PINSANNO, PINSANNU E DISIANNU-PENSANDO PENSANDO E DESIDERANDO

TOTO’ MIGLIORE

 (inno alla donna amata)
Nun è difficili
Taliannu gh’occhiuzzi ammiccanti
Pinsari e disiari sulu… a tinirizza di l’amuri.
Nun è difficili
Vasannu dda vuccuzza duci
Pinsari e disiari sulu … u sapuri forti di l’amuri.
Nun è difficili
‘Nsunnannumi di notti abbrazzatu ccù Tia
Tra li stiddi … ntò silenziu di l’universu,
Pinsari e disiari sulu … e ntà ddu ‘nfinitu silenziu ,
A passioni e u desideriu di Tia.
Nun è difficili
Passiari di iornu manu ccù manu ccù Tia
Ntà na spiaggia… Ccù lu rumuri di lu mari
Pinsari e disiari sulu… e ntà ddù solitariu rumuri ,
A passioni e u desideriu di Tia.
No …
Nun è difficili … “Vuliriti Beni”.

Traduzione

PENSANDO, PENSANDO E DESIDERANDO
Non è difficile
Guardando quegli occhietti ammiccanti
Pensare e desiderare solo … la tenerezza dell’amore.
Non è difficile
Baciando quella boccuccia dolce
Pensare e desiderare solo … Il sapore forte dell’amore.
Non è difficile
Sognandomi di notte abbracciato con Te
Tra le stelle … nel silenzio dell’universo,
Pensare e desiderare solo … e in quell’infinito silenzio,
La passione e il desiderio di Te.
Non è difficile
Passeggiando di giorno mano con mano con Te
In una spiaggia … con il rumore del mare,
pensare e desiderare solo… e in quel solitario rumore,
la passione e il desiderio di Te.
No …
Non è difficile … “Volerti Bene”.

Annamaria… a dopo

AMORE  O AMICIZIA

 

Per il sesso qual è  il confine?

Gli psicologi affermano che sono quattro

i segnali che tolgono ogni dubbio.

 

 

Enzo-Ducky

 Enzo:              Ciao. Duc!

Ducky:            Ciao, Prof!

 Enzo:              Ti è piaciuto il pezzo sui gioielli di famiglia?

 Ducky:            Non male. Potevi fare di più, secondo me.

 Enzo:              Spiritoso. Se mancava qualcosa, è colpa tua. Insomma non sei                      mai contento. Eppoi, sei o non sei la controparte!?

 Ducky:            Certo!

 Enzo:              E allora a chi vuoi sfottere?

 Ducky:            Tu subito t’ingrifi…è per me sfotterti è un piacere. Comunque, Stai buono e calmati. Il pezzo e’ un vero special  e mi auguro che sia il primo di una rassegna tutta speciale. Ora dimmi qual è il secondo.

 

Enzo:              Il confine tra AMORE e AMICIZIA. A volte non si capisce bene dove comincia l’Amicizia e dove cominia l’Amore.

 

Ducky:            Non ho capito: spiega meglio, per favore.

 

Enzo:            Lo sapevo. A volte il legame tra due persone non è chiaro se ci lega l’amicizia o l’amore.  Chiaro?

 

Ducky:            Limpido! Pero’ , sei bravo a scegliere gli argomenti. Sono pronto, prof, dacci dentro.

 

Enzo:              Bene, …una volta diventati amici non si torna più indietro, è il concetto, oggi in voga tra i giovani di friendzone  (zona amici) , cioè quella situazione in cui il rapporto è diventato troppo amichevole perché tra due persone possa nascere qualcosa di romantico. Eppure non è sempre così:  in molti casi  nascono  “splendide relazioni “  da rapporti di lunga amicizia. 

 

Ducky: Verissino!

 

Enzo:               Alcuni anni fa la psicologa Lucy Hunt dell’Università del Texas (USA) aveva studiato il fenomeno. Analizzando 167 coppie, alcune formatesi  da una precedente amicizia e altre no, la Hunt  aveva dimostrato che più si conosce prima di diventare una coppia,  meno conta l’attrazione fisica:  “ Per esempio”,  aveva spiegato, “una relazione tra una donna poco attraente e un uomo  molto attraente è più probabile se i partner si conoscono da lungo tempo prima di mettersi insieme.”

Ducky: Continua, prof!

Enzo:               Sì, ma non ti distrarre. Il punto è che l’attrazione fisica inevitabilmente  cala nel tempo in ogni coppia e questo spiegherebbe per quale ragione una relazione nata da una precedente amicizia non solo sia possibile, , ma anzi sia potenzialmente più duratura nel tempo.

Ducky: E come si spiega questo meccanismo…questo fatto, insomma?

Enzo:               Il motivo è semplice: conoscersi bene prima di innamorarsi aiuterebbe a far emergere qualità umane e di personalità che l’attrazione fisica e romantica potrebbe invece  nascondere.

Ducky: Credo che sia logica questa affermazione, anzi  molto logica.

Enzo:               Duc, è logica e basta: non ha senso dire LOGICO e MOLTO LOGICO.  In questo caso la molta logica non ci “azzecca” come diceva un magistrato di Mani Pulite…ora politico.

Ducky: Mi spieghi la differenza tra l’Amore e l’Amicizia?

Enzo:               Si,  ma stai calmo,  non stiamo disquisendo una causa personale.    Stiamo analizzando in senso lato. Amicizia e Amore sono entrambi sentimenti complessi e …pervasivi…

Ducky: Io e i lettori si aspettano una spiegazione.

Enzo: …che tendono a diffondersi e a toccare in modo penetrante  vari aspetti.della vita, precisa Gabriela Gandino, docente di psicologia clinica della vita sessuale e di coppia all’Università di Torino. Ma le differenze non mancano. Prima fra tutte è l’impegno assunto dai soggetti nei due tipi di relazione. L’amicizia si costituisce gradualmente attraverso la comunanza di valori, stima, presenza e affinità personali ed è basata sulla fiducia, aggiunge Edoardo Giusti, psicologo.

L’Amore, invece, implica l’assunzione del rischio di non essere corrisposti o non con la stessa intensità.  Benché potenzialmente profonda, quindi, l’amicizia è meno impegnativa.

Ducky: E’ verissimo e accade spesso.

Enzo:               Ma non solo: , in  amicizia  uno più uno fa DUE… in amore fa…TRE.

Ducky: Però, che strana riflessione…e anche vera purtroppo.

Enzo:               In altre parole, in amicizia i due individui restano ciascuno se stesso, in amore, pur mantenendo la propria autonomia, concorrono a formare un terzo soggetto, che è la coppia.  In amicizia ci possono essere caratteristiche dell’altro che non si apprezzano, ma ciò non mina il rapporto a patto che ci si stimi globalmente e non manchino rispetto e generosità.

Ducky: In amore è diverso. L’avevo intuito, Prof..

Enzo:               In amore no, perché alla base di questo rapporto ci deve essere una progettualità comune e il difetto dell’altro può non essere irrilevante. Se l’amico è una brava persona ma è pigro, questo difetto influenzerà poco o niente il legame. Ma se il compagno o la compagna è pigra e non si prende responsabilità, ciò alla lunga potrà creare problemi nella vita di coppia.

Ducky: Pienamente d’accordo.  Un po’ di allegria, scherzare, prendersi un po’ in giro?

Enzo:               Cose comuni, soprattutto…necessarie, utili….non mancano tra amore e amicizia. Per esempio, è sano che in una coppia siano presenti comportamenti improntati al cameratismo e all’amicizia.  Prendersi in giro per gioco, scherzare come tra vecchi amici è normale, anzi è utile nella dinamica amorosa; ridere fa bene nella realtà…amorosa.

In particolare nel corteggiamento.  Più si ride e più e’ probabile il successo all’esito del corteggiamento.  Ridere va bene, ma non  in modo esagerato o sguaiato …come fai tu, Duc.

Ducky: E tu che sghignazzi stile Lino Banfi? Che facciamo, Prof, sorridiamo o ridiamo  …come Cita la scimmia di Tarzan.

Enzo:   Torniamo seri…il motivo e’ …utile e anche serio. L’umorismo è una strategia che mette in luce la gradevolezza della propria personalità, caratteristica socialmente apprezzata. Una cosa è certa: amore e amicizia rivestono un ruolo importante nel corso della vita,  ma in modi diversi. Nella fase iniziale della “cotta” e dell’innamoramento i partner sono intensamente e reciprocamente presi e non hanno bisogno di altri legami. E’ soprattutto nei periodi di cambiamento che l’amicizia riveste invece un ruolo più importante.

Da adulti, quando invece la relazione di coppia è generalmente avviata che si fanno ricerche serie per l’innamoramento.

Ovviamente non mancano nemmeno i periodi della vita in cui non sentiamo il bisogno né di amici e né di un partner:  sono fasi esplorative di solitudine.

 

Ducky: Secondo te      è possibile l’amicizia tra uomo e donna?

Enzo:               Si può verificare quando c’è autenticità e non è mai presente in nessuno dei due il desiderio di trasformare il rapporto in una relazione di coppia. Ovvio che si tratta di un equilibrio delicato. Credo che sia difficile o impossibile. Possibile solo se entrambi i partner hanno conquistato una loro autonomia si può pensare a un nuovo legame.  Ma se quello che si è concluso è stato il grande amore è meglio dimenticare e andare oltre.

Ducky: Ne sono convinto anch’io!  Prof, mi permetti una domanda?

Enzo:               Certo!

Ducky: Si fa sesso ma non si è una vera coppia.  Che ne dici?

Enzo:               Ti riferisci all’amicizia sessuata. Gli psicologi così la chiamano. Più volgarmente è il fenomeno del  “trombamico”, in altre parole si fa sesso, ma non ci si sente…coppia.  E non si è gelosi dell’altro. E’ un fenomeno che indica l’immaturità dei  giovani di oggi  incapaci di assumersi la responsabilità di un rapporto di coppia che implica impegno. Così, soprattutto oggi, la “trombamicizia” appare come una via di mezzo che però, spesso, lascia a mani vuote.

O.B Prof, Infatti è un rapporto molto libero , una pillola di felicità  da utilizzare in caso di bisogno con un’unica ma importante controindicazione : NON INNAMORARSI.  Duchino hai ancora altre domande per il Prof?

 

Ducky: Ancora una domanda, credo l’ultima.  Spesso ci si chiede sulla natura del legame che sta nascendo con una persona. Ma come si fa a capire  se siamo di fronte a una “forte amicizia”  o se c’è qualcosa di più?

Enzo:               Per gli psicologi, però, quattro segnali tolgono ogni dubbio.

Ducky: Ne sei proprio sicuro, Prof?

Enzo:               Nessuno è perfetto. Non è un solo psicologo  che  si esprime, ma è convinzione comune sui 4 segnali  da considerare, riflettere e comprendere la natura della relazione.

1 – C’E’ GELOSIA.  Se siete gelosi delle relazioni e della vita dell’altro, insospettitevi. Certo, si può essere gelosi anche di un amico, ma in modo diverso.

2 – RICERCATE IL CONTATTO FISICO.  Due amici possono certamente abbracciarsi o anche dormire insieme, tuttavia quando il contatto non è casuale ma ricercato frequentemente ed è fonte di piacere o di forte desiderio di accudimento, allora è probabile che il rapporto si sta trasformando.

3 – CI SI CERCA MOLTE VOLTE AL GIORNO.  Anche gli amici lo fanno, con chiamate e messaggini.  Se tuttavia avete il desiderio di sapere che cosa sta facendo l’altro in quel preciso istante, allora state aprendo la strada ad un rapporto di altro tipo.

4 – GUARDATEVI DENTRO E CAPIRETE.  Datevi tempo per riflettere:

“Guardiamoci dentro e impariamo ad aspettare”, dice Gabriella Gandino. “Oggi vorremmo tutto e subito e non sappiamo tollerare il tempo necessario perché i rapporti si definiscono.”  Un’eventuale relazione amorosa non si costruisce sul nulla, altrimenti è destinata a crollare. Dunque, impariamo a sopportare l’incertezza senza dover immediatamente definire il tipo di rapporto che stiamo vivendo.

Ducky: Mi sembrano delle indicazioni molto utili. E tu?

Enzo:               Anche a me,  ma l’amore e l’amizia  appaiono e si presentano in modo tanto incomprensibile:  specialmente il primo.

Ducky: Caro Alter Ego, forse siamo noi che non  sappiamo interpretare né l’uno né l’altra

Enzo:               Noi uomini?

Ducky: Non solo…anche le donne.  A proposito di donne, hai mai sbagliato nel capire la vera natura  del sentimento di una  di esse se era Amore o Amicizia?.

Enzo:               Si,  più di una volta. Caro, Duc, io, e credo anche tu,  abbiamo tifato sempre per l’Amore e continueremo a farlo, pur sapendo che esso è il sentimento di difficile coniugazione.  Ho concluso la disquisizione.

Ducky: E io ho terminato l’ascolto…pizza con coka-cola e limoncello!?

 Enzo:               …io opto per il Marsala siculo.

O.B Carissimi gemè in un mondo che piace sempre meno piu’ amore e ancor piu’ amicizia, ci vorrebbero proprio!
…ah, dimenticavo…e tanta musica!!!

 Fonte: Airone

Annamaria… a dopo

 

IL GUSTO DI NUTRIRSI…IN SARDEGNA

I mesi estivi per antonomasia dedicati alle vacanze sono scivolati via con un vero e proprio “fiume” di sudore, viste le giornate incandescenti. Bisogna rientrare con convinzione nella routine giornaliera, ricaricati dalla pausa dal consueto lavoro. Molti
come me hanno approfittato per dedicare il tempo a se stessi , alle proprie attività preferite, ai viaggi . . . al mare ! Quest’anno ho completato il puzzle dell’Italia . . . mi mancava la Sardegna e ho preso al volo la proposta fatta da amici già organizzati per la “spedizione” nelle incomparabili (ora posso esserne certa) acque sarde.

BAIA SARDINIA RENA BIANCA

Un soggiorno da favola, luoghi splendidi, spiagge e fondali dai colori inimmaginabili anche dai più eccelsi pittori; il costante maestrale ha reso gradevole anche la temperatura certamente non mite.
Ma non voglio raccontarvi di una regione alla quale le mie parole non renderebbero giustizia . . . mi manca il respiro se chiudo gli occhi e mi proietto in certi angoli di quel paradiso naturale.

 

BAIA SARDINIA

Trascuro di soffermarmi oltre, ma devo dire che anche i posti tanto amati dai vip esercitano un certo fascino, trasudando lusso e classe.
Voglio invece spendere più di una parola per presentarvi alcune golosità della gastronomia tipica che chiaramente (avevate qualche dubbio?) ho avuto modo di apprezzare.

 

Il prodotto di cui abbiamo davvero fatto vere e proprie scorpacciate ad ogni pasto è stato il pane: il carasau, carasatu, carasadu o anche pane ‘e fresa, il tipico pane sardo, originario della Barbagia e diffuso in tutta la Sardegna, conosciuto con il nome italiano di carta musica per la sua caratteristica croccantezza, che ne rende rumorosa la masticazione.

 

Il nome deriva dal verbo cariare o hariare, che indica la modalità caratteristica di lavorazione dell’impasto ; secondo una diversa interpretazione etimologica, essendo in dialetto “sa cara”, la faccia, carasau significherebbe “affacciato” dal momento che la sfoglia viene “affacciata” nel forno per pochi istanti fino al momento in cui, dopo che la stessa si è gonfiata,viene rapidamente tolta dal forno per essere divisa col coltello in due parti. Per la sua facile conservazione era molto pratico per i pastori che restavano a lungo distanti da casa impegnati nella cura delle greggi : opportunamente bagnato al momento del pasto, il pane riacquistava la freschezza del pane di giornata.
Anche ai nostri giorni in Palestina viene preparato un pane perfettamente uguale al pane carasau ; dal momento che la barbagia è stata in passato terra soggetta alle scorribande dei saraceni, tanto che il paese di Dorgali o “Turcali” (ovvero paese dei Turchi) è stata popolato da popolazioni berbere che hanno importato la lavorazione della filigrana con disegni ancora oggi del tutto simili se non uguali a quelli che si trovano nelle coste nord-africane : a Dorgali si producono gioielli in filigrana per tutti i costumi di tutti i paesi dell’isola.

 

La preparazione tradizionale domestica di questo pane assume un valore di socializzazione : sino a qualche decade fa era un vero e proprio rito familiare e di vicinato che coinvolgeva almeno tre donne, amiche o parenti che ricevevano in cambio olio e ricotta o che semplicemente si ricambiavano l’aiuto.
Gli ingredienti base sono lievito, sale, acqua e farina di grano duro; le famiglie meno abbienti utilizzavano farina d’orzo o cruschello, di colore scuro.
Le varie fasi della panificazione viene chiamata sa hotta o sa cotta, il nome in lingua sarda con il quale viene indicato l’intero ciclo di preparazione e cottura del pane. Ecco le varie fasi:
S’inthurta : è la prima e avviene prima del sorgere del sole. Il lievito già precedentemente sciolto in acqua tiepida viene mescolato alla farina passata al setaccio (sedattu) e impastata dentro una madia di legno (iscivu, lacu, lachedda) oppure dentro una conca di terracotta (tianu, impastera). La preparazione dell’impasto, la sua lavorazione e la cottura del pane, presentano delle varianti che determinano sfumature di sapore, di leggerezza e dimensione della sfoglia, che seguono antiche tradizioni familiari o paesane.
Cariare o hariare : durante questa seconda fase l’impasto viene lavorato energicamente sul tavolo (sa mesa pro su pane, sa mesitta), anche in ginocchio sulla madia stessa. La pasta fresca viene schiacciata, allargata con la pressione dei pugni e riavvolta su stessa, con l’aggiunta di acqua viene manipolata con forza (ammoddihare) fino ad ottenere un impasto liscio. Da questa fase dipende molto la riuscita del pane e la sua durata : più la pasta è ben lavorata, più il risultato sarà apprezzabile. Questa fase è molto faticosa e spesso le donne sono aiutate dagli uomini.
Pesare : (alzare) è la fase della lievitazione. La pasta ben lavorata viene lasciata riposare in speciali contenitori come conche di terracotta o, come in Barbagia, dentro il malune di sughero, ben ricoperta con teli di lana.
Orire, sestare : una volta avviata la lievitazione, si divide l’impasto in tocchi regolari (sestare, orire) che vengono arrotondati, infarinati e riposti in particolari canestri (sas horves, canistreddas) avvolti tra le pieghe di teli di lana o di lino per farli riposare (pasare) ancora in modo da continuare la lievitazione.

 

– lievitazione nei teli Illadare-

la pasta lievitata si lavora con dei piccoli mattarelli in legno (canneddos, cannones) e mediante i polpastrelli delle mani, appiattendola e allargandola a formare dei dischi (sas tundas) dal diametro variabile. Ottenuto il diametro e lo spessore desiderato, si depositano sulle pieghe di speciali panni di lana chiamati pannos de ispica otiazas, lunghi anche dieci metri e larghi 50 cm. Conservati arrotolati, nel momento del loro utilizzo si srotolano progressivamente prima verso destra per un tratto di 50 cm e, una volta depositata la sfoglia sferica (sa tunda), verso sinistra, a coprirla completamente, permettendo in questo modo di depositarne un’altra sulla parte superiore della piega, e così via in un susseguirsi di piegature fino al completo srotolamento. Vengono poi messi da parte e coperti con delle coperte.
Kokere : eccoci alla cottura. Per il forno si utilizza legno di quercia o di olivastro, sistemato nel centro del forno, che raggiunge una temperatura stabile di 450-500°. La cottura dei pani avviene dopo che le braci sono state spinte da una parte tramite una particolare paletta in ferro (palitta ‘e furru) e la pavimentazione del forno spazzata con una scopa speciale (iscovulos, ishopiles). Durante la prima cottura il forte calore rigonfia la sfoglia in poco tempo formando una palla, l’aria al suo interno inizia ad espandersi, determinando la separazione dei due strati. A seconda delle tradizioni locali la si rivolta o meno, e vi si appoggia delicatamente la pala in legno per uniformare più possibile il rigonfiamento spingendo il vapore verso quelle parti non ancora staccate.

 

– Preparazione tradizionale-

Fresare o calpire : una volta sfornato il disco di pasta, le due facce ormai distaccate vengono separate (carpire, calpire o fresare) con il coltello, velocemente, possibilmente prima che l’aria defluisca da qualche fessura o che si riduca troppo di volume e la sfoglia si afflosci per il raffreddamento. Questa operazione richiede maestria : i dischi (sos duos pizos) hanno una faccia liscia ed una ruvida e viene chiamato pane lentu, pane modde o pane cruhu ; è abbastanza elastico tanto da poter essere piegato o arrotolato a piacimento e può essere consumato anche subito ma non si presta ad una lunga conservazione.
Carasare : sos pizos , uno per uno vengono rimessi dentro il forno per la cottura finale (sa carasadura) che ha una durata diversa in base ai gusti familiari. Man mano che le sfoglie escono dal forno, vengono impilate (piras de pane) in grossi cesti di asfodelo (isportas), spesso alte fino ad un metro, avvolte in speciali panni con un peso sulla sommità, in modo da pressare un po’ le sfoglie.
Il pane carasau è consumato in molti modi : noi lo abbiamo gustato secco, cioè al naturale (a trocheddu) accompagnando una gran varietà di cibi.

 

Uno dei modi più diffusi di consumo prevede una rapida immersione in acqua (pane infustu), per cui la sottile sfoglia riacquista l’umidità e la morbidezza necessaria per essere avvolta intorno a salumi affettati e formaggi o altro companatico.

 

Il pane carasau

assorbe i liquidi con cui entra in contatto, per cui viene usato sotto le pietanze succose, ad esempio carni rosse cotte al sangue, o comunque quei cibi che rilasciano oli o grassi (dalla carne di maiale, alla verdura). Per bagnarlo si deve far scorrere dell’acqua dalla parte interna e ruvida della sfoglia , facendola sgocciolare rapidamente : se il pane risulta troppo bagnato viene considerato da un vero barbaricino come la pasta scotta per un napoletano !
Nulla va perso : le grosse briciole che residuano invariabilmente alla spezzatura delle sfoglie vengono consumate nel caffelatte . . .
Una variante del pane carasau è il pane guttiàu : una sfoglia viene bagnata con poche gocce d’olio e salate, abbrustolite lievemente in forno o sulla griglia.

Una più complessa preparazione tipica è quella Su pane vrattau o frattau , che ha l’aspetto simile ad una lasagna al forno.

La carta musica viene immersa per un tempo brevissimo in acqua salata bollente, poi viene disposta nel piatto alternandola a strati di sugo di pomodoro e pecorino grattugiato , con l’eventuale aggiunta di un uovo in camicia cotto nella stessa acqua.

Rimando ad un prossimo incontro la

presentazione

di altre leccornie sarde; per ora . . .

Buon Gusto a tutti … da Maria !

I  “GIOIELLI DI FAMIGLIA”

 

Che c’è di più prezioso?

 

 

Enzo e Ducky

Enzo:             Ducky , ti piacerebbe essere ricco?

Ducky:           Che domanda! Certo!

Enzo:             Ma tu non immagini perché ti faccio una domanda simile.

Ducky            No, non voglio immaginare. Anzi, vieni al sodo.

Enzo:            Negli scavi di Pompei esiste un famoso quadro che rappresenta una bilancia con due piatti.  In un piatto vi è un groviglio di oggetti preziosi d’oro; nell’altro piatto e’ raffigurato…l’organo virile…

Ducky:           …il pene?!

Enzo:             Esattamente,  con una particolarità!

 

Ducky:           Sarebbe?

Enzo:             …che il piatto che regge l’organo virile “va più giù”…cioè VALE DI PIU’ del valore degli oggetti preziosi. Capito mi hai?

Ducky:           Capito ti ho, caro fratello docente.  E siccome amo la cultura, gradirei saperne di più.

Enzo:             Sai bene che anche io sono appassionato di cultura, ne disquisiremo in modo serio  come abbiamo fatto sempre.

Ducky:           L’esame merita tutto il rispetto.  Comincia pure!

Enzo:             Comincio con una domanda. C’è qualcosa di più prezioso dei propri testicoli per un uomo?  Probabilmente no:  non a caso sono spesso definiti “gioielli di famiglia”.

Ducky.           Definizione onorevole e pregevole.  Enzo, sii preciso, e anche esaustivo, mi raccomando, il pezzo richiede il meglio delle tue possibilità.

Enzo:             Nessun problema, sai bene che do’ sempre il meglio. Orbene, le due ghiandole citate misurano  circa 4-5 centimetri per 2,5 e sono collocate nella borsa scrotale sotto il pene. Duc, devo proprio dire tutto?

Ducky:           Be’, hai dichiarato che vuoi essere esaustivo…quindi!

Enzo:             Nella vita fetale, si formano nell’addome e scendono solo negli ultimi mesi di gravidanza. In alcuni neonati, uno o entrambi possono non scendere alla nascita, ma settimane o mesi dopo. Quando ciò non avviene occorre intervenire chirurgicamente.

I testicoli producono spermatozoi e testosterone, il più importante ormone maschile, responsabile dei caratteri sessuali secondari (peli, barba, forza muscolare, voce profonda, aggressività. La produzione di spermatozoi inizia invece con la pubertà e continua sostanzialmente invariata tutta la vita. Duc, sii serio e non fare battute: ora devi sapere dell’ossessione delle dimensioni.

Ducky:           Orco can,  dimmi dimmi.

Enzo:             Dopo la dimensione del pene, la seconda ossessione  dei maschietti è la grandezza dei testicoli. Giammusso rassicura :Non c’è da temere circa la loro diversa dimensione da uomo a uomo; non c’è nessuna relazione tra la grandezza dei testicoli e la virilità.

Ducky:           Com’è che …uno su e l’altro giù?

Enzo:             Te lo spiego. Niente da preoccuparsi nemmeno se tra i due testicoli c’è una leggera differenza di dimensioni o di posizione;  nei due terzi dei maschietti il sinistro è più grande, e se ci fai caso anche nelle statue il sinistro è scolpito più grande.

Ducky:           E’ vero…ma ora in politica è diverso:  il partito di sinistra è sceso eccome…

Enzo:             Duc, non farmi ridere!  Un’ipotesi è che i Greci lo ritenessero destinato a partorire figlie femmine. Ovviamente non è così…l’altezza diversa e’ dovuta al fatto che i funicoli che tengono in sospensione i testicoli non sono mai identici tra loro.:  secondo Giammusso. In ogni caso questa differenza è relativa perché per esempio col freddo, in momenti di ansia o dopo uno sforzo fisico, i testicoli risalgono verso l’addome:  è il cosiddetto riflesso cremasterico.

Ducky:           Cioè funzionano come uno yo-yo…salgono e scendono….un po’ come le campane…din don

Enzo:             Vabbè…ridiamo insieme!  Torna serio. Lo sai, Duc, che la fertilità è diminuita  a causa di vari fattori: ad esempio l’inquinamento da ftalati contenuti nelle plastiche, come quelle delle bottiglie di acqua mal conservate,, l’obesità, stress e patologie particolari, la temperatura…

Ducky:           …la temperatura? Che c’entra?

Enzo:             C’entra eccome. Qualsiasi abitudine che provochi un surriscaldamento dei  venerandi testicoli, come l’uso prolungato di pantaloni stretti o del motorino con la sella bollente, va evitata perché la formazione degli spermatozoi ne risente.

Ducky:           Prediligono il fresco, però direi che sono troppo delicati. Non trovi, prof?

Enzo:             E’ vero. Come se non bastasse, possono “guastarsi” anche per cause patologiche. Malattie insomma che possono produrre atrofie e sterilità, cisti.  Queste cisti: formazioni che si evidenziano fuori dal testicolo tanto da essere soprannominati  “terzo testicolo”.  Si sa ad esempio che Bartolomeo Colleoni, condottiero del XV secolo, ne aveva una e perciò tre testicoli erano rappresentati sul suo stemma. Secondo alcuni questa ciste si sarebbe formata a cause delle lunghe cavalcate; problema questo che affligge anche i ciclisti.

Ducky:           Prof, da oggi in poi preferisco camminare.

Enzo:             Discorso diverso per il tumore del testicolo e quindi è importante che i maschi imparino a fare l’autoesame in cerca di eventuali anomali. Le cause, comunque, più frequenti sono di tipo neurologico e posturale, dovute cioè a compressioni nervose alla colonna vertebrale che producono un dolore irradiato verso l’inguine. Duc, un caso di dolore molto noto agli uomini è invece legato all’eccitazione sessuale:  quando questa è prolungata e non è seguita da eiaculazione, si verifica una congestione dolorosa dei canali spermatici. 

 

Ducky:           E per farla passare, che si fa?

Enzo:             Dare sfogo…ai propri istinti e accontentare LUI che sta sopra ai testicoli.

Ducky:           Parole sante, prof. Anche LUI ha i suoi meriti e le sue reazioni specialmente se viene toccato. Giusto?

Enzo:             A proposito di toccamenti sai che non c’è ora della giornata in cui ogni uomo, non visto, non allunga le mani per  toccarsi. Secondo i sessuologi nelle civiltà antiche i testicoli erano considerati  sacri: perché assicuravano la discendenza.

 

Ducky:           Niente di meno? Scherzo, lo so.

Enzo:             Ma non sai sui giuramenti. Non a caso i giuramenti solenni si facevano ponendo le mani su di loro.

 

Ducky:           Mai fatto un giuramento così, g i u r o!

 

Enzo:             Questa usanza si trova anche nella Bibbia: nella Genesi Abramo chiede al suo servo di giurare  “ponendo una mano sotto la sua coscia”. Così come nei nomignoli popolari: oltre a gioielli di famiglia si dice “zebedei”, che deriva dall’ebraico e significa “dono di Dio”. Duc, muto, non fare battute.

Ducky:           Non faccio battute ma non mi puoi proibire di…sorridere.

Enzo:             E veniamo ai “comandamenti”  specifici e utili. Il tumore al testicolo, che colpisce soprattutto i giovani tra i 20 e i 40 anni, ha oggi u’ottima percentuale di sopravvivenza. Premesso questo passiamo ai 3 “comandamenti”:

1- Effettuare la palpazione dopo una doccia o un bagno caldo;

2- Far scorrere delicatamente ciascun testicolo tra pollice e indice dall’alto verso il basso: notare qualsiasi anomalia o stranezza;

3- Eseguire l’autopalpazione una volta al mese, dai 15 anni in poi.

5 REGOLE D’ORO PER UNA BUONA MANUTENZIONE.

Ducky:           Io li chiamerei “tagliandi”.

Enzo:             Chiamali come cavolo ti pare. Eccoli:

1-        Manteniamo un buon peso forma. Il sovrappeso nuoce ai testicoli;

2-        Eliminare fumo e droghe:

3-        No a sostanze anabolizzanti e iperproteiche usate ad esemio in palestra;

4-        Massima protezione negli ambienti di lavoro;

5-        Evitiamo eccessi di calore: no a bici e motorini lasciati al sole; il sellino caldo è pericolosissimo perché l’aumento della temperatura danneggia il funzionamento dei “gioielli di famiglia”.

Ducky:           Non avedi detto che sono molto sensibili al dolore?

Enzo:             Certo!  e vanno “trattati” con molta delicatezza, accortezza e modi che si consiglia soprattutto  al “gentil sesso”.

Ducky:           Quanto a questo aspetto, io non ho mai avuto problemi.

Enzo:             Io nemmeno…anzi!

Ducky:           Vuoi concludere, Enzo?

Enzo:             Ultima riflessione:  non dimenticate che il LUI che sta sopra dipende dalla salute di QUEI DUE che stanno sotto.

Vincenzo Liberale

Fonte: Airone

 

INTERVISTA A 360 GRADI…


50 domande ,con facoltà di rispondere o meno, proposte da Enzo. Inizio io O.B. ( Occhi Belli, come mi chiama l’amico Enzo) alias Annamaria. In seguito le altre amiche del blog Annamaria2 e Maria.

01- Il primo amore, te lo ricordi?

Si, avevo 12 anni… ricordo che quando passava davanti alla mia casa se mi trovavo in giardino , scappavo dentro e me lo guardavo attraverso le persiane socchiuse. (Anche se frequentavo la sua casa, essendo  molto amica delle sue sorelle.)  Era bello come il sole e il mio cuore batteva a manetta. Questo “rito” è durato un bel po’. Fino a quando crescendo ,qualche annetto dopo, lui “accorgendosi” di me, mi chiede di uscire insieme per un gelato…ci siamo baciati e …subito dopo ho smesso di “amarlo”.


02- Il primo bacio: rivelazione o delusione?

Delusione… 


03- In amore vale la pena di insistere?

Se mi sento amata, si, vale la pena.


04- L’innamoramento è una droga leggera o una grossa ubriacatura?

Una droga leggera.


05- Strategie di conquista: qual è la tua?

Enzo, mai usato strategie, è una cosa che non mi riesce e non mi attira… ho letto tutti i tuoi articoli… ma niente da fare. Poi, per me,  non e’ questione di strategie è che all’inizio in amore “ci si annusa”…


06- Ci sono categorie di donne che non ti piacciono?

L’apatica che non ha un minimo di personalità e l’egocentrica.


07- Cosa è importante per sedurre: la ricchezza, la bellezza, il cervello o che?

Dipende cosa cerca l’uomo o la donna…


08- Il senso più importante in amore

L’amore…


09- Credi l’amore a prima vista?

Attrazione ci puo’ stare sia fisica che cerebrale, definirlo amore è azzardato, forse.


10- Un serial lover lo eviti o ne sei affascinato?

Sarebbe?… lo sciupafemmine?


11- Sei innamorata o vorresti esserlo di qualcuno?

No comment


12- Da che cosa capisci che è amore doc?

Se sento la sua mancanza.


13- Un tuo grande amore condensato in:  luogo, un cibo, una musica un profumo?

——

14- Ragazzine che si vendono: vittime degli adulti? della famiglia o di chi?

Della società e della famiglia. I figli adolescenti crescono soli e la loro energia corporea è come bloccata, perché nessuno ha insegnato loro a lasciarsi andare ai sentimenti e alle emozioni. I genitori devono avere il coraggio e l’impegno di aprire la porta della camera dei figli, sedersi accanto a loro e ristabilire un dialogo e un contatto.  


15- Voi donne, tostissime, avete bisogno di tenerezza, ma sbagliate in amore. E’ così?

Non sempre, ma capita.


16- La tua voglia di amare da 1  a  10.

10+++++++++



17- Ti capita di sentirti “piccola”?

Di statura? Si, mi è capitato una volta…


18- La tua principale virtù.

Non vado mai fuori dalle regole…quasi mai. E non mi piango addosso.


19- Il tuo principale difetto.

Odio l’ipocrisia. E pare che di questi tempi sia un difetto.


20- In quale ruolo ti senti più a tuo agio?

Un po’ tutti i ruoli , nessuno in particolare…forse la blogghista? Bwuahahahah…alla prossima Mister!….facciamo pausa con granita al caffè

Riprendiamo?

 

21- Qual è il pregio che apprezzi di più in un uomo?


La sincerità, senza quella non si va da nessuna parte. 


22- E il difetto maggiore?


La musoneria.


23- E’ più importante l’amabilità, la femminilità l’amorevolezza?

L’amabilità


24- Se Babbo Natale bussa alla tua porta e ti chiede: “Quale regalo vorresti  per  l’anno prossimo? Tu cosa gli chiederesti?


-…Un Babbo Natale …bissss (dove lo trovi un uomo cosi buono e generoso come Babbo Natale?)


25- Faresti una follia per il tuo  (presunto) uomo?

-Ohhh yesss


26- Un film “love story” ti dà tenerezza e/o lacrime?


-Lacrime


27- Perché tante unioni naufragano?


-Perchè manca il dialogo e la voglia di capirsi. Questo è uno dei tanti motivi, ma il principale.


28- Si può vivere da solì?


-Si puo’, ma e’ sempre meglio vivere in coppia…


29- L’arte della manutenzione del matrimonio è tutta da imparare:  concordi con questa affermazione?


-Si e no, quando al partner domandi cosa c’è in me che non ti va bene?  E ti senti rispondere : vorrei che tu la pensassi come me… A questo punto, da parte mia,  non c’è nulla che stimoli  “l’arte della manutenzione”. 


30- Hai mai sedotto o ti sei fatta sedurre?


-Chi è capace a farsi sedurre riuscirà a sedurre…sembra un gioco di parole, come è un gioco (piacevole) la seduzione.


31- Amare veramente vuol dire “Mi sacrifico per il tuo bene!” Sei d’accordo?


-No. Se lo fai per amore non è sacrificio.Anche se a volte ,per amore, si fanno delle rinunce.


32- La regola aurea per un matrimonio felice non esiste. Qual è il tuo pensiero?


Non esiste una regola ! L’amore va coltivato, da parte di tutti e due i partner .


33- C’è chi sta bene a movimentarsi la vita, chi invece preferisce la routine. Il segreto è dirsi le cose, parlarsi, conoscere le diversità dell’altro e trovare un punto di incontro. La buona riuscita di un matrimonio può sintetizzarsi in queste parole: comunicare, negoziare…senza  impedire la libertà di pensiero al partner. Dire sempre il proprio pensiero e comprendere l’altro per trovare un punto di contatto.  Concordi con queste affermazioni in tutto o in parte?


Certo, son d’accordo. Sono tutte belle intenzioni e promesse che devono mantenersi sempre nel tempo.Una cosa molto importante e’ anche sapere  ridere insieme. 


34- Credi in un Aldilà?


-Domanda difficile … non lo so, ma è consolante pensare che ci sia qualcos’altro…oltre.


35- Qual è il senso della vita?


-Nasci, cresci, fai amicizia, ami, ti riproduci e muori…ma pochi ci pensano, altrimenti ci sarebbero meno conflitti.


36- Credi di dover imparare ancora tanto dalla vita?


-Quando penso di avere imparato ,mi spunta qualcosa di nuovo…dunque credo che ci sia sempre da imparare. Si dice che ci vorrebbero due vite, una per imparare …e l’altra per “viverla”! 


37- Ci sono dei momenti in cui “ti piaci molto”?


-Molto no. Tanticchia si, mi è capitato.


38- Un viaggio ideale con il tuo (presunto) uomo?


-Non ho una meta precisa. Con il mio uomo (presunto) starei bene ovunque. Non esiste un viaggio ideale per me. L’importante è scegliere insieme. Pero’ ,a pensarci bene, in questo periodo mi piacerebbe andare in Lapponia.


39- Ti piace sedurre o essere sedotta?


—————


40- A chi dai la colpa  “politica” della attuale crisi: Sinistra, Destra oppure…?


-…Oppure potrebbe essere  anche colpa nostra…viviamo in una società dedita ai consumi piegata all’ultima moda e tendenza, soprattutto tecnologica…e poi…esiste ancora destra e sinistra?…mahhh 



41- Lo so che mi ama, ma non riesco a fare a meno di lui.  Diresti una frase del genere?.


——————–manca il “non”?


42- Dimmi come la pensi sulla seguente affermazione.  “Traditori, caratteriali, bastardi, dipendenti. Dovrebbe essere la lista degli uomini da evitare accuratamente, ma molte donne, invece, incappano sempre in personaggi di questo genere.”  Dì la tua a riguardo.


-Riconoscerli non è facile, specialmente se scatta il sentimento chiamato amore. 


43- Ho accudito un compagno da anni. Ed ora?


-Non ho mai “accudito”.


44- L’innamoramento non ha età. E’ vero o impossibile?


-E’ vero.


45- Il tuo (presunto) uomo è perfetto, ma non riesce a far l’amore. Tu  come ti comporteresti?


-Non assumerei nessun comportamento specifico. Le cause potrebbero essere molteplici e andrebbero valutate, senza forzature.


46- Da 1 a 10 che punteggio daresti alla sessualità  nella coppia.?


-Ohhhh Enzo che domande….!!! 10 ! Ma non basta per tenere vivo un rapporto nel tempo.


47- Incontrando all’improvviso l’uomo ideale, cosa faresti come prima mossa?


-Sarei impacciata. E, come prima mossa ,cercherei di non dimostrarlo.



48- E’ il tuo compleanno:.  Cosa preferiresti come regalo?

– un raffinato completo intimo in seta e pizzo

– un buono per  un abbonamento in palestra

– una banconota da 500 euro


Bhè , sicuramente 500 euro , mi comprerei l’intimo, non necessariamente in pizzo,  magari alla bridget Jones. Un abbonamento per la palestra e nel caso mi rimanga qualcosa…due gocce di chanel n. 5….


49- Il difetto che meno sopporti in un uomo.


La falsità…già fatta sta domanda, mi pare.


50- Per concludere:. Alla domanda: “Quando ci incontreremo?” che ti venisse rivolta da una persona con cui da molto tempo chatti e che ti intriga parecchio, che cosa risponderesti?”

Prima aspetto che ci sia una richiesta del genere  e … poi ti dico. Intanto comincio a studiare i posti piu’ romantici di Milano. E ,come cantava M. Remigi …sapessi com’è strano darsi appuntamento a Milano…  al Duomo ,sotto la madonnina, o in Galleria…

 

ENZO

Enzo- Annamaria



EPPUR SI TRADISCE

Infedeltà maschile e infedelta’ femminile

Enzo Ducky

Enzo:         Ducky, negli ultimi vent’anni…

Ducky:       Scusa, mi lasci prendere questo delizioso caffè?

Enzo:         Oh scusa!

Ducky:       Il caffè è caffè…e poi  ho già capito dove vuoi arrivare. Ti leggo nel pensiero. Non so l’ergomento ma tu già fremi. Ottimo caffè….

A disposizione…sono tutto orecchi…di che si tratta?

Enzo:         Tradimenti…infedeltà…

Ducky:       Corna insomma….ti avverto: l’argomento è di una delicatezza enorme…

Enzo:         … ed è aperto a tante interpretazioni, ma credo che riusciremo a fare il punto I lavori impegnativi mi solleticano.

Ducky:       Prego!

Enzo:         Niente maschilismi e  niente femminismi.

Ducky:       Per carità, sono curioso anch’io di sapere.

Enzo:         Bene!  Alcuni anni fa un’idagine condotta dalla Durex…

Ducky:       Che cosa è?

Enzo:         E’ una multinazionale dei preservativi…

Ducky:       Siamo entrati subito in argomento eh!?

Enzo:         Ascolta bene prima di fare lo spiritoso.

Ducky:       Hai ragione, pardon!

Enzo :        …una multinazionale dei contraccettivi spiegava che il 45 per cento dei nostri connazionali dichiara di aver tradito il partner almento una volta nella vita.

Ducky:       Azz…!

Enzo:         Nella topten dei Paesi fedifreghi l’Italia si colloca al terzo posto, a pari merito con la Germania e dopo la Thailandia (51%) e la Danimarca (46%).

Ducky:       Sempre meticoloso sei!

Enzo:         Il dato italiano è confermato da un sondaggio Ifop (Istituto francese di opinione pubblica) commissionato lo scorso anno dal portale di incontri extraconiugale  Gleeden  su scala europea secondo il quale, quanto a tradimenti, la cattolica Italia supera  Paesi come Francia, Gran Bretagna e Spagna.

Ducky:       Però…più o meno come ai Campionati del Mondo.

Enzo:         A queste percentuali elevate corrisponde sempre una doppia morale, tanto che a febbraio 2015…

Ducky:       Che precisone!

Enzo:         le associazioni familiari cattoliche si infuriarono quando lo stesso sito di incontri tappezzò Parigi di manifesti publicitari “inneggiando” all’infedeltà coniugale. Insomma, si fa, ma non si dice. Quantomeno in Italia, al “peccato” non segue un ipocrito rimorso: alla domanda “Ti sei pentito di aver tradito il partner”,  solo il 27% di connazionali intervistati ha risposto sì, contro il  73% di no.  La tendenza al tradimento sembra in aumento. ”L’instabilità coniugale nel nostro Paese è in forte crescita:  il tasso di separazione è più che raddoppiato negli ultimi 20 anni, spiega ad Airone Lorenzo Todesco, docente di sociologia all’Universita’ di Torino.

Ducky:       Siamo dei cornifictori!

Enzo :        Duc, non sciupare questi termini popolari…di piuttosto  infedeli.

 

Ducky:       Insomma, abbiamo la tendenza a…

Enzo:         Certo, è difficile capire se ciò dipende da una maggiore tendenza al tradimento. E’ noto che le principali cause di instabilità coniugale sono:

– la maggiore economia delle donne

– e le aspettative riposte nel matrimonio.

Ducky:       Pigliare uno stipendio dà autonomia e libertà. Sicchè le ciucciottine  sono andate “in rialzo”,  alzando oltre il mento anche la cresta.

Enzo:         Esattamente!  “Questi elementi potrebbero avere un ruolo anche in una maggiore diffusione del tradimento”,, aggiuge il sociologo, “accanto ad alcui mutamenti dei costumi sessuali. Come ha rivelato in francia un’indagine europea dell’Istitut National de la Statistique et des études économiques, 7 donne sposate su 10  – vale a dire il 70%,  cercano scappatelle con uomini più giovani in quanto considerati garanzia di prestazioni migliori.

Ducky:       Le corna si incrementano…poveri noi!

Enzo:         Aspetta a dirlo. Nell’incremento dei tradimenti contano poi le trasformazioni sociali, prima di tutto il ruolo del digitale:  non solo i portali dedicati alle scappatelle, ma anche gli stessi social nework.  Secondo gli studi di Russell Clayton, ricercatore della Florida State University (Usa) pubblicati da Cyberpsychology Behavior, and social Networking,  l’utilizzo  attivo di Twitter e Facebook “porterebbe a una maggiore quantità di conflitti tra i partner, che a sua volta “porterebbe a infedeltà, rottura  e divorzio.

 

Ducky:       Dirò una sciocchezza, secondo me e anche te, la fedeltà è ancora importante.

Enzo:         Non è una domanda sciocca,  ma seria e importante. Mi spiego. La notevole frequenza con cui si tradisce non esclude però che ancora oggi la reazione individualle e sociale verso il tradimento sia sempre negativa;  “Tutte le ricerche effettuate in Italia e in altri Paesi ci dicono che la grande maggioranza degli individui continua a considerare la fedeltà sessuale un elemento imprescindibile per un rapporto di coppia stabile” spiega Todesco. Infatti, secondo dati Pew Research infatti, un buon  64% di Italiani  pensa che l’infedeltà sia moralmente inaccettabile.

Ducky: Concordo naturalmente.

Enzo:         Ma non mancano le autoassoluzioni. “Ad esempio nei casi

in cui si riconosce che il tradimento è un errore in cui si può cadere visto che la carne è debole  o addirittura quando è nei fatti giustificato:  secondo una ricerca Ipsos, per il  63% degli Italiani non c’è nulla di strano nell’amare due persone contemporaneamente, mentre il 43% degli intervistati si aspetta di essere perdonato dal partner – uomo o donna –  qualora ne scopra la scappatella.

Ducky:       E se la la soluzione fosse la coppia aperta?

Enzo:         Una delle più celebri fu quella formata dagli intellettuali e scrittori francesi Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir.  Il modello di coppia proposto dai due modificò il comportamento e la morale in Europa e negli Usa dagli anni ‘50 agli anni ‘70.  Ancora oggi esistono molte coppie che trovano stimoli sessuali “esterni” con il benestare reciproco.  Si tratta di un buon compromesso tra desiderio di fedeltà e tensione al tradimento?

Ducky:       Spiegamelo, sei tu il prof..

Enzo:         In teoria la coppia aperta è una unione molto democratica, paritaria e moderna., ha detto Giuliana Proietti, psicoterapeuta e coautrice di Come vivere bene, anche se in coppia (Franco Angeli) con  Walter La Gatta. “Il problema è che le coppie aperte non durano perché esiste l’innamoramento. In una coppia aperta i partner possono accettare scappatelle sessuali, ma non tollerano relazioni sentimentali.

Certamente la diffusione di coppie di questo tipo è legata anche  all’affermarsi di una sessualità che si propone innanzi tutto il raggiungimento del piacere fisico. Vista però la costante importanza rivestita, nella società, dalla fedeltà sessuale, conclude Todesco, mi sembra difficile che questo modello di coppia posso diffondersi.

Ducky:       Sono d’accordo, Enzo.

Enzo:         Credo che sia anche logico.

Ducky:       Enzo, vorrei farti  tre domande.

Enzo:         Ok.

Ducky:       Perché il “tradito” è chiamato così?

Enzo:         Il gesto con le dita che fanno le corna è uno degli insulti più tipici, e dare a qualcuno del cornuto equivaleva a gettare un marchio d’infamia. Secondo alcuni, potrebbe richiamare il maschio della capra, la cui compagna è nota per la frequenza con cui cambia partner sessuali, mentre  per gli storici il riferimento potrebbe essere per l’imperatore bizantino Andronico Comneno (1120-1185) che rendeva noti i suoi successi amorosi (io direi più sessuali che amorosi) facendo appendere nei luoghi più affollati di Costantinopoli le teste dei cervi che uccideva durante la caccia.

 

Ducky:       Ma non si è certi, mi pare.

O.B Si racconta che lo stesso Andronico fu linciato dalla folla e appeso per un piede alla facciata del suo palazzo, proprio come uno dei suoi macabri trofei, attribuendogli la colpa per la caduta di Salonicco. Ma torniamo ai cornuti…pardon ai tradimenti. Prego prof

Enzo:        ehilà O.B. dove ti sei nascosta?…  Comunque si, nessuna conferma storica.  Certo invece è che i cornuti hanno un santo patrono, San Martinodi Tour, vescovo e confessore e patrono dei soldati e, appunto dei traditi. 

Le motivazioni sono diverse ma la più accreditata è che attorno all’11 novembre, festa in cui ls Chiesa cattolica lo celebra, si svolgevano 12 giorni di feste pagane durante le quali avvenivano spesso adulteri.

O.B           E non c’era la tecnologia

Ducky: Seconda domanda: tradiscono più gli uomini o le donne?

Enzo:         Nella più classica filmografia vi sono moltissime commedie incentrate sull’uomo farfallone che “fa fessa” la moglie ignara, mentre invece sono molto meno i film in cui è la donna a tradire. Eppure questa epoca sembra essere ormai finita. Secondo una nuova tendenza, le donne tradiscono di più rispetto agli uomini.

E’ quanto rileva un sondaggio effettuato in Gran Bretagna dalla UK Survey su 4 mila casi di tradimento. Il risultato del sondaggio vede sorprendentemente le “ciucciottine” battere gli uomini con una media di 2,3 amanti a testa contro solo, 1,8 degli uomini.

Tutto ciò spiazza Lettori  di ogni estrazione sociale – blog compreso – se si pensa che a tutt’oggi si tenda ancora a credere che sia l’uomo quello più propenso al tradimento e che la donna vive ancora sotto l’insegna accesa della perfetta madre di famiglia e moglie fedele.

Qual è la terza domanda, Duc?

Ducky:       Aspetta…io trattengo il fiato. “Perdinci e anche perbacco,”  avrebbe  esclamato  il Principe De Curtis  questo non è “un pezzo” ma una specie di tesi psico-sociologica.

 

Enzo:         Sii serio e dimmi qul è la terza domanda.

 

Ducky:       C’è un giorno  “particolare” per fare le corna?

 

Enzo:         Sorrido e…

 

Ducky:       Davvero!? E perché?

 

Enzo:         Perché sembra una domanda cretina…ma non lo è. Secondo il portale  Ashely Madison, frequentato soprattutto da persone in cerca di scappatelle,  il mercoledì è il giorno in cui si consumano più scappatelle…

 

Ducky:       …si cornifica di più. E come hanno fattoa scoprirlo?

 

Enzo:         E’ bastato chiedere a 172 mila utenti-scappatellisti quale fosse il momento preferito per gli incontri cladestini:  circa 1 su 5 ha risposto di preferire questo giorno,  in particolare tra le 5 e le 7 di sera.  L’orario “post ufficio”   è dovuto al fatto che il lavoro costituisce spesso un alibi per chi cerca un’evasione dalla routine di coppia E con ciò la disquisizione è terminata. Sono le 5 e mezza del pomeriggio, Duc.  Te lo dico con gentilezza:  è l’ora di fare due granite superbe e gelatissime.

Ducky:       Faro’ due granite che quando le gusteremo, ti sembrerà di stare al Polo Nord avendo sulle ginocchia una bloggista esquimese.

 O.B            Anche se ci diciamo peste e corna, il prof non tradirebbe mai la sua blogghista ( con l’acca…) preferita. Duc, tre granite e per me al limone, grazie! Un mio ultimo pensiero riguardo alle giornate delle scappatelle : siamo in estate , ci sono le vacanze il mare ,i tramonti, i cocktail…insomma tradite quando vi pare .

 

Fonte. Airone

Annamaria… a dopo                

CONSIGLI UTILI

            Una buona pasta la si riconosce per due motivi: per il prezzo e per il tempo di cottura. Più i numeri salgono, il primo in centesimi, il secondo in minuti, più la pasta è buona. Se abbiamo già una scorta di pasta in casa e vogliamo capire com’è la sua qualità basta prendere un bicchiere e riempirlo dell’acqua di cottura della pasta: più l’acqua è limpida, più la pasta è di qualità.




            Per avere una pelle morbida e luminosa provate questa maschera: frullate due foglie di lattuga con la panna fresca e massaggiate il viso. Lasciate agire per 15 minuti e poi risciacquate con acqua tiepida.

            A causa di pietanze a base di aglio avete un alito così cattivo che non osate uscire di casa? Niente paura, masticate qualche chicco di caffè. Se non dovesse bastare fate una tisana con delle foglie di salvia, filtrate il tutto in una tazza aggiungendo qualche goccia di tintura di iodio. Se anche questo rimedio dovesse fallire, mandate qualcuno nell’erboristeria più vicina a casa, ad acquistare un sacchetto di Cardamomo e masticatene i chicchi.

            Per combattere i gonfiori alle gambe, immergetele frequentemente in acqua in cui avrete sciolto del normale sale da cucina, oppure quello del Mar Morto che si acquista in erboristeria, profumeria o farmacia. L’acqua deve essere intorno ai 34°.

            Le sarde sono piccole e perciò è più difficile togliere loro la pelle. Per facilitare questo fastidioso e lungo compito basta trattarle con un po’ di aceto e quindi rimuovere la pelle con le dita, facendo su e giù con pollice e indice sotto l’acqua corrente.

            Se volete regalare dei fiori per un invito a cena comprate un mazzo di roselline monocromatiche (tutte rosse, tutte rosa o tutte gialle).

            Si è appiccicata la gomma da masticare al pullover di lana di vostro figlio? Niente paura, anziché tentare di togliere la gomma con conseguenti danneggiamenti della lana, prendete il maglione infilatelo in un sacchetto di cellofan e quindi riponetelo in freezer. Dopo circa due ore toglietelo e procedere all’asportazione della gomma, che verrà via facilmente senza danneggiare alcun filo della lana.


Mani screpolate:

A causa della scarsa presenza di ghiandole sebacee, la pelle del dorso delle mani è più esposta alle aggressioni e ha quindi bisogno di maggiori attenzioni.

Quando vi lavate le mani, non usate detergenti forti o alcalini, ma preferite il sonde (sapone non sapone) che rispetta il ph cutaneo. Per asciugare le mani evitate l’aria calda preferendo i fazzoletti di carta e gli asciugamani.

Al mattino applicate uno strato di crema sulle mani per mantenere il film idrolipidico. La sera concedetevi una maschera che lascerete agire per tutta la notte indossate un paio di guanti.

L’olio di extravergine di oliva è da sempre considerato un ottimo rimedio per rendere la pelle morbida e setosa. Prima di coricarvi per dormire è utile massaggiare le mani con olio d’oliva e coprirle con guanti di cotone leggero.

Una maschera idratante per rendere la pelle morbida si può ottenere mischiando la polpa di un avocado con un tuorlo d’uovo e qualche goccia di limone da applicare sulle mani e le unghie.

  ANNAMARIA2

OMOSESSUALI CELEBRI

(Annamaria intervista Ducky)

Annamaria : Ducky, hai preso il caffè, ti sei rilassato…allora, cominciamo?

DUCKY: Vuoi dire, “ci siamo” rilassati e rinfrancati con il caffè…sono
alla tua mercè. Però, birbantella, hai scelto un argomento piuttosto
“pepato”.

Annamaria: Eh, sì…perché recentemente ho letto su un giornale il caso di un
omosessuale ucciso dal figlio del suo amante, che giudicava
questa relazione immorale e vergognosa.

DUCKY: Ancora siamo a questo punto, e ci vorranno dei secoli prima che
gli eterosessuali, cioè noi normali accettiamo l’inversione
sessuale. Molti omosessuali non sono capiti dalla famiglia e non
solo dalla famiglia. E’ mille volte preferibile un invertito sessuale
dichiarato che uno che si trincera dietro tante ipocrisie e falsi
moralismi, perché quest’ultimo odia le persone normali, maschi e
femmine, e potendo, farà loro del male, a seconda del posto
sociale che occupa.

Annamaria: Ma nei secoli passati e in certi paesi era considerato diversamente
l’omosessuale…non è così?

DUCKY: Negli antichi codici ittiti, caldei, babilonesi ed ebraici non
venivano condannati i rapporti omosessuali.

Annamaria: Ecco, vedi…!

DUCKY Pensa un po’ che nell’epoca di Gilgamesh, insomma andiamo
indietro nel tempo di 30 secoli fa – cioè 3000 a.C. – chi era
dichiarato omosessuale non destava alcuno scandalo o
preoccupazione.

Annamaria: Poi le cose cambiano, come disse quel poeta latino, Orazio…”carpe diem”

DUCKY: Le cose cambiano e furono cavoli amarissimi per gli omosessuali.
La condanna di ogni rapporto omosex ebbe origine nella storia ebraica…

Annamaria: Ma guarda questi Ebrei dell’antichità…ma Ducky potevano farsi i …fatti loro…

DUCKY: Non scherzare, … siamo ancora a tanti secoli fa …si tratta di sette secoli a. C. Ma fino a quel secolo, i rapporti orogenitali …

Annamaria: …e qui l’oro non centra un bel niente…!

DUCKY: Lo credo anch’io… e le attività omosessuali erano associati a cerimonie religiose in tutta le zone medio orientali. I “maschietti
“ omosessuali si “prestavano” prostituendosi in un tempio, chiamato Kadesh, e spesso facevano parte del gruppo religioso ebraico. I codici sessuali ebraici, questo modo di comportarsi, furono adottati dai seguaci del cristianesimo, tra i quali San Paolo, il quale era cresciuto nella tradizione ebraica, Sicché il codice morale cristiano è una copia quasi identica del più antico ebraico.
E per completezza di argomento devo dire anche che il codice ittita però proibiva l’omosessualità maschile, mentre non si interessava dei rapporti lesbici. Nella Bibbia è soltanto l’omosessualità maschile a essere duramente condannata, mentre quella femminile non viene considerata. Le pene prevedevano la morte dell’omosessuale.

Annamaria: Oh, poverini…però Ducky so che alcuni personaggi famosi erano omosessuali… Sofocle, Oscar Wilde, Benvenuto Cellini…

Caricatura O. Wilde

DUCKY: Molti, molti, tantissimi…omosessuali celebri ce ne sono stati , ma ciò non significa che l’omosessualità apra le menti delle persone, o che essi siano sempre, come dice Dante, letterati e degni di massimo rispetto. Vuoi che te ne faccio una sfilza di quelli che hanno fatto la storia, le arti, le scienze, la cultura: Eccoli:
Socrate, che tu hai citato, Platone, Sofocle, Kiekegaard, Virgilio, Pindaro, Alessandro Magno, Cesare Augusto, Byron, Shakespeare Andersen, Verlaine, Rimbaud, Oscar Wilde, Gide, Condé, Lorrain, Proust, Lorca…

Annamaria: Garcia Lorca? Uhm!

DUCKY: Sì, proprio lui…poi, il grande Leonardo da Vinci, Benvenuto Cellini, già citato da te, Chaikowski, Brahms, Il grande Giulio Cesare, Marco Aurelio, …e sssst…papa Giulio II, Fidia, Epaminonda, Minosse, Goethe, Molière, Vittorio Alfieri, e ah, mannaggia…casanova, Enrico III, Eduardo II, Guglielmo II, Guglielmo III, Federico il Grande e suo fratello Enrico, i…mannaggia, papi Paolo II. Sisto IV e tanti altri…Marò, mi manca il fiato, Annamaria, lasciami prendere fiato…mi fischiano le orecchie, credimi.
Certamente, alcuni lettori, si saranno scandalizzati nel leggere questi nomi, e qui sta il dramma dell’omosessualità: ancora ci scandalizziamo…e passeranno molti secoli prima che si resti indifferenti dinanzi a un omosessuale.

Enzo

 

LA PAZIENZA

Siete pazienti  verso gli altri…o pazienti per cure sanitarie?

Non sorridete, convinti di saperlo. Definiamola!

La Pazienza è la capacità di sopportare disagi, dolori, attese, tradimenti, eccetera.

“Ma soprattutto  è un’arte che s’impara”

(DI VINCENZO LIBERALE)

Enzo-Ducky

Enzo:     Duc, oggi esamineremo un grande pregio, una virtù di grande valore umano ed esistenziale.

Ducky:    Hai già consumato due aggettivi…umano ed esistenziale. Non ti allargare troppo. Fa già troppo caldo.  Comunque, sentiamo!

Enzo:      Smettila, l’argomento è molto interessante.

Ducky:    Dici sempre che sono molto importanti,,,interessanti.

Enzo:    Perché lo sono, lo sono vabbè.

Ducky:    Eh, non t’infiammare, dicevo così ,,,sai bene come sono…è per sfotterti un po’. Non fare l’offeso…che trattiamo stasera?

Enzo:      La pazienza…

Ducky:    Vuoi sfottere me adesso?

Enzo:     La p a z i e n z a!

Ducky:    Ah sì, io pensavo all’ira…come t’incavoli tu….

Enzo:     Basta mò, non farmela perdere.

Ducky     Prego, prof. Serio sono!

Enzo:     Mi raccomando, Duc, rispetto per i Lettori.  Alzi la mano chi non è mai andato in crisi non ricevendo una risposta immediata a un messaggio importante su una chat o su WhatsApp dalla persona che ama: o semplicemente chi non si è mai sentito impaziente   in coda al casello o al supermercato. La pazienza sembra una virtù dimenticata nella nostra società.  Come te, Duc.

Ducky:    Come te, tu sei nato scordarello.

Enzo:     Cristiana Milla, psicologa, conferma ad Airone:  “la gratificazione immediata è una delle icone più popolari della nostra modernità. Non vogliamo più aspettare e diventiamo facilmente impazienti e aggressivi. Abbiamo disimparato l’arte di attendere, di rimandare.

Ducky:    E’ vero, abbiamo fretta e non ci va di aspettare.

Enzo:     Eppure secondo gli psicologi sembra una qualità impopolare e un po’ noiosa. Lo conferma anche Marina Manciocchi, psicanalista presso il centro di psicologia analitica di Milano e autrice di  Penelope e il senso dell’attesa. La nostra cultura ha fretta di arrivare agli obbiettivi, eppure avere pazienza significa accettare di non essere onnipotenti e di non avere sempre successo subito.

Ducky:    Riconosciamo …che lo siamo.

Enzo:     Purtroppo l’impazienza spesso ci può creare problemi sulle relazioni con gli altri. Inoltre spazientirci di fronte a un problema complesso  ci mette in uno stato di agitazione che peggiora la situazione. Certo l’impazienza è spesso legata all’età della vita in cuici troviamo. I giovani fino ai 35 anni, tendenzialmente vivono con fretta, poi crescendo si tende a diventare più attenti e pazienti.  La famiglia riveste un ruolo importante. Certamente l’ansia di arrivare agli obbiettivi, molto forte tra i giovani, è motivata dall’educazione che si riceve in famiglia. Il modo in cui si cresce ha un peso notevole, così come dalla società. Imparare la pazienza, insomma, significa abbandonare il narcisismo tipico dei bambini che non sanno aspettare. Orbene, quanto costa l’educazione?

Ducky:    Lo chiedi a me? Devi spiegare tu.

Enzo:     Più si è pazienti e più chance si ha di avere successo nei propri progetti e nei rapporti con gli altri. Tuttavia, non sempre i genitori sono disposti a insegnare queste qualità e ad allenare la virtù della pazienza.  E’ sempre più comune osservare genitori che vivono nella fretta, nei tempi stretti, nell’appagamento istantanei dei bisogni, nel tutto e subito. Questo perché a volte è più facile rispondere sempre “sì” accontentando i desideri più diversi dei propri figli piuttosto che gestire situazioni frustranti e disagevoli che nascono da un “no”.

 

Ducky:    Anche in amore ci vuole un certo modo di affrontare  la pazienza, che credo sia sinonimo di resilienza. Cioe’  riuscire a sopportare e a superare eventi e situazioni negativi. Ma vi è un limite da non sconfinare,  La pazienza e la resilienza sono due virtù che hanno molto in comune. Dico bene?

Enzo:     Ritornando al limite invalicabile,  dobbiamo fare ogni attenzione, relativamente alla persona che a contatti con la persona   che può sfociare nell’impazienza con tutte le conseguenze  spiacevoli nei rapporti  affettivi e sociali. Non a caso la maggior parte   degli  individui,  umani e animali non può sopportare attese più lunghe di pochi secondi. Alcuni ricercatori hanno appurato che oltre al livello di sviluppo cognitivo, la capacità di provare pazienza dipende anche dall’oggetto di attesa.

Ducky:    …specialmente con le donne!

Enzo:     Duc, ma quella non è pazienza…è la loro natura. La pazienza è quindi un sentimento importante, ma non solo. Gabriella Caramore, scrittrice e autrice nel 2014 del saggio  Pazienza  (Ed Il Mulino)  spiega in un’intervista che  “il bambino che cresce ha bisogno di tempo e dunque di pazienza. Ne hanno bisogno gli amanti per custodire il loro sentimento.

Ducky:    Ma non tutte lo sanno custodire, Alter Ego caro.  Non solo, esercitare la pazienza non significa essere passivi nei rapporti  di coppia e familiari: al contrario, ci permette di gestire al meglio le situazioni di amori e amicizia. Specialmente con  alcune nostre  “consorelle”  che hanno messo in serio dubbio il valore dell’amicizia come praticanti.

Enzo:     Calma, fratellino…c’è un aforisma che dice…

Ducky :    Lo conosco…il coltello ferisce da vicino, la lingua a qualsiasi distanza.

Enzo:     Mi fai finire?

Ducky:    Certo, ti vedo in gran forma. Prego!

Enzo:     La pazienza è una virtù dinamica, energetica. Sarebbe un grave errore confonderla con la pura e semplice rassegnazione, l’essere passivi o succubi delle situazioni esterne e dei propri stati interiori, come per esempio la rabbia o la disperazione. La pazienza è attesa attiva, mentre l’impazienza, al contrario, una forma di fuga. Essere paziente significa quando prendere una decisione, e quando no, cogliere il momento giusto per proporre un progetto o attendere che si creino le condizioni idonee per lanciare un’iniziativa. Insomma, il pensiero paziente guarda avanti.

Ducky:    Caspita: stile, culture e ritmo…non ti manca nulla.  Come tuo ammiratore offro io la pizza e tutto il resto.

Enzo:     Sbruffone, tocca proprio a te, stasera.

O.B (Annamaria):          A me niente pizza? Con tutta la pazienza che ho con voi…mah…vabbè…me la offro da sola e…bella fresca!!

Fonte/ Airone