un attentato perdono la vita il giudice Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta

MARIA… a dopo

CARTONI ANIMATI E TEORIA GENDER

A cavallo tra gli anni 80/90, Mediaset e altre emittenti private hanno trasmesso  diversi cartoni animati che hanno genderizzato figli e mamme.. Cartoni nella maggior parte giapponesi. Sembravano violenti , invece, al massimo  facevano diventare gay friendly. Magari senza rendersi conto.

Ricordiamone alcuni di questi cartoni con una premessa : tutte queste presenze ambigue nei cartoni del Sol Levante si spiegano per la cultura giapponese abitata da sempre da divinità genderfluid con mode e abbigliamenti androgine e una morale (sessuale) molto diversa dalla nostra.

Lady Oscar
Non poteva che iniziare con lei questa lista: già dalla sigla veniva esplicitato tutto: “Tuo padre voleva un maschietto/ ma ahimè sei nata tu/ nella tua culla ti ha messo un fioretto/ lady dal fiocco blu“.

Oscar François de Jarjayes viene allevata dal padre come un vero soldato, destinata a servire la corona di Francia diventa infine capitano delle guardie reali; non senza prima essere schernita dai suoi stessi commilitoni, dei quali guadagna la fiducia dimostrando di valere quanto loro nonostante sia una donna. Insomma la storia più vecchia del mondo.

Sailor Moon
Menzione d’onore per il capolavoro di Naoko Takeuchi che negli anni è diventato un vero simbolo per le lesbiche di tutto il mondo. Sailor Moon è infatti un cartone intriso di tensioni ed amori saffici, a partire dal più censurato della storia: quello tra Heles (Salior Urano) e Milena (Sailor Nettuno) che nel manga sono esplicitamente fidanzate e conviventi mentre nella versione targata Mediaset sono “molto amiche”. C’è anche una forte, e ovviamente censuratissima, componente transgender nella 5°stagione del cartone: si tratta delle Sailor Starlight la cui trasformazione comporta anche un cambiamento di sesso, infatti la loro identità segreta è quella di tre uomini che compongono un noto gruppo musicale. Nella versione italiana l’escamotage sarà che i tre ragazzi hanno delle “gemelle stellari” che chiamano nei momenti di difficoltà.

Ranma 1/2
Il titolo dice già tutto: Ranma, il protagonista della storia, è un ragazzo colpito da un maleficio: ogni volta che viene a contatto con l’acqua fredda si trasforma in una ragazza. Ne derivano ovviamente gustosissime gag ed equivoci dando vita ad una serie divertentissima e mai volgare, purtroppo sottovalutata e poco conosciuta nel nostro Paese. Oggi sarebbe impossibile vederlo in tv anche per i continui doppi sensi a sfondo sessuale.

L’arma letale del Cavaliere dei Pesci era una rosa… vabbè

I Cavalieri dello Zodiaco
Ebbene sì, anche il cartone per maschietti intriso di combattimenti, armature e arti marziali è stato colpito dal gender, seppure di striscio. Due personaggi in particolare erano molto ambigui: il Cavaliere dei Pesci, convinto che solo gli uomini avvenenti meritino la vittoria in battaglia, e Andromeda, cavaliere dall’armatura rosa che si infatua palesemente di lui. Non è un caso che i maschietti facessero a botte pur di non dover interpretare la parte di Andromeda nei loro giochi in cortile.


Card Captor Sakura
Zuccheroso cartone animato che vede protagonista Sakura, una ragazzina dai poteri magici che deve raccogliere tutte le carte dei tarocchi per salvare il mondo. Anche qui la censura è intervenuta pesantemente: nella versione originale la migliore amica di Sakura, Tomoyo, è follemente innamorata di lei tanto da cucirle a mano i vestiti per combattere e riprenderla con una videocamera documentando tutte le sue imprese.


I Pokèmon
Menzione cazzara per questo cartone che racconta fino alla noia le avventure di Ash Ketchum alla ricerca di tutti i Pokèmon del mondo. La componente gender è data dai suoi rivali, il Team Rocket composto da Jessie e James, che cercano di sabotare l’eroe in tutti i modi ricorrendo anche a travestimenti assurdi dove i due amano invertire i ruoli di genere: memorabile la puntata (censurata ovviamente) in cui James si fa addirittura crescere un paio di tette enormi.

Fonte gay.it

Annamaria… a dopo

2 GIUGNO FESTA DELLA REPUBBLICA

 

 

Ecco alcune delle piu’ celebri, belle e significative frasi sulla nascita della Repubblica e la Costituzione. Pronunciate da padri fondatori della nostra Repubblica Italiana, da importanti statisti e costituzionalisti.

Prima, però, tanti in bocca al lupo, con fiducia e ottimismo, al nuovo governo Conte, nato ieri.

Con due giovani, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, che dalla loro hanno l’entusiasmo e la voglia di cambiare qualcosa per il bene comune.

La foto di gruppo del governo con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale, Roma
(ANSA/ALESSANDRO DI MEO)

È meglio la peggiore delle democrazie della migliore di tutte le dittature (Sandro Pertini)

L’Italia vuole la pace, perché la pace è un seme che che cresce solo se gli uomini imparano a stare insieme (Anna Sarfatti, La costituzione raccontata ai bambini)

La Costituzione, ciò che ci eravamo dati nel momento in cui eravamo sobri, a valere per i momenti in cui siamo sbronzi (G. Zagrebelsky)

La Costituzione è il fondamento della Repubblica. Se cade dal cuore del popolo, se non è rispettata dalle autorità politiche, se non è difesa dal governo e dal Parlamento, se è manomessa dai partiti verrà a mancare il terreno sodo sul quale sono fabbricate le nostre istituzioni e ancorate le nostre libertà. (Luigi Sturzo, Discorso, 1957)

Quando il 2 Giugno 1946 nacque la Repubblica, tutti avemmo la consapevolezza che conservare integri nel tempo gli ideali cui essa si ispirava, avrebbe comportato momenti di duro impegno ed anche grandi sacrifici (Giovanni Leone)

Nella vita a volte è necessario saper lottare, non solo senza paura, ma anche senza speranza (Sandro Pertini)

In questa Costituzione c’è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre glorie: son tutti sfociati qui negli articoli.
(Piero Calamandrei)

‘La nostra Costituzione è in parte una realtà, ma soltanto in parte è una realtà. In parte è ancora un programma, un ideale, una speranza, un impegno, un lavoro da compiere’ (Piero Calamandrei, Discorso sulla Costituzione, 1955)

L’Assemblea ha pensato e redatto la Costituzione come un patto di amicizia e fraternità di tutto il popolo italiano, cui essa la affida perché se ne faccia custode severo e disciplinato realizzatore. (Umberto Terracini)

Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione (Piero Calamandrei)

Dietro ogni articolo della Carta Costituzionale stanno centinaia di giovani morti nella Resistenza. Quindi la Repubblica è una conquista nostra e dobbiamo difenderla, costi quel che costi. (Sandro Pertini, Messaggio di fine anno agli Italiani, 1979)

La bandiera italiana è un vessillo di libertà conquistata da un popolo che – ha detto – si riconosce unito, che trova la sua identità nei principi di fratellanza, di eguaglianza, di giustizia. Nei valori della propria storia e della propria civiltà. (Carlo Azeglio Ciampi)

Annamaria… a dopo

POESIA CATARTICA

Oggi mentre ero al bar ,uscendo dalla palestra, in compagnia del mio caro “piccioncino, Romeo” ho scritto 4 righe pensando alle mie amiche ( solo in parte nella foto) che ringrazio per essermi state molto vicine ,nell’ultimo anno, per problemi personali.

Dicono che il colore degli occhi è unico per ogni individuo, che nessuno ha lo stesso colore di un’altra persona ma in questa foto fatta oggi con Rita, entrambe, ci siamo stupite notando che messe a confronto abbiamo lo stesso colore.
Enzo, sicuramente stai leggendo…ho una rivale , un’altra O.B!

 

Il mio piccioncino, Romeo, se ne va sconsolato. Oggi niente brioscia.

POESIA CATARTICA

Titolo : UN GIORNO NUOVO 

Stamane al mio risveglio vedevo le cose in modo diverso.

Intorno a me colori e contorni indefiniti.

E tutto sembrava evanescente, limpido, pulito.

Un nuovo giorno ,questo, dopo essere stata rapita da un matrimonio Reale inglese, da favola.

Il pane sembra un legno , le arance palle da bowling , il mio cane di peluche un morbido gomitolo di lana ….

…se non trovo quei maledetti occhiali oggi sono rovinata!

Trovati. ..corro in palestra!

Annamaria… a dopo

LE OSTILITA’ NASCOSTE

Se anche voi fate fatica a relazionarvi con persone che un giorno sono amichevoli ma il giorno dopo diventano musoni e ostili troverete interessante leggere questo articolo tradotto da “psicologo-milano”.  Non da la soluzione di come mantenere un buon rapporto ma avvertirne i segnali.

https://www.psychologytoday.com/intl/blog/passive-aggressive-diaries/201011/10-things-passive-aggressive-people-say

Alle volte ci rivolgono complimenti che percepiamo come ambigui e poi ci riservano battute pungenti e sarcastiche facendosi scudo con la tipica frase “sto scherzando” che diventa davvero poco credibile.

Se un nostro amico o familiare ,anche se dice di volerci bene, oppure noi stessi, ci ritroviamo nelle modalita’ sotto descritte vuol dire che  mettono o mettiamo in atto, un comportamento passivo-aggressivo.

Nel libro “Il sorriso rabbioso” che si trova solo in lingua originale (inglese) ed è costosissimo, viene descritta  la psicologia dei comportamenti passivo-aggressivi nelle famiglie, nella scuola e nei luoghi di lavoro”. L’aggressività passiva è definita come una modalità deliberata e mascherata di esprimere sentimenti sommersi di rabbia . Essa coinvolge un ampio range di comportamenti designati a farla pagare ad una persona senza che questa si accorga della rabbia sottostante.

Ed ecco 10 frasi che le persone passivo-aggressive pronunciano frequentemente. Conoscerle potrà aiutarvi a individuare l’ostilità nascosta.

 

1. “Non sono arrabbiato”

Negare sentimenti di rabbia è il più classico comportamento passivo-aggressivo. Piuttosto che essere trasparente e diretto quando interrogato rispetto alle proprie emozioni, il soggetto con tratti passivo-aggressivi insiste dicendo “non sono arrabbiato!”, anche quando dentro ribolle.

2. “Bene. Ok.”

Mettere il muso e ritirarsi da argomenti scottanti sono strategie primarie delle persone passivo-aggressive. Dato che l’aggressività passiva è motivata dalla credenza che esprimere la propria rabbia direttamente porti soltanto a peggiorare il proprio benessere (Long, Long & Whitson, 2008), la persona passivo-aggressiva utilizza frasi come “Bene”, “Ok” per tagliare velocemente la comunicazione emotiva esprimendo la rabbia indirettamente.

3. “Tra poco.…”

Le persone passivo-aggressive verbalmente sono sempre pronte ad attenersi alle richieste che gli vengono poste, salvo poi, con il comportamento, ritardare il compimento dell’azione. Prendiamo ad esempio un figlio che, davanti alla richiesta dei genitori di pulire la sua stanza, sorridendo risponde immediatamente “Ok mamma, tra poco”, ma dopo un bel po’ di tempo la camera e’ ancora in completo disordine. Probabilmente sta praticando una tecnica passivo-aggressiva di apparente complicità temporanea.

4. “Non avevo capito che intendevi ora…”

Una caratteristica peculiare delle persone passivo-aggressive è la procrastinazione, ossia l’attitudine a rimandare. Mentre la maggior parte di noi preferisce portare a termine compiti spiacevoli o noiosi, le persone con tratti di personalità passivo-aggressivi sfruttano la procrastinazione come modalità per frustrare gli altri o per uscire da certe faccende scomode senza doversi rifiutare apertamente.

 

5. “Vuoi sempre che tutto sia perfetto!”

Quando la procrastinazione non è possibile, un’altra strategia passivo-aggressiva sofisticata è quella di terminare il compito richiesto nei tempi, ma in modo superficiale e inaccurato. E’ il caso di un impiegato che consegna un lavoro inaccurato o di un marito che prepara alla moglie una bistecca al sangue, nonostante sia perfettamente consapevole che lei preferisce la carne ben cotta. In queste situazioni, la persona passivo-aggressiva porta a termine la richiesta, ma in un modo intenzionalmente inefficace. Quando confrontata rispetto al modo in cui l’ha fatto, difende il suo lavoro accusando gli altri di avere standard troppo rigidi e di perfezionismo.

6. “Pensavo lo sapessi…”

Qualche volta il perfetto crimine passivo-aggressivo ha a che fare con l’omissione. Le persone passivo-aggressive possono infatti esprimere la loro rabbia in maniera nascosta scegliendo di non condividere informazioni conosciute quando queste potrebbero prevenire determinati problemi. Facendosi scudo con l’ignoranza del “pensavo lo sapessi…”, la persona difende la sua “non azione” traendo piacere dalla difficoltà e dalle sofferenze del suo “nemico”.

7. “Certamente! Sarò felicissimo di esserti di aiuto!”

Qualche volta una certa dose di ostilità può nascondersi anche dietro un atteggiamento eccessivamente gentile e disponibile….. Vi è mai capitato di chiamare un servizio clienti e di trovare, dall’altra parte della cornetta, un centralino super gentile ed eccessivamente interessato che vi rassicura che il vostro problema sarà risolto immediatamente? In apparenza l’impiegato è cooperativo, ma sotto quel sorriso nasconde la sua rabbia. Dietro a tutte queste carinerie, in realtà sta gettando la vostra richiesta di aiuto nel cestino e sta stampando il modulo con il vostro nome con la scritta NEGATO.

8. “Hai risposto molto bene… per il tuo livello socio-culturale!”

Il complimento ambiguo è quel tipo di complimento che cela una punta velenosa. Essendo una modalità socialmente accettata, è spesso utilizzato dalle persone passivo-aggressive per insultarvi. Se qualcuno vi ha mai detto “Non ti preoccupare, puoi ancora diventare un pezzo grosso della società… nonostante la tua età” oppure “Ci sono molti uomini a cui piacciono le donne rotonde e in carne”, forse avete ben presente quanta gioia possa trasmettere un complimento passivo-aggressivo…

9. “Stavo solo scherzando..”

Come i complimenti ambigui, il sarcasmo è uno strumento molto usato dalle persone passivo-aggressive. Tale modalità permette loro di esprimere aggressività ad alta voce, ma in maniera socialmente accettabile e in forma indiretta. Se vi mostrate offesi per qualche sottolineatura pungente e rancorosa di qualche vostra caratteristica, l’ostile “burlone” assume il ruolo della vittima affermando: “Ma con te non si può proprio scherzare!”.

10. “Perchè sei sempre così nervoso?”

La persona passivo-aggressiva è molto abile a mantenere la calma e a fingere stupore quando gli altri esplodono di rabbia perchè aizzati dalla sua continua ostilità indiretta. I soggetti con questi tratti di personalità sperimentano infatti gratificazione quando riescono a farvi perdere il controllo, per poi assumere un’espressione del volto di perplessità e chiedervi spiegazioni per questa reazione di collera così esagerata…

Cosa si intende per “comportamento passivo-aggressivo”?

L’aggressività passiva fa riferimento ad una modalità di esprimere rabbia e ostilità indirettamente, cioè ferendo gli altri senza apparentemente fare nulla.

Essa può esprimersi in vari modi: complimenti ambigui, sarcasmo, eccessive dimostrazioni di interesse e gentilezza non autentici, procrastinazioni, finti fraintendimenti, omissioni, agire inefficacemente in modo intenzionale e, ovviamente, negazione dei propri sentimenti di rabbia quando qualcuno li coglie.

Per essere classificate come manifestazioni passivo-aggressive, tali comportamenti devono essere accomunati un’intenzione ostile celata dietro un atteggiamento apparentemente disponibile e cordiale.

 

Annamaria… a dopo

ASILO DI ROMA ABOLISCE LA FESTA DELLA MAMMA E DEL PAPA’

In seguito alle pressioni di una coppia omosessuale, un asilo di Roma ha abolito la festa della mamma e del papà sostituite con la festa della famiglia.

Notizia

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Seppur in anticipo, ci penso io a ricordare tutte le mamme del mondo con questa lettera commovente. Vorrei anche aggiungere il mio pensiero riguardo a questa notizia: perchè non lasciamo le due feste storiche e ne aggiungiamo una terza con la festa della famiglia? E poi, diciamo la verità, la festa della Mamma non deve essere solo per un giorno ma tutti i giorni!

Faccio mia una frase di Luana Fruzzetti “Quando ero tristemia madre mi diceva di chiudere gli occhi e di pensare a una cosa bellaOra ho gli occhi chiusi e penso a lei.”

Non so chi l’ha scritta e se sia vera questa storia pero’, sicuramente, deve invitarci a riflettere.

Odiava sua mamma perché aveva un occhio solo. Anni dopo scoprì la scioccante verità
Mia mamma aveva solo un occhio. La odiavo, era così imbarazzante! Lei lavorava alla mensa della scuola per mantenere la famiglia.

Un giorno, durante la scuola elementare, lei è entrata in classe per salutarmi. Ero così imbarazzato.
Come ha potuto farmi questo? Le ho gettato uno sguardo odioso e lei corse fuori. Il giorno dopo a scuola uno dei miei compagni di classe mi disse: “EEEE, tua madre ha solo un occhio!”
Volevo seppellirmi. Volevo che mia mamma sparisse dalla faccia della Terra.

Quello stesso giorno sono rientrato a casa e le ho detto urlando: “Sei contenta? Ora sono lo zimbello della scuola! Perché non muori!”
Mia madre non ha risposto… Non mi sono fermato neanche un attimo per pensare a quello che avevo detto, perché ero pieno di rabbia. Non ero consapevole dei suoi sentimenti.

Volevo andare via da quella casa e non avere più nulla a che fare con lei. Così ho studiato sodo e ho avuto la possibilità di andare all’estero a studiare.
Mi sono sposato, ho comprato una casa tutta mia e ho avuto dei figli. Ero così felice della mia vita.

Poi un giorno mia madre è venuta a trovarmi. Lei non mi vedeva da anni e non aveva mai incontrato i suoi nipoti.
Quando si fermò davanti alla porta, i miei figli risero di lei. Io le dissi urlando come si era permessa di venire senza nessun invito. Infine le dissi: “Come osi venire a casa mia e spaventare i miei figli! Fuori di qui! ORA!!!”
Dopo questo, mia madre rispose tranquillamente: “Oh, mi dispiace. Sicuramente ho sbagliato indirizzo.” E scomparve dalla vista.

Un giorno, mi arrivò una lettera con l’invito per una rimpatriata con i vecchi compagni di scuola. Così mentii a mia moglie dicendole che partivo per un viaggio d’affari. Dopo la rimpatriata, andai alla vecchia casa dove sono cresciuto…solo per curiosità.
I miei vicini mi dissero che mia mamma era morta. Non versai una sola lacrima. Mi consegnarono una lettera che mia mamma scrisse per me…che diceva:
Mio carissimo figlio,
Ti penso tutto il tempo. Mi dispiace per essere venuta a casa tua e di aver spaventato i bambini.
Ero così felice quando ho saputo che stavi arrivando per la rimpatriata. Purtroppo non sarò neanche in grado di alzarmi dal letto per vederti. Mi dispiace per essere stata un costante motivo d’imbarazzo durante la tua infanzia.
Vedi… quando eri molto piccolo, hai avuto un grave incidente, dove hai perso un occhio. Come mamma, non potevo sopportare questo..così decisi di donarti il mio. Ero così orgogliosa di mio figlio che ora avrebbe guardato il mondo al mio posto..proprio con quell’occhio.
Con tutto il mio amore….Tua Mamma

Annamaria… a dopo