E’TIENNE BONNOT DE CONDILLAC secondo  LUCIANO DE CRESCENZO

E’TIENNE BONNOT DE CONDILLAC

secondo  LUCIANO DE CRESCENZO

I vecchi che posseggono il senso dell’umorismo hanno diritto al trenta percento di sconto sull’età. Luciano de Crescenzo

Un pizzico di vita, opere e l’arte del… copiare

Mi ha sempre appassionato la filosofia con le discipline psicologiche. Sono fatto così ; e le dissertazioni serie e anche scherzose o semiserie mi stuzzicano,mi fanno un certo effetto specialmente se attingo ai pensieri  nientepopodimeno di due eminenti filosofi: E’tienne Bonnot de Condillac e Luciano De Crescenzo.

La parola al secondo sul primo.

Nel  raccontare i filosofi dell’epoca moderna, immaginateli su una panchina , in un pomeriggio di primavera, su una panchina dei giardini pubblici. Ripeto, nel raccontare i filosofi moderni, ho notato che molti erano preti., che la maggior parte erano baroni, che avevano alle spalle  una nobildonna che li proteggeva e che quasi tutti finirono i loro giorni in un castello.

Ebbene, anche Etienne Bonnot de Condillac non fece eccezione alla regola: nacque a Grenoble nel 1714, discendente da un barone, diventò abate, ebbe come protettrice la marchesa Madame de Tencin, e alla fine morì nel 1780 in un castello di sua proprietà.

In quanto a studi, frequentò, come sempre, prima i gesuiti, poi i preti del Saint-Sulpice e infine la Sorbona, la prestigiosa università fondata cinque secoli prima da Robert de Sorbon. A 26 anni si fece prete. Nel medesimo tempo, però, si allontanò dalla teologia per dedicarsi un po’ alla filosofia. Si lesse tutto quello che c’era da leggere su Locke, Newton, Bacone e La Mettrie, e conobbe di persona gli enciclopedisti.

Ha scritto parecchie opere. Iniziò con una Dissertazione sull’esistenza di Dio, per poi proseguire con un  Saggio sull’origine delle conoscenze umane (1746).  Scrisse quindi un  Trattato dei sistemi  (1749) e un Trattato delle sensazioni (1754).

Il suo pensiero? Eccolo.

Fu principalmente un “sensista”, cioè credeva  più ai sensi che alla ragione.  Mi spiego: nel primo saggio comincia dicendo che le idee non nascono dalla sensazione e dalla rifllessione messe insieme (come detto da Locke), ma solo dalla sensazione, poi grazie a un concatenamento di riflessioni successive (tipo la curiosità, il giudizio, l’approfondimento e la passione), le sunnominate sensazioni finiscono con l’arrivare alla conoscenza.

Famoso l’esempio della statua. Gentili lettori vi prego di seguire la curiosità della logica. Condillac dice:  supponiamo di essere una statua priva di sensi e che Dio a un certo punto della nostra vita ci abbia regalato l’olfatto. Dopodiché, sempre Dio, avvicina al nostro naso una rosa. Noi ne avvertiamo il profumo e proviamo un piacere. Un attimo dopo, però, ci fa sentire un odore sgradevole, la puzza di un cadavere ad esempio. Scopriamo così che esistono il piacere e il dolore

La medesima cosa accadrà all’udito, alla vista, al gusto e per ultimo al tatto, il più importante dei cinque sensi. Domanda: perché il più importante? Perché  è l’unico che ci consente un contatto con noi stessi:  quello, cioè, di toccare e di essere toccati.

Piccola parentesi, OB

Tempo fa ti esprimesti sul fatto di copiare, ricordi? Ebbene, chiariamo: una cosa e’ copiare solo o scopiazzare; un’altra cosa è copiare a un fine utile e/o divulgativo.  Chiariti i due concetti, prego di continuare la lettura “che ha un preciso senso”.

Torniamo alla statua!

Sempre per colpa della statua, Condillac fu accusato  di plagio (copiatura di altri scritti) da due letterati, Buffon e Diderot. Dissero che non era stato lui il primo a usare il paragone della rosa e che perfino la statua che acquista i sensi uno alla volta, non era farina del suo sacco.

Peccato!  La filosofia – come si esprime De Crescenzo – dovrebbe essere superiore a queste piccole cose:  non è come lo spettacolo dove ogni battuta viene registrata dalla SIAE e guai a chi la inserisce in un altro copione.  A partire da Socrate, infatti, tutti hanno copiato da tutti e chissà che anche Socrate non abbia copiato da qualcuno

 

Mi è mancato Ducky. Spero di non aver annoiato i lettori per l’assenza.

O.B Faremo un copia e incolla per Ducky . Bravissimo come sempre, Enzo. 

E ancora carissimi auguri per il tuo compleanno!!!

 

Fonte:Storia della filosofia moderna di Luciano De Crescenzo. Mondadori

Enzo (Vincenzo Liberale)

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