NATALE 2019


Come tradizione, ormai da qualche anno, non poteva mancare la poesia di Natale  del nostro amico, Francesco. 

 

La bellezza del Natale, è vedere le persone stare bene insieme nell’ amicizia,a festeggiare questa meravigliosa festa, in armonia, condivisione e con letizia.

La bellezza del Natale, è andare sul posto di lavoro, trovare più umanità e sicurezza, al centro sia messa la persona, con meno sfruttamento e la salvaguardia della salute sia una certezza.

La bellezza del Natale, essere uniti nelle responsabilità, per dare ognuno il meglio, progettando un futuro più giusto nell’ uguaglianza e nella solidarietà con orgoglio.

La bellezza del Natale, acquisirebbe ancora maggiore valore se fosse garantito,il diritto alla salute, per ogni cittadino e neanche un malato venga lasciato abbandonato.

La bellezza del Natale, sarebbe più sentita se il diritto all’ istruzione e allo studio,fosse garantito a tutti in eguale misura e neanche uno studente venga lasciato indietro.

La bellezza del Natale, aumenterebbe il suo splendore, se nelle famiglie e nella società, ci fosse più dolcezza, più rispetto, per le donne, vecchi e bambini, dentro un progetto di bella umanità.

La bellezza del Natale, sarà ancora più apprezzabile, se ci impegneremo di più per l’ambiente con responsabilità, perché sia più curato, più rispettato, per migliorare tutte le ricchezze della natura e le sue belle qualità.

La bellezza del Natale, con la sua luce porti nelle persone, quell’ umanità luminosa e pura, apra i cuori per abbattere i muri dell’egoismo, costruire ponti e salvare le persone che fuggono dalle guerre con cura.

La bellezza del Natale, con la guida della stella cometa, diventerà speciale se sapremo amare, ascoltare e aiutare, i cittadini del mondo che soffrono la fame, perché abbiano da mangiare e i bambini il diritto di giocare.

La bellezza del Natale, assieme ai valori umani di onestà, sincerità, solidarietà, giustizia sociale e con l’amore ci salverà, potremo vivere in un mondo migliore, dove Gesù bambino splenderà, sarà ogni giorno per tutti un sereno Natale.

Francesco Lena

Annamaria… a dopo

L’AMORE CERCATO


Volevo andare là
Dove i sogni si confondono con la realtà,
Dove le nuvole bianche
Si confondono con le anime stanche.

Dove l’universo infinito
Si confonde con un campo fiorito.

Ho viaggiato fra le nuvole bianche,
Ti ho cercata fra le anime stanche,
E nei miei sogni mi sono perduto
Per quell’amore mai trovato e mai avuto.

Ho gridato il tuo nome nel vento
Fra le stelle, la luna e il mio pianto.

La mia mente disperata e confusa
Si è perduta nella luce, dalle stelle soffusa,
Nella pazzia disperatamente ti ha cercata
E nella pazzia tristemente è ritornata.

E ora leggera fra le nuvole bianche
Accompagna nel pianto, quelle anime stanche.

 

TOTO' MIGLIORE

TOTO’ MIGLIORE

Annamaria… a dopo

LA SPERANZA DEL CUORE

Se avessi te…

Come gli uccelli volerei nel cielo,
Come i pesci nuoterei nel mare,
Come i fiori colorerei il mondo,
Come la luna, il sole e le stelle,
Illuminerei la tua vita
E tutto l’amore che fa crescere il mondo.

Se avessi te…

Povero cuore mio,
La notte piange,
Ti vorrebbe dire,
Che ti vuole bene,
Che non può stare senza di te,
Batte sempre,

Batte fino a scoppiare,
Ogni giorno sempre più forte,
E non si ferma mai,
Piange sempre,
Piange e non vuol capire,
Piange, si dispera e pensa….

Se avessi te… se avessi te…se avessi te…

E la vita se ne va
Con la speranza mia.

POESIA ORIGINALE IN LINGUA SICILIANA

‘A SPIRANZA DI LU’ CORI

S’avissi a tia…
Comu l’aceddi vulassi ‘nto celu,
Comu li pisci natassi ‘nto mari,
Comu li sciuri culurassi lu munnu,
Comu a Luna, u Suli e li Stiddi,
Alluminassi a to vita, a me vita,
E tuttu l’amuri ca fa crisciri u Munnu.

S’avissi a tia…

Poviru cori miu,
A notti cianci,
Ti vulissi diri,
Ca ti voli beni,
Ca nun po’ stari senza di tia,
Batti sempri.

Batti finu a scattari,
Ogni ghiornu sempri cchiù forti,
E nun si ferma mai,
Cianci sempri,
Cianci e nun vò capiri,
Cianci, si dispera, e pensa…

S’avissi a tia…S’avissi a tia…S’avissi a tia…

E la vita si ‘nni và,
Cu la spiranza mia.

TOTO’ MIGLIORE

Annamaria… a dopo

IL SOGNO

Una poesia incantevole e piena di umanità, caro Francesco.

Purtroppo, c’è un un detto siciliano e vale per tutti, che recita:  “Avevo un sogno nel cassetto… ma si futtierru u comodino!”

Però, mai smettere di sperare che i sogni si possano realizzare.

Se non tutti, almeno in parte…


Ho sognato un mondo, senza frontiere, senza confini e pieno di grande umanità,
vedevo i fratelli spostarsi da un paese all’ altro liberamente, trovando porti e porte aperte e ospitalità.

Ho sognato un mondo, dove le risorse e i frutti della terra, venivano distribuiti equamente,vedevo i fratelli che avevano tutti da bere e mangiare, che vivevano nella normalità serenamente.

Ho sognato un mondo, dove praticavano i veri valori umani, l’amore, l’onestà, la pace e la sincerità, vedevo i fratelli liberi di dire, basta strumenti di morte e si misero a produrre strumenti di vita per tutta la comunità.

Ho sognato un mondo, bello, il cielo e la terra, con tanti fantastici e incantevoli colori,
vedevo le magnifiche diversità e qualità, dei fratelli convivere insieme e orgogliosi da farsi gli onori.

Ho sognato un mondo, pieno di umiltà, di verità, di bene e di molta bontà,
vedevo i fratelli felici, vivere nella semplicità, condivisione e nella solidarietà.

Ho sognato un mondo, pieno di infinite varietà e bellezze della natura dell’ambiente da rispettare, vedevo i fratelli godere delle meraviglie delle tante forme di vita sulla terra, erano amate.

Ho sognato un mondo, dove si diffuse una luce speciale, illuminò le persone e si misero a sognare,
vedevo i fratelli vivere come se i loro sogni fossero diventati realtà, in un mondo più giusto da ammirare.

Ho sognato un mondo, dove veniva rispettata la dignità di ogni persona, pieno di coltura civile sociale e ambientale, vedevo i fratelli vivere uniti, con gioia, si sentivano tutti cittadini di questo magnifico mondo e ideale.

Ho sognato un mondo, dove c’era luce, pace, etica, utopia, partecipazione e responsabilità, il sogno globale era diventato realtà, dove veniva salvata la vita, la cultura, la società, l’ambiente, la civiltà e l’umanità.

Francesco Lena

Annamaria… a dopo

LA TUA VOCE

 

Dedicata ad una giovane donna 
divenuta una mia figlia 
che ha voluto con tutte 
le sue forze riprendersi 
la sua vita che gli fu 
distrutta per la malvagità 
ed atrocità dell’uomo.

Giornata da ricordare
dalla tua voce,
Aironeeeeeeeeeeee
sentirmi chiamare

una telefonata
che sentivo vicina
da una giovane voce
tremante, disorientata

Attimi di silenzio profondo
il cuore in gioioso fermento
nell’ascoltar la tua voce
venir da lontano
fermarsi mi pareva tutto il mondo

lacrime di felicità
bagnavano il mio viso
mentre ascoltavo
il tuo singhiozzare

nella mia mente
in quel Addivederci
il tuo ultimo sorriso
nel vederti
nella tua vita ritornare

immensa commozione
nelle nostre parole
episodi commentati
dal primo incontro casuale
al tuo spiccare il volo

premiata la tua volontà
divenuta nel tempo
con perseveranza
una meravigliosa realtà

vola Farfalla Meravigliosa
vola figlia mia
nella tua vita
che sia per te
per sempre gioiosa.

Enzo “Airone”

Le dedicada a una joven mujer 
se convertida en uno mi hija 
ella que ha querido con todo 
sus fuerzas restablecerse 
su vida que le fue 
destruida por la maldad 
y atrocidad del hombre.

“Tu Voz” 

Día de recordar 
de tu voz, 
Aironeeeeeeeeeeee 
sentirme llamar 

una llamada 
qué sentí a vecina 
de una joven voz 
tembloroso, desorientada 

Instantes de silencio profundo 
el corazón en alegre fermento 
en el ascoltar tu voz 
venir de lejos 
pararse pareció todo el mundo 

lágrimas de felicidad 
mojaron mi cara 
mientras escuché 
el tuyo sollozar 

en mi mente 
en aquellos Addivederci 
tu última sonrisa 
en verte 
en tu vida volver 

inmensa conmoción 
en nuestras palabras 
episodios comentados 
del primer encuentro casual 
al tuyo desprender el vuelo 

premiada tu voluntad 
se vuelta en el tiempo 
con perseverancia 
una maravillosa realidad 

vuela Mariposa Maravillosa 
vuela mi hija 
en tu vida 
que sea por ti 
para siempre alegre. 

“Airone”

UN GIORNO SENZA TE

Non si poteva far scorrere e abbandonare questa tenera, intensa poesia

“Morir d’amore”
Non ho amato
Mai nessuna donna
Come amo te
Non ho mai sentito battere cosi forte
Il mio cuore
Tu sai controllare
Il Battito, il suo canto.
Ancora un giorno, senza la tua voce
E smette di cantare
Chiuso nel suo guscio
Ancora un giorno,
Senza la luce dei tuoi occhi
Per morire, nel ricordo del tuo sorriso.
Principessa del mio cuore.
Ancora un solo giorno senza di te
Per morir d’amore.

(Luigi-bs- Eldy)

Annamaria… a dopo

LENTAMENTE MUORE

Questa bellissima poesia ,”un poema di realtà vera”, da molti attribuita a Pablo Neruda è stata scritta dalla bravissima scrittrice brasiliana, Martha Medeiros.

Lentamente muore
chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia di vestire un colore nuovo,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero al bianco
e i puntini sulle “i”
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi e’ infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza
per inseguire un sogno,
chi non si permette
almeno una volta nella vita
di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in sé stesso.

Muore lentamente,
chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare.

Muore lentamente,
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore,
chi abbandona un progetto
prima di iniziarlo,
chi non fa domande
sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde
quando gli chiedono
qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo
di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare.

Soltanto l’ardente pazienza porterà
al raggiungimento
di una splendida felicità.

Annamaria… a dopo

LE DUE PARTI

L’Airone riprende il volo
come un tarlo nei tuoi pensieri
come un picchio sul tuo cuore

parole che giungono
nell’anima tua
fanno aprire quella porta
chiusa per dimenticare

sofferenze prendono aria
non le hai potute cancellare

non credi più a niente
solo voglia di cambiare

indossando una maschera
che il dolore fa scivolare

due occhi dentro i tuoi
vedono quella bellezza
nell’animo tuo
che vuoi soffocare

mostrando al mondo intero
provocante e sottile ironia
una falsa immagine di te
conflitto nell’anima tua

un’immagine che sfida
quelle sofferenze
che vuoi dimenticare

abbraccia porgendo la tua mano
quella parte assopita
ma sempre viva nell’animo tuo.

Vincenzo Cantatore “Airone”

Annamaria… a dopo

MULINI A VENTO


Non esiste più quella fratellanza
e quel calore nel sentirsi uniti.

Calore di un tempo, ormai molto lontano,
quando si viveva stretti in una stanza
ed il sole dalle finestre faceva capolino.

Oggi, si combatte contro i mulini a vento
dell’indifferenza, ipocrisia e arroganza,
un’insalata mista condita dall’ignoranza
dove, tutti i giorni, ogni forma di potere
cerca di aver sull’altra il sopravvento,
calpestando come foglie morte,
quel niente che rimane del rispetto.

Da schemi ben studiati e collaudati,
come tonni, dalle onde, veniam sospinti
verso il luogo della mattanza,
mentre il nulla rimane della vita
sopra volti dipinti dal grigiore della nebbia.

 Vincenzo Cantatore ” Airone “

Annamaria… a dopo

POESIA DI PASQUA 2019

C’è bisogno di una Pasqua di gioia, che ci unisce nei valori umani, della vita e solidale.
Dove la gente sia più disposta, ad ascoltare, stare bene insieme, con generosità aiutarsi e aiutare.

C’è bisogno di una Pasqua disposti ad ascoltare di più gli ammalati, con dolcezza, donare loro un sorriso, l’ascolto li farà sentire meno soli allieverà, sofferenze, sarà un bel gesto di umanità e illuminerà il loro viso.

C’è bisogno di una Pasqua che ci aiuti a stare vicini, con un affetto caloroso agli anziani, fonte di sapere e saggezza, l’ascolto sarà come la luce delle stelle, trasmetterà sicurezza per il loro domani.

C’è bisogno di ascoltare con più attenzione e bella simpatia, le persone più deboli e i diversamente abili, l’ascolto sarà per loro, come un raggio di sole, porterà energia, li farà sentire più forti e meno fragili.

C’è bisogno di ascoltare di più i bambini, offrire la possibilità di giocare e donare loro infinito amore, l’ascolto porterà gioia, felicità, creatività, serenità e gli si aprirà la mente e il cuore.

C’è bisogno di ascoltare e costruire ponti di dialogo, aiutare le persone che soffrono la fame e hanno meno, l’ascolto aprirà le nostre coscienze, sarà per loro positivo, come l’arcobaleno che annuncia il sereno.

C’è bisogno di ascoltare osservare e rispettare di più l’ambiente la natura,
rispettare ogni forma di vita, i suoi colori che ci dona, l’armonia, un’atmosfera meravigliosa e aria pura.

Se tutti insieme per qualche minuto ci fermassimo in silenzio a riflettere, sarebbe un clamore, se quei minuti li adoperassimo per ascoltare, scopriremmo come fare per costruire un mondo più giusto e migliore.

L’ascolto se sarà praticato con sincerità e umiltà e se nella nostra vita trionferà,
sarà per tutti una Pasqua di resurrezione, di gioia, di umanità, di pace, fraternità e nella solidarietà.

Francesco Lena