C’ E’ CHI DICE NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE

In occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne del 25 novembre 2018, vi consiglio un film “CREDO IN UN SOLO PADRE” che uscirà tra qualche mese, nel 2019“.

Il film è la sofferta preghiera che una donna recita per scongiurare l’ennesima violenza di un carnefice. E’un grido di dolore, come quello di tutte le donne e le persone, vittime di violenza. Purtroppo, anche la denuncia di un sistema patriarcale indifferente ai richiami della vera “fede”. Basato su una storia realmente accaduta e legata non solo alla  violenza sulle donne ma anche all’omertà. Il film è tratto dal libro “SENZA FAR RUMORE” scritto da Michele Ferruccio Tuozzo

Michele Ferruccio Tuozzo

Tra gli attori protagonisti di questo che sicuramente sarà un film da vedere, troviamo Flavio Bucci, Massimo Bonetti, Francesco Baccini (che ha realizzato anche la colonna sonora), Donatella Pompadour, Anna Rita Del Piano, Anna Marcello, Lucia Bendia e Giordano Petri.

Per Il regista Luca Guardabascio l’obiettivo con questo film è dare una speranza a chi ancora, oggi, non crede di averla.

Annamaria … a dopo

AL VIA LA KERMESSE NATALIZIA 2018

Ormai ci siamo. Manca poco più di un mese al Natale e inizia la kermesse con tanti eventi, da nord a sud d’Italia. Vi segnalo due manifestazioni imminenti  dedicati al “re panettone”, di origine milanese e al “dolce torrone” cremonese.

In questo fine settimana torna a Milano “Re Panettone” evento dedicato al dolce tipico milanese ,negli spazi del MegaWatt in via Giacomo Watt.

Alla sua undicesima edizione Re Panettone Milano, sarà celebrato anche al sud e precisamente a Napoli nei primi giorni di dicembre.

Nel 2018 s’inaugura la seconda annata della Certificazione Re Panettone®, iniziativa pensata per offrire agli amanti del dolce milanese prodotti freschi, naturali e artigianali non solo durante l’evento, ma tutto l’anno, presso le pasticcerie aderenti. L’elemento distintivo dei prodotti certificati tutto l’anno è un bollo con ologramma.

La giuria del premio I PanGiuso si sottoporrà a un tour de force di assaggi per individuare il miglior panettone e il miglior lievitato innovativo, che verranno proclamati nel pomeriggio di sabato 17 novembre.

L’Area incontri ospiterà comodi tavolini, dove fermarsi per ascoltare gli interventi di addetti ai lavori e per degustare fette di panettone dolce o salato, anche farcito, accompagnate da vini per panettone, selezionati da Civiltà del bere, rivista enologica.

Informazioni QUI

A Cremona, dal 17 al 25 novembre, torna la festa del torrone e per 9 giorni la città si trasforma in “Capitale italiana della gola”

Saranno tanti gli eventi e appuntamenti in programma . A partire da importanti conferme, come l’immancabile rievocazione storica del matrimonio tra Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti, domenica 19 novembre, nella cornice di piazza del Comune, a seguito della sfilata per le vie del centro storico della città tra le acrobazie degli sbandieratori, musicisti e le figure delle dame e dei cavalieri.
Verranno esposte le costruzioni giganti in torrone Sperlari, delle precedenti edizioni, e confermatissimo è anche lo spettacolo finale, che esprimerà suggestive ambientazioni, grandi effetti scenografici e musiche coinvolgenti. Ovviamente, trattandosi della Festa più dolce d’Italia, imprescindibili saranno le degustazioni di torrone in mille varianti di abbinamento, per poter apprezzare e scoprire sempre nuovi modi per gustare al massimo lo squisito dolce cremonese.
Come ogni anno, poi, la Festa avrà molti ospiti prestigiosi che interverranno durante la kermesse, e a due di loro sarà consegnato il tradizionale ‘Torrone d’Oro’, riconoscimento che premia chi rappresenta Cremona e il suo territorio in Italia e nel mondo.

Tra le novità di quest’anno, ci sarà il ritorno del ‘Torrone Live’, nella Loggia dei Militi nei due weekend di Festa. Un evento che prevede la produzione in piazza del torrone e la distribuzione al pubblico del dolce appena realizzato, creando un momento di degustazione spettacolare. Essendo il tema della Festa dedicato a Mina – per celebrarne i 60 anni di carriera – e al Novecento, non possono ovviamente mancare appuntamenti di spettacolo e celebrazione per la ‘Tigre di Cremona’, che coinvolgeranno grandi e piccoli. A lei saranno riservati omaggi musicali, con concerti in piazza sul palco principale durante i 2 weekend della festa, dove risuoneranno i brani di Mina che sono stati la colonna sonora dei nostri più recenti decenni. Ma anche spettacoli di danza e teatro.
A uno dei suoi grandi successi, ‘Le mille bolle blu’, sarà dedicato un originalissimo flash mob: da piazza del Comune si innalzeranno migliaia e migliaia di bolle, rigorosamente blu, rendendo iridescente, al loro scoppio, il cielo sopra Cremona. Ma a vestirsi di Mina sarà tutto il centro storico, con le vetrine dei negozi che riporteranno i titoli e alcuni brani dei suoi indimenticabili successi. In piazza del Comune, uno street artist le dedicherà un’opera d’arte che verrà realizzata al momento, sotto gli occhi di tutti i visitatori. Infine la scultura gigante in torrone Sperlari, che si ispirerà all’arte e al fascino eterno della ‘Tigre di Cremona’.

Tra gli ospiti internazionali, quest’anno a Cremona sarà protagonista il pasticcere Damiano Carrara, famoso volto televisivo che ha costruito il suo ‘dolce’ successo partendo dall’America per poi conquistare un pubblico internazionale. Alla Festa del Torrone, Damiano dedicherà una nuova creazione ad hoc, ossia il dolce pensato in esclusiva per la Festa del Torrone. Una creazione ideata e realizzata appositamente per dar vita a un insieme di sapori che racchiuda il perfetto equilibrio.


Essendo la Festa della dolcezza per eccellenza, non mancherà tutta una ricca e attesa serie di appuntamenti golosissimi. Iniziando dai Degustatours, per promuovere i vizi di gola nei negozi del centro di Cremona. Sarà possibile degustare le prelibatezze del territorio presso enoteche, negozi di tipicità, pasticcerie, ecc.
Il centro storico si trasformerà in un grande salone del gusto in cui le migliori gourmandises verranno proposte gratuitamente. Un vero e proprio viaggio gastronomico-culturale alla scoperta delle filiere delle eccellenze cremonesi.

Grazie alla guida esperta di noti degustatori del torrone in abbinamento a birre artigianali o a pregiati vini del territorio o a distillati si renderà unico questo momento di piacere per il palato.
Senza dimenticare, infine, della grande eccellenza mondiale di Cremona, la liuteria, patrimonio immateriale dell’Unesco e anima della città lombarda.

Informazioni QUI

Annamaria… a dopo

SCULTURE DI ZUCCA

La zucca è la regina di una delle feste ormai divenuta popolare in Italia, la notte del 31ottobre: Halloween.

Ma noi italiani l’apprezziamo, soprattutto, per il suo uso gastronomico con piatti salati e dolci.

Questa volta, pero’, non diamo ricette e non parliamo delle proprietà benefiche, ma invitiamo alla visione di una bellissima carrellata di “sculture di zucca”

 

 

Fonte”The Guardian”

Annamaria… a dopo

LUCE/GAS “LIBERO MERCATO OBBLIGATORIO”- Paderno Dugnano, falsi contratti e volture sospette

LA TRUFFA INFINITA O…? Aggiornamento ad oggi 18/10/2018 dal gruppo facebook “TRUFFA CONTRATTI ENERGIA ELETTRICA”

https://www.facebook.com/groups/715261632151818/

Dopo qualche giorno di silenzio, rieccomi nuovamente a scrivere. Sembrava che tutto stesse rientrando nel migliore dei modi e invece,no. Non è così! E’ stato scritto che c’è anche un gruppo aperto su whatsapp per le persone che vogliono aderire legalmente (la cosi detta class action).

Nessun conflitto con questo gruppo, come qualcuno ha insinuato. Siamo tutti coesi a difendere i nostri diritti di consumatori bistrattati.
Dicevo che sembrava quasi risolta la situazione, (fornitura non pagata e rientro con il precedente gestore) dopo l’incontro con i 3 responsabili Eni ,nel nostro comune di Paderno Dugnano. Invece è sorto un altro problema e questa volta con Enel-sen.
In questi giorni c’è un rimbalzo di informazioni da fare invidia ai vari tg nazionali.
Gi operatori Eni riferiscono che la pratica di rientro con il vecchio fornitore è quasi conclusa con le condizioni economiche e contrattuali previste nel contratto precedente alla data di attivazione contestata e senza alcun onere aggiuntivo relativo alla esecuzione del contratto. 
Gli operatori Enel-sen, riferiscono, anche loro, che la pratica di rientro è quasi perfezionata ma…la prima bolletta verrà fatturata come SECONDA ABITAZIONE . Cioè alla stessa maniera dei FALSI CONTRATTI Eni.
E qui sorge spontanea la domanda: che abbiamo fatto di male per meritare ancora questo?
…No scusate, la domanda è : dal momento che si tratta di un RIPRISTINO ,rimessa in uso di un contratto alle vecchie condizioni, perchè Enel-sen chiede, attraverso un modulo che verrà spedito insieme alla prima bolletta (che intanto devi pagare maggiorata) di autocertificare che si tratta di prima abitazione e in seguito ottenere il rimborso? Ahhhh saperlo!!! Ma dovranno dare una spiegazione, soprattutto alla sciura Carlina di anni 79!

Anna Maria

In seguito a quanto vi ho già esposto in questo articolo, ci sono stati degli sviluppi. Grazie al quotidiano “Il Giorno” ho avuto modo di  raccontare la mia esperienza e di tanti altri miei concittadini, tutti truffati da Eni.

Riporto qui l’articolo ma anche il link del gruppo “dei truffati”

https://www.facebook.com/groups/715261632151818/

Paderno Dugnano, falsi contratti e volture sospette

La truffa dell’energia elettrica: almeno 50 cittadini hanno cambiato gestore senza però saperlo

di MARGHERITA ABIS

Pubblicato il 

Annamaria Merluzzi, vittima della truffa

Annamaria Merluzzi, vittima della truffa

Paderno Dugnano (Milano), 19 agosto 2018 – Sarebbero oltre cinquanta i padernesi che hanno subìto una truffa sulla fornitura di energia elettrica. Nelle ultime settimane, tantissimi cittadini hanno denunciato il fatto. Decine di persone, senza averne fatto richiesta, avrebbero ricevuto la disdetta da parte del loro precedente gestore e la voltura con un nuovo fornitore, Eni. La prima ad aver lanciato l’allarme è stata Annamaria Merluzzi. «Avevo un contratto con Enel Servizio Elettrico Nazionale – racconta –ma ho ricevuto da parte loro un’ultima fattura con la dicitura “chiusura contratto”. Mi sono allarmata e ho contattato Enel per chiedere spiegazioni. Mi hanno risposto che risultava fossi passata ad altro gestore».

La donna ha iniziato a documentarsi e ha scoperto di non essere la sola in quella situazione. «Ho scritto su un gruppo Facebook di Paderno e ho ricevuto oltre 300 commenti al mio post, tantissimi raccontavano esperienze praticamente identiche alla mia. Saranno tra i 50 e i 70 i padernesi truffati». Così come le altre persone coinvolte, Annamaria ha scoperto di essere finita sotto la gestione di Eni. «Ho chiamato Eni e il mio nominativo risultava tra quelli dei loro clienti. Mi hanno anche inviato il contratto che avrei sottoscritto. C’è il mio nome, ma i dati sono tutti sbagliati, ed è apposta una firma falsa. Io sono sicurissima di non aver mai richiesto nessuna voltura».

La signora ha deciso quindi di prendere in mano la situazione e di creare il gruppo Facebook «Truffa contratti energia elettrica», che in pochi giorni ha raggiunto più di 100 membri. Tutti sono residenti a Paderno, tutti raccontano la stessa storia, dandosi supporto reciproco, e tutti stanno pensando di procedere per vie legali. I contratti fasulli risultano stipulati tra marzo e aprile. «Ho sporto denuncia ai Carabinieri – spiega Annamaria – e loro ci hanno suggerito di intraprendere una class action». Uno dei sospetti, che aleggia tra le persone truffate, è che un agente esterno ai fornitori energetici possa aver passato i nominativi per ottenere provvigioni.

Da Eni si dichiarano totalmente estranei ai fatti. «Abbiamo avviato tutte le verifiche necessarie e riporteremo al vecchio fornitore i clienti che non hanno deliberatamente sottoscritto un contratto con Eni Gas e Luce, come nel caso della signora Merluzzi. Abbiamo intensificato le attività di controllo sui contratti e attivato il nostro servizio clienti per gestire questi disconoscimenti nel modo più rapido possibile e le azioni sugli agenti. Ricordiamo inoltre che è attivo il nostro call center per ottenere tutte le informazioni a supporto dei clienti e invitiamo tutte le persone coinvolte a contattare il nostro contact center via Facebook, chat o telefono per controllare lo stato del contratto e avviare le pratiche per il ritorno al fornitore di provenienza», riferisce un portavoce Eni Gas e Luce. «Non sappiamo cosa sia successo, ma ciò che è certo è che vogliamo andare in fondo a questa storia», conclude la padernese.

di MARGHERITA ABIS

LUCE/GAS “LIBERO MERCATO OBBLIGATORIO” articolo pubblicato il 12-08-2018

Certo che ci  voleva un vero genio per inventare un tale ossimoro.

Recentemente ho scritto un post su facebook, in un gruppo della mia città, segnalando quanto mi sta succedendo con la bolletta della luce di luglio Enel- Servizio elettrico nazionale.

Giusto per sapere se oltre me ci fossero altre persone vittime di questa che io chiamo “truffa tutelata”, a tutti gli effetti.
Con mia grande sorpresa scopro che siamo davvero in tanti e ogni giorno, purtroppo, il numero aumenta.
In breve ho raccontato che nell’ ultima bolletta di Enel, oltre a leggere una cifra bassissima da pagare, noto anche la scritta “chiusura contratto “.

Telefono tempestivamente all’ Enel per avere spiegazioni e con mia grande sorpresa mi sento dire che ho cambiato gestore.

Resto basita perché non ho mai fatto nessun passaggio, non ho risposto a nessun operatore al telefono, non ho aperto la porta a nessuno e tanto meno firmato nessuna carta . Dunque non ho nessun contratto in mano e non ho mai firmato una beata m….

Inoltre, come suggerito sempre dall’ operatore, mi rivolgo allo “sportello del consumatore di energia e ambiente” e scopro che il mio attuale fornitore è Eni che disconosco, ovviamente.

Telefono a Eni e un operatore, dopo avermi chiesto il codice fiscale, mi conferma che son passata con loro. Come, quando e perchè non si sa…

Ho notato anche un certo imbarazzo da parte dell’operatore nel comunicarmi il mio domicilio che infatti era errato.

Mi rimane decidere se fare il rientro in Enel oppure rivolgermi ad un gestore di fiducia. Opto per la seconda soluzione perchè non trovo corretto passarmi ad altro fornitore a mia insaputa, anche se dicono che non sono tenuti a verificare.Nel frattempo è notizia di qualche giorno fa   che c’è stato un prolungamento al 2020 e non piu’ 2019 per l’obbligo verso il mercato libero.

A mio parere questi contratti fasulli ( a quanto pare in maggioranza Eni ) dove l’unico dato certo che hanno per fare un contratto  è nome e cognome del malcapitato “consumatore” , io in primis, sono azioni aggressive per farci anticipare il passaggio al mercato libero, nonostante o per colpa dei vari prolungamenti che sono susseguiti alla scadenza. Mi sorge il sospetto che tutti questi passaggi di gestione (a nostra insaputa) siano stati fatti subito dopo le elezioni politiche di marzo, come confermano anche alcune testate online.

Perchè?… Perchè una delle battaglie di m5s era mantenere il mercato tutelato e infatti il prolungamento al 2020 lo conferma….? A pensar male si fa peccato ma alle volte ci si indovina.
Ad ogni modo le liberalizzazioni ,se ben gestite, portano benefici. Rispettando e tutelando il cittadino che non è solo un “consumatore!”

Maggiori info per contratti non richiesti cliccare qui https://www.guidafisco.it/contratti-luce-gas-falsi-recesso-reclamo-1432

Annamaria…a dopo

CALDO INNATURALE? CLIMA ARTIFICIALE

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 di Gianni Lannes

Oggi per modificare il tempo meteorologico basta un telecomando bellico, vale a dire un riscaldatore ionosferico. Fantascienza? Macché: è una macchina brevettata negli Stati Uniti d’America, ormai da anni. Il termometro è sempre più incandescente?

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Italia: scie chimiche rilasciate dalla Nato sui centri abitati

Una cosa è certa: la Natura non c’entra, piuttosto i disumani in divisa e doppiopetto hanno fatto impazzire il clima con esperimenti segreti di ogni genere. Il cielo d’Europa è una camera a gas.

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Milano: scie chimiche NATO

Ma ecco cosa propina la disinformazione ufficiale nei tempi correnti:

«Meteo: il giorno più caldo, temperatura percepita oltre i 45°C. L’anticiclone Nord-africano si sta facendo pesantemente sentire. Caronte è arrivato in Italia e si sente. E’ il più temibile anticiclone Nord-africano tipico delle aree desertiche: sulle nostre regioni fa e farà sempre più caldo, con afa via via più intensa e temperature che toccheranno anche i 41°C, sabato 18 e domenica 19, soprattutto a livello locale, sulle zone interne del Centro-Sud. Da quando esistono le misurazioni sistematiche meteo luglio 2015 è stato registrato come mese più bollente in assoluto: ovvero, mai così da 150 anni. Per oggi venerdì 17 luglio il cielo è previsto sereno, le temperature massime saranno comprese tra 33-40°C.  La temperatura percepita raggiungerà punte oltre i 45°C. Il caldo intenso durerà per molti giorni, almeno fino al 22 luglio. All’inizio della prossima settimana la conseguenza di questa calura si trasformerà in “hot storm” ovvero una violenta tempesta di nubifragi, temporali e possibili tornado».

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Italia: scie chimiche quotidiane rilasciate da velivoli militari Nato sotto mentite spoglie

In Veneto proprio di recente, ossia l’8 luglio 2015, si sono visti i traumatici effetti sul territorio e sulle persone, dal passaggio di un improvviso cataclisma sotto la regia della Nato, evidenziato da un bombardamento elettromagnetico. Se pensate che l’immagine ritratta nella foto seguente sia acqua di colonia, allora avete un destino segnato da cavie, perché oltretutto i lacché al servizio del potere vogliono farvi credere di non essere in grado di discernere la realtà.

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 Italia: scie chimiche rilasciate dalla Nato sui centri abitati

Per la cronaca ignorata dai più: il 19 luglio 2001, Berlusconi e Bush hanno firmato un accordo segreto per la sperimentazione climatica, e così tutte le altre ex nazioni aderenti all’Unione europea.

Esattamente nel 2002, a livello generale e sistematico è stata avviata in Europa dalle forze militari del patto atlantico coadiuvate dalla Nasa, l’aerosolchemioterapia bellica. Di conseguenza, nell’estate del 2003 l’Europa è stata colpita da una massiccia ondata di caldo, la quale raggiunse il suo apice nei primi quindici giorni di agosto. Questo fenomeno fu eccezionale sia per la durata che per l’intensità; in effetti numerosi record di temperatura furono battuti in diverse città europee. Questa canicola seguì ad una primavera ed un inizio dell’estate particolarmente siccitosi. In alcuni staterelli, come la Francia o il Portogallo, le conseguenze sugli ecosistemi, la popolazione e le infrastrutture provocarono anche una crisi politica. In Italia fedele colonia a stelle e strisce dal 3 settembre 1943 (armistizio di Cassibile), dove le temperature furono per settimane intorno ai 40 gradi centigradi in numerose città, secondo l’Istituto nazionale di statistica le morti durante l’estate del 2003 furono 18.000 in più rispetto all’anno precedente, e così pure in tutti gli altri paesi del vecchio continente.

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1994/01/19/094G0049/sg

L’Italia, d’altronde, è stato il primo luogo al mondo dove la Nasa ed il Max Planck Institute nei primi anni ’60 hanno sparso il tossico bario nell’aria della Sardegna, tanto per vedere l’effetto che fa. E non certo a caso, il governo italiano aveva previsto e programmato tutto con la legge 5 gennaio 1994, numero 36, che all’articolo 2, comma 2 recita:

«… è adottato il regolamento per la disciplina delle modificazioni artificiali del ciclo naturale dell’acqua».

Ma ecco quello ha scritto e pubblicato un generale dell’Aeronautica militare italiana nel 1963:

 http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2015/01/scie-chimiche-laeronautica-militare.html

Poi non vi lamentate se l’afa dà alla testa. In fondo, non vi ribellate, ma al massimo mugugnate. A proposito: la guerra del terzo millennio si combatterà per accaparrarsi l’oro blu, visto che quello nero è in fase di esaurimento avanzato.

 

riferimenti:

http://www.youreporter.it/video_SPECIALE_Tornado_in_Veneto_8_luglio_2015_i_video?refresh_ce-cp

https://www.youtube.com/watch?v=4IAM76UMSS4

http://www.earth-policy.org/plan_b_updates/2006/update56

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16088043

http://www.eurosurveillance.org/ViewArticle.aspx?ArticleId=557

http://www.wetterzentrale.de/archive/ra/2003/Rrea00120030806.gif

http://www.wetterzentrale.de/archive/ra/2003/Rrea00220030806.gif

http://www.invs.sante.fr/publications/2003/bilan_chaleur_1103/vf_invs_canicule.pdf

https://scholar.google.com/scholar?q=aerially+dispersed+chemicals&hl=it&as_sdt=0&as_vis=1&oi=scholart&sa=X&ved=0CBsQgQMwAGoVChMIyeP7_vnhxgIVgQssCh2XsgmD

http://svinet2.fs.fed.us/fire/publications/aviation/fed_aerial_ff_assessing_safety_effectivenss_brp_2002.pdf

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2014/04/scie-chimiche-le-prove-scientifiche.html

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2015/07/anno-2002-le-prime-scie-chimiche-segrete.html

 

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2014/02/nasa-gli-esperimenti-che-hanno-fatto.html

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2014/04/scie-chimiche-laccordo-segreto-dei.html

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=riscaldatore+ionosferico

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2015/07/terra-muta.html

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=clima

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=max+planck

Annamaria… a dopo

BEAUTIFUL CURVY

Dopo aver fatto il pieno a Milano, lo scorso mese, con la Fashion Week dove a sfilare c’ erano modelle pelle e ossa, un po’ di carne non guasta. Parlo delle modelle curvy che vanno oltre, oltre la taglia 36 e che io trovo davvero affascinanti (sono di parte…) oltre che belle. 

E c’è anche una proposta di legge. A scriverla sono due deputate M5S, Azzurra Cancelleri e Marialucia Lorefice, con un testo formato da quattro articoli, depositato a fine luglio a Montecitorio e assegnato alla commissione Attività Produttive.
Questi i punti fondamentali della proposta di legge per modelle:.
-IMB (indice di massa corporea) minimo e non inferiore a 18.5%, valore sotto il quale, secondo l’Oms, si può già decretare uno stato di malnutrizione;
-presenza di certificato medico, unito a valutazione psicologica, in cui si dichiara che il modello o la modella non soffrono di disturbi alimentari;
-presenza di uno psicologo e di un terapeuta durante le ore di lavoro;
-divieto di far sfilare modelli o modelle sotto i 16 anni in sfilate per adulti, orario bloccato per il lavoro tra le 22 e le 6 per i modelli che hanno tra i 6 e i 18 anni, unitamente alla presenza di un accompagnatore; inoltre, dovranno assolvere l’obbligo scolastico.

Come si legge su Ansa,chi non rispetta quanto sopra potrà incorrere in sanzioni fino a 75mila euro e sei mesi di carcere, e rientreranno in questo anche i media: “multe tra i 50mila e i 100mila euro e il carcere tra 6 mesi e un anno. Anche per i mezzi di comunicazione che utilizzino o promuovano un’immagine di eccessiva magrezza incoraggiando il ricorso a restrizioni alimentari ‘per un periodo prolungato’.
Beh speriamo che passi e diventi legge

Ecco ,dunque, 15 donne famose e formose, non solo nel mondo della moda.

15) Ashley GrahamLa 29enne americana è conosciuta per essere una delle modelle curvy di intimo più celebri. La troviamo sempre su riviste come ElleVogue e Glamour. Ashley Graham è conosciuta per le sue forme, ma anche per essere una fonte d’ispirazione per le numerose giovani donne e modelle. È infatti la regina delle top-model extra-large.

14) Jenna Kutcher

Jenna Kutcher è una blogger e modella curvy americana di cui si è parlato tanto in occasione del suo matrimonio con Drew, personal trainer e chiamato nel giro addirittura “Mister Addominali”. In molti infatti hanno osato chiederle come fa ad avere un marito così bello, sottolineando la loro evidente diversità fisica. La sua risposta? Mitica: “Quest’uomo ha abbracciato ogni curva, ogni chilo e ogni brufolo negli ultimi dieci anni e mi ha sempre ricordato che sono bella, anche quando mi sentivo insicura. Sì, ho le cosce che si toccano, le braccia grosse e la cellulite, ma ho scelto un uomo che sa gestire tutto questo. Io sono molto più del mio corpo, e anche lui, e così anche tutti voi. L’amore non guarda le taglie“.

13) Candice Huffine

Candice Huffine è la nuova modella curvy del mondo della moda. È diventata una celebrità internazionale posando per il calendario Pirelli 2015. Le sue misure sono generose: 97 cm di circonferenza addominale, 85 di giro vita e 112 cm di fianchi. La giovane donna si è aperta a Vanity Fair: “Quando sono arrivata nello studio fotografico, ho quasi pianto. È un grande cambiamento quello di assumere una ragazza con il mio fisico! Ma stiamo attraversando un’epoca in cui tutto cambia e si evolve, così i canoni estetici e la società vogliono una femminilità più morbida“.

12) Ivory May

Ivory May è nata nella città di Omaha (Nebraska) ma è cresciuta a Hilo, nelle isole Hawaii. È la nipote di Floyd Kalber, presentatore e stella della NBC. All’età di 9 anni, in visita dai nonni che vivono a Chicago, Ivory ebbe il suo primo approccio con il mondo della moda. La ragazza infatti venne notata da un’agenzia. Percorrere questa strada da sola era però impossibile e non riuscì ad entrare nell’agenzia. Nonostante quel primo approccio fallito, Ivory continuò a voler diventare una modella! Oggi il suo sogno si è realizzato ed è ormai una professionista affermata!

11) Kelsey Olson

Se questo dolce viso non vi è sconosciuto, potrebbe essere perché Kelsey Olson è presente nelle riviste dei grandi siti di abbigliamento come Torrid, in Italia non particolarmente celebre. Difficile ottenere informazioni sulla vita privata di questa modella curvy, si sa solamente che è nata in California. Per ciò che riguarda il suo corpo, conosciamo le sue misure: 105-99,90-119.38 cm per 1.78 cm di altezza. Occhi di ghiaccio e un viso angelico.

10) Tara Lynn

Tara Lynn è una modella curvy che rompe gli schemi. Dal momento in cui è entrata a far parte nel mondo della moda per arrotondare lo stipendio, l’americana di 27 anni è stata super richiesta. Dopo aver partecipato allo shooting Curves Ahead per la rivista newyorkese V, la bella brunetta è stata il volto della copertina di Elle: la rivista ha venduto 600.000 copie, il doppio del solito.

9) Christina Rene Hendricks

“Scultorea”, “prosperosa”, “voluttuosa”… dopo la sua comparsa nel 2007 nella serie TV di successo Mad Men,  sono piovuti commenti lusinghieri per Christina Hendricks che interpreta la segretaria intelligente e ultra sexy Joan Holloway. Sempre vestita in maniera vivace e seguendo la moda degli anni 60, Joan, la rossa focosa, incarna la femminilità in persona.

8) Fluvia Lacerda

Brasiliana di Rio de Janeiro, Fluvia Lacerda, taglia 52, è la rappresentazione massima della bellezza sudamericana. Scoperta da un giornalista di moda su un autobus a Manhattan, la fama della modella sembra aumentare sempre più. Ha infatti posato per i maggiori brand in circolazione. Qui la vediamo in posa nientepopodimeno che su uno dei set di Vogue.

7) Denise Bidot

Fiera delle sue maniglie dell’amore e delle sue altre “imperfezioni”, l’americana di 29 anni ha fatto parlare di sé l’anno scorso grazie ad una campagna per una linea di costumi da bagno, dove lei appare senza essere ritoccata. È la prima modella curvy ad aver sfilato per due marchi differenti durante la settimana della moda di New York nel 2014. Oggi, Denise Bidot, vuole mandare un messaggio a tutte le donne: “Per essere belle dovete rimanere voi stesse“.

6) Rebel Wilson

Rebel Elizabeth Wilson è un’attrice, una sceneggiatrice e un’umorista australiana nata il 3 Febbraio 1986, a Sydney. Celebre per il suo ruolo nella serie Pizza, ha recitato in film come Pitch PerfectThe Wedding Party, e Single ma non troppo. L’attrice considera le sue forme come un elemento comico: “Ho visto come il mio peso poteva essere un vantaggio quanto così tante donne lo vedono come un inconveniente ha dichiarato a riguardo.

5) Beyoncé Knowles

Icona pop celebrata in tutto il mondo, Beyoncé è una vera e propria diva. Forte e determinata, ha sempre messo in risalto le sue curve, diventando uno degli emblemi della femminilità prorompente e sensuale. Artista a 360 gradi, Beyoncé ha inoltre sposato il rapper Jay-Z da cui ha avuto tre figli.

4) Anita Marshall

Anita Marshall è un’americana di 24 anni originaria di Boston. Prima di diventare una modella, la giovane donna era una truccatrice professionale, ma segretamente sognava un altro tipo di carriera (quella nel mondo della moda). Oggi Anita Marshall ha realizzato il suo sogno! È alta 1.80 cm, porta la taglia 44-46 e ha un seno molto prosperoso. Il suo giro vita è di 85 cm e i suoi fianchi di 119 cm.

3) Sara Ramirez

Sara Ramirez è un’attrice messicana di televisione, cinema e teatro, nata il 31 agosto del 1975 a Mazatlan. È conosciuta soprattutto per il suo ruolo di Callie Torres nella serie Grey’s Anatomy. La Ramirez è anche cantautrice e compositrice. Nel 2005, ha vinto un Tony Awards per aver interpretato La Dama del lago.

2) Adele

Non potevamo dimenticarci di Adele. Adele Laurie Blue Adkins è una cantante britannica che non ha bisogno di presentazioni. Con Skyfall, colonna sonora del 23° capitolo della serie cinematografica di James Bond, ha vinto l’Oscar per la miglior canzone del 2014. Di recente, ha lasciato il mondo dello spettacolo per occuparsi della famiglia.

1) Toccara Jones

Toccara Jones ha fatto carriera in televisione e nel mondo della moda. È anche attrice e cantante, ma solo occasionalmente. Ha partecipato alla terza stagione di America’s Next Top Model e si è piazzata settima. Dopo, ha firmato un contratto con Wilhelmina Models come modella extra large.

UNA GUIDA CHE PERMETTE ALLE DONNE DI ESSERE ONLINE IN SICUREZZA

E’ notizia di oggi che a Corsico, in provincia di Milano, una donna polacca è stata adescata su Fb per lavoro e stuprata da un romeno.

https://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/stuprata_adescata_facebook_lavoro_corsico_milano-3998771.html

Puo’ essere molto interessante la guida che mi è stata segnalata in questi giorni , uscita da pochissimo, che parla della sicurezza online per le donne. E’ stata scritta da donne per le donne e permette alle donne di proteggersi on-line.
Mi è piaciuto il modo in cui hanno dato alcuni suggerimenti e soluzioni su cosa fare, in ogni situazione.

 


Hai mai subito molestie per strada? Hai ricevuto un messaggio squallido su un’app di appuntamenti? Un collega ha fatto un commento fuori luogo sul tuo aspetto?

Non sei sola.

Grazie al movimento #MeToo, è sufficiente accedere a Twitter o Facebook per vedere quante donne sono vittime di molestie sessuali. Sia di persona che online, in un modo o nell’altro, le donne di tutto il mondo si sono trovate in questo genere di situazione. E con tutti i nuovi modi in cui Internet ha aperto le vie di comunicazione, le molestie online sono più diffuse che mai.

Secondo uno studio effettuato dal Pew Research Center, la maggior parte delle molestie online avviene sui social media. Sebbene anche gli uomini siano vittime di molestie online, che includono insulti, derisioni e minacce fisiche, lo studio ha rilevato che online, le donne hanno più del doppio della probabilità di subire molestie sessuali rispetto agli uomini.

Inoltre, più della metà delle donne di età compresa tra i 18 ai 29 anni riferisce di aver ricevuto immagini sessualmente esplicite senza aver dato il proprio consenso.

Questo numero è in crescita, e sebbene il 70% delle donne sia consapevole che le molestie online siano uno dei problemi principali, non molte sanno come prevenirlo.

Le donne sono spesso prese di mira semplicemente perché sono donne. Gli attacchi sono spesso a sfondo sessuale o misogini e la retorica tende a concentrarsi sui loro corpi e sulla violenza sessuale. Questo è sia fisicamente che emotivamente dannoso, e le donne sono spesso intimidite al punto di tacere, e preferiscono lasciar correre piuttosto che rischiare di mettersi in pericolo.

Tuttavia, ci sono alcuni modi per proteggersi.

Questa guida è stata scritta per consentire alle donne di navigare in Internet senza paura. Discutiamo di eventi comuni in cui le donne sono soggette a molestie nella loro vita quotidiana: sui social media, al lavoro, durante gli appuntamenti e altro e diamo consigli su come assumere il controllo della situazione.

È importante per noi sottolineare che alcuni dei consigli che forniamo qui incoraggiano l’anonimato, piuttosto che rischiare di essere prese di mira. Sebbene questo possa sembrare contrario all’idea di incoraggiare l’espressione di sé, crediamo che ogni donna dovrebbe avere il diritto di fare anche questa scelta per sé stessa.

Il nostro compito è darti gli strumenti necessari per farlo.

Speriamo che questa guida incoraggi le donne di tutto il mondo a difendersi e proteggersi, e a reagire alle molestie sessuali, sia dentro che fuori dal web.

Molestie sui social media
La maggior parte delle molestie online avviene sui social media, il che ha senso considerando quanto tempo la maggior parte di noi trascorre su queste piattaforme. La diffusione dei social network, spesso combinati con l’anonimato, porta a una realtà in cui qualsiasi cosa pubblichi, twitti o condividi ti espone a potenziali abusi.

Di seguito, analizzeremo le piattaforme di social media più popolari e ti mostreremo come proteggerti da persone moleste, troll e stalker.

Twitter
A causa della sua natura pubblica, Twitter è una delle piattaforme di social media più famose quando si tratta di molestie online. E non sono solo le celebrità e le figure pubbliche a subire gli abusi. Ci sono infinite storie di persone normali che sono state attaccate, spesso per aver semplicemente parlato di questioni politiche o femministe.

Infatti, Amnesty International ha rilasciato un rapporto in cui rimproverava a Twitter il fatto che non affronti in modo appropriato il problema delle molestie alle donne. Nello studio, sono state citate dozzine di donne in riferimento agli abusi che hanno sperimentato su Twitter, molte delle quali lamentano risposte insoddisfacenti da parte del sito di social media a seguito della loro segnalazione degli incidenti.

Spesso, il risultato è semplicemente il silenzio, poiché le donne scelgono semplicemente di non esprimersi per paura di essere molestate; molte donne finiscono per auto-censurarsi o per abbandonare del tutto la piattaforma. E per alcune, in particolare giornaliste e attiviste, questo può essere dannoso per la loro carriera.

Il problema è emerso con prepotenza nell’ottobre 2017 quando una serie di accuse di aggressione sessuale di alto profilo ha generato l’hashtag virale #MeToo. L’hashtag, usato dalle donne per identificarsi come vittime di molestie sessuali o aggressioni, ha scalato le tendenze di Twitter in poche ore e ha chiarito quanto siano frequenti questi incidenti.

Poco dopo, l’account Twitter dell’attrice Rose McGowen è stato temporaneamente sospeso dopo aver twittato una serie di accuse contro il predatore sessuale Harvey Weinstein e diversi pezzi grossi di Hollywood che, a suo dire, erano stati complici delle molestie. La ragione della sospensione era che uno dei suoi tweet includeva un numero di telefono privato.

Ma dal momento che così tanti tweet molesti contro le donne non avevano mai portato alla sospensione di un account, molte donne ne hanno avuto abbastanza. Il malcontento collettivo ha portato alla nascita dell’hashtag #WomenBoycottTwitter, con il quale si invitava tutte le donne a boicottare la piattaforma per un giorno, per solidarietà.

Twitter afferma di aver migliorato il proprio sistema di risposta alle segnalazioni di molestie, ma il problema non è ancora stato completamente risolto, ed è ancora necessario individuare delle strategie che le donne possono prendere per mitigare la possibilità di essere prese di mira.

5 modi per proteggersi su Twitter

1. Usare profili multipli

Le donne le cui carriere dipendono dal mantenere un profilo pubblico possono trovare utile utilizzare più account.

A differenza di altre piattaforme di social media, secondo i termini di servizio di Twitter, farlo è completamente lecito. Infatti, le aziende spesso aprono più di un account, destinati a diversi target.

Ti consigliamo di creare un profilo personale e uno pubblico.

Il tuo profilo personale dovrebbe avere le impostazioni più sicure per la tua privacy. Dal momento che l’impostazione predefinita di Twitter è pubblica, dovrai optare per questa.

Normalmente, quando i tuoi tweet sono pubblici, chiunque può vederli, anche le persone che non hanno Twitter possono potenzialmente trovarli. Ma quando i tuoi tweet sono “protetti”, solo i tuoi follower approvati possono vederli e nessuno potrà ritwittarli. Assicurati che le uniche persone che ti seguono siano persone che conosci e di cui ti fidi.

Come modificare le impostazioni sulla privacy su Twitter:

Clicca sul tuo profilo e vai su Impostazioni e privacy>Privacy e sicurezza>Proteggi i tuoi tweet.

Apportare questo cambiamento protegge retroattivamente anche i tuoi vecchi tweet. Detto questo, è importante notare che dal momento che Twitter non ha alcun controllo sui motori di ricerca esterni, i tweet più vecchi potrebbero essere ancora visibili in internet. Quindi, se vuoi il completo anonimato, devi aprire un nuovo profilo personale e proteggere i tuoi tweet sin dall’inizio.

È anche importante notare che le tue risposte ad altri tweet e riferimenti saranno protette e potranno essere viste solo dai tuoi follower approvati. Questo ovviamente rende molto più difficile entrare nel tipo di discussioni pubbliche per le quali Twitter è famoso, quindi dovrai decidere se valga la pena avere un profilo privato.

Per creare un account aggiuntivo, clicca sull’icona del tuo profilo. Quindi fai clic sul triangolino capovolto accanto al tuo nome. Lì dovresti avere la possibilità di creare un nuovo account.

Questo secondo profilo sarà il tuo profilo pubblico. Se usi Twitter per lavoro, questo sarà quello che ti rappresenta professionalmente, quindi assicurati di non twittare nulla di troppo personale.

Un’altra opzione è semplicemente mantenere questo profilo completamente anonimo. Questo significa non usare il tuo vero nome o le tue foto o twittare qualsiasi cosa possa essere usata per capire dove vivi o lavori.

Nota che non è possibile mantenere entrambi gli account aperti nello stesso browser contemporaneamente. Se vuoi che siano entrambi aperti, utilizza browser diversi o utilizza l’app di Twitter, TweetDeck.

2.Segnala e blocca i molestatori

Se ricevi un tweet molesto, puoi bloccare la persona che lo ha inviato.

Come bloccare qualcuno su Twitter:

Clicca sul triangolino capovolto nell’angolo in alto a destra del tweet e blocca l’utente.

Uno dei problemi con il blocco è che è molto facile per gli utenti creare nuovi account, spesso definiti “sock puppets”, che non sono ancora stati segnalati.

Un modo per risolvere questo problema è utilizzare l’app Block Together. Block Together bloccherà automaticamente qualsiasi account che tenti di seguirti che è stato attivo per meno di 7 giorni, che ha meno di 15 follower o che i tuoi follower hanno bloccato. È molto utile quando sei attaccata da un esercito di troll.

Oltre a bloccare gli utenti, puoi segnalare anche le molestie su Twitter.

Come segnalare qualcuno su Twitter:

Basta fare clic sul triangolino capovolto nell’angolo in alto a destra del tweet o dell’account, selezionare l’opzione report e seguire le istruzioni.

Sfortunatamente, anche se le molestie non sono ammesse nel regolamento di Twitter, Twitter è tristemente noto per non aver mai fatto tutto il possibile per combattere questo triste fenomeno.

In effetti, secondo un’analisi dell’associazione no-profit, Women Action and the Media (WAM!), il 67% delle donne che hanno segnalato un abuso ha affermato di aver precedentemente segnalato il problema a Twitter almeno una volta.

Tuttavia, vale sicuramente la pena di segnalare tweet e account molesti, dal momento che farlo è davvero facile.

Twitter attualmente non fornisce un modo per controllare lo stato delle segnalazioni di abuso. Ciò nonostante, a partire da gennaio 2018, Twitter ti informa della sua valutazione una volta che il report è stato elaborato.

3.Non fare geotag

Il geotagging consiste nell’includere nei propri post la posizione da cui questi sono stati inviati. Per proteggersi da doxing e stalking, è meglio non usare questa funzione. Fortunatamente, il geotagging richiede l’attivazione, quindi per impostazione predefinita la tua posizione non verrà mostrata.

Quando componi un tweet, vedrai un pulsante di posizione in basso. (Sembra una puntina.) Se lo selezioni, avrai attivato l’opzione che aggiunge la tua posizione al tuo tweet.

Non farlo.

Inoltre, sii consapevole del fatto che potresti rivelare la tua posizione anche senza geotagging, semplicemente menzionando dove ti trovi. Sappiamo che è divertente far sapere al pubblico che ti stai godendo l’apertura di una nuova galleria o una serata in città, ma a volte è meglio aspettare e pubblicarlo più tardi, quando non sei più lì e puoi twittare su quanto ti SEI DIVERTITA (al passato).

4.Prevenire il doxing

La forma più estrema di molestie online è il doxing. Il doxing avviene quando le informazioni personali di qualcuno, come l’indirizzo, il numero di telefono, il luogo di lavoro, i dati bancari e persino informazioni sui loro familiari, vengono pubblicate online come per invitare gli altri amolestarlo.

Potresti aver sentito il termine per la prima volta nell’ambito di segnalazioni di #gamergate nel 2014. Gamergate è stato un movimento generato dall’ex della sviluppatrice di videogiochi Zoe Quinn, che, furibondo, ha scritto un post sul blog accusandola di aver dormito con un giornalista in cambio di una buona recensione.

Sebbene questa recensione non sia mai stata scritta, il post è stato interpretato come un grido di battaglia da una folla indisciplinata di giocatori maschi, per lo più bianchi, che hanno visto non solo il loro passatempo preferito, ma anche la libertà di parola e la loro stessa mascolinità, sotto attacco dai cosiddetti guerrieri della giustizia sociale.

Il risultato?

Non solo Quinn, ma anche le donne che l’hanno difesa, compresa la sviluppatrice di giochi Brianna Wu e la giornalista Anita Sarkeesian, sono state vittime di implacabili attacchi da parte di troll online che le hanno inondate di una raffica giornaliera di minacce di omicidio e stupro, principalmente via Twitter.

Furono anche doxate.

Gli effetti in tutta l’industria del gioco furono agghiaccianti, e queste donne continuano a prendere precauzioni per paura di diventare nuovamente bersaglio degli attacchi.

Ad esempio, Tessa,* un’analista dall’ intelligenza vivace, il cui lavoro richiede di interagire con i giocatori, conosce diverse donne del settore che sono state perseguitate e molestate e spesso si trova ad affrontare lei stessa comportamenti irrispettosi. Poiché molte interazioni avvengono su Skype, è impossibile nascondere il fatto che sia una donna. Ciò nonostante, si preoccupa di nascondere che lavora direttamente per un’azienda di giochi e non rivela alcuna informazione personale su sé stessa come il suo vero nome o la sua posizione.

Certamente, le donne nel settore del gaming non sono le uniche a rischio di doxing. Il clima politico incendiario di oggi ha portato molti a perdere il lavoro e dover lasciare le loro case dopo essere stati doxati per aver partecipato a raduni di estrema destra o antifascisti.

Ma non è necessario impegnarsi in attività politiche controverse per correre il pericolo di essere doxati. Alcuni sono stati doxati “accidentalmente”.

Ad esempio, in seguito all’attentato alla maratona di Boston, uno studente della Brown University fu doxato quando venne erroneamente identificato come il perpetratore, e dopo il rally di Charlottesville Unite the Right, un ingegnere dell’Arkansas University fu doxato quando venne erroneamente identificato come partecipante.

4 modi per evitare di essere doxati

Cercati su Google. Una semplice ricerca ti mostrerà che tipo di informazioni su di te sono già online. Se tra queste ci sono dati che possono essere usati per identificarti, prova a farli rimuovere. I profili dei social media hanno impostazioni di privacy che possono essere facilmente ripristinate e molti siti web, come le White Pages, offrono la possibilità di rimuovere le proprie informazioni. Purtroppo, potrebbe non essere possibile cancellare tutte le informazioni da Internet, ma almeno la ricerca ti consente di sapere cosa possono trovare gli altri.
Iscriviti a un servizio che ti eliminerà dai siti di broker di dati: se trovi le tue informazioni su un sito web come le Pagine Bianche, è probabile che appaia anche in altre directory online, molte delle quali non saranno facili da trovare. Quindi, se hai motivo di credere che potresti essere vittima di doxing, prendi in considerazione la possibilità di pagare per un servizio come PrivacyDuck o DeleteMe.
Verifica che il tuo account email non sia stato coinvolto in una violazione dei dati: puoi usare lo strumento https://haveibeenpwned.com/ per vedere se il tuo indirizzo email e la password sono stati pubblicati in una delle tante violazioni dei dati su larga scala che si sono verificati negli ultimi anni. In tal caso, reimposta la password e valuta la possibilità di aggiungere la verifica in due passaggi al tuo account. Ciò fornirà un ulteriore livello di sicurezza richiedendo informazioni aggiuntive (oltre alla tua password) per accedere.
Usa una VPN: utilizzando una rete privata virtuale, è possibile crittografare tutte le attività online per proteggersi dagli hacker. Le VPN funzionano tramite il tunneling dei dati Internet tramite un server di terze parti, evitando che si possa risalire al tuo l’indirizzo IP (e alla posizione reale). Ecco alcune VPN che consigliamo.
5.Impedire agli hacker di avere il controllo del tuo account Twitter

Dall’ex presidente Obama a Britney Spears, nel corso degli anni il profilo Twitter di un sacco di celebrità è stato hackerato da persone che vogliono danneggiare la loro reputazione e causare il caos. Inoltre, anche le persone comuni si trovano ad affrontare questo problema con una frequenza allarmante.

4 modi per evitare che il tuo account Twitter venga hackerato

Crea una password sicura: sembra ovvio, ma ti sorprenderebbe sapere quante persone usano password deboli e facilmente individuabili. (O forse non ti sorprendere.) Per creare una password sicura, assicurati che sia lunga, con lettere maiuscole e minuscole e includa numeri e simboli.
Abilita la verifica all’accesso: questo fornisce un ulteriore livello di sicurezza al login. Invece di dover inserire la tua password, dovrai anche inserire un codice che Twitter invia al tuo dispositivo mobile. Per attivare questa funzione, fai clic sull’icona del tuo profilo> Account> Sicurezza> Verifica accesso. Nella stessa scheda è anche possibile scegliere di richiedere informazioni personali quando si cambia la password.
Fai attenzione a qualsiasi app di terze parti che richiede l’accesso al tuo account: se nutri dei dubbi sul fatto che un’app sia sicura, non installarla. Per vedere quali app hanno accesso al tuo account Twitter, fai clic sull’icona del tuo profilo e vai su App. Per rimuovere un’app, fai clic su Revoca accesso.
Fai attenzione agli URL abbreviati: dato il limite di 280 caratteri di Twitter, è logico che molte persone usino URL abbreviati per collegarsi alla piattaforma. Il problema è che questo rende difficile sapere dove ti porta il collegamento e se si tratta di un sito dannoso. Quindi, se vuoi essere molto prudente, non fare clic sui link che vengono pubblicati sui tweet di altre persone.
Un segnale che qualcuno può aver manomesso il tuo account è la presenza di attività sospette, come l’aver seguito qualcuno di nuovo o aver pubblicatotweet che non ricordi di aver scritto. Se noti qualcuna di queste cose, la prima cosa che dovresti fare è cambiare la tua password. Dovresti anche segnalarlo a Twitter. Puoi farlo andando al loro centro assistenza e inviando un ticket.

Dovresti inviare un ticket anche se qualcuno non ha effettivamente violato il tuo account, ma ne ha creato uno nuovo di zecca con il tuo nome. Per dare a Twitter una prova della tua identità, avrai la possibilità di caricare un’immagine di un documento d’identità o un’altra forma di identificazione.

Facebook
Rachel non ci ha pensato molto quando, mentre stava guardando gli aggiornamenti su Facebook ha cliccato che era interessata a partecipare a un concerto di una delle sue band preferite. Ma si è emozionata quando un amico di uno dei membri della band l’ha contattata iniziando a inviarle messaggi privati.

La conversazione è iniziata in modo casuale, ma alla fine il tizio ha cominciato a fare allusioni, dicendole che gli piaceva che lei non si curasse del fatto che nella foto si intravvedeva il suo capezzolo.

Un attimo, cosa?

Non si vedeva nessun capezzolo nella foto. O sì? Rachel aveva quella foto sul suo profilo da due anni e nessuno le aveva mai detto nulla. Ingrandì la foto e la esaminò attentamente. Forse si riferiva a quell’ombra che proveniva dall’alto?

Gli disse che si era sbagliato e cercò di spiegare il fatto dell’ombra, dandogli il beneficio del dubbio che si fosse confuso. Ma lui continuò a essere insistente e presto iniziò a chiedere foto di nudo.

Ripensandoci, Rachel sapeva bene che avrebbe dovuto subito fermare la conversazione e bloccarlo, ma in quel momento le sembrò soltanto uno strano fraintendimento. Era una foto provocante, no? Forse avrebbe dovuto aspettarsi questo tipo di reazione.

Cercò di indirizzare la conversazione verso la musica e l’imminente concerto, ma lui era come un cane con un osso e non smetteva di richiedere altre foto. Alla fine, smise di rispondere, ma per alcuni giorni si sentì piuttosto inquieta, e si chiese cosa avessero pensato di lei gli altri durante tutto questo tempo.

La storia di Rachel non è così scioccante. Non è violenta. Non è stata stuprata. In realtà suona come un incontro da social media piuttosto rozzo. Ma in effetti, è la banalità che lo rende così deprimente. Ogni giorno le donne vengono sollecitate da estranei e finiscono per chiedersi cosa hanno fatto per causare questi comportamenti, e devono continuare a vivere la loro vita sapendo che qualcuno le considera come oggetti.

La ricerca mostrache il costo emotivo di questo tipo di interazioni è particolarmente severo per le donne, che hanno il doppio delle probabilità rispetto agli uomini di vivere la loro recente esperienza di molestie online come molto o estremamente sconvolgente.

E chiedere insistentemente foto sexy è solo una delle innumerevoli forme di molestie su Facebook. Le donne ricevono regolarmente messaggi offensivi e foto indesiderate di peni, e non è raro per loro essere taggate in immagini degradanti o addirittura trovare profili falsi creati usando i loro nomi e le loro foto.

5 modi per proteggersi su Facebook

1.Controlla esattamente chi vede cosa

Negli ultimi anni Facebook ha fatto molto per aggiornare la piattaforma e permetterti di personalizzare queste opzioni, arrivando addirittura al punto di consentirti di nascondere le tue informazioni a persone specifiche.

Come controllare che cosa vedono le persone sul tuo profilo Facebook:

Dal tuo computer, fai clic sul triangolino capovolto nell’angolo in alto a destra della pagina e seleziona le impostazioni. Sul pannello a sinistra clicca Privacy. Da qui sarai in grado di stabilire chi può vedere i tuoi post e in che modo le persone possono contattarti.

Successivamente, vai su Timeline e Tagging. Ciò ti consente di controllare chi può postare sulla tua bacheca e chi può vedere i post in cui sei taggato. Qui puoi anche modificare le impostazioni in modo da rivedere e approvare eventuali tag prima che vengano implementati.

Un altro fantastico strumento che puoi usare è quello che ti consente di vedere esattamente ciò che gli altri vedono quando guardano il tuo profilo. In questo modo puoi essere sicura che determinate persone non vedano informazioni sensibili se non vuoi.

2.Non lasciare che potenziali stalker sappiano dove sei

Come discussosopra,etichettare la tua posizione su post e foto può fornire agli stalker un modo per scoprire dove sei. Su Facebook, quando scrivi un post, hai la possibilità di selezionare Check in, e questo farà in modo che tutti i tuoi amici possano vedere la tua posizione geografica. È meglio non usare questa funzione.

Ma il geotagging non è l’unico modo con cui le persone riescono a capire dove sei.

Hai mai notato che dopo aver visitato un determinato negozio inizi improvvisamente a vederne gli annunci su Facebook? Ti è capitato di incontrare qualcuno a una festa e il giorno dopo Facebook te lo propone come amico?

Il modo in cui Facebook riesce farlo è perché se hai la app mobile e porti con te il telefono (come molti di noi fanno) lui riconosce la tua posizione ovunque tu vada.

Se vuoi, puoi vedere esattamente dove ti ha tracciato Facebook. Questa informazione non è pubblica, quindi non devi preoccuparti che un utente medio di Facebook lo utilizzi per localizzarti.

Come vedere dove ha rilevato la tua posizione Facebook:

Vai alle Impostazioni. Fai clic su Posizione nel riquadro a sinistra, quindi fai clic su Visualizza cronologia delle posizioni. Apparirà una mappa insieme a una registrazione delle tue posizioni per tutto il tempo in cui le impostazioni di posizione erano attive. Per alcuni, questo significa per anni.

Come cancellare la cronologia delle tue posizioni:

Clicca sulle tre barre nell’angolo in alto a destra dello schermo (o in basso a destra se hai un iPhone). Seleziona Impostazioni account> Posizione. Tocca per disattivare i Servizi di localizzazione e in basso, scorri verso sinistra per disattivare la Cronologia delle posizioni.

Per eliminare tutta la cronologia passata, fai clic su Visualizza la cronologia delle posizioni e seleziona i tre punti nell’angolo in alto a destra. Lì avrai la possibilità di cancellare la tua intera cronologia. Per farlo, dovrai reinserire la tua password. (Reimpostare la password è in realtà un altro ottimo modo per impedire ad altri di accedere alla tua posizione o al tuo account Facebook in generale.)

3.Blocca i molestatori e inseriscili nel tuo elenco di restrizioni

Un’altra opzione utile su questa pagina è inserire certe persone su un elenco di restrizioni. Inserendoli qui, figureranno come tuoi amici, ma potranno vedere solo le informazioni che condividi pubblicamente. Questo è particolarmente utile se vuoi evitare un confronto con qualcuno che temi possa intimidirti o approfittare di te.

Anche se è facile dire che dovresti essere diretta ed essere in grado di dire a qualcuno in faccia che non vuoi che vedano le cose personali che pubblichi, sappiamo tutti quanto velocemente una situazione può degenerare quando un certo tipo di uomo si sente respinto.

Quindi la prossima volta che incontri un ragazzo in un bar che insiste per averti tra gli amici e accetti la sua richiesta con lui presente, vai per un minuto nel bagno delle donne e aggiungilo alla tua lista con restrizioni.

4.Segnala gli account degli impostori

Anche se va contro i propri termini di servizio, Facebook stima che ci siano attualmente 66 milioni di account falsi sulla piattaforma. Una ragione per cui le persone creano account falsi è per passare per altri utenti. Usando il tuo vero nome e foto, un impostore è in grado di fare amicizia con le persone nel social network, e quindi pubblicare contenuti dannosi e non veritieri su di te.

Se scopri un account falso che utilizza le tue foto e i tuoi dati personali, puoi segnalarlo a Facebook in modo che venga eliminato.

Come segnalare un profilo falso su Facebook:

Vai al profilo falso, fai clic sui tre punti nell’angolo in alto a destra della pagina e seleziona Segnala> Segnala questo profilo >Finge di essere me o qualcuno che conosco.

Detto ciò, un impostore intelligente ti bloccherà in modo tale che tu non possa vedere l’account falso. Se lo fanno, chiedi a un amico di segnalare il profilo per te.

Facebook ha anche cercato di identificare attivamente gli account impostori e ha recentemente annunciato un’iniziativa che usa i suoi software di riconoscimento facciale per contrassegnare nuove immagini del profilo con utenti già esistenti.

Va notato, tuttavia, che solo i nuovi account verranno scansionati, quindi se c’è già un profilo falso di te, a meno che tu o qualcuno che conosci lo trovi e lo contrassegni, non c’è modo di scoprirlo. Inoltre, le uniche foto che verranno scansionate sono quelle all’interno della rete di amici o amici di amici e non di tutti gli utenti sulla piattaforma.

Ciò mette in dubbio quanto possa essere efficace la tattica, soprattutto considerando come spesso i profili non vengono creati per realizzare vendette personali, ma per truffare le persone o promuovere prodotti o programmi politici. In particolare, le recenti indagini sulle elezioni presidenziali americane del 2016 hanno rivelato un’intera industria di attività di Facebook generate artificialmente per influenzare l’opinione pubblica.

In questi casi, un modo semplice per proteggersi è rendere private la maggior parte delle tue foto. Se la persona che crea l’account falso non ha accesso alle tue foto, sarai un bersaglio meno attraente.

5.Previeni il Revenge Porn

Negli ultimi anni, il sexting non è più una pratica inusuale, ma è diventato una modalità standard di flirt. In effetti, secondouno studio, l’88% degli adulti intervistati ha dichiarato di aver inviato messaggi o immagini sessualmente espliciti almeno una volta. Questa non è necessariamente una brutta cosa; lo stesso studio ha mostrato a correlazione tra sexting e soddisfazione sessuale e ha scoperto che le donne spesso lo trovano particolarmente eccitante.

Ciò detto, l’invio di foto esplicite può essere rischioso se queste finiscono nelle mani sbagliate. Troppe donne si sono trovate oggetto di campagne di umiliazione, in cui ex partner vendicativi hanno reso la loro vita un inferno inviando le loro immagini intime ai loro amici, ai familiari e persino ai datori di lavoro.

Fortunatamente, Facebook ha già un algoritmo che identifica e rimuove le immagini di nudo. Tuttavia, nel novembre 2017 ha anche annunciato un approccio, in qualche modo nuovo, per affrontare la brutta epidemia di revenge porn. Ma l’idea, che viene testata per la prima volta in Australia, è destinata a sollevare scetticismi.

Fondamentalmente, se sospetti che una determinata immagine possa essere caricata su Facebook senza il tuo consenso, puoi compilare un modulo in cui esprimi la tua preoccupazione e poi inviare l’immagine tu stessa tramite l’app Facebook Messenger. Dopo aver valutato il report e la foto, Facebook la cancellerà.

Poiché Facebook ha la proprietà di Instagram, ciò impedirà la diffusione dell’immagine anche lì.

Ci sono alcuni problemi con questo approccio. Innanzitutto, devi sapere che le immagini sono lì in primo luogo. (A volte foto e video vengono fatti senza che la vittima ne sia a conoscenza o abbia dato il suo consenso.) In secondo luogo, devi possedere le immagini in questione, il che potrebbe essere difficile nel caso siano state scattate con la videocamera di qualcun altro. E infine, devi fidarti di Facebook, e accettare che una persona reale dall’altra parte vedrà le foto che non vuoi che siano rese pubbliche.

Per molte, sapere che dei tecnici anonimi possano avere accesso alle loro foto intime, anche per un breve periodo, non farà che aumentare il trauma e l’ansia che stanno già vivendo.

Instagram e SnapChat
Le foto non sono l’unica cosa che è stata cambiata quando Instagram e SnapChat sono stati creati, rispettivamente nel 2010 e nel 2012. Anche le molestie online sono cambiate.

Rendendo pubbliche le tue foto chiunque può commentarle. Anche se è difficile capire perché qualcuno possa dedicare il proprio tempo a fare il troll, c’è chi passa intere giornate alla ricerca di foto da insultare. I commenti e i direct (la versione di Instagram di un messaggio privato), il body shaming con linguaggio esplicito e volgare interessano milioni di account ogni giorno.

Oltre a subire gli attacchi dei troll, molte donne sono vittime di revenge porn, foto di peni e altre fotografie di nudo inviate senzail loro consenso.

Con tecniche diverse, puoi combattere e persino evitare che alcuni di questi scenari si verifichino. Sì, troll e jerk troveranno un modo per arrivare a te se saranno sufficientemente insistenti, ma compiendo i seguenti passaggi, puoi render loro il compito molto più difficile.

3 modi per proteggersi su Instagram e SnapChat

1.Controlla le tue immagini per identificare i dati

Ci sono alcune semplici cose che puoi fare per rendere le tue foto e il tuo account un po’ più sicuri.

Supponiamo che tu sia al ristorante e che tu voglia caricare una foto del tuo piatto. È bello taggare il ristorante perché darà loro visibilità. Ma, taggando questo ristorante, mostri che ti trovi lì.

Qualunque stalker ora sa esattamente dove sei.

Allo stesso modo, se abiliti lageolocalizzazionetra le impostazioni, sei ancora più a rischio. Se scatti una foto del tuo latte caramellato da Starbucks, puoi essere in uno qualsiasi dei 27.339 Starbucks in tutto il mondo. Ma se la tua geolocalizzazione è attiva, chiunque vedrà la tua foto saprà esattamente dove ti trovi.

Snapchat ha presentato una nuova funzione a giugno 2017, chiamata SnapMap, che mostra le posizioni di tutti i tuoi amici su una mappa. Anche se questa opzione potrebbe sembrare innocua, in realtà fa in modo che gli altri sappiano costantemente dove ti trovi. Disattiva la funzione SnapMap ed eviterai molte situazioni potenzialmente sgradevoli.

2.Non usare le tue informazioni vere

Quando ti iscrivi a SnapChat, ti viene richiesto di fornire la data di nascita, il numero di telefono e l’indirizzo e-mail, come è abbastanza comune per le app dei social media. Ma chiunque abbia un minimo di esperienza tecnologica può trovare tali informazioni sul tuo account SnapChat. Ciò rende estremamente facile per qualcuno portare le proprie molestie su SnapChat e su e-mail, WhatsApp e molte altre app.

Il modo migliore per proteggere le tue informazioni è nasconderle. Crea un nuovo indirizzo email per iscriverti. Inoltre, usa un numero di telefono falso (lo sai, quello che potresti dare a un ragazzo inquietante al bar che non vuoi che ti richiami), e inventati una nuova data di nascita.

Un altro semplice trucco che rende molto più difficile ai troll arrivare a te è rendere il tuo account da pubblico a privato. Questo vale sia per Instagram che per Snapchat. La modifica del tuo account in privato limiterà le persone che vedranno i tuoi post ad amici, familiari o chiunque altro tu scelga di accettare.

Come rendere privato il tuo account su SnapChat:

Vai a Impostazioni> Visualizza la mia storia> I miei amici / Personalizza. Dalle Impostazioni puoi selezionare chi può contattarti e chi può vedere la tua posizione.

Come rendere il tuo account privato su Instagram:

Vai su Impostazioni> Account privato (scorri verso destra per abilitare).

Se devi utilizzare queste app per promuovere un prodotto, la tua azienda o te stessa, crea un account separato. In questo modo, le tue foto personali non si mischieranno alle tue foto pubbliche.

Detto questo, anche se fai tutto ciò, i commenti maleducati potrebbero arrivare comunque. In tal caso, dovrai sapere come agire…

3.Bloccai creep. Sia Instagram che Snapchat hanno opzioni di blocco. Usando questa tecnica, puoi bloccare un utente e quindi cancellare i suoi commenti

Come bloccare delle persone su Instagram:

Seleziona la persona che vuoi bloccare, tocca i tre punti nell’angolo in alto a destra, quindi fai clic su blocca.

Come bloccare delle persone su SnapChat:

Seleziona la persona che vuoi bloccare, tocca i tre punti nell’angolo in alto a sinistra, quindi fai clic su blocca.

Molestie sul lavoro
Sfortunatamente, l’abuso è anche prevalente negli ambienti di lavoro. Secondo unostudio, una donna su tre di età compresa tra 18 e 34 anni è stata molestata sessualmente sul lavoro. Il 25% di quelle donne ha subito molestie online tramite messaggi o via e-mail, tuttavia il 71% di queste donne non l’ha segnalato.

Possiamo solo ipotizzare le ragioni per questo, ma una di queste potrebbe essere perché non è definito in modo chiaro cosa sia molestia sessuale e cosa no.

Tuttavia, alcuni esempi di molestie sessuali includono:

1.Condividere immagini o video sessualmente inappropriati.

2.Inviare lettere, messaggi o e-mail con contenuti allusivi.

3.Raccontare barzellette oscene o aneddoti sessuali.

Ma anche questi comportamenti sono ambigui! Se qualcuno invia una foto del suo pene, si tratta chiaramente di molestia sessuale, ma un commento a sproposito potrebbe anche essere frainteso.

Quindi, come fai ad essere certa che si tratta di molestia sessuale?

Se non ne sei sicura, pensa a come ti senti. Il commento ti ha messo a disagio? Ci trovi qualcosa di sgradevole? Se sì, è probabile che l’atteggiamento di fondo dovrebbe essere considerato molestia sessuale.

Molestie sessuali sul lavoro
Le molestie sessuali hanno forme diverse e quando avvengono online spesso è ancora meno ovvio identificarle. Eppure, succede ancora. Se ti trovi in una situazione professionale in cui ti senti a disagio, dovresti iniziare immediatamente a tenere traccia di questi avvenimenti. Spesso i casi più grandi sono costruiti su una serie di piccoli incidenti che, se non adeguatamente documentati, non potranno essere utilizzati come prove.

Anche se non sei sicura che un dato episodio valga come molestia, è meglio trattarlo come tale prima che la situazione peggiori e tu decida finalmente di agire.

Come segnalare le molestie sul lavoro

1.Documenta ogni episodio

Qualsiasi commento, e-mail inappropriata o altra corrispondenza che possa essere classificata come molestia dovrebbe essere registrata e archiviata in un luogo a cui solo tu possa accedervi (non sul Google Drive della società, ad esempio). Potrebbe essere che un commento non sia stato intenzionale, ma se dovesse succedere di nuovo, avrai gli strumenti per costruire un caso.

Se un episodio coinvolge qualcosa che viene detto verbalmente o in modo inappropriato e la persona ti tocca, appena possibile, scriviti un’email (dal tuo account personale) in cui descrivi l’incidente nel modo più dettagliato possibile. Includi l’ora, la data e il luogo dell’incidente.

2.Monitora la situazione

Fai screenshot, registra orari e date, salva le e-mail e conserva una copia di tutto ciò che ti mette a disagio.

3.Segnalalo

Una volta che hai le prove, è il momento di presentare un report. Anche se a volte è imbarazzante, segnalare molestie in ufficio è uno dei modi più efficaci con cui combatterle.

Invia le tue prove al reparto risorse umane, che si spera abbia già una politica in atto che definisca come procedere. Se non c’è un ufficio risorse umane nella tua azienda, allora dovresti scrivere un’e-mail dettagliata e inviarla alla direzione dell’ufficio o al tuo manager (a patto che non siano loro a molestarti).

Come scrivere un’email per segnalare molestie sessuali:

Può sembrare difficile scrivere quella prima e-mail. Per questo motivo, abbiamo allegato un modello che puoi utilizzare.

Oggetto: denuncia ufficiale di molestie sessuali

Gentili [Reparto delle risorse umane] e [capo],

Sto scrivendo questa email per informarvi che [nome del molestatore] mi ha molestato sessualmente nelle scorse [tempo trascorso].

Durante questo periodo si sono verificati i seguenti episodi:

[Esempio 1: descrivi cosa è successo e quando. Cerca di includere quante più informazioni possibili.]
[Esempio 2: descrivi il secondo episodio che ti ha fatto sentire a disagio. Ricordati di riferire se hai raccontato a chiunque altro sul lavoro l’accaduto.]
[Esempio 3: allega tutti i documenti o prove che supporteranno il tuo caso.]
[Se applicabile, includi dei suggerimenti sui provvedimenti che ritieni che l’azienda debba prendere. Ad esempio, puoi scrivere “Mi piacerebbe essere trasferita in un altro reparto” o “Vorrei che questa faccenda fosse esaminata e vorrei delle scuse formali da parte di [nome del molestatore].”]

Grazie per aver esaminato la questione. Se doveste aver bisogno di ulteriori informazioni, sarò felice di fornirle.
self
Cordiali saluti,

[Il tuo nome]

Il tuo ufficio dovrebbe avere una politica su come valutare la situazione e su come agire.

Se hai la percezione che il tuo reclamo non sia stato preso in considerazione in modo adeguato, ricorda che puoi sempre cercare un consulente legale esterno. Un professionista esperto di leggi nella tua zona dovrebbe essere in grado di guidarti nei tuoi passi successivi.

Dovremmo anche notare che per molte, riportare l’incidente a superiori non è possibile perché molte donne sono freelance o lavoratrici autonome. In questo scenario, devi affrontare la situazione da sola.

Molestie sessuali se sei una lavoratrice autonoma
Se sei una lavoratrice autonoma e ti trovi in una situazione inappropriata, dato che non c’è nessuno a cui fare rapporto, devi occuparti da sola della situazione.

Questo è esattamente quello che è successo ad Ariel*, una musicista che ha ricevuto messaggi sessualmente espliciti da un altro professionista nel suo settore. Dopo aver ricevuto un commento in merito al modo in cui tremava mentre suonava, Ariel ha scritto “non fare lo stronzo”, messaggio al quale il molestatore ha risposto “Oh, adoro il modo in cui parli”.

Ariel ha quindi deciso di non svergognarlo pubblicamente ma semplicemente di fargli presente che i suoi commenti erano sgradevoli e aggressivi. Il molestatore non trovandosi d’accordo ha poi lasciato cadere la questione.

Ariel si è sentita forte per aver affrontato il molestatore da sola. Altre potrebbero scoprire che il miglior metodo di autodifesa è ignorare i molestatori. Non esiste un modo giusto o sbagliato per affrontare le molestie in questa situazione. È una tua decisione.

Molestie sessuali su LinkedIn
LinkedIn, una piattaforma online per carriera e lavoro in rete, è purtroppo diventata anche uno scenario di molestie sessuali. Sebbene la politica di LinkedIn vieti qualsiasi forma di molestia, non c’è modo per LinkedIn di evitare completamente che queste accadano e, sfortunatamente, le molestie sessuali si verificano ancora ogni giorno sulla piattaforma.

Dato che è un sito di networking, alcuni lo utilizzano come un sitodi incontri. Tra le altre lamentele, le donne hanno riferito di uomini che inviavano loro messaggi inappropriati e facevano commenti espliciti sul loro aspetto sulla base delle loro immagini del profilo.

Un’altra potenziale trappola: il tuo curriculum.

Molte persone caricano i loro curriculum senza considerare il fatto che nell’intestazione compaia il loro indirizzo e-mail e il loro numero di telefono. A meno che non desideri che tutto Internet abbia accesso a tali informazioni, eliminale dalla versione che pubblichi.

Le telefonate indesiderate in cui ti viene chiesto di uscire potrebbero non sembrare molestie sessuali ad alcuni uomini, ma una donna che si trova a ricevere telefonate da estranei, le potrebbe considerare tali.

Questo è il problema. Poiché la maggior parte delle molestie non è così evidente, è più difficile per le donne denunciarle o segnalarle. Se da un lato non puoi impedire a dei ragazzi inquietanti di inviarti messaggi su LinkedIn, ci sono modi in cui puoi proteggerti.

4 modi per proteggersi su LinkedIn

1.Prima di accettare una connessione LinkedIn, controlla i gradi di separazione. Hai conoscenze in comune? Lavorano nel tuo settore? In caso contrario, non accettare.

2.Se ricevi un messaggio inappropriato, puoi decidere di bloccarlo. Fai clic sui tre punti in alto a destra, quindi fai clic su Segnala questa conversazione.

3.Puoi anche impedire a quella persona di visualizzare il tuo profilo o di contattarti. Vai al profilo della persona, fai clic su Altro> Segnala / Blocca e segui le istruzioni.

4.Se carichi il tuo curriculum, assicurati che il tuo numero di telefono, l’indirizzo di casa e le altre informazioni di contatto non siano presenti. Se qualcuno vuole contattarti per il tuo lavoro, può farlo tramite LinkedIn.

Non vi è alcuna garanzia che questi suggerimenti ti proteggano al 100%. Tuttavia, ti forniscono un maggiore controllo su chi può contattarti.

Incontri online e molestie sessuali
Kylie* aveva chattato con Marco* per circa un mese dopo averlo conosciuto su OKCupid, ma non si erano ancora incontrati di persona. Una notte, dopo oltre un’ora di messaggi sempre più coinvolgenti, Marco suggerì di passare a un forum più visuale: voleva fare sesso via Skype.

Il giorno seguente, Kylie rimase sconvolta quando uno dei suoi amici la chiamò per dirle che aveva ricevuto una registrazione dell’incontro. Un’ora dopo, Kylie ricevette un messaggio da Marco: paga, o la registrazione verrà inviata a un numero ancora maggiore di persone sui social network.

Gli appuntamenti online sono le situazioni in cui le donne sono più vulnerabili alle molestie cyber-sessuali.

Questo perché diversamente dalla maggior parte dei social network, i siti di incontri sono luoghi in cui si va con lo scopo preciso di incontrarsi e potenzialmente di entrare in intimità con estranei. Mentre su altri siti le severe impostazioni sulla privacy potrebbero servire da scudo, nei siti di incontri quelle tattiche per restare al sicuro avrebbero come unico risultato un altro sabato sera in solitudine.

Anche se le app di appuntamenti potrebbero essere divertenti, sono anche note per aver condotto più volte ad incontri piuttosto spiacevoli.

Ad esempio, Esme* aveva incontrato Raphael* sull’app Happn. Dopo aver chattato sull’app, la conversazione si era spostata su WhatsApp, ma quando Esme guardò la sua foto del profilo, notò che Raphael sembrava diverso e che il suo profilo non corrispondeva a quello dell’app. Cercando di evitare uno scontro, spiegò a Raphael che aveva alcuni problemi personali da risolvere prima di essere pronta ad uscire. Invece di accettare la sua spiegazione, lui iniziò a bombardarla con domande insistenti in cui le chiedeva dove si trovasse e con chi fosse.

Alla fine, Esme lo bloccò e riportò il suo profilo su Happn. Sapendo che l’avrebbe cercata sui social media, lo bloccò anche su Facebook, WhatsApp e Instagram. E quando provò a chiamarla, bloccò anche il suo numero. Sia che Raphael avesse finalmente recepito il messaggio (ipotesi improbabile) o che semplicemente avesse trovato troppo difficile mantenere i contatti, Esme fu in grado di fermare la molestia, ma non tutte le donne sono così fortunate.

Quello che è successo a Esme è noto come catfishing: quando qualcuno si finge un’altra persona online, spesso usando foto e profili falsi. Anche se Esme è stata in grado di vedere chiaramente che la persona sul profilo Happn era diversa dalla persona nel profilo di WhatsApp, la maggior parte dei catfisher sono abbastanza intelligenti da nascondere meglio le proprie tracce.

Allo stesso modo, è abbastanza facile diventare inconsapevolmente il complice di un catfisher. Prendi Cori*, per esempio. Un giorno un amico la chiamò per avvisarla che la sua immagine del profilo di Facebook era in uso sul profilo di qualcun altro su un sito di incontri. Cori ha riportato il profilo falso e questo è stato cancellato, ma chissà quante persone avranno visto la sua faccia e le sue informazioni prima di quel momento.

Sfortunatamente, non c’è modo di incontrare persone online e allo stesso tempo essere sicura di non essere mai vittima di catfishing. Tuttavia, ci sono modi per proteggersi.

3 modi per proteggersi sui siti di incontri

1.Fai un controllo di base

Quando ti connetti per la prima volta con qualcuno online, esegui una ricerca su Google, Facebook e su altre app di appuntamenti a cui sei iscritta. Verifica che non ci siano incongruenze nelle loro immagini e nelle descrizioni del profilo. Se ne trovi qualcuna, segnala il profilo sull’applicazione.

2.Fai conoscenza sull’applicazione

Chatta sull’app prima di spostare la conversazione su un’altra piattaforma. Questo ti darà la possibilità di farti un’idea di chi c’è dall’altra parte prima di fornirgli altri dettagli sulla tua vita personale. Una volta che ti senti sufficientemente a tuo agio e ti senti di spostare la conversazione su un’altra piattaforma, sii consapevole delle nuove informazioni che il tuo interlocutore può ottenere su di te. Ad esempio, sia su WhatsApp che Telegram hai una foto di profilo, WhatsApp consente di aggiornare il proprio stato e Telegram ti permette di scrivere qualche parola su di te. Entrambe le app hanno anche una funzione “ultimo accesso” che mostra ai tuoi contatti l’ultima volta che sei entrata nell’app. Se non vuoi che qualcuno veda queste informazioni, modifica le impostazioni sulla privacy. E se finisci per incontrarlo dal vivo, assicurati di incontrarti con lui in un luogo pubblico e di far sapere a un amico dove ti troverai.

3.Mantieni i tuoi account social e le tue immagini private.

Questo riduce al minimo la possibilità che qualcuno rubi le tue foto e le utilizzi su siti di appuntamenti.

Sexting sicuro
La maggior parte degli adulti conosce i principi del sesso sicuro. Ma probabilmente non hanno riflettuto molto su come fare sexting in modo sicuro.

Questo tuttavia è particolarmente importante, dal momento che il sexting è una pratica sempre più diffusa. Infatti, secondouno studio, quasi la metà degli adulti intervistati ha dichiarato di aver fatto sexting almeno una volta.

Tuttavia, il fatto che molte persone lo facciano non significa che non sia privo di rischi. Le storie di revenge porn e di episodi di hacking che hanno portato alla pubblicazione di foto intime sono all’ordine del giorno. E non è difficile immaginare come delle foto di nudo nelle mani sbagliate possano devastare la vita professionale e personale dell’interessata.

La soluzione più semplice sarebbe suggerirti di smettere di fare sexting, ma non lo faremo. Il sexting può essere una parte divertente e appagante della tua relazione odi una semplice conoscenza e non siamo qui per vietarti nulla di piacevole.

Quello che stiamo per fare è darti alcuni semplici consigli su come fare sexting in modo sicuro. Alcuni di questi possono sembrare semplicemente consigli di buon senso, ma ti daremo anche dei consigli tecnologici che ti consentiranno di rilassarti mentre il tuo smartphone farà il lavoro per te.

7 modi per proteggersi durante il sexting

1.Non inserire il tuo volto o altre caratteristiche identificabili

La tua prima linea di difesa se le tue foto diventano pubbliche è negare in modo plausibile. Ciò significa assicurarsi che le tue foto non includano il tuo viso, segni particolari o tatuaggi.

2.Non fare sexting da ubriaca

Potresti sentirti più disinibita dopo un paio di margaritas, ma questo non significa che sia il momento migliore per spogliarsi e tirar fuori la fotocamera.

Fortunatamente, ci sono diverse app disponibili che ti aiutano a evitare di risvegliarti con dei rimpianti. Per esempio, Drunk Locker è un’app davvero utile quando sai che stai per festeggiare. Oltre a trovarti un autista, può anche bloccare determinati contatti, in modo tale che tu non possa entrare a contatto con loro tramite chiamate, SMS e social media.

3.Fai in modo che le tue foto si autodistruggano

L’applicazione Disckreet è progettata specificamente per il sexting e richiede che sia il mittente sia il destinatario inseriscano un passcode per vedere un’immagine inviata. Il principale vantaggio offerto da Disckreet è che ti consente di eliminare le immagini dal telefono della persona a cui l’hai inviata. Detto questo, niente impedisce alla persona che riceve le tue foto di salvarle facendo uno screenshot.

Un’app che aggira in parte il problema degli screenshot è la popolare SnapChat, che cancella automaticamente le foto pochi secondi dopo l’apertura. Sebbene SnapChat consenta di fare screenshot, ti invierà una notifica quando questo viene effettuato. Detto questo, la soluzione non è perfetta, perché basta una minima ricerca su Google per individuare diversi modi per aggirare la notifica, quindi è ancora possibile salvare le tue foto senza che tu lo sappia.

Confide, un’app ben criptata che elimina automaticamente messaggi e foto, e non consente a chi riceve di effettuare screenshot. Ma ancora, se qualcuno ci tiene veramente tanto a salvare le tue foto di nudo, troverà un modo per farlo.

4.Proteggi telefono e foto con una password

Per assicurarti che nessuno possa gettare l’occhio mentre scorri il telefono del tuo partner, entrambi dovreste proteggere i vostri telefoni con una password.

Puoi anche scaricare un’app che conserverà le tue foto sexy in una cartella separata, protetta da password. Alcune opzioni sono KeepSafe e Gallery Lock. Una delle cose interessanti di Gallery Lock è che puoi scegliere di nascondere l’icona, in modo che altri non si accorgano nemmeno del fatto che è sul tuo telefono. Inoltre, se qualcuno tenta ripetutamente di accedere e non riesce, l’app scatterà una foto.

Sii consapevole, tuttavia, che non tutte queste app sono crittografate, e questo significa che le tue foto saranno potenzialmente a rischio di hacking.

5.Salva le tue foto in modo sicuro

Se ti capita di scattare uno snap che mette in risalto la bellezza del tuo corpo, puoi scegliere di salvarlo piuttosto che lasciare che si autodistrugga. In tal caso, è meglio memorizzarlo su un computerfisso, piuttosto che un dispositivo mobile, che è più probabile che venga perso o rubato.

Ricordati però, che è possibile essere hackerati anche da computer fissi. Pertanto, dovresti salvare le tue foto sensibili in un file crittografato. VeraCrypt è un programma open source gratuito che consente di crittografare singoli file sul tuo Mac o PC.

Ricorda però che una volta che le tue foto si trovano in una cartella crittografata, dovrai anche cancellarli definitivamente dal tuo computer. Non è sufficiente metterli nel cestino e successivamente ripristinarli.

Fino a quando il dato non viene sovrascritto da nuovi dati, esiste ancora e può essere trovato da un hacker intraprendente. Fortunatamente, esistono dei software che ti consentono di eliminare definitivamente i file. Per Windows, una delle opzioni gratuite più popolari è Eraser e, per il Mac, puoi utilizzare Permanent Eraser.

6.Non sincronizzare le tue foto

Se hai un Android, è probabile che le tue foto vengano automaticamente salvate su Google Foto e, se hai un iPhone, che vengano salvate su iCloud.

Potresti ricordare il famigerato hack di iCloud del 2014, in cui le foto private di diverse celebrità (per lo più donne), tra cui Jennifer Lawrence e Kirsten Dunst, sono state diffuse dopo un attacco di phishing. Se non vuoi che ciò accada anche a te, la cosa migliore è mantenere le tue foto sensibili fuori dal cloud.

Detto questo, non è consigliabile disattivare la sincronizzazione automatica, poiché ciò può portare alla perdita di molte informazioni nel caso in cui il telefono venga perso o rubato. Piuttosto, dovresti accedere a Google Foto o iCloud e cancellarle una aduna. Ricordati, però, che se esegui la sincronizzazione automatica, ciò potrebbe comportare l’eliminazione della foto anche dal telefono alla successiva sincronizzazione. Quindi, se vuoi salvare la foto, eseguine il backup da qualche altra parte, preferibilmente in una cartella crittografata (vedi sopra).

7.Non inviare foto a persone di cui non ti fidi

Lo sappiamo, questo discorso sembra davvero ovvio, ma dal momento che il16% delle persone ha segnalato di aver mandato messaggi di sexting a perfetti sconosciuti, è meglio sottolinearlo.

Non inviare foto potenzialmente compromettenti a qualcuno di cui non sei sicura di poterti fidare è particolarmente importante, poiché come avrai notato da questo elenco, non esiste un preservativo per il sexting, quindi non c’è modo di rimanere totalmente al sicuro. Quindi prendi tutte le precauzioni che puoi e scegli con criterio i tuoi partner di sexting.

Attacchi IRL (nella vita reale)
Ovviamente, gli attacchi alle donne non avvengono solo online. Spesso gli attacchi si spostano nel mondo reale, e i molestatori utilizzano la tecnologia come ulteriore strumento per perseguitare e abusare delle loro vittime. Infatti, un sondaggioeffettuato tra gli operatori di assistenza alle vittime di molestie ha rivelato che il 79% ha avuto a che fare con vittime che erano state sorvegliate usando i social media.

A volte i perpetratori sono persone che conosciamo, come un partner ossessivo. In altri casi, gli attacchi sono crimini di opportunità, come rubare un cellulare o approfittare di qualcuno che è semplicemente nel posto sbagliato al momento sbagliato.

In ogni caso, dal dire a un amico dove ti troverai, al crittografare i dati sui tuoi dispositivi mobili, allo scegliere password sicure, esiste una serie di precauzioni che puoi prendere per rimanere al sicur

Come utilizzare un’app Ridesharing in modo sicuro
Nel 2014, una donna di New Delhi fu violentata dal suo autista Uber. Dopo averscoperto che l’autista aveva una fedina penale lunga un decennio comprendente violenze sessuali, alcuni chiesero che l’app di ridesharing fosse definitivamentebandita.

Dopo una serie di critiche alla stampa, Uber ha istituito un nuovo CEO esembra che l’azienda sia finalmente pronta a prendere sul serio la sicurezza dei passeggeri mediante l’introduzione di una serie di nuove iniziative.

La principale, che è già stata implementata, ti consente di condividere la tua corsa con un massimo di cinque contatti fidati. Questo significa che i tuoi amici possono seguirti durante il tuo viaggio e vedere che sei arrivata a destinazione. Se lo desideri, puoi anche impostare la funzione contatti fidati in modo che sia abilitata solo per le corse notturne.

I contatti fidati sono simili alla funzione Invia ETA di Lyft, che consente di inviare il percorso e l’ora di arrivo stimata a un amico. Sia per Uber che per Lyft, questi messaggi includono la marca e il modello dell’auto, il numero di targa e una foto del conducente.

Uber sta lavorando anche alla funzione 911 che ti permetterà di chiamare i servizi di emergenza con un semplice tocco, e che fornirà automaticamente la tua posizione in tempo reale. Tra le altre iniziative che Uber sta progettando annoveriamo i controlli dei precedenti dei conducenti e scansioni di nuovi DUI e reati che possono essere controllati dall’elenco dei conducenti.

Nel frattempo, ecco alcuni passaggi che puoi intraprendere per mantenerti al sicuro.

5 modi per proteggersi durante l’utilizzo di un’app Ridesharing

1.Accertati di salire sull’auto giusta

Prima di salire a bordo, controlla la targa, la marca e il modello dell’auto, il nome e la foto dell’autista per accertarti che tutto corrisponda.

2.Non far sapere al conducente se il tuo pick-up point o destinazione è la tua casa o il luogo di lavoro

Se di fatto lo è, potresti infilare nella conversazione una piccola bugia bianca che lo induca a pensare diversamente. Ad esempio, se ti chiede come stai, puoi dire “bene, grazie, non vedo l’ora di vedermi con i miei amici”. Un’altra opzione è quella di indicare come destinazione una posizione vicina a casa tua piuttosto che il tuo indirizzo esatto, e fare qualche passo in più a piedi.

3.Controlla le recensioni sul conducente

Una bella caratteristica delle app di ridesharing è che permettono ai passeggeri di valutare i conducenti. Se il tuo ha recensioni negative, cancella il viaggio e cercane un altro. Per evitare di dover aspettare troppo a lungo, installa sul telefono almeno un paio di app di questo tipo, in modo da poter utilizzare quella che ti darà più rapidamente un driver affidabile.

4.Traccia il percorso

Se hai familiarità con l’area in cui stai viaggiando, noterai se l’autista sta andando nella direzione sbagliata. Ma se non conosci la zona, apri l’app mappe sul telefono e monitora il percorso per assicurarti che ti stai dirigendo verso la destinazione che hai richiesto. Se il percorso ti sembra strano, dillo.

5.Se sembra che qualcosa stia andando storto, scendi

Sì, potresti essere in ritardo per il tuo appuntamento, e potresti buttare via un po’ di soldi, ma se non ti senti al sicuro, chiedi all’autista di fermarsi e scendi dall’auto. Troppo spesso le donne si mettono in situazioni non sicure pensando che seguire il loro istinto possa portarle a situazioni imbarazzanti. Al diavolo.

Cosa fare se perdi il telefono o ti viene rubato
Per molti di noi, è come se tutta la nostra vita si trovasse sui nostri telefoni. I nostri telefoni contengono i nostri contatti, le nostre foto e le app che usiamo per navigare, tenerci al passo con le notizie, organizzare i nostri orari di lavoro e gli impegni personali e rimanere in contatto con amici e familiari; un sacco di informazioni personali che non vogliamo che finiscano nelle mani di qualche estraneo.

Fortunatamente, ci sono alcuni semplici passaggi che puoi seguire per proteggerti nel caso tu perda il telefono o ti venga rubato.

4 modi per proteggere il contenuto del tuo telefono

1.Proteggi il telefono con una password

Per impedire a qualcuno di accedere immediatamente ai contenuti del tuo telefono una volta in suo possesso, è meglio avere già impostato una password.

L’esatta procedura per impostare una password varia a seconda del dispositivo, ma per un dispositivo Android, probabilmente dovrai andare su Impostazioni> Sicurezza> Tipo blocco schermo. Qui puoi scegliere di sbloccare il tuo telefono usando un pattern, un pin o una password.

Una password è l’opzione più sicura, ma è anche la più fastidiosa da dover inserire ogni volta che vuoi dare un’occhiata alle tue notifiche di Facebook. Potresti anche avere l’opzione di impostare il telefono in modo che si apra solo con la tua impronta digitale.

Un’altra funzione interessante è il blocco intelligente. Se la usi, la funzione di blocco non si attiva quando il telefono è addosso a te, se ti trovi in ​​determinati luoghi (ad esempio la tua casa) o se sei vicino ad altri dispositivi fidati. Alcuni telefoni ti offriranno anche opzioni di riconoscimento vocale e facciale.

2.Localizza il tuo telefono

Uno dei vantaggi di avere un GPS sul tuo telefono è che, se scompare, puoi tenere traccia di dove si trova. Tuttavia, per far funzionare questa funzione, è necessario configurarla in anticipo.

Se hai un Android, hai un paio di opzioni. Alcuni dispositivi, come Samsung, hanno questa funzione integrata, anche se per accedervi è necessario creare un account Samsung. Abilitando la funzione, sarai in grado di localizzare il tuo telefono andando suhttps://findmymobile.samsung.com/da un dispositivo diverso e facendo il login. Un’altra opzione è scaricare l’applicazione Find My Device dal Google Play Store. Questa app funziona allo stesso modo di quella di Samsung e richiede solo che tu abbia un account Google. Inoltre, se hai dimenticato il telefono in un angolo della casa, è in grado di farlo squillare, anche se il telefono è impostato su Silenzioso. Basta andare suhttps://myaccount.google.com/intro/find-your-phone, accedere e riuscirai a vedere la posizione del tuo telefono su una mappa. Da lì potrai anche ripristinare la password del tuo telefono.

Tieni presente, tuttavia, che se hai un Android, sarai in grado di localizzare il tuo dispositivo solo se i tuoi servizi di localizzazione sono abilitati e sei connessa a Internet. Un ladro intelligente saprà disabilitare quelle funzioni in modo da non poter tenere traccia di dove si trova lui e il tuo telefono.

Se hai un iPhone, dovrai scaricare l’app Find My iPhone. Una volta installata, potrai localizzare il tuo dispositivo su una mappa andando suhttps://www.icloud.com/#find e accedendo a iCloud.

Da lì puoi anche mettere il telefono in Lost Mode, un’impostazione che lo bloccherà completamente. Lost Mode ti consente anche di impostare un messaggio sullo schermo bloccato, quindi se il tuo telefono è semplicemente stato perso, puoi scrivere qualcosa come “Questo telefono è stato perso”. Si prega di chiamare il 212-555-1234 per restituirlo al proprietario.” Oppure, se sai che il tuo telefono è stato rubato, puoi scrivere qualcosa come “Fai schifo”.

3.Cancella i tuoi dati

Questa è l’opzione migliore. Se sei sicura che non riavrai più il tuo telefono, puoi utilizzare l’applicazione Find My Device/Find My iPhone per cancellare da remoto tutti i dati sul tuo telefono, in modo tale che se anche il ladro riuscisse a sfondare la protezione della password, non possa accedere alle tue informazioni personali.

Tieni presente che quando lo fai, dal momento che tutti i tuoi account personali verranno eliminati, non potrai più monitorare il tuo telefono da remoto.

Ciò detto, il tuo telefono potrebbe ancora ricevere assistenza dal tuo gestore di telefonia mobile, il che significa che chiunque lo abbia possa effettuare chiamate dal tuo numero e utilizzare il tuo piano dati. Per interrompere il servizio, chiama il tuo fornitore e informalo del fatto che il tuo telefono è stato rubato.

Sapere che un giorno potresti dover cancellare i dati del tuo telefono è un’altra ottima ragione per fare un backup dei contenuti del tuo telefono (cosa che dovresti comunque fare in ogni caso). Se hai un Android, il modo più semplice per eseguire il backup dei tuoi dati è utilizzare il cloud di Google. Se hai un iPhone, usa iCloud.

Ma cosa succede se non hai avuto la lungimiranza di installare l’app Find My Device/Find My iPhone e ora non puoi modificare la password, bloccare il telefono o cancellare i dati da remoto? In tal caso dovresti…

4.Modificare le password per tutte le tue app

Creare un elenco di tutte le app che hai sul telefono che richiedono password, andare su un altro dispositivo e iniziare a cambiare le tue password. Tra queste ci saranno sicuramente la tua email, i tuoi account sui social media, i conti bancari e gli app store.

Rimani al sicuro su Meetup.com
Una delle cose interessanti di internet è che può mettere in contatto perfetti sconosciuti che hanno qualcosa in comune ma che non si sarebbero mai incontrati in altro modo.

Un ottimo modo per fare questo è il sito Meetup.com, che consente agli utenti di creare e partecipare a eventi e attività basati su temi che li interessano. Le categorie maggiormente popolari di incontri comprendono film, salute e benessere, LGBT e animali domestici. È un modo fantastico per fare nuove amicizie e coltivare i tuoi interessi.

Ma tua madre non ti ha sempre detto di non parlare con gli estranei? Ne aveva davvero motivo o erano solo paranoie?

O forse tutte e due le cose insieme. Devi assolutamente uscire dal tuo guscio e addentare la vita… ma allo stesso tempo devi prendere qualche precauzione.

3 modi per proteggersi su Meetup.com

1.Non inserire troppe informazioni personali sul tuo profilo

Tieni presente che la pagina del tuo profilo è completamente accessibile a chiunque disponga di Internet, quindi includi solo le informazioni che ritieni possano tranquillamente essere rese pubbliche.

Se sei appassionata di cibo e non vedi l’ora di fare incontri in città a sfondo culinario, cita sicuramente quel furgoncino di taco che ti ossessiona. Ma non dire che si trova proprio fuori dal tuo edificio in Via Rossi, 333, dove vivi nell’appartamento 4D, che tra l’altro non ha una serratura blindata.

Oppure, se stai cercando incontri familiari, vai avanti e scrivi che hai due figli di 10 e 6 anni, ma non scrivere che i loro nomi sono Tommaso e Stefano, che frequentano la scuola elementare Lincoln, dalla quale tornano da soli a piedi alle 14.30.

2.Cerca di conoscere le persone nella vita vera prima di comunicare con loro online

Meetup ha un sistema di inoltro della posta elettronica, in modo che tu possa ricevere messaggi dai membri sulla tua email senza che abbiano il tuo indirizzo email effettivo.

Ma anche così, se non ti interessano le persone che ti contattano prima di incontrarle e conoscerle nella vita reale, puoi scegliere di bloccare i messaggi degli utenti e ricevere solo i messaggi dagli organizzatori di eventi. Vai sul tuo account e fai clic su Impostazioni>Privacy.

Da li puoi scegliere se vuoi che i tuoi gruppi o interessi siano elencati nel tuo profilo. Puoi anche selezionare chi può contattarti su Meetup: che si tratti solo di organizzatori, membri dei tuoi meetup o di chiunque altro presente sul sito web.

3.Fai sapere a un amico dove stai andando

In qualsiasi situazione nella quale ti sta3 modi per evitare che il tuo partner violento possa sorvegliartii incontrando con estranei, è buona norma dire a un amico dove stai andando e impostare un orario di rientro in modo che il tuo amico o la tua amica sappiano che sei tornata a casa sana e salva. Inoltre, se nell’incontro sono previste delle bevande, non lasciarle mai incustodite.

Come prevenire la violenza inflitta dal partner
La violenza inflitta dal partner (IPV) colpisce quasi un terzo delle donne americane. Nonostante la tecnologia possa fornire strumenti alle vittime (ad esempio per raccogliere prove contro chi abusa), sfortunatamente gli stessi strumenti possono essere usati da chi perpetra gli abusi Questo perché il controllo è un elemento integrale nei casi di violenza domestica, e l’utilizzo improprio della tecnologia può offrire a chi abusa l’opportunità di controllare la propria vittima.

Secondo una recentericerca, se da un lato i perpetratori di abuso utilizzano la tecnologia in maniera specifica per sorvegliare, è molto più comune reindirizzare altri tipi di app per raggiungere gli stessi scopi. Ad esempio, le app telefoniche di family tracking e le app che servono per controllare i bambini.

Il problema è che chi si occupa di tutela contro le violenze domestiche non può fare nulla contro le aziende che realizzano queste app, gli app stores non possono bloccarle e nella maggior parte dei casi sono usate per scopi perfettamente legittimi.

Molte di queste app consentono a chi abusa di monitorare la posizione della vittima, leggere i messaggi inoltrandoli a un dispositivo diverso e persino guardarli e ascoltarli da remoto attivando la fotocamera e il microfono del telefono.

Come accennato in precedenza, ci sono anche app esplicitamente commercializzate per la sorveglianza nonconsensuale. Se da un lato queste app si trovano raramente in negozi legittimi, si trovano in gran quantità su internet. E anche se la maggior parte dei telefoni è dotata di un’impostazione predefinita che blocca le app che non provengono da negozi autorizzati, le guide per sovrascriverle possono essere facilmente trovate online.

Uno degli elementi più negativi di questo tipo di app è che di solito possono essere configurate in modo che l’icona dell’app sia nascosta, rendendola così quasi impossibile per la vittima rilevarla sul proprio telefono.

Si potrebbe pensare che la soluzione potrebbe quindi essere quella di eseguire la scansione del telefono per individuare lo spyware, ma sfortunatamente anche alcuni dei più grandi nomi del settore, come Symantec, Kaspersky e Avast, si sono dimostrati largamente inefficaci nel rilevare queste app.

Quindi cosa puoi fare per proteggerti?

3 modi per evitare che il tuo partner violento possa sorvegliarti

1.Tieni sempre con te il tuo telefono

Quasi tutte le app studiate richiedono che l’aggressore abbia fisicamente accesso al telefono della vittima almeno una volta.

2.Sii prudente ad utilizzare qualsiasi telefono che non hai acquistato direttamente

I perpetratori di abuso che controllano le loro vittime spesso controllano anche il loro denaro, dunque spesso sono loro ad acquistare il telefono. In questo caso hanno la possibilità di preinstallare le app di cui abbiamo parlato, ma non solo, possono anche impostare il telefono affinché si possano installare le più nefaste app provenienti da negozi online non autorizzati. Ci sono persino aziende che vendono telefoni già preimpostati o che hanno preinstallato software di sorveglianza.

3.Proteggi il tuo telefono con una password e non condividerla con nessuno

Come abbiamo già detto, la password ti permette di tenere bloccato il telefono ed è quindi la prima linea difensiva per tenere al sicuro i suoi contenuti. Se sospetti che il tuo partner abbia accesso al tuo dispositivo, cambia immediatamente la password. Creala lunga e complessa e accertati di non utilizzare elementi facili da indovinare, quali il giorno del tuo compleanno o il nome del tuo gatto.

Detto questo, non siamo ingenui e non possiamo ignorare che in realtà molte vittime di violenze inflitte dal partner (IPV) sono costrette a rivelare le loro password o a “consentire”che queste app pericolose siano installate sui loro telefoni.

Indipendentemente dal fatto che tu sia nella posizione di salvaguardare il tuo dispositivo, se sei vittima di un partner violento, ci sono risorse che possono aiutarti a uscire daquesta situazione. Queste sono solo alcune delle organizzazioni che hanno fornito aiuto alle vittime nella loro missione:

National Network to End Domestic Violence: https://nnedv.org/

The National Domestic Violence Hotline: 1-800-799-7233, http://www.thehotline.org/resources/

Family and Youth Services Bureau: https://www.acf.hhs.gov/fysb/resource/help-fv

App SOS

In generale, è una buona idea avere un’app di emergenza sul telefono, per ogni evenienza. Queste app ti permettono di informare amici o familiari e/o per contattare servizi di emergenza quando ti senti in pericolo.

Alcuni tipi di telefoni hanno queste funzionalità integrate quindi vale la pena controllare se è il caso anche del tuo telefono.In caso contrario, dai un’occhiata a queste app, tutte disponibili sia per Android che per iOS.

ICE, termine che sta per “In caso di emergenza”, ti permette di inviare un messaggio e la tua posizione GPS ai contatti selezionati quando vuoi che i tuoi amici o familiari ti tengano d’occhio. Puoi anche impostare che il messaggio venga inviato in seguito, per così dire, se non hai intenzione di rientrare a notte fonda, e loro riceveranno il messaggio nell’orario che hai impostato.
React Mobileoffre lo stesso servizio di ICE, ma ha anche una funzione di SOS chiamata Help Me che notifica a contatti predefiniti via email o messaggio e, eventualmente, può anche postare messaggi su Facebook e Twitter. Allo stesso tempo, l’app contatta automaticamente i servizi di emergenza locali.
Siren GPSnon contatterà i tuoi amici e familiari, ma semplicemente premendo un tasto, allerterà i servizi di emergenza e fornirà loro la tua posizione. Puoi anche aprire un profilo personale con le informazioni pertinenti che verrà poi trasmesso alle autorità in caso di emergenza. Queste informazioni possono includere condizioni mediche e informazioni di contatto di emergenza. L’app ti dà anche la possibilità di chiamare i vigili del fuoco, un’ambulanza o la polizia.
Puoi anche mostrare determinate informazioni sulla schermata di blocco da utilizzare in caso di situazioni in cui non sarai in grado di fornire informazioni tu stessa ai servizi di emergenza. Ad esempio, puoi scrivere qualcosa come “In caso di emergenza, chiama [nome del tuo partner]” e poi scrivi il numero di telefono da contattare. Oppure, se hai un problema medico specifico, come una grave allergia o epilessia, puoi includere lì tutte le relative informazioni.

Il modo in cui impostare il messaggio di blocco varia in base al modello di telefono che possiedi.

Conclusioni
La tecnologia e Internet svolgono un ruolo importante nelle nostre vite sia in termini positivi che negativi. Come donne, siamo prese di mira online per molte ragioni diverse, ma ciò non significa che dovremmo disimpegnarci o disconnetterci.

La nostra speranza è che questa guida ti possa consentire di proteggere e difendere te stessa online e di persona e che gli strumenti che ti forniamo ti possano aiutare a farlo.

Se hai trovato utile questa guida, ti preghiamo di condividerla con altre donne, in modo che un numero sempre maggiore di donne possa imparare a stare al sicuro, sia dentro che fuori dal web.

https://it.vpnmentor.com/blog/una-guida-per-permettere-alle-donne-di-essere-online-in-sicurezza/

Annamaria… a dopo

 

LA RIVOLUZIONE ROBOTICA: L’ AMICO PEPPER E L’AVVOCATO ROSS

L’amico ideale ? PEPPER!

Ebbene sì, dopo aver conosciuto i robot creati per varie funzioni pratiche è arrivato anche Pepper, il robot a forma umana adottato da tante famgilie giapponesi in grado di interagire in maniera gentile, accattivante e sorprendente. Capace di percepire lo stato d’animo delle persone e di adeguarsi alle necessità degli inter

locutori.

A differenza degli altri robot presenti sul mercato, Pepper, è stato creato per essere un compagno di vita, la sua utilità è più psicologica che pratica.
Pepper non pulisce, non accudisce le persone, non fa lavori manuali, ma è un compagno di vita, può essere di aiuto a livello logistico così come può essere considerato un semplice amico!
Grazie ai suoi numerosi sensori ed alla telecamera 3D che gli permette di muoversi a 360°, questo robot è capace di interagire con l’ambiente circostante e con gli esseri umani presenti nei tre metri di distanza.
Riesce a riconoscere gli stati d’animo degli interlocutori (rabbia, tristezza, gioia, etc.) e si comporta di conseguenza, cosa mai realizzata prima in questo campo.
Ma questo non è tutto! Come si è evoluto Pepper?
Nel 2015, appena uscito sul mercato in Giappone questo social robot ha avuto un successo non indifferente!
L’azienda è arrivata a vendere fino a 1000 robot al minuto e questo successo ha fatto sì che venisse incentivato lo studio di un metodo che facesse diventare Pepper ancora più intelligente e completo.
In seguito è nata la versione per le aziende. Progetto nato grazie all’accordo tra Softbanks Robotics e IBM che ha donato al robot l’intelligenza artificiale del suo supercomputer “Watson“.
La versione di Pepper per aiutare le imprese si chiama “Pepper for Biz”.
Questa versione possiede una serie di software preinstallati che consentono di interagire con i clienti assolvendo a compiti quali accoglienza, intrattenimento, presentazione prodotti, e raccolta dati ai fini del marketing aziendale.


Questo robot pesa 28 kg per un metro e venti di altezza deve la sua popolarità anche grazie al suo kit di software Choregraphe che lo rende facilmente programmabile anche dai principianti. Inoltre, ha integrato Webots, un software di simulazione 3D. Questo permette di testare in tempo reale, in un ambiente virtuale, le programmazioni che gli si impostano prima che Pepper possa eseguirle nella realtà.

 

Un amico vale uun tesoro… quanto costa Pepper?
Per acquistare la versione base di Pepper ci vogliono circa 1500 Euro, mentre per le aziende i prezzi cambiano ed anche le proposte.
Infatti, è possibile acquistare Pepper per 36 mesi a 400 Euro al mese oppure lo si può affittare per 11 Euro/ora.
Grazie ai suoi sensori, il suo sistema anticollisione, la sua velocità che arriva a 3 km/h ed i suoi microfoni direzionali è riuscito ad entrare in ogni ambiente.

Nestlé ha in programma di dotare più di 1.000 punti vendita Nescafé in Giappone per informare i propri clienti sui loro diversi prodotti in modo divertente grazie a Pepper.

La Softbanks Robotics promette di sviluppare ancor di più le capacità di Pepper, accrescendo il suo “cervello”.

Ma c’è anche un’altra novità:  l’avvocato Ross, questo il nome del robot-avvocato che aiuta “i colleghi” praticanti alle prime armi.
Non si tratta di un robot vero e proprio ma di una intelligenza artificiale che si basa su Watson, il software di IBM capace di comprendere il linguaggio umano (lo stesso che viene utilizzato per il robot Pepper),
Ross oltre a fare le ricerche per i singoli casi è capace di fare collegamenti logici e proporre soluzioni ad hoc che aiutano l’avvocato a interpretare il caso e ad agire di conseguenza.
Ross non è l’unico avvocato robot. Per gli studi legali che si occupano di contrattualistica c’è Kira, una forma di intelligenza artificiale capace di abbreviare i tempi legati alle analisi di centinaia di pagine di contratti.
Kira analizza i contratti, ne estrapola le parti più importanti per lo studio legale, ne individua le clausole più rilevanti. Questo avvocato robot è capace di analizzare i documenti in base alla presenza o all’assenza di clausole specifiche e può estendere ricerche e analisi anche a contratti scritti in diverse lingue.

Poi c’è DoNotPay un’ altro avvocato robot che è riuscito a contestare 160 mila multe per parcheggio irregolare su 250 mila casi presi in esame a New York e Londra in 21 mesi. Il dato è stato reso noto dal suo ideatore, il 19enne Joshua Browder.

L’avvocato robot è solo una delle professioni interessate dalla rivoluzione che l’intelligenza artificiale sta portando nelle nostre vite. Per il momento gli algoritmi non sostituiranno i legali in carne e ossa, anzi li aiuteranno a fare meglio il lavoro e a concentrarsi sui passaggi più importanti. Non sappiamo però cosa accadrà nei prossimi vent’anni e quali saranno le conseguenze reali della rivoluzione robotica. Ad oggi il loro supporto permette di risparmiare tempo e denaro.

Fonte- softbankrobotics/hurolife

Annamaria…a dopo

MILF IN CERCA DI PROFUGHI AFRICANI

Dopo Camaiore e Padova anche a Bergamo, come racconta “Libero quotidiano”  donne di mezza età vanno a caccia di aitanti profughi, pagando loro cene e altro . I più  richiesti sono i Gambiani e i Nigeriani e…c’è un perchè.

La serata al centro di accoglienza è interrotta dal rombo del motore della macchina in partenza. I giovani migranti spiano dalle tende, si picchiettano coi gomiti i fianchi e i loro sorrisoni complici si spengono solo quando si sente in lontananza il tonfo della portiera dell’ automobile, una classe A grigio perla.

Sul sedile anteriore di quella vettura è appena salito un loro amico, un nigeriano dalla pelle scura come cenere, le spalle grosse e i muscoli scolpiti nelle braccia. Sparisce nella notte con una donna di mezza età, i capelli in ordine, un rossetto delicato sulle labbra e i tacchi che premono sull’ acceleratore della Mercedes per allontanarsi il prima possibile col suo giovane accompagnatore nero.

«Una sera sì e una no, arriva sempre la stessa signora alla guida della sua auto», racconta una donna che abita di fronte alla struttura di accoglienza in una frazione di Bergamo, «parcheggia nello spiazzo davanti al centro e aspetta che il ragazzo salga a bordo».

Vallo a chiedere agli amici stranieri del giovane cosa combinino insieme quella donna adulta e quel ragazzo che avrà su per giù venticinque anni.

Fanno spallucce, ridacchiano.

«Vanno in letto», ci fa capire un migrante ventisettenne della Costa d’ Avorio, confessando a denti stretti il misfatto.

Non è un caso isolato. Di signore più o meno attempate che vanno a ricercare la compagnia dei giovani africani nel comune di Bergamo ce ne sono. Si capisce: la richiesta delle donne non più ventenni è quella di trascorrere qualche ora di passione coi ragazzi immigrati, che per noia, per denaro o per piacere, possiamo solo tirare a indovinare, cedono senza troppe moine e finiscono a letto con le cinquantenni italiane.

Sono gli educatori della cooperativa Ruah, che a Bergamo e provincia si occupa di una cinquantina di strutture di accoglienza in cui vivono più di mille stranieri, a confermare il via vai delle signore adescatrici dei migranti. «Capita di vedere i ragazzi salire in auto con queste signore di mezza età», spiegano, quando domandiamo loro chi siano quelle donne con cui vanno in giro, sono vaghi. «È una mia amica, l’ ho conosciuta al bar», di solito rispondono così.

GLI APPOSTAMENTI A Casazza, per esempio, i residenti non fanno mistero di aver assistito a veri e propri appostamenti di automobili con donne a bordo che ammiccanti tirano giù il finestrino. Un paesino di tremila anime, le voci corrono da un orecchio all’ altro e gli sguardi dei curiosi non sbagliano mai il bersaglio quando fanno capolino dalle finestre delle casette dai tetti bassi.

Non capita raramente, raccontano, che i ventenni migranti si lascino convincere in quattro e quattr’ otto e scivolino velocemente sul sedile del passeggero. Mentre ciondolano per le stradine delle periferie bergamasche, i giovani neri diventano prede per le donne sole.

«Qui», racconta il titolare di un locale dall’ insegna scolorita nella periferia sud di Bergamo che dista pochi metri dalla struttura dove abitano decine di giovani profughi, «è più volte venuta a cenare una signora, sui quarantanni, con un ragazzo africano». Agli occhi del proprietario non sono sfuggite le carezze nascoste tra i due amanti e il braccio forzuto dello straniero attorno al vitino della donna. Lui un giovanotto in t-shirt, zainetto, sneakers ai piedi. Lei elegante, bionda, con qualche capello bianco che la tinta non è riuscita a celare.

«Paga sempre lei il conto», spiega, «e poi se ne vanno via insieme». Qualcun altro, invece, giura di aver visto una donnona, alta, robusta coi fianchi larghi, appartarsi negli angoli bui con un paio, addirittura, di giovanotti aitanti. Tutti in ogni caso constatano che le donne attratte dei migranti sono quasi sempre forestiere. Signore che non abitano in paese, ma che si dirigono proprio in quel di Bergamo per incontrare gli stranieri e combinare incontri piccanti.

PURE VIA FACEBOOK «Di occasioni per fare nuove conoscenze i ragazzi dei nostri centri ne hanno», spiegano dalla cooperativa Ruah, «finite le lezioni, camminano per la città, entrano nei bar, frequentano i locali. In queste circostanze capita che conoscano donne con cui poi intrattengono rapporti». Ma anche Facebook è diventato un mezzo sempre più impiegato dalle signore per provare un primo approccio con gli stranieri. Digitano un nome africano, impostano la località (Bergamo in questo caso), e fanno partire la richiesta di amicizia.

Un primo messaggio per sciogliere il ghiaccio e a seguire gli appuntamenti, presumiamo di fuoco, con gli amanti neri. Di recente, un ventenne gambiano residente in un centro d’ accoglienza bergamasco si è allontanato senza dire nulla. È arrivato fino all’ ambasciata a Roma per preparare i documenti per sposarsi con una donna tedesca del ’67 conosciuta qualche mese prima su Facebook. Non ci ha pensato su molto lo straniero, quando la signora si è fatta avanti con la proposta nuziale: la possibilità di ottenere la cittadinanza tedesca deve avergli fatto gola. O chissà, forse siamo solo malpensanti, e lo scambio di battute in chat ha fatto scattare l’ amore.

Un dato è quasi certo: le signore ammaliate dai migranti, tra tutte le nazionalità, vanno pazze per gambiani e nigeriani. «Sono quelli che hanno più successo. Sarà per il loro carattere: sono più spavaldi degli altri», raccontano gli educatori della cooperativa Ruah. Ma se lo vai a chiedere ai diretti interessati, e noi l’ abbiamo fatto, non ci girano tanto attorno: «Noi tanto grosso!», è la risposta di un giovane nigeriano.

Annamaria…a dopo

FINALMENTE DIVORZIATA!

Questa notizia a pochi giorni dal mio divorzio. Io ho subito dal mio ex un divorzio giudiziale, per “punizione”, dopo una separazione consensuale, durante i mesi cruciali del peggioramento di salute di mia madre.. Si! Una vergognosa punizione per non aver rotto i rapporti ,qualche anno fa, con sua sorella ,colpevole a suo dire, di aver mandato via una badante che aveva preso possesso della casa di sua madre, prima e dopo essere deceduta, di lui e di qualche parente ruffiano. Mi domando se provano vergogna per i motivi che loro ben sanno. Non è diffamazione bensì testimonianza perchè chi conosce sa. Ma anche per loro arriverà il momento della sofferenza e forse capiranno cosa significa davvero amare e rispettare. Se non festeggio questo divorzio, liberatorio, è perchè ho ancora troppo dolore per la perdita di mia madre.

E dopo i matrimoni con se stessi ora è la volta di una celebrazione all’addio dall’ex marito.Celebra il divorzio con striscione, maglietta e palloncini
Dopo 7 anni di matrimonio si è liberata dal vincolo: e non ha resistito condividendo la gioia con tutti!Eravamo abituati ai cartelli “Oggi sposi”, ma un “Finalmente divorziata”, almeno io, lo leggo per la prima volta.

Magari lo avranno anche pensato in molte, dopo essersi “liberate” del marito (e viceversa), ma da qui a farci un cartellone stradale è la prima volta che lo vediamo.

Come racconta L’Arena, ad esternare la propria emozione con uno striscione sulla ringhiera di casa è stata una donna di Bovolone, nella bassa veronese. Che per non farsi mancare nulla già nel parcheggio del tribunale ha pure indossato una maglietta fatta stampare ad hoc. E ha messo pure in rete i selfie, che hanno fatto il pieno di click.Suellen, origini brasiliane ma da anni residente in Veneto, fino a giovedì era sposata. Poi è arrivata la decisione del tribunale, e non è riuscita a resistere alla gioia: prima la maglietta celebrativa; poi lo striscione con tanto di palloncini sulla ringhiera di casa.”E adesso si volta pagina”, si è limitata a commentare.

Mi unisco alla gioia di questa donna

.Annamaria… a dopo