VENIAMO ALLE “COCCOLE”

Bentornato Enzo!

Gli psicologi affermano che sono indispensabili e che servono per rafforzare i legami tra le persone.

Enzo e Ducky

Enzo: …giorno, Ducky!

Ducky: Mi sembri su di giri stamattina.

Enzo: Sono solo di buon umore. Perché?

Ducky: Quando ti vedo un po’…così. qualcosa bolle in pentola
.
Enzo: Occhio clinico eh. Hai ragione, è quasi un anno che non scrivo.

Ducky: Ecco, la pentola bolle, ti conosco bene caro gemello.
Se non scrivi, ti senti male. Uno è l’amore, due, lo scrivere. Tiriiamo a sorte?

Enzo: Potrebbero essere entrambi.

Ducky: Il primo? Dai, dimmelo, confidati; lo scrivere? E’ una …forse la prima delle tue passioni. Posso dirlo? Io credo che sia… ”donna-amabile e amorevole”.

Enzo: Smettila, basta Duc!. Devo scrivere, devo scrivere perché sono al massimo delle argomentazioni. Le ho tutte qui che mi frullano in testa.

Ducky: Prof di che si tratta?

Enzo: “Coccole!”

Ducky: Eh!

Enzo: Hai capito bene. Ho detto proprio “coccole”
.
Ducky: Ora che ci rifletto…sembra proprio un argomento che stuzzica e piuttosto interessante.

Enzo: Allora stattene quieto, ascolta e seguimi nelle disquisizioni, nelle dissertazioni.

Ducky: Non sfottere, e tieni presente che nell’altra stanza c’è una persona tanto cara a te. Quindi non te ne venire con le parole difficili: “scombinato!”

Enzo: Però qualche parola la potresti pure imparare. Comunque, chiudiamo e cerchiamo di fare punto della situazione.

Ducky: Dobbiamo sentire cosa dicono gli studiosi.

Enzo: E io mi sono documentato. Tu ascolta e non interrompermi Fai solo domande serie.

Ducky: Insomma, se ho capito bene l’argomento e’ sulle coccole…quelle lì!

Enzo; Sì, quelle lì ….ma…mi fai un favore?

Ducky: Certo, anzi, faccio di più: ti applaudo…oppure ti fischio.

Enzo: Io invece ti fischierei sempre dato il tuo misero livello culturale.Ora basta.

Ducky: Ehi, quante arie. Comincia a spiegare piuttosto.

Enzo Cominciamo a chiarire che cos’è una carezza. Concetto semplice. Lo sanno pure i profani, eseguito con le mani la carenza è un segno di affetto eseguito con le mani e le labbra. Chiaro?

Ducky Anche con le labbra? Credevo solo con le mani. Mi piace quest’altro modo. Tutto qui? Dimmi dimmi!

Enzo: La carezza è la prima in assoluto di tutte le dimostrazioni d’amore che ciascun individuo possiede nel suo bagaglio a partire dalla nascita. Capita spesso di osservare delle persone che si accarezzano distrattamente. La carezza che ci prodighiamo – è più spesso le donne – di stimolare nella persona che abbiamo di fronte e che stiamo sottilmente tentando di sedurre.

Ducky: Lasciami dire: la cultura si fa anche con le coccole. Giusto, Duc?

Enzo: Più o meno, d’altra parte uno studioso, Joseph Messinger, afferma che carezza e creatività sono vicine di pianerottolo nell’inconscio.

Ducky: Un esempio?

Enzo: Una donna si accarezza distrattamente le cosce con un movimento avanti e indietro.

Ducky: Che vuol significare?

Enzo: Il gesto parla da solo. La mimica della penetrazione è evidente.

Ducky: Ma che centrano le carezze con la cultura?

Enzo: Calma! C’è una sostanza in ogni essere umano – c.d. Dna – di un’importanza fondamentale per la crescita: senza coccole i bambini non crescono bene. Un recente studio condotto dall’Università della British Columbia (Canada) ha dimostrato che quelli che vengono coccolati poco possono sviluppare forme di disagio psichico e disadattamento. In alcuni casi si possono verificare addirittura ripercussioni negative anche sul Dna.

Ducky: Eh, ne vediamo di mamme che non coccolano a dovere i loro figli.

Enzo: Gli studiosi affermano che durante l’infanzia, ma anche da adulti, le coccole hanno un impatto sull’umore influendo anche sullo stress e sullo sviluppo nel corso del quale esso influenza i nostri stili di attaccamento e di relazionarci con gli altri
.
Ducky: Mi piace molto “farle” e…anche “riceverle”, Continua, scombinato. Beato te, che le puoi fare.

Enzo: Non interrompermi, Ducky. Ascolta. David Linden, professore di neuroscienze all’Università Johns Hopkins (Usa) e autore di Touch: the science of the hand, heat, and mind che tradotto vuol significare “Il tocco, la scienza della mano, del cuore e della mente” assolve alle stesse funzioni delle coccole e di altre forme di contatto fisico.

Ducky: E cioè?

Enzo: Entrambi servono a dire all’altro “sono dalla tua parte, puoi fidarti di me.”

Ducky: Quindi, fare le coccole ai piccoli è un modo per rafforzare il legame e infondere l’affetto e la sicurezza necessari per crescere.

Enzo: Che bravo gemello che sei. Ma dimmi…Duc, sono parole tue o le hai copiate da qualche parte?

Ducky: Lo so che tu sei tanto colto, ma qualche momento di cultura posso vantarlo anch’io. Senti, posso farti una domanda?

Enzo: Certo, dimmi!

Ducky: I piccoli vanno sempre coccolati?

Enzo: Ottima domanda. Come tutte le forme di accudimento, non bisogna esagerare: in altre parole il difficile lavoro di madre sta nel dosare la giusta quantità di vicinanza fisica: l’eccesso può risultare dannoso tanto quanto la carenza.

Ducky: Finora ti sei riferito sempre ai bambini…e gli adulti?

Enzo: Hai ragione, Duc. Quanto agli adulti il valore delle coccole si presenta in modo diverso ma sempre importante soprattutto quando cambia il contatto fisico.

Ducky: In che senso?

Enzo: Nel senso che a mantenere vivo, forte e indistruttibile il rapporto di coppia sono proprio le coccole.

Ducky: Dai, non ci credo! Forse può influire in qualche misura, ma non a mantenerlo. Qual è la tua opinione?

Enzo: Non ha importanza: sentiamo cosa dicono gli studiosi.

Ducky: E’ meglio, con tutto il rispetto per comela pensi tu.

Enzo: Secondo uno studio condotto nel 2011 dall’Università dell’Indiana (Usa) sarebbero proprio le coccole ad assicurare la tenuta delle relazioni sentimentali sul lungo periodo. Sulla base di dati provenienti da un migliaio di coppie che vivono in Usa, Brasile, Germania, Spagna e Giappone, gli studioso hanno dimostrato inoltre che la tenerezza è più importante per i maschi. Infine, una ricerca di tre anni fa della Pennsylvania State e della Brigham Young University (Usa) ha rilevato, sulla base di interviste a 400 coppie eterosessuali conviventi, che l’intimità fisica rende più soddisfacenti il rapporto garantendo stabilità alla relazione, una migliore comunicazione e meno conflitti.

Ducky: Se penso a tutte le carezze che abbiamo “goduto” da nostra madre – latte compreso, mi commuovo. Suonano, alla porta….e’ arrivata Rosy.

Enzo: Duc, che aspetti, vai ad aprire!

Rosy: Ciao, ragazzi e anche buona sera. Coma va?

Ducky; Stavamo parlando di coccole, carezze …e latte.

Rosy: Oh, argomento particolarmente interessante!

Enzo: A dire la verità, ne stavo discutendo io e anche del latte. E noi ne abbiamo preso tanto.

Ducky: Tu eri un vorace succhiatore di latte, non negare.

Enzo: E tu perché ti prendevi sempre la tetta destra?

Rosy: Ehi, ragazzi, smettetela. Qui se c’è qualcuno che coccola non siete voi, semmai io. Noi donne, già dalla nascita, coccoliamo i piccoli e non solo i piccoli. Quindi, sappiamo bene qual è l’effetto di coccole e carezze.

Ducky: Hai capito, Enzo? Questa “serenata” è per te. Mamma mia, che tipo!

Enzo: Veramente è diretta a tutti e due.

Ducky: Hai un bel temperamento, Rosy. Forse tua madre assieme al latte ci metteva del pepe macinato
.
Enzo: Lo credo pure io..non è che sei venuta da noi con un randello nascosto?

Rosy: Avete finito di fare gli spiritosi?

Enzo e Ducky: Siii!

Rosy: Allora pensiamo alle pizze …e al resto. Chi offre?

Ducky: Offri tu, Enzo?

Enzo: In omaggio alla nostra nuova amica e al suo fascino, offro io.

Per approfondire.
– Giulio Cesare Giacobbe.
“Alla ricerca delle coccole perdute”

Annamaria… a dopo

ANNI SENZA MEMORIA

Condivido pienamente la riflessione di Mazzucco. L’informazione ormai è usa e getta, nessun approfondimento.
E dopo i primi giorni di tam tam mediatico le notizie vere, false, manipolate spariscono; della marocchina Imane Fadil, per esempio, che avrebbe dovuto testimoniare, penso che non se ne saprà più nulla.

Nel giornalismo esiste una regola, che si chiama follow-up. Il termine inglese significa letteralmente “proseguire, dare seguito”, e si riferisce al fatto che per ogni evento importante sia buona regola, dopo un certo tempo, dare al pubblico un aggiornamento della situazione.

Se in un certo luogo del mondo c’è stato un disastro naturale, si dà subito la notizia del disastro, e poi dopo un pò di tempo si torna sull’argomento, e si riassume la situazione per come si è evoluta nel tempo: quanti sono gli sfollati e i senzatetto, quale è la conta definitiva delle vittime, quali sono le conseguenze che quel disastro ha portato sul tessuto sociale della zona, ecc. In questo modo il lettore non solo rimane aggiornato, ma riesce anche a dare un senso temporale alla vicenda. Nell’arco di tempo trascorso fra l’evento iniziale e la disamina delle sue conseguenze, infatti, il lettore riesce a trarre la sua lezione personale: le autorità locali si sono comportate bene, si sono comportate male, il disastro si poteva evitare, oppure è stato una fatalità, la comunità internazionale ha agito prontamente, oppure non lo ha fatto, chi è intervenuto quali interessi aveva nel farlo, ecc ecc.

Il lettore cioè ragiona sui fatti avvenuti, li vede nel loro arco temporale, e trae e sue conclusioni personali. Il lettore impara dalla storia.

Ma oggi questa sana abitudine sta scomparendo. Ormai ci stiamo abituando sempre di più alle notizie usa-e-getta. Che fine ha fatto ad esempio Greta Thunberg?

Solo venti giorni fa ci facevano una testa così sul nuovo fenomeno della lotta ambientalista, e oggi non sappiamo più niente di lei. E’ tornata a scuola il venerdì, o continua imperterrita a fare lo sciopero davanti al parlamento? Ha organizzato un movimento stabile e ben strutturato, oppure è rimasta una voce isolata? Niente, di Greta Thunberg non sappiamo più niente. E’ come se non fosse mai esistita.

Un altri esempio è Juan Guaidò. Fino all’altro ieri era su tutti i telegiornali. Sapevamo dove andava a mangiare, dove teneva i suoi comizi, venivamo aggiornati ogni 5 minuti su cosa dicesse e dove si spostasse. Poi di colpo più niente. E’ ancora in Venezuela? Lo hanno arrestato? E’ ancora in parlamento? Può circolare liberamente? Gli americani hanno rinunciato a sostenerlo? Nulla, Juan Guaidò non esiste più.

Idem per il caso Imane, la ragazza del caso Berlusconi morta di colpo in un ospedale di Milano. Doveva esserci un’autopsia. C’è stata? Non c’è stata? L’hanno rimandata? Perchè non la fanno? Cosa dicono i legali? Cosa dicono i genitori? Nulla. Nessuno si ricorda più di lei, la sua storia è finita nel nulla.

Il follow-up non esiste più.

E non è certamente un caso che sia così. Quando di un fatto esiste un follow-up, ovvero un collegamento fra un prima e un dopo, il lettore può fare i suoi ragionamenti su quello che successo nel frattempo.

Se oggi il normale lettore si rende conto che Greta è tornata regolarmente a scuola e mangia bistecche tutti i giorni, potrebbe dedurre che il suo caso non fosse genuino, ma fosse solo una grande montatura mediatica di cui lei era solo il burattino.

Se oggi il normale lettore si rende conto che Juan Guaidò vive in libertà vigilata, e non può più nemmeno andare a pisciare senza il permesso di Maduro, potrebbe dedurre che Guaidò non fosse affatto un fenomeno genuino e popolare, ma fosse semplicemente un “expendable” che è stato usato dalla CIA e poi gettato alle ortiche nel momento in cui l’operazione è falllita.

Se oggi il normale lettore si rende conto che sul caso Imane è improvvisamente calato il buio più assoluto, potrebbe dedurre che esistono dei poteri in grado di zittire la nostra magistratura, e di mettere sotto silenzio anche un caso scandaloso e potenzialmente devastante come questo.

La memoria fra il prima e il dopo è ciò che ci permette di ragionare, ci permette di trarre le nostre conclusioni, ci permette di imparare dalla storia.

Mentre un popolo senza memoria è un popolo che smette di ragionare. Ecco perchè la caduta in disuso del follow-up non è affatto casuale. Fa parte di un disegno ben preciso, nel quale si vuole togliere alla popolazione ogni qualunque capacità di analisi critica.

L’appiattimento dei media sul pensiero unico da un lato, e la palese volontà di non dare un senso compiuto agli eventi dall’altro, evitando di porli nella loro giusta prospettiva storica, annienteranno in pochissimo tempo ciò che ancora rimane al mondo della sua capacità di ragionare.

Massimo Mazzucco

 

Annamaria… a dopo

CIAO MAMMA…UN ANNO SENZA DI TE.


Cara Mamma, oggi è un anno che non sei più con me, fisicamente. E’ stata dura ma ancora lo è!
Non poter sentire più la tua voce, non poterti abbracciare, darti un bacio; mi manca tutto di te!
Anche i battibecchi che pero’ finivano sempre in una risata.
Quando mi chiamavi il tuo angelo, la tua luce; provo ancora un senso di vuoto intorno a me.

Mamma, quando hai chiuso gli occhi per sempre, dopo mesi di sofferenza, mi hai mandato, da subito, parecchi segnali della tua presenza con farfalle, piume e tanti tanti, tanti cuori. Queste manifestazioni mi sono state di aiuto per mitigare il mio dolore ma soprattutto i sensi di colpa per quelle volte, negli ultimi mesi della tua malattia, che ero costretta a lasciarti per ore e ti lamentavi che fossi stanca di te, nonostante avessi deciso di accoglierti a casa mia per assisterti. 

E alla signora a cui ti affidavo dicevi che andavo  fuori a divertirmi perché ero affaticata della vita che conducevo nell’assisterti giorno e notte.
No, Mamma! Non ero stanca di te! Ho fatto di tutto pur di tenerti in vita, nonostante l’enorme dispiacere di vivere la tua sofferenza. Volevo solo proteggerti.
Sono certa che dopo, da lassù, hai considerato le difficoltà che stavo attraversando in quel periodo. Negli ultimi mesi della tua malattia.
Ho dovuto girare come una trottola per avvocati, tribunali e pratiche da sbrigare a causa di persone egoiste, cattive e disoneste. Che approfittano anche in circostanze dolorose.

 
Sono stata sempre ingenua e tu me lo ripetevi spesso, ma mi fidavo. Purtroppo era un mio difetto. Ma sono cambiata, credimi.
Quante volte mi ripetevi, in siciliano, “na paura” (pazienza e non angustiarti) ed io già stavo meglio.
E comunque a me bastava e mi ripagava saperti ancora con me.
Tutti questi cuori che mi fai vedere da un anno e ancora stamane (sono sicura che sei tu, insieme a papà) mi danno la forza di andare avanti di allontanare i sensi di colpa, perché da lassù sai cosa ho dovuto affrontare negli ultimi tuoi mesi di vita. Mai sarei andata a divertirmi, a fare gite.

Per te, a causa della malattia, 3 ore o un giorno era uguale, avevi perso anche la cognizione del tempo.
Volevo solo proteggerti, Mamma. Non darti dispiaceri. E ogni volta inventavo una scusa: la spesa, il dottore, il caffè al bar (questo me lo concedevi…)
Il mondo è cattivo? No, Mamma. A deluderci sono quelli che mai ci aspetteremmo. Ma per fortuna ci sono anche tante belle persone buone e oneste.
La vita va avanti, Mamma, e anche in fretta. Non mi sembra vero che sia già passato un anno. 
Ti prometto che in fututo questa vita la vivrò con serenità, ricordandoti bella e sorridente come in foto.
Ciao mamma, ti abbraccio forte e ti mando un bacio con il vento….

Annamaria-Tina

COMUNQUE VADA…SARA’ UN SUCCESSO


E così un altro anno è finito alle nostre spalle.

L’ordine è tassativo e obbligatorio per tutti: l’anno che viene deve essere sempre migliore di quello passato.

Ma la realtà è che nessuna certezza, anche solo uguale ad un soldo di speranza, può essere giocata contro il fato, che non scopre mai le sue carte se non quando lo decide lui.

Ti guardi intorno e vedi i ragazzi , il nostro futuro, che fremono per poter diventare subito grandi finendo poi loro stessi implacabilmente nel passato, e i non più giovani che cercano inutilmente e disperatamente il ritorno alla perduta giovinezza.

Presi da ciò dimenticando di iniettare il siero della saggezza ai nostri virgulti perché a quella età si è immuni da qualsivoglia forma di tranquilla riflessione; in fondo tornando indietro con la memoria ricordiamo un po’ tutti il saggio di turno che ci declamava sempre la famosa “Godi fanciullo mio stato soave, stagion lieta è codesta …”

 Anche noi facemmo sempre mucchio di tutti i consigli per il semplice fatto che la realtà la scopri solo qualche anno dopo quando spesso è tardi per tornare indietro a riparare i danni; la vita si sa è una ruota e come direbbero i cugini d’oltralpe con aria snob “C’est la vie …”

Ma via, bando alle tristezze esistenziali e concentriamoci su un prodotto tipico del nuovo anno, divertente e assurdo almeno per me: le previsioni astrologiche.

Qui non c’è televisione, giornali o rivista grande o piccola che sia che ci propina ore o quintalate di previsioni, divise per segno zodiacale, per mese, per giorno, frutto di studi accuratissimi( ?!?! ) dell’astrologo di turno, maghi e maghelle, che con una sicurezza assoluta ti avvertono che quest’anno ariete è in acquario (tu che hai sempre saputo che nell’acquario al massimo ci vanno i pesci), toro in vergine (con ovvia goduria di quest’ultima), il leone sulla bilancia (ed il felino si accorge pesandosi di essere ingrassato di qualche chilo), capricorno ed ariete che fanno a gara a chi le ha più lunghe (le corna), ed il sagittario che infilza i pesci da poco usciti dall’acquario approfittando dell’assenza dei gemelli che erano con il cancro (sperando che se la cavano …).

Ma questo è niente, perché se poi ci mettete che la luna è propizia ai nati in giugno (sempre che questi non l’hanno storta), che saturno gira ad agosto, che i nati nel segno del leone è meglio se si sposano a febbraio, le vergini faranno ottimi affari a marzo (anche se queste con la scusa che forse la danno, fanno sempre degli ottimi affari in tutti i mesi), partire obbligatoriamente per una splendida vacanza al mare a novembre (nel mese dei defunti!!) per poi ritornare a dicembre quando sarà poi il sagittario a vincere al gioco (la tombolata di Natale?), aspettando giove che entrerà in venere (beato lui!) e mercurio che farà girare le sfere a saturno, naturalmente influenzato dal leone i cui nati nel segno accuseranno problemi alle ragadi contrariamente a quelli nati del capricorno che avranno problemi alla prostata a metà settembre …

Amici cari in mezzo a tutto questo casino cosmico, io vi consiglio fraternamente di chiudere a chiave la curiosità, vivere con consapevolezza e possibile serenità la quotidianità assaporando magari lentamente quei pochi momenti gioiosi, avendo la forza di stringere i pugni ed i denti quando le cose non vanno per il meglio.

Ricordate sempre quella splendida poesia testamento di Kipling

“Se”, dove chiama impostore sia il disastro che il trionfo, perché cari amici comunque vada sarà …IL successo ! Della vita.

Un abbraccio fraterno agli amici del blog …E un ottimo 2019!

Cipriano

Annamaria… a dopo

OMOSESSUALI CELEBRI – A.M. intervista Ducky –

– Incredibile!
– Eppure…!
(Annamaria intervista Ducky)


Annamaria : Ducky, hai preso il caffè, ti sei rilassato…allora, cominciamo?

DUCKY: Vuoi dire, “ci siamo” rilassati e rinfrancati con il caffè…sono
alla tua mercè. Però, birbantella, hai scelto un argomento piuttosto
“pepato”.

Annamaria: Eh, sì…perché recentemente ho letto su un giornale il caso di un omosessuale ucciso dal figlio del suo amante, che giudicava questa relazione immorale e vergognosa.

DUCKY: Ancora siamo a questo punto, e ci vorranno dei secoli prima che
gli eterosessuali, cioè noi normali accettiamo l’inversione
sessuale. Molti omosessuali non sono capiti dalla famiglia e non
solo dalla famiglia. E’ mille volte preferibile un invertito sessuale
dichiarato che uno che si trincera dietro tante ipocrisie e falsi
moralismi, perché quest’ultimo odia le persone normali, maschi e
femmine, e potendo, farà loro del male, a seconda del posto
sociale che occupa.

Annamaria: Ma nei secoli passati e in certi paesi era considerato diversamente l’omosessuale…non è così?

DUCKY: Negli antichi codici ittiti, caldei, babilonesi ed ebraici non
venivano condannati i rapporti omosessuali.

Annamaria: Ecco, vedi…!

DUCKY Pensa un po’ che nell’epoca di Gilgamesh, insomma andiamo
indietro nel tempo di 30 secoli fa – cioè 3000 a.C. – chi era
dichiarato omosessuale non destava alcuno scandalo o preoccupazione.

Annamaria: Poi le cose cambiano, come disse quel poeta latino, Orazio…”carpe diem”

DUCKY: Le cose cambiano e furono cavoli amarissimi per gli omosessuali. La condanna di ogni rapporto omosex ebbe origine nella storia ebraica…

Annamaria: Ma guarda questi Ebrei dell’antichità…ma Ducky potevano farsi i …fatti loro…

DUCKY: Non scherzare, … siamo ancora a tanti secoli fa …si tratta di sette secoli a. C. Ma fino a quel secolo, i rapporti orogenitali …

Annamaria: …e qui l’oro non centra un bel niente…!

DUCKY: Lo credo anch’io… e le attività omosessuali erano associati a cerimonie religiose in tutta le zone medio orientali. I “maschietti“ omosessuali si “prestavano” prostituendosi in un tempio, chiamato Kadesh, e spesso facevano parte del gruppo religioso ebraico. I codici sessuali ebraici, questo modo di comportarsi, furono adottati dai seguaci del cristianesimo, tra i quali San Paolo, il quale era cresciuto nella tradizione ebraica, Sicché il codice morale cristiano è una copia quasi identica del più antico ebraico.
E per completezza di argomento devo dire anche che il codice ittita però proibiva l’omosessualità maschile, mentre non si interessava dei rapporti lesbici. Nella Bibbia è soltanto l’omosessualità maschile a essere duramente condannata, mentre quella femminile non viene considerata. Le pene prevedevano la morte dell’omosessuale.

Annamaria: Oh, poverini…però Ducky so che alcuni personaggi famosi erano omosessuali… Sofocle, Oscar Wilde, Benvenuto Cellini…

DUCKY: Molti, molti, tantissimi…omosessuali celebri ce ne sono stati , ma ciò non significa che l’omosessualità apra le menti delle persone, o che essi siano sempre, come dice Dante, letterati e degni di massimo rispetto. Vuoi che te ne faccio una sfilza di quelli che hanno fatto la storia, le arti, le scienze, la cultura: Eccoli:
Socrate, che tu hai citato, Platone, Sofocle, Kiekegaard, Virgilio, Pindaro, Alessandro Magno, Cesare Augusto, Byron, Shakespeare Andersen, Verlaine, Rimbaud, Oscar Wilde, Gide, Condé, Lorrain, Proust, Lorca…

Annamaria: Garcia Lorca? Uhm!

DUCKY: Sì, proprio lui…poi, il grande Leonardo da Vinci, Benvenuto Cellini, già citato da te, Chaikowski, Brahms, Il grande Giulio Cesare, Marco Aurelio, …e sssst…papa Giulio II, Fidia, Epaminonda, Minosse, Goethe, Molière, Vittorio Alfieri, e ah, mannaggia…casanova, Enrico III, Eduardo II, Guglielmo II, Guglielmo III, Federico il Grande e suo fratello Enrico, i…mannaggia, papi Paolo II. Sisto IV e tanti altri…Marò, mi manca il fiato, Annamaria, lasciami prendere fiato…mi fischiano le orecchie, credimi.

Certamente, alcuni lettori, si saranno scandalizzati nel leggere questi nomi, e qui sta il dramma dell’omosessualità: ancora ci scandalizziamo…e passeranno molti secoli prima che si resti indifferenti dinanzi a un omosessuale.

Enzo & Annamaria (articolo scritto 11/05/2010)

TRUFFE E RAPINE – IL CONTROLLO DEL VICINATO

Si sa che piu’ si va avanti con l’età e piu’ si è soggetti a truffe. Premesso questo c’è da dire che anche i giovani possono essere soggetti a tali situazioni. Ma ovviamente gli anziani sono più vulnerabili.
Recentemente ho riportato in questo blog la truffa (commerciale) che ho subito senza aver risposto al telefono, senza che nessuno abbia bussato alla mia porta e nemmeno per strada. Pero’ potrebbe accadere. Ed è per questo motivo che ho voluto partecipare a questo incontro  organizzato “Dalla Legione Carabinieri Lombardia”. Una sorta di vademecum per la prevenzione di truffe agli anziani.

Per esempio, non sapevo della truffa della ruota : se hai parcheggiato e ti allontani momentaneamente puo’ accadere che al ritorno trovi la ruota della macchina sgonfia, ovviamente qualcuno ti ha osservato ha sgonfiato la gomma e con gentilezza è disposto ad aiutarti …rubandoti il portafoglio.! Altri casi la ben conosciuta truffa dello specchietto: si avvicinano ti chiedono di accostare la macchina colpevolizzandoti di avergli rotto lo specchietto retrovisivo ma anche qui è un modo per truffarti e derubarti. Che dire poi delle truffe telematiche: mail di sconosciuti che mi ricordano giornalmente che devo vergognarmi perchè non mi arricchisco facilmente con i loro sistemi

oppure tentate estorsioni per aver guardato video porno (???) …etc…

Pero’, con questo articolo voglio mettere in evidenza le truffe quando siamo in casa: la raccomandazione è non aprire agli sconosciuti. Anche chi si spaccia per carabiniere. Il comandante che ha tenuto l’incontro ha assicurato anche che aziende di luce, gas, telefonia e ASL, preannunciano l arrivo di incaricati tramite avvisi condominiali. Non dare retta a chi si presenta come vicino o amico di un parente con la richiesta di denaro, oppure, qualcuno che dichiara di essere un addetto della banca per comunicarvi problemi di varia natura.

E a proposito di vicinato mi è venuto in mente un articolo che ho letto tempo fa su “La Repubblica” riferito al progetto” IL CONTROLLO DEL VICINATO”.

QUI L’ARTICOLO

Il controllo del vicinato chiamato anche “Neighbourhood Watch” nasce negli Stati Uniti negli anni 60’/ 70’ arrivando in Europa nel 1982 e si sta diffondendo anche in Italia ; prevede l’auto-organizzazione tra persone residenti nella stessa zona o quartiere per controllare intorno alle proprie abitazioni. In Lombardia come in altre regioni d Italia hanno aderito molti comuni, compreso PADERNO DUGNANO. All’incontro questo tema è sfuggito.

LEGGI QUI

Come funziona: l’attività dei gruppi di controllo di vicinato è segnalato da un apposito cartello, dunque qualsiasi malintenzionato sa a cosa va incontro quando entra nell’area. Il vicinato è attento a ciò che avviene all’interno della propria area. Molti occhi dei residenti sono puntati sugli spazi pubblici e privati e questo rappresenta un deterrente contro furti, truffe e vandalismi. Oltre alla sorveglianza della propria area, il programma prevede l’individuazione delle vulnerabilità ambientali e comportamentali che per gli autori di reato rappresenta un’opportunità. E’ importante la fiducia e la collaborazione tra vicini, molti fanno uso di whatsapp per segnalare tempestivamente qualche situazione sospetta al rappresentante che, se riterrà opportuno, segnalerà alle forze dell’ordine.

Devo dire che in una società sempre piu’ individualista con un progetto come questo la fiducia e la collaborazione tra vicini da modo anche di instaurare un clima di sicurezza. Personalmente ho un ricordo da bambina legato alla mia permanenza nella casa di mia nonna per due anni, in Sicilia, dove già esisteva un clima di solidarietà tra vicini. Spesso si organizzavano tavolate con pranzi o cene e la sera tutti si riunivano fuori per delle semplici chiacchierate, rafforzando i legami tra i membri della comunità e…tutti osservavano tutto. Ora si chiama “il controllo del vicinato” o come in america, progetto “Neighbourhood Watch”.

Annamaria… a dopo

ATTO D’AMORE

Estate, l’opprimente estate è sparita.
La mente fannullona giocherella coi ricordi,
si sofferma alle emozioni, alla noia, all’ afa imperterrita,
alle notti con i sublimi chiari di luna,
e al luccicare in coro delle stelle.

E’ notte.
Il fresco comincia a pungere.
Raccolto con calma nel giubbotto,
ammiro lassù il mosaico immenso:
una notte di mezza luna,
un buio ricamato da stelle tremolanti.

Io…
Io penso…
Io penso a Dio.

Frugo nel dipinto due Stelle, le più lucenti;
quella su di là, splendente, eccome;
cala giù, lenta lenta,
fin sotto l’albero di arance e si posa lì.
Strano, ma le stelle non si muovono,
chiudo gli occhi, li riapro la Stella troneggia sospesa nel vuoto,
sotto i rami immobile in mezzo alla radura nel suo splendore.
E la radura, nel sipario fiabesco, s’illumina:

ed io penso… penso sempre a Dio.

Come per incanto
da lassù prende a viaggiare un’altra Stella, placida e sicura,
cala e si ferma infine sotto l’albero di arance;
Più in là, a sinistra,
pulsa, oscilla, impaziente,
la prima ondeggia, oscilla, freme,
la circonda nei suoi flessuosi giri,
poi s’accosta, la lambisce:
l’improvviso bagliore agguanta l’albero di arance col massimo splendore…
poi d’improvviso sparisce.
Appare il silenzio,
il vento si leva frusciando,
le foglie sussultano, poi tremano, si dimenano coi rami, impazzite;
raffiche rabbiose schiaffeggiano l’albero di arance,
che si dimena sotto l’urlo del vento impetuoso e…
sussultando con l’ultima raffica…s’acquieta
per ricomporre le placide carezze del Silenzio.
e le naturali fattezze alla radura:

E penso…continuo a pensare a Dio.

Apro gli occhi: “Oh, che c’è?”
“Signore, scusi, deve salire? E’ l’ultimo bus!”
Ringrazio farfugliando.., mi siedo e riprendo a pensare:
l’Albero di arance, le due Stelle…il grande bagliore,
il Vento… e la Delizia che scuoteva le foglie.”

E penso…penso a Lei,
a quell’istante in cui,
in una notte piena di stelle,
m’incantò col suo sorriso.

VINCENZO LIBERALE

Annamaria… a dopo

AMORE, FOLLIA E…MORALE

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Ducky    Mettiamoci al lavoro, Enzo. E’ da un po’ che non trattiamo la letteratura a spicchi: aforismi, citazioni, massime, eccetera. Però, prima di cominciare, ci gustiamo prima il caffè.

Enzo e Ducky prendono il  caffè.

Ducky    Morale o moralità. Definiamola, oh scusa,  è meglio se la definisci tu.

Enzo     Ascolta, Duc, lasciamo stare gli aforismi. Parliamo di cose molto serie.  

Ducky     Dimmi.

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Enzo       Ho sentito due terribili notizie…una madre uccide accoltellate i suoi tre figli; un ragazzo di 17 anni uccide con pugni e calci la sua ragazza di cui era geloso,,, poi si procura della benzina, gliela cosparge addosso e le dà fuoco.

Ducky    Ho sentito anch’ io…Una cosa orribile.

Enzo     Faccio una fatica a comprendere. Lei, mamma, sta crescendo tre figli; il marito si “mette” con un’altra donna: un dramma per una madre… sola…che, presa dalla disperazione ammazza i suoi tre figli.

Ducky    Lei li amava i figli e si è trovata improvvisamente sola a crescere e sopravvivere alla improvvisa spaventosa realtà. Cosa fa?

Enzo     …li ammazza. Ora mi chiedo “non li amava più?” “li amava ancora” quando commetteva l’insano gesto?”. Tu come la vedi, Duc?

Ducky    Credo che amasse i figli, ma la disperazione di trovarsi a crescere tre figli, ripeto, da sola, l’ha sopraffatta. Non ha resistito.

Enzo     Ma scusa, poteva chiedere aiuto in giro, al Comune, a Enti di assistenza….alla Croce rossa…insomma a Enti istituzionali…anche alla Chiesa di appartenenza, contattare una Tv di Stato o anche privata; avrebbe ricevuto certamente degli aiuti in qualche modo…Mi chiedo come si fa ad amare  tre bambini, figli suoi, togliendo loro la vita? Io so di una madre che, sola, dico sola, ha cresciuto ben sei figli: il marito se n’era andato oltreoceano. Tu mi obbietterai…ma non tutte le madri sono uguali.

Ducky    Io credo che amasse i suoi bambini.

Enzo     Io invece credo che l’amore verso il marito…si era tramutato in odio feroce e allora nella sua mente è scattato un meccanismo che ha cancellato la sua morale. La follia le ordinava: “Tu, compagno, cioè il marito, hai distrutto la mia vita e anche quella dei tuoi figli e io ti priverò di loro: uccidendoli! Parole di una drammaticità immensa

Ducky    La condanno? Non la condanno? Ho i miei dubbi. Quando mi chiedo… l’odio verso il marito lei lo poteva separare dal sentimento d’amore verso i suoi tre pargoletti? Quella madre non ha separato nulla, a mio giudizio: non ha fatto altro che odiare il compagno e uccidere i figli. E che dire del ragazzo 17enne che ha ammazzato e poi dato alle fiamme la sua ragazza per gelosia?

Enzo     Duc, in Campania c’è un detto “’o cerviello è comme a nu sfuoglio ‘e cipolle”…

Ducky    Traduci, Gemè!

Enzo     “Il cervello umano è come una lamina sottilissima.” Significa che è di una fragilità e di una delicatezza incommensurabile.  E se le emozioni diventano insopportabili il cervello non regge più  i dolori e le pene e sopravvengono gli atti estremi. E gli autori di gesti letali perdono il senso della morale. Cosa che tu forse ignori.

Ducky    Coosa? Non hai preso la pillola, stamattina? Non cominciare. Lo so, cosa significa morale…fare la morale e via discorrendo.

Enzo     Che cavolo c’entra fare la morale? Ci facciamo conoscere con queste tue uscite da profano…Io parlo della “morale” o del “giudizio morale” secondo cui un’azione, una condotta, un comportamento è ritenuto buono o cattivo, secondo un modello accettato da un gruppo sociale. Io a te farei la morale, con queste figure che facciamo con le nostre Ciucciottine, leggiadre come sempre.

Ducky    Eh non esagerare, che figure e figure…non succederà nulla, vedrai.

Enzo     Questo lo dici tu, potrebbero diminuire il sentimento, potremmo diventare antipatici, meno attraenti, meno simpatici. Si salverebbe solo la nostra sorellina, Duckina, che ci parla in continuazione dello Spirito Celeste.

Ducky    Enzo, senti questa “La moralità delle donne è quasi sempre fondata su principi arbitrari. Jacob Grimm.

Enzo     Si capisce, ogni individuo ne ha una propria e…spesso, diceva Napoleone, è il passaporto della maldicenza. Continua, Alter Ego!

Ducky    Naso, questa è bella “Se il naso di Cleopatra  fosse stato più corto, tutta la faccia della terra sarebbe stata cambiata. Balise Pascal…

Enzo … e se fosse stato più lungo, la storia sarebbe stata diversa. Il significato, in entrambi i casi, è uno solo: pensa che Cleopatra, naso corto o naso lungo, usava spesso “sciasciarsi” in modo  per niente morale.

Ducky    In che senso, scusa?

Enzo     Nel senso che le piaceva troppo “distendersi e aprirsi”.

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Ducky    E dimmi, quante volte si è “sciasciata” che tu sappia?

Enzo     Sposò il fratello Tolomeo XIII, sposò un  altro fratello Tolomeo XIV, poi con Giulio Cesare e Marcantonio.

Ducky    Che sciasciatrice…allora io potrei considerarmi uno sciasciatore. E tu?

Enzo     Ecco ecco, tu hai qualche cellula che ti gira al contrario nella capoccia. Per tua norma io mi considero  un dreamlover.  Ora, se non ti dispiace, prosegui con la lettura e rispetti la punteggiatura.

Ducky    Sfotti, sfotti…io ti criticherò con le Ciucciottine. Ti farò “un bel servizio”. Natura, parla della natura…riferito alle donne, naturalmente. Leggo: “la donna ha ricevuto dalla natura le attrattive di una sirena e i deliri di una furia.”  Francesco Bacone.

Enzo     Wow, meriterebbe di essere chiamato Don Francesco Bacone, giudizio che condivido in toto. Tu forse non lo sai, ma io ho avuto occasione di sentire OB…lei non parlava…ruggiva…roteava le parole come se avesse avuto un mattarello in mano. Devo però riconoscere che non erano tempi normali.

Ducky    Sant’Agostino “La necessità non ha legge.

Enzo     Eh già. In caso di necessità si fa di tutto per soddisfare i bisogni primari e altre esigente vitali.

Ducky    NO E SI’, Enzo, chiudiamo con questi due monosillabi. Miguel de Cervantes scrisse: “Tra il SI’ e il NO della donna non mi azzarderei a mettere uno spillo.

Enzo     Nemmeno io mi azzarderei, perché queste due piccole e semplici parole in bocca alle donne assumono una molteplicità di significati.

Ducky    Non mi crederai, ma ho capito perfettamente…modestia a parte una folta esperienza femminile ce l’ha anche il sottoscritto. Questi SI e NO mi incuriosiscono, mi stuzzicano. Senti, Prof, “NO” non è una particella negativa sulle labbra..come mi piace questa parola, facci caso, le labbra si toccano quando si pronuncia questa parola.

Enzo     L a…bbra, è vero, te possino…

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Ducky    …non lo dire, lo dico io, che mi possa sognare due labbra sensuali, color fragole mature.

Enzo     Io invece vorrei sognare di stare a imboccare due labbra di una bocca color ciliegie mature.

Ducky    Ci mancava solo il lato comico: sembriamo due fruttivendoli d’amore con desideri…primaverili. Il primo incontro di una donna, e sto pensando a una in particolare…

Enzo     La conosco?

Ducky    Forse, ma non rivelerò mai chi è.

Enzo     E io non ti rivelerò il nome della mia…così ti faccio soffrire. Comunque, leggi!

Ducky    Il primo pensiero di una donna è quasi sempre dire sì; il suo primo movimento dice sempre no.

Enzo     Strategie, si deve pur difendere…per poi cedere.

Ducky    Questo aforisma è di una verità assoluta. “La donna innamorata dice sempre sì; la capricciosa si e no. La civetta: né sì né no.”

Enzo     Concludo io, psicolabile, “la donna che dice “no”, ama talvolta più di quella che dice “si”. Cos’ disse Xavier de Stahl.

Ducky    …che tradotti nome e cognome significano “Saverio dint’a a stalla.

Enzo     Vai via, sciagurato, anzi a dir la verità sei più comico che sciagurato. Ormai mi sono rassegnato! Stasera offrirai tu e pagherai tu, il tutto: prenota tre, dico tre capricciose, tre birre, e tre limoncelli con caffè finale.

Ducky    Scusa, tre pizze? E la terza di chi è?

Enzo     …e’ per una Ciucciottina misteriosa…una sopresa,  piacerà anche a te, vedrai.

Ducky    Signorsì, come Vostra Eccellenza comanda!

O.B porta da bere… 

ENZO & ANNAMARIA

 

 

UN EDEN VISSUTO SOLO IN PARTE

Una delle tante poesie scritte da Enzo…in attesa di pubblicarne una nuova, molto presto.

In bocca al lupo caro amico (sei una roccia!) e collaboratore, prezioso!!

  

Passeggiavamo al limite di un precipizio
La luce ribolliva in fondo, in sinergia
Con palpiti silenziosi e improvvisi
Di entrambi i cuori
Osavo spingerti di spalla
Verso un firmamento rosa
Ma
Scivolasti giù nel precipizio
Tesi la mano per evitarti il vuoto
Il mio braccio poderoso
E la mia mano prodiga di carezze e fremiti
Ti sorreggevano all’ insegna della speranza
Al pari della fiamma di una scarna candela
Che tenta  di sconfiggere le ombre
Con insolito coraggio:
e fu un inutile amore, un amore sconfitto
sicché la mia pelle risuona ancora
col calore, il silenzio e la magia
di un Eden vissuto solo in parte.

Vincenzo Liberale

QUANDO I BRUTTI PENSIERI CI ASSILLANO

di Enzo e Ducky

Enzo: I pensieri…Duc, i pensieri…

Ducky: Che hai prof? Io non riesco a prendere sonno da un po’ di tempo. Ma tu stanotte sbuffavi…soffiavi.

Enzo : Con una folla di persone assalivamo una banca… io picchiavo con un randello il direttore. Improvvisamente è arrivata la polizia; mi hanno ammanettato e spinto sul cellulare; un poliziotto mi ripeteva “ti farai 30 anni di galera”…poi mi sono svegliato e ho sentito una specie di crampo alla gamba destra.

Ducky: Era il calcetto che ti ho dato.

Enzo: La sensazione di paura…che pensieri! Non farlo più però.

Ducky: Eh…timori…pensieri, te ne potevi fregare!

Enzo: I pensieri quando vengono vengono. Sono come chiodi ficcati in testa. Ti vengono i pensieri di ogni specie, specialmente quelli brutti. Ne vogliamo disquisire, Duc?

Ducky: Caspita, hai scelto proprio un bell’ argomento. Comunque, ok. Lo faccio perché sono il tuo Alter-Ego.

Enzo: “Non sono come dovrei essere”, “Gli altri sono meglio di me”, “Faccio solo errori”, quante volte immaginiamo e la mente sembra bloccata su pensieri negativi.

Ducky: Diciamo spesso così.
Enzo: Ciò però non ci aiuta a migliorare, anzi.

Ducky: Gli psicologi cosa dicono?

Enzo: Ci mettono in guardia: dicono che questi pensieri, che loro chiamano “disfunzionali”, sono velenosi per la nostra mente. A volte diciamo “tanto non c’è soluzione” , “ è’ inutile andare avanti”. Queste frasi sono pericolose e autolesionistiche.

Ducky: E allora?

Enzo: Non bisogna dirle, perché generiamo pensieri rigidi, alcuni dei quali sono pericolosamente “tossici” per la nostra stabilità mentale. Secondo la dottssa Sabrina Cattaneo, psicoterapeuta comportamentale ecco i 10 pensieri TOSSICI:

01- Paragoni continui
“Il mio vicino di casa ha un auto lussuosa e fa vacanze da sogno mentre io no”. Paragonarci agli altri, sentendoci inferiori, invidiosi o perdenti, fa male e non serve a nulla. Con il tempo questi paragoni possono influenzare portandoci alla depressione.

02- Catastrofizzare
Consiste nel pensare che un evento avrà conseguenze ben più gravi di quelli reali. Vostro figlio incespica e si sbuccia un ginocchio e voi vi angosciate: Oh Dio, esce del sangue, ci puo’ essere l’infezione…si può anche morire. Esagerare eventi negativi porta tristezza, ansia e disperazione.

03- Personalizzare
E’ la tendenza a pensare che da noi dipende ogni insuccesso. O che siamo sempre al centro dell’attenzione. Esempio: Stamattina Stefano non mi ha salutato. Sicuramente ce l’ha con me. Significa che tendiamo a prenderci la responsabilità di tutto, stando male inutilmente prendendoci il senso di colpa.

04-Tendenza a giudicarci troppo rigidamente
Significa che recriminiamo su troppi errori o mancanze. A volte poi ci poniamo regole troppo ferree, ad esempio: “Devo comportarmi bene ed essere sempre approvato dagli altri altrimenti sono un incapace”.

05- Generalizzare
Avviene quando arriviamo a conclusioni generali in modo arbitrario. Ce l’hanno tutti con me; le donne sono tutte uguali. Evitiamo di generalizzare^.

06- Denigriamo sempre
Parliamo male avendo scarsa autostima di noi stessi o di altre persone dicendo “I miei collaboratori sono tutti incompetenti.” Per alcuni (Alfred-Eldy) è impossibile vivere senza criticare gli altri: questo pero’ è un segno di malessere visto che la critica implica insoddisfazione.

07- Non considerare i nostri pregi
E’ un errore non vedere i nostri pregi o sminuirli. E’ sbagliato dire: “Sì, abbiamo vinto ma gli avversari erano delle schiappe.

08 – Ragionamento emotivo
Crediamo che qualcosa sia vero solo perché “sentiamo una emozione”, ignorando le evidenze cioè il fatto positivo.

09 – Pensiamo in negativo su un avvenimento certo
Alla conferenza mi impappinerò e non riuscirò a parlare. Ad un incontro di tennis mi lamento dicendo: “Sicuramente perderò l’incontro, assumendo un atteggiamento insicuro in partenza. Certamente però gli intelligenti hanno più strumenti psichici e questo è un punto a loro favore: ricordate questo suggerimento: quando si comprende meglio il problema, la soluzione è più facile.

Ducky: Madonna santa, Prof Enzo, ma non bisogna estremizzare; se uno ha tutti questi pensieri “TOSSICI” deve fissare un appuntamento con uno psicologo…ha bisogno di cure…ti sembra?

Enzo: Sembra anche a me. Forse in qualche social di tua conoscenza è presente qualche “tipo” o “tipa” bisognoso di qualche terapia. L’interrogarsi, il voler capire, l’approfondire possono portare a non chiudere mai il ragionamento. Secondo lo psicologo americano Daniel Coleman, che suggerisce di concentrarci sulle emozioni, evitando la rigidità dei pensieri analitici e razionali che ci impediscono di guardare ai problemi da punti di vista alternativi.
Quando infatti pensiamo in modo troppo razionale apriamo la strada alle ossessioni.

Ducky: Siamo ricchi di problemi che ci intossicano l’esistenza. Ma non tutti riescono a fronteggiarli. Quando qualcuno già attanagliato da problemi sociali viene trafitto da un lutto di una persona di ineffabile valore e sentimento umano è costretto ad un lungo tempo di penosità di lacrime. E la parola consolatrice sembra perdere consistenza. Purtroppo con la angoscia nel cuore bisogna “CONTINUARE A VIVERE” e a Te carissima Annamaria dico “porta sempre con te le gioie, le tristezze, le lacrime, le carezze e i più teneri e dolci ricordi di Tua Madre che ora ti vuol bene da Lassù.
Come io porto i miei di Mia Madre

Font: Airone

Annamaria… a dopo