A POCO A POCO

Il sole tramontava
La luna nasceva
E la notte si illuminava

A poco a poco
Il giorno ti cercavo
La notte ti sognavo
E il mio corpo abbandonavo.

A poco a poco
Una lacrima si asciugava
La tristezza mi lasciava
E la mente si liberava.

A poco a poco
Il tuo corpo si allontanava
La tua anima si avvicinava
E la solitudine svaniva.

A poco a poco
Il tempo si fermava
La mente impazziva
E il pensiero volava……

A poco a poco
Lentamente,
Dolcemente,
Irrimediabilmente,
M’innamoravo di Te.

Toto’ Migliore

Annamaria… a dopo

IL GATTO SENZA CODA

RACCONTO DI NATALE

Nel mondo esistono centinaia e centinaia di gatti di razze differenti. Ognuna di queste razze proviene da Paesi diversi, perché i gatti sono presenti in ogni parte, dalle zone più fredde a quelle più vicine all’ equatore. La cosa che maggiormente caratterizza ogni gatto è di certo il suo pelo: esistono gatti col pelo lunghissimo e con i colori più strani, altri addirittura sono completamente nudi, e sembrano magrissimi per questo! Così, una volta per tutte, in occasione delle feste natalizie, fu indetto un concorso per premiare il gatto più bello del mondo. La notizia si sparse in men che non si dica, ed il numero dei partecipanti aumentò di ora in ora.

Il premio del concorso era molto ricco, e ovviamente faceva gola a tutti, ma tra i partecipanti ce n’era uno spinto da ben altre motivazioni. Un gatto di strada, per la verità molto bello e con il pelo lungo e tigrato, si era innamorato di una gattina persiana che viveva in un palazzo di città con la sua anziana padrona. Il gatto aveva chiesto più volte la mano della sua bella micina, ma l’anziana padrona aveva deciso di concedere la sua piccola compagna solo al vincitore del grande concorso. Così il gatto di strada si era impegnato molto, e si era lucidato il naso, lisciato il pelo, aveva evitato di inzozzarsi e si era finanche messo a dieta! La gattina apprezzava molto gli sforzi del gatto di strada, ma la loro unica speranza era la vittoria del concorso. Purtroppo però, la vita non sempre premia l’impegno e la costanza, ed appena ad un giorno dal concorso il gatto fu travolto da un motorino! Per poco non ci lasciò la pelle, ma purtroppo nell’ incidente perse la sua meravigliosa coda! Avvilito e mortificato, pensò che quello fosse il Natale più triste della sua vita! Quando gli altri gatti arrivarono da tutte le parti del mondo per partecipare al concorso, il gatto sfortunato rimase a guardare da lontano, disperato per quanto gli era accaduto.

C’erano tantissimi bambini, incuriositi da tutti quei gatti meravigliosi. Uno di loro, di nome Giacinto, se ne stava in disparte ad osservare quei curiosi animaletti imbellettati. Il bambino si accorse del gatto senza coda e si avvicinò per guardarlo meglio. La povera bestiola era convinta di essere derisa, invece avvenne il contrario: infatti, il piccolo Giacinto, proprio per il giorno dello scorso Natale, aveva ricevuto un bellissimo libro di animali, e ricordando quello che aveva letto, ebbe un’idea e convinse il gatto disperato a partecipare al concorso. Secondo Giacinto il povero gatto, con quella coda mozza e quel magnifico pelo tigrato era tanto simile ad una lince. Quando il gatto, aiutato dal nuovo amico, finì di prepararsi, si presentò davanti alla giuria che iniziò a fissarlo inebetita. Allora Giacinto si alzò in piedi sulla sedia e indicò il gatto senza coda, facendo così notare a tutti quanti che quello strano gatto somigliava davvero ad una lince. Tutti diedero ragione a Giacinto e applaudirono così forte che nessun altro gatto si presentò al concorso.

La vittoria fu una meravigliosa sorpresa per il gatto di strada, e, come regalo di Natale, ebbe la mano della sua gattina persiana. Poi, ritornò subito da Giacinto e decise di dividere con lui il premio del concorso. Giacinto era diventato il suo amico più caro. Festeggiarono un bellissimo Natale tutti insieme, e l’albero, pieno di lucine illuminava i visini contenti dei piccoli amici. A volte il più terribile dei difetti si può rivelare un’arma vincente, la migliore qualità, e così era avvenuto quel giorno per il gatto ed anche per il bambino, che per la sua timidezza si era rifugiato nella lettura, e proprio grazie ad un libro di animali aveva potuto aiutare la bestiola disperata. Esiste davvero una particolare razza di gatto senza coda, ed è molto apprezzata dagli esperti!

Nelle cucciolate dunque nascono gattini con la coda e altri senza. Per distinguere gli uni dagli altri vengono così identificati:

– Longy in presenza della coda;

– Stumpy con un corto moncone di coda che non deve superare i 3 cm;

– Rumpy Riser con l’osso sacro che si allunga di una o due vertebre, dando comunque l’impressione visiva dell’assenza totale di coda;

– Rumpy con totale assenza di coda e una fossetta alla base della colonna vertebrale.

 – E poi c’è Sphynx, il gatto senza peli.

Annamaria… a dopo

ATTO D’AMORE

Estate, l’opprimente estate è sparita.
La mente fannullona giocherella coi ricordi,
si sofferma alle emozioni, alla noia, all’ afa imperterrita,
alle notti con i sublimi chiari di luna,
e al luccicare in coro delle stelle.

E’ notte.
Il fresco comincia a pungere.
Raccolto con calma nel giubbotto,
ammiro lassù il mosaico immenso:
una notte di mezza luna,
un buio ricamato da stelle tremolanti.

Io…
Io penso…
Io penso a Dio.

Frugo nel dipinto due Stelle, le più lucenti;
quella su di là, splendente, eccome;
cala giù, lenta lenta,
fin sotto l’albero di arance e si posa lì.
Strano, ma le stelle non si muovono,
chiudo gli occhi, li riapro la Stella troneggia sospesa nel vuoto,
sotto i rami immobile in mezzo alla radura nel suo splendore.
E la radura, nel sipario fiabesco, s’illumina:

ed io penso… penso sempre a Dio.

Come per incanto
da lassù prende a viaggiare un’altra Stella, placida e sicura,
cala e si ferma infine sotto l’albero di arance;
Più in là, a sinistra,
pulsa, oscilla, impaziente,
la prima ondeggia, oscilla, freme,
la circonda nei suoi flessuosi giri,
poi s’accosta, la lambisce:
l’improvviso bagliore agguanta l’albero di arance col massimo splendore…
poi d’improvviso sparisce.
Appare il silenzio,
il vento si leva frusciando,
le foglie sussultano, poi tremano, si dimenano coi rami, impazzite;
raffiche rabbiose schiaffeggiano l’albero di arance,
che si dimena sotto l’urlo del vento impetuoso e…
sussultando con l’ultima raffica…s’acquieta
per ricomporre le placide carezze del Silenzio.
e le naturali fattezze alla radura:

E penso…continuo a pensare a Dio.

Apro gli occhi: “Oh, che c’è?”
“Signore, scusi, deve salire? E’ l’ultimo bus!”
Ringrazio farfugliando.., mi siedo e riprendo a pensare:
l’Albero di arance, le due Stelle…il grande bagliore,
il Vento… e la Delizia che scuoteva le foglie.”

E penso…penso a Lei,
a quell’istante in cui,
in una notte piena di stelle,
m’incantò col suo sorriso.

VINCENZO LIBERALE

Annamaria… a dopo

A MAMMA LUNA (E A TUTTE LE MAMME DEL MONDO)

Questa notte mi svegliai con un groppo alla gola
E piangendo mi affacciai al balcone a guardare la Luna
Questa ancora singhiozzante mi salutò :
“ciao Poeta “ e piangeva pure Lei perché era triste.
Auguri Mamma Luna oggi è la festa di tutte le Mamme,
non essere triste non piangere.
E Lei invece Piangeva:
Per tutti quelli che credono di stare in pace
E per tutti quelli che invece fanno la guerra.
Per tutti quelli che credono di vivere bene
E per tutti quelli che invece vivono nella sofferenza.
Per tutti quelli che credono nell’ amore
E Per tutti quelli che invece odiano la vita.
Per tutti quelli che credono in Dio
E per tutti quelli che invece ancora lo cercano.
E da lontano sentivo delle Mamme che piangevano
Per un figlio che soffriva, per un figlio che partiva, per un figlio che moriva.
Auguri a Mamma Luna
e auguri a tutte le Mamme del mondo
che piangono sempre
da quando un figlio nasce a quando muore.
E auguro a tutte di non piangere più…
E a Voi tutti vi chiedo
di dare un bacio
alla vostra Mamma vicina
mandare un saluto alla vostra Mamma lontana
e di portare un fiore alla vostra Mamma che vi ha lasciato.

TOTO’ MIGLIORE

UN EDEN VISSUTO SOLO IN PARTE

Una delle tante poesie scritte da Enzo…in attesa di pubblicarne una nuova, molto presto.

In bocca al lupo caro amico (sei una roccia!) e collaboratore, prezioso!!

  

Passeggiavamo al limite di un precipizio
La luce ribolliva in fondo, in sinergia
Con palpiti silenziosi e improvvisi
Di entrambi i cuori
Osavo spingerti di spalla
Verso un firmamento rosa
Ma
Scivolasti giù nel precipizio
Tesi la mano per evitarti il vuoto
Il mio braccio poderoso
E la mia mano prodiga di carezze e fremiti
Ti sorreggevano all’ insegna della speranza
Al pari della fiamma di una scarna candela
Che tenta  di sconfiggere le ombre
Con insolito coraggio:
e fu un inutile amore, un amore sconfitto
sicché la mia pelle risuona ancora
col calore, il silenzio e la magia
di un Eden vissuto solo in parte.

Vincenzo Liberale

PER ESSERE MENO SOLO

 

 

Per essere meno solo,
in quel che cresce nella memoria ti gira le spalle
la vita, troppo a lungo avevo sofferto.

Solo, lontano dal mondo, in questo angolo
a raccontare le mie notti a tutti gli uomini che sono stati
giovani, lontani dalla confusione del mondo.
Gu

Annamaria… a dopo

LA VERITA’

Caro Francesco eccomi a pubblicare. Il mio pensiero sulla verità ? E’ un atto rivoluzionario che porta parecchi nemici… pero’ dire la verità ci da il vantaggio di non rimproroverarci nulla. 

La verità è un grande valore umano, se accompagnata con umiltà,

rende le persone più umane, forti, dona armonia e serenità.

La verità è luce, dona un futuro sicuro e pieno di belle novità,

illumina il nostro cammino nella vita, ci da più sicurezza e stabilità.

In questa epoca che circolano tante falsità, fa riscoprire la bellezza della verità,

amarla e praticarla rende le persone limpide, più coraggiose nella responsabilità.

Il grande vantaggio che ci da la verità, rende il nostro comportamento trasparente e sano,

se accompagnata con il valore dell’onestà, è ancora migliore, dona speranza e porta lontano.

Amare la verità, ci dona fiducia, tranquillità, ci rende più sereni e sicuri,

ci da la forza di contribuire alla costruzione di una società più giusta, aperta, ospitale e senza muri.

Lasciamo fiorire la verità, nelle nostre case, nelle nostre menti e nelle nostre azioni di ogni giornata,

ci farà stare bene e ritrovare la gioia e la semplicità.

C’è bisogno i coltivare il desiderio di verità, per migliorare i nostri umori.

rende gli uomini e donne liberi, porta pace e felicità nei nostri cuori.

Dire la verità, consente di andare in giro a testa alta, di non avere nulla in cui rimproverarsi,

ci rende sicuramente persone più coraggiose, da meravigliarsi.

La verità, è chiara semplice e sempre il momento giusto per dirla e bisogna essere orgogliosi,

è illuminante, porta a essere nella società, più solidali e generosi.

La verità, è un bel nutrimento dell’intelligenza,

se praticata con onestà, umiltà e semplicità, crescerà e germoglierà in tutta l’umanità.

Francesco Lena 

MALINCONIA

La musica ha un grande potere: ti riporta indietro nel momento stesso in cui ti porta avanti, così che provi, contemporaneamente, nostalgia e speranza. (Nick Hornby)


I TUOI OCCHI SONO TRISTI,
VEDO TANTO DOLORE,
VORRESTI PARLARMI!!

IL TUO ORGOGLIO TI FRENA,
PARLAMI PURE, 
LASCIATI ANDARE,
IL MIO CUORE TI CAPIRA’
IO SONO VECCHIA,
TU SEI DONNA,
ANCORA NON TI ACCORGI
QUANTA CATTIVERIA 
C’E’ NEL MONDO,
SEMBRANO AMICI,
MA PRONTI A FERIRTI,
PUR DI OTTENERE
CIO’ CHE VOGLIONO,
TORNA AD ESSERE TE STESSA,
MOSTRA UNGHIA E DENTI,
URLA AL MONDO,
NESSUNO DEVE RUBARTI LA TUA FELICITA’.

MIMMA

C’E’ BISOGNO DI PIU’ UMANITA’

di Francesco Lena

C’è bisogno di più umanità, l’obiettivo del diritto alla vita va perseguito, aprire il cuore e la mente,
prendere coscienza, portare aiuti ai bambini nel mondo, ammalati, che muoiono di fame e di sete.
C’è bisogno di più umanità, costruire ponti verso l’altro, aprire le frontiere, porte e porti,
mettersi al servizio di chi è in grave difficoltà nel mare, salvarli ci rende migliori, più umani e più forti.
C’è bisogno di più umanità, con umiltà praticare buone azioni, concrete e con generosità,
superare l’egoismo, per portare aiuti ai poveri, ai senza tetto, con una vera solidarietà.
C’è bisogno di più umanità, verso gli ammalati, sia garantito il diritto alla salute, ai vecchi e bambini con amore e semplicità,
prendersi cura e portare, un sorriso, una carezza e l’ascolto, donerà loro tanta serenità.
C’è bisogno di più umanità, aprirsi al mondo e avere una visione positiva nei confronti degli immigrati,
sono una risorsa sana, culturale e sociale per la società, per la famiglia umana e per noi tutti.
C’è bisogno di più umanità, saper dire no alla costruzione di armi e svuotare gli arsenali,
per riempire i granai, avere la pace sulla nostra madre terra e da mangiare per tutti.

C’è bisogno di più umanità, rispetto tra persone, ascoltare e, ascoltarsi nella verità,
costruire, buone idee, proposte, condividerle, per contribuire a migliorare la società e l’umanità.
C’è bisogno di più umanità, amare e amarsi tra persone, voler bene alla vita e a tutta l’umanità,
dialogare, collaborare, salvaguardando sempre la dignità di ogni persona, con pura onestà e sincerità.
C’è bisogno di più umanità, di uguaglianza per tutti i cittadini del mondo, di giustizia democrazia e di libertà,
in questa nostra bella e grande famiglia umana, ci sia unità, fratellanza, pace e serenità per tutta l’umanità.

Annamaria… a dopo

HO CONTATO I MIEI ANNI

IL TEMPO PREZIOSO PER IL POETA MARIO DE ANDRADE


Una famosa poesia, una lode all’uomo autentico che sa pesare il valore delle cose.
De Andrade non solo poeta ma anche critico letterario, narratore brasiliano, musicologo, ritenuto uno dei fondatori del modernismo brasiliano.
Fu un grande amico di Ungaretti e con lui ha condiviso l’amore per l’essenziale. la poesia che vi propongo lo rende davvero amico ad ognuno di noi. Leggetela, rileggetela e fatela vostra come io l’ho fatta mia.

– HO CONTATO I MIEI ANNI – 

“Ho contato i miei anni ed ho scoperto che ho meno tempo da vivere da ora in avanti, rispetto a quanto ho vissuto finora…

Mi sento come quel bimbo cui regalano un sacchetto di caramelle: le prime le mangia felice e in fretta, ma, quando si accorge che gliene rimangono poche, comincia a gustarle profondamente.

Non ho tempo per riunioni interminabili, in cui si discutono statuti, leggi, procedimenti e regolamenti interni, sapendo che alla fine non si concluderà nulla.

Non ho tempo per sopportare persone assurde che, oltre che per l’età anagrafica, non sono cresciute per nessun altro aspetto.

Non ho tempo, da perdere per sciocchezze.

Non voglio partecipare a riunioni in cui sfilano solo “Ego” gonfiati.

Ora non sopporto i manipolatori, gli arrivisti, né gli approfittatori.


Mi disturbano gli invidiosi, che cercano di discreditare i più capaci, per appropriarsi del loro talento e dei loro risultati.

Detesto, se ne sono testimone, gli effetti che genera la lotta per un incarico importante.

Le persone non discutono sui contenuti, ma solo sui títoli…

Ho poco tempo per discutere di beni materiali o posizioni sociali.

Amo l’essenziale, perché la mia anima ora ha fretta…

E con così poche caramelle nel sacchetto…

Adesso, così solo, voglio vivere tra gli esseri umani, molto sensibili.

Gente che sappia amare e burlarsi dell’ingenuo e dei suoi errori.

Gente molto sicura di se stessa , che non si vanti dei suoi lussi e delle sue ricchezze.

Gente che non si consideri eletta anzitempo.

Gente che non sfugga alle sue responsabilità.


Gente molto sincera che difenda la dignità umana. Con gente che desideri solo vivere con onestà e rettitudine.
Perché solo l’essenziale é ciò che fa sì che la vita valga la pena viverla.

Voglio circondarmi di gente che sappia arrivare al cuore delle altre persone …

Gente cui i duri colpi della vita, abbiano insegnato a crescere con dolci carezze nell’anima.

Sí… ho fretta… per vivere con l’intensità che niente più che la maturità ci può dare.

Non intendo sprecare neanche una sola caramella di quelle che ora mi restano nel sacchetto.

Sono sicuro che queste caramelle saranno più squisite di quelle che ho mangiato finora.


Il mio obiettivo, alla fine, é andar via soddisfatto e in pace con i miei cari e con la mia coscienza.

Ti auguro che anche il tuo obiettivo sia lo stesso, perché, in qualche modo, anche tu te ne andrai…

MARIO DE ANDRADE

Annamaria… a dopo