QUANDO I BRUTTI PENSIERI CI ASSILLANO

di Enzo e Ducky

Enzo: I pensieri…Duc, i pensieri…

Ducky: Che hai prof? Io non riesco a prendere sonno da un po’ di tempo. Ma tu stanotte sbuffavi…soffiavi.

Enzo : Con una folla di persone assalivamo una banca… io picchiavo con un randello il direttore. Improvvisamente è arrivata la polizia; mi hanno ammanettato e spinto sul cellulare; un poliziotto mi ripeteva “ti farai 30 anni di galera”…poi mi sono svegliato e ho sentito una specie di crampo alla gamba destra.

Ducky: Era il calcetto che ti ho dato.

Enzo: La sensazione di paura…che pensieri! Non farlo più però.

Ducky: Eh…timori…pensieri, te ne potevi fregare!

Enzo: I pensieri quando vengono vengono. Sono come chiodi ficcati in testa. Ti vengono i pensieri di ogni specie, specialmente quelli brutti. Ne vogliamo disquisire, Duc?

Ducky: Caspita, hai scelto proprio un bell’ argomento. Comunque, ok. Lo faccio perché sono il tuo Alter-Ego.

Enzo: “Non sono come dovrei essere”, “Gli altri sono meglio di me”, “Faccio solo errori”, quante volte immaginiamo e la mente sembra bloccata su pensieri negativi.

Ducky: Diciamo spesso così.
Enzo: Ciò però non ci aiuta a migliorare, anzi.

Ducky: Gli psicologi cosa dicono?

Enzo: Ci mettono in guardia: dicono che questi pensieri, che loro chiamano “disfunzionali”, sono velenosi per la nostra mente. A volte diciamo “tanto non c’è soluzione” , “ è’ inutile andare avanti”. Queste frasi sono pericolose e autolesionistiche.

Ducky: E allora?

Enzo: Non bisogna dirle, perché generiamo pensieri rigidi, alcuni dei quali sono pericolosamente “tossici” per la nostra stabilità mentale. Secondo la dottssa Sabrina Cattaneo, psicoterapeuta comportamentale ecco i 10 pensieri TOSSICI:

01- Paragoni continui
“Il mio vicino di casa ha un auto lussuosa e fa vacanze da sogno mentre io no”. Paragonarci agli altri, sentendoci inferiori, invidiosi o perdenti, fa male e non serve a nulla. Con il tempo questi paragoni possono influenzare portandoci alla depressione.

02- Catastrofizzare
Consiste nel pensare che un evento avrà conseguenze ben più gravi di quelli reali. Vostro figlio incespica e si sbuccia un ginocchio e voi vi angosciate: Oh Dio, esce del sangue, ci puo’ essere l’infezione…si può anche morire. Esagerare eventi negativi porta tristezza, ansia e disperazione.

03- Personalizzare
E’ la tendenza a pensare che da noi dipende ogni insuccesso. O che siamo sempre al centro dell’attenzione. Esempio: Stamattina Stefano non mi ha salutato. Sicuramente ce l’ha con me. Significa che tendiamo a prenderci la responsabilità di tutto, stando male inutilmente prendendoci il senso di colpa.

04-Tendenza a giudicarci troppo rigidamente
Significa che recriminiamo su troppi errori o mancanze. A volte poi ci poniamo regole troppo ferree, ad esempio: “Devo comportarmi bene ed essere sempre approvato dagli altri altrimenti sono un incapace”.

05- Generalizzare
Avviene quando arriviamo a conclusioni generali in modo arbitrario. Ce l’hanno tutti con me; le donne sono tutte uguali. Evitiamo di generalizzare^.

06- Denigriamo sempre
Parliamo male avendo scarsa autostima di noi stessi o di altre persone dicendo “I miei collaboratori sono tutti incompetenti.” Per alcuni (Alfred-Eldy) è impossibile vivere senza criticare gli altri: questo pero’ è un segno di malessere visto che la critica implica insoddisfazione.

07- Non considerare i nostri pregi
E’ un errore non vedere i nostri pregi o sminuirli. E’ sbagliato dire: “Sì, abbiamo vinto ma gli avversari erano delle schiappe.

08 – Ragionamento emotivo
Crediamo che qualcosa sia vero solo perché “sentiamo una emozione”, ignorando le evidenze cioè il fatto positivo.

09 – Pensiamo in negativo su un avvenimento certo
Alla conferenza mi impappinerò e non riuscirò a parlare. Ad un incontro di tennis mi lamento dicendo: “Sicuramente perderò l’incontro, assumendo un atteggiamento insicuro in partenza. Certamente però gli intelligenti hanno più strumenti psichici e questo è un punto a loro favore: ricordate questo suggerimento: quando si comprende meglio il problema, la soluzione è più facile.

Ducky: Madonna santa, Prof Enzo, ma non bisogna estremizzare; se uno ha tutti questi pensieri “TOSSICI” deve fissare un appuntamento con uno psicologo…ha bisogno di cure…ti sembra?

Enzo: Sembra anche a me. Forse in qualche social di tua conoscenza è presente qualche “tipo” o “tipa” bisognoso di qualche terapia. L’interrogarsi, il voler capire, l’approfondire possono portare a non chiudere mai il ragionamento. Secondo lo psicologo americano Daniel Coleman, che suggerisce di concentrarci sulle emozioni, evitando la rigidità dei pensieri analitici e razionali che ci impediscono di guardare ai problemi da punti di vista alternativi.
Quando infatti pensiamo in modo troppo razionale apriamo la strada alle ossessioni.

Ducky: Siamo ricchi di problemi che ci intossicano l’esistenza. Ma non tutti riescono a fronteggiarli. Quando qualcuno già attanagliato da problemi sociali viene trafitto da un lutto di una persona di ineffabile valore e sentimento umano è costretto ad un lungo tempo di penosità di lacrime. E la parola consolatrice sembra perdere consistenza. Purtroppo con la angoscia nel cuore bisogna “CONTINUARE A VIVERE” e a Te carissima Annamaria dico “porta sempre con te le gioie, le tristezze, le lacrime, le carezze e i più teneri e dolci ricordi di Tua Madre che ora ti vuol bene da Lassù.
Come io porto i miei di Mia Madre

Font: Airone

Annamaria… a dopo

Un pensiero su “QUANDO I BRUTTI PENSIERI CI ASSILLANO

  1. Enzo sei bravissimo …morale, bisogna dare la giusta importanza alle cose, spesso non e facile

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