L’ AMORE CERCATO

Volevo andare là
Dove i sogni si confondono con la realtà,
Dove le nuvole bianche
Si confondono con le anime stanche.

Dove l’universo infinito
Si confonde con un campo fiorito.

Ho viaggiato fra le nuvole bianche,
Ti ho cercata fra le anime stanche,
E nei miei sogni mi sono perduto
Per quell’amore mai trovato e mai avuto.

Ho gridato il tuo nome nel vento
Fra le stelle, la luna e il mio pianto.

La mia mente disperata e confusa
Si è perduta nella luce, dalle stelle soffusa,
Nella pazzia disperatamente ti ha cercata
E nella pazzia tristemente è ritornata.

E ora leggera fra le nuvole bianche
Accompagna nel pianto, quelle anime stanche.

Toto’ Migliore

A MAMMA LUNA (E A TUTTE LE MAMME DEL MONDO)

Mamme di ieri e future mamme.

Questa notte mi svegliai con un groppo alla gola
E piangendo mi affacciai al balcone a guardare la Luna
Questa ancora singhiozzante mi salutò :
“ciao Poeta “ e piangeva pure Lei perché era triste.
Auguri Mamma Luna oggi è la festa di tutte le Mamme,
non essere triste non piangere.
E Lei invece Piangeva:
Per tutti quelli che credono di stare in pace
E per tutti quelli che invece fanno la guerra.
Per tutti quelli che credono di vivere bene
E per tutti quelli che invece vivono nella sofferenza.
Per tutti quelli che credono nell’amore
E Per tutti quelli che invece odiano la vita.
Per tutti quelli che credono in Dio
E per tutti quelli che invece ancora lo cercano.
E da lontano sentivo delle Mamme che piangevano
Per un figlio che soffriva, per un figlio partiva, per un figlio che moriva.


Auguri a Mamma Luna
e auguri a tutte le Mamme del mondo
che piangono sempre
da quando un figlio nasce a quando muore.
E auguro a tutte di non piangere più…
E a Voi tutti vi chiedo
di dare un bacio
alla vostra Mamma vicina
mandare un saluto alla vostra Mamma lontana
e di portare un fiore alla vostra Mamma che vi ha lasciato.

TOTO’ MIGLIORE

Annamaria… a dopo

PINSANNO, PINSANNU E DISIANNU-PENSANDO PENSANDO E DESIDERANDO

TOTO’ MIGLIORE

 (inno alla donna amata)
Nun è difficili
Taliannu gh’occhiuzzi ammiccanti
Pinsari e disiari sulu… a tinirizza di l’amuri.
Nun è difficili
Vasannu dda vuccuzza duci
Pinsari e disiari sulu … u sapuri forti di l’amuri.
Nun è difficili
‘Nsunnannumi di notti abbrazzatu ccù Tia
Tra li stiddi … ntò silenziu di l’universu,
Pinsari e disiari sulu … e ntà ddu ‘nfinitu silenziu ,
A passioni e u desideriu di Tia.
Nun è difficili
Passiari di iornu manu ccù manu ccù Tia
Ntà na spiaggia… Ccù lu rumuri di lu mari
Pinsari e disiari sulu… e ntà ddù solitariu rumuri ,
A passioni e u desideriu di Tia.
No …
Nun è difficili … “Vuliriti Beni”.

Traduzione

PENSANDO, PENSANDO E DESIDERANDO
Non è difficile
Guardando quegli occhietti ammiccanti
Pensare e desiderare solo … la tenerezza dell’amore.
Non è difficile
Baciando quella boccuccia dolce
Pensare e desiderare solo … Il sapore forte dell’amore.
Non è difficile
Sognandomi di notte abbracciato con Te
Tra le stelle … nel silenzio dell’universo,
Pensare e desiderare solo … e in quell’infinito silenzio,
La passione e il desiderio di Te.
Non è difficile
Passeggiando di giorno mano con mano con Te
In una spiaggia … con il rumore del mare,
pensare e desiderare solo… e in quel solitario rumore,
la passione e il desiderio di Te.
No …
Non è difficile … “Volerti Bene”.

Annamaria… a dopo

DISABILE

 


Ti ho visto per strada,
eri in difficoltà,
ti ho teso la mano,
tu mi hai dato la tua,
insieme ci siamo avviati
per quella salita irta e pericolosa,
tu non parlavi,
leggevo nei tuoi occhi riconoscenza.
Sai amico non pensare male della gente,
a volte ha paura di impegnarsi ad aiutare
o dire una parola di conforto,
con i tuoi occhi mi fai capire l’indifferenza
che la gente dimostra.
Sorridi, e felice cammini con me,
sai solo io posso capirti,
perchè anche io sono come te.

MIMMA

 

HO CHIUSO GLI OCCHI SOTTO LE STELLE

Ho chiuso gli occhi sotto le stelle,
tutta la vita d’innanzi mi passa.
Gioie, dolori, le cose più belle.
All’improvviso tutto mi cessa:
posti di sogno, posti inventati.
posti mai visti, cose scordate
amori, amici, tempi passati
cose volute, desiderate.
Solo i tuoi occhi non riesco a scordare,
fisso l’ho in mente quel tuo sorriso
anche se provo altrove guardare
di fronte a me ho sempre il tuo viso.


Tu che mi guardi. Le labbra carnose,
mi tendi le braccia, mi tocchi i capelli,
e vedo nel buio le forme sinuose
rivivo nel sogno i momenti più belli.
Passi di danza, corse nei prati.
Briciole colte in palmo di mano,
gocce di pioggia, i tuoi seni bagnati,
mi cingi il collo,mi baci pian…piano
allora ti stringo per riscaldare
l’esile corpo che tu mi protendi…

no, no, non voglio dimenticare
questi ricordi che son stupendi!


Autore: sandro.ge-alfred

SAN VALENTINU

Se avete trascorso il giorno di San Valentino da soli e tristi oggi San Faustino, festa dei single, è la giornata giusta per festeggiare con gli amici che amate. Io vi regalo una divertente poesia dell’amico Totò (un poeta triste come lui si definisce…ma non ci crediamo!)

 

Annamaria

Pi la festa di li ‘nnamurati
Tutti li ziti sunu ricordati
Lu zitu ci arrigala la cullana
La zita si fa ghisari la suttana
Lu zitu ci porta la cassata
La zita ci duna na vasata.
Iù u sapiti ppi san Valentinu
Ristaiù sulu ccù nù bicchieri ‘i vinu
Iù ci dicia ca eru ‘nnamuratu
Ca la vulia abbrazzari tuttu priatu
Idda ‘nveci … ridia … mi taliava …
E mai m’arrispunnia “sugnu cu tia”
Idda è luntanu di lu me cori malatu
E sapi puru ca sugnu nnamuratu
Ma lu so cori è di petra allisciata
E l’amuri ci sciddica comu lu sapuni ‘nta la valata.
Quantu su beddi li so occhi quannu mi talia
ma picchì nun rispunni mai “sugnu cu Tia”?


TRADUZIONE

SAN VALENTINO
Per la festa degli innamorati
tutti i fidanzati sono ricordati
il fidanzato gli regala la collana
e la fidanzata si fa alzare la sottana.
il fidanzato gli porta la Cassata
e la fidanzata gli da un bacio.
Io lo sapete per S. Valentino
sono rimasto solo con un bicchiere di vino.
Io gli dicevo che ero innamorato
che la volevo abbracciare tutto contento
Lei invece … rideva … mi guardava …
e Mai mi rispondeva : “sono con te”.
Lei è lontana dal mio cuore malato
e sà pure che sono innamorato
ma il suo cuore è di pietra levigata
e l’amore gli scivola come il sapone sul marmo.
Quanto sono belli i suoi occhi quanto mi guarda
ma perchè non risponde Mai “SONO CON TE”?

Salvatore Migliore

 

 

OCCHI BLU

 

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Solo oltre le nuvole lassù

Nell’alto del cielo

Brilla il colore dei tuoi occhi

Solo tu li hai così splendenti

Dolce, intrigante è il tuo viso

È il sogno della vita.

Occhi blu

Cammini sola nel tuo mondo

Ti lasci circondare dall’amore, che amar non sa.

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Rabbia e sofferenza

Pian piano han spento il tuo sorriso.

Lasciando solchi di tristezza.

Sul tuo bel viso

Occhi blu

Ho lasciato le redini del calesse

Carico d’amore guidato dal cuore

Hai corso libera per le strade del tuo mondo.

Respirando l’aria fresca del mattino

Cercando inutilmente di sentire ancora

Il profumo del mio amor

Lui non è unico. È raro

Non corre, non va per il mondo

È chiuso nel mio cuore

E si dona solo

Al Grande Amore

 

MARCO

GLI ANEDDOTI DI GIUFA’

Aspettando il nuovo Anno (e nell’attesa del nostro ritorno… )

 

giphy

 

Nei paesi arabi il personaggio di Giufà ha un’origine antichissima (IX secolo circa) ed è tuttora molto in voga sia negli ambienti popolari sia in quelli intellettuali, essendo un’inesauribile fonte di saggezza e di divertimento.

Molti si contendono i suoi natali, e la memoria popolare ha fatto sì che il personaggio si diffondesse in un’area geografica molto vasta che comprende diversi popoli e culture. Da un paese all’altro incontriamo questo personaggio con nomi simili o completamente diversi: Abu Nuwas in Siria ed Iraq, Giochà per gli Ebrei, Nasredin Hogia in Turchia, Giucà presso le comunità albanesi, Giuha nei paesi del Maghreb, Giufà in Sicilia, Giocà in Toscana. Sull’origine di Giuha non si sa molto, poiché, per secoli, le sue storie sono state tramandate oralmente di paese in paese; in questi ultimi anni molti racconti sono stati ripubblicati in lingua araba.

Giuha vive in un imprecisato paese dell’oriente arabo, all’epoca del grande califfo Harùn Al-Rashid . Solitamente è rappresentato come un uomo di età media, con lunghi baffi, un grande naso ed una gellaba lunga fino ai piedi, che calzano le caratteristiche babbucce.

Il suo nome deriva da un verbo arabo che significa “deviare dalla retta via”, nel senso di non avere un comportamento uniforme e coerente. Giuha, infatti, è allo stesso tempo furbo e sciocco, povero e ricco, sfortunato o baciato dalla fortuna.

Tutte le storie si svolgono in luoghi e scene tipici della vita quotidiana, l’hammam , il suq , il ristorante, la moschea, il tribunale, il palazzo del principe o del sultano. Attorno a Giuha ruotano varie figure che animano le sue storie, e che gli consentono di mettere in moto la sua astuzia e la fantasia. I vicini di casa, i conoscenti ed i suoi amici più stretti rappresentano vizi e virtù dell’animo umano, caratteri e comportamenti dalle mille sfaccettature. Giuha ha anche una moglie dedita al lavoro di casa, ma chiacchierona e pettegola quando manca il povero marito dal quale, almeno, ha appreso saggezza ed astuzia .

Le storie di Giufà sono aneddoti o barzellette dal finale divertente attraverso cui si può cogliere una qualche morale e che hanno, dunque, un intento didascalico e educativo. I comportamenti più frequenti sono l’avarizia e l’avidità, il raccontare bugie, la mancanza d’ospitalità, la sciocca adulazione dei potenti, gli imbrogli in genere.

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IL PREZZO DELLA GALLINA

 

Un giorno un commerciante partì per un lungo viaggio e si fermò a mangiare in un ristorante una gallina arrosto e due uova sode.

Prima di partire si mise d’accordo con il padrone del ristorante: avrebbe pagato il conto al suo ritorno.

Tre mesi dopo il commerciante di ritorno dal suo viaggio, andò allo stesso

ristorante, mangiò la stessa cosa e chiese di saldare il vecchio conto e quello nuovo

Disse il padrone del ristorante:

– Il conto è molto salato, ma per continuare ad averti come nostro

cliente, mi bastano duecento piastre.

– Cosa?! – gridò il commerciante – Duecento piastre per due galline e

quattro uova?!

– Se la gallina che hai mangiato tre mesi fa, avesse fatto un uovo al

giorno, avrei potuto venderle per centinaia di piastre – affermò il

padrone del ristorante.

– Ma quello che dici non è affatto giusto, questa è una truffa – si

arrabbiò il commerciante.

I due uomini si misero a litigare e decisero di andare dal giudice. Il

giudice diede subito ragione al padrone del ristorante, da cui riceveva

spesso in dono i piatti più gustosi, il cibo più buono.

Il giudice chiese a tutti e due:

– Ma voi, vi siete messi d’accordo sulla tariffa del pasto tre mesi fa?

– No – rispose il commerciante.

– Allora il padrone del ristorante, avrebbe potuto vendere le uova durante

questi tre mesi?

– Sì, se la gallina fosse stata viva! – rispose.

Il giudice replicò:

– Ma la gallina è stata uccisa per te, naturalmente!

– Era già pronta da mangiare e le due uova erano già sode – spiegò il

commerciante.

Il giudice diede ancora una volta ragione al padrone del ristorante, così

il commerciante chiese di rimandare la sentenza all’indomani, il tempo

necessario per trovare qualcuno che lo aiutasse nella causa.

Il giudice accettò la richiesta del commerciante, ma lo avvertì di

presentarsi all’indomani in qualsiasi caso per la sentenza.

Il commerciante andò dal suo amico Giufà, gli raccontò tutto e gli chiese

di aiutarlo con la sua saggezza e la sua esperienza.

Il giorno dopo il commerciante si presentò davanti il giudice e dichiarò:

– Verrà Giufà ad aiutarmi in questa causa.

Giufà si fece attendere un po’ e quando arrivò il giudice lo accolse con

disappunto:

– Perché sei arrivato in ritardo?

– Non si arrabbi, signor giudice, ma quando stavo per uscire di casa per

venire qui è arrivato il mio socio e mi ha chiesto dei chicchi di grano

per la semina, allora ho dovuto friggere un po’ di chicchi per

permettergli di seminare.

Il giudice si infuriò:

– Che cosa dice?! Non si è mai sentito dire che il grano prima si frigge e

poi si semina!

– E avete mai sentito che una gallina si fa arrosto e le uova si fanno

sode e poi si chiede il prezzo per il loro mantenimento?! – disse Giufà con calma.

Il giudice rimase zitto e il commerciante vinse la causa grazie alla saggezza e alla furbizia di Giufà.

Annamaria… a dopo

L’ANGOLO DELLA POESIA – (UN EDEN VISSUTO SOLO IN PARTE)

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Passeggiavamo al limite di un precipizio
La luce ribolliva in fondo, in sinergia
Con palpiti silenziosi e improvvisi
Di entrambi i cuori
Osavo spingerti di spalla
Verso un firmamento rosa
Ma
Scivolasti giù nel precipizio
Tesi la mano per evitarti il vuoto
Il mio braccio poderoso
E la mia mano prodiga di carezze e fremiti

Ti sorreggevano all’ insegna della speranza
Al pari della fiamma di una scarna candela
Che tenta  di sconfiggere le ombre
Con insolito coraggio:
e fu un inutile amore, un amore sconfitto
sicché la mia pelle risuona ancora
col calore, il silenzio e la magia
di un Eden vissuto solo in parte.
 
thumb (1)ENZO (VINCENZO LIBERALE)

ANGELO SENZA ALI

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GUERRIERO
SONO PICCOLO,
MA SONO SPECIALE,
NON USO LE ARMI PER COMBATTERE
IL MIO NEMICO NON E’ L’UOMO,
IL MIO NEMICO E’ L’OSCURO,
IL MALE CHE INCOMBE SULLA TERRA,
SONO UN’ANGELO SENZA ALI,
LA MIA AUREOLA E’ L’ARCOBALENO,
SONO PICCOLO,
SONO GUERRIERO,
LOTTERO’ CON TUTTE LE MIE FORZE,
PER SALVARE LA TERRA,
PER SALVARE L’UMANITA’.

mimma e io
MIMMA