OMOSESSUALI CELEBRI – A.M. intervista Ducky –

– Incredibile!
– Eppure…!
(Annamaria intervista Ducky)


Annamaria : Ducky, hai preso il caffè, ti sei rilassato…allora, cominciamo?

DUCKY: Vuoi dire, “ci siamo” rilassati e rinfrancati con il caffè…sono
alla tua mercè. Però, birbantella, hai scelto un argomento piuttosto
“pepato”.

Annamaria: Eh, sì…perché recentemente ho letto su un giornale il caso di un omosessuale ucciso dal figlio del suo amante, che giudicava questa relazione immorale e vergognosa.

DUCKY: Ancora siamo a questo punto, e ci vorranno dei secoli prima che
gli eterosessuali, cioè noi normali accettiamo l’inversione
sessuale. Molti omosessuali non sono capiti dalla famiglia e non
solo dalla famiglia. E’ mille volte preferibile un invertito sessuale
dichiarato che uno che si trincera dietro tante ipocrisie e falsi
moralismi, perché quest’ultimo odia le persone normali, maschi e
femmine, e potendo, farà loro del male, a seconda del posto
sociale che occupa.

Annamaria: Ma nei secoli passati e in certi paesi era considerato diversamente l’omosessuale…non è così?

DUCKY: Negli antichi codici ittiti, caldei, babilonesi ed ebraici non
venivano condannati i rapporti omosessuali.

Annamaria: Ecco, vedi…!

DUCKY Pensa un po’ che nell’epoca di Gilgamesh, insomma andiamo
indietro nel tempo di 30 secoli fa – cioè 3000 a.C. – chi era
dichiarato omosessuale non destava alcuno scandalo o preoccupazione.

Annamaria: Poi le cose cambiano, come disse quel poeta latino, Orazio…”carpe diem”

DUCKY: Le cose cambiano e furono cavoli amarissimi per gli omosessuali. La condanna di ogni rapporto omosex ebbe origine nella storia ebraica…

Annamaria: Ma guarda questi Ebrei dell’antichità…ma Ducky potevano farsi i …fatti loro…

DUCKY: Non scherzare, … siamo ancora a tanti secoli fa …si tratta di sette secoli a. C. Ma fino a quel secolo, i rapporti orogenitali …

Annamaria: …e qui l’oro non centra un bel niente…!

DUCKY: Lo credo anch’io… e le attività omosessuali erano associati a cerimonie religiose in tutta le zone medio orientali. I “maschietti“ omosessuali si “prestavano” prostituendosi in un tempio, chiamato Kadesh, e spesso facevano parte del gruppo religioso ebraico. I codici sessuali ebraici, questo modo di comportarsi, furono adottati dai seguaci del cristianesimo, tra i quali San Paolo, il quale era cresciuto nella tradizione ebraica, Sicché il codice morale cristiano è una copia quasi identica del più antico ebraico.
E per completezza di argomento devo dire anche che il codice ittita però proibiva l’omosessualità maschile, mentre non si interessava dei rapporti lesbici. Nella Bibbia è soltanto l’omosessualità maschile a essere duramente condannata, mentre quella femminile non viene considerata. Le pene prevedevano la morte dell’omosessuale.

Annamaria: Oh, poverini…però Ducky so che alcuni personaggi famosi erano omosessuali… Sofocle, Oscar Wilde, Benvenuto Cellini…

DUCKY: Molti, molti, tantissimi…omosessuali celebri ce ne sono stati , ma ciò non significa che l’omosessualità apra le menti delle persone, o che essi siano sempre, come dice Dante, letterati e degni di massimo rispetto. Vuoi che te ne faccio una sfilza di quelli che hanno fatto la storia, le arti, le scienze, la cultura: Eccoli:
Socrate, che tu hai citato, Platone, Sofocle, Kiekegaard, Virgilio, Pindaro, Alessandro Magno, Cesare Augusto, Byron, Shakespeare Andersen, Verlaine, Rimbaud, Oscar Wilde, Gide, Condé, Lorrain, Proust, Lorca…

Annamaria: Garcia Lorca? Uhm!

DUCKY: Sì, proprio lui…poi, il grande Leonardo da Vinci, Benvenuto Cellini, già citato da te, Chaikowski, Brahms, Il grande Giulio Cesare, Marco Aurelio, …e sssst…papa Giulio II, Fidia, Epaminonda, Minosse, Goethe, Molière, Vittorio Alfieri, e ah, mannaggia…casanova, Enrico III, Eduardo II, Guglielmo II, Guglielmo III, Federico il Grande e suo fratello Enrico, i…mannaggia, papi Paolo II. Sisto IV e tanti altri…Marò, mi manca il fiato, Annamaria, lasciami prendere fiato…mi fischiano le orecchie, credimi.

Certamente, alcuni lettori, si saranno scandalizzati nel leggere questi nomi, e qui sta il dramma dell’omosessualità: ancora ci scandalizziamo…e passeranno molti secoli prima che si resti indifferenti dinanzi a un omosessuale.

Enzo & Annamaria (articolo scritto 11/05/2010)

ATTO D’AMORE

Estate, l’opprimente estate è sparita.
La mente fannullona giocherella coi ricordi,
si sofferma alle emozioni, alla noia, all’ afa imperterrita,
alle notti con i sublimi chiari di luna,
e al luccicare in coro delle stelle.

E’ notte.
Il fresco comincia a pungere.
Raccolto con calma nel giubbotto,
ammiro lassù il mosaico immenso:
una notte di mezza luna,
un buio ricamato da stelle tremolanti.

Io…
Io penso…
Io penso a Dio.

Frugo nel dipinto due Stelle, le più lucenti;
quella su di là, splendente, eccome;
cala giù, lenta lenta,
fin sotto l’albero di arance e si posa lì.
Strano, ma le stelle non si muovono,
chiudo gli occhi, li riapro la Stella troneggia sospesa nel vuoto,
sotto i rami immobile in mezzo alla radura nel suo splendore.
E la radura, nel sipario fiabesco, s’illumina:

ed io penso… penso sempre a Dio.

Come per incanto
da lassù prende a viaggiare un’altra Stella, placida e sicura,
cala e si ferma infine sotto l’albero di arance;
Più in là, a sinistra,
pulsa, oscilla, impaziente,
la prima ondeggia, oscilla, freme,
la circonda nei suoi flessuosi giri,
poi s’accosta, la lambisce:
l’improvviso bagliore agguanta l’albero di arance col massimo splendore…
poi d’improvviso sparisce.
Appare il silenzio,
il vento si leva frusciando,
le foglie sussultano, poi tremano, si dimenano coi rami, impazzite;
raffiche rabbiose schiaffeggiano l’albero di arance,
che si dimena sotto l’urlo del vento impetuoso e…
sussultando con l’ultima raffica…s’acquieta
per ricomporre le placide carezze del Silenzio.
e le naturali fattezze alla radura:

E penso…continuo a pensare a Dio.

Apro gli occhi: “Oh, che c’è?”
“Signore, scusi, deve salire? E’ l’ultimo bus!”
Ringrazio farfugliando.., mi siedo e riprendo a pensare:
l’Albero di arance, le due Stelle…il grande bagliore,
il Vento… e la Delizia che scuoteva le foglie.”

E penso…penso a Lei,
a quell’istante in cui,
in una notte piena di stelle,
m’incantò col suo sorriso.

VINCENZO LIBERALE

Annamaria… a dopo

AMORE, FOLLIA E…MORALE

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Ducky    Mettiamoci al lavoro, Enzo. E’ da un po’ che non trattiamo la letteratura a spicchi: aforismi, citazioni, massime, eccetera. Però, prima di cominciare, ci gustiamo prima il caffè.

Enzo e Ducky prendono il  caffè.

Ducky    Morale o moralità. Definiamola, oh scusa,  è meglio se la definisci tu.

Enzo     Ascolta, Duc, lasciamo stare gli aforismi. Parliamo di cose molto serie.  

Ducky     Dimmi.

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Enzo       Ho sentito due terribili notizie…una madre uccide accoltellate i suoi tre figli; un ragazzo di 17 anni uccide con pugni e calci la sua ragazza di cui era geloso,,, poi si procura della benzina, gliela cosparge addosso e le dà fuoco.

Ducky    Ho sentito anch’ io…Una cosa orribile.

Enzo     Faccio una fatica a comprendere. Lei, mamma, sta crescendo tre figli; il marito si “mette” con un’altra donna: un dramma per una madre… sola…che, presa dalla disperazione ammazza i suoi tre figli.

Ducky    Lei li amava i figli e si è trovata improvvisamente sola a crescere e sopravvivere alla improvvisa spaventosa realtà. Cosa fa?

Enzo     …li ammazza. Ora mi chiedo “non li amava più?” “li amava ancora” quando commetteva l’insano gesto?”. Tu come la vedi, Duc?

Ducky    Credo che amasse i figli, ma la disperazione di trovarsi a crescere tre figli, ripeto, da sola, l’ha sopraffatta. Non ha resistito.

Enzo     Ma scusa, poteva chiedere aiuto in giro, al Comune, a Enti di assistenza….alla Croce rossa…insomma a Enti istituzionali…anche alla Chiesa di appartenenza, contattare una Tv di Stato o anche privata; avrebbe ricevuto certamente degli aiuti in qualche modo…Mi chiedo come si fa ad amare  tre bambini, figli suoi, togliendo loro la vita? Io so di una madre che, sola, dico sola, ha cresciuto ben sei figli: il marito se n’era andato oltreoceano. Tu mi obbietterai…ma non tutte le madri sono uguali.

Ducky    Io credo che amasse i suoi bambini.

Enzo     Io invece credo che l’amore verso il marito…si era tramutato in odio feroce e allora nella sua mente è scattato un meccanismo che ha cancellato la sua morale. La follia le ordinava: “Tu, compagno, cioè il marito, hai distrutto la mia vita e anche quella dei tuoi figli e io ti priverò di loro: uccidendoli! Parole di una drammaticità immensa

Ducky    La condanno? Non la condanno? Ho i miei dubbi. Quando mi chiedo… l’odio verso il marito lei lo poteva separare dal sentimento d’amore verso i suoi tre pargoletti? Quella madre non ha separato nulla, a mio giudizio: non ha fatto altro che odiare il compagno e uccidere i figli. E che dire del ragazzo 17enne che ha ammazzato e poi dato alle fiamme la sua ragazza per gelosia?

Enzo     Duc, in Campania c’è un detto “’o cerviello è comme a nu sfuoglio ‘e cipolle”…

Ducky    Traduci, Gemè!

Enzo     “Il cervello umano è come una lamina sottilissima.” Significa che è di una fragilità e di una delicatezza incommensurabile.  E se le emozioni diventano insopportabili il cervello non regge più  i dolori e le pene e sopravvengono gli atti estremi. E gli autori di gesti letali perdono il senso della morale. Cosa che tu forse ignori.

Ducky    Coosa? Non hai preso la pillola, stamattina? Non cominciare. Lo so, cosa significa morale…fare la morale e via discorrendo.

Enzo     Che cavolo c’entra fare la morale? Ci facciamo conoscere con queste tue uscite da profano…Io parlo della “morale” o del “giudizio morale” secondo cui un’azione, una condotta, un comportamento è ritenuto buono o cattivo, secondo un modello accettato da un gruppo sociale. Io a te farei la morale, con queste figure che facciamo con le nostre Ciucciottine, leggiadre come sempre.

Ducky    Eh non esagerare, che figure e figure…non succederà nulla, vedrai.

Enzo     Questo lo dici tu, potrebbero diminuire il sentimento, potremmo diventare antipatici, meno attraenti, meno simpatici. Si salverebbe solo la nostra sorellina, Duckina, che ci parla in continuazione dello Spirito Celeste.

Ducky    Enzo, senti questa “La moralità delle donne è quasi sempre fondata su principi arbitrari. Jacob Grimm.

Enzo     Si capisce, ogni individuo ne ha una propria e…spesso, diceva Napoleone, è il passaporto della maldicenza. Continua, Alter Ego!

Ducky    Naso, questa è bella “Se il naso di Cleopatra  fosse stato più corto, tutta la faccia della terra sarebbe stata cambiata. Balise Pascal…

Enzo … e se fosse stato più lungo, la storia sarebbe stata diversa. Il significato, in entrambi i casi, è uno solo: pensa che Cleopatra, naso corto o naso lungo, usava spesso “sciasciarsi” in modo  per niente morale.

Ducky    In che senso, scusa?

Enzo     Nel senso che le piaceva troppo “distendersi e aprirsi”.

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Ducky    E dimmi, quante volte si è “sciasciata” che tu sappia?

Enzo     Sposò il fratello Tolomeo XIII, sposò un  altro fratello Tolomeo XIV, poi con Giulio Cesare e Marcantonio.

Ducky    Che sciasciatrice…allora io potrei considerarmi uno sciasciatore. E tu?

Enzo     Ecco ecco, tu hai qualche cellula che ti gira al contrario nella capoccia. Per tua norma io mi considero  un dreamlover.  Ora, se non ti dispiace, prosegui con la lettura e rispetti la punteggiatura.

Ducky    Sfotti, sfotti…io ti criticherò con le Ciucciottine. Ti farò “un bel servizio”. Natura, parla della natura…riferito alle donne, naturalmente. Leggo: “la donna ha ricevuto dalla natura le attrattive di una sirena e i deliri di una furia.”  Francesco Bacone.

Enzo     Wow, meriterebbe di essere chiamato Don Francesco Bacone, giudizio che condivido in toto. Tu forse non lo sai, ma io ho avuto occasione di sentire OB…lei non parlava…ruggiva…roteava le parole come se avesse avuto un mattarello in mano. Devo però riconoscere che non erano tempi normali.

Ducky    Sant’Agostino “La necessità non ha legge.

Enzo     Eh già. In caso di necessità si fa di tutto per soddisfare i bisogni primari e altre esigente vitali.

Ducky    NO E SI’, Enzo, chiudiamo con questi due monosillabi. Miguel de Cervantes scrisse: “Tra il SI’ e il NO della donna non mi azzarderei a mettere uno spillo.

Enzo     Nemmeno io mi azzarderei, perché queste due piccole e semplici parole in bocca alle donne assumono una molteplicità di significati.

Ducky    Non mi crederai, ma ho capito perfettamente…modestia a parte una folta esperienza femminile ce l’ha anche il sottoscritto. Questi SI e NO mi incuriosiscono, mi stuzzicano. Senti, Prof, “NO” non è una particella negativa sulle labbra..come mi piace questa parola, facci caso, le labbra si toccano quando si pronuncia questa parola.

Enzo     L a…bbra, è vero, te possino…

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Ducky    …non lo dire, lo dico io, che mi possa sognare due labbra sensuali, color fragole mature.

Enzo     Io invece vorrei sognare di stare a imboccare due labbra di una bocca color ciliegie mature.

Ducky    Ci mancava solo il lato comico: sembriamo due fruttivendoli d’amore con desideri…primaverili. Il primo incontro di una donna, e sto pensando a una in particolare…

Enzo     La conosco?

Ducky    Forse, ma non rivelerò mai chi è.

Enzo     E io non ti rivelerò il nome della mia…così ti faccio soffrire. Comunque, leggi!

Ducky    Il primo pensiero di una donna è quasi sempre dire sì; il suo primo movimento dice sempre no.

Enzo     Strategie, si deve pur difendere…per poi cedere.

Ducky    Questo aforisma è di una verità assoluta. “La donna innamorata dice sempre sì; la capricciosa si e no. La civetta: né sì né no.”

Enzo     Concludo io, psicolabile, “la donna che dice “no”, ama talvolta più di quella che dice “si”. Cos’ disse Xavier de Stahl.

Ducky    …che tradotti nome e cognome significano “Saverio dint’a a stalla.

Enzo     Vai via, sciagurato, anzi a dir la verità sei più comico che sciagurato. Ormai mi sono rassegnato! Stasera offrirai tu e pagherai tu, il tutto: prenota tre, dico tre capricciose, tre birre, e tre limoncelli con caffè finale.

Ducky    Scusa, tre pizze? E la terza di chi è?

Enzo     …e’ per una Ciucciottina misteriosa…una sopresa,  piacerà anche a te, vedrai.

Ducky    Signorsì, come Vostra Eccellenza comanda!

O.B porta da bere… 

ENZO & ANNAMARIA

 

 

UN EDEN VISSUTO SOLO IN PARTE

Una delle tante poesie scritte da Enzo…in attesa di pubblicarne una nuova, molto presto.

In bocca al lupo caro amico (sei una roccia!) e collaboratore, prezioso!!

  

Passeggiavamo al limite di un precipizio
La luce ribolliva in fondo, in sinergia
Con palpiti silenziosi e improvvisi
Di entrambi i cuori
Osavo spingerti di spalla
Verso un firmamento rosa
Ma
Scivolasti giù nel precipizio
Tesi la mano per evitarti il vuoto
Il mio braccio poderoso
E la mia mano prodiga di carezze e fremiti
Ti sorreggevano all’ insegna della speranza
Al pari della fiamma di una scarna candela
Che tenta  di sconfiggere le ombre
Con insolito coraggio:
e fu un inutile amore, un amore sconfitto
sicché la mia pelle risuona ancora
col calore, il silenzio e la magia
di un Eden vissuto solo in parte.

Vincenzo Liberale

QUANDO I BRUTTI PENSIERI CI ASSILLANO

di Enzo e Ducky

Enzo: I pensieri…Duc, i pensieri…

Ducky: Che hai prof? Io non riesco a prendere sonno da un po’ di tempo. Ma tu stanotte sbuffavi…soffiavi.

Enzo : Con una folla di persone assalivamo una banca… io picchiavo con un randello il direttore. Improvvisamente è arrivata la polizia; mi hanno ammanettato e spinto sul cellulare; un poliziotto mi ripeteva “ti farai 30 anni di galera”…poi mi sono svegliato e ho sentito una specie di crampo alla gamba destra.

Ducky: Era il calcetto che ti ho dato.

Enzo: La sensazione di paura…che pensieri! Non farlo più però.

Ducky: Eh…timori…pensieri, te ne potevi fregare!

Enzo: I pensieri quando vengono vengono. Sono come chiodi ficcati in testa. Ti vengono i pensieri di ogni specie, specialmente quelli brutti. Ne vogliamo disquisire, Duc?

Ducky: Caspita, hai scelto proprio un bell’ argomento. Comunque, ok. Lo faccio perché sono il tuo Alter-Ego.

Enzo: “Non sono come dovrei essere”, “Gli altri sono meglio di me”, “Faccio solo errori”, quante volte immaginiamo e la mente sembra bloccata su pensieri negativi.

Ducky: Diciamo spesso così.
Enzo: Ciò però non ci aiuta a migliorare, anzi.

Ducky: Gli psicologi cosa dicono?

Enzo: Ci mettono in guardia: dicono che questi pensieri, che loro chiamano “disfunzionali”, sono velenosi per la nostra mente. A volte diciamo “tanto non c’è soluzione” , “ è’ inutile andare avanti”. Queste frasi sono pericolose e autolesionistiche.

Ducky: E allora?

Enzo: Non bisogna dirle, perché generiamo pensieri rigidi, alcuni dei quali sono pericolosamente “tossici” per la nostra stabilità mentale. Secondo la dottssa Sabrina Cattaneo, psicoterapeuta comportamentale ecco i 10 pensieri TOSSICI:

01- Paragoni continui
“Il mio vicino di casa ha un auto lussuosa e fa vacanze da sogno mentre io no”. Paragonarci agli altri, sentendoci inferiori, invidiosi o perdenti, fa male e non serve a nulla. Con il tempo questi paragoni possono influenzare portandoci alla depressione.

02- Catastrofizzare
Consiste nel pensare che un evento avrà conseguenze ben più gravi di quelli reali. Vostro figlio incespica e si sbuccia un ginocchio e voi vi angosciate: Oh Dio, esce del sangue, ci puo’ essere l’infezione…si può anche morire. Esagerare eventi negativi porta tristezza, ansia e disperazione.

03- Personalizzare
E’ la tendenza a pensare che da noi dipende ogni insuccesso. O che siamo sempre al centro dell’attenzione. Esempio: Stamattina Stefano non mi ha salutato. Sicuramente ce l’ha con me. Significa che tendiamo a prenderci la responsabilità di tutto, stando male inutilmente prendendoci il senso di colpa.

04-Tendenza a giudicarci troppo rigidamente
Significa che recriminiamo su troppi errori o mancanze. A volte poi ci poniamo regole troppo ferree, ad esempio: “Devo comportarmi bene ed essere sempre approvato dagli altri altrimenti sono un incapace”.

05- Generalizzare
Avviene quando arriviamo a conclusioni generali in modo arbitrario. Ce l’hanno tutti con me; le donne sono tutte uguali. Evitiamo di generalizzare^.

06- Denigriamo sempre
Parliamo male avendo scarsa autostima di noi stessi o di altre persone dicendo “I miei collaboratori sono tutti incompetenti.” Per alcuni (Alfred-Eldy) è impossibile vivere senza criticare gli altri: questo pero’ è un segno di malessere visto che la critica implica insoddisfazione.

07- Non considerare i nostri pregi
E’ un errore non vedere i nostri pregi o sminuirli. E’ sbagliato dire: “Sì, abbiamo vinto ma gli avversari erano delle schiappe.

08 – Ragionamento emotivo
Crediamo che qualcosa sia vero solo perché “sentiamo una emozione”, ignorando le evidenze cioè il fatto positivo.

09 – Pensiamo in negativo su un avvenimento certo
Alla conferenza mi impappinerò e non riuscirò a parlare. Ad un incontro di tennis mi lamento dicendo: “Sicuramente perderò l’incontro, assumendo un atteggiamento insicuro in partenza. Certamente però gli intelligenti hanno più strumenti psichici e questo è un punto a loro favore: ricordate questo suggerimento: quando si comprende meglio il problema, la soluzione è più facile.

Ducky: Madonna santa, Prof Enzo, ma non bisogna estremizzare; se uno ha tutti questi pensieri “TOSSICI” deve fissare un appuntamento con uno psicologo…ha bisogno di cure…ti sembra?

Enzo: Sembra anche a me. Forse in qualche social di tua conoscenza è presente qualche “tipo” o “tipa” bisognoso di qualche terapia. L’interrogarsi, il voler capire, l’approfondire possono portare a non chiudere mai il ragionamento. Secondo lo psicologo americano Daniel Coleman, che suggerisce di concentrarci sulle emozioni, evitando la rigidità dei pensieri analitici e razionali che ci impediscono di guardare ai problemi da punti di vista alternativi.
Quando infatti pensiamo in modo troppo razionale apriamo la strada alle ossessioni.

Ducky: Siamo ricchi di problemi che ci intossicano l’esistenza. Ma non tutti riescono a fronteggiarli. Quando qualcuno già attanagliato da problemi sociali viene trafitto da un lutto di una persona di ineffabile valore e sentimento umano è costretto ad un lungo tempo di penosità di lacrime. E la parola consolatrice sembra perdere consistenza. Purtroppo con la angoscia nel cuore bisogna “CONTINUARE A VIVERE” e a Te carissima Annamaria dico “porta sempre con te le gioie, le tristezze, le lacrime, le carezze e i più teneri e dolci ricordi di Tua Madre che ora ti vuol bene da Lassù.
Come io porto i miei di Mia Madre

Font: Airone

Annamaria… a dopo

AMORE E ORMONI…


Enzo, insieme all’inseparabile gemello Ducky è tornato in pista. E come poteva ricominciare se non parlando d’ammmmore? Grazie Enzo!

 

SE VI INNAMORATE I VOSTRI ORMONI COMINCIANO A LITIGARE
Siete in balia di una tempesta ormonale. La vostra testa, cioe’ il cervello, produce più ormoni. Si verificano degli effetti speciali alle pupille, alle guance, al cuore e alle c.d.
farfalle nello stomaco.

[Enzo e Ducky]

Enzo: Ti sei mai innamorato?

Ducky: Chi io?

Enzo: Sì, tu!

Ducky; A dir la verità, non mi è mai capitato.

Enzo: Sei sicuro? Forse lo eri, ma non ne eri consapevole.

Ducky: Non dire sciocchezze, se uno si innamora, lo sa e lo sente dentro di sé.
Perché mi fai queste domande?

Enzo: L’argomento è sempre di un interesse straordinario. Si tratta di cultura. E se a te non suscita alcun interesse…rischi di fare delle figuracce.

Ducky: Senti, mi fai un favore? Queste battute riservale per la tua naturale comicità, e tu sei, te lo giuro, un comico naturale perché hai del talento.

Enzo: Calmati, come sei suscettibile, non ti si può dire nulla che subito t’infiammi. Insomma, vuoi seguire e conoscere cose che non sai così ti elevi culturalmente.

Ducky: Sicché io mi elevo culturalmente? E tu ti abbassi cul-turalmente.

Enzo: No! Niente. E’ meglio che comincio la disquisizione sull’ argomento.

Ducky: Hai ragione. Sentiamo questo pezzo di cultura.

Enzo: Il primo effetto riguarda la VISTA.

Ducku: Cosa c’entrano gli occhi?

Enzo; Le pupille si dilatano a causa di un riflesso del sistema nervoso simpatico. In parole povere, il nostro sguardo diventa più attraente.

Ducky: Come il mio,,,tipo Rodolfo…aiutami a dire…

Enzo: Ah si,..Rodolfo Lavandino

Ducky: Devo ridere? Vai avanti, prof!

Enzo: Veniamo al secondo effetto, quello delle EMOZIONI. L’adrenalina, che è un ormone delle ghiandole surrenali, dilata i vasi sanguigni sulle guance, sul collo e sul décolleté. I vasi sono infatti così vicini alla superficie della pelle che questo flusso di sangue la fa arrossare.

Ducky: Questo non lo sapevo.

Enzo: E veniamo alla sudorazione. L’ormone dell’adrenalina provoca la sovraeccitazione delle ghiandole sudoripare che in poco tempo cominciano a sudare principalmente: su mani, ascelle e piedi.

DuckY: Correggimi se sbaglio. Mi stai dicendo che se m’innamoro, sudo e comincio a puzzare?

Enzo: Intanto non dovresti usare quel termine per due ragioni: primo perché l’odore della sudorazione non è poi così sgradevole; Secondo, il gradimento o il rigetto dell’odore puo’ presentarsi come una questione individuale.

Ducky: Spiegazione piuttosto chiara.

Enzo: Un altro sintomo della secrezione di adrenalina e’ l’aumento del BATTITO CARDIACO. L’effetto potrebbe essere non troppo piacevole per chi lo prova, anche perché accorcia il respiro e rende più difficoltoso il parlare. Un
accelerazione improvvisa preoccupa qualsiasi persona.

Ducky E’ capitato anche a me un paio di volte e non è una buona sensazione.

Enzo: Lo sfarfallìo dello stomaco.

Ducky: Cosa fa lo stomaco con le farfalle?

Enzo: Spiritoso, con le farfalle non fa niente. A fare le battute di spirito sei bravo; Vediamo se riesci a capire quello che ora dico. Gli ormoni sono delle sostanze prodotte da ghiandole endocrine che stimolano le attività organiche e…

Ducky: Cosa c’entrano le ghiandole con l’innamoramento?

Enzo: Mi lasci finire…di cui ti ho spiegato la funzione, fanno fluire più sangue ai muscoli e lo sottraggono all’apparato digerente. Lo spostamento di flusso sanguigno determina la tipica sensazione di formicolio allo stomaco, come se volassero le farfalle. E tu, gemello caro, non ci hai capito nulla.
Ergo, le pizze e il resto, limoncello compreso. sono tutte a carico tuo. Il profano sei tu, io sono il prof.

Sempre pizza? Che ne dite di questo piatto di farfalle? “Farfalle nello stomaco”. Buon appetito, gemè…O.B

Vincenzo Liberale

Contenuti e riferimenti
AIRONE

 

Annamaria… a dopo

 

 

QUANDO L’AMORE FA MALE



I campanelli d ‘allarme da non sottovalutare

Enzo e Ducky

Ducky: Chi dice donna…

Enzo: Eh, cosa?

Ducky: Ho detto “chi dice donna”…

Enzo: …dice danno. E con questo, cosa vuoi dire?

Ducky: …che quella là si poteva fare i ca…i cavoli suoi nell’Eden.

Enzo: Ah Eva…Le donne sono fatte così: hanno un loro modo di pensare, un loro modo di agire, di affrontare la vita; ragionano a modo loro…

Ducky: …rompono i cosìdetti a modo loro e quando “non amano” sono guai grossi.

Enzo: Il discorso si fa serio e anche complicato. Caro, Ducky la donna non vive più lo stesso ruolo di una volta; lavora, ha più contatti sociali che spesso causano forti contrasti a livello familiare. Tu, gemello caro, non sai esattamente come stanno le cose.

Ducky: Allora dimmele tu che fai tanto il saputello.

Enzo: Tu guardi solo la TV; io invece utilizzo quotidiani, settimanali, libri…insomma consulto siti di cultura…

Ducky: Secondo me ti consulti pure davanti allo specchio dell’armadio o prima di andare a dormire. Ho la sensazione che ti consulti pure se devi andare alla toilette.

Enzo: Spiritoso e …meglio che mi sto zitto. Su, facciamo, anzi trattiamo l’argomento con serietà perché la realtà è fin troppo drammatica.

Ducky: Hai ragione, scusa!

Enzo: Ti do due numeri: 11 e 59.

Ducky: Non credo che me li dai per giocarmeli al lotto…vero?

Enzo: Certo! 11 è il numero di donne vittime di femminicidio nel primo mese del 2018. Lo scorso anno le vittime sono state 72 .

Ducky: …e 59?
Enzo: 59 i casi di femminicidio in cui la donna è stata ammazzata dal proprio partner. Duc, l’amore in una coppia è indispensabile e fa vivere bene. Invece, a volte, l’amore si trasforma in un rapporto faticoso se non deleterio e produce relazioni “malate”. Può capitare in una coppia, in una famiglia e anhe in amicizie consolidate.

1522 E’ IL NUMERO TELEFONICO DI PUBBLICA UTILITA’ GESTITO DA TELEFONO ROSA CHE OFFRE UN SERVIZIO TELEFONICO MULTILINGUE SEMPRE ATTIVO RIVOLTO ALLE VITTIME DI OGNI FORMA DI VIOLENZA

Ducky: Gelosie, litigi, incomprensioni accadono, sono normali cioè il contrasto si appiana. Giusto?

Enzo: Giusto! Ma quando superano certi livelli, vuol dire che siamo di fronte a una patologia.
Viene fuori una situazione malsana di due soggetti:

– un dominato-dipendente
. e un dominante.

La dipendenza in amore e’ anche sinonimo di libertà personale. Il soggetto dipendente (quasi sempre una donna) non si sente libero di esprimere se stesso perché teme conseguenze irreparabili nelle relazione e, pur di conservarla, accetta qualunque compromesso:
un partner che gli/le controlla il cellulare, che lo/la pedina e che pretende una totale adesione alle sue esigenze. Secondo il dott. Nicola Ghezzani, psicoterapeuta, si ha il seguente schema:

DOMINATO
Il soggetto dominato soffre di bassa autostima, cioè non ha una percezione – positiva di se stesso
– cerca un partner che lo o la sottometta
– è attanagliato/a dalla paura del rifiuto da parte del partner prescelto
– il soggetto esige di essere amato indipendentemente dai sentimenti che l’altro prova
– il soggetto si comporta come un camaleonte pur di accondiscendere all’altro.

DOMINANTE
– e’ un abile seduttore
– non nutre alcuna stima dell’altro
– il soggetto si compiace di creare una dipendenza
– si compiace di esercitare un controllo ossessivo sul partner.

Ducky: Che si fa?

Enzo: Stare attenti ai seguenti segnali .

O1 – Ipocrisia: i soggetti “patologici” fingono fedeltà, rispetto e adorazione, ma in verità non provano nulla,

02 – Mentono: raccontano perennemente frottole, mischiano bugie e verità;

03 – Sono arroganti: ignorano i propri errori ma parlano di quelli altrui;

04 – Disprezzano: in modo beffardo; danno frecciate e battute, sminuiscono e ironizzano;

05 – Pretenziosità: pretendono estrema attenzione, ma non la concedono a nessuno;

06 – Instabilità: prima osannano e dopo sparlano sugli altri:

07 – Insofferenti: tendono ad annoiarsi in fretta e desiderano essere elogiati altrimenti si offendono;

08 – Esclusività: tendono a voler essere il fulcro della vita degli altri, emarginando chiunque altro; così fanno piazza pulita di amici, parenti e altri attorno alla loro “vittima”;

09 – Falsità: all’inizio si mostrano umili, poi sfoderano aggressività e intolleranza;

10- Pettegolezzo: sono velenosi e pettegoli e sparlano di chiunque capiti a tiro. Nessuno viene considerato degno di rispetto e di stima.

(da “Questo amore fa male. Come salvarsi dalle relazioni distruttive e tornare a vivere” di Jackson Mackkenzie)

Ducky: L’amore può sparire e far male anche nei rapporti tra genitori e figli? Ma come si capisce che una situazione “familiare” e’ diventata patologica?

Enzo: Ecco quattro casi di situazioni patologiche, secondo la consulenza dello psicoterapeuta e scrittore Nicola Ghezzani.

01 – Genitore che idealizza: in questa situazione il figlio diventa la protesi delle ambizioni del genitore; il figlio deve essere sempre all’altezza delle aspettative. Il figlio diventa così il ricettacolo delle frustazioni personali del genitore e delle sue aspettative andate in fumo.

02 – Genitore narcisista: è il tipo di padre che gioca a calcio con il figlio per dimostrare a se stesso e, naturalmente al figlio e al resto del mondo, quanto è bravo, o di una madre impegnata a vincere il confronto estetico con la figlia. I figli diventano così terribilmente fragili o al contrario arroganti e arrabbiati.

03 – Il genitore ansioso: è il genitore terrorizzato dall’idea che il figlio possa farsi male in senso fisico o psicologico: il padre cercherà di evitargli gli ostacoli per rendergli la vita piana e facilmente percorribile. Un figlio così crescerà con difficoltà.

04 – Genitore “abbandonico”:

Ducky: Paghi e offri tu stasera?!

Enzo: Cosa?

Ducky: Offrirai delle pizze “abbandoniche”, così forse impari a fare a meno delle parole difficili.

Enzo: Mi pento, mi scuso…e mi disobbligo e chiarisco l’aggettivo. Questo padre, nacisista ed egocentrico, è totalmente assente psicologicamente dal figlio, cioè lo abbandona e non se ne cura. Questo genitore instilla sfiducia e insicurezza nei figli, che non si sentirano mai amati e né stimati.

Ducky: Che coppia noi due: noi siamo una coppia “abbandonica” in senso gustativo, nel senso che ci abbandoniamo davanti a una “4 stagioni” con birra o coca-cola. E…prof!

Enzo: Sìii?

Ducky: Abbandonati alla cassa…e facci caso…rassomiglia tanto a OB…che scollatura…guarda… ma non guardare. Anzi, facciamo una cosa, guardiamo tutti e due.!

Enzo: No no prima io!

Ducky: Eh no, io so guardare meglio! Facciamo un’altra cosa: mentre tu paghi… io dò una sbirciatina…”.

Fonte: Airone

O.B Una sbirciatina per te, Enzo e una per il tuo gemello….

 


Vincenzo Liberale

-Annamaria… a dopo

IL REATO DI INGIURIA NON ESISTE PIU’

 

Il Reato di ingiuria non esiste più, ma le sanzioni civili permangono più care

Il reato di ingiuria non esiste più; hanno ancora effetto, però, le sanzioni civili a esso collegate. Questo ha stabilito la quinta sezione penale della Corte di Cassazione con la sentenza n. 25062/2016 del 16 giugno, che ha annullato la pena inflitta a un imputato per abrogazione del reato ma ha confermato le sanzioni economiche da rideterminarsi in sede civile.

Dunque, offendere qualcuno può costare fino  8 mila euro anche se l’ingiuria  è stata depenalizzata. La Cassazione, con la sentenza n° 25062, annulla la condanna inflitta al ricorrente  che aveva dato dell’infame alla sua ex moglie accusata di brigare per ottenere l’affidamento esclusivo della figlia.

La Suprema Corte ricorda che l’ingiuria per effetto della depenalizzazione (Dlgs 7/2016) è stata  trasformata in illecito civile. Un beneficio applicato anche alle controversie precedenti all’ entrata in vigore della norma purché non ci sia stata sentenza di condanna o un decreto irrevocabile.

Detto questo, riteniamo utile esporre un certo numero di “espressioni” valutate di recente.

FATE ATTENZIONE CHE SE LEGGETE SENTENZE  CON REATO PENALE, LEGGETE E CONSIDERATE  “ILLECITO CIVILE”.

 01– “ROMPISCATOLE” (non offensiva)

Non è offensiva la frase “siete venuti a rompere le scatole” rivolta da una professoressa a una collega, durante l’orario di lezione, davanti agli alunni. L’assoluzione in base al principio per cui “l’espressione , ormai di uso comune, è sprovvista di radici etimologiche e, banalizzata, è impoverita di significati lesivi della dignità morale o sociale degli individui (sentenza 39454/05).

02“VAFFA” (non offensiva)

Assolto un consigliere comunale che ha mandato a quel paese il vicesindaco:  “talune parole, pur rappresentative di concetti osceni o a carattere sessuale, sono diventate di uso comune e hanno perso il loro carattere offensive”. Nella stessa occasione la Corte ha però affermato che tali espressioni sono tollerate qualora vengano scambiate tra pari, confermando quanto detto nel 2003 quando per la stessa parola fu condannato un uomo di 62 anni (sentenza 27966/07 e1768/03)

03- “MI FAI SCHIFO” (offensiva)

Ribaltati i primi gradi di giudizio che avevano escluso il reato perché l’uomo che aveva rivolto la frase a una donna, utilizzando la particella pronominale “mi”,  avrebbe manifestato un’opinione soggettiva e non un’offesa. Secondo i giudici questa considerazione è un’”incongruenza” anche perché sarebbe sufficiente anteporre a qualsiasi espressione ingiuriosa la particella pronominale per evitare la condanna (sentenza 31451/07)

04- FASCISTA (offensiva)

Dare del  “fascista” al comune cittadino è offensivo, mentre se destinatario è un politico allora ci si trova di fronte a un semplice esercizio di critica ideologica. La Cassazione ha annullato la condanna di un consigliere comunale che aveva usato nei confronti del sindaco l’espressione  “fascista nel senso più deteriore della parola”: con tale termine non si fa altro “che richiamare un’ideologia e una prassi politica che è stata in passato propria di molti italiani”. Tuttavia nel caso di un comune cittadino sentirsi dare del  fascista nei termini di cui sopra è certamente offensivo perché “mira a dipingere lo stesso come arrogante e prevaricatore  (sentenza 29433/07

05- FOTT… (offensiva)

Pronunciata nei confronti di una professoressa, la parola “fottiti” è costata la condanna al preside di una  scuola che aveva così reagito nel corso di un consiglio dei docenti. “Se tollerabili in ambienti familiari o amicale – spiega la Corte – certe espressioni assumono chiaro significato dispregiativo ove adoperate in ambito lavorativo ufficiale” (sentenza 24345/05

06- FACCIA DI CAVALLO  (offensiva)

E’ reato dire “faccia di cavallo” alla dirimpettaia durante un litigio. La Cassazione ha spiegato che correttamente “il giudice di pace ha ritenuto sussistenti gli estremi del reato dato che la frase, rivolta per di più a una signora, con enfatizzazione caricaturale delle caratteristiche del volto, ha contenuto di offesa e di dileggio” (sentenza 38079/05)

07- RACCOMANDATO (offensiva)

E’ stato condannato per ingiuria il negoziante che aveva apostrofato con le parole “raccomandato, raccomandato, tu la legge non la conosci, te la insegno io, vai via, vai a scuola” il vigile urbano che lo stava rimproverando per essersi rifiutato di cambiare a un cliente una banconota da  20 euro  per un acquisto minimo (sentenza 37455/05)

08- SCEMO  (offensiva)

Vietato dire “sei scemo”  a un’altra persona. Il rischio, oltre la condanna penale per ingiuria, è che il giudice riconosca anche un danno morale da risarcire. Gli “Ermellini” (giudici) hanno infatti dichiarato inammissibile il reclamo confermando l’offensività della frase e hanno, invece, accolto  il ricorso della parte lesa  che aveva chiesto i danni morali (sentenza 24893/05)

09- NON CAPISCI UN C… (offensiva)

“Pur se di uso comune in ambienti di scarsa educazione sociale e quindi espressione di maleducazione diffusa, ha indubbiamente una capacità offensiva del prestigio e della dignità”. Con questa  motivazione la Suprema corte ha condannato un ufficiale dell’aeronautica che aveva insultato un sottoposto (sentenza 19686/01)

10- FATTI I C… TUOI  (non offensiva)

Assolta una donna che aveva “invitato” , per iscritto peraltro, l’ex marito, che aveva maldigerito la separazione, a lasciarla in pace. Non solo. La Cassazione, viceversa, ha condannato l’uomo per i toni ingiuriosi delle cartoline – peraltro listate a lutto – di risposta inviate dalla villeggiatura (sentenza 2695/06)

11- PSICOPATICO  (offensiva)

Condanna definitiva per l’uomo  che nel corso di una lite di condominio per un parcheggio ha apostrofato la vicina con la frase  “sei una psicopatica”. Per non aver tenuto a freno la lingua, l’uomo è stato inoltre condannato a risarcire la vicina ingiuriata con 1.500 euro (sentenza 39006/04) – Con l’attuale normativa la sanzione è molto più “pesante”.

12- BAMBINO  (offensiva)

E’ reato dare del “bambino” al priprio capo, specialmente se le parole sono rivolte da un maresciallo dei carabinieri a un sottotenente. La frase “ho 35 anni di servizio e devo essere comandato da un bambio”  è offensiva perché, riferita in un contesto polemico e di insofferenza dell’altrui posizione, lede la personalità morale del destinatario  (sentenza 25084)

13- STR…   (offensiva)

“Dì a tuo marito che quelli che vanno a piangee dalla mamma sono stronzi”. La Corte di cassazione ha escluso l’ingiuria, ma non la diffamazione, per l’ufficiale che, in presenza di più persone, si era rivolto alla moglie di un subordinato, al momento assente, con la frase riportata (sentenza (9549/00)

14- SPORCO NEGRO  (offensiva)

Indica un atteggiamento finalizzato alla discriminazione dell’odio etnico o razziale e per questo perseguibile. La Cassazione ha confermato la condanna a un uomo di 60 anni che ha detto  “via di qua, sporca negra” a una bambina di 6 anni in un luogo pubblico.  “Il riferimento gratuito al pigmento delloffeso assumr significato intrinsecamente discriminatorio”. Tale espressione, aggiunge la Cassazione, “non ha equivalenti: non risulta infatti adottata in Occidente l’espressione “porco Giallo”, né in Africa o in Cina “sporco Bianco”  (sentenza 9381/06)

Gentili lettori, vi ricordo di nuovo che l’INGIURIA  non è più penalmente perseguibile ma e’ sanzionabile civilmente in modo molto  “molto più pesanti”.

Nella speranza di aver chiarito delle note utili, vi lascio alle vostre riflessioni.

Vincenzo Liberale

Fonte:

Il sole 24 ore

Annamaria

IL SENSO DEL PUDORE…DI TANTO TEMPO FA?

 

 

Sentimento di vergogna, di disagio per tutto ciò che appare moralmente sconveniente, specie per tutto ciò che concerne il sesso e la sessualità

(Enzo e Ducky)

Ducky:        La farfallina, Enzo!

Enzo: Duc,  calma,  andiamo a disquisire…

Ducky:        Fermo, prof,  il lupo perde il pelo e tu non ti  togli il vizio di usare parole inconsuete.

Enzo: …per il “disquisire? Eh come la fai lunga…lo sanno tutti  il significato.

Ducky:        Qua se c’è qualcuno che la fa lunga sei tu. Non ti allargare troppo con quelle parole  altolocate – tipo rottorico  ratterica –  o come cavolo si chiama…

Enzo: Si dice “retorica”.  Ok, scusa,  non faccio storie, però se mi capita dò la spiegazione. Ora che ci siamo chiariti…partiamo sì ma su che cosa  esponiamo?

Ducky:        …del sentimento del “pudore”. Che ne dici?

Enzo: Che ne dico? Argomento frizzante, interessante e delicato; c’è tanto da dire. Tu ed io e tante persone assistono a scene spudorate.

Ducky:        Ti riferisci a scene di sbaciucchiamenti, toccate, carezze e anche spudoratezze moralmente inaccettabili.

Enzo: Ne ho viste tante e se ne vedono ancora. Ora ti racconto l’ennesimo episodio avvenuto a Londra. A bordo di un autobus,una coppia, in pieno giorno,  non si tratta di normali carezze, toccamenti di media routine,  sta facendo sesso su un sedile in mezzo ai passeggeri allibiti.

 

O.B            Sono andata a cercare la notizia e visto la viralità con cui si condividono queste notizie (filmate) mi pare un bombardamento disinibito pubblico dell’io di chi non prova timore e vergogna ad esporsi. Da perfetta “pudorata” dico che viviamo un’epoca, cari Enzo e Ducky , in cui siamo sotto l’effetto dei reality inchiodati allo schema dell’effetto “grande fratello.Tutti lì a vedere cosa accade . Non discorsi filosofici e culturali interessanti, ma…culi e tette sotto la doccia , pettorali, baci e sesso, magari nell’armadio. E cosi finiscono tutti per volere la vetrina , essere protagonisti mandando bellamente a quel paese il pudore..

 

Ducky:        Uh, quando è troppo è troppo.

Enzo: Questa scena di ordinaria follia è stata immortalata da un video, divenuto virale a gennaio.  Non sappiamo se i protagonisti fossero ubriachi   o sotto l’effetto di stupefacenti, ma certamente una situazione di questo genere fa scalpore persino in una società senza quasi più tabù come la nostra.  Il pudore verso ciò che è normalmente privato e intimo, infatti, resiste ancora:  la maggior parte di noi non farebbe mai sesso nel bel mezzo di un autobus per il semplice senso di imbarazzo e vergogna, prima ancora che per non infrangere la legge. Il pudore è una sorta di protezione psicologica volta a difendere se stessi, spiega ad Airone  Francesca Fiore, psicoterapeuta e docente presso la Sigmund Freud University di Milano.

Ducky:        Eh!

Enzo: Che vuoi significare con questo “eh”?

Ducky:        Vuol dire “Sì”…va bene, ho capito!

Enzo: A me sembra più un belato di pecora. Duc, lasciamo perdere e proseguiamo. Vado avanti!

Ducky:        E io ti vengo dietro…”buona questa, me la devo scrivere”.

 

Enzo: Veramente “buona”,  speriamo che OB non se la prenda, a volte sembra pudorata.

O.B Enzo, c’è un proverbio che dice : “Quanto è bello il pudore! Vale molto e non costa nulla.”

Ducky:        Tu dici…troppo pudore? Attenzione,  Gemè, quella è capace di comparire qui con la padella in mano. Ssst, continua con la disqui…insomma hai capito.

O.B               Giusto Duckyno, pronta! Stavolta con il calderone di bronzo…senza pudore.

Enzo: Questa emozione che protegge la nostra intimità non riguarda solo la sessualità:  anche la sola esposizione della nostra nudità, che generalmente concediamo solo a chi ci è più intimo, è oggetto di pudore.

Ducky:        Il motivo quale sarebbe?

Enzo: Ha comunque in qualche modo a che fare con l’erotismo, spiegano gli studiosi. L’antropologo inglese Desmond Morris -autore del trattato La Scimmia Nuda, spiega: “Negli altri animali i genitali sono in genere nascosti, poco visibili. E così  era anche nell’uomo, fino a quando non adottò la posizione eretta. Da allora i suoi genitali divennero visibili.  Così fu impossibile avvicinare un altro individuo senza fare una “dichiarazione” di identità sessuale”.

 

Ducky:        Chiaro, camminando a 4 zampe non si vede niente, a 2 zampe, cioè in posizione eretta, i tesori di famiglia si vedono.

Enzo: Detto nel linguaggio tuo è così. Insomma, per mitigare la forza di questi segnali i maschietti cominciarono a coprirsi con un perizoma. Duc, ora ti dico una cosa importante.  L’uomo iniziò a vestirsi per ridurre l’intensità dell’esibizione sessuale, ma così facendo gettò le basi per creare qualcosa di nuovo:  da un lato il pudore, dall’altro l’erotismo. Coprendosi, infatti,la carica erotica cresceva quando il perizoma veniva tolto.

Ducky:        Ti riferisci all’antichità, e ora quanto appare il senso del pudore?

Enzo: Quando nasce? Molto dipende da come siamo cresciuti. Il pudore si sviluppa nel momento in cui  cominciano i confronti sociali, attorno ai 4 o 5 anni e si intensifica con la pubertà.  Il pudore emerge quando il bimbo studia l’atteggiamento dei grandi nella loro sfera di intimità e , quindi imitandoli adotta le stesse strategie.  Crescendo infatti alcuni ragazzi mostrano un eccesso di pudore che sfocia nella vergogna per il proprio corpo. Come hanno scritto Loredana Cirillo e  Matteo Lancini. Secondo altri studiosi statunitensi (Michigan -Usa)  i ragazzi con minore autostima tendono infatti  a reagire in modo più aggressivo quando provano vergogna. Le situazioni fonte di vergogna costituiscono una minaccia all’io dei soggetti narcisisti immaturi e l’aggressività tende a essere una forma di difesa.

Ducky:        E allora cosa si consiglia ai genitori?

Enzo: I genitori devono fare più attenzione a non instillare nei giovanissimi un eccessivo senso del pudore  o della vergogna connessi al corpo:  potrebbe essere causa di disagio nella vita adulta e di coppia.

Ducky:        Sono d’accordo. Il troppo storpia..quanto è troppo è troppo.

Enzo: Certo, mostrare la vergogna può essere imbarazzante, ma poco possiamo fare per controllare questi segnali fisici.  La migliore soluzione è quindi accettarli come un segnale della nostra sensibilità. Del resto uno studio dell’Università della California (Usa) ha dimostrato che chi arrossisce facilmente è più incline alla generosità.

Ducky:        E sai perché, questo lo dico io, chi mostra i propri sentimenti è più empatico.

Enzo:          Io invece sono empatico e anche simpatico.

Ducky:        A dire la verità, tu sei solo simpatico.

Enzo; Però, gemè, diciamoci la verità, siamo una coppia “liberale”.

Ducky:        Ma io sono più “liberale” di te.

Enzo: Ricominciamo?  Qui rischiamo il ricovero!

Fonte: Airone

Vincenzo Liberale

Annamaria… a dopo

PERCHE’ CI DIAMO TANTE ARIE?


Chi ha un’opinione troppo alta di se stesso risulta arrogante e sgradevole.

[Enzo e Ducky]

Enzo: Non ti offendere, Duc…

Ducky: Perché mi dovrei offendere?

Enzo: Dai, ammettilo, t’infiammi subito.

Ducky: Io?

Enzo: Sì, tu!

Ducky: Devo ridere o incazzarmi?

Enzo: Ecco, vedi, la parolaccia…?

Ducky: Mi è scappata….mi dici perché fai tanto il prof. Io e te non siamo tanto uguali. Ma poi che c’entra la parolaccia? Non è che con tutto questo discorssetto vuoi riferirti a qualche altra cosa eh, prof. Ormai sei un libro aperto per me. Avanti, cosa c’è?

Enzo: Anch’io ti conosco, anzi ci conosciamo “benissimo”, ma tu non ti accorgi subito che mi diverto a stuzzicarti e tu ci caschi sempre.

Ducky: A volte siamo agli antipodi, , cioè tanto diversi, altre volte, mettiamo in azione il nostr bagaglio di virtù e difetti. Ora basta, che ti frulla nella capoccia?

Enzo: Parliamo dell’altezzosità…

Ducky: …delle persone alte, ne ho conosciute tante anche in alcune chat.

Enzo: Altezzose, Duc, presuntuose, arroganti, che hanno della boria…e non quelle solo alte.

Ducky: Ho capito…quella che soffia a Trieste?!

Enzo: Non fare il comico…sto parlando della “boria” e non della bora…che è un vento impetuoso e gelido. Siamo seri, trattiamo dei tipi altezzosi, arroganti, spocchiosi “che si danno tante arie”, tipi che si atteggiano, e ce ne sono, come se avessero inghiottito un manico di scopa e si considerano alteri, tracotanti e…

Ducky: Basta, prof…mi fischiano le orecchie: ho capito. I lettori ti piglieranno per chiacchierone. Cominciamo, piuttosto,. e facciamoci capire soprattutto.

Enzo: Bene! Non ci crederai ma sono tanti. Molti di più di quanto credi. A volte si riconoscono immediatamente perché sono così pieni di sé da non poter passare inosservati, altri invece, si camuffano e, solo dopo una conoscenza più approfondita, mostrano la loro vera identità. Sono coloro che “soffrono di eccesso di autostima”: quelli che ne sanno sempre più degli altri, qualunque sia l’argomento in questione, che non sbagliano mai e che giudicano dall’ alto, da un pulpito che li erge al di sopra dei comuni mortali.

Ducky: Straordinaria l’esposizione, ti darei un calcio nel sedere, vorrei tanto esprimermi così. Sai che c’è? Ti invidio!

Enzo: Non sfottere, Duc. Ascolta piuttosto! Ho parlato di “eccesso di sé”.

Ducky: Chiarisci, se no…

Enzo: Premesso che l’autostima è l’insieme dei giudizi relativi a noi stessi, chi soffre di eccesso di autostima…

Ducky: Prima hai detto eccesso di sé…ora dici eccesso di autostima…sono due cose diverse?

Enzo: Sono sinonimi, e’ la stessa cosa, sei gemello ma capatosta.
Chi soffre di autostima ha la convinzione di non fallire mai, qualunque sia l’ambito in cui si misura, come spiega Giuseppe Riva, professore ordinario di psicologia all’Università Cattolica e responsabile delle ricerche sulle applicazioni cliniche della Cybertherapy dell’Istituto auxologico di Milano.

Ducky: Nientemeno?

Enzo: Eh sì. Il giudizio di se stesso è insomma così elevato da non prendere neppure lontanamente in considerazione l’ipotesi di un fallimento. E se qualcosa dovesse andare storto, la risposta di questo soggetto si darebbe, sarebbe semplice e immediata …E’ colpa degli altri.
L’eccesso di autostima è spesso legato a caratteristiche intrinseche al soggetto, aggiunge Claudio Mencacci, psichiatra e direttore del Dipartimento di neuroscienze del Fatebenefratelli di Milano. Questi individui sono estroversi, molto attive ma non particolarmente significative per l’ intolleranza, la litigiosità e la superficialità nella conduzione degli impegni. Occorre precisare anche che quando l’autostima diventa eccessiva, viene meno un realistico contatto con il mondo reale e le relazioni con gli altri diventano faticose. In buona sostanza, e spesso, le cause sono da ricercare nell’ambito dei genitori.

Ducky: Vediamo se ho capito bene. Un padre e una madre che umiliano i figli e che si mostrano, al contrario eccessivamente ansiosi, protettivi e intrusivi, intromettendosi troppo nell’educazione dei figli, possono creare in loro dei problemi di autostima, cioè dei “palloni gonfiati”.

Enzo: Esattamente, cioè tipi tronfi.

Ducky: Come ha detto? Mi ripeti la parola?

Enzo: Persona tronfia, te l’ho già detto…arrogante. Questi individui sono talmente pieni di sé, tronfi appunto, da risultare insopportabili; si sentono unici e speciali ed esigono essere ammirati da tutti. Sai che io e te frequentiamo Facebook?

 

Ducky: Cosa c’entra Facebook?

Enzo: C’entra c’entra! Quale miglior palcoscenico della rete e dei social network, per dare sfogo a questi individui. Rete e social rappresentano un “luogo” straordinario per mostrarsi in tutta la propria magnificenza e ottenere il consenso altrui. La rete è un “bar sport” di dimensioni colossali in cui le distanze culturali e sociali scompaiono e in cui ci si può esprimere con estrema disinibizione. E’ quindi un modo economico e semplice per mettersi in evidenza e dare sfogo al proprio disagio.

Ducky: E se ci capita un tipo che si crede uno spocchioso, un “pallone gonfiato”, come dovremmo comportarci?

Enzo: Sei consigli a te e ai Lettori
-NON SOTTOMETTERSI
Non adottate atteggiamenti servili che non porterebbero a nulla, se non se sentirvi succubi rispetto al soggetto. Se avete con Lui o con Lei un rapporto professionale, mantenetelo formale e affrontatelo sempre in compagnia di altre persona.

-RESTATE “NEUTRI”
Conservate la calma anche di fronte a comportamenti aggressivi, facendovi coinvolgere il meno possibile.

-NON CONFIDARSI
Non rivelate i vostri progetti e ambizioni né tantomeno i vostri momenti di crisi e difficoltà. Lui/Lei gioirebbe.

– VERIFICARE SEMPRE
Aspettatevi che dica bugie e che tenda a esagerare.

– NON DATE CONSIGLI
Non dategli mai consigli. Non servirebbero a nulla perché chi soffre di eccesso di autostima é impermeabile a qualunque suggerimento e ritiene di non averne bisogno.

-NON ADDOSSATEVI LE SUE RESPONSABILITA’
Il tipo che ripone eccessiva stima in se stesso è estremamente abile nel dare la colpa agli altri dei suoi insuccessi e nel cercare un capo espiatorio. Non cadete nel suo tranello.

Capito tutto, Duc?

Ducky: Ti assicuro che per me è facile. Io e te abbiamo una sensibilità particolare nell’intercettare un “superman gonfiato” o
una “superlady piena di sé”.

Fonte: Airone

Annamaria…a dopo