PERDONARE?…E’ UNA PAROLA!

 di Vincenzo Liberale

Si può davvero perdonare? Si dice che sia l’unico modo di superare i torti subiti  per trovare la pace. Ma neppure Dio, secondo la religione cristiana, condona qualsiasi peccato, se manca un vero pentimento. Da che parte sta la ragione?

Enzo e Ducky

Ducky  :           Enzo, se una persona ti fa del male, tu come reagisci? Ti vendichi o lo perdoni?

Enzo:               Secondo me, tu ed io facciamo parte del 99 per cento di individui che non perdonano.

Ducky: Perché non il 100 per cento?

Enzo:               Perchè credo che qualche “anima eletta”  riesce a perdonare     ; avrà qualche sentimento o virtù speciale in corpo.

Ducky: Vogliamo parlarne più a fondo?

Enzo:               Lo avevo già capito! Bene! Sentiamo sorprendentemente domandare ai familiari delle vittime di gravi fatti di cronaca o a innocenti reduci da anni di galera. Lei perdona?  Oggi più che mai  il perdono è sulla bocca di tutti sull’onda della New Age (la Nuova Era) , una corrente di pensiero affermatasi nel Terzo millenio sulle ceneri dei valori religiosi crollati un po’ in tutto l’Occidente. La New Age si identifica con la nuova Era di pace dell’Acquario e collocandosi fra esoterismo e psicologia, propone nuove pratiche per giungere all’armonia interiore.

Ducky: Ho sentito parlare anche io di  corsi  in Scuole  di perdono…o Cercles du pardon!

Enzo:               A me sembrano delle assurdità;  si arriva perfino al paradosso;  Circoli del perdono, fondati dallo scrittore  e conferenziere elvetico Olivier Clerc , attivo in Svizzera, Francia e Belgio, dove  a chiedere perdono sono le vittime di soprusi e violenze gravi che si rendono conto di non riuscire a perdonare.

Ducky: Sai che ti dico? A me pare tutto …na strun…

Enzo:               Frena,  gemello. Sembra pure a me…ma non bisogna esprimersi con toni poco urbani. Comunque, queste scuole di pensiero pretenderebbero un colpo di spugna su qualsiasi sopruso, violenza o ingiustizia senza neppure vagliarne la gravità, quasi forzando le vittime al perdono. Ma il solo fatto che queste spesso e volentieri si sottopongano a psicoterapia lascia immaginare la gravità dei traumi che hanno subito (lutti, aggressioni, violenze, lesioni, traumi emozionali).

Ducky: Posso solo immaginare.

Enzo:               Una delle conseguenze più negative è che gli “offesi” non riescono più a vivere nel presente e restano ancorati al passato con i ricordi traumatici. E pensano che un evento drammatico o tragico possa verificarsi di nuovo innescando una “paura nella paura”. Quanto basta per affermare che il perdono non basta certo a risolvere. Quindi no al colpo di spugna. Altri studiosi rigettono  le scuole del perdono affermando che il perdono non placa il rancore latente né verso gli altri né verso se stessi. La parola magica per ritrovare la serenità non è “perdonare”, bensì elaborare e integrare nella nostra mente i traumi subiti.

Ducky: La Chiesa cosa dice?

Enzo:               Per il cristiano, perdonare significa aprire il cuore a chi ci ha fatto del male, lasciando andare i sentimenti di rancore.  Il perdono di Dio per i peccati commessi si ottiene accostandosi con cuore pentito al sacramento della confessione.

Ducky: E che fine fanno i peccati non confessati; insomma se uno non li confessa i peccati, che succede?

Enzo:               Se non confessati, infatti, i peccati più gravi portano l’anima alla dannazione eterna, il che fa capire quanto sia assurdo pretendere che l’uomo perdoni ciò che neppure Dio, nella sua misericordia, è disposto a perdonare senza un pentimento sincero. Duc, pensa un po’,  nel Vangelo,  anche Cristo perde più volte la pazienza. Per esempio, quando trova i mercanti nel tempio. Inoltre, Gesù è severissimo con chi viola l’innocenza dei bambini. Gesù ha detto anche: “Chi scandalizza uno di questi piccoli che credono, sarebbe meglio per lui che gli passassero al collo una mola da asino e lo buttassero in mare.

Ducky: Forse la domanda che ti voglio fare è ovvia.

Enzo:               Dimmi!

Ducky: In ogni caso, bisogna denunciare sempre o solo in certi casi?

Enzo:               A livello sociale, il perdono non può prescindere dal denunciare alla Giustizia chi commette un reato. Perdonando ci estraniamo dalla realtà e si crea “dentro” una valenza morale, psicologica. Ma se abbiamo subito un grave torto, abbiamo la responsabilità civile e sociale di tenerne conto e di dare a questo torto una corretta valutazione, confidando che i colpevoli di reati gravi siano assicurati alla Giustizia.  Eviteremo che possano nuocere ancora a noi e ad altre persone. Ho risposto alla domanda, Duc?

Ducky:  In modo molto esauriente. E se uno subisce violenze e perdona sempre?

Enzo:               Domanda straordinaria e pertinente. Qui devo essere molto chiaro ed esaustivo. Nel caso di un coniuge – marito o moglie – infedele o di un violento incallito perdonare sempre è rischioso, e il rischio è che si diventi vittime predestinate perdendo il controllo su se stessi e sugli altri.

James Mc Niuly, psicologo dell’Università della F, che si occupa della vita di coppia, sostiene che davanti a un marito infedele è più sano mostrare apertamente la propria collera che non perdonare sempre. Il continuo perdono incoraggia il traditore a perseverare.  Per concludere:  solo un effettivo e costante cambiamento di comportamento è alla base di un perdono che può integrarsi in un sano processo evolutivo delle relazione- afferma la dottoressa.

Valutando correttamente i fatti accaduti saremo utili sia a chi ha perpetrato l’ingiustizia nei nostri confronti sia a noi stessi, non avremo sensi di colpa e non saremo più vittime in futuro.

Ducky: Enzo, mi permetti di fare un proclama a tutte le “ciucciottine”?

Enzo:               Sentiamo!

Ducky  :           Donne, non cadete nella trappola del…   LUI E’ VIOLENTO, MA MI                                  VUOLE BENE!

Enzo:               Bravo lo scombinato, meriti una lavata di piatti.

Ducky: Che significa?

Enzo:               Significa che i piatti – stoviglie comprese – sono tutti da lavare.

Ducky: Se mi dai una foto di OB,  lavo tutto subito…eh?

Enzo:               Affare fatto!

O.B              Cari gemelli, io difficilmente perdono chi non si è pentito (sinceramente) del male fatto. Duc, fatti comprare la lavastoviglie!

Fonte Airone

Annamaria… a dopo

NOSTALGIA

NOSTALGIA, desiderio struggente e intenso di una persona o di una cosa.

Enzo Ducky

Ducky:            Enzo, hai ricordi del passato  buoni, piacevoli, ricordi di persone o di una persona in particolare: familiari,  qualche amico in particolare…o un rapporto con una giovincella…di cui hai un tenero e dolce ricordo?

Enzo:              Duc, come la fai lunga: attacchi di nostalgia, parli di ricordi  splendidi!

 

Ducky:            Esattamente!

Enzo:              Me ne ricordo alcuni, specialmente quando ero studente: furono innamoramenti sublimi, intensi  e struggenti. Cominciati bene e…terminati male.

Ducky:            In me se ricordo certi incontri o episodi la tenerezza mi invade ma poi mi prende un senso di amarezza  per l’esito finale.

Enzo:              Quasi come te, ora che ci penso.  Però l’argomento non mi dispiace.

Ducky:            Andiamo nel profondo come piace anche a te?

Enzo:              Niente malinconie.

Ducky:            Ho preparato il fazzoletto… se mi dovesse scendere qualche lacrima.

Enzo:              Ssst, alziamo il sipario e…serietà assoluta.

Ducky:            Eh, non esagerare,  e che dobbiamo recitare Shakespeare.

Enzo:              Duc, basta.  E’ capitato a tutti…

Ducky:            Sicuramente anche a me…!

Enzo:              Duc,  cominci a rompere… sembra strano ma mi vengono in mente le immagini di padelle. Riprendo!  E’ capitato a tutti almeno una volta nella vita: state ascoltando una canzone che era nelle hit l’estate dei nostri 15  anni e che non avete più ascoltato da allora, sentite le note del ritornello e vi prende un tuffo al cuore.  In un attimo tornano alla mente le corse sulla spiaggia e i primi amori. Più ascoltate quella musica, più vi prende un’emozione dolce e amara insieme e al ricordo piacevole di quegli anni passati si mischia una incredibile nostalgia.

Ducky:            Come dici bene le cose…mi  è venuto un nodo alla go…

Enzo:              Insomma, Duc,  la vuoi smettere?

Ducky:            La smetto, scusa!

Enzo:              Il fenomeno è quello della memoria episodica e sono speso alcuni stimoli sensoriali, come quelli uditivi, a evocarla:  “Un brano musicale riporta alla mente ricordi specifici e connessi con determinate emozioni            “.  scrive Laura Casetta, psicologa e psicoterapeuta.

“I ricordi evocati dalla musica sono legati soprattutto alle relazioni sociali e coinvolgono più comunemente eventi della giovinezza.  Di conseguenza la nostalgia è il tipo di risposta emotiva più comune”.

Del resto la stessa parola “nostalgia” deriva dal greco nostos, che indica il ritorno a casa, e  algos  “dolore”:  in pratica indica  “il dolore del ritorno”, cioè della rievocazione della memoria.

Quindi se da una parte viene fuori una sensazione piacevole, contemporaneamente riaffiora il retrogusto  dell’amaro che quel tempo é ormai concluso.   La nostalgia è, quindi,  un’emozione complessa che unisce gioia e dolore…

Ducky:           Come e’ accaduto a te.

Enzo:             Come è capitato anche a te, cioè a noi nel passato e nel presente. Così la nostalgia che proviamo di fronte a un ricordo del passato ci aiuta ad annodare i fili della nostra vita mostrandoci che, anche se siamo persone adulte, possiamo sempre riconoscerci nel bambino che siamo stati e che in qualche misura saremo per sempre.

Ducky:           Ma il presente non deve  condizionarci  e diventare un rimpianto, dico bene?

Enzo:             Bravo! Il punto è fare in modo che la nostalgia non sia un rimpianto malinconico ma si trasformi in opportunità per migliorare il presente e guardare al futuro con fiducia. Un concetto sottolineato anche da Costantine Sedikides dell’Università di Southampton (Regno Unito):  “Le persone nostalgiche sono più forti, perché capaci di rimettere insieme i pezzi del passato  e fare della vita un percorso compatto. Ricordare, e magari anche rimpiangere,  attiverebbe un meccanismo di liberazione che permette di superare traumi e ricordi spiacevoli.  Altro studio condotto da Tim  Wildscht e da colleghi della stessa Università mostrano la medesima conclusione e cioè che la nostalgia ci spinge a vedere il futuro in modo più positivo e ottimista, riportandoci in un momento in cui ci è capitato qualcosa di buono.

 

Ducky:          Il che significa, dimmi se dico bene,  che siamo stati capaci di creare cose positive e di esserne meritevoli.  Eh, che  belle parole, dimmi la verità…non arrivo al tuo stile però ci vado vicino.

 

Enzo:            Lasciamo giudicare ai posteri.

Ducky:           Chi sono questi “posteri” ?

Enzo:             Quelli che verranno dopo…!

Ducky:           E chi sarebbero questi che verranno dopo?

Enzo:             Non sono impiegati delle Poste, vabbè.!?

 

Ducky:           Giuro che  m’informerò.  E prima o poi lo verrò a sapere.

Enzo:             Alterego, smettila, devo continuare. Crogiolarsi nel ricordo  di un passato idealizzato non fa bene: è il lato oscuro e dannoso della nostalgia. Il confine tra nostalgia buona e nostalgia cattiva è nell’intensità, frequenza e durata dell’esperienza nostalgica, afferma Aquilar. Esiste un dosaggio adeguato anche di questo sentimento: un poco di nostalgia ci aiuta, tanta rischia di bloccarci.  Evitiamo quindi  di fissarci su ciò che di bello è finito, traendo  da ciò solo anticipazioni negative sul futuro:  E’ quello che accade alle persone depresse, convinte che quanto di bello è capitato nel passato non possa più ripetersi, aggiunge Manfredi.  Così  dalla nostalgia alla rassegnazione il passo è breve. Stiamo attenti a non idealizzare troppo i ricordi, ma traiamone gli aspetti piacevoli. E’ un processo simile all’esperienza del lutto: quando la persona non c’è più tendiamo a ricordarne solo i lati belli allontanando dalla coscienza gli aspetti che ci hanno fatto soffrire. Così ci autocondanniamo a una vita di tristezza e di rassegnazione.

Ducky:           Averti come Alterego, per me e’ una rassegnazione.

Enzo:             In tutta la Campania specialmente a Napoli, si dice  “Aggie passato ‘ nu guaie…

 

Ducky:           Con chi?

Enzo:             “Cu té”

Airone

           

 

 

UNA LEI: RIPETITIVA? RIPETITRICE? O RIPETENTE?

 

Enzo, per il suo ritorno al blog, ha scelto questa “poesia” di Ronald Laing , psichiatra scozzese anticonvenzionale. Piu’ che una poesia, direi uno spezzone di questioni relazionali ,sempre attuali, con una sua personale “analisi” finale.

 

LEI:     Mi ami?

LUI:     Sì, ti amo

LEI:     Più di tutto?

LUI:     Sì, più di tutto

LEI:     Più di tutto al mondo?

LUI:     Sì, più di tutto al mondo

LEI:     Ti piaccio?

LUI:     Si, mi piaci

LEI:     Ti piace stare vicino a me?

LUI:     Sì, mi piace stare vicino  a te

LEI:     Ti piace guardarmi?

LUI:     Sì, mi piace guardarti

LEI:     Pensi che io sia stupida?

LUI:     No, non penso che tu si stupida

LEI:     Pensi che io sia carina?

LUI:     Sì, penso che tu sia carina

LEI:     Ti annoio?

LUI:     No, non mi annoi

LEI:     Ti piacciono le mie sopracciglia?

LUI:     Sì, mi piacciono le tue sopracciglia

LEI:     Molto?

LUI:     Molto

LEI:     Quale ti piace di più?

LUI:     Se dico quale, l’altra sarà gelosa

LEI:     Lo devi dire

LUI:     Sono tutt’e due squisite

LEI:     Davvero?

LUI:     Davvero

LEI:     Ho delle belle ciglia?

LUI:     Sì, delle ciglia bellissime

LEI:     Ti piace annusarmi?

LUI:     Sì, mi piace annusarti

LEI:     Ti piace il mio profumo?

LUI:     Sì, mi piace il tuo profumo

LEI:     Pensi che io abbia buon gusto?

LUI:     Sì, penso che tu abbia buon gusto

LEI:     Pensi che io abbia del talento?

LUI:     Sì, penso che tu abbia del talento

LEI:     Non pensi che io sia pigra?

LUI:     No, non penso che tu sia pigra

LEI:     Ti piace toccarmi?

LUI:     Sì, mi piace toccarti

LEI:     Pensi che io sia buffa?

LUI:     Solo  in un modo simpatico

LEI:     Stai ridendo di me?

LUI:     No, non sto ridendo di te

LEI:     Mi ami davvero?

LUI:     Sì, ti amo davvero

LEI:     Dì, “TI AMO”

LUI:     “TI AMO”

LEI:     Hai voglia di abbracciarmi?

LUI:     Sì, ho voglia di abbracciarti,

            e stringerti, e coccolarti  e

            amoreggiare con te

LEI:     Va tutto bene?

LUI:     Sì,va tutto bene

LEI:     Giura che non mi lascerai mai?

LUI:     Giuro che non ti lascerò mai, mi faccio una croce sul cuore

            e che possa morire se non dico la verità

(pausa)

continua ? finisce?…continua!

 

 

LEI:     Mi ami davvero?

LUI:     Fermati!  Ora le domande le faccio io.

            Ti ritieni donna?

LEI:     Sì, mi ritengo donna

LUI:     Ti ritieni amabile?

LEI:     Sì, mi ritengo amabile

LUI:     Ti ritieni amorevole?

LEI:     Sì, mi ritengo amorevole

LUI:     Allora, bastava che io  scrivessi solo le prime tre parole

            e tu otterresti i tre titoli “ripetitiva – ripetitrice  e ripetente”.

LEI:     Ho bisogno di un “pensiero stupendo”

LUI:     L’innamoramento è una droga, dà assuefazione e dipendenza. Se vuoi disintossicarti, ama decentemente.

Enzo

 

 

RESPONSABILITA’ DI AMARE DECENTEMENTE

 

Serve un esame, un corso, uno stage per amare ed esere amati “decentemente”? Siamo in crisi noi o l’amore?

 

da Emma Rosenberg Colorni

autrice del libretto “Come sopravvivere all’Innamoramento e…forse, imparare ad amare.

Enzo e Ducky

Enzo:              Duc!

Ducky:            Sì!?

Enzo:              Mi è venuta un’idea.  OB potrà sempre intervenire. Ci facciamo tre soavi pizze  che bagneremo con…

Ducky:            …incigneremo la bottiglietta di cognac…quella che ti regalai quando vincesti il premio  speciale  di poesia “Poeta dell’Anno” – Regione Veneto.  Insomma, che ti passa per il cervelletto?

Enzo:              Una seratina un po’…allegrotta…un drink party…senza esagerare.

Ducky:            ….ho capito: un drink per non prendere troppo seriamente  il pezzo? Ci sto.  Speriamo che OB vorrà onorarci  apprezzando  la tavola con il binomio  pizza-cognac in chiusura.

O.B                   Stavolta le pizze le ho  preparate io per omaggiare Enzo. In chiusura darò anche la ricetta delle gustose pizze fritte napoletane. Prego, maestro dell’ammmore, continua pure.

Enzo:              Mhhhh buonissime. Grazie O.B .  Comincio dicendo che faremo il commento al libretto che abbiamo letto e che ci è soprattutto piaciuto…quello di Emma Rosenberg Colorni.  Ognuno di noi tre ha piena libertà di …parola  nel senso serio ma anche di dire, come diceva Totò. pinzellacchere per prenderci un po’ in giro e sorridere.

O.B.                 Sorry, non posso intervenire. Sono presa con l’impasto!

La cena si evolve a base di pizzette e cognacchini.

 

Enzo:              Fatemi dire…tocca a me.  Tu Duck, sei innamorato e sogni una saggezza che ti farebbe accettare  l’altro così com’è. Esente da ogni aggettivo? Sogni di amare l’altro non per le sue qualità contabilizzate, ma per la sua esistenza perché in questo modo ti sembra di poterlo desiderare di meno e di goderne di più?

Ducky:            Parli come Paul,  non si capisce nulla.

O.B                  Eh no, eh?! Qui prendo parola…non toccatemi l’amico Paul.

Enzo:              Non fatemi ridere, Duc,  ascolta:  amare non è un’emozione  ma un modo di agire, un modo di rispettare la presenza dell’altro  fuori da presunzioni di potere e di possesso.

Ducky:            Ci riconosciamo quando ci incontriamo su un piano umano  basilare per entrambi, per esempio in caso di terremoto aiuteresti anche un fascista…sigh oh scusate il singhiozzo…

 

Enzo:              Il cognac comincia a fare effetto. Ci vuole rispetto…senza rispetto non può esserci coincidenza di desideri né convivenza e né libertà. Il piano di incontro degli amanti ha a che vedere con il contatto dei corpi e l’attenzione a stare bene insieme per il tempo che si condivide…bella questa frase, me la devo scrivere. OB, l’amore si riconosce solo guardandosi indietro. Non puoi controllare l’amore senza negarlo: mi ama?

Cosa fare per farmi amar? Mi amerà sempre?

OB:                 Ma puoi stare attento a stare bene nel tempo passato insieme. Poi guardandoti indietro, se sarai stato bene attento a stare bene insieme, probabilmente potrai descrivere il passato come amorevole.

Ducky:            Come si fa a stare attenti a stare bene insieme? Si riconoscono i propri bisogni  e si esplorano quelli altrui.  A quest’ora, vi prego non parliamo di bisogni,  ….scusate… comincio a sentire troppo caldo. Parliamo d’amore?

Enzo:              OB,  OB tu che sei corposa…bona va…ubertosa….abbottonati….sei troppo scoperta…tu che non sei brilla come noi…dì qualcosa di  sciccoso o serio. Io e Duc ti guarderemo e ti ascolteremo adoranti. Ma prima gradisci  l’omaggio di una nostra poesia per l’onore che ci mostri della tua amicizia:

 

Il cuore sogna i momenti di grazia

 

Sogna di essere tenuta per mano

da me

sogna un viale alberato

fiorito da una tardiva primavera

sogna che io ti deponga

ai piedi di un albero di pesco

contornato da tulipani “Queen of Night”

e cominci a dormire e sognare

e così assopita ti prenda fra le braccia

raggiunga una grossa nuvola in cielo…ti svegli

e aprendo gli occhi

ti ritrovi su una assolata, calda e silenziosa isola

accanto a me…

il tuo viso sul mio petto

la tua carezza mi sveglia

le tue pupille mi soggiogono

il tuo sorriso si unisce al mio

nei nostri cuori

avidi di sogni

irrompono momenti di grazia

potrei così morire anche per te

e tu vivere in eterno

 

 O.B                Grazie Enzo! Sei un po’ “rompino” ma resterai sempre un grande amico!!

Ducky:            Siccome,  caro Gemello, hai citato la primavera,  non voglio essere da meno e offro un pensiero stupendo di Neruda “Vorrei fare con te / quello che la primavera / fa con i ciliegi.”  E tu, OB, che sei la più lucida  dicci le tue cnvinzioni.

O.B                  Duc, tu come me sei negato per la poesia. Ma apprezzo molto la tua dedica. I propri sentimenti si possono esprimere anche cosi. Le mie convinzioni, oggi, sono le pizzelle napoletane…

Enzo:   OB, non dire che dell’innamoramento e dell’amore sai già tutto. Sarebbe una bugia. Per me è Amore  se mi dico “Non vedo l’ora che mi manchi”.

OB:                 Io ragiono al contrario. Se una donna dice a un uomo “Sei colpevole di non essere come pensavo che tu fossi. Sei colpevole di non essere come mi hai fatto credere di essere,  non si tratta di un amore per una persona.  Se,  invece è la donna  la vittima del colpo di fulmine, troverà mille  argomenti razionali a sostegno della sua sensatezza.

Annamaria        Se lo dice O.B…

Enzo:              Allora il deluso dirà “Mi hai deluso tu o mi sono deluso io?

Ducky:            La Vanoni cantava “L’appuntamento”. Amore fai presto, io non resisto… se tu non arrivi non esisto, non esisto, noon esistooo…Tutti noi, dico tutti:  esiste un freddo speciale dell’innamorato o della innamorata…

Enzo:              …ehi  Duc,  ti sei acculturato, sembri un illustre sconosciuto….continua!

Ducky:            Dicevo che esiste un “freddo speciale”  dell’innamorato, la freddolosità del cucciolo che ha bisogno del calore materno.

Enzo:              E la gelosia…dove la mettiamo?

Ducky:            La misuriamo col “gelosimetro”?

Enzo.              Non scherzare,  la gelosia è un sentimento serio o quasi. Parla, Gemè, ti sento in forma.

Ducky:            C’è chi crede, ma dico solo poche parole, che se non soffri di gelosia, non ami. Secondo loro se soffri tanto, vuol dire che ami tanto. Se soffri tantissimo, vuol dire che ami tantissimo. Se soffri tantissimissimo, vuol dire che ami tantissimissimo. Sciocchezze!  Secono il “gelosimetro” i livelli di questa nevrosi sono quattro:

1- Ami tantissimissimo

2- Ami tantissimo

3- Ami tanto

4- Non ami o Ami male

Io la vedo così. Enzo, ma la vedi, OB, s’addormmenta sempre.  Si vede che non le interessano né l’innamoramento e né l’amore.

 

Enzo:              Forse ama dormendo, che ne pensi?

Ducky:            …o il contrario?

Enzo:              In che senso?

Ducky:            …che mentre ama o amoreggia…le calano le palpebre e si addormenta.

Enzo:              Che figura farebbe…che figura!

Ducky:            Non esageriamo…scombinato. Secondo me non ha retto il cognac!

O.B                  Vero! Mi cala la palpebra…pizzelle,cognac, innamoramento, amore             ,bah..

Fonte Ed. del Baldo-Testo Emma Rosenberg Codorni-Come sopravvivere all’’innamoramento e…forse, imparare ad amare

 

 

 

O.B.                 Vi ho ascoltato attentamente. Un consiglio per sopravvivere              all’innamoramento e all’amore? Amare in primis noi stessi, senza dipendenze.                               Ora na’ tazzuliella di caffè e via con  la ricetta 

PIZZETTE, PIZZELLE, AMMORE E FANTASIA…

Per le pizzelle o pizzette
1kg farina
500ml acqua
2 cubetti di lievito
1cucchiaino zucchero
olio d’oliva per frittura q.b
40gr sale

Per il sugo di pomodoro
2spicchi aglio
1 cipolladi medie dimensioni (o due piccole)
q.b. olio d’olivaextra vergine
2cucchiai origano o foglioline di basilico
750gr polpa di pomodoro(o passata di pomodoro)
q.b. sale

 

Sciolgo 250 ml di acqua insieme allo zucchero aspettando che in superficie si formi la classica schiumetta.
Metto la farina in una ciotola capiente e ci unisco l’acqua con il lievito sciolto.
Nei restanti 250 ml d’acqua, faccio sciogliere il sale incorporando anche questa soluzione alla farina.
Impasto e quando la pasta sarà liscia e omogea metto il tutto in un sacchetto di plastica (per accelerare la lievitazione)
Quando avrà raddoppiato il suo volume tolgo l’impasto dal sacchetto ricavandone un tot di palline del peso circa di 50 grammi ciascuna.
Schiaccio con le dita e comincio a friggerle in abbondante olio caldo in una padella larga e antiaderente con bordi alti.Li faccio dorare per 3 minuti rigirandoli
Una volta cotte le scolo facendole sgocciolare su un foglio di carta da cucina.
Poi condisco con il sugo preparato in precedenza (aromatizzato a piacere, non dimenticando pero’ di aggiungere l’origano) una spolverata di formaggio grattugiato o con pezzetti di mozzarella e……….voilà le pizzette son servite

                             

Buone con pomodoro

Buone anche senza pomodoro

 Buon Amore a tutti!

Enzo & Annamaria ( O.B.)

 

 

CREDETE ALLE COINCIDENZE?

Eppure esistono!

Enzo-Ducky-O.B

Enzo:             Ciao, Duc!

Ducky:           Buongiorno!

Enzo:             C’hai fatto caso? Ci siamo svegliati  contemporaneamente.

Ducky:           E’ vero. E’ stato un caso…non farci caso.

Enzo:             Ecco….lo spirito di patata.  Se ci capita TRE volte?

Ducky:           Sarebbero  TRE casi: semplice!

Enzo:             Alle coincidenze non ci credi? Non potrebbero avere uno strano significato?

Ducky:           Esiste il caso. Comunque, non ci trovo nulla di strano…nessun segno o messaggio particolare. Io la vedo così.

Enzo:             Io non sarei così  dicotomico.

 

Ducky:           Eeeh…dicoche…ricominci? Vuoi un applauso per la parola.

Enzo:             Dicotomico vuol dire  che è un concetto rigido che non ammette giudizi intermedi. Come dire: una cosa o è bianca o è nera, avaro o spendaccione,  taciturno o logorroico, colto o ignorante…

O.B                 A proposito di Bianco e Nero,una parentesi … sarà stato un caso, una coincidenza che dopo avermi inibita (vietato in maniera autorevole e con maleducazione di frequentare eldy e anche eldyani)  Bianco-Nero, da li a poco hanno perso eldy e anche eldyani?…Boh. Coincidenza ! Sorry continua pure , Duchino.

Ducky:           Sassolino nella scarpa, OB. Eh? Enzo torniamo a noi .Se io fossi  dicotomico, tu saresti  dicocomico.

 

Enzo:           Bene, finiamola e vediamo come stanno le cose….cioé le coincidenze  o i casi  Veniamo ai fatti.

Il 2 giugno del 1981, a Roma,  Rino Gaetano, il celebre cantante di  “Gianna”, uscì di strada con la sua auto attorno alle 4 del mattino scontrandosi con un camion.  L’impatto fu violento e il musicista fu soccorso da un’ambulanza che lo portò in un Pronto Soccorso della città dove venne rifiutato perché non attrezzato a prestargli soccorso.  Furono quindi contattati, senza successo altri ospedali dove però Gaetano venne nuovamente rifiutato per mancanza di posti.  Morì dopo alcune ore di agonia verso le sei del mattino.

Ducky:           Pace all’anima sua…ma non ci trovo nulla di strano al fatto seppure tragico.

Enzo:             Aspetta…dieci anni prima del tragico evento, Gaetano aveva scritto una canzone. La ballata di Renzo, in cui descriveva la morte di un

giovane in seguito a un incidente stradale, dopo essere stato rifiutato da tre ospedali romani. Quali?  Gli stessi tre che avevano rifiutato lui.

Questa casualità così incredibile e inquietante ha fatto sorgere molte ipotesi, anche complottistiche:  alcuni hanno chiamato in causa addiritura la massoneria.

Ducky:           Addirittura, mi sembra un po’ fantastica la cosa.

Enzo:             Sogni premonitori? Di coincidenze ce ne capìtano spesso, quante volte pensiamo a una persona che non vediamo da tempo e la incontriamo per caso proprio il giorno stesso?  Tuttvia è la scienza a mostrarci che non si tratta di un fenomento strano – come dici tu – o soprannaturale.

Nel 1980 Persi Diaconis  e Frederick Mosteller dell’Università di Harvard (Usa) lo idagarono in uno studio pubblicato dal  Journal of the American statistical Association nel quale definivano coincidenza “una sorprendente concorrenza di eventi, percepiti come collegati in modo significativo, senza apparente connessione causale”.

La loro spiegazione era che, considerando quanto è grande il mondo e quante cose accadono ogni giorno, anche le coincidenze apparentemente più improbabili hanno buone possibilità di verificarsi. L’esempio classico è quello dei sogni premonitori,  spiega Lorezo Montale,  profesore associato di psicologia sociale all’Università di Milano Bicocca e vicepresidente del Cicap, Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sulle pseudoscienze.  “Sognare qualcosa che si verifica il giorno dopo non è così improbabile; se consideriamo il numero di sogni fatti da tutti gli esseri del genere umano la possibilità che avvenga realmente un evento sognato non è per nulla così ridotta.

Ducky:           Questi fatti  però mi incuriosiscono. Io pensavo che volessi argomentare delle coincidenze ferroviarie…i treni insomma.

Enzo:             OB, che dici? Lo prendiamo a padellate in contemporanea o lo vuoi perdonare?

O.B:               Duchino si fa sempre perdonare, Enzo!

Ducky: Fratè, rassegnati al destino:  O.B ha un debole per me.

Riprendiamo la rassegna.  Su questo tema Michael Shermer, storico della scienza americano, fa un esempio nel suo  Homo credens. Perché il cervello ci fa coltivare e difondere idee improbabili.  Poi ci sono delle emozioni.

Ducky:           Non capisco più niente: figurati se  cominci la tiritera delle emozioni. O.B grazie! Sai farmi sempre emozionare. Enzo… tiè!

Enzo:             Ora calmatevi e seguitemi bene, voi due: pensate ai compleanni. Ci stupiamo quando in un piccolo gruppo di persone due compiono gli anni lo stesso giorno. Eppure, non è strano: gli stessi Diaconis e Mosteller hnno dimostrato infatti che bastano 23 persone per avere  il 50 per cento di probabilità che ci sia un compleanno in comune. Tipicamente una coincidenza, dichiara Montali, ha una rilevanza per il soggetto.  In altre parole , l’incontro casuale con l’amico a cui abbiamo recentemente pensato non ha nulla di improbabile, se spiegato con la statistica.  Tuttavia ci appare come un evento incredibile se per noi quell’ incontro è un evento emotivamente importante o simbolico e dunque ci colpisce maggiormente rispetto a qualsiasi altro evento fortuito. Gli studiosi dicono che  “Gli esseri umani hanno la tendenza a ricercare significati e correlazioni. Montali spiega: “In particolare cerchiamo sempre rapporti di causa-effetti quando capitano due eventi correlati; ma tendiamo a dimenticare le occasioni in cui non si sono verificate.

Ducky:  Prendo atto delle convinzioni degli esperti. Ma il mio pensiero te lo dirò  quando avremo concluso.  Vai avanti.

Enzo:             Le coincidenze  possono essere occasioni per conoscersi meglio. Ti voglio raccontare due eventi:

Jim Caviezel, interprete di Gesù nel film  La Passione di Cristo di Mel Gibson (2004), è stato colpito da un fulmine durante le riprese.  Il fatto è stato considerato un segno divino dallo stesso attore. In effetti nel Vangelo si fa riferimento all’oscuramento del cielo avvenuto dopo la morte di Cristo.

Secondo evento.  Bernard D. Beiman, psichiatra e docente all’Università della Virginia (Usa)  racconta un aneddoto:  una madre scrive una lettera a sua figlia e a un tratto la mano destra comincia a bruciare intensamente. Meno di un’ora dopo riceve una telefonata in cui le comunicano che la mano destra di sua figlia è stata ustionata gravemente in un incidente di laboratorio. “La madre avrebbe potuto utilizzare la coincidenza per rafforzare il legame con la figlia””, scrive lo studioso. “Forse potrebbero avere avuto dei problemi nel loro rapporto ora risolvibili grazie a questo nuovo senso di connessione. In altre parole interpretare le coincidenze può o potrebbe essere utile per riflettere su noi stessi e su cosa quei fatti fortuiti rappresentano: occorre essere disposti a metterle in discussione e a interpretarle.

Ducky:           Eppure le coincidenze accadono.

Enzo:             A notare le coincidenze sono specifiche tipologie di persone. Secondo alcune ricerche,  le persone che notano coincidenze sono:

– religiosi

-spirituali

– intuitivi

– e anche persone che hanno la tendenza a ricercare il senso della vita e i nessi  significativi straordinari tra i fatti della vita.

  Altri studi mostrano come sia più probabile  notare coincidenze quando siamo arrabbiati, ansiosi o tristi.

Ducky:           Il mio pensiero? Eccolo: viviamo  “fatti”  di cui siamo certi , ne conosciamo  la realtà,  la materialità, le cause e gli effetti e altri  come  le “coincidenze” ,  come i fenomeni metapsichci,  che si manifestano in modi strani e inspiegabili,  e che spesso ci sforziamo di comprendere e interpretare. E che non sempre  ci riusciamo.

O.B Il mio pensiero? Eccolo: Di storie come queste da te raccontate, Enzo, ce ne sono a migliaia. Per me capire se si tratta di destino o pura coincidenza resta davvero un mistero.Non mi pongo troppe domande. Di certo faccio in modo di non farmi condizionare troppo la vita dalle coincidenze . Di mio ci metto sempre un pizzico di positività , che non guasta.

Enzo:            Brava O.B! Duc, mi hai letteralmente letto  nella mente. Ma come hai fatto?

E pensare che hai subito uno sviluppo tardivo.

Ducky:           E tu che fino a 2  anni non riuscivi a balbettare…e ti divertivi a spogliare e a rivestire le bamboline!?

O.B Duc… e tu? le pettinavi?

Enzo:             Ssst..non ci facciamo conoscere!

Ducky:           Un momento, Enzo. Secondo te, OB ci ha conosciuti  veramente? Io ho i miei dubbi. E tu?

Enzo:             E io tengo i miei!

O.B Vi conosco mascherine!…gradite “per caso” una pizzz…sono scappati! Avranno una coincidenza creativa e non vogliono perderla…

Fonte: Airone

ENZO& ANNAMARIA…  a dopo

 

AMORE  O AMICIZIA

 

Per il sesso qual è  il confine?

Gli psicologi affermano che sono quattro

i segnali che tolgono ogni dubbio.

 

 

Enzo-Ducky

 Enzo:              Ciao. Duc!

Ducky:            Ciao, Prof!

 Enzo:              Ti è piaciuto il pezzo sui gioielli di famiglia?

 Ducky:            Non male. Potevi fare di più, secondo me.

 Enzo:              Spiritoso. Se mancava qualcosa, è colpa tua. Insomma non sei                      mai contento. Eppoi, sei o non sei la controparte!?

 Ducky:            Certo!

 Enzo:              E allora a chi vuoi sfottere?

 Ducky:            Tu subito t’ingrifi…è per me sfotterti è un piacere. Comunque, Stai buono e calmati. Il pezzo e’ un vero special  e mi auguro che sia il primo di una rassegna tutta speciale. Ora dimmi qual è il secondo.

 

Enzo:              Il confine tra AMORE e AMICIZIA. A volte non si capisce bene dove comincia l’Amicizia e dove cominia l’Amore.

 

Ducky:            Non ho capito: spiega meglio, per favore.

 

Enzo:            Lo sapevo. A volte il legame tra due persone non è chiaro se ci lega l’amicizia o l’amore.  Chiaro?

 

Ducky:            Limpido! Pero’ , sei bravo a scegliere gli argomenti. Sono pronto, prof, dacci dentro.

 

Enzo:              Bene, …una volta diventati amici non si torna più indietro, è il concetto, oggi in voga tra i giovani di friendzone  (zona amici) , cioè quella situazione in cui il rapporto è diventato troppo amichevole perché tra due persone possa nascere qualcosa di romantico. Eppure non è sempre così:  in molti casi  nascono  “splendide relazioni “  da rapporti di lunga amicizia. 

 

Ducky: Verissino!

 

Enzo:               Alcuni anni fa la psicologa Lucy Hunt dell’Università del Texas (USA) aveva studiato il fenomeno. Analizzando 167 coppie, alcune formatesi  da una precedente amicizia e altre no, la Hunt  aveva dimostrato che più si conosce prima di diventare una coppia,  meno conta l’attrazione fisica:  “ Per esempio”,  aveva spiegato, “una relazione tra una donna poco attraente e un uomo  molto attraente è più probabile se i partner si conoscono da lungo tempo prima di mettersi insieme.”

Ducky: Continua, prof!

Enzo:               Sì, ma non ti distrarre. Il punto è che l’attrazione fisica inevitabilmente  cala nel tempo in ogni coppia e questo spiegherebbe per quale ragione una relazione nata da una precedente amicizia non solo sia possibile, , ma anzi sia potenzialmente più duratura nel tempo.

Ducky: E come si spiega questo meccanismo…questo fatto, insomma?

Enzo:               Il motivo è semplice: conoscersi bene prima di innamorarsi aiuterebbe a far emergere qualità umane e di personalità che l’attrazione fisica e romantica potrebbe invece  nascondere.

Ducky: Credo che sia logica questa affermazione, anzi  molto logica.

Enzo:               Duc, è logica e basta: non ha senso dire LOGICO e MOLTO LOGICO.  In questo caso la molta logica non ci “azzecca” come diceva un magistrato di Mani Pulite…ora politico.

Ducky: Mi spieghi la differenza tra l’Amore e l’Amicizia?

Enzo:               Si,  ma stai calmo,  non stiamo disquisendo una causa personale.    Stiamo analizzando in senso lato. Amicizia e Amore sono entrambi sentimenti complessi e …pervasivi…

Ducky: Io e i lettori si aspettano una spiegazione.

Enzo: …che tendono a diffondersi e a toccare in modo penetrante  vari aspetti.della vita, precisa Gabriela Gandino, docente di psicologia clinica della vita sessuale e di coppia all’Università di Torino. Ma le differenze non mancano. Prima fra tutte è l’impegno assunto dai soggetti nei due tipi di relazione. L’amicizia si costituisce gradualmente attraverso la comunanza di valori, stima, presenza e affinità personali ed è basata sulla fiducia, aggiunge Edoardo Giusti, psicologo.

L’Amore, invece, implica l’assunzione del rischio di non essere corrisposti o non con la stessa intensità.  Benché potenzialmente profonda, quindi, l’amicizia è meno impegnativa.

Ducky: E’ verissimo e accade spesso.

Enzo:               Ma non solo: , in  amicizia  uno più uno fa DUE… in amore fa…TRE.

Ducky: Però, che strana riflessione…e anche vera purtroppo.

Enzo:               In altre parole, in amicizia i due individui restano ciascuno se stesso, in amore, pur mantenendo la propria autonomia, concorrono a formare un terzo soggetto, che è la coppia.  In amicizia ci possono essere caratteristiche dell’altro che non si apprezzano, ma ciò non mina il rapporto a patto che ci si stimi globalmente e non manchino rispetto e generosità.

Ducky: In amore è diverso. L’avevo intuito, Prof..

Enzo:               In amore no, perché alla base di questo rapporto ci deve essere una progettualità comune e il difetto dell’altro può non essere irrilevante. Se l’amico è una brava persona ma è pigro, questo difetto influenzerà poco o niente il legame. Ma se il compagno o la compagna è pigra e non si prende responsabilità, ciò alla lunga potrà creare problemi nella vita di coppia.

Ducky: Pienamente d’accordo.  Un po’ di allegria, scherzare, prendersi un po’ in giro?

Enzo:               Cose comuni, soprattutto…necessarie, utili….non mancano tra amore e amicizia. Per esempio, è sano che in una coppia siano presenti comportamenti improntati al cameratismo e all’amicizia.  Prendersi in giro per gioco, scherzare come tra vecchi amici è normale, anzi è utile nella dinamica amorosa; ridere fa bene nella realtà…amorosa.

In particolare nel corteggiamento.  Più si ride e più e’ probabile il successo all’esito del corteggiamento.  Ridere va bene, ma non  in modo esagerato o sguaiato …come fai tu, Duc.

Ducky: E tu che sghignazzi stile Lino Banfi? Che facciamo, Prof, sorridiamo o ridiamo  …come Cita la scimmia di Tarzan.

Enzo:   Torniamo seri…il motivo e’ …utile e anche serio. L’umorismo è una strategia che mette in luce la gradevolezza della propria personalità, caratteristica socialmente apprezzata. Una cosa è certa: amore e amicizia rivestono un ruolo importante nel corso della vita,  ma in modi diversi. Nella fase iniziale della “cotta” e dell’innamoramento i partner sono intensamente e reciprocamente presi e non hanno bisogno di altri legami. E’ soprattutto nei periodi di cambiamento che l’amicizia riveste invece un ruolo più importante.

Da adulti, quando invece la relazione di coppia è generalmente avviata che si fanno ricerche serie per l’innamoramento.

Ovviamente non mancano nemmeno i periodi della vita in cui non sentiamo il bisogno né di amici e né di un partner:  sono fasi esplorative di solitudine.

 

Ducky: Secondo te      è possibile l’amicizia tra uomo e donna?

Enzo:               Si può verificare quando c’è autenticità e non è mai presente in nessuno dei due il desiderio di trasformare il rapporto in una relazione di coppia. Ovvio che si tratta di un equilibrio delicato. Credo che sia difficile o impossibile. Possibile solo se entrambi i partner hanno conquistato una loro autonomia si può pensare a un nuovo legame.  Ma se quello che si è concluso è stato il grande amore è meglio dimenticare e andare oltre.

Ducky: Ne sono convinto anch’io!  Prof, mi permetti una domanda?

Enzo:               Certo!

Ducky: Si fa sesso ma non si è una vera coppia.  Che ne dici?

Enzo:               Ti riferisci all’amicizia sessuata. Gli psicologi così la chiamano. Più volgarmente è il fenomeno del  “trombamico”, in altre parole si fa sesso, ma non ci si sente…coppia.  E non si è gelosi dell’altro. E’ un fenomeno che indica l’immaturità dei  giovani di oggi  incapaci di assumersi la responsabilità di un rapporto di coppia che implica impegno. Così, soprattutto oggi, la “trombamicizia” appare come una via di mezzo che però, spesso, lascia a mani vuote.

O.B Prof, Infatti è un rapporto molto libero , una pillola di felicità  da utilizzare in caso di bisogno con un’unica ma importante controindicazione : NON INNAMORARSI.  Duchino hai ancora altre domande per il Prof?

 

Ducky: Ancora una domanda, credo l’ultima.  Spesso ci si chiede sulla natura del legame che sta nascendo con una persona. Ma come si fa a capire  se siamo di fronte a una “forte amicizia”  o se c’è qualcosa di più?

Enzo:               Per gli psicologi, però, quattro segnali tolgono ogni dubbio.

Ducky: Ne sei proprio sicuro, Prof?

Enzo:               Nessuno è perfetto. Non è un solo psicologo  che  si esprime, ma è convinzione comune sui 4 segnali  da considerare, riflettere e comprendere la natura della relazione.

1 – C’E’ GELOSIA.  Se siete gelosi delle relazioni e della vita dell’altro, insospettitevi. Certo, si può essere gelosi anche di un amico, ma in modo diverso.

2 – RICERCATE IL CONTATTO FISICO.  Due amici possono certamente abbracciarsi o anche dormire insieme, tuttavia quando il contatto non è casuale ma ricercato frequentemente ed è fonte di piacere o di forte desiderio di accudimento, allora è probabile che il rapporto si sta trasformando.

3 – CI SI CERCA MOLTE VOLTE AL GIORNO.  Anche gli amici lo fanno, con chiamate e messaggini.  Se tuttavia avete il desiderio di sapere che cosa sta facendo l’altro in quel preciso istante, allora state aprendo la strada ad un rapporto di altro tipo.

4 – GUARDATEVI DENTRO E CAPIRETE.  Datevi tempo per riflettere:

“Guardiamoci dentro e impariamo ad aspettare”, dice Gabriella Gandino. “Oggi vorremmo tutto e subito e non sappiamo tollerare il tempo necessario perché i rapporti si definiscono.”  Un’eventuale relazione amorosa non si costruisce sul nulla, altrimenti è destinata a crollare. Dunque, impariamo a sopportare l’incertezza senza dover immediatamente definire il tipo di rapporto che stiamo vivendo.

Ducky: Mi sembrano delle indicazioni molto utili. E tu?

Enzo:               Anche a me,  ma l’amore e l’amizia  appaiono e si presentano in modo tanto incomprensibile:  specialmente il primo.

Ducky: Caro Alter Ego, forse siamo noi che non  sappiamo interpretare né l’uno né l’altra

Enzo:               Noi uomini?

Ducky: Non solo…anche le donne.  A proposito di donne, hai mai sbagliato nel capire la vera natura  del sentimento di una  di esse se era Amore o Amicizia?.

Enzo:               Si,  più di una volta. Caro, Duc, io, e credo anche tu,  abbiamo tifato sempre per l’Amore e continueremo a farlo, pur sapendo che esso è il sentimento di difficile coniugazione.  Ho concluso la disquisizione.

Ducky: E io ho terminato l’ascolto…pizza con coka-cola e limoncello!?

 Enzo:               …io opto per il Marsala siculo.

O.B Carissimi gemè in un mondo che piace sempre meno piu’ amore e ancor piu’ amicizia, ci vorrebbero proprio!
…ah, dimenticavo…e tanta musica!!!

 Fonte: Airone

Annamaria… a dopo

 

I  “GIOIELLI DI FAMIGLIA”

 

Che c’è di più prezioso?

 

 

Enzo e Ducky

Enzo:             Ducky , ti piacerebbe essere ricco?

Ducky:           Che domanda! Certo!

Enzo:             Ma tu non immagini perché ti faccio una domanda simile.

Ducky            No, non voglio immaginare. Anzi, vieni al sodo.

Enzo:            Negli scavi di Pompei esiste un famoso quadro che rappresenta una bilancia con due piatti.  In un piatto vi è un groviglio di oggetti preziosi d’oro; nell’altro piatto e’ raffigurato…l’organo virile…

Ducky:           …il pene?!

Enzo:             Esattamente,  con una particolarità!

 

Ducky:           Sarebbe?

Enzo:             …che il piatto che regge l’organo virile “va più giù”…cioè VALE DI PIU’ del valore degli oggetti preziosi. Capito mi hai?

Ducky:           Capito ti ho, caro fratello docente.  E siccome amo la cultura, gradirei saperne di più.

Enzo:             Sai bene che anche io sono appassionato di cultura, ne disquisiremo in modo serio  come abbiamo fatto sempre.

Ducky:           L’esame merita tutto il rispetto.  Comincia pure!

Enzo:             Comincio con una domanda. C’è qualcosa di più prezioso dei propri testicoli per un uomo?  Probabilmente no:  non a caso sono spesso definiti “gioielli di famiglia”.

Ducky.           Definizione onorevole e pregevole.  Enzo, sii preciso, e anche esaustivo, mi raccomando, il pezzo richiede il meglio delle tue possibilità.

Enzo:             Nessun problema, sai bene che do’ sempre il meglio. Orbene, le due ghiandole citate misurano  circa 4-5 centimetri per 2,5 e sono collocate nella borsa scrotale sotto il pene. Duc, devo proprio dire tutto?

Ducky:           Be’, hai dichiarato che vuoi essere esaustivo…quindi!

Enzo:             Nella vita fetale, si formano nell’addome e scendono solo negli ultimi mesi di gravidanza. In alcuni neonati, uno o entrambi possono non scendere alla nascita, ma settimane o mesi dopo. Quando ciò non avviene occorre intervenire chirurgicamente.

I testicoli producono spermatozoi e testosterone, il più importante ormone maschile, responsabile dei caratteri sessuali secondari (peli, barba, forza muscolare, voce profonda, aggressività. La produzione di spermatozoi inizia invece con la pubertà e continua sostanzialmente invariata tutta la vita. Duc, sii serio e non fare battute: ora devi sapere dell’ossessione delle dimensioni.

Ducky:           Orco can,  dimmi dimmi.

Enzo:             Dopo la dimensione del pene, la seconda ossessione  dei maschietti è la grandezza dei testicoli. Giammusso rassicura :Non c’è da temere circa la loro diversa dimensione da uomo a uomo; non c’è nessuna relazione tra la grandezza dei testicoli e la virilità.

Ducky:           Com’è che …uno su e l’altro giù?

Enzo:             Te lo spiego. Niente da preoccuparsi nemmeno se tra i due testicoli c’è una leggera differenza di dimensioni o di posizione;  nei due terzi dei maschietti il sinistro è più grande, e se ci fai caso anche nelle statue il sinistro è scolpito più grande.

Ducky:           E’ vero…ma ora in politica è diverso:  il partito di sinistra è sceso eccome…

Enzo:             Duc, non farmi ridere!  Un’ipotesi è che i Greci lo ritenessero destinato a partorire figlie femmine. Ovviamente non è così…l’altezza diversa e’ dovuta al fatto che i funicoli che tengono in sospensione i testicoli non sono mai identici tra loro.:  secondo Giammusso. In ogni caso questa differenza è relativa perché per esempio col freddo, in momenti di ansia o dopo uno sforzo fisico, i testicoli risalgono verso l’addome:  è il cosiddetto riflesso cremasterico.

Ducky:           Cioè funzionano come uno yo-yo…salgono e scendono….un po’ come le campane…din don

Enzo:             Vabbè…ridiamo insieme!  Torna serio. Lo sai, Duc, che la fertilità è diminuita  a causa di vari fattori: ad esempio l’inquinamento da ftalati contenuti nelle plastiche, come quelle delle bottiglie di acqua mal conservate,, l’obesità, stress e patologie particolari, la temperatura…

Ducky:           …la temperatura? Che c’entra?

Enzo:             C’entra eccome. Qualsiasi abitudine che provochi un surriscaldamento dei  venerandi testicoli, come l’uso prolungato di pantaloni stretti o del motorino con la sella bollente, va evitata perché la formazione degli spermatozoi ne risente.

Ducky:           Prediligono il fresco, però direi che sono troppo delicati. Non trovi, prof?

Enzo:             E’ vero. Come se non bastasse, possono “guastarsi” anche per cause patologiche. Malattie insomma che possono produrre atrofie e sterilità, cisti.  Queste cisti: formazioni che si evidenziano fuori dal testicolo tanto da essere soprannominati  “terzo testicolo”.  Si sa ad esempio che Bartolomeo Colleoni, condottiero del XV secolo, ne aveva una e perciò tre testicoli erano rappresentati sul suo stemma. Secondo alcuni questa ciste si sarebbe formata a cause delle lunghe cavalcate; problema questo che affligge anche i ciclisti.

Ducky:           Prof, da oggi in poi preferisco camminare.

Enzo:             Discorso diverso per il tumore del testicolo e quindi è importante che i maschi imparino a fare l’autoesame in cerca di eventuali anomali. Le cause, comunque, più frequenti sono di tipo neurologico e posturale, dovute cioè a compressioni nervose alla colonna vertebrale che producono un dolore irradiato verso l’inguine. Duc, un caso di dolore molto noto agli uomini è invece legato all’eccitazione sessuale:  quando questa è prolungata e non è seguita da eiaculazione, si verifica una congestione dolorosa dei canali spermatici. 

 

Ducky:           E per farla passare, che si fa?

Enzo:             Dare sfogo…ai propri istinti e accontentare LUI che sta sopra ai testicoli.

Ducky:           Parole sante, prof. Anche LUI ha i suoi meriti e le sue reazioni specialmente se viene toccato. Giusto?

Enzo:             A proposito di toccamenti sai che non c’è ora della giornata in cui ogni uomo, non visto, non allunga le mani per  toccarsi. Secondo i sessuologi nelle civiltà antiche i testicoli erano considerati  sacri: perché assicuravano la discendenza.

 

Ducky:           Niente di meno? Scherzo, lo so.

Enzo:             Ma non sai sui giuramenti. Non a caso i giuramenti solenni si facevano ponendo le mani su di loro.

 

Ducky:           Mai fatto un giuramento così, g i u r o!

 

Enzo:             Questa usanza si trova anche nella Bibbia: nella Genesi Abramo chiede al suo servo di giurare  “ponendo una mano sotto la sua coscia”. Così come nei nomignoli popolari: oltre a gioielli di famiglia si dice “zebedei”, che deriva dall’ebraico e significa “dono di Dio”. Duc, muto, non fare battute.

Ducky:           Non faccio battute ma non mi puoi proibire di…sorridere.

Enzo:             E veniamo ai “comandamenti”  specifici e utili. Il tumore al testicolo, che colpisce soprattutto i giovani tra i 20 e i 40 anni, ha oggi u’ottima percentuale di sopravvivenza. Premesso questo passiamo ai 3 “comandamenti”:

1- Effettuare la palpazione dopo una doccia o un bagno caldo;

2- Far scorrere delicatamente ciascun testicolo tra pollice e indice dall’alto verso il basso: notare qualsiasi anomalia o stranezza;

3- Eseguire l’autopalpazione una volta al mese, dai 15 anni in poi.

5 REGOLE D’ORO PER UNA BUONA MANUTENZIONE.

Ducky:           Io li chiamerei “tagliandi”.

Enzo:             Chiamali come cavolo ti pare. Eccoli:

1-        Manteniamo un buon peso forma. Il sovrappeso nuoce ai testicoli;

2-        Eliminare fumo e droghe:

3-        No a sostanze anabolizzanti e iperproteiche usate ad esemio in palestra;

4-        Massima protezione negli ambienti di lavoro;

5-        Evitiamo eccessi di calore: no a bici e motorini lasciati al sole; il sellino caldo è pericolosissimo perché l’aumento della temperatura danneggia il funzionamento dei “gioielli di famiglia”.

Ducky:           Non avedi detto che sono molto sensibili al dolore?

Enzo:             Certo!  e vanno “trattati” con molta delicatezza, accortezza e modi che si consiglia soprattutto  al “gentil sesso”.

Ducky:           Quanto a questo aspetto, io non ho mai avuto problemi.

Enzo:             Io nemmeno…anzi!

Ducky:           Vuoi concludere, Enzo?

Enzo:             Ultima riflessione:  non dimenticate che il LUI che sta sopra dipende dalla salute di QUEI DUE che stanno sotto.

Vincenzo Liberale

Fonte: Airone

 

INTERVISTA A 360 GRADI…


50 domande ,con facoltà di rispondere o meno, proposte da Enzo. Inizio io O.B. ( Occhi Belli, come mi chiama l’amico Enzo) alias Annamaria. In seguito le altre amiche del blog Annamaria2 e Maria.

01- Il primo amore, te lo ricordi?

Si, avevo 12 anni… ricordo che quando passava davanti alla mia casa se mi trovavo in giardino , scappavo dentro e me lo guardavo attraverso le persiane socchiuse. (Anche se frequentavo la sua casa, essendo  molto amica delle sue sorelle.)  Era bello come il sole e il mio cuore batteva a manetta. Questo “rito” è durato un bel po’. Fino a quando crescendo ,qualche annetto dopo, lui “accorgendosi” di me, mi chiede di uscire insieme per un gelato…ci siamo baciati e …subito dopo ho smesso di “amarlo”.


02- Il primo bacio: rivelazione o delusione?

Delusione… 


03- In amore vale la pena di insistere?

Se mi sento amata, si, vale la pena.


04- L’innamoramento è una droga leggera o una grossa ubriacatura?

Una droga leggera.


05- Strategie di conquista: qual è la tua?

Enzo, mai usato strategie, è una cosa che non mi riesce e non mi attira… ho letto tutti i tuoi articoli… ma niente da fare. Poi, per me,  non e’ questione di strategie è che all’inizio in amore “ci si annusa”…


06- Ci sono categorie di donne che non ti piacciono?

L’apatica che non ha un minimo di personalità e l’egocentrica.


07- Cosa è importante per sedurre: la ricchezza, la bellezza, il cervello o che?

Dipende cosa cerca l’uomo o la donna…


08- Il senso più importante in amore

L’amore…


09- Credi l’amore a prima vista?

Attrazione ci puo’ stare sia fisica che cerebrale, definirlo amore è azzardato, forse.


10- Un serial lover lo eviti o ne sei affascinato?

Sarebbe?… lo sciupafemmine?


11- Sei innamorata o vorresti esserlo di qualcuno?

No comment


12- Da che cosa capisci che è amore doc?

Se sento la sua mancanza.


13- Un tuo grande amore condensato in:  luogo, un cibo, una musica un profumo?

——

14- Ragazzine che si vendono: vittime degli adulti? della famiglia o di chi?

Della società e della famiglia. I figli adolescenti crescono soli e la loro energia corporea è come bloccata, perché nessuno ha insegnato loro a lasciarsi andare ai sentimenti e alle emozioni. I genitori devono avere il coraggio e l’impegno di aprire la porta della camera dei figli, sedersi accanto a loro e ristabilire un dialogo e un contatto.  


15- Voi donne, tostissime, avete bisogno di tenerezza, ma sbagliate in amore. E’ così?

Non sempre, ma capita.


16- La tua voglia di amare da 1  a  10.

10+++++++++



17- Ti capita di sentirti “piccola”?

Di statura? Si, mi è capitato una volta…


18- La tua principale virtù.

Non vado mai fuori dalle regole…quasi mai. E non mi piango addosso.


19- Il tuo principale difetto.

Odio l’ipocrisia. E pare che di questi tempi sia un difetto.


20- In quale ruolo ti senti più a tuo agio?

Un po’ tutti i ruoli , nessuno in particolare…forse la blogghista? Bwuahahahah…alla prossima Mister!….facciamo pausa con granita al caffè

Riprendiamo?

 

21- Qual è il pregio che apprezzi di più in un uomo?


La sincerità, senza quella non si va da nessuna parte. 


22- E il difetto maggiore?


La musoneria.


23- E’ più importante l’amabilità, la femminilità l’amorevolezza?

L’amabilità


24- Se Babbo Natale bussa alla tua porta e ti chiede: “Quale regalo vorresti  per  l’anno prossimo? Tu cosa gli chiederesti?


-…Un Babbo Natale …bissss (dove lo trovi un uomo cosi buono e generoso come Babbo Natale?)


25- Faresti una follia per il tuo  (presunto) uomo?

-Ohhh yesss


26- Un film “love story” ti dà tenerezza e/o lacrime?


-Lacrime


27- Perché tante unioni naufragano?


-Perchè manca il dialogo e la voglia di capirsi. Questo è uno dei tanti motivi, ma il principale.


28- Si può vivere da solì?


-Si puo’, ma e’ sempre meglio vivere in coppia…


29- L’arte della manutenzione del matrimonio è tutta da imparare:  concordi con questa affermazione?


-Si e no, quando al partner domandi cosa c’è in me che non ti va bene?  E ti senti rispondere : vorrei che tu la pensassi come me… A questo punto, da parte mia,  non c’è nulla che stimoli  “l’arte della manutenzione”. 


30- Hai mai sedotto o ti sei fatta sedurre?


-Chi è capace a farsi sedurre riuscirà a sedurre…sembra un gioco di parole, come è un gioco (piacevole) la seduzione.


31- Amare veramente vuol dire “Mi sacrifico per il tuo bene!” Sei d’accordo?


-No. Se lo fai per amore non è sacrificio.Anche se a volte ,per amore, si fanno delle rinunce.


32- La regola aurea per un matrimonio felice non esiste. Qual è il tuo pensiero?


Non esiste una regola ! L’amore va coltivato, da parte di tutti e due i partner .


33- C’è chi sta bene a movimentarsi la vita, chi invece preferisce la routine. Il segreto è dirsi le cose, parlarsi, conoscere le diversità dell’altro e trovare un punto di incontro. La buona riuscita di un matrimonio può sintetizzarsi in queste parole: comunicare, negoziare…senza  impedire la libertà di pensiero al partner. Dire sempre il proprio pensiero e comprendere l’altro per trovare un punto di contatto.  Concordi con queste affermazioni in tutto o in parte?


Certo, son d’accordo. Sono tutte belle intenzioni e promesse che devono mantenersi sempre nel tempo.Una cosa molto importante e’ anche sapere  ridere insieme. 


34- Credi in un Aldilà?


-Domanda difficile … non lo so, ma è consolante pensare che ci sia qualcos’altro…oltre.


35- Qual è il senso della vita?


-Nasci, cresci, fai amicizia, ami, ti riproduci e muori…ma pochi ci pensano, altrimenti ci sarebbero meno conflitti.


36- Credi di dover imparare ancora tanto dalla vita?


-Quando penso di avere imparato ,mi spunta qualcosa di nuovo…dunque credo che ci sia sempre da imparare. Si dice che ci vorrebbero due vite, una per imparare …e l’altra per “viverla”! 


37- Ci sono dei momenti in cui “ti piaci molto”?


-Molto no. Tanticchia si, mi è capitato.


38- Un viaggio ideale con il tuo (presunto) uomo?


-Non ho una meta precisa. Con il mio uomo (presunto) starei bene ovunque. Non esiste un viaggio ideale per me. L’importante è scegliere insieme. Pero’ ,a pensarci bene, in questo periodo mi piacerebbe andare in Lapponia.


39- Ti piace sedurre o essere sedotta?


—————


40- A chi dai la colpa  “politica” della attuale crisi: Sinistra, Destra oppure…?


-…Oppure potrebbe essere  anche colpa nostra…viviamo in una società dedita ai consumi piegata all’ultima moda e tendenza, soprattutto tecnologica…e poi…esiste ancora destra e sinistra?…mahhh 



41- Lo so che mi ama, ma non riesco a fare a meno di lui.  Diresti una frase del genere?.


——————–manca il “non”?


42- Dimmi come la pensi sulla seguente affermazione.  “Traditori, caratteriali, bastardi, dipendenti. Dovrebbe essere la lista degli uomini da evitare accuratamente, ma molte donne, invece, incappano sempre in personaggi di questo genere.”  Dì la tua a riguardo.


-Riconoscerli non è facile, specialmente se scatta il sentimento chiamato amore. 


43- Ho accudito un compagno da anni. Ed ora?


-Non ho mai “accudito”.


44- L’innamoramento non ha età. E’ vero o impossibile?


-E’ vero.


45- Il tuo (presunto) uomo è perfetto, ma non riesce a far l’amore. Tu  come ti comporteresti?


-Non assumerei nessun comportamento specifico. Le cause potrebbero essere molteplici e andrebbero valutate, senza forzature.


46- Da 1 a 10 che punteggio daresti alla sessualità  nella coppia.?


-Ohhhh Enzo che domande….!!! 10 ! Ma non basta per tenere vivo un rapporto nel tempo.


47- Incontrando all’improvviso l’uomo ideale, cosa faresti come prima mossa?


-Sarei impacciata. E, come prima mossa ,cercherei di non dimostrarlo.



48- E’ il tuo compleanno:.  Cosa preferiresti come regalo?

– un raffinato completo intimo in seta e pizzo

– un buono per  un abbonamento in palestra

– una banconota da 500 euro


Bhè , sicuramente 500 euro , mi comprerei l’intimo, non necessariamente in pizzo,  magari alla bridget Jones. Un abbonamento per la palestra e nel caso mi rimanga qualcosa…due gocce di chanel n. 5….


49- Il difetto che meno sopporti in un uomo.


La falsità…già fatta sta domanda, mi pare.


50- Per concludere:. Alla domanda: “Quando ci incontreremo?” che ti venisse rivolta da una persona con cui da molto tempo chatti e che ti intriga parecchio, che cosa risponderesti?”

Prima aspetto che ci sia una richiesta del genere  e … poi ti dico. Intanto comincio a studiare i posti piu’ romantici di Milano. E ,come cantava M. Remigi …sapessi com’è strano darsi appuntamento a Milano…  al Duomo ,sotto la madonnina, o in Galleria…

 

ENZO

Enzo- Annamaria



EPPUR SI TRADISCE

Infedeltà maschile e infedelta’ femminile

Enzo Ducky

Enzo:         Ducky, negli ultimi vent’anni…

Ducky:       Scusa, mi lasci prendere questo delizioso caffè?

Enzo:         Oh scusa!

Ducky:       Il caffè è caffè…e poi  ho già capito dove vuoi arrivare. Ti leggo nel pensiero. Non so l’ergomento ma tu già fremi. Ottimo caffè….

A disposizione…sono tutto orecchi…di che si tratta?

Enzo:         Tradimenti…infedeltà…

Ducky:       Corna insomma….ti avverto: l’argomento è di una delicatezza enorme…

Enzo:         … ed è aperto a tante interpretazioni, ma credo che riusciremo a fare il punto I lavori impegnativi mi solleticano.

Ducky:       Prego!

Enzo:         Niente maschilismi e  niente femminismi.

Ducky:       Per carità, sono curioso anch’io di sapere.

Enzo:         Bene!  Alcuni anni fa un’idagine condotta dalla Durex…

Ducky:       Che cosa è?

Enzo:         E’ una multinazionale dei preservativi…

Ducky:       Siamo entrati subito in argomento eh!?

Enzo:         Ascolta bene prima di fare lo spiritoso.

Ducky:       Hai ragione, pardon!

Enzo :        …una multinazionale dei contraccettivi spiegava che il 45 per cento dei nostri connazionali dichiara di aver tradito il partner almento una volta nella vita.

Ducky:       Azz…!

Enzo:         Nella topten dei Paesi fedifreghi l’Italia si colloca al terzo posto, a pari merito con la Germania e dopo la Thailandia (51%) e la Danimarca (46%).

Ducky:       Sempre meticoloso sei!

Enzo:         Il dato italiano è confermato da un sondaggio Ifop (Istituto francese di opinione pubblica) commissionato lo scorso anno dal portale di incontri extraconiugale  Gleeden  su scala europea secondo il quale, quanto a tradimenti, la cattolica Italia supera  Paesi come Francia, Gran Bretagna e Spagna.

Ducky:       Però…più o meno come ai Campionati del Mondo.

Enzo:         A queste percentuali elevate corrisponde sempre una doppia morale, tanto che a febbraio 2015…

Ducky:       Che precisone!

Enzo:         le associazioni familiari cattoliche si infuriarono quando lo stesso sito di incontri tappezzò Parigi di manifesti publicitari “inneggiando” all’infedeltà coniugale. Insomma, si fa, ma non si dice. Quantomeno in Italia, al “peccato” non segue un ipocrito rimorso: alla domanda “Ti sei pentito di aver tradito il partner”,  solo il 27% di connazionali intervistati ha risposto sì, contro il  73% di no.  La tendenza al tradimento sembra in aumento. ”L’instabilità coniugale nel nostro Paese è in forte crescita:  il tasso di separazione è più che raddoppiato negli ultimi 20 anni, spiega ad Airone Lorenzo Todesco, docente di sociologia all’Universita’ di Torino.

Ducky:       Siamo dei cornifictori!

Enzo :        Duc, non sciupare questi termini popolari…di piuttosto  infedeli.

 

Ducky:       Insomma, abbiamo la tendenza a…

Enzo:         Certo, è difficile capire se ciò dipende da una maggiore tendenza al tradimento. E’ noto che le principali cause di instabilità coniugale sono:

– la maggiore economia delle donne

– e le aspettative riposte nel matrimonio.

Ducky:       Pigliare uno stipendio dà autonomia e libertà. Sicchè le ciucciottine  sono andate “in rialzo”,  alzando oltre il mento anche la cresta.

Enzo:         Esattamente!  “Questi elementi potrebbero avere un ruolo anche in una maggiore diffusione del tradimento”,, aggiuge il sociologo, “accanto ad alcui mutamenti dei costumi sessuali. Come ha rivelato in francia un’indagine europea dell’Istitut National de la Statistique et des études économiques, 7 donne sposate su 10  – vale a dire il 70%,  cercano scappatelle con uomini più giovani in quanto considerati garanzia di prestazioni migliori.

Ducky:       Le corna si incrementano…poveri noi!

Enzo:         Aspetta a dirlo. Nell’incremento dei tradimenti contano poi le trasformazioni sociali, prima di tutto il ruolo del digitale:  non solo i portali dedicati alle scappatelle, ma anche gli stessi social nework.  Secondo gli studi di Russell Clayton, ricercatore della Florida State University (Usa) pubblicati da Cyberpsychology Behavior, and social Networking,  l’utilizzo  attivo di Twitter e Facebook “porterebbe a una maggiore quantità di conflitti tra i partner, che a sua volta “porterebbe a infedeltà, rottura  e divorzio.

 

Ducky:       Dirò una sciocchezza, secondo me e anche te, la fedeltà è ancora importante.

Enzo:         Non è una domanda sciocca,  ma seria e importante. Mi spiego. La notevole frequenza con cui si tradisce non esclude però che ancora oggi la reazione individualle e sociale verso il tradimento sia sempre negativa;  “Tutte le ricerche effettuate in Italia e in altri Paesi ci dicono che la grande maggioranza degli individui continua a considerare la fedeltà sessuale un elemento imprescindibile per un rapporto di coppia stabile” spiega Todesco. Infatti, secondo dati Pew Research infatti, un buon  64% di Italiani  pensa che l’infedeltà sia moralmente inaccettabile.

Ducky: Concordo naturalmente.

Enzo:         Ma non mancano le autoassoluzioni. “Ad esempio nei casi

in cui si riconosce che il tradimento è un errore in cui si può cadere visto che la carne è debole  o addirittura quando è nei fatti giustificato:  secondo una ricerca Ipsos, per il  63% degli Italiani non c’è nulla di strano nell’amare due persone contemporaneamente, mentre il 43% degli intervistati si aspetta di essere perdonato dal partner – uomo o donna –  qualora ne scopra la scappatella.

Ducky:       E se la la soluzione fosse la coppia aperta?

Enzo:         Una delle più celebri fu quella formata dagli intellettuali e scrittori francesi Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir.  Il modello di coppia proposto dai due modificò il comportamento e la morale in Europa e negli Usa dagli anni ‘50 agli anni ‘70.  Ancora oggi esistono molte coppie che trovano stimoli sessuali “esterni” con il benestare reciproco.  Si tratta di un buon compromesso tra desiderio di fedeltà e tensione al tradimento?

Ducky:       Spiegamelo, sei tu il prof..

Enzo:         In teoria la coppia aperta è una unione molto democratica, paritaria e moderna., ha detto Giuliana Proietti, psicoterapeuta e coautrice di Come vivere bene, anche se in coppia (Franco Angeli) con  Walter La Gatta. “Il problema è che le coppie aperte non durano perché esiste l’innamoramento. In una coppia aperta i partner possono accettare scappatelle sessuali, ma non tollerano relazioni sentimentali.

Certamente la diffusione di coppie di questo tipo è legata anche  all’affermarsi di una sessualità che si propone innanzi tutto il raggiungimento del piacere fisico. Vista però la costante importanza rivestita, nella società, dalla fedeltà sessuale, conclude Todesco, mi sembra difficile che questo modello di coppia posso diffondersi.

Ducky:       Sono d’accordo, Enzo.

Enzo:         Credo che sia anche logico.

Ducky:       Enzo, vorrei farti  tre domande.

Enzo:         Ok.

Ducky:       Perché il “tradito” è chiamato così?

Enzo:         Il gesto con le dita che fanno le corna è uno degli insulti più tipici, e dare a qualcuno del cornuto equivaleva a gettare un marchio d’infamia. Secondo alcuni, potrebbe richiamare il maschio della capra, la cui compagna è nota per la frequenza con cui cambia partner sessuali, mentre  per gli storici il riferimento potrebbe essere per l’imperatore bizantino Andronico Comneno (1120-1185) che rendeva noti i suoi successi amorosi (io direi più sessuali che amorosi) facendo appendere nei luoghi più affollati di Costantinopoli le teste dei cervi che uccideva durante la caccia.

 

Ducky:       Ma non si è certi, mi pare.

O.B Si racconta che lo stesso Andronico fu linciato dalla folla e appeso per un piede alla facciata del suo palazzo, proprio come uno dei suoi macabri trofei, attribuendogli la colpa per la caduta di Salonicco. Ma torniamo ai cornuti…pardon ai tradimenti. Prego prof

Enzo:        ehilà O.B. dove ti sei nascosta?…  Comunque si, nessuna conferma storica.  Certo invece è che i cornuti hanno un santo patrono, San Martinodi Tour, vescovo e confessore e patrono dei soldati e, appunto dei traditi. 

Le motivazioni sono diverse ma la più accreditata è che attorno all’11 novembre, festa in cui ls Chiesa cattolica lo celebra, si svolgevano 12 giorni di feste pagane durante le quali avvenivano spesso adulteri.

O.B           E non c’era la tecnologia

Ducky: Seconda domanda: tradiscono più gli uomini o le donne?

Enzo:         Nella più classica filmografia vi sono moltissime commedie incentrate sull’uomo farfallone che “fa fessa” la moglie ignara, mentre invece sono molto meno i film in cui è la donna a tradire. Eppure questa epoca sembra essere ormai finita. Secondo una nuova tendenza, le donne tradiscono di più rispetto agli uomini.

E’ quanto rileva un sondaggio effettuato in Gran Bretagna dalla UK Survey su 4 mila casi di tradimento. Il risultato del sondaggio vede sorprendentemente le “ciucciottine” battere gli uomini con una media di 2,3 amanti a testa contro solo, 1,8 degli uomini.

Tutto ciò spiazza Lettori  di ogni estrazione sociale – blog compreso – se si pensa che a tutt’oggi si tenda ancora a credere che sia l’uomo quello più propenso al tradimento e che la donna vive ancora sotto l’insegna accesa della perfetta madre di famiglia e moglie fedele.

Qual è la terza domanda, Duc?

Ducky:       Aspetta…io trattengo il fiato. “Perdinci e anche perbacco,”  avrebbe  esclamato  il Principe De Curtis  questo non è “un pezzo” ma una specie di tesi psico-sociologica.

 

Enzo:         Sii serio e dimmi qul è la terza domanda.

 

Ducky:       C’è un giorno  “particolare” per fare le corna?

 

Enzo:         Sorrido e…

 

Ducky:       Davvero!? E perché?

 

Enzo:         Perché sembra una domanda cretina…ma non lo è. Secondo il portale  Ashely Madison, frequentato soprattutto da persone in cerca di scappatelle,  il mercoledì è il giorno in cui si consumano più scappatelle…

 

Ducky:       …si cornifica di più. E come hanno fattoa scoprirlo?

 

Enzo:         E’ bastato chiedere a 172 mila utenti-scappatellisti quale fosse il momento preferito per gli incontri cladestini:  circa 1 su 5 ha risposto di preferire questo giorno,  in particolare tra le 5 e le 7 di sera.  L’orario “post ufficio”   è dovuto al fatto che il lavoro costituisce spesso un alibi per chi cerca un’evasione dalla routine di coppia E con ciò la disquisizione è terminata. Sono le 5 e mezza del pomeriggio, Duc.  Te lo dico con gentilezza:  è l’ora di fare due granite superbe e gelatissime.

Ducky:       Faro’ due granite che quando le gusteremo, ti sembrerà di stare al Polo Nord avendo sulle ginocchia una bloggista esquimese.

 O.B            Anche se ci diciamo peste e corna, il prof non tradirebbe mai la sua blogghista ( con l’acca…) preferita. Duc, tre granite e per me al limone, grazie! Un mio ultimo pensiero riguardo alle giornate delle scappatelle : siamo in estate , ci sono le vacanze il mare ,i tramonti, i cocktail…insomma tradite quando vi pare .

 

Fonte. Airone

Annamaria… a dopo                

OMOSESSUALI CELEBRI

(Annamaria intervista Ducky)

Annamaria : Ducky, hai preso il caffè, ti sei rilassato…allora, cominciamo?

DUCKY: Vuoi dire, “ci siamo” rilassati e rinfrancati con il caffè…sono
alla tua mercè. Però, birbantella, hai scelto un argomento piuttosto
“pepato”.

Annamaria: Eh, sì…perché recentemente ho letto su un giornale il caso di un
omosessuale ucciso dal figlio del suo amante, che giudicava
questa relazione immorale e vergognosa.

DUCKY: Ancora siamo a questo punto, e ci vorranno dei secoli prima che
gli eterosessuali, cioè noi normali accettiamo l’inversione
sessuale. Molti omosessuali non sono capiti dalla famiglia e non
solo dalla famiglia. E’ mille volte preferibile un invertito sessuale
dichiarato che uno che si trincera dietro tante ipocrisie e falsi
moralismi, perché quest’ultimo odia le persone normali, maschi e
femmine, e potendo, farà loro del male, a seconda del posto
sociale che occupa.

Annamaria: Ma nei secoli passati e in certi paesi era considerato diversamente
l’omosessuale…non è così?

DUCKY: Negli antichi codici ittiti, caldei, babilonesi ed ebraici non
venivano condannati i rapporti omosessuali.

Annamaria: Ecco, vedi…!

DUCKY Pensa un po’ che nell’epoca di Gilgamesh, insomma andiamo
indietro nel tempo di 30 secoli fa – cioè 3000 a.C. – chi era
dichiarato omosessuale non destava alcuno scandalo o
preoccupazione.

Annamaria: Poi le cose cambiano, come disse quel poeta latino, Orazio…”carpe diem”

DUCKY: Le cose cambiano e furono cavoli amarissimi per gli omosessuali.
La condanna di ogni rapporto omosex ebbe origine nella storia ebraica…

Annamaria: Ma guarda questi Ebrei dell’antichità…ma Ducky potevano farsi i …fatti loro…

DUCKY: Non scherzare, … siamo ancora a tanti secoli fa …si tratta di sette secoli a. C. Ma fino a quel secolo, i rapporti orogenitali …

Annamaria: …e qui l’oro non centra un bel niente…!

DUCKY: Lo credo anch’io… e le attività omosessuali erano associati a cerimonie religiose in tutta le zone medio orientali. I “maschietti
“ omosessuali si “prestavano” prostituendosi in un tempio, chiamato Kadesh, e spesso facevano parte del gruppo religioso ebraico. I codici sessuali ebraici, questo modo di comportarsi, furono adottati dai seguaci del cristianesimo, tra i quali San Paolo, il quale era cresciuto nella tradizione ebraica, Sicché il codice morale cristiano è una copia quasi identica del più antico ebraico.
E per completezza di argomento devo dire anche che il codice ittita però proibiva l’omosessualità maschile, mentre non si interessava dei rapporti lesbici. Nella Bibbia è soltanto l’omosessualità maschile a essere duramente condannata, mentre quella femminile non viene considerata. Le pene prevedevano la morte dell’omosessuale.

Annamaria: Oh, poverini…però Ducky so che alcuni personaggi famosi erano omosessuali… Sofocle, Oscar Wilde, Benvenuto Cellini…

Caricatura O. Wilde

DUCKY: Molti, molti, tantissimi…omosessuali celebri ce ne sono stati , ma ciò non significa che l’omosessualità apra le menti delle persone, o che essi siano sempre, come dice Dante, letterati e degni di massimo rispetto. Vuoi che te ne faccio una sfilza di quelli che hanno fatto la storia, le arti, le scienze, la cultura: Eccoli:
Socrate, che tu hai citato, Platone, Sofocle, Kiekegaard, Virgilio, Pindaro, Alessandro Magno, Cesare Augusto, Byron, Shakespeare Andersen, Verlaine, Rimbaud, Oscar Wilde, Gide, Condé, Lorrain, Proust, Lorca…

Annamaria: Garcia Lorca? Uhm!

DUCKY: Sì, proprio lui…poi, il grande Leonardo da Vinci, Benvenuto Cellini, già citato da te, Chaikowski, Brahms, Il grande Giulio Cesare, Marco Aurelio, …e sssst…papa Giulio II, Fidia, Epaminonda, Minosse, Goethe, Molière, Vittorio Alfieri, e ah, mannaggia…casanova, Enrico III, Eduardo II, Guglielmo II, Guglielmo III, Federico il Grande e suo fratello Enrico, i…mannaggia, papi Paolo II. Sisto IV e tanti altri…Marò, mi manca il fiato, Annamaria, lasciami prendere fiato…mi fischiano le orecchie, credimi.
Certamente, alcuni lettori, si saranno scandalizzati nel leggere questi nomi, e qui sta il dramma dell’omosessualità: ancora ci scandalizziamo…e passeranno molti secoli prima che si resti indifferenti dinanzi a un omosessuale.

Enzo