RIFLESSIONE…

Lascia che le cose vadano come devono andare
non rincorrere chi se ne vuole andare,
non è giusto,
chi resta deve restare con convinzione.
Non avere paura di perdere quel che non riesci a trattenere
perché quello che trattieni non è mai tuo veramente
e non devi stare dietro a persone che vogliono andare avanti senza te
e non avere paura che la vita non ti darà quello che vuoi
perché ciò che vuoi non è sempre quello che ti serve
anzi, quasi mai
perché quello che vuoi non è sempre il tuo destino
ma tu non correre dietro a niente
smetti di aspettare la svolta
smetti di dannarti perché non ottieni quello che chiedi
smetti di chiedere
smetti di disperarti
smetti di aspettarti sempre quello che daresti
smetti di vedere solo quello che non va trascurando tutto il buono
smetti di avere paura:
vivi.

Annamaria… a dopo

 

W IL PRIMO MAGGIO


W il primo Maggio, festa dei lavoratori.

W le persone sincere e che si comportano bene, sui posti di lavoro e nella società.

W la bellezza delle persone che amano il rispetto dell’altro e che s’impegnano a salvare vite in difficoltà.

W l’intelligenza delle persone che amano impegnarsi sui posti di lavoro, per i diritti dovere e la sicurezza.

W il cuore aperto delle persone che amano, la condivisione, la collaborazione e la solidarietà.

W il bene delle persone che fanno il proprio dovere da cittadini in ogni campo, con sincerità e onestà.

W l’umiltà delle persone che fanno il proprio lavoro con etica passione e umanità.

W la luce delle persone che s’impegnano perché tutti i cittadini abbiano un posto di lavoro legale, regolare.

W la tenacia delle persone che s’impegnano perché tutti i cittadini del mondo abbiano da mangiare.

W la gentilezza delle persone che s’impegnano, per far si tutti i bambini abbiano il diritto di giocare.

W l’umanità delle persone, che con creatività e tenerezza, prendono cura dei più deboli e dei vecchi.

W la giustezza delle persone, che hanno a cuore la vita e che s’impegnano per costruire la pace nel mondo.

W la trasparenza delle persone che amano fare informazione, costruttiva, sincera e obiettiva.

W il mondo del lavoro, w i lavoratori e che sia salvaguardata sempre la loro dignità.

W la democrazia, w l’uguaglianza, w la libertà, w la fratellanza, w il primo Maggio, w i lavoratori.

Francesco Lena

E buon 1° Maggio a tutte quelle persone che lo passeranno lavorando anche se…

 W  (e grazie) anche a Francesco ,per l’articolo! E W anche Annamaria che lavora poco per il blog ma ha un lavoro molto piu’ gravoso…

Annamaria… a dopo

TEST DI PERSONALITA’: L’ENNEAGRAMMA

Nella mia continua ricerca di qualcosa di interessante da condividere con i lettori del blog, ho raccolto questo

Test di Personalità: l’Enneagramma

Ve lo propongo in questa versione; se vi incuriosisce, potete ricercare in rete ulteriori approfondimenti.
Enneagramma deriva dalle parole ennea e gramma, ossia 9 e segno e significa disegno a nove punte.
L’enneagramma è una vera e propria teoria della personalità, che vanta origini antichissime, anche se solo nel 1970, lo psicologo Oscar Ichazo gli ha dato valore come strumento psicologico.
Secondo questa teoria esistono 9 tipologie di personalità diverse, ossia gli enneatipi, ognuno con le sue caratteristiche peculiari; le tipologie di personalità non sono statiche, ma dinamiche.
Questo significa che l’enneatipo risultante sarebbe come una fotografia di un singolo momento della nostra vita; attraverso il nostro percorso di crescita, probabilmente ci sposteremo da una categoria all’altra, modificando determinati aspetti della nostra personalità, come credenze, comportamenti, sensazioni ed emozioni.
E’ importante tener presente inoltre, che particolari condizioni, come lo stress, possono influire sull’enneatipo risultante.


ISTRUZIONI PER IL TEST

Per ogni domanda sono presenti 9 risposte.
Scegli quella che più ti si addice e segna su un foglio il numero corrispondente alla tua risposta.


1. MI SENTO REALIZZATO QUANDO RIESCO AD ESSERE :
Schietto, accurato e preciso (5)
Vincente, competente e concreto (3)
Disciplinato, placido, equilibrato, adeguato (9)
Ottimista, gioioso e amabile (7)
Oculato, giudizioso e capace (1)
Originale, sapiente e di belle maniere (4)
Generoso, aperto e servizievole (2)
Stabile, imparziale e superiore (8)
Scrupoloso e fidato (6)

2. PER SENTIRMI A POSTO CON LA COSCIENZA DEVO :
Divertirmi, stare allegro, godermi la vita il più possibile (7)
Aiutare gli altri (2)
Essere efficiente, pratico e avere successo nei miei obiettivi (3)
Essere “diligente” e fare il mio dovere (6)
Essere forte e difendere le cause giuste (8)
Fare ogni cosa al meglio delle mie possibilità (1)
Essere “diverso”, distinguermi dalla massa (4)
Conoscere e imparare il più possibile (5)
Riposare e lasciare che la vita scorra calma (9)


3. QUANDO SONO CON GLI AMICI :
Mi sento al sicuro e mi sbilancio anche oltre il mio normale (9)
Mi piace, ma se sono molti non so chi scegliere (6)
Trovo subito qualcosa di quanto ho fatto da mostrare loro (3)
Li ascolto con molta attenzione, ma senza mettere troppo del mio (5)
Sono espansivo e mi lascio coccolare (2)
Cerco sempre nuovi stimoli da condividere con tanti diversi (7)
Sto con chi mi lascia parlare (8)
Mi trovo solo con quelli che hanno feeling con me (4)
Mi piacciono rapporti netti e precisi (1)

4. L’IMMAGINE CHE HO DI ME E’:
Sono ordinato e faccio sempre il mio dovere (6)
Sono forte e gestisco autorevolmente i miei rapporti (8)
Io sono una persona efficiente, che cerca di fare bene ogni cosa (3)
Credo di aver ragione il più delle volte (1)
Sono perspicace e comprendo bene le cose (5)
Sono calmo tranquillo e soddisfatto di come scorre la mia vita (9)
Sono simpatico e cerco di divertirmi e godermi la vita (7)
Mi muovo per primo se c’è da aiutare qualcuno (2)
Mi distinguo dagli altri in ogni cosa che faccio (4)

5. QUANDO MI AFFIDANO UN INCARICO IMPORTANTE PENSO :
Non mi do pace finché non ho realizzato quanto devo (1)
Non potevano scegliere uno migliore di me e faccio pubblicità alla cosa (7)
Riesco a farla bene, se dipende solo da me (2)
Perché hanno cercato proprio me? Tuttavia lo faccio (5)
Dipende da come mi sento (4)
La faccio se mi piace, altrimenti cerco di scaricarla a qualcuno (8)
Sono lusingato che mi abbiano cercato e farò più di quanto richiesto (3)
Appena mi sento la faccio (9)
Ho paura che mi abbiano scelto perché non c’erano altri; mi farò aiutare a farla (6)

6. IMPEGNO VOLENTIERI LE MIE FORZE PER :
Combattere per la giustizia (8)
Raggiungere i miei obiettivi (3)
Conoscere me stesso (4)
Godere le gioie della vita (7)
Vivere serenamente (9)
Ricercare la perfezione (1)
Conoscere ciò che mi circonda (5)
Collaborare con chi ho accanto (6)
Aiutare chi mi sta accanto (2)

7. LA COSA CHE MAGGIORMENTE EVITO E’:
Cedere all’ira (1)
Avere bisogno dell’aiuto di qualcuno (2)
Far vedere che sbaglio (3)
Una vita senza emozioni (4)
Avere un comportamento sbagliato (5)
Mostrare le mie debolezze (8)
Scontrarmi con qualcuno (9)
La fatica del vivere (6)
La sensazione del vuoto interiore (7)

8. COME MI COMPORTO DURANTE UNA LITE :
Cerco di prendere tempo per meditare una reazione (6)
Evito che l’altro turbi il mio equilibrio interiore (9)
Combatto, ma solo per difendermi dalla forza di chi ho di fronte (4)
Cerco di evitare lo scontro, il più delle volte non vale la pena litigare (7)
Impedisco all’altro di approfittarsi di me (5)
Difficilmente ammetto di avere torto (3)
Non faccio capire all’altro la mia rabbia (1)
Lascio che l’altro si sfoghi (2)
Difendo con forza le mie ragioni (8)

9. COSA PENSO DI ME STESSO QUANDO GLI ALTRI NON MI CAPISCONO :
So capire le cose meglio degli altri e nessuno ne conosce quante ne conosco io (5)
Lotto ogni giorno per avere il mio spazio; devo prenderlo, sennò gli altri ne
approfittano (8)
Mi distinguo dagli altri e sento di non potermi adattare davvero al mondo che mi
circonda (4)
Sono spesso nel giusto e le cose andrebbero meglio se si seguisse quello che dico (1)
Lascio che il mio mondo vada come va, anche se gli altri vorrebbero che mi dessi da
fare per cambiarlo (9)
Voglio bene agli altri, anche se non ricevo tanto bene quanto dò (2)
Mi elevo sopra gli altri e questo li fa ingelosire (3)
Sono una persona affidabile e sto alle regole anche se gli altri non ci stanno (6)
Sono felice, ma cerco nuove cose perché voglio esserlo di più (7)

Ora, per individuare il tuo enneatipo, osserva quale numero compare il maggior numero di volte.
Avete un’intera settimana per individuare le risposte più adatte a voi . . . infatti la prossima settimana leggerete i profili caratteristici di ciascun enneatipo.

Allora, al lavoro !


Test di Personalità: l’Enneagramma (risultati)

Come promesso, ecco i profili degli enneatipi corrispondenti al test sulla personalità proposto la scorsa settimana. Avete potuto rispondere con la necessaria calma, senza l’ansia di chi va a leggere subito le ultime pagine di un giallo per scoprire “l’assassino” !
Eccovi dunque i profili.

Enneatipo 1
Il Perfezionista – Il Critico – Il Riformatore
il Tipo 1 è una persona impegnata a migliorare le cose dentro e fuori di sè, creando un mondo di GIUSTIZIA e ORDINE MORALE.
Si tratta di persone che apprezzano enormemente la coerenza.
Per loro è molto importante evitare quanto più possibile l’errore e tentare di raggiungere la perfezione! Fanno grande uso delle locuzioni “si deve” e “bisogna” perchè valutano istintivamente le situazioni giudicando ciò che è bene o male, ciò che è giusto o sbagliato. Sono corretti e sinceri. Evitano la collera, non si arrabbiano e tendono a essere perfetti in ogni cosa.
Possono essere molto sagaci ed avere un “buon fiuto” risultando quasi eroi morali. Hanno senso pratico, autocontrollo e serietà, ma rischiano di eccedere risultando inflessibili, pedanti, pignoli, critici verso sè stessi e verso gli altri.
Possono finire per sentirsi eticamente superiori.

Enneatipo 2
L’Atruista – Il Generoso – La Nutrice
In questo caso il valore principale è aiutare, l’obiettivo, soddisfare i bisogni dell’altro.
Queste persone hanno spirito di sacrificio e sono dedite agli altri, offrendo loro sincero appoggio e aiuto. Sono individui espansivi e danno spesso buoni consigli.
Generalmente però, faticano a riconoscere i propri bisogni, e non ammettono di aver a loro volta bisogno degli altri. In alcuni casi possono tendere a manipolare, e utilizzare aggressività e seduzione per raggiungere i loro obbiettivi.
In realtà amano essere amati ed approvati; si sentono gratificati dal riconoscimento altrui e appagati dal divenire indispensabili per gli altri.

Enneatipo 3
L’Organizzatore – Il Manager – Il Riformatore
Il suo imperativo è fare, dimostrare. Le sue parole d’ordine, essere di successo, efficiente, con buona capacità progettuale, promotore capace e in grado di portare la propria squadra alla vittoria!
Si tratta di una persona che conduce gli altri, evita l’insuccesso e si identifica con i successi che ottiene. Ha una personalità vivace e reattiva, è capace e motivato. Desidera fortemente fare bene. In genere è un capo. Cerca di essere amato per le sue capacità e per i risultati che consegue. Il suo essere molto competitivo, tuttavia, può portarlo all’ossessione della propria immagine di vincitore e della corrispondente posizione sociale. L’apparenza diventa in questi casi molto importante, e lui è maestro nel curarla, apparendo più produttivo di quanto sia in realtà. Tutto ciò lo porta a vivere in uno stato di perenne confronto tra quello che appare e quello che è.
Il rischio, quindi, è di confondere il vero io con l’immagine creata per il gruppo a cui appartiene (dirigente in doppiopetto, supermamma che si occupa di tutto, ecc.).

Enneatipo 4
Il Romantico – L’Artista – L’Individualista
Tende ad evitare l’ ordinarietà, considerandosi sempre speciale : il suo imperativo è non essere mai superficiale.
Si tratta di una persona con un elevato senso artistico, gusto del bello e senso del colore. È intuitiva, romantica e sognatrice, ma stravagante, amante dell’insolito, dell’eccentrico e di tutto ciò che è fuori dall’ordinario.
Si esprime attraverso l’arte : può appartenere ad una categoria in cui la creatività è particolarmente importante (pittore, poeta, musicista, designer… ), veste in maniera stravagante o ricercata. Il suo temperamento artistico e sensibile si palesa anche nella vita privata : pensa all’amore e alle emozioni, vive creativamente la vita e non disdegna situazioni strane, scandali e cose proibite. E’ devoto alla bellezza e alla passione, al sesso e all’intensità in generale.
Nello stesso tempo è una persona molto analitica ed è difficile che si senta in colpa.
A volte finisce per immergersi completamente nella dimensione tragica e malinconica della sua vita : finisce per non riuscire a vivere nel presente, rifugiandosi nel passato o sognando il futuro. Attratto da ciò che è irraggiungibile, non è mai nel “ qui ed ora”. Si blocca su un amore lontano, sulla perdita di un amico… in una continua ricerca della sofferenza.

Enneatipo 5
Il Pensatore – L’Osservatore – L’Eremita
I loro imperativi sono: onniconoscenza, sapere. Conoscenza è potere! L’obbiettivo prioritario è aumentare il proprio bagaglio di conoscenze.
Possono essere ricercatori o inventori. Hanno una grande facilità nel raccogliere dati dalla loro torre d’avorio. Il loro investimento maggiore è nella conoscenza, nella cultura. Possono coprire ottimamente posizioni decisionali, oppure diventare degli intellettuali. Difendono la propria intimità proteggendo la vita privata e non lasciandosi coinvolgere. Parlano poco e sono generalmente introversi, ma per contro sanno leggere abilmente la realtà, risultando ottimi osservatori. Generalmente di indole tranquilla, sono educati e gentili. A volte tuttavia, finiscono per apparire freddi e distanti.
Questo loro suddividere in scomparti, ragionando per categorie e analizzando il mondo con le armi della ragione e dell’intellettualizzazione, li mantiene ad una certa distanza emotiva dagli altri. Per questo risultano spesso eccessivamente distaccati dalle persone, dai sentimenti e dalle cose.

Enneatipo 6
Il Leale – Il difensore – Il Collaboratore
Il loro imperativo è scetticismo : evitare il pericolo di essere influenzati.
Sono persone coscienziose, tormentate dal dubbio; ragionano molto sulle intenzioni degli altri, in modo critico, diffidente, e sospettoso.
Si identificano con i deboli, sposano le cause perse, tendono sempre a mettersi al secondo posto; per questa loro capacità risultano ottimi giocatori di squadra, soldati fedeli e amici fidati. Si impegnano per una causa allo stesso modo in cui gli altri si gettano nel profitto personale. Hanno spirito di gruppo, sono pronti a sacrificare se stessi, sono affidabili e ligi alle regole. Evitano la devianza, poichè vedono la vita come ordinata da leggi, regole e norme. Il loro essere critici, tuttavia, può portarli a dubitare di tutto, rendendoli fortemente insicuri. Possono sentirsi perseguitati, perennemente con le spalle al muro.
Le reazioni possono essere differenti : a volte l’insicurezza cede il passo al timore, all’indecisione; gli infiniti “se” e “ma” fanno sì che il pensiero si sostituisca all’azione. La paura di essere fregati blocca l’azione, perché esporsi vorrebbe dire rendersi vulnerabili agli attacchi.
Talvolta la reazione alla paura è l’aggressività : in questi casi l’atteggiamento prevalente sarà quello estremista, provocatorio, temerario.

Enneatipo 7
L’Ottimista – L’Avventuriero – Il Materialista
Il suo imperativo è carpe diem !
È una persona estroversa, creativa, edonista e aperta alle opportunità che la vita offre. Vitalità, gioia ed energia la rendono attraente e piacevole. Ha mille interessi, è comunicativa e versatile, ama giocare e divertirsi; adora l’avventura, la varietà e tutto ciò che aiuta a celebrare la vita: viaggi, feste, canti, pasti al ristorante.
L’enneatipo 6 è amante del piacere ed eternamente fanciullo : si accosta alla vita in modo dilettantesco, non vuole rinunciare a niente e come Peter Pan non vuole crescere. Spesso ha problemi di peso, odia le diete e vive di eccessi, non disdegna amori occasionali. Generalmente è felice e di buona compagnia, lo contraddistingue un perenne buon umore.
Il rovescio della medaglia consiste nella superficialità, che a volte porta ad evitare il dolore o non notare quello altrui. La tendenza a vivere molto nel presente, rende improbabile l’impegno, per mantenere aperte tutte le possibilità. Spesso inizia le cose senza mai finirle !

Enneatipo 8
Il Capo – Il Leader – Il Protettore
Il loro imperativo è “domina o sarai dominato!”.
L’idea di base è la lotta. È individuo forte, combattivo, realista, orientato all’azione ed al lavoro. Ha opinioni chiare e profonde sulle cose. Manifesta apertamente rabbia e forza, ha grande rispetto per gli avversari che lo affrontano lealmente. Evita la debolezza, si vanta di essere forte e ama litigare. Entra in contatto in modo diretto, ad esempio attraverso il sesso o il confronto. Ha un forte senso della giustizia: estremamente protettivo e combattivo, prende spesso le difese di sè e dei suoi cari.
Gli appartenenti a questo gruppo sono spesso avvocati o politici, comunque ottimi capi.
Il rischio è l’eccesso : spesso vivono smodatamente, troppo, troppo tardi, troppo in alto.. Non si preoccupano di dare troppa voce alla propria aggressività e autorità, risultando estremamente diretti, provocatori, litigiosi.
Danno ordini volentieri, controllano tutto e tutti, tendono ad imporre il proprio potere sugli altri. Sono rissosi e possono incutere timore.

Enneatipo 9
Il Mediatore – Il Diplomatico – Il Pacificatore
Il suo motto è “l’importante e’ partecipare”, in armonia.
Persona calma, amichevole e pratica, caratterizzata da bontà, semplicità e amabilità naturale. È diplomatica e sincera. Si tratta di ottimi consiglieri, pacificatori e negoziatori estremamente utili all’interno di un sistema. Desiderano l’armonia e sono disposti a sacrificare se stessi in suo nome.
Non sono portati a criticare o giudicare le persone, ma piuttosto cercano di riportare la riconciliazione e la pace là dove ci sono tensione e conflitto. Conoscono i bisogni dell’altro molto meglio dei propri. Tendono verso l’anonimato, senza esibizionismo, preferendo situazioni anonime.
Queste persone, tuttavia , devono fare particolare attenzione a non eccedere in certi atteggiamenti.
Prediligono posizioni camaleontiche evitando il conflitto, di cui non reggono la tensione, ma la loro accondiscendenza, il loro non essere mai sicure, può facilmente risultare influenzabilità ed ambivalenza.
Distogliere l’attenzione da se stessi li porta a sostituire i propri bisogni con quelli degli altri, ma alle volte sono costretti a narcotizzare le proprie esigenze. In altri casi esprimono rabbia in modi indiretti o utilizzano l’astrazione piuttosto che combattere per un idea.

Il risultato del test non è sicuramente sufficiente per una pretenziosa “diagnosi” della propria personalità. .
Può essere comunque uno strumento per esaminare le numerose sfaccettature che contribuiscono a formare la nostra persona, nei rapporti con noi stessi e con gli altri, nelle situazione che viviamo quotidianamente.

E allora, dall’enneatipo 1 al 9 . . .

. . . Maria ha braccia grandi abbastanza per abbracciarvi tutti !

MARIA…a dopo

HO CHIUSO GLI OCCHI SOTTO LE STELLE

Ho chiuso gli occhi sotto le stelle,
tutta la vita d’innanzi mi passa.
Gioie, dolori, le cose più belle.
All’improvviso tutto mi cessa:
posti di sogno, posti inventati.
posti mai visti, cose scordate
amori, amici, tempi passati
cose volute, desiderate.
Solo i tuoi occhi non riesco a scordare,
fisso l’ho in mente quel tuo sorriso
anche se provo altrove guardare
di fronte a me ho sempre il tuo viso.


Tu che mi guardi. Le labbra carnose,
mi tendi le braccia, mi tocchi i capelli,
e vedo nel buio le forme sinuose
rivivo nel sogno i momenti più belli.
Passi di danza, corse nei prati.
Briciole colte in palmo di mano,
gocce di pioggia, i tuoi seni bagnati,
mi cingi il collo,mi baci pian…piano
allora ti stringo per riscaldare
l’esile corpo che tu mi protendi…

no, no, non voglio dimenticare
questi ricordi che son stupendi!


Autore: sandro.ge-alfred

LE DONNE DELL’EST

 

 

Laura Boldrini
20 marzo alle ore 15:41 ·
E’ inaccettabile che in un programma televisivo le donne siano rappresentate come animali domestici di cui apprezzare mansuetudine, accondiscendenza, sottomissione.

Questa vergognosa lista – trasmessa durante la trasmissione ‘Parliamone sabato’, in onda su Rai Uno – è offensiva sicuramente nei confronti delle donne: quelle italiane che non sarebbero sufficientemente brave con i propri compagni e quelle dell’est descritte come dei peluche. Ma offende anche gli uomini, che risulterebbero esseri incapaci di relazionarsi alle donne in modo paritario.
Insomma, guardando questo programma la società sembra avere fatto un passo indietro di un secolo. Ed è ancor più grave che ciò sia avvenuto in un programma del servizio pubblico, condotto da una donna e in una fascia oraria pomeridiana. Così si rischia di vanificare i tanti sforzi che la Rai stessa sta facendo per dare un’immagine della donna dignitosa e contemporanea. Per questo mi auguro che siano fatte le dovute verifiche e siano presi adeguati provvedimenti.
Con una lista del genere non si fa altro che proporre stereotipi sorpassati da decenni: si rende la donna un oggetto, e da questo alla violenza il passo è breve. In un tempo in cui, nel nostro Paese, una donna ogni tre giorni viene ammazzata dall’uomo che dovrebbe amarla, dobbiamo impegnarci tutti per contrastare lo squallore di certe rappresentazioni e dare alle donne la dignità e il rispetto che meritano.

Merluzzi Annamaria

Vorrei dire ,cara Boldrini ,che però è un dato di fatto che molte donne dell est si prostituiscono con facilità . Che sanno adescare l uomo babbeo (soprattutto anziano ) italiano offrendo più sesso che cervello, per sistemarsi . Si fanno fare regali come cellulari, computer , vestiti, collane ,la spesa …poi chiedono anche una sistemazione con la residenza… Mai sentito che in Italia arrivino donne dell’Europa occidentale, che pur di sistemarsi si mettono anche con un vecchietto tentando magari astutamente di metterli contro le famiglie per ottenere sempre di più. Suvvia non siamo ipocriti . Io ne ho viste di donne dell est senza scrupoli e la cronaca ne è piena di molti vecchietti abbindolati.
la loro furbizia è ammirevole. Astute a far credere intelligente anche l’ uomo più imbecille. Io conosco addirittura uno che in casa teneva una lunga lista di nomi e numeri di telefono di donne dell’est (Mariunka Svetlana ,Doina ,etc ) … non sono nomi francesi, tedeschi o inglesi. A certi uomini se gli dai il sesso e li fai sentire importanti gli hai dato tutto…
Le donne dell est l hanno capito e ci marciano… non vedo offese contro di loro.

Rubamariti ? Ma quando mai . I veri uomini (mariti, fidanzati, compagni ) non rovinano un rapporto per un po’ di sesso, gli imbecilli si! (discorso a parte per un genere di maschio ,malato, come Berlusconi ) .. E… “cu sa senti sa sona”, cara Boldrini.

Annamaria…a dopo

BUONA PASQUA A TAVOLA …E NON!

 


Per questa Pasqua saremo in molti e organizzare un pranzo tradizionale sarebbe un notevole impegno. Abbiamo dunque pensato di suddividere i compiti, cercando ugualmente di preparare alcune pietanze tradizionali, per assaporare la gastronomia tipica di questo periodo. Abbiamo pensato di evitare la pasta, lasciando il campo a torte rustiche, frittate variopinte, utilizzando tutte le verdure di stagione, anche per insalate e contorni, per accompagnare piatti di carni, rosse e bianche, per accontentare anche chi non rimane soddisfatto mangiando solo’asciutt asciutt’ ! E poi non mancheranno salumi, formaggi, uova sode . . . un trionfo di colesterolo, al quale cerchiamo però di dare un freno . . . insomma, gusto si, ma non autolesionismo !!!
Vi suggerisco solo qualche ricetta, ma ognuno può lasciare libera la fantasia . . . o andare a riguardare qualche proposta precedente di questo blog!!! eh eh eh
Visto che piacciono così tanto le torte salate e che è periodo di carciofi, ecco la torta salata ai carciofi ancora piu’ ricca, se aggiungete agli ingredienti anche dei pezzetti di provolone, ma vi garantisco che gia’ così e’ gustosissima. Ingredienti per uno stampo da 26 cm:
1 rotolo di pasta sfoglia o brisèe – 5 carciofi – 100 g di prosciutto cotto – 200 ml di latte – 3 uova – 50 g di parmigiano – sale – pepe – olio Procedimento Pulire i carciofi eliminando le foglie esterne più dure. Tagliate e pulite il gambo e l’estremità più dura lasciando solo i cuori di carciofo e tagliateli a fettine. Metteteli in una ciotola con acqua e succo di limone e lasciateli in ammollo per una ventina di minuti quindi sgocciolateli e fateli cuocere in padella con un filo d’olio e 1 bicchiere d’acqua per 20 minuti circa. Salate e aggiungete il prosciutto cotto tagliato a dadini. Mescolate delicatamente e tenete da parte. Nel frattempo mescolate il latte con le uova, il parmigiano, sale e pepe. Rivestite una teglia da forno con la carta forno, stendete uno strato di pasta sfoglia e ricoprire con uno strato di carciofi e prosciutto. Versate ora il latte con le uova sulla torta salata. Arrotolare i bordi della torta salata ai carciofi, spennellarli con un pò di latte ed infornare a 180°C. Cuocere la torta salata per 30 minuti o fino a che non risulti dorata
Consumate questa torta salata tiepida.

TORTA SALATA AI CARCIOFI



 Tipico rustico napoletano è il Tortano che si prepara durante il periodo di Pasqua, anche se non bisogna mica aspettare un anno per preparalo… il tortano è buono sempre! È molto simile al casatiello dal quale si differenzia per la disposizione delle uova che anzichè messe intere e crude ricoperte con delle striscioline di pasta, vanno messe già cotte, tagliuzzate e messe all’interno insieme agli affettati e ai formaggi.
Ingredienti per uno stampo da 28 cm:
1 kg di farina 00 – 500 ml di acqua – 25 g lievito di birra – 250 g di strutto – 400 g tra salame tipo napoli, prosciutto cotto e pancetta – 400 g tra provolone , fontina e provolino – 100 g di pecorino – 4 uova – sale – pepe Procedimento:
Su una spianatoia infarinata disponete la farina a fontana con al centro il lievito disciolto in un pò d’acqua tiepida. Iniziate ad impastare per far assorbire man mano l’acqua alla farina. Aggiungete il sale, una manciata di pepe e la sugna e continuate a lavorare l’impasto in modo energetico, aggiungendo man mano la sugna, il pepe e i 3/4 del pecorino.
Lavorate l’impasto fino a che sarà diventato morbido e elastico. Formate una palla con l’impasto, disponetelo su una spianatoia e fatelo lievitare per 1 ora circa.
Nel frattempo tagliate i salumi e i formaggi a dadini e fate bollire le uova per renderle sode. Fatele raffreddare, sgusciatele e tenetele da parte.
Riprendete l’impasto e stendetelo delicatamente su una spianatoia con lo spessore di 5 mm
Disponete su tutta la superficie della pasta, lasciando liberi i bordi, i salumi e i formaggi tagliati a dadini e le uova sode e spolverizzate con il restante pecorino.
Arrotolate il tortano con delicatezza il più strettamente possibile.
Ungete il ruoto del casatiello ( ruoto da 28 cm) con abbondante strutto, disponetevi il rotolo di pasta a ciambella, unendone bene le estremità.
Spalmate altra sugna sul casatiello e fate lievitare al caldo con sopra un canovaccio per 2 ore circa o meglio ancora, per tutta una notte. Infornate il tortano napoletano in forno preriscaldato a 160°C e cuocete per un’oretta.
Disponetelo a fette, ancora tiepido, su un piatto da portata e gustatene ogni morso.

TORTANO




CASATIELLO

Un’altra ricetta molto semplice da preparare sono le mini omelette agli spinaci e prosciutto cotto, un’idea classica, reinventata in una veste moderna e sfiziosa, gradita anche ai più piccoli. Ingredienti (per 12 persone):
6 uova – prosciutto cotto 80 g – una manciata di spinaci freschi – parmigiano grattugiato – timo – sale – pepe
Preparazione:
lessate un ciuffetto di spinaci freschi in un pentolino con poca acqua salata.
Nel frattempo, prendete una ciotola abbastanza capiente e versateci all’interno tuorli e albumi, una bella spolverata di parmigiano grattugiato, un pizzico di sale, pepe e timo; sbattete il tutto con una forchetta, fino ad ottenere un composto abbastanza omogeneo.
Prendete ora una padella antiaderente e versateci il composto appena preparato; non appena vedere che sta iniziando a prendere forma e sostanza, aggiungete gli spinaci strizzati e tagliati a julienne e il prosciutto cotto tagliato a cubetti molto piccoli.
Quando la vostra omelette sarà pronta, procedete tagliandola in tanti cubotti, che andrete a disporre in un piatto da portata. Se, invece, volete stupire, potete utilizzare gli stampini dei biscotti per dare le forme più strane. Io ho una padella suddivisa in 5 incavi a forma di cuore . . . un pensiero affettuoso in più !

 omelette agli spinaci e prosciutto cotto, 



Le patate al forno con i piselli e la cipollasono un contorno ottimo per accompagnare un secondo piatto a base di carne; sono gustose e leggere, molto semplici da preparare. Ingredienti:
1 kg di patate – 200 gr di piselli – 1 cipolla bianca – olio – sale – pepe
Procedimento:
Sbucciate le patate, tagliatele a tocchetti sottili e mettetele in una ciotola con l’acqua e sale per una decina di minuti. In questo modo le patate non si attaccano tra di loro nella cottura e iniziano già a salarsi.
Stendete in una teglia un filo d’olio, scolate le patate e aggiungetele nella teglia, giratele bene nell’olio e infornate in forno già caldo a 180°C per 20 minuti circa.
Togliete le patate dal forno e aggiungete i piselli e la cipolla tagliata a rondelle, cospargete con un filo d’olio, salate, pepate e infornate per altri 10 minuti, prima di consumare.

PATATE AL FORNO





Non fatevi mancare tutte le verdure crude che vi aiuteranno a rinfrescare le papille, preparandole a gustare un nuovo sapore senza confonderlo con il precedente . . . Altro che sorbetti, che aggiungono alcool a quello introdotto con i bicchieri (non troppi, eh! )di buon vino che accompagnano una già così allegra compagnia !



Ci saranno dolci e dolcetti, pastiere di grano, di riso, colombe con i più improbabili ripieni e coperture, biscotti e uova di cioccolato, con le più stravaganti e, talvolta, insulse, sorprese . . .
Ma un’amica carissima ci ha fatto una solenne promessa (tanto non la fa lei . . . eh eh)







La sua mamma, specialista in dolci, prepara la crostata crema e amarene, un tipico dolce napoletano di Pasqua, insieme alla Pastiera. Ha un sapore delicato e un tempo veniva preparato con le amarene fatte in casa… una vera bontà!!!
Ingredienti per uno stampo da 24 cm:
Per la pasta frolla:
farina 300 g – 2 uova – burro100 g – zucchero100 g – vanillina 1 bustina – bicarbonato 1 cucchiaino
Per la crema:
4 uova – 100 g di zucchero – 50 g di farina – 400 ml di latte – 100 g di amarene sciroppate – zucchero a velo
Procedimento:


Disponete la farina e lo zucchero a fontana su un ripiano o in un’ampia ciotola e mettetevi nel mezzo il burro ammorbidito, le uova, la vanillina e un cucchiaino di bicarbonato. Amalgamate velocemente gli ingredienti con la punta delle dita, incorporando la farina dai lati verso l’interno.
Con l’impasto formate una palla e lasciatela riposare, avvolta nella pellicola, per 1/2 ora in frigo.
Nel frattempo preparate la crema pasticcera. Mettete in una casseruola dal fondo spesso i tuorli con lo zucchero e mescolate bene. Aggiungete la farina e mescolate fino ad avere un composto liscio e senza grumi. Versate quindi sopra il latte a filo, sempre mescolando. Ponete la casseruola sul fornello a fiamma bassissima, mescolando in continuazione.
Una volta arrivata ad ebollizione, togliete la crema dal fuoco. Aggiungete 2 cucchiai di sciroppo di amarene e lasciatela raffreddare, mescolando ogni tanto affinchè non si indurisca in superficie.
Trascorso il tempo di riposo, riprendete la pasta frolla e stendeteta su un piano infarinato. Imburrate uno stampo per crostate da 24 cm e adagiate lo strato di pasta frolla. Versate sopra la frolla la crema pasticcera. Tagliate delle strisce dalla pasta rimasta ed intrecciatele sulla crema. Ripiegate leggermente i bordi esterni dell’impasto verso l’interno.
Aggiungete le amarene con un pò del loro succo su ogni rombo. In alternativa potete versare prima le amarene con un pò del loro succo sullo strato di crema e poi ricoprire tutto con uno strato di frolla .
Infornate la crostata crema e amarene a 180°C e cuocete per 40 minuti circa.
Sfornate la crostata con crema e amarene, lasciatela raffreddare, quindi cospargerla con lo zucchero a velo.





Un trionfo di frutta di stagione, un buon caffè, un digestivo, magari alle erbe, renderanno il pranzo completo . . . ma l’ingrediente migliore sarà l’affetto e l’allegria che terrà uniti tutti i partecipanti !





Beh, organizzatevi e distribuitevi i compiti . . . vi confesso che quello che io amo meno è . . . fare la spesa ! Nel caso toccasse a me, spero di trovare due ‘valletti’, validi, aitanti e carucci, disposti ad aiutarmi !
Buon Gusto ma soprattutto. . . una Felice Pasqua a tutti da Maria !


BUONA PASQUA DA MARIA E ANNAMARIA!!!

LA COERENZA

Diamo due definizioni, ma esistono anche altri significati :

  1. (Senso figurato) è un comportamento conforme alle proprie idee

  2. E’ stabilità in valori e/o ideali.

3.. A volte può significare rigidità, testardaggine.

 

Enzo-Ducky

Enzo:              Duc, sai cos’è la coerenza?

 

Ducky:            E’ quando uno dice delle sciocchezze….

Enzo:              No!

Ducky:            Se io dico una cosa e ne faccio un’altra, sono incoerente?

 

Enzo:              Più o meno,  ti avvicini.

Ducky:            Aspetta, vado e torno….vado a prendere un dizionario. Ti dò una definizione  precisa come un orologio svizzero.

Enzo:              Lascia stare gli orologi svizzeri e le battute fesse. L’argomento è piuttosto serio. Segui me nella  dissertazione e cerchiamo di fare onore alla cultura, come assento spesso.

Ducky:            Hai ragione. Ti seguo.

Enzo:              Domanda! Quante volte nel corso della vita abbiamo cambiato nettamente opinione su qualcosa come la politica. L’idea che avevamo di una persona,  la preferenza per un certo genere musicale?  Non sarà capitato tantissime volte. Perché, diciamocelo, noi esseri  umani  siamo tendenzialmente  coerenti  con le nostre stesse idee: non ci piace ammettere di aver maturato un’opinione completamente diversa.  Certo, a volte succede. Tuttavia, prima che questo accada, entrano in gioco tali resistenze psicologiche da rendere spesso vani persino gli sforzi di chi ci vuole persuadere.

Ducky:            Eh sì, non ci piace ammettere che abbiamo cambiato opinione.

Enzo:              Ogni opinione è composta da un equilibrio delicato di diversi dati, esperienze, emozioni:  pertanto finiamo spesso con l’ignorare o alterare ogni informazione che rischia di incrinarla.

Ducky:            Belle parole, ma io capisco meglio con gli esempi:  almeno uno.

Enzo:              Ti accontento.  Immaginiamo di essere convinti che gli episodi di criminalità siano in maggioranza opera di stranieri. Nel momento in cui il telegiornale parlasse di nuove statistiche che indicano inequivocabilmente che la maggiore quota di atti criminali in Italia è opera di italiani, ci troveremmo a dover fare una scelta:  o ammettiamo di esserci sbagliati, e quindi cambiamo idea, oppure cerchiamo di essere coerenti con la nostra opinione iniziale modificando la realtà. Come? Ad esempio, persuadendoci che i dati in questione siano stati alterati oppure che siano relativi a un periodo di tempo troppo breve per essere attendibili.  E’ il fenomeno della  dissonanza cognitiva teorizzato alla fine degli anni Cinquanta dallo psicologo americano Leon Festinger..

Woman legs in different shoes

Ducky:            Che dice questa teoria?

Enzo:              Secondo lo studioso, proviamo un senso di disagio quando le nostre convinzioni vengono smentite dalla realtà  e questo ci spinge ad adattarci in qualche modo pur di rimanere coerenti con se stessi.

Perché questo avviene? Avviene perché la coerenza è un percorso noioso ma sicuro, spiega ad Airone Umberto Longoni, psicologo. Abbiamo tutti i nostri schemi mentali nelle nostre situazioni di vita. Cambiare opinione richiede invece energie e tempo e ci costringe a rimettere in discussione noi stessi. Inoltre siamo stati educati a seguire un ideale di coerenza. Se non lo facciamo ci sentiamo in colpa.

Ducky:            Mi serve un altro esempio per capire ancora meglio. Grazie!, Prof!

Enzo:              Io circa 30 anni fa avevo il brutto vizio di fumare. Poi ho smesso. E ne sono rimasto felice. L’esempio che faccio riguarda proprio i fumatori  – compresa un’amica della chat Eldy- . L’esempio mette a dura prova la coerenza di molti: ebbene i fumatori  sanno che le sigarette fanno male, eppure non smettomo.

Eppure in casi come questi possiamo cambiare comportamento, cioè abbandonare il vizio, oppure cambiare le nostre convinzioni sul fumo.  Ad esempio convincendoci che nel nostro specifico caso il fumo non fa così male perché abbiamo uno stile di vita sano oppure perché fumiamo poche sigarette.

Ducky:            E’ un modo per ingannarci…di farci fessi. Uno dice “ma fumo poche sigarette…e continuo a fumare senza modificare il proprio comportamento…incoerente.

Enzo:              Un’altra strategia? Nel caso del fumo, cercheremo di non frequentare chi ci ricorda che il tabacco fa male, evitando così di rendere evidente la nostra incoerenza.

Certo, a volte siamo costretti cambiare idea. Ad esempio essere bombardati per lungo tempo da informazioni  che mettono in crisi le nostre convinzioni oppure vivere un’esperienza choc che ci coinvolge profondamene può farci ripensare alle nostre certezze.

Nonostante la coerenza sia utile alla vita sociale, resta in fatto che a volte può essere una trappola. La troppa coerenza”, spiega Longoni, “è simile a un difetto e può nuocere alla salute quando diventa rigidità di scelte e di comportamenti    e può degenerare sofferenza, dolore e delusione; quindi è sbagliato pensare che non cambiare idea sia una virtù:  noi stessi siamo in progressivo cambiamento, anche fisicamente. Dunque,  abbiamo bisogno  non tanto di coerenza quanto di  ELASTICITA’ MENTALE E GRANDE DISPONIBILITA’  AL CAMBIAMENTO.

 

Ducky Aspetta, se ho capito bene, bisogna essere coerenti ma non a tutti i  costi, bisogna essere disponibili  a cambiare idea, opinione,  punto di vista. Esatto?

Enzo:              Esatto! Non immaginavo che ce l’avresti fatta!

Ducky:            Certe volte ti supero in intelligenza e logica creativa.

Enzo:              Non ti “allargare” troppo.  Tu raramente capisci tutto.  Ora continua a seguirmi.  Cercherò di fare una sintesi così capirai meglio tu.

Ducky:            Ancora, cominci a rompere…gli zebedei…

 

Enzo:              …cosa sono gli zebedei?

Ducky:            Gli “attributi”, caro fratello.

Enzo:              Quelli della grammatica italiana?

Ducky:            I grossi cogli…quelli che tu rompi. Capito ora?

 

Enzo:              Eh calmati, lo sai che scherzo. Dai su, si chiude con la schematizzazione.

Ci sono due tipi di COERENTI e due di INCOERENTI.

 

Coerenti Funzionali:

Sono soggetti con sicurezze interiori e valori  ben chiari,  procedono su binari che possono variare e cambiare direzione, ma seguono comunque una linea di comportamento che procura loro un senso di libertà, di autostima e di interna consapevolezza di trovarsi nel giusto.

Coerenti Disfunzionali:

 

Sono soggetti che vivono la loro coerenza come un obbligo.  Così questa diventa  una gabbia  di schemi, routine, atteggiamenti e scelte stereotipate immutabili che li opprimono e li limitano.  Queste persone possono sviluppare perfino sintomi psicofisici di vario genere.

Incoerenti Funzionari

 

Sono persone con un’ampia visione della vita e che amano i cambiamenti.  Sono elastiche e si innamorano spesso di situazioni, progetti e traguardi diversi. Sempre,però, con una positiva spinta alla realizzazione di sé   e delle proprie potenzialità. Mutevoli, intraprendono  percorsi che li arricchiscono interiormente.

Incoerenti Disfunzionali

 

Sono individui poco affidabili, anche nei confronti di se stessi:  spesso si tradiscono e smentiscono i loro stesi propositi. Vivono di entusiasmi repentini che subito si spengono o ricominciano mille cose che non portano a termine. Anziché sperimentare soddisfazione e piacere, spesso sono poco – o per niente – motivati e confusi.

Enzo:\             Duc,  ricorda…coerente sì ma disponibile ai cambiamenti.

O.B                 E non a caso si dice che solo gli imbecilli non cambiano idea.                                       Dunque resto dell’idea che posso sempre cambiarla.

Fonte: Airone

 

Annamaria… a dopo

 

I GATTI ROMANI

A proposito di gatti…

Due romani si incontrano:
– Come stai ? –
– Ma sta bbono va’, c’ho certi cazzi per il culo! La gatta m’ha fatto quindici cuccioli: che cazzo ce faccio ? –
– E buttali, no ? –
– Ahò, ma sei n’animale ! Pòre bestie !
– Ma pe’ butta’ volevo di’ de lascialli lontano da casa, che se troveno da magna’ e da vive. Per esempio: tu abbiti a S. Giovanni, li porti ar fosso de la Marana, vicino ar Tennis Club, e hai risòrto ! –
– Pò èsse ‘na bòna idea ! Te faccio sape’ !
Passa un giorno e lo richiama:
– Ahò ! Ma ce credi ? So’ tornati tutti e 15 a casa stamattina! Come cazzo hanno fatto ! –
– E’ n’istinto ! Nun te preoccupa’: portali piu’ lontani, al Quarto Miglio, Via di Tor Carbone, davanti ar centro sportivo !


Passa un giorno e ritelefona all’amico:
– Ahò ! Porca mignotta lurida ‘nfame ! So’ ritornati a casa, a piedi, da sooooliiiii! –
– A mali estremi …. Stamme a senti’: prendi la Via dei Laghi, imbocca Via Spinabella; appena hai passato l’Helio Cabala, prendi il quarto sterrato a destra, fai du’ chilometri e mezzo e becchi le grotte ‘ndo’ se rifugiavano li nonni durante la guerra, precisamente la settima sul primo dislivello a sinistra, entri, fai 400 metri fino a che mòre drento n’anfratto e li lasci li’ e te li levi dar cazzo ! ! Chiaro ? –
– Chiarissimo ! Grazie, sei proprio n’amico, sei !
Passano due giorni e mezzo e lo richiama:
– Allora, com’e’ annàta ?
– Ma l’anima de li mejo mortacci tua ! ! !
Si nun era pe’ li gatti, cor cazzo che tornavo a casa !

Annamaria… a dopo

 

 

ONU: Vogliamo che le carceri siriane siano poste sotto la tutela delle Nazioni Unite.

Firmo con la speranza che noi ‘umani’ possiamo impegnarci e stoppare questi orrori!
Purtroppo quanto avviene In Siria è sotto l’indifferenza Europea.


Vuoi vedere l’Italia starsene ferma al Consiglio di Sicurezza ONU mentre degli inermi sono torturati ed uccisi impunemente ogni giorno nelle prigioni siriane ?
Il Rapporto Amnesty attesta l’esecuzione in carcere di oltre 13 mila detenuti in Siria, a pochi chilometri da Damasco ed in territorio governativo. Le esecuzioni sono praticate dopo tortura e dopo processi-farsa della durata di pochi istanti, fatti al solo scopo di evitare future responsabilità in caso di sempre più eventuali indagini internazionali.
Rivolgiamo un appello al Governo Italiano, quale nuovo membro temporaneo del Consiglio di Sicurezza ONU, per indire con urgenza una riunione del Consiglio di Sicurezza e farsi carico di una mozione d’intervento umanitario in Siria.
Chiediamo un controllo internazionale sulle carceri Siriane, in primis quella di Saydnaya oggetto dei barbari massacri. Chiediamo che le carceri siriane siano immediatamente poste sotto la tutela dei CASCHI BLU delle Nazioni Unite.
L’ONU ha diritto d’esistere soltanto se mantiene fede alla propria Carta dei valori, primo tra tutti salvaguardare i diritti universali degli individui, ovunque essi siano.
Non rendere l’Italia partecipe di questa ignominia.
Se sei d’accordo con noi, FIRMA IL NOSTRO APPELLO PERCHÉ L’ITALIA SI FACCIA PROMOTRICE DI UN IMMEDIATA TUTELA UMANITARIA DEI CASCHI BLU ONU NELLE CARCERI SIRIANE!
Questa petizione sarà consegnata a:
Presidente del Consiglio dei Ministri
Paolo Gentiloni
ONU
Governo Italiano

Fabrizio Cugia  Italy

firma la petizione

 

 

Annamaria… a dopo

SAPETE AUTOCONTROLLARVI?

Sapete tenere a freno gli impulsi come fame, sesso?

di Enzo

Enzo: Sei a dieta…

Ducky: Chi io? Che domande? Lo sai bene…che non lo sono…ah ho capito…si tratta di introdurre il pezzo. Ok, sono pronto.

Enzo: Sei a dieta…

Ducky: Oh, fratè, sei sordo? Non sono a dieta!

Enzo: Immagina per ipotesi: ti do’ del “voi”, Ok?

Ducky: Che mi dai?

Enzo: Oh Gesù, ti parlo col “VOI”, è per cominciare il “pezzo” per supposizione…immaginiamo, Duc… ma ci sei con la testa?

Ducky: Eh non t’infiammare per una sola supposizione…fossero due, ti darei ragione.

Enzo: Chiamo OB, se continui…ma non a mani nude…con la padella e il mestolo, ti farà un “colpo doble” sulla capoccia.

Ducky: Incosciente, era solo per capire. Parti con la disgqis…parti e basta.

Enzo: Parto con il “voi”. Siete a dieta, ma passate davanti a una pasticceria con la vetrina stracolma di torte e pasticcini. Siete – sempre per ipotesi – felicemente fidanzati, ma una collega dal fisico mozzafiato vi fa una corte spietata. Cosa fate?

Ducky: Non te lo dico. Già mi prendono per uno “sciupafemmine”…fossimatto.
Mica sono come te, poeta che intenerisce, “‘o poeta che sogna”, tu così muori… con i sogni.

Enzo: Eppure, rifletti…io rappresento i sogni tuoi.
Ora smettiamola e andiamo avanti. La domanda è la mozzafiato vi corteggia. Cosa fate? Riuscite a resistere, sempre per ipotesi?

Ducky: La scienza cosa dice?

Enzo: La scienza ha scoperto che l’auto controllo, cioè la capacità di tenere a freno impulsi come fame, sesso e aggressività, è importante per godere di buona salute e vivere in serenità i rapporti sociali. Chi esercità la forza di volontà ottiene di più. Diversi fattori influenzano l’auto controllo, spiega ad “Airone” lo psicologo sociale americano Roy Baumeister, autore con John Tierney di La forza di volontà. Come sviluppare i muscoli del successo (Tea) Le nostre ricerche suggeriscono che la forza di volontà è limitata; se la usiamo per un obbiettivo ne abbiamo meno per un altro. Certo possiamo allenarla. Chi ha un buon autocontrollo non ha necessariamente più forza di volontà, ma sa usarlo meglio. Gli studiosi hanno appurato che più si è intelligenti e meno siamo impulsivi, cioè riusciamo più facilmente a controllarci.

Ducky: Secondo te, quanto sono intelligente?

Enzo: E’ meglio che non te lo dico.

Ducky: Insisto, lo voglio sapere!

Enzo: Non mi assuno responsabilità, Duc.

Ducky: Dimmelooo!

Enzo: Sei psicolabile, sei sottodotato!

Ducky: Allora ho preso da te. Scombinato, siamo seri.

Enzo: A prescindere dalla personalità di ciascuno , è comunque vero che in alcune situazioni tutti siamo più esposti a cadere in tentazioni. Anche solo uno stress moderato può influire sulla capacità di autocontrollo di fronte a una scelta conflituale, ad esempio , tra un cibo salutare e uno più gustoso.

Ducky: Come si fa a resistere alle tentazioni?

Enzo: Immagina per un momento…siamo di fronte a una gustosa torta, ma siamo a dieta; mente e corpo lottano per non farci cadere in tentazione. Che cosa succede dentro di noi?

Ducky: A OB verrebbero i tic nervosi e una tachicardia forsennata.

Enzo: Non farti sentire…per carità, lei avverte gli ultrasuoni anche dinnanzi a un piatto di linguine…

Ducky: ….come un cane carcatore di tartufi?

Enzo: Una specie! Comunque, le aree del cervello che regolano l’autocontrollo sono quelle dei lobi frontali, soprattutto il destro; se si dovessero ledere queste aree si diventa incapaci di controllare le emozioni e si perdono i freni inibitori.

Ducky: Troppo autocontrollo non è che faccia male, Enzo?

Enzo: Aspetta, lascia che te lo spiego bene, in modo semplice e chiaro. Bloccare le nostre emozioni è dannoso: chi reprime sentimenti forti come paura e rabbia soffre più facilmente di ipertensione, malattie cardiovascolari, malattie renali e perfino di cancro, ma non lo dico io. A sostenerlo sono ricercatori dell’Università di Jena (Germania) che hanno condotto uno studio i cui risultati sono stat pubblicati nel 2012. Tuttavia, il discorso non vale quando l’autocontrollo è uno strumento per non cadere in tentazioni dannose. Ma conta come lo usiamo.

Ducky: Chiarisci il meccanismo perché non l’ho capito.

Enzo: “Non abbiamo riscontrato effetti negativi dell’auto controllo” ha spiegato Roy Baumeister. “L’autocontrollo è uno strumento e come tutti gli strumenti piò essere usato in modo positivo o negativo, bene o male.”

Ducky: In che senso?

Enzo: Immagina di possedere un ombrello…lo puoi usare male dandolo in testa a qualcuno o aprendolo – usandolo bene – per ripararti dalla pioggia o dal sole; altro esempio: un criminale senza autocontrollo farà più danni di un criminale con autocontrollo.

Ducky: Ben detto e spiegato anche bene, ma se qualche imbecille, maschietto o femminuccia mi manca di rispetto e ci gioca un brutto tiro, che si fa? Io l’autocontrollo glielo scasso in testa. E tu?

Enzo: A me quando mi vengono i 5 miuti, due autocontrolli non basteranno. Ora, caro, Duc, con un solo autocontrollo ci faremo due spaghettini con sugo “scarpariello”. Così faremo onore alla primavera.

O.B Detto fatto ecco serviti gli spaghettini…

Fonte: Airone

Annamaria…a dopo