NOMADELFIA, DOVE “LA FRATERNITA’ E’ LEGGE”

 

Nomadelfia, una piccola comunità che mi ricorda molto gli Amish che attualmente vivono in America.

https://it.wikipedia.org/wiki/Amish
Nomadelfia, Invece, è un piccolo paradiso, un’oasi di pace, in Toscana, a pochi chilometri da Grosseto, dove non esiste criminalità, invidia, potere,proprietà privata, crisi ma fratellanza e umanità.
Nomadelfia il cui significato in greco è” Legge e Fraternità” propone uno stile di vita diverso dal nostro e ci si aiuta l’uno con l’altro. Si lavora senza essere pagati e tutto si regge a uno spirito di collaborazione con il sentimento della solidarietà. Le varie famiglie possono stringere un rapporto di mutuo soccorso. Fatta eccezione per le stanze dove passare la notte tutti gli ambienti sono in condivisione.

Questa comunità è nata nel 1948 e fortemente portata avanti da don Zeno Saltini che si impegnò, negli anni della seconda guerra mondiale, a dare una casa ai numerosi bambini che gli orrori della guerra rendeva orfani. Non un orfanotrofio classico, ma una sorta di famiglia allargata resa possibile anche grazie all’aiuto delle “mamme di vocazione”, donne che decisero di crescere quei bambini sfortunati e dar loro finalmente un po’ di serenità. Da allora quel senso di solidarietà è cresciuto mantenendo in vita una comunità che rappresenta un modello di virtù per molti credenti.

Nomadelfia..un po’ di storia

Nomadelfia fu fondata da don Zeno Saltini il quale propose un modello di organizzazione sociale alternativo alla società attuale perché, secondo lui: “La società dopo aver alienato l’uomo, lo sta ora conducendo al disastro”.

Da bambino Zeno Saltini fu un ribelle, prima rifiutò la scuola, quella scuola che gli appariva come una specie di riserva dei ricchi. Scelse come scuola la vita; scelse di stare con la gente.

Successivamente, durante la seconda guerra mondiale, Don Zeno, prese più volte posizione contro il fascismo, la guerra e le leggi razziali e diversi giovani Piccoli Apostoli entrarono nelle formazioni partigiane.

Il 14 febbraio 1948 fu approvato il testo di una Costituzione. Nasce così Nomadelfia,

Nel 1950 Don Zeno propone al popolo un movimento politico chiamato “Movimento della Fraternità Umana”, per abolire ogni forma di sfruttamento e per promuovere una democrazia diretta. Ma l’ostilità delle forze politiche al governo e di alcuni ambienti ecclesiastici bloccò l’iniziativa. In quel periodo i nomadelfi erano circa 1150, dei quali 800 “figli accolti” (molti dei quali bisognosi di cure particolari) e 150 ospiti senza casa e senza lavoro. La situazione economica diventava sempre più pesante. Sfruttando questo pretesto si tentò di sciogliere Nomadelfia; così il 5 febbraio 1952 il Sant’ Ufficio ordina a don Zeno di lasciare Nomadelfia e Don Zeno ubbidisce. Costretti ad abbandonare Fossoli, i nomadelfi si rifugiarono a Grosseto, su una tenuta di diverse centinaia di ettari da bonificare.

Pur lontano dai figli, don Zeno cercò di provvedere alle loro necessità, e sempre più spesso dovette difenderne in tribunale alcuni che, strappati alle famiglie di Nomadelfia, ricaddero nella malavita. A questo punto chiese al Papa di poter rinunciare temporaneamente all’esercizio del sacerdozio per tornare alla guida dei suoi figli. Così depose la veste e tornò fra i suoi figli.

Le regole di Nomadelfia, oggi:

TUTTI I BENI SONO IN COMUNE. Le risorse economiche provengono dal lavoro, dai contributi assistenziali per i figli accolti, e dalla Provvidenza, specialmente attraverso le attività di apostolato: stampa, Serate, incontri.

I nomadelfi sono tenuti ad obbedire alle disposizioni degli organi competenti e devono essere disponibili a qualsiasi iniziativa, lavoro, spostamento.

LA RELIGIOSITA’. Nomadelfia è fondata sulla fede cattolica. La Chiesa l’ha riconosciuta una popolazione e l’ha eretta a parrocchia nel 1962. Nel 1994 ha approvato la nuova Costituzione, come “Associazione privata tra fedeli” (C.I.C. 298 e ss).

Per quanto riguarda culto, dottrina e costume, Nomadelfia si rimette alla dottrina, al culto e al costume della Chiesa.

LA COSTITUZIONE. Per lo Stato italiano Nomadelfia è un’associazione civile, organizzata sotto forma di cooperativa di lavoro. Internamente vige una Costituzione che nei valori si ispira al Vangelo e nell’organizzazione si richiama agli Stati di diritto.

E’ una democrazia diretta: tutti i nomadelfi effettivi (coloro che hanno firmato la Costituzione) fanno parte dell’Assemblea, che esercita il potere legislativo ed elegge le cariche costituzionali.

Leggi, decisioni, votazioni per le cariche costituzionali vengono approvate a maggioranza, e devono essere confermate con voto di unanimità.

La Presidenza esercita il potere esecutivo e organizza la vita quotidiana.

Il Consiglio Amministrativo cura l’amministrazione.

Il Consiglio degli Anziani elegge e controlla l’Economato, e arbitra in caso di mancata unanimità dell’Assemblea.

Il Collegio dei Giudici interviene nei casi di contrasto, e vigila sulla costituzionalità degli atti di tutti gli organismi.

Il Successore del Fondatore è un sacerdote. Garantisce che la vita si svolga in armonia con lo spirito del fondatore, del Vangelo e della Costituzione.

Dalla COSTITUZIONE della POPOLAZIONE dei NOMADELFI

Art. 2 – CONDIZIONI PER ESSERE NOMADELFI

Possono essere Nomadelfi coloro che:

– hanno compiuto 21 anni

– sono cattolici professanti apertamente la Fede e la Morale secondo gli insegnamenti e la disciplina della Chiesa Cattolica

– rinunciano a possedere beni a qualsiasi titolo e di qualsiasi natura

– accettano di essere poveri nel senso di avere solo il necessario ad una vita dignitosa.

Art. 4 – SOBRIETA’

I Nomadelfi, come singoli e come Popolazione, devono vivere sobriamente, secondo le vere esigenze umane, nello spirito dei consigli evangelici ed in particolare del “Discorso della Montagna”, che per i Nomadelfi non è un semplice consiglio, ma è legge.

Art. 47 – NON SONO AMMESSE LITI

La Popolazione dei Nomadelfi non permette che si facciano liti tra i suoi membri.

Se ragioni di contrasto nascono tra due o più Nomadelfi o Postulanti, questi devono ricorrere alla correzione fraterna come richiede il Vangelo.

Se il contrasto persiste, devono rivolgersi al Collegio dei Giudici che aprirà un procedimento secondo i Regolamenti.

Informazioni prese dal web e da alcuni libri ma… non escludo che in seguito possa immergermi in questo luogo e disintossicarmi per un certo periodo dalla nostra (in)civiltà.

Annamaria… a dopo