RIUSCITE A FARVI CAPIRE?


Per vive felici occorre che gli altri ci amino. Saper comunicare con quelli intorno a noi in modo chiaro, concreto e senza artifici, può aprire molte porte, fino ad annullare ogni incomprensione in famiglia, con colleghi, con amici, e…con la persona amata. In poche parole, se non riuscite a dire esattamente quello che vorreste al vostro Lui o alla vostra Lei,, il rischio di rimanere isolati è molto forte.

Enzo-Ducky

Enzo:               Duc, so che te la cavi bene con gli altri, parli in un certo modo. Insomma ti fai capire molto bene.

Ducky: Avevi qualche dubbio? E’ noto che sei brillante nella parlantina…hai la lingua molto sciolta. A proposito di eloquenza…sai che cosa mi ha detto la nostra Annamaria?

Enzo:               …che le piacerebbe allacciarsi in un tango con te?

Annamaria        Il tango rilassa, riduce il livello di stress e aumentano le capacità cognitive…lo sapevate? Dunque, perchè no? Famose sto tango Enzo!

Ducky: Spiritosi…te lo voglio dire…ha detto che sono un faro…

Enzo:               Un faro!?  Come quello che fanno luce per le navi?

Ducky: Esattamente!

Enzo:               Tu subito t’illudi. Duc, tu  puoi illuminare una pila….al massimo un lampione di un vicolo.

Ducky: Oh, prof  mi fai finire?  Lei ha detto queste precise parole…”qui sei un faro per tutti noi”, voleva dire nell’ambiente Eldy-Chat. Chiaro?!

Annamaria:       Confermo! Alle volte spento pero’….

 

Enzo:               Ma come, è mai possibile che non mi conosci. Scherzo.

Ducky: Però, un tango lo farei…

Annamaria: stiamo già ballando…vedi sopra

Enzo:               …per sentire i suoi “fari” sul mio petto.

Annamaria       Ocio che arriva la famosa padellata in testa!

Ducky: Oh, ma tu di chi stai parlando?

Enzo:               Di Annamaria scombinato!

Annamaria:      Lascialo perdere , mi sta pestando i piedi !

Ducky: Io mi riferivo a OB (Annamaria), anch’io scherzo, sai.  E questa me la chiami “comunicazione”. Chissà cosa pensa, lei.

Annamaria:        Sono troppo impegnata con il tango per pensare.

Enzo:                Caro prof, a Napoli  c’è il detto!  “Quanno ‘o ciuccio nun vo vevere, hai voglia di sgridarlo”, che significa…Quando l’asino non vuole bere è inutile sgridarlo. Fratello, passiamo alle regole della comunicazione con il prossimo.

Ducky: Sono parecchie le regole?

Enzo:               Sono 9. Ognuno di noi ha UN MODO particolare di  comunicare: il tono, le parole, i gesti, le frasi ricorrenti…Un modo che però può anche esprimere disagi e conflitti.

LA FORMA TRADIZIONALE: siete vincolati alle regole della vita sociale: tutto deve soddisfare gli standard del buon gusto. Sapete come gestire una serie di argomenti che sembrano  “neutri” in una discussione che sta diventando scomoda. Non vi sfogate o inceppate.

LA ROUTINE:  vi muovete sul sentiero delle buone maniere, cioè del “politicamente corretto”. Ma con una scintilla che salta fuori di tanto in tanto che vi fa dire anche parole ineleganti, come a voler dimostrare e sottolineare qualcosa.

LA FORMA RAZIONALE: comunicare vi sembra il modo ideale per esercitare l’arte della persuasione. I vostri discorsi sono spesso lunghi, monologhi complessi: volete essere sicuri di aver spiegato bene. Ciò riflette il dominio della ragione: è tutto nella mente. Quello che conta davvero è di andare sempre a fondo nelle questioni.

LA FORMA ANSIOSA:  il vostro stile di comunicare è caratterizzato dal timore di non farvi sufficientemente capire, apprezzare, approvare. E’ un susseguirsi di domande, scuse, correzioni. Un modo di esprimervi che rivela tutta la vostra insicurezza. Spesso dire: Per favore, scusatemi se vi ho disturbato. Quando iniziate a mangiarvi le parole, fermatevi immediatamente.

LA FORMA DEPRESSA:  parlate poco, con voce bassa mista a paura. Non trovate mai un buon argomento di conversazione che vi interessi per più di cinque minuti…a volte vi contenete per non esplodere o scatenate un’aggressività repressa e colpevole.

LA FORMA REPRESSA: ciò che conta per voi è il controllo. Mai  una parola di troppo, mai un gesto sbagliato. Bloccate l’espressività per fermare la carica emotiva che sta in voi. Spesso dite: Mi dispiace se mi sono intromesso troppo.

LA FORMA SOSPETTOSA: parlate spesso servendovi di metafore e proverbi che appartenevano alla vostra famiglia d’origine e fate attenzione a ogni gesto, a qualsiasi sguardo ed espressione, per portare avanti le vostre ragioni, le vostre conclusioni. In questo modo la comunicazione con gli atri viene compromessa dai vostri pregiudizi.

LA FORMA EGOCENTRICA:  tendete a mettervi al centro di ogni tipo di comuniczione. Spesso parlate in prima persona e vi piace raccontare aneddoti e cose che vi sno successe. In questo modo correte il rischio di togliere spazio agli altri: in pratica non avviene un vero dialogo.. Dite molto spesso : Io ritengo che…evitate di dire sempre…io faccio, io dico, io penso, io sono…

 

LA FORMA SPONTANEA MIGLIORE: è un modo di comunicare liberamente, in modo naturale. I vostri pensieri arrivano direttamente al vostro interlocutore, senza filtri di nessun genere. Lo sguardo, i gesti, sono risorse, sono risorse che vi danno fiducia. E’ la strada migliore per una comunicazione efficace.

La vostra frase preferita: “Ti ascolto, mi interessa molto quello che dici.”

Suggerimento: “Continuate così, esprimendovi in piena libertà, ma con sufficiente sensibilità.

LE PAROLE? Forse non avete idea del loro potere!

La parola può essere un’arma letale, come può essere una dolce carezza per  un uomo o per  una donna innamorata. Grazie alla parola date forma ai vostri pensieri, ai vostri progetti, alle vostre credenze. Con essa imparate a nominare le cose che avete attorno e le fate vostre. La parola non solo vi tocca emotivamente, ma arriva anche al vostro fisico.

Un riferimento che  vale ai LUI e alle LEI. Pensate al potere di certe parole che avete pronunciato quando eravate piccoli/e. Vi avranno accusato di essere dei “ribelli”, dei “maschiacci”, perché si aspettavano da voi un diverso comportamento.

 

Ducky: Prof,  questa lezione mi è piaciuta assai, specialmente la forma spontanea, la migliore, come hai asserito tu.

Enzo:               Meno male, ogni tanto rinsavisci.  E mi sorprendi.

Ducky: Fratè, non cominciamo, e’ meglio che la concludiamo in armonia.

ENZO E DUCKY………TANGO!

Annamaria       Tangando!? …Aspettavo di ballare il tango con voi. Pero’ ho capito tutto Prof!!!

 

ENZO (Vincenzo Liberale) & Annamaria

Fonte: Psicologia

“Tu, ti fai capire?