LE DUE PARTI

L’Airone riprende il volo
come un tarlo nei tuoi pensieri
come un picchio sul tuo cuore

parole che giungono
nell’anima tua
fanno aprire quella porta
chiusa per dimenticare

sofferenze prendono aria
non le hai potute cancellare

non credi più a niente
solo voglia di cambiare

indossando una maschera
che il dolore fa scivolare

due occhi dentro i tuoi
vedono quella bellezza
nell’animo tuo
che vuoi soffocare

mostrando al mondo intero
provocante e sottile ironia
una falsa immagine di te
conflitto nell’anima tua

un’immagine che sfida
quelle sofferenze
che vuoi dimenticare

abbraccia porgendo la tua mano
quella parte assopita
ma sempre viva nell’animo tuo.

Vincenzo Cantatore “Airone”

Annamaria… a dopo

MULINI A VENTO


Non esiste più quella fratellanza
e quel calore nel sentirsi uniti.

Calore di un tempo, ormai molto lontano,
quando si viveva stretti in una stanza
ed il sole dalle finestre faceva capolino.

Oggi, si combatte contro i mulini a vento
dell’indifferenza, ipocrisia e arroganza,
un’insalata mista condita dall’ignoranza
dove, tutti i giorni, ogni forma di potere
cerca di aver sull’altra il sopravvento,
calpestando come foglie morte,
quel niente che rimane del rispetto.

Da schemi ben studiati e collaudati,
come tonni, dalle onde, veniam sospinti
verso il luogo della mattanza,
mentre il nulla rimane della vita
sopra volti dipinti dal grigiore della nebbia.

 Vincenzo Cantatore ” Airone “

Annamaria… a dopo

POESIA DI PASQUA 2019

C’è bisogno di una Pasqua di gioia, che ci unisce nei valori umani, della vita e solidale.
Dove la gente sia più disposta, ad ascoltare, stare bene insieme, con generosità aiutarsi e aiutare.

C’è bisogno di una Pasqua disposti ad ascoltare di più gli ammalati, con dolcezza, donare loro un sorriso, l’ascolto li farà sentire meno soli allieverà, sofferenze, sarà un bel gesto di umanità e illuminerà il loro viso.

C’è bisogno di una Pasqua che ci aiuti a stare vicini, con un affetto caloroso agli anziani, fonte di sapere e saggezza, l’ascolto sarà come la luce delle stelle, trasmetterà sicurezza per il loro domani.

C’è bisogno di ascoltare con più attenzione e bella simpatia, le persone più deboli e i diversamente abili, l’ascolto sarà per loro, come un raggio di sole, porterà energia, li farà sentire più forti e meno fragili.

C’è bisogno di ascoltare di più i bambini, offrire la possibilità di giocare e donare loro infinito amore, l’ascolto porterà gioia, felicità, creatività, serenità e gli si aprirà la mente e il cuore.

C’è bisogno di ascoltare e costruire ponti di dialogo, aiutare le persone che soffrono la fame e hanno meno, l’ascolto aprirà le nostre coscienze, sarà per loro positivo, come l’arcobaleno che annuncia il sereno.

C’è bisogno di ascoltare osservare e rispettare di più l’ambiente la natura,
rispettare ogni forma di vita, i suoi colori che ci dona, l’armonia, un’atmosfera meravigliosa e aria pura.

Se tutti insieme per qualche minuto ci fermassimo in silenzio a riflettere, sarebbe un clamore, se quei minuti li adoperassimo per ascoltare, scopriremmo come fare per costruire un mondo più giusto e migliore.

L’ascolto se sarà praticato con sincerità e umiltà e se nella nostra vita trionferà,
sarà per tutti una Pasqua di resurrezione, di gioia, di umanità, di pace, fraternità e nella solidarietà.

Francesco Lena

AMICO

 

 

Per te Amico,

magari, nascondimi laggiù

metti le ali,

vola con la fantasia,

chiedi di più.

 

Niente trucco stasera,

per la tua idea, svegliati,

via le maschere di cera

 

in questo nostro viaggio

incontro a un ideale

forse un sogno si avvera

 

magari potrebbe essere Dio

nell’infinito cielo

ed io ti seguirò.

 

In questa notte balorda

lunga, che non passerà,

con te ragazzo senza fortuna,

 

ecco noi, chi più chi meno,

immobili a contemplare

l’irraggiungibile luna,

 

per la gente come noi,

facce strane

stranieri, senza tempo,

 

senza una facciata,

gitani nella strada

“Che bella libertà”

 

navigare con la fantasia

Per non essere così,

incontro a chi ci porti via.

 

Amico, resisti, meglio per te,

sono giorni di oscuro futuro

non chiediamoci perchè

 

la vita è un dono,

non lasciamoci andare

io qui, sempre insieme a te,

 

magari ti stupirai dal mare

i monti, le foreste

per il prezzo da pagare.

 

Ecco noi, magari, artisti,

fantasmi della notte

in questo mare di silenzio,

 

magari spiagge, de il grande mare,

oasi nel riposare

per non essere così,

 

forse facile immaginare

magari nella notte

del vento il suo ululare

 

e il ritorno

di un nemico sincero.

 Vincenzo Cantatore “Air”

Annamaria… a dopo

LE VELE AL VENTO


Sono vecchio lasciatemi stare
Non ho più un porto dove approdare
Posso solo navigare con le vele al vento
E andare la dove il vento mi porterà

E quando il vento si fermerà
Cambierò la barca
Cambierò il mare
Cambierò il vento
E sognerò altri porti, altri mari, e altri mondi.

E quando alla fine il vento
Il mio corpo fermerà
Lassù qualcuno mi accoglierà
O forse la mia anima sola resterà.



Ma se lì ci sarà vento ….
Anche solo ….. un po’ di vento …..
Cercherò un altro mare, prenderò un’altra barca,
Gli monterò un albero e le vele spiegherò.

E dal primo porto partirò
Con quel vento me ne andrò ; Vicino, Lontano, non so.
Ma di sicuro mai nessuno mi fermerà
Finche quel vento le mie vele accarezzerà.

E con quelle vele al vento
Il mio cuore per sempre navigherà
Con l’amore e con quel vento nell’eternità
E con quel vento ….. il sorriso al mio cuore TORNERA’.

TOTO’

RICORDI

E’ sera la luna fa capolino fra le nuvole, il suo pallido chiarore ti sporca la faccia,
è ora che si dorme, i tasti del pensiero girano a mille, i ricordi scivolano come foglie nuove nella strada della vita.

Quanti giorni sono passati si guarda le cose come sono venute
come si sono spinte, come si sono piegate, nel sentiero dei giorni.

Il sapore della casa insieme a i miei anni vanno a riposare nell’ora del tempo.

Gu

A POCO A POCO

Il sole tramontava
La luna nasceva
E la notte si illuminava

A poco a poco
Il giorno ti cercavo
La notte ti sognavo
E il mio corpo abbandonavo.

A poco a poco
Una lacrima si asciugava
La tristezza mi lasciava
E la mente si liberava.

A poco a poco
Il tuo corpo si allontanava
La tua anima si avvicinava
E la solitudine svaniva.

A poco a poco
Il tempo si fermava
La mente impazziva
E il pensiero volava……

A poco a poco
Lentamente,
Dolcemente,
Irrimediabilmente,
M’innamoravo di Te.

Toto’ Migliore

Annamaria… a dopo

IL GATTO SENZA CODA

RACCONTO DI NATALE

Nel mondo esistono centinaia e centinaia di gatti di razze differenti. Ognuna di queste razze proviene da Paesi diversi, perché i gatti sono presenti in ogni parte, dalle zone più fredde a quelle più vicine all’ equatore. La cosa che maggiormente caratterizza ogni gatto è di certo il suo pelo: esistono gatti col pelo lunghissimo e con i colori più strani, altri addirittura sono completamente nudi, e sembrano magrissimi per questo! Così, una volta per tutte, in occasione delle feste natalizie, fu indetto un concorso per premiare il gatto più bello del mondo. La notizia si sparse in men che non si dica, ed il numero dei partecipanti aumentò di ora in ora.

Il premio del concorso era molto ricco, e ovviamente faceva gola a tutti, ma tra i partecipanti ce n’era uno spinto da ben altre motivazioni. Un gatto di strada, per la verità molto bello e con il pelo lungo e tigrato, si era innamorato di una gattina persiana che viveva in un palazzo di città con la sua anziana padrona. Il gatto aveva chiesto più volte la mano della sua bella micina, ma l’anziana padrona aveva deciso di concedere la sua piccola compagna solo al vincitore del grande concorso. Così il gatto di strada si era impegnato molto, e si era lucidato il naso, lisciato il pelo, aveva evitato di inzozzarsi e si era finanche messo a dieta! La gattina apprezzava molto gli sforzi del gatto di strada, ma la loro unica speranza era la vittoria del concorso. Purtroppo però, la vita non sempre premia l’impegno e la costanza, ed appena ad un giorno dal concorso il gatto fu travolto da un motorino! Per poco non ci lasciò la pelle, ma purtroppo nell’ incidente perse la sua meravigliosa coda! Avvilito e mortificato, pensò che quello fosse il Natale più triste della sua vita! Quando gli altri gatti arrivarono da tutte le parti del mondo per partecipare al concorso, il gatto sfortunato rimase a guardare da lontano, disperato per quanto gli era accaduto.

C’erano tantissimi bambini, incuriositi da tutti quei gatti meravigliosi. Uno di loro, di nome Giacinto, se ne stava in disparte ad osservare quei curiosi animaletti imbellettati. Il bambino si accorse del gatto senza coda e si avvicinò per guardarlo meglio. La povera bestiola era convinta di essere derisa, invece avvenne il contrario: infatti, il piccolo Giacinto, proprio per il giorno dello scorso Natale, aveva ricevuto un bellissimo libro di animali, e ricordando quello che aveva letto, ebbe un’idea e convinse il gatto disperato a partecipare al concorso. Secondo Giacinto il povero gatto, con quella coda mozza e quel magnifico pelo tigrato era tanto simile ad una lince. Quando il gatto, aiutato dal nuovo amico, finì di prepararsi, si presentò davanti alla giuria che iniziò a fissarlo inebetita. Allora Giacinto si alzò in piedi sulla sedia e indicò il gatto senza coda, facendo così notare a tutti quanti che quello strano gatto somigliava davvero ad una lince. Tutti diedero ragione a Giacinto e applaudirono così forte che nessun altro gatto si presentò al concorso.

La vittoria fu una meravigliosa sorpresa per il gatto di strada, e, come regalo di Natale, ebbe la mano della sua gattina persiana. Poi, ritornò subito da Giacinto e decise di dividere con lui il premio del concorso. Giacinto era diventato il suo amico più caro. Festeggiarono un bellissimo Natale tutti insieme, e l’albero, pieno di lucine illuminava i visini contenti dei piccoli amici. A volte il più terribile dei difetti si può rivelare un’arma vincente, la migliore qualità, e così era avvenuto quel giorno per il gatto ed anche per il bambino, che per la sua timidezza si era rifugiato nella lettura, e proprio grazie ad un libro di animali aveva potuto aiutare la bestiola disperata. Esiste davvero una particolare razza di gatto senza coda, ed è molto apprezzata dagli esperti!

Nelle cucciolate dunque nascono gattini con la coda e altri senza. Per distinguere gli uni dagli altri vengono così identificati:

– Longy in presenza della coda;

– Stumpy con un corto moncone di coda che non deve superare i 3 cm;

– Rumpy Riser con l’osso sacro che si allunga di una o due vertebre, dando comunque l’impressione visiva dell’assenza totale di coda;

– Rumpy con totale assenza di coda e una fossetta alla base della colonna vertebrale.

 – E poi c’è Sphynx, il gatto senza peli.

Annamaria… a dopo

ATTO D’AMORE

Estate, l’opprimente estate è sparita.
La mente fannullona giocherella coi ricordi,
si sofferma alle emozioni, alla noia, all’ afa imperterrita,
alle notti con i sublimi chiari di luna,
e al luccicare in coro delle stelle.

E’ notte.
Il fresco comincia a pungere.
Raccolto con calma nel giubbotto,
ammiro lassù il mosaico immenso:
una notte di mezza luna,
un buio ricamato da stelle tremolanti.

Io…
Io penso…
Io penso a Dio.

Frugo nel dipinto due Stelle, le più lucenti;
quella su di là, splendente, eccome;
cala giù, lenta lenta,
fin sotto l’albero di arance e si posa lì.
Strano, ma le stelle non si muovono,
chiudo gli occhi, li riapro la Stella troneggia sospesa nel vuoto,
sotto i rami immobile in mezzo alla radura nel suo splendore.
E la radura, nel sipario fiabesco, s’illumina:

ed io penso… penso sempre a Dio.

Come per incanto
da lassù prende a viaggiare un’altra Stella, placida e sicura,
cala e si ferma infine sotto l’albero di arance;
Più in là, a sinistra,
pulsa, oscilla, impaziente,
la prima ondeggia, oscilla, freme,
la circonda nei suoi flessuosi giri,
poi s’accosta, la lambisce:
l’improvviso bagliore agguanta l’albero di arance col massimo splendore…
poi d’improvviso sparisce.
Appare il silenzio,
il vento si leva frusciando,
le foglie sussultano, poi tremano, si dimenano coi rami, impazzite;
raffiche rabbiose schiaffeggiano l’albero di arance,
che si dimena sotto l’urlo del vento impetuoso e…
sussultando con l’ultima raffica…s’acquieta
per ricomporre le placide carezze del Silenzio.
e le naturali fattezze alla radura:

E penso…continuo a pensare a Dio.

Apro gli occhi: “Oh, che c’è?”
“Signore, scusi, deve salire? E’ l’ultimo bus!”
Ringrazio farfugliando.., mi siedo e riprendo a pensare:
l’Albero di arance, le due Stelle…il grande bagliore,
il Vento… e la Delizia che scuoteva le foglie.”

E penso…penso a Lei,
a quell’istante in cui,
in una notte piena di stelle,
m’incantò col suo sorriso.

VINCENZO LIBERALE

Annamaria… a dopo

A MAMMA LUNA (E A TUTTE LE MAMME DEL MONDO)

Questa notte mi svegliai con un groppo alla gola
E piangendo mi affacciai al balcone a guardare la Luna
Questa ancora singhiozzante mi salutò :
“ciao Poeta “ e piangeva pure Lei perché era triste.
Auguri Mamma Luna oggi è la festa di tutte le Mamme,
non essere triste non piangere.
E Lei invece Piangeva:
Per tutti quelli che credono di stare in pace
E per tutti quelli che invece fanno la guerra.
Per tutti quelli che credono di vivere bene
E per tutti quelli che invece vivono nella sofferenza.
Per tutti quelli che credono nell’ amore
E Per tutti quelli che invece odiano la vita.
Per tutti quelli che credono in Dio
E per tutti quelli che invece ancora lo cercano.
E da lontano sentivo delle Mamme che piangevano
Per un figlio che soffriva, per un figlio che partiva, per un figlio che moriva.
Auguri a Mamma Luna
e auguri a tutte le Mamme del mondo
che piangono sempre
da quando un figlio nasce a quando muore.
E auguro a tutte di non piangere più…
E a Voi tutti vi chiedo
di dare un bacio
alla vostra Mamma vicina
mandare un saluto alla vostra Mamma lontana
e di portare un fiore alla vostra Mamma che vi ha lasciato.

TOTO’ MIGLIORE