LA SCIENZA DELL’ ALDILA’

Parte 2 – Rassegna

Riprendiamo, stavo per  digitare la parola “argomento”; ma questo non è affatto un argomento ma il risultato di ricerche e studi eseguiti da molteplici scienziati  di varie parti del mondo con le loro interpretazioni. Le esperienze lasciano sconcerto e perplessità; voi gentili lettori,  siete liberi di interpretare i casi e di fare le vostre “considerazioni.

Enzo/Ducky

Ducky:           Veniamo ai casi!

Enzo:             La letteratura cita 3 casi di malati che hanno raccontato interventi subìti quando erano incoscienti.

Ducky,           Sono tutto orecchi.

Enzo;             Il primo caso riguarda una dentiera…

Ducky;           Eh, cosa?

Enzo:             Hai capito bene, una dentiera.

Ducky:           Davvero? Lasciamo sorridere.

Enzo:             Sorridi pure…ma ascolta prima quello che è accaduto…e ti assicuro che smetterai di sorridere.

Ducky:           Ti ascolto!

Enzo:             Il caso – della dentiera appunto – è stato raccontato da Van Lommel  sulla prestigiosa rivista  The Lancet nel 2001.

Un uomo di 44 anni, dopo essere uscito dal coma, ha incontrato una delle infermiere che l’aveva rianimato, dicendole “Ecco chissà dov’è la mia dentiera!”. L’infermiera, che lo vedeva sveglio per la prima volta, è rimasta scioccata. L’uomo le ha raccontato di averla vista, prima di intubarlo,  togliergli il ponte dentale e metterlo in uno dei cassetti su un carrello pieno di bottiglie. Ma in quei momenti lui era in arresto cardiaco e privo di conoscenza.”

Ducky:           Eh la miseria!

Enzo.             Senti il secondo caso di Pam Reynolds, una cantante di 35 anni operata in un ospedale di Phoenix. Al risveglio da un’operazione in cui il suo corpo era stato portato a 16 C e in arresto cardiaco, ha descritto la sega pneumatica che il chirurgo aveva usato per la craniotomia (somiglia a uno spazzolino da denti).  E l’ha sentito lamentarsi che i vasi sanguigni del suo inguine fossero troppo piccoli per collegarli alla macchina cuore-polmone. L’episodio è stato raccontato dal cardiologo Michael Sabom nel libro  Ligt and Dead (1998)

L’episodio più recente è stato descritto nel 2014 da Sam Parnia, anestesista dello Stony Brook Medical Center di New York sulla rivista Resuscitatio.

Un paziente di 52 anni che ha riferito le manovre di rianimazione che gli erano state praticate dopo 3 minuti dal suo arresto cardiaco.

Domanda: SONO SOLO COINCIDENZE?

“Questi episodi non sono  irreali”, risponde Facco. “Vanno oltre la corrente interpretazione, secondo cui la coscienza è solo il prodotto dell’attività del cervello. Questi casi mostrano la possibilità di mantenere la coscienza anche durante l’arresto cardiaco, sfidando quanto fino a oggi sappiamo di fisiologia cerebrale: perciò dobbiamo ancora comprenderla fino in fondo. In 40 anni di ricerche, nessuno è riuscito a dimostrare che le esperienze di premorte siano la manifestazione di qualche disfunzione.

Ducky:           E’come se anche in coso di arresto cardiaco in noi vivesse sempre un quid che gli scienziati chiamano COSCIENZA.

Enzo.             Potrebbe essere …l’Anima…vediamo cosa affermano gli scienziati. Come dobbiamo intenderla?  La scienza non è riuscita a darne una definizione convincente, negli ultimi 4 secoli. La medicina si è concentrata sul corpo-macchina, osservabile e quantificabile, lasciando la psiche alla religione, alla psicologia e alla filosofia. Ma, ora cacciata dalla porta, l’Anima potrebbe rientrare dalla finestra, seppure visitata dalla fisica: potrebbe essere un quanto (o quant)  di energia e informazione.  Duc, stai concentrato. Qui si parla difficile.

Ducky:           Me ne sono accorto. Tu vai avanti.

Enzo:             “Se si ha coscienza anche in un cervello spento, è possibile che la Coscienza non si limiti al cervello: può essere un campo di informazioni che il cervello e’ in grado di captare,   ipotizza Van Lommel.  “Il cervello potrebbe essere un trasduttore…

Ducky:           Alt…spiega cos’è un…la parola che hai detto…

Enzo:             …un trasduttore – non un traduttore –  è un dispositivo capace di tradurre l’energia :  da una forma all’altra: come una TV, che grazie a una antenna capta onde elettromagnetiche e le trasforma in segnale elettrico, traducendolo in suoni e immagini. Quando la TV si rompe, infatti, i canali non cessano di esistere.”

Un’ipotesi azzardata?

“La scienza è piena di ipotesi che sfidano il senso comune”, dice il dottor Facco. “Un secolo fa, Albert Einstein immagino’ le onde gravitazionali. L’ipotesi fu accettata, ma queste onde sono state rilevate  solo l’anno scorso.  Se la coscienza fosse un pacchetto di energia e informazioni, sarebbe possibile la sua separazione dal corpo con la morte, senza pensare a cose ultraterrene. Insomma le ipotesi sono tante e le interpretazioni  pure. 

TABLET.  Insomma, si può verificare questa ipotesi con un esperimento inoppugnabile?

Un modo c’è: piazzare in cima ad armadi (o scaffali) , invisibili dal basso, alcuni oggetti. Se una persona in coma galleggiasse davvero sul proprio corpo, li descriverebbe al suo risveglio. E’ il “test di identificazione di un bersaglio”,  un esperimento tentato per decenni.: medici di tutto il mondo hanno installato sugli scaffali ospedalieri foto, disegni, titoli di giornali, perfino un display scorrevole con la scritta “I ghiaccioli sono in fiore”. Ma nessuno ha visto la pistola fumante: : nello studio “Aware” (2014), 15 ospedali fra Usa, Regno Unito e Austria hanno sistemato migliaia di  disegni sulle mensole delle terapie intensive. Ma solo il 20% dei pazienti ha avuto un arresto cardiaco nelle aree coi disegni-bersaglio. E nessuno di loro li ha visti. Insomma: se c’è, l’anima gioca a nascondino.

“Questo non dimostra la falsità delle esperienze extracorporee”, replica lo scienziato. “Chi si trova a fluttuare sul proprio corpo è troppo sorpreso da questo per badare a cosa ci sia su uno scafate”.

Ducky:           Mi sembra logico!

Enzo.             Gli scienziati, comunque, non si arrendono. A maggio è iniziato nel Regno Unito  un esperimento,  “Aware2”; in caso di arresto cardiaco, un operatore metterà sopra il paziente, rivolto verso il soffitto, un tablet con una foto.  Se al risveglio lui la descriverà, dovremo rivedere le teorie sulla Coscienza. Ma se non succederà, un fatto è certo: la coscienza è ricca di territori ancora tutti da scoprire.

Ducky:           Credo che la realtà abbia tante facce, Enzo.

Enzo:             Lo credo anch’io; credo anche che è meglio uscire, andare nella solita pizzeria gustarci una “Mediterranea” , con coca, limoncello e due caffè  forti.

Ducky:           …che meritano una sola interpretazione. Pero’., Enzo caro, facciamo attenzione al limoncello se no rischiamo noi di…levitare nel vuoto.

Annamaria     (O.B) Io ricordo un simpatico mistificatore cinematografico , il mago di Segrate, interpretato da D. Abbatantuono che liiiievitava in aria dal balcone… provateci gemè…cuncentramendoooo , pebbacco, svulazzate!

Fonte – Focus