CARNEVALE 2019

“La prossima guerra mondiale 
 
sarà combattuta con le pietre.”

Albert Einstein


Non abbiamo tregua. Nemmeno il tempo di smaltire le feste e i dolci dell’epifania che già siamo proiettati alla festa delle mascherine e dei travestimenti.



Carnevale è tempo di travestimenti! 
Una volta il travestimento aveva uno scopo ben preciso, che oggi non si usa più, ci si nascondeva dietro una maschera, occultando la propria identità, ci si comportava come meglio si credeva, per chi non aveva il coraggio delle proprie azioni a viso scoperto. La maschera come parola sia di lingua greca e latina “Mettere una maschera sul volto, ha il significato di assumere quella personalità e mostrare quel carattere”.
Il carnevale è tempo di scherzi, di trasgressione, di allegria, di carri pittoreschi con mille colori e scenografie, per strappare un sorriso. Come dicevo carnevale tempo di gioia che va d’accordo con la burla e si sposa con il buonumore.
Mascherandosi si potevano invertire i ruoli, ci si burlava dei potenti ed era ammesso di fare la caricatura di vizi o malcostume. Mostrare il vero volto, è un percorso molto difficile accettarsi con il vero volto di chi sei, ecco che allora indossiamo maschere di protezione e copertura e nascondiamo la nostra vera personalità.
La maschera deve essere quello che sei, tutti abbiamo una maschera da mostrare, nella vita, la maschera deve essere quello che sei, non nascondere la reale identità, usa la maschera di quello che sei, quella del cuore, una maschera che tutti noi una volta abbiamo messo.
Che dietro la tua maschera ci siano sogni da raccogliere con mille mani pronte a raccoglierli.
Rido davanti alla convinzione che certa gente crede di avere delle capacità teatrali credendo di possedere credibilità nella parte che mostrano al pubblico.


Con monologhi persuasivi e forme di gentilezza.
Il sipario è uno, e atto dopo atto, la verità fa perdere la memoria… agli attori teatranti.
Prima o poi si getta la maschera.
Gugli.

Annamaria… a dopo

1 MARZO “M’ILLUMINO DI MENO”

Torna, il primo marzo, la giornata dedicata al risparmio energetico e agli stili di vita sostenibili. L’iniziativa, ideata da Caterpillar e Rai Radio 2, nata nel 2005, ha lo scopo di sensibilizzare le persone sul tema del risparmio energetico, coinvolgendo gli ascoltatori della trasmissione, che a loro volta hanno divulgato il messaggio e lo spirito dell’iniziativa.

Di strada se ne è fatta in questi anni: le lampadine a incandescenza che il programma invitava a sostituire oggi non ci sono più, ma ciò non significa che non ci siano altri temi su cui focalizzare l’attenzione delle persone. Come l’economia circolare! Il primo marzo l’imperativo è riciclare, riutilizzare i materiali e tagliare gli sprechi.

Quindi, quest’anno oltre a spegnere le luci che non servono e a riflettere su quanta energia viene quotidianamente sprecata, concentriamoci anche a trovare nuova vita a ciò che normalmente consideriamo un rifiuto.

Come sempre a M’illumino di meno aderiscono anche intere città e monumenti: piazze italiane e luoghi d’interesse quali la Torre di Pisa o il Colosseo, ma anche il Quirinale, Camera e Senato si spegneranno in segno di adesione alla campagna di sensibilizzazione. E la forza di M’illumino di Meno ha anche superato i confini nazionali, visto che in passato si sono spenti anche la Torre Eiffel, il Foreign Office e la Ruota del Prater di Vienna.

Aderiscono all’ iniziativa anche diversi musei, che organizzano visite a bassa luminosità, le scuole che prendono l’occasione di discutere di temi ambientali e diverse attività colgono l’occasione per proporre servizi a lume di candela.

Tante adesioni a diversi livelli che testimoniano come negli anni M’illumino di Meno sia diventata una vera e diffusa festa degli stili di vita sostenibili.
C’è mancato poco che diventasse legge dello Stato: due proposte, alla Camera e al Senato, hanno chiesto l’istituzione della Giornata nazionale del risparmio energetico. L’economia circolare è una buona, anzi ottima, pratica sostenibile: dà alle cose una seconda opportunità, poi una terza e altre ancora.

Ed ecco il decalogo per il risparmio energetico:

spegnere le luci quando non servono
spegnere e non lasciare in stand by gli apparecchi elettronici.
sbrinare frequentemente il frigorifero; tenere la serpentina pulita e distanziata dal muro in modo che possa circolare l’aria.
mettere il coperchio sulle pentole quando si bolle l’acqua ed evitare sempre che la fiamma sia più ampia del fondo della pentola.
se si ha troppo caldo abbassare i termosifoni invece di aprire le finestre.
ridurre gli spifferi degli infissi riempiendoli di materiale che non lascia passare aria.
utilizzare le tende per creare intercapedini davanti ai vetri, gli infissi, le porte esterne.
non lasciare tende chiuse davanti ai termosifoni.
inserire apposite pellicole isolanti e riflettenti tra i muri esterni e i termosifoni.
utilizzare l’automobile il meno possibile, condividerla con chi fa lo stesso tragitto. Utilizzare la bicicletta per gli spostamenti in città.
Segnatevi quindi sul calendario questa data: il primo marzo risparmiate energia, riciclate, camminate!

Prepariamoci allora a spegnere le luci e dedicare una giornata al nostro pianeta!

Annamaria… a dopo

LA MODA DEI CAPELLI LUNGHI IN EPOCA VITTORIANA


L’epoca Vittoriana abbraccia un lunghissimo periodo di tempo fra il 1837 e il 1901 in cui la società europea cambiò radicalmente. Nonostante per “Vittoriana” si intenda soltanto letteralmente le varie nazioni della società del Regno Unito dell’epoca, le mode e la cultura dell’epoca si estesero sovente anche in paesi limitrofi, come Francia, Italia o Germania e specialmente negli Stati Uniti d’America.

Fra le mode dell’epoca si nota sicuramente quella del corsetto e della crinolina, e più in genere in abiti simili a sculture, che a volte mettevano in pericolo la vita delle indossatrici. Più in alto, in testa, la moda era dei capelli lunghi, portati alla ribalta dall’ Imperatrice Sissi d’Austria, che notoriamente dedicava un giorno della settimana esclusivamente alla loro cura.

“I capelli sono la corona di una donna”

Questo detto accompagnava le ragazze sin dalla più tenera età, in cui iniziavano a far crescere una chioma che le avrebbe accompagnato per moltissimi anni. I capelli venivano tenuti raccolti sino a circa 16 anni, spesso in trecce ed acconciature simili, per poi essere utilizzati come base per acconciature fantasiose e finemente decorate.

La regola era: mai tagliarli

Il taglio dei capelli non era fra le ipotesi, a meno che una donna non fosse malata. Una chioma che raggiungesse le gambe indicava quindi uno stato di salute eccellente, e veniva mostrata con orgoglio dalla donna soltanto fra le lenzuola del letto coniugale. I capelli erano infatti trattati quasi come un “feticcio” erotico, da mostrare al partner soltanto durante l’intimità. Al di fuori della stanza da letto i capelli erano sempre raccolti e acconciati in modo da non svelare la loro effettiva lunghezza.

Grazie alla diffusione di un’altra invenzione di epoca Vittoriana, la fotografia, oggi possiamo osservare moltissime immagini della moda dell’epoca. Fra le fotografie delle donne si notano subito le 7 sorelle Sutherland, che furono le più famose promotrici della moda e di prodotti legati a capigliature extra-lunghe.

Questa è la loro (triste) storia 

Le sorelle Sutherland erano figlie di un vagabondo del Vermont, Fletcher Sutherland, e di sua moglie Mary (che morì molto giovane nel 1867). Si chiamavano Sarah, Victoria, Isabella, Grace, Naomi, Dora e Mary. Cresciute nella povertà più assoluta, a Cambria (NY), le sorelle oltre a cavarsela molto bene nel canto avevano come caratteristica i loro lunghissimi capelli neri, sinonimo di forza e di salute.

Dote che cercò di sfruttare il padre facendole assumere dal circo Barnum & Bailey dove nel 1882 si esibirono vestite di bianco, e cantarono in armonia accompagnate dal pianoforte. Per quanto le loro voci fossero incantevoli, il finale era così sensazionale da lasciare tutti a bocca aperta, quando al termine della canzone, si giravano spalle al pubblico slegando le sette fluenti e lunghissime chiome. Prima scendevano fino alle spalle, poi fino alle ginocchia, poi fino ai piedi e ancora più giù, nella fossa dell’orchestra.

 

Nel 1885 Naomi sposò Henry Bailey, il nipote del coproprietario del circo, che rese quelle capigliature un business milionario. Iniziò alla fine di ogni spettacolo, a pubblicizzare una lozione per capelli, la ricetta era stata inventata dalla defunta madre delle sorelle e veniva venduta a 50 centesimi a bottiglia.

La lozione The Seven Sutherland Sisters’ Hair Grower, brevettata nel 1890, si rivelò da subito un clamoroso successo e nel giro di quattro anni furono vendute due milioni e mezzo di bottiglie, per un fatturato di oltre tre milioni di dollari.

Le sorelle Sutherland si ritrovarono di colpo ricche sfondate e tornarono ad abitare nella propria cittadina natale dove costruirono un’enorme villa in stile vittoriano proprio dove si trovava un tempo la povera baracca del padre. Ma questo periodo di spensieratezza non era destinato a durare, perché una serie di sfortune e tragedie attendevano le sorelle Sutherland.

Per prima morì Naomi, moglie di Henry Bailey. Le sorelle in un primo momento vagliarono l’idea di costruire un mausoleo da 30.000 dollari, ma il progetto venne abbandonato e infine il corpo di Naomi, venne sepolto nel lotto di famiglia senza nemmeno una lapide. Fra i vari cercatori di fortuna attirati dal patrimonio milionario delle Sutherland vi era anche Fredrick Castlemaine, un latin lover di 27 anni dal fascino irresistibile.

L’uomo dapprima fece intendere di voler sposare Dora, ma alla fine colse tutti di sorpresa sposando Isabella, di 40 anni. Fredrick risultò essere dipendente da oppio e morfina, e aveva un’altra pessima abitudine: sparava spaventando i contadini che poi rabboniva elargendo forti somme di denaro. Mentre seguiva le sorelle in tour, una mattina del 1897 si suicidò. La moglie disperata costruì per lui un mausoleo di granito, costato 10.000 dollari; ma non vi depose subito il corpo.

Le sorelle lo misero in una bara con il coperchio di vetro ed ogni giorno andavano a cantare per Fredrick. Dopo 10 giorni l’odore era così nauseabondo che dovette intervenire l’autorità sanitaria e il corpo venne finalmente messo nel mausoleo. Isabella lo visitò ogni notte per due anni fino a quando non sposò un altro latin lover, Alonzo Swain, anch’egli molto più giovane di lei. Swain fomentò litigi e attriti fra Isabella e le altre sorelle, e infine riuscì a convincerla a lasciare la casa, vendere la sua parte di azioni dell’impresa di famiglia, e investirle in una nuova lozione che avrebbe fatto concorrenza alla famosa The Seven Sutherlands; ma questa avventura commerciale fallì miseramente. Alonzo scomparve, e Isabella morì in miseria.

Victoria, che non era mai stata considerata una bellezza, a cinquant’anni sposò un ragazzo di soli diciannove.
Le sorelle ne rimasero così scandalizzate da non rivolgerle più la parola fino a quando non fu sul letto di morte. La più giovane delle sorelle, Mary, cominciò ad essere rinchiusa nella sua stanza per lunghi periodi, a causa di violenti attacchi psicotici.

La fortuna di famiglia stava svanendo anche a causa di una rivoluzione: le donne cominciarono a tagliarsi i capelli a caschetto. Nel 1926, le tre sorelle rimaste (Mary, Grace e Dora) si recarono ad Hollywood per partecipare alla realizzazione di un film tratto dalle loro vite. Mentre si trovavano là, Dora restò uccisa in un incidente automobilistico. Il film fu annullato.

Le due sorelle rimanenti erano talmente al verde da non avere nemmeno i soldi per cremare Dora e quindi non ne reclamarono il corpo. Mary e Grace tornarono alla villa dove cercarono di mantenere viva la loro attività che però finì definitivamente nel 1936.
La loro villa bruciò e Mary terminò i suoi anni in un manicomio mentre Grace morì all’età di 92 anni, nel 1946, e il suo corpo venne sepolto in una tomba senza nome.

Vicky & Annamaria by web

BUON SAN VALENTINO !

L’amore immaturo dice: “Ti amo perché ho bisogno di te”. L’amore maturo dice: “Ho bisogno di te, perché ti amo” (Frost)



Un dolcissimo San Valentino, per tutti gli innamorati ,con una “dolce ricetta”e quache informazione…

 

La mente si lascia sempre abbindolare dal cuore. (F. de la Rochefoucauld)



Dolce di Cupido



Ingredienti per più porzioni:

3 etti di biscotti secchi, 2 vaschette di mascarpone (per un totale di mezzo chilo), 4 etti di frutti di bosco misti surgelati o freschi, 1 vasetto di yogurt ai frutti di bosco, 1 limone, 4 cucchiai di zucchero semolato, 2 cucchiai di rum, 6 cucchiai di zucchero a velo, 2 etti di panna da montare per decorare.


Preparazione:

Raccogliere i frutti di bosco in una ciotola, versare sopra lo zucchero semolato e il succo di limone e mescolare.

Versare il mascarpone in una ciotola, aggiungere il vasetto di yogurt e 4 cucchiai di zucchero a velo e mescolare. Aggiungere tre quarti dei frutti di bosco e mescolare nuovamente.

Foderare uno stampo a forma di cuore con pellicola trasparente da cucina. Versare uno strato di composto sul fondo dello stampo e disporre sopra uno strato di biscotti tagliati su misura. Spalmare sopra i biscotti uno strato di composto e ripetere l’operazione fino a esaurimento degli ingredienti, terminando con un ultimo strato di biscotti.

Coprire il dolce con un foglio di pellicola e mettere in frigo a rassodare per circa 3 ore.

Sformare il dolce rovesciandolo su un piatto. Montare la panna e dolcificarla con 2 cucchiai di zucchero a velo, mescolando con cautela, poi distribuirla sulla superficie del dolce.

Aggiungere ai frutti di bosco tenuti da parte il rum, mescolare e versare il composto sopra la panna.

 

Perché tu mi oda le mie parole a volte si assottigliano come le orme  dei gabbiani sulle spiagge.(Pablo Neruda)



Ed ora vediamo come nasce la festa di San Valentino: ha origine da una tradizione romana, i Lupercalia, dedicata a Fauno, dio dell’agricoltura e ai mitici fondatori della città di Roma, Romolo e Remo. Nell’occasione, alcuni giovani facevano un pellegrinaggio presso la caverna dove, secondo la leggenda, i due fratelli erano stati allattati.

 



Qui, sacrificavano un capretto, tagliavano la sua pelle in strisce con cui toccavano le giovani donne della città: questo rituale avrebbe dovuto favorirne la fertilità e la gravidanza. Nell’epoca cristiana, la festa fu mantenuta, anche se spostata dal 15 al 14 Febbraio ma spogliata dei suoi elementi pagani e dedicata a San Valentino.


Esistono due versioni diverse per quanto riguarda la vita del santo e il suo martirio, e la Chiesa Cattolica riconosce tre santi con il nome di Valentino. Di uno di questi, nato in Africa, si conosce però molto poco e non è pertanto legato alla festa.

 



Secondo una delle versioni, il santo sarebbe stato un sacerdote martirizzato per aver sposato clandestinamente delle giovani coppie durante il regno dell’Imperatore Claudio Secondo, il quale aveva proibito le nozze tra giovani per poter reclutare più soldati nelle legioni.


L’altra versione invece sostiene che Valentino avrebbe tentato di far fuggire dei cristiani dalle prigioni romane, dove ricevevano un trattamento molto duro. A seguito della sua cattura, avrebbe spedito una lettera alla donna che amava, concludendola con l’espressione “il tuo Valentino”; alcuni fanno risalire a questo episodio l’usanza di spedire cartoline in occasione della festa.

 



Si hanno testimonianze della celebrazione della festa già nel Medioevo, anche se certamente non si svolgeva in maniera simile a quanto avviene ora, ma si trattava di un semplice scambio di auguri, probabilmente in forma non scritta dato il diffuso analfabetismo.

Nel corso dei secoli, la popolarità della ricorrenza andò scemando fino al Diciassettesimo secolo, quando riguadagnò consensi soprattutto nei Paesi Anglosassoni, da cui è stata “esportata” anche in Italia.

Annamaria…a dopo



GRUPPI FACEBOOK, UTENTI CANCELLATI

 

“Bufale.net” fa un po’ di chiarezza riguardo agli utenti cancellati nei vari gruppi Facebook.

 
 
 
 
 

Circola voce, da qualche giorno, che il social  ha eliminato delle persone dal gruppo ma non è così: semplicemente ha scorporato le persone invitate “a loro insaputa”

Laddove in passato l’admin poteva semplicemente invitare chiunque ed i loro prossimi parenti al suo gruppo e godere del numero di utenti, ora Facebook introduce una serie di passi.

 

Innanzitutto, gli utenti invitati non saranno più parte automatica del gruppo, ma dovranno decidere se accettare, fino a quel momento restando in un limbo di utenti non conteggiati.

 

L’admin a questo punto potrà sollecitare una risposta, ma mai più arbitrariamente decidere di ammettere utenti.

Il che comporta sostanzialmente due conseguenze scambiate da molti come eliminazione delle persone dal gruppo:

 

Molti gruppi si sono trovati “alleggeriti” degli utenti invitati ma che non hanno accettato

Molti gruppi ora non potranno più crescere automaticamente con gli inviti ricevuti, ma dovranno accettare una forma di consenso dell’utente finale.

E questo non possiamo certo negare sia un bene.

Bene tradotto però da molti moderatori ed amministratori nel panico di segnalazioni sempre uguali.

 

-Facebook ha eliminato dal gruppo tantissimi membri che non hanno mai partecipato attivamente. Vi prego, se interessati, di richiedere l’iscrizione…

 

-X chi si trova eliminato dal mio gruppo non sono stata io ma Facebook sta combinando un casino ad eliminare da tutti i gruppi nomi che non sono attivi! X chi volesse può rientrare!

 

-Chi è nel gruppo ****** x nn essere eliminato METTA UN POST Xche fACEBOOK ha introdotto che chi nn partecipa viene eliminato in automatico

 

-Per il disguido causato da fb che ha eliminato delle persone dal gruppo, chi è interessato a rimanere mandi un commento, grazie

 

 

Nessun disguido: semplicemente un metodo più razionale, in un certo senso migliore e più consapevole, di fare comunità.

Come potete vedere, Facebook non ha eliminato delle persone dal gruppo: semplicemente ha scorporato le persone invitate “a loro insaputa”

Annamaria… a dopo

I RACCONTI DELLA BEFANA

Racconto di Achille Campanile

 

Scopa o disco volante

Questa notte la Befana apparirà a cavallo della solita scopa o scenderà da un disco volante?
Un tempo la Befana non viaggiava certo in treno o in aereo; non possedeva neppure un cavallo e, tanto meno, un razzo.
La vecchia Befana viaggiava in modo curiosissimo: a cavallo di una scopa.
Mento sporgente, occhiali, calzette, scopa, cappellaccio in testa, sacco…
Gli attrezzi della Befana erano semplici; viveva all’ombra della cappa del camino, tra il gatto e le pentole, in attesa di fare il suo viaggio annuale.
Che festa per la città, la sera che doveva arrivare!
La vecchia occhiaIuta appariva a tarda ora, a cavallo della sua scopa e scendeva sulla terra addormentata zigzagando tra una stella e l’altra.

 

Racconto di Salvatore Gotta – Melchiorre, Gaspare, Baldassarre, i Re Magi

Il pastore Gelindo era sceso dai suoi monti fino a Gerusalemme per vendere qualche dozzina di formaggetti, poi che là, nella grande città, la numerosa gente venuta per il censimento ancora affollava le strade e gremiva gli alberghi.
Con il cesto sotto il braccio egli camminava lento e gridava:
Oh, formaggi e formaggetti! Chi ne vuoI comprare? A buon prezzo, a buon prezzo!
Veramente pareva che quel suo grido lungo e sempre uguale infastidisse più che non allettasse i passanti. I quali non si degnavano manco di guardargli nel cesto e, giunti presso di lui, levavano le mani con gesto sprezzante come per dirgii:
Non sappiamo che farci dei tuoi formaggi a buon prezzo
Il pastore Gelindo aveva il viso glabro ed ossuto, l’occhio fisso ed ingenuo, l’aria semplice e fantasiosa come tutti i pastori: epperò quella numerosa gente agghindata all’ultima moda, scettica Il e furba, lo guardava ridente, come se dovesse apprestargli una burla ad ogni passo.
Ehi, buon uomo, quanto all’etto la ricotta?
Due donne, avvicinateglisi, rialzarono i bianchi umidi lini nel paniere e guardarono.
Cinque o sei ragazzacci gli si aggrupparono intorno e con spinte e sghignazzate e vane domande tanto lo stordirono che egli ad un tratto gridò:
Oh, insomma, andate al diavolo!
Se ne andarono di corsa quei furfanti ridendo, e il pastore
Gelindo si avvide intanto che gli avevano tolto un sacchetto di ricotta:
– Ah, birbanti! Ah, ladroni! Sono cose da fare con un povero forestiere? Nella città, bisogna pur dirlo, c’è della gran canaglia.
Povero me! Son venuto fin qui sperando di tirare qualche soldo perché lassù a Betlemme si muore di fame, e ho fatto un bel guadagno!
Era giunto, intanto, ad una vasta piazza dove la turba si affollava di più che altrove e specialmente davanti a un grandioso palazzo.
Che cosa c’è? Che cosa c’è?
S’udirono squillar tube d’argento: la folla si divise in due ali, si prostrò al suolo: un cocchio tutto d’oro avanzava lentamente, scortato da una falange di pretoriani a cavallo.
E: il re..
Il re Erode!
Gelindo si protese a grandi spinte, cercò di farsi avanti, impedito dal cesto che urtava nei fianchi della gente.
Piano, ohi, con questo cesto! Villano!
Scarpone!
Indietro!
A un tratto s’ebbe un urto così violento che cadde in terra, il cesto gli si rovesciò e i formaggetti e la ricotta andarono a finire sotto i grossi piedi di un filisteo.
Oh la mia roba! La mia roba!
Raccattato quel poco che poté salvare, avvilito e malconcio, il pastore se ne stava in disparte contro il muro, quand’ecco tre individui stranissimi, vestiti riccamente come maschere, gli vennero
vicino e gli parlarono con dolcezza.
Amico, amico! – disse l’uno che aveva il viso nero come la spranga dell’alare. – Amico, accostatevi.
Gelindo, irritato, ché temeva non dovesse finir più la sequela de’ suoi danni in quel giorno sfortunato, rispose malamente:
Eh, via! Vadano pei fatti loro, signore maschere.
Un altro dei tre re, ch’era il più vecchio e aveva negli occhi il sole d’un deserto lontano, aggiunse:
Amico, siamo nuovi a queste contrade. Vorreste darci un prezioso ragguaglio.
Se vogliono comprare questa poca ricotta che mi resta; mi fanno una carità.
Ma se vogliono burlarsi di me… Il terzo, che mostrava nel volto severo la bellezza d’un’anima poetica, disse grave:
Buon uomo, ci occorre sapere il ricetto del Re che è nato pochi giorni or sono.
Oh, oh! Il Re che è nato pochi giorni or sono? Il re Erode è vecchio come un cuculo.
Almeno, saranno pochi giorni che a lui è nato un figlio?
Gelindo si restrinse nelle spalle:
Potrebbe darsi, ma io non ho sentito dir niente. Però io non sono di qui; io faccio il pastore e abito dalle parti di Betlemme e vado capitando in città di sette in quattro per vendere cacio e ricotta.
Ne vogliono comprare?
Voi siete un pastore? – disse il vecchio illuminandosi in viso e alzando gli occhi al cielo. – Oh che l’Eterno sia benedetto!
Mostraci tu la dimora del re Erode. Quindi aspettaci sulla soglia.
Sarai la nostra guida fra questa gente rozza, perduta nella tenebra.
Vieni con noi; n’avrai la ricompensa per l’anima tua semplice che la luce del sogno può illuminare. Tu vedrai la nostra stella.
E il pastore Gelindo, che amava le stelle, sapeva cantare e sonar di zampogna, fu attratto dal mistero di quelle dolci parole e seguì i tre ignoti individui vestiti di fantastici colori.

La bella favola dei Re Magi, con tutto il suo umano calore, trasporta il tuo pensiero in un mondo lontano nel passato, tanto diverso dal tuo, in un’epoca di immensa importanza morale e storica.
Il povero pastorello Gelindo, solo tra la folla indifferente, attrae subito la tua simpatia e vorresti poterlo aiutare contro i malandrini che lo derubano.
Lo squillo delle trombe d’argento ti coglie di sorpresa e tutta la pompa della quale Erode ama circondarsi, mentre passa tra la folla che si scinde e prostra al suo passaggio, non ti affascina, ma ti appare come una ingiustizia rispetto alla povertà di Gelindo.
La scena appare ora totalmente diversa, come accade in teatro tra un calar e un rialzar di sipario: ti ritrovi nella sala del trono di Erode. Saresti anche tu intimidito di fronte ad un re così superbo, circondato da uno stuolo di personaggi importanti, sapientemente descritti da accenti ricchi di pittorica vigoria. Nota come il loro linguaggio sia pieno di pomposa ricercatezza, per accrescere l’importanza dell’insieme.
Bellissime, piene di una misteriosa musicalità, sono le presentazioni dei tre Re Magi i quali, col riferimento ad una forza arcana ed irresistibile che ha condotto i loro passi sino a Gerusalemme, turbano nell’intimo il re e gli alti dignitari.
Gelindo, ispirato dal ricordo, è piacevolmente semplice nelle colorite espressioni contro se stesso, tipiche della parlata popolare, e guida di tre re verso Betlemme.

Annamaria… a dopo

BUON ANNO 2019

François de La Rochefoucauld è stato citato molte volte dal mio caro amico, ENZO LIBERALE. Ora tocca a me, in sua assenza, in questo suo momento di difficoltà con una frase che ben sintetizza che non sempre è facile trovare un vero amico. Ma Quando ciò accade è giusto dargliene atto pubblicamente:

PER RARO CHE SIA IL VERO AMORE, È MENO RARO DELLA VERA AMICIZIA….

AUGURISSIMI ENZO (E ANCHE DUCKY) RIPRENDITI PRESTO, TI ASPETTIAMO!!

BUON ANNO CARO AMICO!

 

Anche questo Natale è andato e non certo nei migliori dei modi per tutti:  la violenza, il razzismo e i femminicidi non si fermano nemmeno a Natale.
Illudersi che cambierà qualcosa con l’arrivo del nuovo anno è utopia. Ma non dobbiamo mai perdere la speranza.
La curiosità di sapere cosa ci riserva il nostro segno zodiacale è forte. Una sbirciatina all’oroscopo la diamo un po’ tutti perchè in fondo al nostro cuore speriamo che l’anno nuovo ci porti felicità, denaro e salute; soprattutto se l’anno ormai al termine ci ha lasciato delusioni, dolori, tristezze e magari solitudine. Dunque tra cenoni e aperitivi c’è spazio anche per l’ oroscopo 2019. Come sarà l’anno nuovo? Cosa dobbiamo aspettarci? Ecco delle previsioni, particolari, in chiave tech friendly…e…

BUON 2019!!!

Ariete
Sarà un 2019 al top. Giove bacia l’Ariete e farà brillare i nati sotto questo segno come non mai. Per selfie, condivisioni e dirette social anche senza make up. Il sogno di ogni donna e influencer.

Toro
Il Toro nel 2019 avrà tante cose da fare, da dire e da rivedere. Tutto succederà contemporaneamente, quindi lo vedremo che finge di controllare la posta mentre gioca a Candy Crash. Occhio ai suoi interminabili vocali su Whatsapp!

Gemelli
Vorranno investire in qualunque cosa e il portafoglio ne risente. Cercate di fare solo acquisti utili, come magari un nuovo telefonino.

Cancro
Saturno sarà contro i nati sotto il segno del Cancro. Cercate di sorridere al mondo mettendo like e cuoricini ai post delle persone amate, così il mondo vi sorriderà a sua volta!

Leone
Giove ti farà ballare tutto il giorno. E ti farà vestire il tuo più bel sorriso. Fate un abbonamento a un servizio premium di musica in streaming, così da non rimanere mai senza base per ballare.

Vergine
Sarà un anno di follie e di cambi di programma repentini. Non sarà la stessa Vergine di un tempo! Agirà prima di pensarci su mille volte.

Bilancia
Giove a favore, ma Saturno non sarà molto accondiscendente dal punto di vista della forma fisica. Scaricate tutte le app di fitness possibili, ne avrete bisogno.

Scorpione
La segreteria telefonica è d’obbligo, perché avrete un sacco di cose da fare quest’anno. Amore o lavoro non è importante, sarà un continuo squillare.

Sagittario
Giove vi rende leggerissimi, come un astronauta che cammina sulla Luna. Curiosate tra le stelle con app dedicate allo spazio. Potreste arrivare fino a Marte e oltre.

Capricorno
Saturno ti costringerà a prendere decisioni dagli effetti duraturi come un abbonamento di 36 mesi a una compagnia telefonica.

Acquario
Il 2019 sarà all’ insegna della condivisione, sharing è la parola d’ordine. Fosse anche solo il beer sharing o il coccole sharing.

Pesci
Ok a meditazione e yoga, sarete come il Dalai Lama. Ma se vi viene fame, per voi sarà l’anno delle app di consegna a domicilio. Di cibi rigorosamente sani.

(Ginny)

Annamaria… a dopo

NATALE 2.0

 

Manca davvero poco al Natale. La corsa ai regali è quasi agli sgoccioli.

E ancora c’è chi, come me, deve preparare i messaggi d’auguri.
Ma per otto italiani su dieci si vivrà su piattaforme social come Facebook e Instagram e per tre italiani su quattro, invece, a razzo partiranno gruppi WhatsApp per lo scambio degli auguri di Natale.

 

A darci questa traccia è un’indagine condotta da Doxa per conto di Groupon (noto portale di acquisti online). L’opinione è sostenuta dal 62% degli intervistati. Insomma stando a questa indagine ci sentiamo a nostro agio a vivere un Natale 2.0.


Sempre secondo la stessa indagine l’80% degli intervistati condivide le foto accanto all’albero di natale e la tavola imbandita con gli immancabili selfie di famiglia. E le continue notifiche in arrivo non disturberebbero i festeggiamenti in famiglia.


Insomma tutti a tavola con lo smartphone sul… tavolo. Vorrei farvi gli auguri in maniera diversa dal solito Buon Natale ma sono a corto di idee. Pero’, per come ho vissuto io questo 2018, mi sento di dirvi che non sempre le cose belle della vita si trovano sotto l’albero ma nelle persone che ci stanno vicino nei momenti particolari.

Annamaria… a dopo

ASPETTANDO IL NATALE: L’ AVVENTO

CHE COSA E’
L’avvento, e cioè l’Arrivo, è il periodo di quattro settimane che precede il Natale. Fa parte delle festività del ciclo natalizio ed è un periodo di preparazione al Natale.
I popoli di religione cristiana che celebrano la nascita di Cristo si preparano al Natale durante l’Avvento con il digiuno e la preghiera.

LE ORIGINI
Questa festa di preparazione ricalca una festa pagana. Ha le sue origini storiche nell’Adventus, detto parusia, che significava la presenza annuale della divinità, oppure anche l’anniversario della visita dell’imperatore, e di qui trae origine il tema del “Cristo che viene”.

LA CORONA DELL’AVVENTO

 

Per segnare l’avvicinarsi del giorno in cui si ricorda la nascita di Cristo, il 25 dicembre, le comunità cristiane del Nord Europa utilizzano la corona dell’Avvento.
Nei Paesi di lingua tedesca il simbolo dell’Avvento è una corona, chiamata “Adventskranz”.
Sono rami di pino decorati con 4 candele, che indicano le domeniche che mancano fino a Natale. Secondo la tradizione, la sera delle quattro domeniche che precedono il Natale, si accende una candela.

IL CALENDARIO DELL’AVVENTO

Il calendario dell’Avvento è una tradizione dei Paesi del Nord Europa, che si sta diffondendo anche in Italia. Anche i bambini sono coinvolti in questa attesta proprio attraverso il calendario dell’Avvento.
Un calendario dell’Avvento semplice può essere un foglio dove è illustrata la Natività. Per i bambini questo rappresenta un goloso conto alla rovescia, iniziando di solito dal primo dicembre fino a Natale. Nel foglio sono nascoste 24 caselle, una per ogni giorno che separa dal Natale. Ad ogni giorno del calendario corrisponde qualcosa come un dolcetto, un cioccolatino o un biscottino. I bambini aprono la casella del giorno e scoprono così riflessioni dolci e proponimenti.

LA STORIA DEGLI ANGELI DELL’AVVENTO

Gli angeli dell’Avvento sono quattro, proprio come le quattro settimane che preparano al Natale. Vengono in visita sulla Terra, indossando abiti di un colore diverso, ciascuno dei quali rappresenta una particolare qualità.

L’angelo blu.

. Durante la prima settimana un grande angelo discende dal cielo per invitare gli uomini a prepararsi per il Natale. E’ vestito con un grande mantello blu, intessuto di silenzio e di pace.
Il blu del suo mantello rappresenta appunto il silenzio e il raccoglimento.

L’angelo rosso.

Durante la seconda settimana un angelo con il mantello rosso scende dal cielo, portando con la mano sinistra un cesto vuoto. Il cesto è intessuto di raggi di sole e può contenere soltanto ciò che è leggero e delicato. L’angelo rosso passa su tutte le case e cerca, guarda nel cuore di tutti gli uomini, per vedere se trova un po’ di amore…
Se lo trova, lo prende e lo mette nel cesto e lo porta in alto, in cielo. E lassù, le anime di tutti quelli che sono sepolti in Terra e tutti gli angeli prendono questo amore e ne fanno luce per le stelle.
Il rosso del suo mantello rappresenta l’amore.

L’angelo bianco.

Nella terza settimana un angelo bianco e luminoso discende sulla terra. Tiene nella mano destra un raggio di sole. Va verso gli uomini che conservano in cuore l’amore e li tocca con il suo raggio di luce. Essi si sentono felici perché nell’Inverno freddo e buio, sono rischiarati ed illuminati. Il sole brilla nei loro occhi, avvolge le loro mani, i loro piedi e tutto il corpo. Anche i più poveri e gli umili sono così trasformati ed assomigliano agli angeli, perché hanno l’amore nel cuore. Soltanto coloro che hanno l’amore nel cuore possono vedere l’angelo bianco…
Il bianco rappresenta il simbolo della luce e brilla nel cuore di chi crede.

L’angelo viola.

Nella quarta e ultima settimana di Avvento, appare in cielo un angelo con il mantello viola. L’angelo viola passa su tutta la Terra tenendo con il braccio sinistro una cetra d’oro. Manca poco all’arrivo del Signore.
Il colore viola è formato dall’unione del blu e del rosso, quindi il suo mantello rappresenta l’amore vero, quello profondo, che nasce quando si sta in silenzio e si ascolta la voce del Signore dentro di noi.

Annamaria… a dopo

C’ E’ CHI DICE NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE

In occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne del 25 novembre 2018, vi consiglio un film “CREDO IN UN SOLO PADRE” che uscirà tra qualche mese, nel 2019“.

Il film è la sofferta preghiera che una donna recita per scongiurare l’ennesima violenza di un carnefice. E’un grido di dolore, come quello di tutte le donne e le persone, vittime di violenza. Purtroppo, anche la denuncia di un sistema patriarcale indifferente ai richiami della vera “fede”. Basato su una storia realmente accaduta e legata non solo alla  violenza sulle donne ma anche all’omertà. Il film è tratto dal libro “SENZA FAR RUMORE” scritto da Michele Ferruccio Tuozzo

Michele Ferruccio Tuozzo

Tra gli attori protagonisti di questo che sicuramente sarà un film da vedere, troviamo Flavio Bucci, Massimo Bonetti, Francesco Baccini (che ha realizzato anche la colonna sonora), Donatella Pompadour, Anna Rita Del Piano, Anna Marcello, Lucia Bendia e Giordano Petri.

Per Il regista Luca Guardabascio l’obiettivo con questo film è dare una speranza a chi ancora, oggi, non crede di averla.

Annamaria … a dopo