W IL PRIMO MAGGIO


W il primo Maggio, festa dei lavoratori.

W le persone sincere e che si comportano bene, sui posti di lavoro e nella società.

W la bellezza delle persone che amano il rispetto dell’altro e che s’impegnano a salvare vite in difficoltà.

W l’intelligenza delle persone che amano impegnarsi sui posti di lavoro, per i diritti dovere e la sicurezza.

W il cuore aperto delle persone che amano, la condivisione, la collaborazione e la solidarietà.

W il bene delle persone che fanno il proprio dovere da cittadini in ogni campo, con sincerità e onestà.

W l’umiltà delle persone che fanno il proprio lavoro con etica passione e umanità.

W la luce delle persone che s’impegnano perché tutti i cittadini abbiano un posto di lavoro legale, regolare.

W la tenacia delle persone che s’impegnano perché tutti i cittadini del mondo abbiano da mangiare.

W la gentilezza delle persone che s’impegnano, per far si tutti i bambini abbiano il diritto di giocare.

W l’umanità delle persone, che con creatività e tenerezza, prendono cura dei più deboli e dei vecchi.

W la giustezza delle persone, che hanno a cuore la vita e che s’impegnano per costruire la pace nel mondo.

W la trasparenza delle persone che amano fare informazione, costruttiva, sincera e obiettiva.

W il mondo del lavoro, w i lavoratori e che sia salvaguardata sempre la loro dignità.

W la democrazia, w l’uguaglianza, w la libertà, w la fratellanza, w il primo Maggio, w i lavoratori.

Francesco Lena

E buon 1° Maggio a tutte quelle persone che lo passeranno lavorando anche se…

 W  (e grazie) anche a Francesco ,per l’articolo! E W anche Annamaria che lavora poco per il blog ma ha un lavoro molto piu’ gravoso…

Annamaria… a dopo

TEST DI PERSONALITA’: L’ENNEAGRAMMA

Nella mia continua ricerca di qualcosa di interessante da condividere con i lettori del blog, ho raccolto questo

Test di Personalità: l’Enneagramma

Ve lo propongo in questa versione; se vi incuriosisce, potete ricercare in rete ulteriori approfondimenti.
Enneagramma deriva dalle parole ennea e gramma, ossia 9 e segno e significa disegno a nove punte.
L’enneagramma è una vera e propria teoria della personalità, che vanta origini antichissime, anche se solo nel 1970, lo psicologo Oscar Ichazo gli ha dato valore come strumento psicologico.
Secondo questa teoria esistono 9 tipologie di personalità diverse, ossia gli enneatipi, ognuno con le sue caratteristiche peculiari; le tipologie di personalità non sono statiche, ma dinamiche.
Questo significa che l’enneatipo risultante sarebbe come una fotografia di un singolo momento della nostra vita; attraverso il nostro percorso di crescita, probabilmente ci sposteremo da una categoria all’altra, modificando determinati aspetti della nostra personalità, come credenze, comportamenti, sensazioni ed emozioni.
E’ importante tener presente inoltre, che particolari condizioni, come lo stress, possono influire sull’enneatipo risultante.


ISTRUZIONI PER IL TEST

Per ogni domanda sono presenti 9 risposte.
Scegli quella che più ti si addice e segna su un foglio il numero corrispondente alla tua risposta.


1. MI SENTO REALIZZATO QUANDO RIESCO AD ESSERE :
Schietto, accurato e preciso (5)
Vincente, competente e concreto (3)
Disciplinato, placido, equilibrato, adeguato (9)
Ottimista, gioioso e amabile (7)
Oculato, giudizioso e capace (1)
Originale, sapiente e di belle maniere (4)
Generoso, aperto e servizievole (2)
Stabile, imparziale e superiore (8)
Scrupoloso e fidato (6)

2. PER SENTIRMI A POSTO CON LA COSCIENZA DEVO :
Divertirmi, stare allegro, godermi la vita il più possibile (7)
Aiutare gli altri (2)
Essere efficiente, pratico e avere successo nei miei obiettivi (3)
Essere “diligente” e fare il mio dovere (6)
Essere forte e difendere le cause giuste (8)
Fare ogni cosa al meglio delle mie possibilità (1)
Essere “diverso”, distinguermi dalla massa (4)
Conoscere e imparare il più possibile (5)
Riposare e lasciare che la vita scorra calma (9)


3. QUANDO SONO CON GLI AMICI :
Mi sento al sicuro e mi sbilancio anche oltre il mio normale (9)
Mi piace, ma se sono molti non so chi scegliere (6)
Trovo subito qualcosa di quanto ho fatto da mostrare loro (3)
Li ascolto con molta attenzione, ma senza mettere troppo del mio (5)
Sono espansivo e mi lascio coccolare (2)
Cerco sempre nuovi stimoli da condividere con tanti diversi (7)
Sto con chi mi lascia parlare (8)
Mi trovo solo con quelli che hanno feeling con me (4)
Mi piacciono rapporti netti e precisi (1)

4. L’IMMAGINE CHE HO DI ME E’:
Sono ordinato e faccio sempre il mio dovere (6)
Sono forte e gestisco autorevolmente i miei rapporti (8)
Io sono una persona efficiente, che cerca di fare bene ogni cosa (3)
Credo di aver ragione il più delle volte (1)
Sono perspicace e comprendo bene le cose (5)
Sono calmo tranquillo e soddisfatto di come scorre la mia vita (9)
Sono simpatico e cerco di divertirmi e godermi la vita (7)
Mi muovo per primo se c’è da aiutare qualcuno (2)
Mi distinguo dagli altri in ogni cosa che faccio (4)

5. QUANDO MI AFFIDANO UN INCARICO IMPORTANTE PENSO :
Non mi do pace finché non ho realizzato quanto devo (1)
Non potevano scegliere uno migliore di me e faccio pubblicità alla cosa (7)
Riesco a farla bene, se dipende solo da me (2)
Perché hanno cercato proprio me? Tuttavia lo faccio (5)
Dipende da come mi sento (4)
La faccio se mi piace, altrimenti cerco di scaricarla a qualcuno (8)
Sono lusingato che mi abbiano cercato e farò più di quanto richiesto (3)
Appena mi sento la faccio (9)
Ho paura che mi abbiano scelto perché non c’erano altri; mi farò aiutare a farla (6)

6. IMPEGNO VOLENTIERI LE MIE FORZE PER :
Combattere per la giustizia (8)
Raggiungere i miei obiettivi (3)
Conoscere me stesso (4)
Godere le gioie della vita (7)
Vivere serenamente (9)
Ricercare la perfezione (1)
Conoscere ciò che mi circonda (5)
Collaborare con chi ho accanto (6)
Aiutare chi mi sta accanto (2)

7. LA COSA CHE MAGGIORMENTE EVITO E’:
Cedere all’ira (1)
Avere bisogno dell’aiuto di qualcuno (2)
Far vedere che sbaglio (3)
Una vita senza emozioni (4)
Avere un comportamento sbagliato (5)
Mostrare le mie debolezze (8)
Scontrarmi con qualcuno (9)
La fatica del vivere (6)
La sensazione del vuoto interiore (7)

8. COME MI COMPORTO DURANTE UNA LITE :
Cerco di prendere tempo per meditare una reazione (6)
Evito che l’altro turbi il mio equilibrio interiore (9)
Combatto, ma solo per difendermi dalla forza di chi ho di fronte (4)
Cerco di evitare lo scontro, il più delle volte non vale la pena litigare (7)
Impedisco all’altro di approfittarsi di me (5)
Difficilmente ammetto di avere torto (3)
Non faccio capire all’altro la mia rabbia (1)
Lascio che l’altro si sfoghi (2)
Difendo con forza le mie ragioni (8)

9. COSA PENSO DI ME STESSO QUANDO GLI ALTRI NON MI CAPISCONO :
So capire le cose meglio degli altri e nessuno ne conosce quante ne conosco io (5)
Lotto ogni giorno per avere il mio spazio; devo prenderlo, sennò gli altri ne
approfittano (8)
Mi distinguo dagli altri e sento di non potermi adattare davvero al mondo che mi
circonda (4)
Sono spesso nel giusto e le cose andrebbero meglio se si seguisse quello che dico (1)
Lascio che il mio mondo vada come va, anche se gli altri vorrebbero che mi dessi da
fare per cambiarlo (9)
Voglio bene agli altri, anche se non ricevo tanto bene quanto dò (2)
Mi elevo sopra gli altri e questo li fa ingelosire (3)
Sono una persona affidabile e sto alle regole anche se gli altri non ci stanno (6)
Sono felice, ma cerco nuove cose perché voglio esserlo di più (7)

Ora, per individuare il tuo enneatipo, osserva quale numero compare il maggior numero di volte.
Avete un’intera settimana per individuare le risposte più adatte a voi . . . infatti la prossima settimana leggerete i profili caratteristici di ciascun enneatipo.

Allora, al lavoro !


Test di Personalità: l’Enneagramma (risultati)

Come promesso, ecco i profili degli enneatipi corrispondenti al test sulla personalità proposto la scorsa settimana. Avete potuto rispondere con la necessaria calma, senza l’ansia di chi va a leggere subito le ultime pagine di un giallo per scoprire “l’assassino” !
Eccovi dunque i profili.

Enneatipo 1
Il Perfezionista – Il Critico – Il Riformatore
il Tipo 1 è una persona impegnata a migliorare le cose dentro e fuori di sè, creando un mondo di GIUSTIZIA e ORDINE MORALE.
Si tratta di persone che apprezzano enormemente la coerenza.
Per loro è molto importante evitare quanto più possibile l’errore e tentare di raggiungere la perfezione! Fanno grande uso delle locuzioni “si deve” e “bisogna” perchè valutano istintivamente le situazioni giudicando ciò che è bene o male, ciò che è giusto o sbagliato. Sono corretti e sinceri. Evitano la collera, non si arrabbiano e tendono a essere perfetti in ogni cosa.
Possono essere molto sagaci ed avere un “buon fiuto” risultando quasi eroi morali. Hanno senso pratico, autocontrollo e serietà, ma rischiano di eccedere risultando inflessibili, pedanti, pignoli, critici verso sè stessi e verso gli altri.
Possono finire per sentirsi eticamente superiori.

Enneatipo 2
L’Atruista – Il Generoso – La Nutrice
In questo caso il valore principale è aiutare, l’obiettivo, soddisfare i bisogni dell’altro.
Queste persone hanno spirito di sacrificio e sono dedite agli altri, offrendo loro sincero appoggio e aiuto. Sono individui espansivi e danno spesso buoni consigli.
Generalmente però, faticano a riconoscere i propri bisogni, e non ammettono di aver a loro volta bisogno degli altri. In alcuni casi possono tendere a manipolare, e utilizzare aggressività e seduzione per raggiungere i loro obbiettivi.
In realtà amano essere amati ed approvati; si sentono gratificati dal riconoscimento altrui e appagati dal divenire indispensabili per gli altri.

Enneatipo 3
L’Organizzatore – Il Manager – Il Riformatore
Il suo imperativo è fare, dimostrare. Le sue parole d’ordine, essere di successo, efficiente, con buona capacità progettuale, promotore capace e in grado di portare la propria squadra alla vittoria!
Si tratta di una persona che conduce gli altri, evita l’insuccesso e si identifica con i successi che ottiene. Ha una personalità vivace e reattiva, è capace e motivato. Desidera fortemente fare bene. In genere è un capo. Cerca di essere amato per le sue capacità e per i risultati che consegue. Il suo essere molto competitivo, tuttavia, può portarlo all’ossessione della propria immagine di vincitore e della corrispondente posizione sociale. L’apparenza diventa in questi casi molto importante, e lui è maestro nel curarla, apparendo più produttivo di quanto sia in realtà. Tutto ciò lo porta a vivere in uno stato di perenne confronto tra quello che appare e quello che è.
Il rischio, quindi, è di confondere il vero io con l’immagine creata per il gruppo a cui appartiene (dirigente in doppiopetto, supermamma che si occupa di tutto, ecc.).

Enneatipo 4
Il Romantico – L’Artista – L’Individualista
Tende ad evitare l’ ordinarietà, considerandosi sempre speciale : il suo imperativo è non essere mai superficiale.
Si tratta di una persona con un elevato senso artistico, gusto del bello e senso del colore. È intuitiva, romantica e sognatrice, ma stravagante, amante dell’insolito, dell’eccentrico e di tutto ciò che è fuori dall’ordinario.
Si esprime attraverso l’arte : può appartenere ad una categoria in cui la creatività è particolarmente importante (pittore, poeta, musicista, designer… ), veste in maniera stravagante o ricercata. Il suo temperamento artistico e sensibile si palesa anche nella vita privata : pensa all’amore e alle emozioni, vive creativamente la vita e non disdegna situazioni strane, scandali e cose proibite. E’ devoto alla bellezza e alla passione, al sesso e all’intensità in generale.
Nello stesso tempo è una persona molto analitica ed è difficile che si senta in colpa.
A volte finisce per immergersi completamente nella dimensione tragica e malinconica della sua vita : finisce per non riuscire a vivere nel presente, rifugiandosi nel passato o sognando il futuro. Attratto da ciò che è irraggiungibile, non è mai nel “ qui ed ora”. Si blocca su un amore lontano, sulla perdita di un amico… in una continua ricerca della sofferenza.

Enneatipo 5
Il Pensatore – L’Osservatore – L’Eremita
I loro imperativi sono: onniconoscenza, sapere. Conoscenza è potere! L’obbiettivo prioritario è aumentare il proprio bagaglio di conoscenze.
Possono essere ricercatori o inventori. Hanno una grande facilità nel raccogliere dati dalla loro torre d’avorio. Il loro investimento maggiore è nella conoscenza, nella cultura. Possono coprire ottimamente posizioni decisionali, oppure diventare degli intellettuali. Difendono la propria intimità proteggendo la vita privata e non lasciandosi coinvolgere. Parlano poco e sono generalmente introversi, ma per contro sanno leggere abilmente la realtà, risultando ottimi osservatori. Generalmente di indole tranquilla, sono educati e gentili. A volte tuttavia, finiscono per apparire freddi e distanti.
Questo loro suddividere in scomparti, ragionando per categorie e analizzando il mondo con le armi della ragione e dell’intellettualizzazione, li mantiene ad una certa distanza emotiva dagli altri. Per questo risultano spesso eccessivamente distaccati dalle persone, dai sentimenti e dalle cose.

Enneatipo 6
Il Leale – Il difensore – Il Collaboratore
Il loro imperativo è scetticismo : evitare il pericolo di essere influenzati.
Sono persone coscienziose, tormentate dal dubbio; ragionano molto sulle intenzioni degli altri, in modo critico, diffidente, e sospettoso.
Si identificano con i deboli, sposano le cause perse, tendono sempre a mettersi al secondo posto; per questa loro capacità risultano ottimi giocatori di squadra, soldati fedeli e amici fidati. Si impegnano per una causa allo stesso modo in cui gli altri si gettano nel profitto personale. Hanno spirito di gruppo, sono pronti a sacrificare se stessi, sono affidabili e ligi alle regole. Evitano la devianza, poichè vedono la vita come ordinata da leggi, regole e norme. Il loro essere critici, tuttavia, può portarli a dubitare di tutto, rendendoli fortemente insicuri. Possono sentirsi perseguitati, perennemente con le spalle al muro.
Le reazioni possono essere differenti : a volte l’insicurezza cede il passo al timore, all’indecisione; gli infiniti “se” e “ma” fanno sì che il pensiero si sostituisca all’azione. La paura di essere fregati blocca l’azione, perché esporsi vorrebbe dire rendersi vulnerabili agli attacchi.
Talvolta la reazione alla paura è l’aggressività : in questi casi l’atteggiamento prevalente sarà quello estremista, provocatorio, temerario.

Enneatipo 7
L’Ottimista – L’Avventuriero – Il Materialista
Il suo imperativo è carpe diem !
È una persona estroversa, creativa, edonista e aperta alle opportunità che la vita offre. Vitalità, gioia ed energia la rendono attraente e piacevole. Ha mille interessi, è comunicativa e versatile, ama giocare e divertirsi; adora l’avventura, la varietà e tutto ciò che aiuta a celebrare la vita: viaggi, feste, canti, pasti al ristorante.
L’enneatipo 6 è amante del piacere ed eternamente fanciullo : si accosta alla vita in modo dilettantesco, non vuole rinunciare a niente e come Peter Pan non vuole crescere. Spesso ha problemi di peso, odia le diete e vive di eccessi, non disdegna amori occasionali. Generalmente è felice e di buona compagnia, lo contraddistingue un perenne buon umore.
Il rovescio della medaglia consiste nella superficialità, che a volte porta ad evitare il dolore o non notare quello altrui. La tendenza a vivere molto nel presente, rende improbabile l’impegno, per mantenere aperte tutte le possibilità. Spesso inizia le cose senza mai finirle !

Enneatipo 8
Il Capo – Il Leader – Il Protettore
Il loro imperativo è “domina o sarai dominato!”.
L’idea di base è la lotta. È individuo forte, combattivo, realista, orientato all’azione ed al lavoro. Ha opinioni chiare e profonde sulle cose. Manifesta apertamente rabbia e forza, ha grande rispetto per gli avversari che lo affrontano lealmente. Evita la debolezza, si vanta di essere forte e ama litigare. Entra in contatto in modo diretto, ad esempio attraverso il sesso o il confronto. Ha un forte senso della giustizia: estremamente protettivo e combattivo, prende spesso le difese di sè e dei suoi cari.
Gli appartenenti a questo gruppo sono spesso avvocati o politici, comunque ottimi capi.
Il rischio è l’eccesso : spesso vivono smodatamente, troppo, troppo tardi, troppo in alto.. Non si preoccupano di dare troppa voce alla propria aggressività e autorità, risultando estremamente diretti, provocatori, litigiosi.
Danno ordini volentieri, controllano tutto e tutti, tendono ad imporre il proprio potere sugli altri. Sono rissosi e possono incutere timore.

Enneatipo 9
Il Mediatore – Il Diplomatico – Il Pacificatore
Il suo motto è “l’importante e’ partecipare”, in armonia.
Persona calma, amichevole e pratica, caratterizzata da bontà, semplicità e amabilità naturale. È diplomatica e sincera. Si tratta di ottimi consiglieri, pacificatori e negoziatori estremamente utili all’interno di un sistema. Desiderano l’armonia e sono disposti a sacrificare se stessi in suo nome.
Non sono portati a criticare o giudicare le persone, ma piuttosto cercano di riportare la riconciliazione e la pace là dove ci sono tensione e conflitto. Conoscono i bisogni dell’altro molto meglio dei propri. Tendono verso l’anonimato, senza esibizionismo, preferendo situazioni anonime.
Queste persone, tuttavia , devono fare particolare attenzione a non eccedere in certi atteggiamenti.
Prediligono posizioni camaleontiche evitando il conflitto, di cui non reggono la tensione, ma la loro accondiscendenza, il loro non essere mai sicure, può facilmente risultare influenzabilità ed ambivalenza.
Distogliere l’attenzione da se stessi li porta a sostituire i propri bisogni con quelli degli altri, ma alle volte sono costretti a narcotizzare le proprie esigenze. In altri casi esprimono rabbia in modi indiretti o utilizzano l’astrazione piuttosto che combattere per un idea.

Il risultato del test non è sicuramente sufficiente per una pretenziosa “diagnosi” della propria personalità. .
Può essere comunque uno strumento per esaminare le numerose sfaccettature che contribuiscono a formare la nostra persona, nei rapporti con noi stessi e con gli altri, nelle situazione che viviamo quotidianamente.

E allora, dall’enneatipo 1 al 9 . . .

. . . Maria ha braccia grandi abbastanza per abbracciarvi tutti !

MARIA…a dopo

LE DONNE DELL’EST

 

 

Laura Boldrini
20 marzo alle ore 15:41 ·
E’ inaccettabile che in un programma televisivo le donne siano rappresentate come animali domestici di cui apprezzare mansuetudine, accondiscendenza, sottomissione.

Questa vergognosa lista – trasmessa durante la trasmissione ‘Parliamone sabato’, in onda su Rai Uno – è offensiva sicuramente nei confronti delle donne: quelle italiane che non sarebbero sufficientemente brave con i propri compagni e quelle dell’est descritte come dei peluche. Ma offende anche gli uomini, che risulterebbero esseri incapaci di relazionarsi alle donne in modo paritario.
Insomma, guardando questo programma la società sembra avere fatto un passo indietro di un secolo. Ed è ancor più grave che ciò sia avvenuto in un programma del servizio pubblico, condotto da una donna e in una fascia oraria pomeridiana. Così si rischia di vanificare i tanti sforzi che la Rai stessa sta facendo per dare un’immagine della donna dignitosa e contemporanea. Per questo mi auguro che siano fatte le dovute verifiche e siano presi adeguati provvedimenti.
Con una lista del genere non si fa altro che proporre stereotipi sorpassati da decenni: si rende la donna un oggetto, e da questo alla violenza il passo è breve. In un tempo in cui, nel nostro Paese, una donna ogni tre giorni viene ammazzata dall’uomo che dovrebbe amarla, dobbiamo impegnarci tutti per contrastare lo squallore di certe rappresentazioni e dare alle donne la dignità e il rispetto che meritano.

Merluzzi Annamaria

Vorrei dire ,cara Boldrini ,che però è un dato di fatto che molte donne dell est si prostituiscono con facilità . Che sanno adescare l uomo babbeo (soprattutto anziano ) italiano offrendo più sesso che cervello, per sistemarsi . Si fanno fare regali come cellulari, computer , vestiti, collane ,la spesa …poi chiedono anche una sistemazione con la residenza… Mai sentito che in Italia arrivino donne dell’Europa occidentale, che pur di sistemarsi si mettono anche con un vecchietto tentando magari astutamente di metterli contro le famiglie per ottenere sempre di più. Suvvia non siamo ipocriti . Io ne ho viste di donne dell est senza scrupoli e la cronaca ne è piena di molti vecchietti abbindolati.
la loro furbizia è ammirevole. Astute a far credere intelligente anche l’ uomo più imbecille. Io conosco addirittura uno che in casa teneva una lunga lista di nomi e numeri di telefono di donne dell’est (Mariunka Svetlana ,Doina ,etc ) … non sono nomi francesi, tedeschi o inglesi. A certi uomini se gli dai il sesso e li fai sentire importanti gli hai dato tutto…
Le donne dell est l hanno capito e ci marciano… non vedo offese contro di loro.

Rubamariti ? Ma quando mai . I veri uomini (mariti, fidanzati, compagni ) non rovinano un rapporto per un po’ di sesso, gli imbecilli si! (discorso a parte per un genere di maschio ,malato, come Berlusconi ) .. E… “cu sa senti sa sona”, cara Boldrini.

Annamaria…a dopo

BUONA PASQUA A TAVOLA …E NON!

 


Per questa Pasqua saremo in molti e organizzare un pranzo tradizionale sarebbe un notevole impegno. Abbiamo dunque pensato di suddividere i compiti, cercando ugualmente di preparare alcune pietanze tradizionali, per assaporare la gastronomia tipica di questo periodo. Abbiamo pensato di evitare la pasta, lasciando il campo a torte rustiche, frittate variopinte, utilizzando tutte le verdure di stagione, anche per insalate e contorni, per accompagnare piatti di carni, rosse e bianche, per accontentare anche chi non rimane soddisfatto mangiando solo’asciutt asciutt’ ! E poi non mancheranno salumi, formaggi, uova sode . . . un trionfo di colesterolo, al quale cerchiamo però di dare un freno . . . insomma, gusto si, ma non autolesionismo !!!
Vi suggerisco solo qualche ricetta, ma ognuno può lasciare libera la fantasia . . . o andare a riguardare qualche proposta precedente di questo blog!!! eh eh eh
Visto che piacciono così tanto le torte salate e che è periodo di carciofi, ecco la torta salata ai carciofi ancora piu’ ricca, se aggiungete agli ingredienti anche dei pezzetti di provolone, ma vi garantisco che gia’ così e’ gustosissima. Ingredienti per uno stampo da 26 cm:
1 rotolo di pasta sfoglia o brisèe – 5 carciofi – 100 g di prosciutto cotto – 200 ml di latte – 3 uova – 50 g di parmigiano – sale – pepe – olio Procedimento Pulire i carciofi eliminando le foglie esterne più dure. Tagliate e pulite il gambo e l’estremità più dura lasciando solo i cuori di carciofo e tagliateli a fettine. Metteteli in una ciotola con acqua e succo di limone e lasciateli in ammollo per una ventina di minuti quindi sgocciolateli e fateli cuocere in padella con un filo d’olio e 1 bicchiere d’acqua per 20 minuti circa. Salate e aggiungete il prosciutto cotto tagliato a dadini. Mescolate delicatamente e tenete da parte. Nel frattempo mescolate il latte con le uova, il parmigiano, sale e pepe. Rivestite una teglia da forno con la carta forno, stendete uno strato di pasta sfoglia e ricoprire con uno strato di carciofi e prosciutto. Versate ora il latte con le uova sulla torta salata. Arrotolare i bordi della torta salata ai carciofi, spennellarli con un pò di latte ed infornare a 180°C. Cuocere la torta salata per 30 minuti o fino a che non risulti dorata
Consumate questa torta salata tiepida.

TORTA SALATA AI CARCIOFI



 Tipico rustico napoletano è il Tortano che si prepara durante il periodo di Pasqua, anche se non bisogna mica aspettare un anno per preparalo… il tortano è buono sempre! È molto simile al casatiello dal quale si differenzia per la disposizione delle uova che anzichè messe intere e crude ricoperte con delle striscioline di pasta, vanno messe già cotte, tagliuzzate e messe all’interno insieme agli affettati e ai formaggi.
Ingredienti per uno stampo da 28 cm:
1 kg di farina 00 – 500 ml di acqua – 25 g lievito di birra – 250 g di strutto – 400 g tra salame tipo napoli, prosciutto cotto e pancetta – 400 g tra provolone , fontina e provolino – 100 g di pecorino – 4 uova – sale – pepe Procedimento:
Su una spianatoia infarinata disponete la farina a fontana con al centro il lievito disciolto in un pò d’acqua tiepida. Iniziate ad impastare per far assorbire man mano l’acqua alla farina. Aggiungete il sale, una manciata di pepe e la sugna e continuate a lavorare l’impasto in modo energetico, aggiungendo man mano la sugna, il pepe e i 3/4 del pecorino.
Lavorate l’impasto fino a che sarà diventato morbido e elastico. Formate una palla con l’impasto, disponetelo su una spianatoia e fatelo lievitare per 1 ora circa.
Nel frattempo tagliate i salumi e i formaggi a dadini e fate bollire le uova per renderle sode. Fatele raffreddare, sgusciatele e tenetele da parte.
Riprendete l’impasto e stendetelo delicatamente su una spianatoia con lo spessore di 5 mm
Disponete su tutta la superficie della pasta, lasciando liberi i bordi, i salumi e i formaggi tagliati a dadini e le uova sode e spolverizzate con il restante pecorino.
Arrotolate il tortano con delicatezza il più strettamente possibile.
Ungete il ruoto del casatiello ( ruoto da 28 cm) con abbondante strutto, disponetevi il rotolo di pasta a ciambella, unendone bene le estremità.
Spalmate altra sugna sul casatiello e fate lievitare al caldo con sopra un canovaccio per 2 ore circa o meglio ancora, per tutta una notte. Infornate il tortano napoletano in forno preriscaldato a 160°C e cuocete per un’oretta.
Disponetelo a fette, ancora tiepido, su un piatto da portata e gustatene ogni morso.

TORTANO




CASATIELLO

Un’altra ricetta molto semplice da preparare sono le mini omelette agli spinaci e prosciutto cotto, un’idea classica, reinventata in una veste moderna e sfiziosa, gradita anche ai più piccoli. Ingredienti (per 12 persone):
6 uova – prosciutto cotto 80 g – una manciata di spinaci freschi – parmigiano grattugiato – timo – sale – pepe
Preparazione:
lessate un ciuffetto di spinaci freschi in un pentolino con poca acqua salata.
Nel frattempo, prendete una ciotola abbastanza capiente e versateci all’interno tuorli e albumi, una bella spolverata di parmigiano grattugiato, un pizzico di sale, pepe e timo; sbattete il tutto con una forchetta, fino ad ottenere un composto abbastanza omogeneo.
Prendete ora una padella antiaderente e versateci il composto appena preparato; non appena vedere che sta iniziando a prendere forma e sostanza, aggiungete gli spinaci strizzati e tagliati a julienne e il prosciutto cotto tagliato a cubetti molto piccoli.
Quando la vostra omelette sarà pronta, procedete tagliandola in tanti cubotti, che andrete a disporre in un piatto da portata. Se, invece, volete stupire, potete utilizzare gli stampini dei biscotti per dare le forme più strane. Io ho una padella suddivisa in 5 incavi a forma di cuore . . . un pensiero affettuoso in più !

 omelette agli spinaci e prosciutto cotto, 



Le patate al forno con i piselli e la cipollasono un contorno ottimo per accompagnare un secondo piatto a base di carne; sono gustose e leggere, molto semplici da preparare. Ingredienti:
1 kg di patate – 200 gr di piselli – 1 cipolla bianca – olio – sale – pepe
Procedimento:
Sbucciate le patate, tagliatele a tocchetti sottili e mettetele in una ciotola con l’acqua e sale per una decina di minuti. In questo modo le patate non si attaccano tra di loro nella cottura e iniziano già a salarsi.
Stendete in una teglia un filo d’olio, scolate le patate e aggiungetele nella teglia, giratele bene nell’olio e infornate in forno già caldo a 180°C per 20 minuti circa.
Togliete le patate dal forno e aggiungete i piselli e la cipolla tagliata a rondelle, cospargete con un filo d’olio, salate, pepate e infornate per altri 10 minuti, prima di consumare.

PATATE AL FORNO





Non fatevi mancare tutte le verdure crude che vi aiuteranno a rinfrescare le papille, preparandole a gustare un nuovo sapore senza confonderlo con il precedente . . . Altro che sorbetti, che aggiungono alcool a quello introdotto con i bicchieri (non troppi, eh! )di buon vino che accompagnano una già così allegra compagnia !



Ci saranno dolci e dolcetti, pastiere di grano, di riso, colombe con i più improbabili ripieni e coperture, biscotti e uova di cioccolato, con le più stravaganti e, talvolta, insulse, sorprese . . .
Ma un’amica carissima ci ha fatto una solenne promessa (tanto non la fa lei . . . eh eh)







La sua mamma, specialista in dolci, prepara la crostata crema e amarene, un tipico dolce napoletano di Pasqua, insieme alla Pastiera. Ha un sapore delicato e un tempo veniva preparato con le amarene fatte in casa… una vera bontà!!!
Ingredienti per uno stampo da 24 cm:
Per la pasta frolla:
farina 300 g – 2 uova – burro100 g – zucchero100 g – vanillina 1 bustina – bicarbonato 1 cucchiaino
Per la crema:
4 uova – 100 g di zucchero – 50 g di farina – 400 ml di latte – 100 g di amarene sciroppate – zucchero a velo
Procedimento:


Disponete la farina e lo zucchero a fontana su un ripiano o in un’ampia ciotola e mettetevi nel mezzo il burro ammorbidito, le uova, la vanillina e un cucchiaino di bicarbonato. Amalgamate velocemente gli ingredienti con la punta delle dita, incorporando la farina dai lati verso l’interno.
Con l’impasto formate una palla e lasciatela riposare, avvolta nella pellicola, per 1/2 ora in frigo.
Nel frattempo preparate la crema pasticcera. Mettete in una casseruola dal fondo spesso i tuorli con lo zucchero e mescolate bene. Aggiungete la farina e mescolate fino ad avere un composto liscio e senza grumi. Versate quindi sopra il latte a filo, sempre mescolando. Ponete la casseruola sul fornello a fiamma bassissima, mescolando in continuazione.
Una volta arrivata ad ebollizione, togliete la crema dal fuoco. Aggiungete 2 cucchiai di sciroppo di amarene e lasciatela raffreddare, mescolando ogni tanto affinchè non si indurisca in superficie.
Trascorso il tempo di riposo, riprendete la pasta frolla e stendeteta su un piano infarinato. Imburrate uno stampo per crostate da 24 cm e adagiate lo strato di pasta frolla. Versate sopra la frolla la crema pasticcera. Tagliate delle strisce dalla pasta rimasta ed intrecciatele sulla crema. Ripiegate leggermente i bordi esterni dell’impasto verso l’interno.
Aggiungete le amarene con un pò del loro succo su ogni rombo. In alternativa potete versare prima le amarene con un pò del loro succo sullo strato di crema e poi ricoprire tutto con uno strato di frolla .
Infornate la crostata crema e amarene a 180°C e cuocete per 40 minuti circa.
Sfornate la crostata con crema e amarene, lasciatela raffreddare, quindi cospargerla con lo zucchero a velo.





Un trionfo di frutta di stagione, un buon caffè, un digestivo, magari alle erbe, renderanno il pranzo completo . . . ma l’ingrediente migliore sarà l’affetto e l’allegria che terrà uniti tutti i partecipanti !





Beh, organizzatevi e distribuitevi i compiti . . . vi confesso che quello che io amo meno è . . . fare la spesa ! Nel caso toccasse a me, spero di trovare due ‘valletti’, validi, aitanti e carucci, disposti ad aiutarmi !
Buon Gusto ma soprattutto. . . una Felice Pasqua a tutti da Maria !


BUONA PASQUA DA MARIA E ANNAMARIA!!!

FESTA INTERNAZIONALE DELLA DONNA 2017

 

L’origine del mondo (Courbet) – L’origine della guerra (Orlan)


Diciamo la verità : le donne non sono tutte martiri votate alla santità, maternità e devozione, ci sono anche le donne stronze e le madri che abbandonano e uccidono i figli, le donne che ricattano e umiliano i propri uomini, le donne che una volta al potere ne abusano e sono peggio dei maschi, le amiche che ti sparlano alle spalle, che ti tradiscono, che ti fregano il marito ,il fidanzato, le bullette che picchiano etc…a tutte queste femmine non auguro niente. Gli auguri vanno alle donne vere, che lottano ogni giorno, che amano, libere ed indipendenti.


Ma poi penso anche che se esiste la festa della donna, se è vero che c’è o ci dovrebbe essere la parità tra i sessi perchè non c’è anche la festa dell’uomo? Quanti operai sono morti in passato tragicamente sul posto di lavoro?


Dunque la tanta parità che si mira ad ostentare, esiste? La donna, come l’uomo, vanno valutati in maniera indistinta ed in base esclusivamente a competenze e meriti. 

Annamaria

E SE DIO FOSSE UNA DONNA?

E se Dio fosse una donna?
si chiede Juan senza immutarsi,
guarda, guarda, se Dio fosse donna
e’ possibile che gnostici ed atei
ci diremmo no con la testa 
e diremmo si con le viscere.
Forse ci avvicineremmo alla sua divina nudita’
per baciare i suoi piedi non di bronzo,
il suo pube non di pietra,
le sue tette non di marmo,
le sue labbra non di gesso.
Se Dio fosse donna l’abbracceremmo
per strapparla dalla sua lontananza
e non ci sarebbe da giurare
fino a che la morte ci separi
giacche’ sarebbe immortale per antonomasia
e invece di trasmetterci Aids o panico
ci contagerebbe la sua immortalita’.
Se Dio fosse donna non si installerebbe
lontana nel regno dei cieli,
ma ci aspetterebbe nel vestibolo dell’inferno,
con le sue braccia non chiuse,
la sua rosa non di plastico
e il suo amore non di angeli.
Ah, mio Dio, mio Dio
se per sempre e da sempre
fossi una donna
che bello scandalo sarebbe,
che felice, splendida, impossibile,
prodigiosa bestemmia.
Mario Benedetti

 



Penso già all’8 marzo che si avvicina e a tutti i discorsi che sentiremo , come ogni anno, per celebrare questa giornata.
Da parte mia desidero celebrarlo , attraverso il blog, con un messaggio preso dal web che, io donna, dedico a voi uomini. 


Un uomo era stanco ed arrabbiato di lavorare tutto il giorno, mentre sua moglie stava beatamente a casa. Così un giorno si mise a pregare: “Caro signore, io mi sacrifico tutto il giorno a lavorare, mentre mia moglie sta tranquilla in casa. Voglio che sappia quello che passo ogni giorno, ti chiedo di scambiare il mio corpo con il suo”.
Dio, in tutta la sua saggezza, gli concesse il desiderio. La mattina successiva, il desiderio era stato esaudito. Così entrambi iniziarono la loro giornata, ma con ruoli invertiti.
La moglie uscì la mattina presto per andare a lavoro, mentre l’uomo iniziò le faccende di casa:
• Preparare la colazione il compagno e per “lei”.
• Svegliare i bambini, lavarli e prepararli.
• Preparare la colazione per i bambini.
• Accompagnare i bambini a scuola.
• Far partire la lavatrice.
• Passare alle poste per sbrigare alcune cose.
• Fare la spesa.
• Sistemare la spesa.
• Sistemare i letti.
Sta per arrivare ora di pranzo quindi bisogna affrettarsi a fare le ultime faccende:
• Fare il bucato.
• Passare l’aspirapolvere e lo straccio.
• Correre a scuola a prendere i bambini.
• Preparare il pranzo.
• Aiutare i bambini con i compiti.
• Preparare la merdenda.
• Stirare il bucato.
Il pomeriggio è già finito e sta arrivando la cena:
• Pelare le patate ed impanare il pollo.
• Dopo cena si devono lavare i piatti e le padelle.
• Fare il bagno ai bambini e farli coricare.
Dopo tutto questo sono già le 22 e l’uomo, nel corpo della donna, è stanchissimo. Ma prima di dormire c’è l’ultimo dovere coniugale da esaudire nei confronti del partner: Fare L’Amore.
Il mattino seguente l’uomo ancora esausto, prega nuovamente:
“Oh mio signore, non so cosa ho pensato! Mi sono totalmente sbagliato, non dovevo invidiare mia moglie che sta a casa. Fa comunque tantissime cose, non è vero che non fa niente. Ti prego, fammi rientrare nel mio corpo! Amen.”
Dio, nella sua infinita saggezza, risponde prontamente all’uomo:
“Figlio mio, quindi hai imparato la lezione! Certo che ti farò tornare nel tuo corpo, ma devi aspettare 9 mesi… Ieri sera sei rimasto INCINTA!”

Aggiungo anche un pensiero della grande ORIANA FALLACI che puo’ piacere o meno ma nessuna come lei ha saputo sondare il mondo.


Da “Lettera a un bambino mai nato”: Avrai tante cose da intraprendere se nascerai donna. Per incominciare, avrai da batterti per sostenere che se Dio esistesse potrebbe anche essere una vecchia coi capelli bianchi o una bella ragazza. Poi avrai da batterti per spiegare che il peccato non nacque il giorno che Eva colse la mela: quel giorno nacque una splendida virtù chiamata disobbedienza. 
Infine avrai da batterti per dimostrare che dentro al tuo corpo liscio e rotondo c’è un’intelligenza che chiede di essere ascoltata.



Concludo con un pensiero di Miguel de Cervantes “La donna è di vetro, e quindi non si deve far la prova se si possa rompere o no, perché tutto può essere. Ma è più facile che si rompa, e quindi sarebbe una pazzia esporre al rischio di rompersi ciò che, dopo, non si può più accomodare. 


Dedico questo post a tutte le donne vittime del femminicidio. Ultima , uccisa alla rambo dal marito,  Federica Madau di 32 anni ,mamma di tre figlie.

Federica Marau
 

Annamaria… a dopo

LE INFLUENZE DELL’OCCHIO MALVAGIO

 

Qualche anno fa rimasi colpita e stupita nel ricevere, da una donna, un lungo sguardo malevolo , quasi feroce, dove chiaramente si leggeva invidia, gelosia e cattiveria.

Di sicuro era ansiosa di conoscermi. Di constatare la mia fisicità , la mia personalità.

Forse quella donna mi vedeva già come potenziale rivale? Sta di fatto che ho un bruttissimo ricordo .

In seguito ho saputo che ha rovinato diverse persone e famiglie .

Avevo incontrato una iettatrice e non lo sapevo?

Ricordo anche che mormorava spesso tra sè e l’aspetto (al femminile) è come descritto in quest’articolo.

In paese ma anche qualcuno della sua parentela, la considera una iettatrice evitandola come la peste. E non avevano torto.

Dedico proprio a questa persona l’articolo… forse ,chissà, riusciro’ a liberarmi del ricordo di quello sguardo maligno.

Crederci non crederci?..Boh ! Intanto so che la iettatrice piu’ famosa è lei, la Signora in giallo………….

 

 

Lo jettatore è un essere moralmente perduto; dal suo sguardo emanerebbero le influenze perniciose, di invidia e cattiveria, che determinano quelle alterazioni che colpiscono, nell’anima e nel corpo, la povera vittima. Un individuo così pericoloso come lo jettatore, che, con il solo sguardo, causa tante disgrazie, è sicuramente da evitare. Plinio riferisce che erano molto temuti coloro che avevano la capacità di colpire con influssi perniciosi i loro simili, gli animali o i raccolti. Per evitare tali pericoli pubblici occorre, però, saperli riconoscere.

L’IDENTIKIT DELLO JETTATORE

La tradizione popolare ci insegna come riconoscere lo jettatore. Esso è: arcigno, cattivo, solitario, taciturno, spesso magro, pallido o di colorito giallognolo, leggermente curvo e con gli occhi leggermente sporgenti, con sopracciglia folte e unite. Il medico Piero Piperni descrive lo jettatore come un individuo con orbite alquanto profonde e gli occhi in esse sono squallidi e sordidi, lucidi e tremendi.

Alessandro Dumas nel suo libro “Le surnaturel et les dieux d’après les maladies mentales” ce ne dà un approfondito ritratto:

“E’ di solito magro e pallido, ha il naso ricurvo, e occhi grandi che ricordano quelli del rospo e che egli tende a coprire con un paio di occhiali: com’è noto, il rospo ha il dono della jettatura, tanto che uccide un usignolo con il solo sguardo. Quando incontrate… una persona come quella che ho descritto, guardatevene: quasi sicuramente si tratta di uno jettatore. Se costui vi ha scorto per primo, il male è fatto e non c’è rimedio: chinate il capo e aspettate. In caso contrario, se non avete ancora incontrato lo sguardo, presentategli il dito medio teso e le altre dita piegate: il malefìcio sarà scongiurato. Non occorre dire che se portate addosso corni di giada o di corallo non avete bisogno di tutte queste precauzioni”.

Giuseppe Cosco

 

Annamaria

UN LIBRO DA NON PERDERE, IL METODO STI CAZZI

 

 

metodo-sticazzi-767340

Se siete Depressi o in preda all’ansia . Stanchi del lavoro, dei colleghi, delle colleghe, di vostro padre (o della madre), del marito, del findazato etc  e siete alla ricerca di un libro da regalarvi  che possibilmente non parli dell’ennesimo tormentone di una storia d’amore con un ricchissimo e fighissimo “principe azzurro”, questo che vi propongo potrebbe fare per voi.

image-630x210

Nel libro diverse sezioni vi illustrano i passi base per diventare “sticazzisti”, le situazioni tipiche da cui il metodo vi tirerà fuori e come identificare i nemici intorno a voi; vi proporrà anche un botta e risposta tra lettori in crisi e un test.

Non potendo investire la nonnina tirando dritto e pensando sticazzi , nel libro troverete anche un capitolo dedicato alle situazioni in cui non si può applicare assolutamente il metodo.

ctw455awk0-oooommmm-scusi-ma-omm-cosa-significa-in-tibetano-sticazzi-buongiorno_b

 

Il metodo sticazzi è una versione meno addolcita di quel “prendere la vita con filosofia” che ha salvato l’umore e la giornata a molte persone. Sostanzialmente vi suggerisce di semplificare il vostro caos esistenziale. Cercate di capire quali sono i vostri veri amici, le persone cui tenete di più, e quali siano le cose/attività veramente importanti della vostra vita. Il resto, come il paradiso, può attendere.

Una donna che applicava alla grande il metodo “sti cazzi” era Rossella O’Hara.

Volubile e capricciosa, opportunista e sfrontata, arrogante e vanesia, la protagonista di uno dei più bei film del Novecento compie innumerevoli scelleratezze e mai, ma proprio mai,  pretende da se stessa di assumersene la responsabilità. Di fronte a ogni tragedia e sfiga che incombe sulla sua vita di donna caduta in disgrazia, la mitica risponde con la frase: “Ma non ci voglio pensare adesso, ci penserò domani. Domani è un altro giorno”. una grande verità: rimandando una riflessione drammatica, spesso si riesce ad aggirarla in pieno, salvandosi da inutili piagnistei, dei quali per lo più si può tranquillamente dire sticazzi.

Autore: Carla Ferguson Barberini
Titolo: Il metodo sticazzi
Editore: Aliberti
Pagine: 105
Prezzo € 9,0051xwlfrs2ol

 

 

Carla Ferguson Barberini ( un collettivo esperto di comunicazione) ci aiuta anche con un manualetto facile da usare per affrontare, sempre con il sorriso sulle labbra e con immenso piacere, tutte ma proprio tutte le festività natalizie e arrivare indenni all’ epifania.
Oggi è Natale. Ma domani è un altro giorno.

 

Eccovi un anticipo.

Quando Rossella O’Hara incontra il Metodo sticazzi è un Buon Natale!
Avete paura della Vigilia? Vi terrorizza il Cenone? Ecco 7 imperdibili consigli per sopravvivere, anzi per godersele. 

1. Sticazzi del Natale? Meglio di no!
“E’ evidente che dire sticazzi del Natale non si può, e non si deve, il nostro compito è piuttosto quello di restituire alle festività la loro originaria purezza, detergendole da quanto le ha finora insozzate: lo stress, l’angoscia, il nervosismo e la fatica”;

2. Il troppo cibo? Un’ occasione!
L’atteggiamento vincente è quello dell’homo natalitius sticazzicus che si destreggia tra prove dure e appuntamenti immancabili. Come sopravvivere al cibo? Cambiando punto di vista: il pranzo della vigilia diventa occasione, grazie al fosforo, per migliorare la vista. Il pranzo del 25 dona energia per il poker serale, il 31 è fondamentale il rito dell’accoppiamento;

a-sticazzi

3. Buon anno? Con un rutto!
Iniziare l’anno con il passo giusto: “l’homo natalitius sticazzicus si adesta affamato e compie un rito propiziatorio per festeggiare il nuovo anno enunciando la parola sticazzi in un unico rutto”;

4. Il saggio? L’importante è che vieni!
Per non morire di noia per il saggio del nipotino, appuntamento immancabile, meglio arrivare a sentirsi dire “l’importante è che vieni”. Chi vi invita paleserà così la vostra scarsa utilità, potrete arrivare in ritardo perchè, si sa, una riunione proprio quel giorno vi terrà lontani;

5. Il segreto dell’addobbo? L’anticipo!
Se gli addobbi vi assillano e l’idea di sconvolgere la vostra casa vi terrorizza: no problem.
Il segreto è “anticipate tutti, ne guadagnerete in stima e senso di fiducia. Non pensate che faticherete il triplo agendo soli: è vero il contrario.” Il “gusto sticazzi” all’iniziativa è facile: “rapidità e superficialità”;

6. La tempistica del regalo? Lo sticazzi!
Quando acquistare i regali di Natale? No panic: “non acquistateli in vacanza, godetevi le vostre ferie”. Diluire nel tempo aiuta, ma il vero tocco di genio è chiedersi se davvero le persone si meritino un regalo, al ritornello di “sticazzi”;

7. Cena da noia? Sadismo necessario!
Per evitare lo “smaronamento cena”, all’insoppartabile supplizio dei ricordi (“che sono sempre gli stessi”) concentratevi sull’arte di passare la palla: ricordate un episodio di cui qualcun altro deve vergognarsi, sarà una goduria!

elisabetta-sticazzi

Annamaria… a dopo

Avete trovato l’articolo inutile e non avete minimamente intenzione di interessarvi alla questione né tanto meno di comprare il libro?
….che dirvi? STICAZZI!
Io sono contenta di avervene parlato.

DICEMBRE

ddb4446f1a_8575400_med

http://www.partecipiamo.it/gif/mani/09.gif

MESE DI DICEMBRE 2016

albero-twinkle

Inizia oggi l’ultimo mese dell’anno e con esso anche l’inverno meteorologico che si differenzia da quello astronomico che invece inizierà solo il 21 dicembre con il solstizio d’inverno. E’ il dodicesimo mese del calendario civile e conta 31 giorni. Nel Calendario Arcaico Romano e nel Calendario della Repubblica Romana DECEMBRIS era il decimo mese del calendario e contava 29 giorni. Nel Calendario Giuliano DECEMBRIS era il dodicesimo mese del calendario e contava 30 giorni. Nel Calendario Augusteo DECEMBRIS era l’undicesimo mese del calendario e contava 31 giorni.

Il mondo romano consacrava questo mese a Saturno, dio della semina e, successivamente, dio della terra dei morti. Il trionfo del Sole sulle tenebre veniva anticamente festeggiato da tutti i popoli: presso i romani si celebravano i Saturnalia, in onore di Saturno, che andavano dal 17 al 23 ed erano giorni di festa e di allegria perfino per gli schiavi.

Per gli ebrei Kislèv (parola di origine incerta, forse si riferisce a K’sil, il nome biblico per Orione, l’arciere, dato che il segno zodiacale legato a questo mese è il sagittario), terzo mese, era formato da 29 o 30 giorni.

 

In questo mese cade la festa di Chanukkà, la festa delle luci, così come molte popolazioni che si rifanno al Calendario Gregoriano, nello stesso periodo festeggiano Santa Lucia, portatrice di luce.

Per i musulmani Shavval, decimo mese, conta 29 giorni e va da novembre a dicembre, mentre Thol Qi’deh, undicesimo mese dell’anno, è il periodo che va da dicembre a gennaio.

Per i persiani Azar, nono mese, contava 30 giorni e andava da dicembre a gennaio. Come altri popoli anche i persiani festeggiavano il dio dell’oscurità che per questo popolo era Mitrah;

Per i celti con Dumannios (tempo dell’oscurità più profonda), secondo mese del calendario, cominciava il periodo invernale, questo mese contava 29 giorni e andava da novembre a dicembre, mentre Riuros (tempo freddo) era il terzo mese del calendario, durava 30 giorni e andava da dicembre a gennaio. Durante il Dumannios i Celti celebravano il loro Natale.

Anche i pellerossa d’America adottarono il sistema importato dai pionieri, ma i loro mesi erano legati alla vita della luna e, naturalmente, ogni popolo aveva nomi propri per i mesi dell’anno: secondo la testimonianza di Alce Nero, del popolo Lakota, era Luna morta che si attarda; per gli indiani Chippewa e Ojibwa era Luna del Piccolo Spirito.

Durante la Rivoluzione francese, il mese che andava dal 21 novembre al 20 dicembre prese il nome di Frimaire (Frimaio), mentre il periodo che andava dal 21 dicembre al 19 gennaio prendeva il nome Nivôse (Nevoso).

Nel Medioevo, il mese di dicembre era raffigurato come un contadino che uccide un maiale.

Con il solstizio d’inverno dicembre dà il “bentornato” alla luce: infatti in questo mese le giornate cominciano ad allungarsi, a discapito delle nottate. Molti popoli in questo periodo festeggiano, o festeggiavano, una divinità: gli Aztechi celebravano il dio Tlaloques, il sole, con veglie e offerte agli dei della casa, gli Egizi, il dio Osiride, dio del mondo dei morti, ma anche della rinascita, i Greci festeggiavano il dio Kronos, il dio del tempo.

Diamo ora uno sguardo allecelebrazioni di dicembre :

4 dicembre : Santa Barbara, patrona dei vigili del fuoco e di tutti coloro che lavorano con gli esplosivi.

6 dicembre : San Nicola di Bari, in effetti nato in Asia minore, è il protettore di bambini, soprattutto fanciulli in pericolo, ragazze da marito, scolari, avvocati, navigatori, prigionieri, oppressi.

 

 

Essendo riconosciuto come protettore dei bambini, in Olanda, Sanctus Nicolaus divenne il familiare Santa Claus, che porta loro i regali. Questa figura fu esportata dagli olandesi negli U.S.A., dove gli venne assegnato l’abito rosso e la slitta trainata da renne, consacrandolo definitivamente come Babbo Natale.

 

 

7 dicembre : a Milano è festa del patrono Sant’Ambrogio, Dottore della Chiesa. Ci sono mercatini e chioschi di dolciumi per la felicità dei bambini . . . e non solo. Quello più famoso è La Fiera degli Obei Obei: il suo nome pare si possa spiegare così: in milanese “oh, belli! ” si dice “ oh, bei ! “; probabilmente in passato andando al mercato si esclamava “ obei, oh bei “ . . . (oh belli, oh belli) : ecco il perché dello strano nome!

8 dicembre : è la festa religiosa dell’ Immacolata Concezione, che celebra il concepimento della Madonna, priva del peccato originale. Tale festività fu introdotta per la prima volta nel Calendario Romano nel 1476 . A Roma, nelle prime ore del mattino, in piazza di Spagna i pompieri adornano con una ghirlanda la statua della Madonna posta sulla colonna. Tradizionalmente, dopo l’8 dicembre, si prepara l’albero ed il Presepe; anche se l’albero è il preferito da molti per la sua praticità e il senso di allegria che trasmette, con i suoi colori brillanti, da alcuni anni il Presepe ha riconquistato l’affetto degli italiani. Riguardo l’albero, ultimamente la scelta privilegia quelli veri: l’invito è di non buttarlo via, esaurite le festività. In fondo si tratta di una pianta viva e gettarla via è una crudeltà ! Lasciatelo nel vaso e mettetelo in un angolo del giardino, del terrazzo o del balcone; in alternativa, regalatelo a qualcuno che possa occuparsene o alle associazioni che si sono organizzate per il loro recupero.

 

13 dicembre : Santa Lucia di Siracusa, protettrice di ciechi, oculisti, elettricisti . Anche se non è un giorno festivo, in molti paesi si festeggia la Santa della Luce, e le comunità svedesi in Italia, allietano le città con le loro manifestazioni: durante la festa dei fanciulli cantano in coro, illuminando le tenebre con corone di candele accese.

 

 

Tra il 24 ed il 25 si festeggia il Natale, la festa più popolare del nostro Paese. Il 24 è quasi un giorno festivo, ma non per tutti, e prepara alla celebrazione della Natività. La tradizione divide gli italiani in due “fazioni” : una festeggia il Natale con la cena del 24 ed in tal caso i regali vengono aperti allo scoccare della mezzanotte, dopo lo scambio degli auguri. Molti preferiscono festeggiare con il pranzo del 25, dopo aver aperto i regali messi sotto l’albero o accanto al Presepe.

 

 

Sta tornando ad essere apprezzata anche la tradizione della Messa di mezzanotte, un’occasione per raccogliersi, meditare, ma anche riunirsi nella avvolgente atmosfera del Natale. A Laveno (VA) il giorno 24, viene allestito un presepe sommerso e illuminato che rimarrà sul fondo del lago fino all’Epifania. A Greccio (RI), si rievoca il primo Presepe di San Francesco, in costumi del ‘300.

26 dicembre : Santo Stefano, è un giorno festivo, ancora dedicato a festeggiamenti, viaggi o semplicemente al riposo.

26 e 27 dicembre, a POSITANO (SA) in costiera amalfitana, si festeggia con una “zeppolata” sulla spiaggia.

31 dicembre : anche se non è una giornata festiva, ci si prepara a dare il benvenuto all’anno nuovo, salutando, con gioia o a malincuore, l’anno che se ne va.

 

 

Tra le tantissime manifestazioni che si svolgono nell’ultimo giorno dell’anno, ecco quella che si svolge a Poggiomarino (NA). Da oltre 100 anni, il pomeriggio del 31 dicembre, per le strade del paese gira un gruppo di persone, vestite con abiti campestri, che cantano una canzone beneaugurante per l’anno nuovo che sta per iniziare, accompagnati da strumenti della tradizione popolare (‘a caccavella, ‘o tricche ballacche, ‘o putipù, ‘a fisarmonica, ‘e nnacchere, ed altri). Il gruppo è preceduto da un paio di persone o da un apposito automezzo, che portano un grosso ramo di alloro (‘a frasca), ornato di luci, campanelli, nastri e, alla base, la grotta della Natività coi pastorelli che simboleggiano il Bambinello, la Madonna, San Giuseppe, il bue, l’asinello e gli zampognari. Anticamente i commercianti che incontravano sul percorso donavano i prodotti del loro negozio (salsicce, salami, provoloni, pane, verdure, vino,fichi secchi ed altro) e alla fine della giornata i componenti del gruppo, con le loro famiglie, si raccoglievano presso l’abitazione di uno di essi, sotto un ampio portone, per consumare tutti insieme quei doni ricevuti, aspettando la mezzanotte. Oggi, invece, al termine del giro si esibiscono nella piazza principale del paese, su un apposito palco, e tutta la popolazione brinda al nuovo anno, scambiandosi gli auguri.

 

 

Curiosando tra proverbi e detti popolari . . .

http://img21.dreamies.de/img/712/b/r808vr6vwxy.gif

Chi fa il ceppo al sole, fa la Pasqua al fuoco.

Dicembre vezzoso, anno capriccioso.
Dicembre nevoso, anno fruttuoso!
Gli uomini sono aprile quando fanno all’amore, dicembre quando hanno sposato.
Dicembre piglia e non rende.
Dicembre variante, freddo costante.
Seminare dicembrino, vale meno d’un quattrino.

Se avanti Natale fa la brina, riempi la madia di farina.

Dicembre imbacuccato grano assicurato.

Dicembre gelato, non va disprezzato.

Se piove per Santa Bibiana (2 dicembre) dura quaranta dì e una settimana.

La neve di dicembre per tre mesi non se ne va.

Per Santa Bibiana (2 dicembre), scarponi e calza di lana.

A San Nicola di Bari (6 dicembre), la rondine passa i mari.

Per San Nicolò di Bari (6 dicembre), festa o non festa, a scuola non si resta.

Chi si rinnova per Maria (8 dicembre), scampa la malattia.

Se San Damaso (11 dicembre) venerate, sarete in pace con chi amate.

Da Santa Lucia (13 dicembre) il freddo si mette in via.

Da Santa Lucia a Natale il dì s’allunga quanto un passo di cane.

A San Graziano (18 dicembre), lo scaldino in mano.

Natale (25 dicembre) in pantanella, Pasqua in polverella.

Santa Lucia, il più corto giorno che ci sia. Per Santa Lucia e per Natale, il contadino ammazza il maiale.

Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi.

Chi per Natale non ammazza il porco, tutto l’anno resta col muso storto.

A Natale, freddo cordiale.

Da Natale in là, il freddo se ne va.

Natale (25 dicembre) al balcone, Pasqua al tizzone.

Per i Santi Innocentini (28 dicembre) son finite le feste ed in quattrini.

A San Silvestro (31 dicembre) la neve alla finestra.

Per San Silvestro, ogni oliva nel canestro.

 

E non finisce qui. . . il mese di DICEMBRE è ricco di meraviglie, e noi le scopriremo insieme. . .

 

Alla prossima !

 

http://img15.dreamies.de/img/518/b/3dg5hfigfsr.gifAnnamaria… a dopo

UOMINI VIOLENTI, CAMBIARE SI PUO’

giornata_vs_violenza_donne

E dopo una giornata di tam tam dove l’uomo (la bestia crudele) è stato costretto ,almeno per un giorno, a riflettere in occasione della giornata contro la violenza sulle donne concludo con una nota positiva in favore degli uomini.

Voglio fermamente credere che non tutti gli uomini sono delle bestie criminali che usano violenza fisica e psicologica nei confronti delle donne, mogli,compagne,sorelle.

Ci sono uomini che sanno davvero amare e rispettare le donne.
Questo bel post di Fabio Volo ,dedicato alla moglie, è un esempio che non tutti gli uomini sono uguali.

fabio-volo-johanna-moglie

“volofabioDicono che uno dei regali più belli che un padre possa fare ai propri figli sia quello di amare la loro madre. Questo è il regalo che ho scelto anche se in fondo non ho scelto proprio nulla. Semplicemente mi sembra impossibile non farlo. È tutto così naturale. Thank you @johannamaggy”

( Come spesso ripeto, anche se non ci si ama piu’ deve comunque rimanere il rispetto reciproco! )

 

separatore

 

elenco-centri-uomini-maltrattanti-608x250

Questa invlettere-di-scuse-di-uomini-violentiece è la storia di un uomo pentito e rinato dopo un percorso di rieducazione: “Dovevo cambiare o avrei perso le persone che amo di più”

FIRENZE. “Ricordo ancora quella sera: avevo il coltello in mano e gridavo a mia moglie “ora ti ammazzo”. La bambina era lì che ci guardava. Eravamo in cucina, e il terrore nei suoi occhi e in quelli di suo fratello non posso dimenticarlo. Poi la loro paura, quando venivano a dormire da me, dopo la separazione, perché la mia violenza poteva esplodere in ogni momento, ed erano botte, urla, piatti rotti”.

Alessandro ha 50 anni e non si vergogna di piangere. “Erano così piccoli…”. Seduto in una stanza colorata del “Cam” di Firenze, Centro di ascolto per uomini maltrattanti, mentre stringe tra le mani una lettera della figlia come fosse un oggetto prezioso, Alessandro, alto funzionario in una multinazionale, prova a raccontare cosa c’è nella mente (e nel cuore) di un uomo che terrorizza la moglie, i figli, le persone che più dice di amare. Ma anche il suo lento percorso di rinascita, attraverso gli incontri con gli operatori del “Cam”, il più famoso centro in Italia per il recupero dei maschi violenti.

Alessandro, come ha fatto a capire che aveva bisogno di aiuto?
“Ho sempre pensato di essere nel giusto quando picchiavo e umiliavo tutti. Poi l’anno scorso, quando una sera infuriato ho sbattuto mia figlia contro il portone di casa, ho capito che se non fossi cambiato avrei perso per sempre i miei affetti più cari”.

Ma lei perché si comportava così?
“Rabbioso e iracondo sono stato fin da ragazzo. A casa mia volavano piatti e urla. Sono cresciuto sentendo mio padre gridare a mia madre: “Ora ti mollo un ceffone”. Ma non voglio giustificarmi. Io sono un violento e mio fratello no, eppure abbiamo vissuto le stesse cose. Ho sempre reagito in modo sconsiderato. A 11 anni per una punizione spinsi mia madre contro una poltrona, rompendole una costola. Ma il peggio è arrivato quando mi sono sposato”.

Cosa accadeva?
“Tutto doveva essere fatto come decidevo io. Se mia moglie prendeva un’iniziativa, diventavo brutale. Lanciavo oggetti. Sbattevo i pugni sul tavolo. L’ho presa a schiaffi. La svalutavo in continuazione. Proprio come mio padre aveva fatto con mia madre. In casa tutti avevano paura di me”.

E i suoi figli?
“Il mio rimorso più grande. Nemmeno con loro mi tenevo. Una volta, per strada, strattonai in modo così violento mia figlia di due anni che la gente mi voleva fermare. E a mio figlio, oggi adolescente, ho rotto un oggetto in testa perché non faceva bene i compiti. Per anni non mi hanno parlato. Mia moglie mi ha lasciato quando erano piccoli, ma so che era terrorizzata quando venivano a dormire da me”.

Ma lei non chiedeva perdono, non provava a cambiare?
“Avevo dei rimorsi, ma davo la colpa agli altri. Alla mia ex moglie, ai ragazzi che mi facevano arrabbiare”.

Un padre padrone insomma?
“Forse. Come tanti altri uomini “normali” che ho incontrato qui al centro di ascolto. Convinto, anche in quanto maschio, di avere ragione”.

Ha mai pensato di esser capace di compiere un femminicidio?
“Mi sono fermato in tempo… Purtroppo però ogni volta che ho avuto una nuova relazione ho messo in atto comportamenti violenti. Ho avuto una seconda compagna. Era molto gelosa. Una notte l’ho fatta cadere procurandole una contusione al collo. Naturalmente la storia è finita. Ma io dicevo che era colpa sua…”.

Cosa l’ha spinta a venire al “Cam”? E cioè a curarsi finalmente?
“È stata la mia ex moglie. Mi ha fatto capire che i ragazzi non li avrei più rivisti. Il solo pensiero mi faceva impazzire. Qui però noi non usiamo la parola “curare”. La violenza non è una malattia, è un comportamento. Una scelta. Con i gruppi e i percorsi individuali impariamo a riconoscerla dentro di noi, a controllarla, a modificare le reazioni. Ad esempio smettendo di dare la responsabilità agli altri della nostra aggressività. Ma ci vuole uno sforzo continuo”.

E lei si sente al sicuro?
“Ho sempre paura. Noi ex violenti siamo come gli alcolisti. Sempre a rischio di ricaduta. Io ero un persecutore perché volevo avere ragione a tutti i costi. Oggi ascolto gli altri”.

Lei ha in mano una lettera di sua figlia. Cosa la commuove tanto?
“Piango di gioia e di dolore. Me l’ha scritta dopo l’inizio del mio percorso al “Cam”. Racconta la sofferenza che ho causato a lei e al fratello. Ma dice, anche, che mi vuole bene”.

E suo figlio maschio?
“È chiuso, distante. L’ho picchiato e fatto sentire una nullità. Ma da qualche giorno viene a fare i compiti a casa mia. Una gioia incredibile”.

Se i maschi violenti frequentassero questi centri, si potrebbero evitare alcuni femminicidi?
“Sì, ne sono certo. Ho incontrato diversi uomini, qui dentro, che si sono fermati prima di commettere un omicidio”.

http://www.centrouominimaltrattanti.org/

2.0.1

2.0.1

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte by la Repubblica.it

Annamaria… a dopo