PAESE CHE VAI…PISELLO CHE TROVI.

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In aumento le richieste di correzione dei genitali 

Non sono piu’ solo le ragazze a essere condizionate dalle maggiorate, ora i ragazzi chiedono al chirurgo di ‘correggere’ i loro genitali.Ma e’ disturbo psichico, da esperti progetto educazione a scuola.


La pornografia su internet provoca un nuovo disturbo psicologico: la dismorfofobia. I giovani reputano i propri genitali inadeguati perche’ si confrontano con modelli oversize.

E’ quanto e’ emerso durante la presentazione del Convegno nazionale della Societa’ italiana di urologia. Gli esperti auspicano una corretta educazione, a partire dalla scuola.

Sotto è possibile vedere la tabella con i valori statistici relativi alle normali dimensioni del pene e della sua circonferenza.

Ed ora vi propongo la classifica per paesi stilata da un sito che mette gli italiani…udite udite, pardon,… leggete leggete… al secondo posto per lunghezza del pene, mentre finiscono in fondo alla classifica i brasiliani, cubani, egiziani e sudafricani.


E’ uno di quei giorni in cui qualcuno decide di diffondere una classifica di quelle su cui è divertente perdere tempo, curiose da commentare con gli amici, utili, insomma, per intrattenerci per un po’.
Nello specifico si tratta della classifica su quali popoli possano vantare i peni più lunghi, informazioni che, se ritenute abbastanza credibili, potrebbero per alcuni diventare un criterio di scelta su dove passare il prossimo ponte di festività.
Secondo il sito ManHunt a detenere il record della lunghezza sarebbero i danesi con un pene medio di 19,2 cm. Seguono, appunto, gli italiani con una lunghezza media pari a 19 cm a pari merito con gli svedesi. Poi è il turno degli australiani e degli olandesi, che si attestano entrambi sui 18,8.
Prima di scatenarvi nelle conferme e nelle smentite in base alla vostra esperienza personale, vale la pena di incrociare questi dati con quelli di un’altra classifica stilata sempre da ManHunt, quella dei paesi con maggiore presenza di attivi e passivi. Indovinate un po’? La Danimarca sarebbe, in assoluto, la nazione con più passivi, seguita nell’ordine da Taiwan, Malesia, Russia, Indonesia, Cina e Germania.

Il maggior numero di attivi, invece, sarebbero in Costa Rica e, a seguire, in Venezuela, a Cuba, Panama, Repubblica Dominicana, Colombia e Portogallo. I commenti li lascio a voi, naturalmente, e nel frattempo vediamo come continua la classifica della lunghezza del pene.

Al sesto posto troviamo i belgi, con 18,75 cm seguiti dagli inglesi con qualche millimetro in meno e dagli svizzeri a pari merito con gli statunitensi e greci con 18,71 cm. Bisogna scendere ancora più giù per trovare i popoli che nell’immaginario collettivo sono considerati tra i più dotati: gli spagnoli sono sedicesimi, i cubani diciottesimi, i brasiliani ventesimi, seguiti da egiziani e sudafricani e poi questi. Ultimi in classifica i malesiani con soli 15,4 cm.
Quanto pensate siano credibili questi numeri?

La tabella sottostante raccoglie i dati ritenuti reali e come vedete le differenze sono evidenti.
Si evidenzia una media di 15,2cm di lunghezza per 12,7cm di circonferenza

Misure medie REALI del pene e la sua circonferenza


Ed ora qualche suggerimento ,dagli  esperti, per sviluppare il pene in maniera ottimale . Per farlo è necessario capire ,in primis, il modo in cui viene allargato: le cellule del corpora cavernosa di cui è formato il pene si riempiono di sangue in fase di erezione; il pene raggiunge la massima erezione quando è pieno.

Le teorie circa lo sviluppo del pene sono molteplici e tutte sono d’accordo nel considerare che il pene dell’uomo è molto lontano dal suo massimo grado di espansione. Le cellule da cui è formato il membro vanno allenate in modo da elasticizzarle ed ingrossarle, al fine di aumentarne la capacità di riempimento. Un maggior afflusso di sangue nel pene ne aumenta di conseguenza le dimensioni.

Tre esercizi per sviluppare il pene:
 i movimenti del sangue

Gli esercizi per sviluppare il pene puntano allo sviluppo dei suoi tessuti interni, nonché ad aumentare l’afflusso del sangue che li attraversa così da espandere la loro capacità e il loro volume. Per tale motivo in fase di esercizi e quando si è sul punto di mungere o piegare il pene occorre concentrarsi sul movimento sanguineo. Non bisogna preoccuparsi di espandere e stirare la pelle, a meno che non si abbiano problemi di circoncisione.

Tre esercizi per sviluppare il pene: 
fattori esterni

L’ingrandimento naturale del membro è un processo che consta di diverse tappe, influenzate da una serie di condizionamenti. Alcuni dei fattori più importanti sono l’alimentazione e l’esercizio fisico, al pari del movimento del sangue. Più il corpo è forte, in salute, sano, più la circolazione sanguigna aumenterà con facilità. Molti sono i medicinali che la favoriscono.

Tre esercizi per sviluppare il pene: 
l’atteggiamento mentale


Nel programma di penis – enlargment due sono i fattori fondamentali: la costanza e la pazienza. I risultati non si vedono in un tempo prestabilito. Possono essere notati dopo qualche giorno, oppure dopo qualche mese. L’importante è non demoralizzarsi, restando sereni e positivi. Conta moltissimo, inoltre, la perseveranza: 20 minuti di allenamento al giorno sono obbligatori per farcela.


Dal film “La cosa piu’ dolce”. Questa scena (spiritosa) vista da sola non potrà essere capita , ma in tutto il film ci calza a pennello.

 

 

Annamaria…a dopo

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SESSO CON O SENZA AMORE FA BENE ALLA SALUTE

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Il sesso, se svolto nel modo giusto, può farci bene alla salute, tanto che può addirittura aggiungere anni alla nostra vita. A sostenere questa teoria è stato uno studio che ha dimostrato come chi abbia una vita sessuale attiva, diminuisca di circa il 28% le probabilità di contrarre una malattia grave, come cancro o leucemia.

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Ma ecco alcuni trucchi per rendere il nostro sesso un vero e proprio toccasana.

Obiettivo orgasmo

Uno studio ha scoperto che raggiungere l’orgasmo aumenta le cellule che combattono le infezioni di circa il 20%. Gli orgasmi regolari, inoltre, possono aumentare fino a otto anni gli anni di vita nelle donne. Un altro studio ha dimostrato, inoltre, che le coppie sposate o conviventi, vivono più a lungo rispetto ai single.

Viva le coccole
Le coccole non solo solo un aspetto dolce e piacevole del sesso, ma aiutano anche il corpo a liberarsi da una tossina che, secondo alcuni studi, aumenterebbe la speranza di vita delle persone. Questa tossina può aumentare sensibilemente la longevità e le persone sarebbero meno vulnerabili a malattie croniche e alla depressione.

Tempesta in camera da letto
Il desidero è davvero fondamentale: rilascia alcune sostanze nel cervello che escludono stanchezza e altri problemi.

Stiamo in gran forma
Con l’avanzare dell’età, raffreddori e influenze possono intaccare le nostre performance sessuali ma, per fortuna, una buona “pratica” sotto le lenzuola può proteggerci sensibilmente. ( Non per niente vale il detto che l’influenza si prende per strada e si risolve sotto le lenzuola…)
Uno studio statunitense ha scoperto che le coppie che hanno rapporti sessuali due volte a settimana hanno anticorpi più elevati.

Mettiaamoci il cuore
Il sesso fa bene alla nostra attività cardiaca: uomini e donne possono beneficiare del sesso per migliorare il proprio cuore. Uno studio dello scorso anno dal Research Institute del New England ha dimostrato che fare sesso due volte alla settimana può ridurre il rischio di un attacco di cuore del 45% – e se questo è incrementata fino a tre volte la settimana, si può scendere addirittura al 50%

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Vi state domandando se questa teoria vale per il sesso con o senza amore? Allora eccovi un’altra notizia : sempre secondo gli esperti, il sesso senza amore puo’ durare massimo 4 mesi .

Successivamente c’è il rischio che i sentimenti siano irrimediabilmente coinvolti. Quindi per 4 mesi si puo’ giocare dopodichè e’ meglio fermarsi . Sempre se dall’altra parte non si è corrisposti. Dopo questo arco di tempo, infatti, il “rischio” innamoramento è molto alto. E se non si è corrisposti son dolori…

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La causa è da ricercare proprio nell’orgasmo che, secondo uno studio dell’Università di Rutgers nel New Jersey, rilascerebbe l’ormone del coinvolgimento, ovvero l’ossitocina. (ne ha parlato ampiamente il nostro amico Enzo).

Subito dopo il piacere, infatti, i suoi livelli raggiungerebbero il picco, dando la sensazione di sentirsi più empatiche con il partner, e quindi innamorate. Naturalmente, più sono gli orgasmi provati, più aumenta la sensazione di coinvolgimento. Ma la cosa più importante che si è scoperta in questo studio è che l’ormone ossitocina viene prodotto solo dal corpo delle donne. Negli uomini ,invece, entra in gioco un altro ormone, cioè la dopamina, che non genera diretta empatia con il partner, ma solo piacere.

Come dire, donna avvisata mezza salvata…

A questo punto, però, nessuno vieta di vivere delle relazioni per il solo gusto sessuale. A patto di seguire alcune regole, pena il ritrovarsi scottate.
La regola delle regole è quella di avere le idee chiare, cioè dire a se stesse che di quell’uomo non si è innamorate, e che si è pronte ad andar via, qualora ci si accorga che i propri sentimenti stanno per trasformarsi in qualcosa di più.

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– Regola n.1: che sia solo sesso –

Accetta profondamente di vivere una relazione senza sentimenti, cioè che non abbia uno scopo duraturo. Se il tuo obiettivo è quello di avere un compagno di vita, è meglio rinunciare in partenza. Incontrarvi solo per far sesso potrebbe accrescere il tuo senso di solitudine. Inoltre, la frustrazione di non trovare l’anima gemella potrebbe rovinare i tuoi futuri incontri con l’altro sesso.

– Regola n.2: disponibilità al nuovo –

Le relazioni sessuali fini a se stesse sono fatte per persone curiose e aperte. Se decidi di sperimentarle, apriti a persone molto diverse da te, quelle con cui non formeresti mai una coppia. Le sorprese potrebbero essere molto positive, e non solo per il sesso. Cerca naturalmente di non cacciarti nei guai e di intuire immediatamene ciò che ti ispira poca sicurezza. Nel dubbio, scappa prima di cominciare.

– Regola n.3: keep calm –

E sii te stessa! Se ci pensi, una relazione sessuale non ha dei ruoli prestabiliti, come quelli moglie e marito, oppure di fidanzati o ancora genitori. Questo ti permette di essere te stessa, senza troppe paranoie. Non sei obbligata a mostrarti nella tua parte migliore, per conquistarlo e nemmeno di dimostrare di essere una brava cuoca, amministratrice domestica o educatrice perfetta per sedurlo. Lo scopo è puramente quello di divertirvi.

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– Regola n.4: mistero –

Anche nelle relazioni sessuali la riservatezza su se stesse gioca la sua parte…in positivo. Il fatto che lui sia il vostro compagno di letto non vi deve indurre a trasformarlo in un confessore. Si sa che spesso si fa sesso per noia o per solitudine, però è meglio vivere queste esperienze a cuor leggero: meglio aspettare per raccontare la tua vita o i tuoi progetti. Altrimenti, sarebbe già un cercare qualcosa di più, no?

Infine, esula dalle regola: protezione SEMPRE! Da proteggere non è solo la tua salute fisica ma anche quella spirituale. Al di là del preservativo, indossa sempre cervello ed intuito. Se qualcuno a istinto non ti piace o ti procura sensazioni negative, allontanati senza problemi. Fare sesso senza sentimenti non vuol dire essere incoscienti.
Capito amiche e amici Ciucciottini ? Beh… perlomeno ora sappiamo che fare sesso anche senza amore aiuta il nostro fisico a vivere bene e piu’ a lungo.

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Annamaria… a dopo

 

COMPROMESSI E AUTOSTIMA

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Qualcuno recentemente mi ha scritto : la vita è fatta anche di compromessi . A questa persona rispondo che accettarli sempre, significa arrendersi e allontanare l’autostima. Ho imparato , con il tempo,  che  se trasformiamo le avversità in una sfida scopriremo in noi stessi risorse davvero insospettate. Perchè a lungo andare credo proprio che i compromessi “minano” l’autostima.

Suggerisco questo libro e i consigli di Riza l’Istituto  di Medicina Psicosomatica fondato da Raffaele Morelli, che puo’ aiutare chi ancora accetta passivamente i compromessi.

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Ci sono davvero tanti luoghi comuni su ciò che la vita è e su come va affrontata. Filosofie spicce e perle di banalità che possono diventare lo sguardo dominante sulla realtà e condurre proprio nella direzione da esse indicata. Se uno è convinto, ad esempio, che la felicità sia qualcosa di raro e improbabile, non riuscirà mai a godersi le cose e avrà solo brevi scampoli di gioia e ben poca autostima. Se fin da piccolo ha imparato a guardare la vita come un luogo pericoloso nel quale il massimo che si può ottenere è “contenere i danni”, il meglio che gli può capitare sono piccole tregue dall’ansia e dalla paura. Anche in questo caso a soffrirne sarà l’ autostima.

Venire sempre a patti non fa bene all’autostima

Quando queste idee sono radicate, se anche capita qualcosa di bello non ci si può credere, non si riesce a riconoscerlo. E comunque “non può durare”. In tal modo la filosofia di vita, che di solito è stata appresa dalla famiglia di origine e che dunque ha pure una sua autorevolezza, acquisisce ancora più forza. Intere esistenze trascorrono sotto la pesante influenza di questi modelli di pensiero. Tra questi ce n’è uno, molto dannoso, che vede la vita come un Grande Compromesso, in cui niente è mai come si auspica o si sogna. È uno sguardo castrante che toglie spontaneità alle azioni e alle scelte e che porta la persona verso una frustrazione continua e l’allontana dalla naturale autostima.

Autostima significa: qualche compromesso sì, ma non su tutto!

Ora, che la vita richieda adattamenti e compromessi non è certo un segreto. Ma non si comprende perché accettare appunto i compromessi debba essere diventare un abito mentale da indossare sempre. In molti casi è proprio grazie alle difficoltà e all’impossibilità di percorrere la strada desiderata che si scoprono qualità e risorse insospettate, che si approda a qualcosa di nuovo e di sorprendente. Anche questo favorisce l’ autostima. Non dimentichiamo che una vita in cui dovessero realizzarsi le cose esattamente nel modo in cui lo desideriamo sarebbe un’evenienza non positiva sia per lo sviluppo psichico (che perderebbe dinamismo e stimoli) sia perché spesso le cose che vogliamo, per “come” le vogliamo, non fanno realmente per noi. Crediamo di volerle così ma non è vero.

L’autostima cresce quando ti liberi degli schemi mentali

Se si percepiscono troppi compromessi vuol dire che abbiamo troppi schemi e aspettative dettagliate, che vanno abbandonati. Poi, quand’anche ce ne troviamo di fronte uno, va eliminato l’atteggiamento di passività.

Di fronte a qualcosa che non corrisponde alle attese possiamo fare molto, anche quando non si può cambiare strada: cercare nuovi linguaggi, comportamenti, modi di considerarsi. Oppure non intervenire, lasciare che le cose si modifichino da sole, ma senza giudicarle. Un albero quando cresce “deve” scendere a compromessi con la natura del terreno, con il clima, con le piante vicine, ma non per questo non si realizza come albero. Anzi, a volte assume forme peculiari e meravigliose

By Riza (Raffaele Morelli)

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E veniamo al libro

Autore: Istituto Riza di Medicina Psicosomatica
Pagine: 160
Fai di te il tuo capolavoro!

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Descrizione 

La ricerca dell’autostima non comporta sforzi né fatica. Il percorso da seguire si basa su alcune regole semplici da acquisire, pagina dopo pagina, per avere maggiore fiducia in se stessi. Questo volume ti fornirà gli strumenti pratici e di immediato utilizzo per stare prima di tutto bene con te stesso e poi anche con gli altri (amici, familiari e colleghi). Imparerai a valorizzare le tue qualità, a vivere pienamente ogni giorno e ad affrontare le situazioni della vita senza lasciarti abbattere o demoralizzare da eventi, giudizi o pensieri negativi.

Indice

Prima parte: L’autostima in te stesso
Introduzione
Il tuo percorso parte qui, già da oggi
Prima regola
Stai sempre concentrato sul presente
Seconda regola
Cerca sempre di non auto-definirti
Terza regola
Fai il contrario di quello che fai di solito
Quarta regola
Indossa il vestito più bello
Quinta regola
L’esercizio del piccolo digiuno
Sesta regola
Trova il tuo profumo del benessere
Settima regola
Le emozioni cambiano sempre
A che punto sei?
Ora facciamo il test di autoverifica

Seconda parte: L’autostima con gli altri
Prima regola
Non volere cambiare gli altri
Seconda regola
Alla larga dai lamenti inquinanti
Terza regola
Coltiva un segreto per stare bene
Quarta regola
Liberati dai sensi di colpa inutili e dannosi
Quinta regola
Regalati ogni giorno spazi di silenzio
Sesta regola
Usa le parole giuste per l’anima
Settima regola
Cambiati nome ogni tanto
Ottava regola
Neutralizza le relazioni pericolose
A che punto sei?
E ora fai il secondo test
Corso pratico di autostima

<<L’autostima non è uno sforzo, non è il dirsi tutti i giorni “sei forte, sei bravo, vedrai che ce la fai”. È semplicemente l’affidarsi alla propria essenza, al proprio sé, che sa cosa fare di noi e come portarci verso la nostra realizzazione più autentica.

Quante volte nella vita ti sei chiesto perché stai male, se sei una persona di valore, se potresti fare qualcosa per migliorare?

Se c’è un peccato mortale che commettiamo tutti i giorni è quello di non volerci bene. Non ci piacciamo mai abbastanza perché i “cattivi maestri” ci hanno insegnato che dobbiamo essere diversi da come siamo, che è necessario correggerci in continuazione, confrontarci di continuo con chissà quali modelli di riferimento, che spesso si rivelano più irragiungibili e stressanti di un miraggio nel deserto.

Questo corso pratico di autostima, che nasce dall’esperienza maturata in seno all’Istituto Riza, ti offre gli strumenti per far fiorire la tua essenza e il tuo benessere. In modo naturale e senza sforzo. Il libro è suddiviso in due parti.

Nella prima troverai le regole per avere fiducia in se stessi, per affrontare con serenità e sicurezza tutte le esperienze della vita. Nella seconda, invece,  le regole per stare bene anche con gli altri: in famiglia, con gli amici o con i colleghi. Alla fine di ogni percorso, viene proposto un test di autovalutazione, per verificare quanto sei riuscito ad applicare e a “fare” tue le regole dell’autostima. Se, attraverso questo strumento di autoverifica, noti che hai ancora qualche dubbio, non scoraggiarti: prova tutti i giorni a rileggere i consigli che ti fanno stare bene e rientra ogni volta che puoi nella “stanza dell’’autostima” e non avere paura di metterti alla prova.>>

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Ecco, infine, 10 esercizi per aumentare la stima in se stessi e quindi non scendere sempre in compromessi.

Esercizio #1
Fate tre elenchi, uno contenente i vostri punti di forza. Uno per i vostri successi e uno per le cose che ammirate di voi stessi. Se non riuscite a stilare la lista in quanto la vostra bassa autostima ve lo impedisce, fatevi aiutare da un amico. Conservate la lista in un luogo sicuro e leggetela regolarmente, prima di andare a letto.

Esercizio #2
Adottate un punto di vista positivo individuando dei pensieri funzionali alternativi. Ma alternativi a cosa? Alternativi ai vostri pensieri negativi, quelli che recitano “non faccio mai niente di buono”, “non riuscirò mai a laurearmi”, “nessuno mi ama davvero”… Usate realismo e razionalità! –(Per laurearmi è troppo tardi, ma non è mai troppo tardi per raggiungere obiettivi)- ( nessuno no, qualcuno  chi mi ama, c’è).

Esercizio #3
Prestate molta attenzione all’igiene personale. Curate il vostro aspetto, lavate i vostri capelli, curate le unghie, usate il filo interdentale…(Non uso il filo interdentale, ma per il resto è ok)

Esercizio #4
Indossate abiti ordinati, meglio evitare abbigliamento trasandato.(Mai vestita trasandata, nemmeno quando so di trascorrere l’intera giornata a casa)

 

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Esercizio #5
Mangiate buon cibo. Una sana e bilanciata alimentazione può fare la differenza. I pasti sono un momento speciale, spegnete la tv o la radio, sedete a tavola con schiena dritta e organizzate il cibo nel vostro piatto in modo che abbia un aspetto appetibile. ( no, mi spiace, ma la radio è sempre accesa)

Esercizio #6
L’allenamento fisico è importante, uscite per una passeggiata, andate in bicicletta, iscrivetevi in palestra… (passeggiata e palestra in attivo, bicicletta no)

Esercizio #7
Imparate a gestire lo stress e arricchite la vostra giornata con attività piacevoli.( Le attività piacevoli allontanano lo stress)

Esercizio #8
Vivere in un ambiente pulito e ordinato può aiutarvi molto, soprattutto se in camera vi sono degli elementi che vi ricordano i vostri successi: il libro di un esame conseguito a pieni voti, una foto significativa…( piu’ foto e un libro gradevole)

Esercizio #9
Frequentate amici e parenti, la vita sociale non può fare altro che rafforzare la vostra immagine di sé. (parenti pochi, amici tanti)

Esercizio #10
Evitate le persone che vi fanno stare male.( non sempre si possono evitare, ma basta  frequentarli il meno possibile)

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Annamaria… a dopo

MELANOMA : TEST SANGUE PER DIAGNOSI PRECOCE

Fermare il melanoma è possibile. A sostenere questa tesi  sono gli scienziati dell’Istituto Dermopatico dell’Immacolata IDI-IRCCS di Roma e dell’Ospedale Sant’Andrea, autori di una ricerca potenzialmente rivoluzionaria. Attraverso alcuni “semplici” prelievi del sangue e un’innovativa indagine comparativa tra dieci pazienti affetti da melanoma cutaneo in fase precoce, gli studiosi italiani hanno infatti individuato un nuovo metodo diagnostico basato sulla proteomica, scienza che studia l’insieme delle proteine per struttura, funzione e interazioni all’interno del sistema biologico. «Grazie all’innovativa metodologia “Trident” (attraverso cui è possibile rendere visibili informazioni presenti nel siero e abitualmente nascoste, ndr) abbiamo scovato alcune molecole appartenenti alla famiglia delle apolipoproteine, espresse in modo decisamente diverso nei pazienti affetti da melanoma», ha spiegato il dottor Francesco Facchiano. 
Una scoperta davvero importante, perché oggi il melanoma – una delle forme più pericolose del tumore alla pelle – è malattia decisamente pericolosa, spesso mortale e in espansione (oltre il 4 per cento annuo negli ultimi due decenni). Ecco perché la diagnosi precoce è fondamentale. «Il risultato della ricerca (pubblicata sulla rivista scientifica internazionale “PloS ONE”, ndr) è molto importante – ha spiegato il professor Enrico Garaci, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità – Per il melanoma, diversamente da altre forme tumorali, non conoscevamo ancora marcatori indicativi. E avere un marker affidabile è fondamentale per combattere la malattia attraverso una diagnosi tempestiva: l’asportazione chirurgica del melanoma, infatti, si rivela molto efficace solo quando il tumore è individuato precocemente». E il sistema “Trident” sembra la risposta giusta per fermare il melanoma.

Annamaria… a dopo