LEONARD COHEN, IL RICORDO DI UN GRANDE ARTISTA.

Leonard Cohen è un cantante, musicista e poeta, morto qualche anno fa all’età di 82 anni. Nato a Montreal nel 1934 esordì negli anni 60 con la sua, da molti definita, voce dorata. Solo un mese prima della sua morte era uscito il suo ultimo disco You want it darker, il numero quattordici di una lunghissima carriera.

Il primo album nel ’67, Songs of Leonard Cohen, contiene canzoni di tenerezza infinita. In seguito arrivano quelle più drammatiche, contenute in Songs From A Room (1969) e Songs Of Love And Hate (1971). Nemico del business discografico i suoi dischi uscivano ogni tre anni, più o meno, e si esibiva raramente in pubblico. 

La sua ispirazione era soprattutto francese Jacques Brel.  Il  romanticismo è spesso disperato, sempre intenso, sempre personale. C’è la bellissima canzone Chelsea hotel #2, dedicata a Janis Joplin (sua fiamma) e Who by fire (1974) e il brano struggente Hallelujah, contenuto nell’album Various position del 1984.

 

Il suo album più venduto di sempre è The Future del 1992, con canzoni come  Democracy che pare una marcia, con il ritmo di Closing Time, l’orchestrale Waiting for the miracle, la luttuosa Anthem.

Conoscevo superficialmente Leonard Cohen, ma recentemente attraverso molti suoi brani ho scoperto (meglio tardi che mai) un grande artista in grado di trasmettere emozioni attraverso la sua musica e l’ amabile calda voce.

Annamaria… a dopo

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