INTERVISTA A 360 GRADI…


50 domande ,con facoltà di rispondere o meno, proposte da Enzo. Inizio io O.B. ( Occhi Belli, come mi chiama l’amico Enzo) alias Annamaria. In seguito le altre amiche del blog Annamaria2 e Maria.

01- Il primo amore, te lo ricordi?

Si, avevo 12 anni… ricordo che quando passava davanti alla mia casa se mi trovavo in giardino , scappavo dentro e me lo guardavo attraverso le persiane socchiuse. (Anche se frequentavo la sua casa, essendo  molto amica delle sue sorelle.)  Era bello come il sole e il mio cuore batteva a manetta. Questo “rito” è durato un bel po’. Fino a quando crescendo ,qualche annetto dopo, lui “accorgendosi” di me, mi chiede di uscire insieme per un gelato…ci siamo baciati e …subito dopo ho smesso di “amarlo”.


02- Il primo bacio: rivelazione o delusione?

Delusione… 


03- In amore vale la pena di insistere?

Se mi sento amata, si, vale la pena.


04- L’innamoramento è una droga leggera o una grossa ubriacatura?

Una droga leggera.


05- Strategie di conquista: qual è la tua?

Enzo, mai usato strategie, è una cosa che non mi riesce e non mi attira… ho letto tutti i tuoi articoli… ma niente da fare. Poi, per me,  non e’ questione di strategie è che all’inizio in amore “ci si annusa”…


06- Ci sono categorie di donne che non ti piacciono?

L’apatica che non ha un minimo di personalità e l’egocentrica.


07- Cosa è importante per sedurre: la ricchezza, la bellezza, il cervello o che?

Dipende cosa cerca l’uomo o la donna…


08- Il senso più importante in amore

L’amore…


09- Credi l’amore a prima vista?

Attrazione ci puo’ stare sia fisica che cerebrale, definirlo amore è azzardato, forse.


10- Un serial lover lo eviti o ne sei affascinato?

Sarebbe?… lo sciupafemmine?


11- Sei innamorata o vorresti esserlo di qualcuno?

No comment


12- Da che cosa capisci che è amore doc?

Se sento la sua mancanza.


13- Un tuo grande amore condensato in:  luogo, un cibo, una musica un profumo?

——

14- Ragazzine che si vendono: vittime degli adulti? della famiglia o di chi?

Della società e della famiglia. I figli adolescenti crescono soli e la loro energia corporea è come bloccata, perché nessuno ha insegnato loro a lasciarsi andare ai sentimenti e alle emozioni. I genitori devono avere il coraggio e l’impegno di aprire la porta della camera dei figli, sedersi accanto a loro e ristabilire un dialogo e un contatto.  


15- Voi donne, tostissime, avete bisogno di tenerezza, ma sbagliate in amore. E’ così?

Non sempre, ma capita.


16- La tua voglia di amare da 1  a  10.

10+++++++++



17- Ti capita di sentirti “piccola”?

Di statura? Si, mi è capitato una volta…


18- La tua principale virtù.

Non vado mai fuori dalle regole…quasi mai. E non mi piango addosso.


19- Il tuo principale difetto.

Odio l’ipocrisia. E pare che di questi tempi sia un difetto.


20- In quale ruolo ti senti più a tuo agio?

Un po’ tutti i ruoli , nessuno in particolare…forse la blogghista? Bwuahahahah…alla prossima Mister!….facciamo pausa con granita al caffè

Riprendiamo?

 

21- Qual è il pregio che apprezzi di più in un uomo?


La sincerità, senza quella non si va da nessuna parte. 


22- E il difetto maggiore?


La musoneria.


23- E’ più importante l’amabilità, la femminilità l’amorevolezza?

L’amabilità


24- Se Babbo Natale bussa alla tua porta e ti chiede: “Quale regalo vorresti  per  l’anno prossimo? Tu cosa gli chiederesti?


-…Un Babbo Natale …bissss (dove lo trovi un uomo cosi buono e generoso come Babbo Natale?)


25- Faresti una follia per il tuo  (presunto) uomo?

-Ohhh yesss


26- Un film “love story” ti dà tenerezza e/o lacrime?


-Lacrime


27- Perché tante unioni naufragano?


-Perchè manca il dialogo e la voglia di capirsi. Questo è uno dei tanti motivi, ma il principale.


28- Si può vivere da solì?


-Si puo’, ma e’ sempre meglio vivere in coppia…


29- L’arte della manutenzione del matrimonio è tutta da imparare:  concordi con questa affermazione?


-Si e no, quando al partner domandi cosa c’è in me che non ti va bene?  E ti senti rispondere : vorrei che tu la pensassi come me… A questo punto, da parte mia,  non c’è nulla che stimoli  “l’arte della manutenzione”. 


30- Hai mai sedotto o ti sei fatta sedurre?


-Chi è capace a farsi sedurre riuscirà a sedurre…sembra un gioco di parole, come è un gioco (piacevole) la seduzione.


31- Amare veramente vuol dire “Mi sacrifico per il tuo bene!” Sei d’accordo?


-No. Se lo fai per amore non è sacrificio.Anche se a volte ,per amore, si fanno delle rinunce.


32- La regola aurea per un matrimonio felice non esiste. Qual è il tuo pensiero?


Non esiste una regola ! L’amore va coltivato, da parte di tutti e due i partner .


33- C’è chi sta bene a movimentarsi la vita, chi invece preferisce la routine. Il segreto è dirsi le cose, parlarsi, conoscere le diversità dell’altro e trovare un punto di incontro. La buona riuscita di un matrimonio può sintetizzarsi in queste parole: comunicare, negoziare…senza  impedire la libertà di pensiero al partner. Dire sempre il proprio pensiero e comprendere l’altro per trovare un punto di contatto.  Concordi con queste affermazioni in tutto o in parte?


Certo, son d’accordo. Sono tutte belle intenzioni e promesse che devono mantenersi sempre nel tempo.Una cosa molto importante e’ anche sapere  ridere insieme. 


34- Credi in un Aldilà?


-Domanda difficile … non lo so, ma è consolante pensare che ci sia qualcos’altro…oltre.


35- Qual è il senso della vita?


-Nasci, cresci, fai amicizia, ami, ti riproduci e muori…ma pochi ci pensano, altrimenti ci sarebbero meno conflitti.


36- Credi di dover imparare ancora tanto dalla vita?


-Quando penso di avere imparato ,mi spunta qualcosa di nuovo…dunque credo che ci sia sempre da imparare. Si dice che ci vorrebbero due vite, una per imparare …e l’altra per “viverla”! 


37- Ci sono dei momenti in cui “ti piaci molto”?


-Molto no. Tanticchia si, mi è capitato.


38- Un viaggio ideale con il tuo (presunto) uomo?


-Non ho una meta precisa. Con il mio uomo (presunto) starei bene ovunque. Non esiste un viaggio ideale per me. L’importante è scegliere insieme. Pero’ ,a pensarci bene, in questo periodo mi piacerebbe andare in Lapponia.


39- Ti piace sedurre o essere sedotta?


—————


40- A chi dai la colpa  “politica” della attuale crisi: Sinistra, Destra oppure…?


-…Oppure potrebbe essere  anche colpa nostra…viviamo in una società dedita ai consumi piegata all’ultima moda e tendenza, soprattutto tecnologica…e poi…esiste ancora destra e sinistra?…mahhh 



41- Lo so che mi ama, ma non riesco a fare a meno di lui.  Diresti una frase del genere?.


——————–manca il “non”?


42- Dimmi come la pensi sulla seguente affermazione.  “Traditori, caratteriali, bastardi, dipendenti. Dovrebbe essere la lista degli uomini da evitare accuratamente, ma molte donne, invece, incappano sempre in personaggi di questo genere.”  Dì la tua a riguardo.


-Riconoscerli non è facile, specialmente se scatta il sentimento chiamato amore. 


43- Ho accudito un compagno da anni. Ed ora?


-Non ho mai “accudito”.


44- L’innamoramento non ha età. E’ vero o impossibile?


-E’ vero.


45- Il tuo (presunto) uomo è perfetto, ma non riesce a far l’amore. Tu  come ti comporteresti?


-Non assumerei nessun comportamento specifico. Le cause potrebbero essere molteplici e andrebbero valutate, senza forzature.


46- Da 1 a 10 che punteggio daresti alla sessualità  nella coppia.?


-Ohhhh Enzo che domande….!!! 10 ! Ma non basta per tenere vivo un rapporto nel tempo.


47- Incontrando all’improvviso l’uomo ideale, cosa faresti come prima mossa?


-Sarei impacciata. E, come prima mossa ,cercherei di non dimostrarlo.



48- E’ il tuo compleanno:.  Cosa preferiresti come regalo?

– un raffinato completo intimo in seta e pizzo

– un buono per  un abbonamento in palestra

– una banconota da 500 euro


Bhè , sicuramente 500 euro , mi comprerei l’intimo, non necessariamente in pizzo,  magari alla bridget Jones. Un abbonamento per la palestra e nel caso mi rimanga qualcosa…due gocce di chanel n. 5….


49- Il difetto che meno sopporti in un uomo.


La falsità…già fatta sta domanda, mi pare.


50- Per concludere:. Alla domanda: “Quando ci incontreremo?” che ti venisse rivolta da una persona con cui da molto tempo chatti e che ti intriga parecchio, che cosa risponderesti?”

Prima aspetto che ci sia una richiesta del genere  e … poi ti dico. Intanto comincio a studiare i posti piu’ romantici di Milano. E ,come cantava M. Remigi …sapessi com’è strano darsi appuntamento a Milano…  al Duomo ,sotto la madonnina, o in Galleria…

 

ENZO

Enzo- Annamaria



EPPUR SI TRADISCE

Infedeltà maschile e infedelta’ femminile

Enzo Ducky

Enzo:         Ducky, negli ultimi vent’anni…

Ducky:       Scusa, mi lasci prendere questo delizioso caffè?

Enzo:         Oh scusa!

Ducky:       Il caffè è caffè…e poi  ho già capito dove vuoi arrivare. Ti leggo nel pensiero. Non so l’ergomento ma tu già fremi. Ottimo caffè….

A disposizione…sono tutto orecchi…di che si tratta?

Enzo:         Tradimenti…infedeltà…

Ducky:       Corna insomma….ti avverto: l’argomento è di una delicatezza enorme…

Enzo:         … ed è aperto a tante interpretazioni, ma credo che riusciremo a fare il punto I lavori impegnativi mi solleticano.

Ducky:       Prego!

Enzo:         Niente maschilismi e  niente femminismi.

Ducky:       Per carità, sono curioso anch’io di sapere.

Enzo:         Bene!  Alcuni anni fa un’idagine condotta dalla Durex…

Ducky:       Che cosa è?

Enzo:         E’ una multinazionale dei preservativi…

Ducky:       Siamo entrati subito in argomento eh!?

Enzo:         Ascolta bene prima di fare lo spiritoso.

Ducky:       Hai ragione, pardon!

Enzo :        …una multinazionale dei contraccettivi spiegava che il 45 per cento dei nostri connazionali dichiara di aver tradito il partner almento una volta nella vita.

Ducky:       Azz…!

Enzo:         Nella topten dei Paesi fedifreghi l’Italia si colloca al terzo posto, a pari merito con la Germania e dopo la Thailandia (51%) e la Danimarca (46%).

Ducky:       Sempre meticoloso sei!

Enzo:         Il dato italiano è confermato da un sondaggio Ifop (Istituto francese di opinione pubblica) commissionato lo scorso anno dal portale di incontri extraconiugale  Gleeden  su scala europea secondo il quale, quanto a tradimenti, la cattolica Italia supera  Paesi come Francia, Gran Bretagna e Spagna.

Ducky:       Però…più o meno come ai Campionati del Mondo.

Enzo:         A queste percentuali elevate corrisponde sempre una doppia morale, tanto che a febbraio 2015…

Ducky:       Che precisone!

Enzo:         le associazioni familiari cattoliche si infuriarono quando lo stesso sito di incontri tappezzò Parigi di manifesti publicitari “inneggiando” all’infedeltà coniugale. Insomma, si fa, ma non si dice. Quantomeno in Italia, al “peccato” non segue un ipocrito rimorso: alla domanda “Ti sei pentito di aver tradito il partner”,  solo il 27% di connazionali intervistati ha risposto sì, contro il  73% di no.  La tendenza al tradimento sembra in aumento. ”L’instabilità coniugale nel nostro Paese è in forte crescita:  il tasso di separazione è più che raddoppiato negli ultimi 20 anni, spiega ad Airone Lorenzo Todesco, docente di sociologia all’Universita’ di Torino.

Ducky:       Siamo dei cornifictori!

Enzo :        Duc, non sciupare questi termini popolari…di piuttosto  infedeli.

 

Ducky:       Insomma, abbiamo la tendenza a…

Enzo:         Certo, è difficile capire se ciò dipende da una maggiore tendenza al tradimento. E’ noto che le principali cause di instabilità coniugale sono:

– la maggiore economia delle donne

– e le aspettative riposte nel matrimonio.

Ducky:       Pigliare uno stipendio dà autonomia e libertà. Sicchè le ciucciottine  sono andate “in rialzo”,  alzando oltre il mento anche la cresta.

Enzo:         Esattamente!  “Questi elementi potrebbero avere un ruolo anche in una maggiore diffusione del tradimento”,, aggiuge il sociologo, “accanto ad alcui mutamenti dei costumi sessuali. Come ha rivelato in francia un’indagine europea dell’Istitut National de la Statistique et des études économiques, 7 donne sposate su 10  – vale a dire il 70%,  cercano scappatelle con uomini più giovani in quanto considerati garanzia di prestazioni migliori.

Ducky:       Le corna si incrementano…poveri noi!

Enzo:         Aspetta a dirlo. Nell’incremento dei tradimenti contano poi le trasformazioni sociali, prima di tutto il ruolo del digitale:  non solo i portali dedicati alle scappatelle, ma anche gli stessi social nework.  Secondo gli studi di Russell Clayton, ricercatore della Florida State University (Usa) pubblicati da Cyberpsychology Behavior, and social Networking,  l’utilizzo  attivo di Twitter e Facebook “porterebbe a una maggiore quantità di conflitti tra i partner, che a sua volta “porterebbe a infedeltà, rottura  e divorzio.

 

Ducky:       Dirò una sciocchezza, secondo me e anche te, la fedeltà è ancora importante.

Enzo:         Non è una domanda sciocca,  ma seria e importante. Mi spiego. La notevole frequenza con cui si tradisce non esclude però che ancora oggi la reazione individualle e sociale verso il tradimento sia sempre negativa;  “Tutte le ricerche effettuate in Italia e in altri Paesi ci dicono che la grande maggioranza degli individui continua a considerare la fedeltà sessuale un elemento imprescindibile per un rapporto di coppia stabile” spiega Todesco. Infatti, secondo dati Pew Research infatti, un buon  64% di Italiani  pensa che l’infedeltà sia moralmente inaccettabile.

Ducky: Concordo naturalmente.

Enzo:         Ma non mancano le autoassoluzioni. “Ad esempio nei casi

in cui si riconosce che il tradimento è un errore in cui si può cadere visto che la carne è debole  o addirittura quando è nei fatti giustificato:  secondo una ricerca Ipsos, per il  63% degli Italiani non c’è nulla di strano nell’amare due persone contemporaneamente, mentre il 43% degli intervistati si aspetta di essere perdonato dal partner – uomo o donna –  qualora ne scopra la scappatella.

Ducky:       E se la la soluzione fosse la coppia aperta?

Enzo:         Una delle più celebri fu quella formata dagli intellettuali e scrittori francesi Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir.  Il modello di coppia proposto dai due modificò il comportamento e la morale in Europa e negli Usa dagli anni ‘50 agli anni ‘70.  Ancora oggi esistono molte coppie che trovano stimoli sessuali “esterni” con il benestare reciproco.  Si tratta di un buon compromesso tra desiderio di fedeltà e tensione al tradimento?

Ducky:       Spiegamelo, sei tu il prof..

Enzo:         In teoria la coppia aperta è una unione molto democratica, paritaria e moderna., ha detto Giuliana Proietti, psicoterapeuta e coautrice di Come vivere bene, anche se in coppia (Franco Angeli) con  Walter La Gatta. “Il problema è che le coppie aperte non durano perché esiste l’innamoramento. In una coppia aperta i partner possono accettare scappatelle sessuali, ma non tollerano relazioni sentimentali.

Certamente la diffusione di coppie di questo tipo è legata anche  all’affermarsi di una sessualità che si propone innanzi tutto il raggiungimento del piacere fisico. Vista però la costante importanza rivestita, nella società, dalla fedeltà sessuale, conclude Todesco, mi sembra difficile che questo modello di coppia posso diffondersi.

Ducky:       Sono d’accordo, Enzo.

Enzo:         Credo che sia anche logico.

Ducky:       Enzo, vorrei farti  tre domande.

Enzo:         Ok.

Ducky:       Perché il “tradito” è chiamato così?

Enzo:         Il gesto con le dita che fanno le corna è uno degli insulti più tipici, e dare a qualcuno del cornuto equivaleva a gettare un marchio d’infamia. Secondo alcuni, potrebbe richiamare il maschio della capra, la cui compagna è nota per la frequenza con cui cambia partner sessuali, mentre  per gli storici il riferimento potrebbe essere per l’imperatore bizantino Andronico Comneno (1120-1185) che rendeva noti i suoi successi amorosi (io direi più sessuali che amorosi) facendo appendere nei luoghi più affollati di Costantinopoli le teste dei cervi che uccideva durante la caccia.

 

Ducky:       Ma non si è certi, mi pare.

O.B Si racconta che lo stesso Andronico fu linciato dalla folla e appeso per un piede alla facciata del suo palazzo, proprio come uno dei suoi macabri trofei, attribuendogli la colpa per la caduta di Salonicco. Ma torniamo ai cornuti…pardon ai tradimenti. Prego prof

Enzo:        ehilà O.B. dove ti sei nascosta?…  Comunque si, nessuna conferma storica.  Certo invece è che i cornuti hanno un santo patrono, San Martinodi Tour, vescovo e confessore e patrono dei soldati e, appunto dei traditi. 

Le motivazioni sono diverse ma la più accreditata è che attorno all’11 novembre, festa in cui ls Chiesa cattolica lo celebra, si svolgevano 12 giorni di feste pagane durante le quali avvenivano spesso adulteri.

O.B           E non c’era la tecnologia

Ducky: Seconda domanda: tradiscono più gli uomini o le donne?

Enzo:         Nella più classica filmografia vi sono moltissime commedie incentrate sull’uomo farfallone che “fa fessa” la moglie ignara, mentre invece sono molto meno i film in cui è la donna a tradire. Eppure questa epoca sembra essere ormai finita. Secondo una nuova tendenza, le donne tradiscono di più rispetto agli uomini.

E’ quanto rileva un sondaggio effettuato in Gran Bretagna dalla UK Survey su 4 mila casi di tradimento. Il risultato del sondaggio vede sorprendentemente le “ciucciottine” battere gli uomini con una media di 2,3 amanti a testa contro solo, 1,8 degli uomini.

Tutto ciò spiazza Lettori  di ogni estrazione sociale – blog compreso – se si pensa che a tutt’oggi si tenda ancora a credere che sia l’uomo quello più propenso al tradimento e che la donna vive ancora sotto l’insegna accesa della perfetta madre di famiglia e moglie fedele.

Qual è la terza domanda, Duc?

Ducky:       Aspetta…io trattengo il fiato. “Perdinci e anche perbacco,”  avrebbe  esclamato  il Principe De Curtis  questo non è “un pezzo” ma una specie di tesi psico-sociologica.

 

Enzo:         Sii serio e dimmi qul è la terza domanda.

 

Ducky:       C’è un giorno  “particolare” per fare le corna?

 

Enzo:         Sorrido e…

 

Ducky:       Davvero!? E perché?

 

Enzo:         Perché sembra una domanda cretina…ma non lo è. Secondo il portale  Ashely Madison, frequentato soprattutto da persone in cerca di scappatelle,  il mercoledì è il giorno in cui si consumano più scappatelle…

 

Ducky:       …si cornifica di più. E come hanno fattoa scoprirlo?

 

Enzo:         E’ bastato chiedere a 172 mila utenti-scappatellisti quale fosse il momento preferito per gli incontri cladestini:  circa 1 su 5 ha risposto di preferire questo giorno,  in particolare tra le 5 e le 7 di sera.  L’orario “post ufficio”   è dovuto al fatto che il lavoro costituisce spesso un alibi per chi cerca un’evasione dalla routine di coppia E con ciò la disquisizione è terminata. Sono le 5 e mezza del pomeriggio, Duc.  Te lo dico con gentilezza:  è l’ora di fare due granite superbe e gelatissime.

Ducky:       Faro’ due granite che quando le gusteremo, ti sembrerà di stare al Polo Nord avendo sulle ginocchia una bloggista esquimese.

 O.B            Anche se ci diciamo peste e corna, il prof non tradirebbe mai la sua blogghista ( con l’acca…) preferita. Duc, tre granite e per me al limone, grazie! Un mio ultimo pensiero riguardo alle giornate delle scappatelle : siamo in estate , ci sono le vacanze il mare ,i tramonti, i cocktail…insomma tradite quando vi pare .

 

Fonte. Airone

Annamaria… a dopo                

CONSIGLI UTILI

            Una buona pasta la si riconosce per due motivi: per il prezzo e per il tempo di cottura. Più i numeri salgono, il primo in centesimi, il secondo in minuti, più la pasta è buona. Se abbiamo già una scorta di pasta in casa e vogliamo capire com’è la sua qualità basta prendere un bicchiere e riempirlo dell’acqua di cottura della pasta: più l’acqua è limpida, più la pasta è di qualità.




            Per avere una pelle morbida e luminosa provate questa maschera: frullate due foglie di lattuga con la panna fresca e massaggiate il viso. Lasciate agire per 15 minuti e poi risciacquate con acqua tiepida.

            A causa di pietanze a base di aglio avete un alito così cattivo che non osate uscire di casa? Niente paura, masticate qualche chicco di caffè. Se non dovesse bastare fate una tisana con delle foglie di salvia, filtrate il tutto in una tazza aggiungendo qualche goccia di tintura di iodio. Se anche questo rimedio dovesse fallire, mandate qualcuno nell’erboristeria più vicina a casa, ad acquistare un sacchetto di Cardamomo e masticatene i chicchi.

            Per combattere i gonfiori alle gambe, immergetele frequentemente in acqua in cui avrete sciolto del normale sale da cucina, oppure quello del Mar Morto che si acquista in erboristeria, profumeria o farmacia. L’acqua deve essere intorno ai 34°.

            Le sarde sono piccole e perciò è più difficile togliere loro la pelle. Per facilitare questo fastidioso e lungo compito basta trattarle con un po’ di aceto e quindi rimuovere la pelle con le dita, facendo su e giù con pollice e indice sotto l’acqua corrente.

            Se volete regalare dei fiori per un invito a cena comprate un mazzo di roselline monocromatiche (tutte rosse, tutte rosa o tutte gialle).

            Si è appiccicata la gomma da masticare al pullover di lana di vostro figlio? Niente paura, anziché tentare di togliere la gomma con conseguenti danneggiamenti della lana, prendete il maglione infilatelo in un sacchetto di cellofan e quindi riponetelo in freezer. Dopo circa due ore toglietelo e procedere all’asportazione della gomma, che verrà via facilmente senza danneggiare alcun filo della lana.


Mani screpolate:

A causa della scarsa presenza di ghiandole sebacee, la pelle del dorso delle mani è più esposta alle aggressioni e ha quindi bisogno di maggiori attenzioni.

Quando vi lavate le mani, non usate detergenti forti o alcalini, ma preferite il sonde (sapone non sapone) che rispetta il ph cutaneo. Per asciugare le mani evitate l’aria calda preferendo i fazzoletti di carta e gli asciugamani.

Al mattino applicate uno strato di crema sulle mani per mantenere il film idrolipidico. La sera concedetevi una maschera che lascerete agire per tutta la notte indossate un paio di guanti.

L’olio di extravergine di oliva è da sempre considerato un ottimo rimedio per rendere la pelle morbida e setosa. Prima di coricarvi per dormire è utile massaggiare le mani con olio d’oliva e coprirle con guanti di cotone leggero.

Una maschera idratante per rendere la pelle morbida si può ottenere mischiando la polpa di un avocado con un tuorlo d’uovo e qualche goccia di limone da applicare sulle mani e le unghie.

  ANNAMARIA2

OMOSESSUALI CELEBRI

(Annamaria intervista Ducky)

Annamaria : Ducky, hai preso il caffè, ti sei rilassato…allora, cominciamo?

DUCKY: Vuoi dire, “ci siamo” rilassati e rinfrancati con il caffè…sono
alla tua mercè. Però, birbantella, hai scelto un argomento piuttosto
“pepato”.

Annamaria: Eh, sì…perché recentemente ho letto su un giornale il caso di un
omosessuale ucciso dal figlio del suo amante, che giudicava
questa relazione immorale e vergognosa.

DUCKY: Ancora siamo a questo punto, e ci vorranno dei secoli prima che
gli eterosessuali, cioè noi normali accettiamo l’inversione
sessuale. Molti omosessuali non sono capiti dalla famiglia e non
solo dalla famiglia. E’ mille volte preferibile un invertito sessuale
dichiarato che uno che si trincera dietro tante ipocrisie e falsi
moralismi, perché quest’ultimo odia le persone normali, maschi e
femmine, e potendo, farà loro del male, a seconda del posto
sociale che occupa.

Annamaria: Ma nei secoli passati e in certi paesi era considerato diversamente
l’omosessuale…non è così?

DUCKY: Negli antichi codici ittiti, caldei, babilonesi ed ebraici non
venivano condannati i rapporti omosessuali.

Annamaria: Ecco, vedi…!

DUCKY Pensa un po’ che nell’epoca di Gilgamesh, insomma andiamo
indietro nel tempo di 30 secoli fa – cioè 3000 a.C. – chi era
dichiarato omosessuale non destava alcuno scandalo o
preoccupazione.

Annamaria: Poi le cose cambiano, come disse quel poeta latino, Orazio…”carpe diem”

DUCKY: Le cose cambiano e furono cavoli amarissimi per gli omosessuali.
La condanna di ogni rapporto omosex ebbe origine nella storia ebraica…

Annamaria: Ma guarda questi Ebrei dell’antichità…ma Ducky potevano farsi i …fatti loro…

DUCKY: Non scherzare, … siamo ancora a tanti secoli fa …si tratta di sette secoli a. C. Ma fino a quel secolo, i rapporti orogenitali …

Annamaria: …e qui l’oro non centra un bel niente…!

DUCKY: Lo credo anch’io… e le attività omosessuali erano associati a cerimonie religiose in tutta le zone medio orientali. I “maschietti
“ omosessuali si “prestavano” prostituendosi in un tempio, chiamato Kadesh, e spesso facevano parte del gruppo religioso ebraico. I codici sessuali ebraici, questo modo di comportarsi, furono adottati dai seguaci del cristianesimo, tra i quali San Paolo, il quale era cresciuto nella tradizione ebraica, Sicché il codice morale cristiano è una copia quasi identica del più antico ebraico.
E per completezza di argomento devo dire anche che il codice ittita però proibiva l’omosessualità maschile, mentre non si interessava dei rapporti lesbici. Nella Bibbia è soltanto l’omosessualità maschile a essere duramente condannata, mentre quella femminile non viene considerata. Le pene prevedevano la morte dell’omosessuale.

Annamaria: Oh, poverini…però Ducky so che alcuni personaggi famosi erano omosessuali… Sofocle, Oscar Wilde, Benvenuto Cellini…

Caricatura O. Wilde

DUCKY: Molti, molti, tantissimi…omosessuali celebri ce ne sono stati , ma ciò non significa che l’omosessualità apra le menti delle persone, o che essi siano sempre, come dice Dante, letterati e degni di massimo rispetto. Vuoi che te ne faccio una sfilza di quelli che hanno fatto la storia, le arti, le scienze, la cultura: Eccoli:
Socrate, che tu hai citato, Platone, Sofocle, Kiekegaard, Virgilio, Pindaro, Alessandro Magno, Cesare Augusto, Byron, Shakespeare Andersen, Verlaine, Rimbaud, Oscar Wilde, Gide, Condé, Lorrain, Proust, Lorca…

Annamaria: Garcia Lorca? Uhm!

DUCKY: Sì, proprio lui…poi, il grande Leonardo da Vinci, Benvenuto Cellini, già citato da te, Chaikowski, Brahms, Il grande Giulio Cesare, Marco Aurelio, …e sssst…papa Giulio II, Fidia, Epaminonda, Minosse, Goethe, Molière, Vittorio Alfieri, e ah, mannaggia…casanova, Enrico III, Eduardo II, Guglielmo II, Guglielmo III, Federico il Grande e suo fratello Enrico, i…mannaggia, papi Paolo II. Sisto IV e tanti altri…Marò, mi manca il fiato, Annamaria, lasciami prendere fiato…mi fischiano le orecchie, credimi.
Certamente, alcuni lettori, si saranno scandalizzati nel leggere questi nomi, e qui sta il dramma dell’omosessualità: ancora ci scandalizziamo…e passeranno molti secoli prima che si resti indifferenti dinanzi a un omosessuale.

Enzo

 

LA PAZIENZA

Siete pazienti  verso gli altri…o pazienti per cure sanitarie?

Non sorridete, convinti di saperlo. Definiamola!

La Pazienza è la capacità di sopportare disagi, dolori, attese, tradimenti, eccetera.

“Ma soprattutto  è un’arte che s’impara”

(DI VINCENZO LIBERALE)

Enzo-Ducky

Enzo:     Duc, oggi esamineremo un grande pregio, una virtù di grande valore umano ed esistenziale.

Ducky:    Hai già consumato due aggettivi…umano ed esistenziale. Non ti allargare troppo. Fa già troppo caldo.  Comunque, sentiamo!

Enzo:      Smettila, l’argomento è molto interessante.

Ducky:    Dici sempre che sono molto importanti,,,interessanti.

Enzo:    Perché lo sono, lo sono vabbè.

Ducky:    Eh, non t’infiammare, dicevo così ,,,sai bene come sono…è per sfotterti un po’. Non fare l’offeso…che trattiamo stasera?

Enzo:      La pazienza…

Ducky:    Vuoi sfottere me adesso?

Enzo:     La p a z i e n z a!

Ducky:    Ah sì, io pensavo all’ira…come t’incavoli tu….

Enzo:     Basta mò, non farmela perdere.

Ducky     Prego, prof. Serio sono!

Enzo:     Mi raccomando, Duc, rispetto per i Lettori.  Alzi la mano chi non è mai andato in crisi non ricevendo una risposta immediata a un messaggio importante su una chat o su WhatsApp dalla persona che ama: o semplicemente chi non si è mai sentito impaziente   in coda al casello o al supermercato. La pazienza sembra una virtù dimenticata nella nostra società.  Come te, Duc.

Ducky:    Come te, tu sei nato scordarello.

Enzo:     Cristiana Milla, psicologa, conferma ad Airone:  “la gratificazione immediata è una delle icone più popolari della nostra modernità. Non vogliamo più aspettare e diventiamo facilmente impazienti e aggressivi. Abbiamo disimparato l’arte di attendere, di rimandare.

Ducky:    E’ vero, abbiamo fretta e non ci va di aspettare.

Enzo:     Eppure secondo gli psicologi sembra una qualità impopolare e un po’ noiosa. Lo conferma anche Marina Manciocchi, psicanalista presso il centro di psicologia analitica di Milano e autrice di  Penelope e il senso dell’attesa. La nostra cultura ha fretta di arrivare agli obbiettivi, eppure avere pazienza significa accettare di non essere onnipotenti e di non avere sempre successo subito.

Ducky:    Riconosciamo …che lo siamo.

Enzo:     Purtroppo l’impazienza spesso ci può creare problemi sulle relazioni con gli altri. Inoltre spazientirci di fronte a un problema complesso  ci mette in uno stato di agitazione che peggiora la situazione. Certo l’impazienza è spesso legata all’età della vita in cuici troviamo. I giovani fino ai 35 anni, tendenzialmente vivono con fretta, poi crescendo si tende a diventare più attenti e pazienti.  La famiglia riveste un ruolo importante. Certamente l’ansia di arrivare agli obbiettivi, molto forte tra i giovani, è motivata dall’educazione che si riceve in famiglia. Il modo in cui si cresce ha un peso notevole, così come dalla società. Imparare la pazienza, insomma, significa abbandonare il narcisismo tipico dei bambini che non sanno aspettare. Orbene, quanto costa l’educazione?

Ducky:    Lo chiedi a me? Devi spiegare tu.

Enzo:     Più si è pazienti e più chance si ha di avere successo nei propri progetti e nei rapporti con gli altri. Tuttavia, non sempre i genitori sono disposti a insegnare queste qualità e ad allenare la virtù della pazienza.  E’ sempre più comune osservare genitori che vivono nella fretta, nei tempi stretti, nell’appagamento istantanei dei bisogni, nel tutto e subito. Questo perché a volte è più facile rispondere sempre “sì” accontentando i desideri più diversi dei propri figli piuttosto che gestire situazioni frustranti e disagevoli che nascono da un “no”.

 

Ducky:    Anche in amore ci vuole un certo modo di affrontare  la pazienza, che credo sia sinonimo di resilienza. Cioe’  riuscire a sopportare e a superare eventi e situazioni negativi. Ma vi è un limite da non sconfinare,  La pazienza e la resilienza sono due virtù che hanno molto in comune. Dico bene?

Enzo:     Ritornando al limite invalicabile,  dobbiamo fare ogni attenzione, relativamente alla persona che a contatti con la persona   che può sfociare nell’impazienza con tutte le conseguenze  spiacevoli nei rapporti  affettivi e sociali. Non a caso la maggior parte   degli  individui,  umani e animali non può sopportare attese più lunghe di pochi secondi. Alcuni ricercatori hanno appurato che oltre al livello di sviluppo cognitivo, la capacità di provare pazienza dipende anche dall’oggetto di attesa.

Ducky:    …specialmente con le donne!

Enzo:     Duc, ma quella non è pazienza…è la loro natura. La pazienza è quindi un sentimento importante, ma non solo. Gabriella Caramore, scrittrice e autrice nel 2014 del saggio  Pazienza  (Ed Il Mulino)  spiega in un’intervista che  “il bambino che cresce ha bisogno di tempo e dunque di pazienza. Ne hanno bisogno gli amanti per custodire il loro sentimento.

Ducky:    Ma non tutte lo sanno custodire, Alter Ego caro.  Non solo, esercitare la pazienza non significa essere passivi nei rapporti  di coppia e familiari: al contrario, ci permette di gestire al meglio le situazioni di amori e amicizia. Specialmente con  alcune nostre  “consorelle”  che hanno messo in serio dubbio il valore dell’amicizia come praticanti.

Enzo:     Calma, fratellino…c’è un aforisma che dice…

Ducky :    Lo conosco…il coltello ferisce da vicino, la lingua a qualsiasi distanza.

Enzo:     Mi fai finire?

Ducky:    Certo, ti vedo in gran forma. Prego!

Enzo:     La pazienza è una virtù dinamica, energetica. Sarebbe un grave errore confonderla con la pura e semplice rassegnazione, l’essere passivi o succubi delle situazioni esterne e dei propri stati interiori, come per esempio la rabbia o la disperazione. La pazienza è attesa attiva, mentre l’impazienza, al contrario, una forma di fuga. Essere paziente significa quando prendere una decisione, e quando no, cogliere il momento giusto per proporre un progetto o attendere che si creino le condizioni idonee per lanciare un’iniziativa. Insomma, il pensiero paziente guarda avanti.

Ducky:    Caspita: stile, culture e ritmo…non ti manca nulla.  Come tuo ammiratore offro io la pizza e tutto il resto.

Enzo:     Sbruffone, tocca proprio a te, stasera.

O.B (Annamaria):          A me niente pizza? Con tutta la pazienza che ho con voi…mah…vabbè…me la offro da sola e…bella fresca!!

Fonte/ Airone

LA SCIENZA DELL’ ALDILA’

Parte 2 – Rassegna

Riprendiamo, stavo per  digitare la parola “argomento”; ma questo non è affatto un argomento ma il risultato di ricerche e studi eseguiti da molteplici scienziati  di varie parti del mondo con le loro interpretazioni. Le esperienze lasciano sconcerto e perplessità; voi gentili lettori,  siete liberi di interpretare i casi e di fare le vostre “considerazioni.

Enzo/Ducky

Ducky:           Veniamo ai casi!

Enzo:             La letteratura cita 3 casi di malati che hanno raccontato interventi subìti quando erano incoscienti.

Ducky,           Sono tutto orecchi.

Enzo;             Il primo caso riguarda una dentiera…

Ducky;           Eh, cosa?

Enzo:             Hai capito bene, una dentiera.

Ducky:           Davvero? Lasciamo sorridere.

Enzo:             Sorridi pure…ma ascolta prima quello che è accaduto…e ti assicuro che smetterai di sorridere.

Ducky:           Ti ascolto!

Enzo:             Il caso – della dentiera appunto – è stato raccontato da Van Lommel  sulla prestigiosa rivista  The Lancet nel 2001.

Un uomo di 44 anni, dopo essere uscito dal coma, ha incontrato una delle infermiere che l’aveva rianimato, dicendole “Ecco chissà dov’è la mia dentiera!”. L’infermiera, che lo vedeva sveglio per la prima volta, è rimasta scioccata. L’uomo le ha raccontato di averla vista, prima di intubarlo,  togliergli il ponte dentale e metterlo in uno dei cassetti su un carrello pieno di bottiglie. Ma in quei momenti lui era in arresto cardiaco e privo di conoscenza.”

Ducky:           Eh la miseria!

Enzo.             Senti il secondo caso di Pam Reynolds, una cantante di 35 anni operata in un ospedale di Phoenix. Al risveglio da un’operazione in cui il suo corpo era stato portato a 16 C e in arresto cardiaco, ha descritto la sega pneumatica che il chirurgo aveva usato per la craniotomia (somiglia a uno spazzolino da denti).  E l’ha sentito lamentarsi che i vasi sanguigni del suo inguine fossero troppo piccoli per collegarli alla macchina cuore-polmone. L’episodio è stato raccontato dal cardiologo Michael Sabom nel libro  Ligt and Dead (1998)

L’episodio più recente è stato descritto nel 2014 da Sam Parnia, anestesista dello Stony Brook Medical Center di New York sulla rivista Resuscitatio.

Un paziente di 52 anni che ha riferito le manovre di rianimazione che gli erano state praticate dopo 3 minuti dal suo arresto cardiaco.

Domanda: SONO SOLO COINCIDENZE?

“Questi episodi non sono  irreali”, risponde Facco. “Vanno oltre la corrente interpretazione, secondo cui la coscienza è solo il prodotto dell’attività del cervello. Questi casi mostrano la possibilità di mantenere la coscienza anche durante l’arresto cardiaco, sfidando quanto fino a oggi sappiamo di fisiologia cerebrale: perciò dobbiamo ancora comprenderla fino in fondo. In 40 anni di ricerche, nessuno è riuscito a dimostrare che le esperienze di premorte siano la manifestazione di qualche disfunzione.

Ducky:           E’come se anche in coso di arresto cardiaco in noi vivesse sempre un quid che gli scienziati chiamano COSCIENZA.

Enzo.             Potrebbe essere …l’Anima…vediamo cosa affermano gli scienziati. Come dobbiamo intenderla?  La scienza non è riuscita a darne una definizione convincente, negli ultimi 4 secoli. La medicina si è concentrata sul corpo-macchina, osservabile e quantificabile, lasciando la psiche alla religione, alla psicologia e alla filosofia. Ma, ora cacciata dalla porta, l’Anima potrebbe rientrare dalla finestra, seppure visitata dalla fisica: potrebbe essere un quanto (o quant)  di energia e informazione.  Duc, stai concentrato. Qui si parla difficile.

Ducky:           Me ne sono accorto. Tu vai avanti.

Enzo:             “Se si ha coscienza anche in un cervello spento, è possibile che la Coscienza non si limiti al cervello: può essere un campo di informazioni che il cervello e’ in grado di captare,   ipotizza Van Lommel.  “Il cervello potrebbe essere un trasduttore…

Ducky:           Alt…spiega cos’è un…la parola che hai detto…

Enzo:             …un trasduttore – non un traduttore –  è un dispositivo capace di tradurre l’energia :  da una forma all’altra: come una TV, che grazie a una antenna capta onde elettromagnetiche e le trasforma in segnale elettrico, traducendolo in suoni e immagini. Quando la TV si rompe, infatti, i canali non cessano di esistere.”

Un’ipotesi azzardata?

“La scienza è piena di ipotesi che sfidano il senso comune”, dice il dottor Facco. “Un secolo fa, Albert Einstein immagino’ le onde gravitazionali. L’ipotesi fu accettata, ma queste onde sono state rilevate  solo l’anno scorso.  Se la coscienza fosse un pacchetto di energia e informazioni, sarebbe possibile la sua separazione dal corpo con la morte, senza pensare a cose ultraterrene. Insomma le ipotesi sono tante e le interpretazioni  pure. 

TABLET.  Insomma, si può verificare questa ipotesi con un esperimento inoppugnabile?

Un modo c’è: piazzare in cima ad armadi (o scaffali) , invisibili dal basso, alcuni oggetti. Se una persona in coma galleggiasse davvero sul proprio corpo, li descriverebbe al suo risveglio. E’ il “test di identificazione di un bersaglio”,  un esperimento tentato per decenni.: medici di tutto il mondo hanno installato sugli scaffali ospedalieri foto, disegni, titoli di giornali, perfino un display scorrevole con la scritta “I ghiaccioli sono in fiore”. Ma nessuno ha visto la pistola fumante: : nello studio “Aware” (2014), 15 ospedali fra Usa, Regno Unito e Austria hanno sistemato migliaia di  disegni sulle mensole delle terapie intensive. Ma solo il 20% dei pazienti ha avuto un arresto cardiaco nelle aree coi disegni-bersaglio. E nessuno di loro li ha visti. Insomma: se c’è, l’anima gioca a nascondino.

“Questo non dimostra la falsità delle esperienze extracorporee”, replica lo scienziato. “Chi si trova a fluttuare sul proprio corpo è troppo sorpreso da questo per badare a cosa ci sia su uno scafate”.

Ducky:           Mi sembra logico!

Enzo.             Gli scienziati, comunque, non si arrendono. A maggio è iniziato nel Regno Unito  un esperimento,  “Aware2”; in caso di arresto cardiaco, un operatore metterà sopra il paziente, rivolto verso il soffitto, un tablet con una foto.  Se al risveglio lui la descriverà, dovremo rivedere le teorie sulla Coscienza. Ma se non succederà, un fatto è certo: la coscienza è ricca di territori ancora tutti da scoprire.

Ducky:           Credo che la realtà abbia tante facce, Enzo.

Enzo:             Lo credo anch’io; credo anche che è meglio uscire, andare nella solita pizzeria gustarci una “Mediterranea” , con coca, limoncello e due caffè  forti.

Ducky:           …che meritano una sola interpretazione. Pero’., Enzo caro, facciamo attenzione al limoncello se no rischiamo noi di…levitare nel vuoto.

Annamaria     (O.B) Io ricordo un simpatico mistificatore cinematografico , il mago di Segrate, interpretato da D. Abbatantuono che liiiievitava in aria dal balcone… provateci gemè…cuncentramendoooo , pebbacco, svulazzate!

Fonte – Focus

 

LA MORTE CI “TERMINA” O SI PROSEGUE PER L’ALDILA’?

La scienza fa il punto della situazione con le ultime ricerche

Enzo-Ducky

Enzo:              Ducky, quanto pensi di campare ancora?

Ducky:            Dici sul serio?

Enzo:              Scherzo, stupido…ma se io ti facessi la domanda sul serio?

Ducky:            Dai su, tutti ci pensiamo all’ultima ora. Ho capito, sei di una curiosità estrema;  dobbiamo rassegnarci. Sputa fuori il rospo. Non credo che vuoi conversare gustando la pizza, il limoncello e il resto…insomma della dipartita”.

Enzo:              No, figurati! Non ti viene in mente di qualcosa di cui  se ne parla tanto? Qualcosa di strabiliante….di luce…?

Ducky:            …delle strade buie…pericolose senza luce…

Enzo:              La parola “tunnel” non ti dice nulla?

Ducky:            Mi ricorda il tunnel sotto la Manica. Ho sbagliato?

Enzo:              Scombinato, smettila…mi riferisco alle persone che hanno vissuto certe esperienze di premorte…o dichiarate tali e che poi si sveglia e non ha più paura di morire.

Ducky:            Ah, ho capito; me lo potevi dire. Si, certo. Ho letto tre libri in proposito, di scrittori-medici sia italiani che stranieri. Uno butta il sangue cioè “scapizza”,  precipita per le scale,  fa uno sconto frontale; lo portano all’ospedale…morto o mezzo morto …” e lì succede ‘o 48…il miracolo che tu chiami esperienza di premorte. Esce nuovo con un’altra “capa”:  Tutti o quasi tutti dicono che non hanno più paura della morte.

Enzo:              Frena, Duc, Più o meno è così. La letteratura di questi fenomeni  mi ha lasciato sempre un groviglio di emozioni che non saprei definire… credimi: emozioni…che sanno di speranza.

Ducky:            Ci sono nuove “considerazioni” tra gli scienziati? Cosa dicono?

Enzo:              Siamo nel 2017 e gli scienziati hanno fatto il punto.

Ducky:            Sentiamo!

Enzo:              Senti questa testimonianza di una donna.

“Lavoravo in un negozio di articoli per animali. Un sabato – era il 14 dicembre del 2013 – sono uscita a fumare con la moglie del titolare. Le ho sentito dire due volte il mio nome, poi ho perso conoscenza. Ricordo perfettamente di essere entrata in un tunnel scuro, volavo gioiosa, ridevo come non mai. Intorno sembrava che navigasse, l’aria era fresca e sentivo delle risate felici…Mi sono risvegliata dopo un’ora e mezza in Pronto Soccorso. Avevo avuto una crisi epilettica con convulsioni per 14 minuti: le mie labbra erano diventate  nere, non avevo più battito cardiaco.  Se il marito della vicina di negozio non mi avesse fatto il massaggio cardiaco, sarei morta.  Da allora penso spesso a questa esperienza. E’ stata stupenda. E non ho più paura della morte.”

Ducky:            Non dico nulla, ma ascolto molto attentamente.

Enzo:              Serena è una donna italiana. Ha scritto questa testimonianza sul sito della Fondazione per la ricerca delle esperienze di premorte (nderf.org)  fondata dall’oncologo statunitense Jeffrey Long. Il suo non è un caso isolato: Long ne ha raccolte oltre 4 mila , da tutto il mondo, raccontandoli nel best seller “Esiste un posto bellissimo (Mondadori).

Ducky:            Dovremmo credere a questi racconti? Sono allucinazioni o svelano qualcosa sul misterioso territorio fra la vita e la morte?

Enzo:              Difficile rispondere. Ma se sono deliri, come si spiega che tante persone riferiscono le stesse visioni?  Il primo a scoprirlo fu uno psichiatra statunitense, Raymond  Moody, nel 1975; dopo aver studiato 150 casi simili, li denominò “esperienze di premorte” . Ma non è un fenomeno moderno. Già nel quarto secolo a.C.  il filosofo Platone raccontò le visioni di Er, un soldato rimasto in coma per 12 giorni. Vide “una luce dritta come una colonna, simile all’arcobaleno, ma più intensa e più pura.”  Questi casi, in realtà,  non sono rari : accadono al 12% di quanti sopravvivono a un arresto cardiaco. E molti pazienti non li raccontano temendo di passare per pazzi.

Ducky:            Immagino le enormi difficoltà negli studi.

Enzo:              In merito gli studi scientifici che se ne occupano sono solo 150. Le ricerche in questo campo sono iniziate 50 anni fa.  La scienza ha appurato che la morte non è un evento istantaneo-rapido, MA UN PROCESSO GRADUALE, come il passaggio dal giorno alla notte. E’ una zona grigia, da cui, in certi casi, SI PUO’ TORNARE INDIETRO,  dice Francesco De Ceglia, autore di  Storia della definizione di morte (Ed. Angeli).  La morte definitiva coincide…

Ducky:            Ecco, stavo per chiedertelo!

Enzo:              Stai calmo e te lo spiego.  La morte coincide con lo spegnimento  del cervello (tronchi encefalici e midollo spinale): se non funziona, si interrompono 2  (due) cose, la respirazione e la circolazione sanguigna. Dunque, il cervello è la centrale operativa della vita. Il cervello si spegne se subisce un trauma, se il cuore non batte più (arresto cardiaco) o i polmoni smettono di respirare. Quando il cuore smette di battere, entro circa 20 secondi, l’elettoencefalogramma diventa piatto.Se non si fa la rianimazione cardio-polmonare, nel giro di 5-10 minuti le cellule cerebrali subiscono danni irreversibili.

Ducky:            Ma come si spiegano allora queste visioni in un cervello che non può avere pensieri complessi o non può pensare,  perché funziona al minimo, solo per tenere in vita il corpo? E perché le persone vivono esperienze simili?

Enzo:              Nelle Nde – Esperienze di Premorte alcuni cristiani raccontano di incontrare i santi, e gli indiani Visnu: gli occidentali si ritrovano in un giardino e gli hawaiani fra i vulcani. Ma, tolte queste differenze gli elementi principali sono uguali per tutti:

  • il tunnel

  • la sensazione di pace

un paesaggio di luce

  • l’incontro con i parenti o amici defunti

  • e il riassunto della propria vita, vista sfilare come un film accelerato.

Tanto che Bruce Greyson, psichiatra all’Università della Virginia, nel 1983 creò una scala per valutare l’intensità delle esperienze che accadevono e che ancora accadono.

Ducky:            Ma queste esperienze non succedono a tutti. Che dice la Scienza?

Enzo:              Il cardiologo olandese Pim Van Lommel, che ha esaminato centinaia di casi, non ne è venuto a capo e dichiara:

“Tutti i pazienti che abbiamo studiato erano clinicamente morti. Non abbiamo trovato alcuna spiegazione scientifica sul perché solo alcuni abbiano vissuto queste esperienze. La durata dell’arresto cardiaco o dello stato di incoscienza, e la gravità della mancanza di ossigeno nel cervello sono irrilevanti. E non contano le credenze religiose: queste esperienze le vivono anche gli atei.”

Per molti scienziati, comunque, non c’è nulla di soprannaturale: “Sono allucinazioni realistiche, un misto di ricordi e fantasie che si attivano quando il cervello è sotto stress…”scrive Keith Augustne nel saggio “Il mito dell’aldilà”.

“Queste ipotesi chiariscono alcuni possibili elementi scatenanti, ma non le esperienze, il loro contenuto e il loro significato” obietts Enrico Facco, anestesista del dipartimento di neuroscienze all’Università di Padova e autore di Esperienze di premorte (Ed. Altravista).  “La possibilità di avere esperienze coscienti  e strutturate a Eeg –elettrocardiogramma piatto non è spiegabile con le attuali conoscenze sul cervello. Il delirio in terapia intensiva ha manifestazioni del tutto diverse, mentre le esperienze di premorte hanno un significato profondo e trasformano la vita delle persone che non hanno più paura della morte.”

Si susseguono altre obiezioni di altro scienziato che fornisce dichiarazione contraria.

Domanda da milioni di euro: “Come si spiegano, allora,  le esperienze extracorporee, ovvero la sensazione di uscire dal proprio corpo e percepirlo dall’alto?  Anche queste sono classificate come allucinazioni?  La letteratura scientifica, però, ha documentato alcuni casi di pazienti che, a elettrocardiogramma piatto e occhi chiusi, hanno percepito quanto avveniva intorno a loro: al risveglio l’hanno raccontato e le loro descrizioni sono state confermate dallo staff medico.

ENZO (Vincenzo Liberale)

RASSEGNA – Prima parte

Fonte FOCUS

Annamaria… a dopo

COME SOPRAVVIVERE ALL’INNAMORAMENTO E…FORSE, IMPARARE AD AMARE!

 

 

Enzo:             LEI lo ha scritto e  NOI lo divulghiamo

 

Ducky:           Lei chi?

Enzo:             Emma Rosenberg Colorni

Enzo:             Senti, Duc!  Ti andrebbe di parlare ancora…

Ducky:           …d’amore?! Ne abbiamo dette tante, I lettori si stufano; pensa per un attimo alla faccia stralunata di OB: una smorfia; lei non ne vuole più sapere.

Enzo:             Fratello caro, se sapessi la moltitudine di donne e anche di maschietti, che non ne vogliono più sapere…ma, poi ne parlano, sentenziano, si lamentano,, litigano, odiano, ridono…

Ducky:           Insomma cosa vuoi dire?

Enzo:             …che dell’innamoramento e dell’amore se ne può scrivere in tanti modi…e noi due ne diremo tante, divulgando i chiarimenti dell’Autrice ed esprimendo le nostre convinzioni…

Ducky:           cioè come la “pensiamo” noi in modo giulivo, malizioso e serio.

Enzo:             Ricordiamo ai gentili lettori che tutto quando diremo sarà rivolto sia alle Donne che agli Uomini  e a qualsiasi tipo di coppia perché chiunque quando è innamorato è malato.

Si parte, Duck,  ti voglio pimpante e baldanzoso.

Tanto per cominciare,  “ti hanno mai detto che innamorarsi è bello e tu ci hai creduto?”

 

Ducky:           Il 99 per cento da giovane ci  crede e anche da adulto: fu per me una emozionante tempesta, uragano…tsunami, chiamalo come vuoi. E tu?

Enzo:             La nostra autrice  Colorni dichiara: C’è chi parla di batticuore, chi di fiato sospeso, chi di stretta allo stomaco, chi di testa che gira. C’è anche chi parla di agitazione, di fissazione del pensiero, di sovraeccitazione, di testa fra le nuvole e di irresponsabile disponibilità ad assumersi dei rischi. E c’è chi riconosce la crisi di astinenza.

Ducky:           Non sempre è così, poi tutto si placa, almeno in parte?

Enzo:             Certo, ogni tanto queste sensazioni  sembrano placarsi, il che sarebbe ottimo se non fosse che tu, uomo,  come un tossico vai a cercarti quello che in fondo detesti, senza accorgetene.

Gli amanti che si fanno promesse Ti capisco: con qualche secolo di romanticismo alle spalle ormai non è facile sfuggire alle credenze e ai presupposti con cui siamo stati addestrati. Coltivi il terrore di stare solo. E scambiamo il dolore per amore. In un matrimonio fra innamorati gli sposi nutrono illusioni uno  nell’altro. Si fanno film mentali su come andranno le cose fra loro, fiduciosi che andranno come si immaginano.

Sanno che la maggior parte dei matrimoni finisce con un divorzio doloroso, la rovina economica e una crisi di identità. Ma loro no, credono che il loro matrimonio sia quello felice. Rpeto, gli amanti che si fanno promesse d’amore sono sinceri ma si autoingannano. Non mentono, in questo senso sono sinceri, ma “ti amero’ per sembre” è molto provvisoriamente vero.

Ci sono due regole per vivere bene insieme. La prima è mantenere una promessa anche se ti costa tantissimo, la secondo è non fare promesse.

Ducky:           Confucio ha detto:”L’amore eterno dura tre mesi.”

Enzo:             Cominci bene,  Duc.  Sembra una battuta di un film di Gianni e Pinotto.

Ducky:           L’ha detta proprio lui. La frase…ti amerò a tempo indeterminato…che ti suggerice?

Enzo:             Sembra una frase di linguaggio aziendale o sindacale. Mi  piace invece quello che disse Roberto Gervaso…non si è mai felicemente sposati, o si è felice o si è sposati. Poi ci sono le “credenze” tanto utili.

Ducky:           …per la cucina…ma scusa…cosa c’entrano le credenze con l’innamoramento?

Enzo:   Fai solo confusione….le credenze sono tipi o modi di comportamento;  e non mobili da cucina. Agiscono in noi anche quando le impieghiamo senza accorgercene.; sono molte le credenze che coltiviamo  per poter sopportare i sintomi dell’innamoramento e le difficoltà della vita di coppia.

 

Ducky:           Fammi un po’ di esempi.

Enzo: Eccone alcune in ordine sparso:

– posso stare bene solo con lui, ho bisogno di lui

– bisogna avere un rapporto di coppia

– devo fare l’amore solo con lui altrimenti significa che non lo amo

– stare insieme per sempre è un obbiettivo , separarsi è un fallimento (come se stare insieme fosse un merito)

– se non sto con lui non so chi sono

– non sentirsi innamorati è un problema

– se provo attrazione per lui, allora sono innamorata, o devo innamorarmi.

Ma  una delle credenze più pericolose è la presunzione di conoscere il partner.

Ducky:           Tu dici?

Enzo:             Sì, io dico. Se intendi “conoscere” come  “so chi è, so come è, posso definirlo,  descriverlo, giudicarlo” ti rapporti con lui come con un oggetto, di fatto lo neghi come soggetto. L ’altro è giudicato bene perché con lui a fianco possiamo giudicarci bene, oppure è giudicato male perché ci possiamo giudicare  male nel confronto in oggetto.

Vedendo lui, non smettiamo di vedere noi stessi, ogni sguardo è un autoritratto, discendente dalla nostra storia e dalla cultura che partecipiamo e pervaso di considerazioni morali.

Se invece intendi “conoscere” come  processo, come qualcosa che non giunge e non vuole giungere al conosciuto, bè allora conoscere è fare l’amore. Conoscere allora non porta al controllo ma all’intesa. Se la persona non la conosciamo, allora possiamo evitare di innamorarci, di trasformare lui e noi stessi in oggetti, e magari possiamo finalmente disporci a rendere davvero gradevole il tempo da passare insieme vera. Insomma, non puoi capire per intero ma puoi fare esperienze per intero per sperimentare l’unità.

Ducky:           L’amore è la vita che ci ipnotizza, e noi ci lasciamo ipnotizzare ogni giorno.

Enzo:        Filosofo e scrittore, Silvano Agosti, così si esprime in merito al rapporto fra tenerezza, sessualità e amore:

 

La  TENEREZZA  senza sessualità e amore crea ipocrisia

La SESSUALITA’  senza tenerezza e amore crea pornografia

L’AMORE senza sessualità e tenerezza misticismo

 

Prova a rifletterci, Duck!, e anche voi Lettori, sono i tre assiomi del sentimento massimo. L’Amore emerge da una danza in cui tenerezza, sessualità si riconoscono a vicenda. Fare l’Amore può precipitarti nella tua tenerezza perché è un gesto totale, in questo senso significa conoscere. Quando  facciamo l’amore con la “persona amata”,, facciamo l’amore con l’esistenza stessa, l’intera esistenza diviene l’altro. Nel fare l’amore si è in due davvero. Si fa l’amore solo con chi rimane assolutamente altro rispetto a noi, non dato per scontato e conosciuto. Fare l’amore esalta  l’alterità, non la riduce, non la fa scomparire. Altrimenti è masturbazione. (che è un’altra cosa bella, ma tanto diversa.

Il gesto tenero dice: “Chiedimi qualunque cosa che possa sopire il tuo corpo, ti desidero un po’, senza volerti possere”.

Gli atteggiamenti che hai verso il sesso sono un riflesso degli atteggiamenti che hai verso la vita.

Ducky:           Mamma mia, ma tu non ti stanchi mai. Sono le 7. e mezzo. Quando parli d’amore, ti autoipnotizzi.  Siccome mi sei piaciuto…tanto, la cena la preparo io…considerala un omaggio alla fratellanza.

Enzo:             Hai ragione, è tardi. Allora spicciati, le disquisizioni d’amore mi ha fatto venire fame.

(Vincenzo Liberale)

Fonte: “Come sopravvivere all’innamoramento…e, forse,imparare ad amare.”

di  Emma Rosenberg Colorni

Ed. del Baldo

 

 

RIUSCITE A FARVI CAPIRE?


Per vive felici occorre che gli altri ci amino. Saper comunicare con quelli intorno a noi in modo chiaro, concreto e senza artifici, può aprire molte porte, fino ad annullare ogni incomprensione in famiglia, con colleghi, con amici, e…con la persona amata. In poche parole, se non riuscite a dire esattamente quello che vorreste al vostro Lui o alla vostra Lei,, il rischio di rimanere isolati è molto forte.

Enzo-Ducky

Enzo:               Duc, so che te la cavi bene con gli altri, parli in un certo modo. Insomma ti fai capire molto bene.

Ducky: Avevi qualche dubbio? E’ noto che sei brillante nella parlantina…hai la lingua molto sciolta. A proposito di eloquenza…sai che cosa mi ha detto la nostra Annamaria?

Enzo:               …che le piacerebbe allacciarsi in un tango con te?

Annamaria        Il tango rilassa, riduce il livello di stress e aumentano le capacità cognitive…lo sapevate? Dunque, perchè no? Famose sto tango Enzo!

Ducky: Spiritosi…te lo voglio dire…ha detto che sono un faro…

Enzo:               Un faro!?  Come quello che fanno luce per le navi?

Ducky: Esattamente!

Enzo:               Tu subito t’illudi. Duc, tu  puoi illuminare una pila….al massimo un lampione di un vicolo.

Ducky: Oh, prof  mi fai finire?  Lei ha detto queste precise parole…”qui sei un faro per tutti noi”, voleva dire nell’ambiente Eldy-Chat. Chiaro?!

Annamaria:       Confermo! Alle volte spento pero’….

 

Enzo:               Ma come, è mai possibile che non mi conosci. Scherzo.

Ducky: Però, un tango lo farei…

Annamaria: stiamo già ballando…vedi sopra

Enzo:               …per sentire i suoi “fari” sul mio petto.

Annamaria       Ocio che arriva la famosa padellata in testa!

Ducky: Oh, ma tu di chi stai parlando?

Enzo:               Di Annamaria scombinato!

Annamaria:      Lascialo perdere , mi sta pestando i piedi !

Ducky: Io mi riferivo a OB (Annamaria), anch’io scherzo, sai.  E questa me la chiami “comunicazione”. Chissà cosa pensa, lei.

Annamaria:        Sono troppo impegnata con il tango per pensare.

Enzo:                Caro prof, a Napoli  c’è il detto!  “Quanno ‘o ciuccio nun vo vevere, hai voglia di sgridarlo”, che significa…Quando l’asino non vuole bere è inutile sgridarlo. Fratello, passiamo alle regole della comunicazione con il prossimo.

Ducky: Sono parecchie le regole?

Enzo:               Sono 9. Ognuno di noi ha UN MODO particolare di  comunicare: il tono, le parole, i gesti, le frasi ricorrenti…Un modo che però può anche esprimere disagi e conflitti.

LA FORMA TRADIZIONALE: siete vincolati alle regole della vita sociale: tutto deve soddisfare gli standard del buon gusto. Sapete come gestire una serie di argomenti che sembrano  “neutri” in una discussione che sta diventando scomoda. Non vi sfogate o inceppate.

LA ROUTINE:  vi muovete sul sentiero delle buone maniere, cioè del “politicamente corretto”. Ma con una scintilla che salta fuori di tanto in tanto che vi fa dire anche parole ineleganti, come a voler dimostrare e sottolineare qualcosa.

LA FORMA RAZIONALE: comunicare vi sembra il modo ideale per esercitare l’arte della persuasione. I vostri discorsi sono spesso lunghi, monologhi complessi: volete essere sicuri di aver spiegato bene. Ciò riflette il dominio della ragione: è tutto nella mente. Quello che conta davvero è di andare sempre a fondo nelle questioni.

LA FORMA ANSIOSA:  il vostro stile di comunicare è caratterizzato dal timore di non farvi sufficientemente capire, apprezzare, approvare. E’ un susseguirsi di domande, scuse, correzioni. Un modo di esprimervi che rivela tutta la vostra insicurezza. Spesso dire: Per favore, scusatemi se vi ho disturbato. Quando iniziate a mangiarvi le parole, fermatevi immediatamente.

LA FORMA DEPRESSA:  parlate poco, con voce bassa mista a paura. Non trovate mai un buon argomento di conversazione che vi interessi per più di cinque minuti…a volte vi contenete per non esplodere o scatenate un’aggressività repressa e colpevole.

LA FORMA REPRESSA: ciò che conta per voi è il controllo. Mai  una parola di troppo, mai un gesto sbagliato. Bloccate l’espressività per fermare la carica emotiva che sta in voi. Spesso dite: Mi dispiace se mi sono intromesso troppo.

LA FORMA SOSPETTOSA: parlate spesso servendovi di metafore e proverbi che appartenevano alla vostra famiglia d’origine e fate attenzione a ogni gesto, a qualsiasi sguardo ed espressione, per portare avanti le vostre ragioni, le vostre conclusioni. In questo modo la comunicazione con gli atri viene compromessa dai vostri pregiudizi.

LA FORMA EGOCENTRICA:  tendete a mettervi al centro di ogni tipo di comuniczione. Spesso parlate in prima persona e vi piace raccontare aneddoti e cose che vi sno successe. In questo modo correte il rischio di togliere spazio agli altri: in pratica non avviene un vero dialogo.. Dite molto spesso : Io ritengo che…evitate di dire sempre…io faccio, io dico, io penso, io sono…

 

LA FORMA SPONTANEA MIGLIORE: è un modo di comunicare liberamente, in modo naturale. I vostri pensieri arrivano direttamente al vostro interlocutore, senza filtri di nessun genere. Lo sguardo, i gesti, sono risorse, sono risorse che vi danno fiducia. E’ la strada migliore per una comunicazione efficace.

La vostra frase preferita: “Ti ascolto, mi interessa molto quello che dici.”

Suggerimento: “Continuate così, esprimendovi in piena libertà, ma con sufficiente sensibilità.

LE PAROLE? Forse non avete idea del loro potere!

La parola può essere un’arma letale, come può essere una dolce carezza per  un uomo o per  una donna innamorata. Grazie alla parola date forma ai vostri pensieri, ai vostri progetti, alle vostre credenze. Con essa imparate a nominare le cose che avete attorno e le fate vostre. La parola non solo vi tocca emotivamente, ma arriva anche al vostro fisico.

Un riferimento che  vale ai LUI e alle LEI. Pensate al potere di certe parole che avete pronunciato quando eravate piccoli/e. Vi avranno accusato di essere dei “ribelli”, dei “maschiacci”, perché si aspettavano da voi un diverso comportamento.

 

Ducky: Prof,  questa lezione mi è piaciuta assai, specialmente la forma spontanea, la migliore, come hai asserito tu.

Enzo:               Meno male, ogni tanto rinsavisci.  E mi sorprendi.

Ducky: Fratè, non cominciamo, e’ meglio che la concludiamo in armonia.

ENZO E DUCKY………TANGO!

Annamaria       Tangando!? …Aspettavo di ballare il tango con voi. Pero’ ho capito tutto Prof!!!

 

ENZO (Vincenzo Liberale) & Annamaria

Fonte: Psicologia

“Tu, ti fai capire?