PERSONAGGI FAMOSI E…CIBO- GIACOMO PUCCINI

Giacomo Puccini cuoco e gastronomo

 Giacomo Puccini (1858-1924)

Giacomo Puccini nacque a Lucca da una famiglia di musicisti, dimostrando di possedere fin da piccolo un grande talento musicale.
Di temperamento indolente e poco incline allo studio, in quel periodo della sua vita si limitò ad accompagnare con l’organo le funzioni religiose; l’ascolto della “Aida” a Pisa, dove il giovane si era recato a piedi “consumando un paio di scarpe”, fu la scintilla che lo spinse a studiare appassionatamente musica presso il conservatorio di Milano.


Negli anni giovanili Puccini divenne, quando poté, molto attento ai piaceri della tavola, concludendo le giornate lavorative di fronte ad una sostanziosa cena assieme all’amico Mascagni..


Se i soldi mancavano, da buona forchetta si divertiva a creare personalmente ricette come “pasta con le anguille” o “aringhe coi ravanelli”.
Così scriveva: “… La sera, quando ho quattrini vado al caffé, ma passano moltissime sere che non ci vado, perchè un ponce costa 40 centesimi… Mangio maletto, ma mi riempio di minestroni…e la pancia è soddisfatta”.


Anche dopo gli anni delle ristrettezze economiche, Giacomo continuò a coltivare l’arte del cucinare, mettendosi all’opera sopratutto per la rumorosa schiera degli amici di Torre del Lago (LU). Con loro condivise la passione per le battute di caccia e le allegre tavolate che ne seguivano, fatte a base di fagiani arrosto, folaghe rosolate o pernici fritte.
Il Maestro amava ingentilire il pasto con mandarini, vino frizzante e latte alla portoghese, secondo le notizie culinarie trapelate dalle ricerche del Centro Studi Puccini e dal ritrovamento di due lettere in cui Giacomo scrive a Isola Nencetti Vallini, sua cuoca preferita.

 


Si racconta che l’autore di Boheme, Tosca e Madama Butterfly, avesse anche un’altra golosità. Sembra che andasse spesso a far visita all’anziana sorella suor Angelica, monaca in un convento di Lucca, spinto soprattutto non dall’amore fraterno ma dalla passione per i fagioli cotti al fiasco che mangiava al refettorio. Puccini si riuniva con un gruppo di artisti e scrittori presso una bettola “La capanna di Giovanni dalle bande nere” (Torre de Lago) da subito ribattezzata Club La Bohème. Qui passavano molto tempo, bisbocciando allegramente, bevendo vino e giocando a carte, con vivo disappunto dell’aristocratica moglie Elvira. Questi buontemponi arrivarono a redigere anche una specie di scherzoso statuto qui di seguito riportato:
Art 1 – I soci del Club “La Bohème”, fedeli interpreti dello spirito onde il club è stato fondato, giurano di bere e mangiar meglio.
Art. 2 – Ammusoniti, pedanti, stomachi deboli, poveri di spirito, schizzinosi e altri disgraziati del genere non sono ammessi o vengono cacciati a furore di soci. 
Art. 3 – Il presidente funge da conciliatore, ma s’incarica d’ostacolare il cassiere nella riscossione delle quote sociali. 
Art. 4 – Il cassiere ha la facoltà di fuggire con la cassa. 
Art. 5 – L’illuminazione del locale è fatta con lampada a petrolio. Mancando il combustibile, servono i “moccoli” dei soci. 
Art. 6 – Sono severamente proibiti tutti i giochi leciti. 
Art. 7 – È vietato il silenzio. 
Art. 8 – La saggezza non è ammessa neppure in via eccezionale.

Ed ecco come preparare la specialità preferita dal maestro, che rimane una delle ricette tipiche toscane che accompagna “la fiorentina”

F a g i o l i a l f i a s c o

 

Ingredienti Giacomo PucciniFagioli secchi – acqua – olio d’oliva – aglio – salvia – pepe nero

Preparazione Si mettono i fagioli secchi in ammollo dalla sera precedente.
In un fiasco di terracotta si mettono i legumi, dell’olio d’oliva, spicchi d’aglio, foglie di salvia e aggiungendo tanta acqua da affogare i fagioli.
Si chiude il fiasco con un tappo di terracotta, al fine di far uscire il vapore durante la cottura e si adagia in un letto di brace, badando bene che il liquido non bolla mai.
Si lascia sobbollire per cinque o sei ore; i fagioli al fiasco si servono conditi con una cascata d’olio d’oliva e pepe nero macinato.

Qualche suggerimento pratico

Riprodurre il gusto della cottura dei fagioli in questo modo è possibile solo se si dispone di un forno a legna o caminetto. Le alternative potrebbero essere: – posizionare la bottiglia sul piano a gas, con una grata metallica sotto la bottiglia per evitare che la fiamma diretta sia a contatto con il vetro, rompendolo – ottenere una pentola grande, posizionare un cestino di metallo sul fondo per tenere la bottiglia in posizione verticale, ma anche per fungere da barriera tra il fondo della pentola e il fondo della bottiglia, quindi riempire la pentola con acqua fino a raggiungere lo stesso livello come il top dei fagioli nella bottiglia, poi portare lentamente a ebollizione e cuocere fino a quando l’acqua all’interno della bottiglia di fagioli è quasi tutto andato. Continuare ad aggiungere acqua calda per la pentola quando evapora per mantenere lo stesso livello di acqua.

 Tipo di bottiglia da usare : bottiglia di vetro, come le tradizionali bottiglie di vino Chianti o una terracotta / vaso di creta a forma di bottiglia in quanto è necessario al collo per essere stretto per chiudere la maggior parte di esso in su.

 Tipo di sughero / spina : è ​​importante che la bottiglia da coprire, ma allo stesso tempo è necessario consentire la parte del vapore caldo a fuggire per evitare che la bottiglia di esplodere. Alcuni suggeriscono di utilizzare un tappo di terracotta, in quanto è porosa e consentirebbe al vapore di fuoriuscire, ma il metodo più pratico è quello di utilizzare una pallina di cotone imbottito vagamente a coprire l’ingresso della bottiglia o fare buchi in un tappo di sughero con una coltello affilato. La palla di cotone sembra la scelta più pratica e più facile.  Tempi di cottura : se si utilizza un camino o un forno a legna, potrebbe richiedere fino a 5 a 6 ore per i fagioli da cuocere. Se si utilizza la grata metallica sotto la bottiglia sul vostro piano cottura, il tempo dovrebbe essere di circa un’ora (a fuoco medio). Se si utilizza il metodo di cottura nel cestino di metallo,si cuociono i fagioli finché l’acqua all’interno della bottiglia è evaporato.

 

 una scena “mangereccia” della Boheme !

 

 MARIA… a dopo